lunedì 21 settembre 2015

Recensione #83 - Un giorno come un altro di Filippo Venturi

Buon lunedì carissimi! Come è andato il vostro week end? Il mio super impegnato, tutto è tornato come prima delle ferie!!!
Oggi ritorno con una recensione, visto la quantità di quelle arretrate. Vi parlo di un libro che mi è stato inviato direttamente dall'autore e che ha saputo conquistarmi da subito: Un giorno come un altro di Filippo Venturi edito da Pendragon, 221 pagine.

Trama: Bologna, 2014: la mostra "Il mito della Golden Age", che espone, tra gli altri, il celeberrimo dipinto di Vermeer "La ragazza con l'orecchino di perla", è nel suo pieno svolgimento. Grazie a un'incredibile serie di circostanze favorevoli, Martino, meccanico spiantato dedito ai furti di cerchioni, in una tranquilla serata di maggio riesce a intrufolarsi a Palazzo Fava, sede dell'esposizione, e a entrare in possesso del quadro. Parte così la storia del furto del secolo che, tra ricerche disperate e strampalate richieste di riscatto, vede protagonisti ladri dal cuore buono e funzionari tutt'altro che ineccepibili, in un crescendo di colpi di scena che porteranno a un finale inaspettato...

Bologna 2014. La città è in fermento per l'avvicinarsi dell'importantissima mostra in cui verrà esposta il famosissimo dipinto La ragazza con l'orecchino di perla.
Martino, ladruncolo da quattro soldi con precedenti penali, quella ragazza la conosce bene, ma solo perchè il suo sguardo lo fissa da tempo da ogni angolo della città. Non sa come si chiami, non sa quanto valga.
È una notte come tante quando, rubando quattro cerchioni da una 500, viene pizzicato ed inseguito da una volante. Non si fa prendere dal panico, inforca la sua bicicletta rubata e sfreccia a tutta velocità cercando di seminare i suoi inseguitori. Non vuole essere preso, in galera ci è stato da poco e non ha nessunissima intenzione di tornarci.
A quanto pare è la sua serata fortunata - e lui ancora non capisce quanto - visto che la volante finisce dritta dritta dentro un camioncino che viaggia contromano e lui, nel trambustro della situazione, riesce a trovare un portone aperto in cui nascondersi per far calmare le acque.
Cerca solo un posto tranquillo dove riprendere un po' fiato ma evidentemente, come dicevo prima, questa è proprio la sua giornata fortunata.
Scavalca un cancello, entra da una grata, supera una porta e si ritrova in un grande salone, quello di un Museo con un numero indefinito di quadri che lo circondano. Non è un museo qualunque, è IL mueseo, quello dove è esposto La ragazza con l'orecchino di perla che infatti lo fissa con quei suoi occhioni da una sala a lei dedicata. È così, per caso, che prende piede il colpo del secolo, senza premeditazioni, senza particolare studio delle mappe del palazzo, nè di quelle dei sistemi di allarme che - a quanto pare - sono staccati.
Nasce così, semplicemente da un caso, un'occasione che rappresenta forse una possibilità di rivalsa che la vita gli sta offrendo.
È in questo modo che conosciamo Martino, il suo aspetto un po' sciupato di quarantenne che ha patito molto nella vita, un uomo senza grandi propositi ma con un'estrema capacità di cogliere l'attimo.
Per risolvere il caso del secolo a Bologna si comincia a "giocare" a guardia e ladri con metodi leciti e non che fanno spesso parteggiare il lettore per quelli che dovrebbero essere i cattivi ma che cattivi non sono.
Un giovane autore italiano che con un coraggio disarmante rende protagonista del suo libro quel quadro già famoso ai più proprio grazie ad un romanzo meraviglioso; e lo fa con molta umiltà, senza strafare, utilizzando un linguaggio semplice ma al tempo stesso capace di infondere profondità alle situazioni, utilizzando uno stile ironico ed al contempo preciso e intrigante. 
Un giallo italiano, senza niente da scoprire perchè in realtà conosciamo già il ladro e siamo messi a conoscenza delle sue mosse prima che vengano effettuate, ma nonostante questo capace di incollare alla lettura il lettore grazie a quei personaggi così reali, così bisognosi di rivalsa.Il furto diventa un po' il pretesto per mostrare le sfaccettature di una città come Bologna, dove il centro sfarzoso e ricco deve convivere con un periferia difficile ed una legge spesso usata in modo non proprio consono.
I momenti di Martino a tu per tu con il quadro sono, per quanto mi riguarda, i più belli di questa storia, perchè con lei il protagonista riesce a tirare fuori il suo vero io raccontando - anche al lettore - i suoi pensieri più profondi. Perchè Martino quel quadro se lo appende in camera, e La ragazza con l'orecchino di perla diventa un po' "la sua ragazza", quella che non venderebbe mai al primo offerente neanche per decine di migliaia di euro.
È facile affezionarsi al protagonista, prenderne le parti tifando per lui - lo confesso, l'ho fatto per tutto il tempo - perchè è chiaro da subito che in fondo abbia un animo buono; e allo stesso tempo è facile detestare Franco Petrella, il manesco quanto odioso poliziotto che si trova a seguire il caso.
L'evolversi della storia, nella sua semplicità di noir nostrano con un tocco di ironia non è per niente banale, come non è banale la struttura del libro in cui non troviamo un indice di capitoli ma una playlist di canzoni i cui versi anticiperanno ogni capitolo.
Un libro tutto da scoprire così come credo sia tutto da scoprire questo autore italiano di cui non possiamo che andare fieri e la cui storia vedrei bene su una bella copertina blu edita Sellerio.
Cosa ne pensate? Lo conoscete? 

VOTO: 


8 commenti:

  1. Mi piacciono i personaggi un po’ sfigati in cerca di rivalsa, e questo libro mi incuriosisce parecchio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me merita! Martino non ti deluderà! :)

      Elimina
  2. Mi è appena arrivato! Spero di trovarlo anche io carino!

    RispondiElimina
  3. Martino sembra uno di quei perdonaggi che non lasciano scelta, conquista senza dubbio e il tuo entusiasmo nel raccontare la storia invoglia a dare una possibilità a questo autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho adorato Martino, con tutti i suoi - tantissimi - difetti!

      Elimina
  4. ma che carina questa recensione. Un giallo un po' diverso dal solito, mi ispira, lo segno

    RispondiElimina