mercoledì 19 ottobre 2016

Recensione #153 - Nega ridi ama. Diario tragicomico di una menopausa di Rossella Boriosi

Buongiorno lettori, come va? Oggi sono qui per parlarvi di un libro particolare, che – udite, udite – presenterò a Milano venerdì 18 novembre alle ore 17.00 in occasione del Bookcity; ovviamente siete tutti invitati!!! Inutile dire che mi tremano già le gambe…
Il libro in questione è Nega ridi ama. Diario tragicomico di una menopausa di Rossella Boriosi edito da Giunti – che ringrazio per la copia – pag. 248

Sinossi: A 49 anni, dopo aver rilevato mutazioni sospette nel suo corpo, Rossella si presenta dal ginecologo. E' vittima di affanno, instabilità umorale, gonfiori addominali, imbarazzanti sbalzi di temperatura basale. Candida ma sicura, ritiene di essere incappata in una drammatica gravidanza tardiva. Sarà il dottore, con tocco cauto da artificiere, a metterla di fronte alla verità: non si tratta affatto di un figlio in arrivo, ma delle avvisaglie della menopausa.
A Rossella non rimane che prenderne coscienza. Con un gruppo di amiche - che sono proprio quattro, un Sex and the City da bar dell'angolo - dà il via all'elaborazione del lutto, seguendo le fasi teorizzate da Elisabeth Kübler-Ross: 1. negazione; 2. rabbia; 3. negoziazione; 4. depressione; 5. accettazione; 6. rinascita.
Il processo è comicamente turbolento, e per questo tanto liberatorio. Da Rossella e dalle amiche non resta che imparare, ridendo, che la condivisione e l'ironia sono il miglior metodo per accettare l'inevitabile. E trarne il meglio.


Immaginate di avere 49 anni, tre figli, una vita normale come tante mamme lavoratrici. Immaginate di trovarvi nel dubbio di essere nuovamente incinta. È in questo modo che la nostra protagonista inizia a fare i conti con il tempo che passa, scoprendo di non aspettare il quarto figlio ma di essere in menopausa. Con questo libro Rossella Boriosi parla di come una donna cambi – sia fisicamente che psicologicamente – a seguito della menopausa, e lo fa nella maniera più vera che una donna possa trovare: lo fa parlando di se. Questo libro è infatti un’autobiografia di come, una donna con un figlio ancora piccolo – il suo ultimogenito ha infatti 7 anni – possa ritrovarsi, da un giorno all’altro – forse è meglio dire da un anno all’altro – a passare dalle pappine e i pannolini di una gravidanza, alle vampate di caldo della menopausa. Se la sua terza gravidanza un po' tardiva l'aveva fatta inorgoglire e le aveva fatto urlare al mondo, con il suo bel pancione, di essere ancora una donna sessualmente attiva, questa è una notizia che inizialmente la devasta.
Rossella con questo libro analizza senza paura, e con una grandissima dose di ironia, una parte importante della sua vita – e di quella di ogni donna – mettendo a nudo le sue sensazioni, le sue paure e le sue angosce, raccontando ai lettori le fasi che l’hanno portata prima alla negazione e poi all’accettazione di uno stato che nel mondo Occidentale viene percepito come la fine di qualcosa. Non per niente il libro è suddiviso in fasi che vengono ritenute le fasi di elaborazione di un lutto.
Rossella non è sola nella sua lotta; compagne di avventura le sue amiche fidate - quelle del mercoledì - una più diversa dall’altra ma tutte accomunate dalla necessità di affrontare il tempo che passa ed ognuna ovviamente intenta a farlo a modo proprio.
Non è stato semplice per me entrare in empatia con i discorsi dell’autrice in quanto nella mia esperienza la menopausa è ancora solo uno stato che vedo nelle donne che mi circondano, e non avendolo provato non riesco bene ad immaginare cosa possa significare avere delle vampate improvvise o ritrovarsi con gli ormoni sballati; di certo però capisco il discorso che Rossella fa su come la menopausa e le donne in menopausa appaiano. A questo proposito è divertentissimo un passo che si può trovare in uno dei primissimi capitoli del libro quando lei, convinta di essere di nuovo incinta, si reca dal medico e questo le fa prendere in considerazione la possibilità di essere in menopausa:
“Ha considerato l’eventualità di essere in menopausa?”.
“Ma chi, io? No, guardi che si sbaglia.”
Mia nonna era in menopausa. Da che io ricordi è sempre stata una signora grassa, dalla messa in piega gonfia, le scarpe anatomiche e gli abiti a grembiule. Più in menopausa di lei non c’era nessuna.
Mia madre è in menopausa. Ha smesso di tingersi i capelli non appena si è resa conto che quelli biondi e quelli grigi si mimetizzavano perfettamente gli uni con gli altri, fa ginnastica posturale e si è iscritta ai corsi di inglese dell’Università della Terza Età dove le fanno ripetere all’infinito: “Do you like a cup of tea?”
Mia suocera è in menopausa. È stata una donna in carriera in epoche in cui le mamme stavano a casa a cucinare il ragù, ha progettato gli impianti elettrici di intere città e realizzato sistemi di sorveglianza per aziende e istituti bancari. Adesso la si può trovare a zappettare l’orto o spalmata su una poltrona a fare le parole crociate.
Loro sono in menopausa, non io. Indosso pure delle Converse verdi!
Un libro divertente, sagace, in cui l’autrice dimostra una grande capacità di ironizzare su se stessa, sulla sua vita di donna, mamma e moglie. Dalla negazione della menopausa al raccontarsi senza paure!
Sicuramente un buon modo per passare qualche ora in leggerezza, riflettendo – seppur ironicamente – su una condizione che spesso viene ritenuta debilitante ma che, se presa nel modo giusto, può anche rivelarsi una rinascita. Oltre a questo nel libro si trovano chiari riferimenti alla vita familiare in generale, quella che ad un certo punto della vita mette una madre nella condizione di fare i conti da una parte con delle figlie adolescenti che fioriscono in tutta la loro splendida forma e dall’altra con un fisico che invece segna ogni giorno di più il tempo che passa.
Una bellissima riflessione sull’essere donna a trecentosessanta gradi che consiglio a tutte, soprattutto a chi si appresta a questo particolare momento della vita.


 VOTO: 



12 commenti:

  1. Seguivo l'autrice su un blog e so quanto sia simpatica. Sai che il 18 novembre non lavoro? Se riesco a organizzarmi magari una gitarella a Milano ci scappa, così ti conosco di persona finalmente!

    RispondiElimina
  2. Già il breve estratto è una perfetta dichiarazione di intenti: per quel poco che posso dire io, con tutta la meravigliosa inconsapevolezza di una ragazza di ventitré anni, è che per una donna la menopausa non significa solo e semplicemente affrontare una nuova condizione fisica, ma prima di tutto vedersela con l'idea, lo stereotipo che circonda tale condizione. Il vero intoppo è qui.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti credo che il problema sia proprio quello! :(

      Elimina
  3. Evvai sister! Grazie ancora per avermelo fatto conoscere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per esserti prestata alla mia follia! ;)

      Elimina
  4. Grazie infinite a Daniela per questa bella recensione!
    ragazze, è così: a un certo punto le nostre età vanno fuori sincrono. La tua mente ha vent'anni ma il tuo corpo non lo sa, ti dice che sei vecchia e - peggio ancora - il mondo gli dà ragione.Aiut'

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio mi sa che è un po'che insiste a dire che ho quasi quarant'anni ma mica è vero eh! Sono appena diventata maggiorenne! ahahahah

      Elimina
  5. Daniela, mi sa che questo libro lo prendo e appena ho un momento me lo leggo.
    Anzi, visto che ho regalato alle mie ragazze il libro sui cambiamenti dell'adolescenza... mi farò regalare da loRo quello sui cambiamenti della menopausa 😊

    RispondiElimina
  6. Senza nulla togliere al libro che sicuramente sarà divertente e sagace,io posso assicurarvi che ho vissuto la mia menopausa con estrema naturalezza.I passaggi sono stati graduali,non ho preso niente,ero infastidita solo dall'impossibilità di prevedere l'arrivo del ciclo,perché i primi tempi saltella a sua discrezione.
    Le vampate sono fastidiose,e parecchio,specie per chi vive in Sicilia che è calda di suo e d'estate si muore.
    Detto questo,non ho dovuto elaborare niente,mi sono sentita libera nei rapporti con mio marito e il mio umore non ne ha risentito minimamente.
    La tragedia vera è la pancia,quella si.
    Io magra da sempre ho preso peso e mi è spuntata la pancia.
    Ora sono a dieta,e in questo consiste la mia elaborazione.
    Che se non mi dó una regolata il mio peso continuerà a crescere.
    Quindi coraggio,non sempre la menopausa è un incubo.Si vive e si accetta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Di certo l'autrice ne parla secondo il suo punto di vista e secondo la sua esperienza. Sicuramente in queste cose conta molto la sensibilità di ognuno.
      Per quanto riguarda i cambiamenti io la pancia ce l'ho già quindi parto avvantaggiata ahahahah ;)

      Elimina