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venerdì 29 marzo 2013

Zia Mame

Nei giorni scorsi ho finito di leggere un libro che mi ha fatto provare delle sensazioni contrastanti, il libro in questione è Zia Mame di Patrick Dennis. 
La storia è quella di Patrick che alla morte del padre viene affidato alla sua unica parente in vita, Zia Mame, una donna anticonformista, un po' pazza, una donna per niente amante delle regole e della normalità, una donna - come dice ad un certo punto l'autore - con una "logica in grado di condurre alla pazzia chiunque se ne lasciasse imbrigliare".
Per alcuni versi l'ho trovato un libro geniale, per altri non è riuscito ad entrarmi dentro come mi aspetto dai libri che leggo. 
Lo trovo geniale perché - nonostante leggendolo sembri decisamente attuale - è ambientato in un'America degli anni Venti ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1955; se lo si legge tenendo ben presente queste date non si può non rimanere affascinati da questa figura femminile così moderna, così particolare, con i suoi modi di fare per niente integrati negli anni in cui si ritrova a vivere. Le avventure in cui si imbatte a causa della sua smania di apparire ed essere al centro dell'attenzione rasentano l'inverosimile ma è proprio questo secondo me che fa di lei un personaggio speciale che riempie la trama. 
Per quanto riguarda invece lo stile mi ha un po' lasciato a bocca asciutta, mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente, qualcosa capace di tenermi attaccata alla lettura e con il fiato sospeso, invece ho fatto a volte fatica ad andare avanti. Il tutto è suddiviso in capitoli molto lunghi che sembrano quasi racconti molto spesso slegati tra loro, questa scelta non mi fa impazzire, così come alcune vicende sono secondo me troncate in modo troppo sbrigativo, primo fra tutti il capitolo finale.
Nell'insieme non posso dire che il libro non mi sia piaciuto, ma non mi ha convinto fino in fondo e  nonostante io sappia che esiste un seguito - intitolato Intorno al mondo con zia Mame - non ne sono al momento incuriosita. Probabilmente avevo letto troppe recensioni che ne parlavano in modo esilarante e ne avevo sentito parlare troppo come di un libro molto divertente quindi mi aspettavo un romanzo più brillante, capace di farmi ridere, rilassare e appassionare e invece non è stato così. A volte capita, magari non era il momento giusto...

lunedì 25 marzo 2013

Mio figlio e i libri...


Mio figlio, che compirà 3 anni a maggio, ha una predilezione per i libri, possibilmente miei e dotati di un bel segnalibro da rubare. Lo trovo spesso mentre fa scorrere le pagine dei miei libri - che da lettrice compulsiva e disordinata spargo per casa - e la sua abitudine preferita è quella di annusarne le pagine, un gesto che non ha visto fare da nessuno e che gli è nato dentro con la semplicità propria di tutti i bambini.

Poi, finito di annusare, mi guarda e mi dice: " mamma, mmmmmmmmmmmmm". E' un'azione che mi riempie il cuore, che mi fa pensare che da adulti forse dovremmo cercare di riscoprire il piacere delle piccole cose, che dovremmo osservare più spesso quei gesti spontanei che solo i bambini sanno fare con così tanta naturalezza. Invece noi siamo sempre presi dalle grandi cose - a cui sicuramente non possiamo sottrarci ma da cui forse a volte ci facciamo sommergere un po' troppo - e una cosa così banale come annusare le pagine di un libro non rientra nelle nostre azioni quotidiane.
Guardo il mio piccolino, la sua gioia negli occhi quando si avvicina ai miei libri, vedo il suo ammutolimento davanti ai colori delle copertine, alla quantità di pagine, al loro profumo e cerco di fissare quell'immagine nel mio cuore, perchè so che non durerà in eterno, che come tutti diventerà grande e verrà assorbito dalla vita; posso solo sperare che diventi un adulto consapevole, attento ai dettagli, con la voglia di farsi trascinare in mondi meravigliosi grazie alla lettura. E' vero, la sua è la generazione degli I-phone, degli I-Pad, degli e-book, tutto questo sicuramente gli faciliterà la vita ma io nel profondo del mio cuore spero che non annulli la voglia che c'è ora in lui di tenere un romanzo nelle mani e di osservarne le caratteristiche con occhi sognanti. Sembra una banalità ma secondo me, quando si legge, anche l'olfatto e il tatto giocano un ruolo importante, l'accarezzare le pagine - più o meno ruvide - di un volume, coglierne il profumo mentre le si sfoglia, l'essere rapiti da una copertina intrigante, credo non abbia paragoni e non possa essere sostituito da niente al mondo.  
Guardo la sua semplicità e mi chiedo come crescerà, la cosa che spero è che cresca consapevole che un buon libro rappresenta sempre un'ottima compagnia, che un libro lo si deve scegliere con il cuore, proprio come si fa con un buon amico o con la persona amata, che il tempo speso per leggere è sempre un investimento e spero che anche quando i libro gli verranno imposti non perderà la voglia di leggere.
Certo, forse ho troppe aspettative, ma chi non ne avrebbe per il proprio piccolo? 
Ed ora, se ne avete voglia, prendete il libro che state leggendo e provate ad annusarne le pagine!!!! Io lo faccio di nuovo, da quando ho visto il mio bimbo, e la lettura mi appaga ancora di più.

lunedì 18 marzo 2013

2 MESI

Oggi UN LIBRO PER AMICO compie 2 mesi!
Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile tutto questo continuando a seguirmi!
Dany

domenica 17 marzo 2013

Papa Francesco

E' una domenica mattina come tante, una sbirciata ai social network, un po' di relax e - come normale con un bambino di quasi 3 anni - la televisione è posizionata sui cartoni animati. Poi un'illuminazione, oggi il nuovo Papa terrà il suo primo Angelus quindi convincendo il nostro piccolino si cambia canale e per la prima volta in casa nostra si guarda tutti insieme il collegamento da Piazza San Pietro, per sentire le parole di questa nuova figura della chiesa che in pochi giorni sembra aver conquistato il mondo intero. Già qualcosa l'ha fatto, noi che guardiamo l'Angelus è un avvenimento davvero unico, non perché non siamo credenti ma forse perché negli ultimi anni, tutti gli avvenimenti venuti alla luce riguardanti la chiesa ci hanno fatto amareggiare, portandoci ad essere perlomeno scettici rispetto all'istituzione in se.
Stamattina invece la curiosità è tanta, da quando il 13-03-2013 abbiamo assistito all'apparizione del nuovo Papa dalla finestra di San Pietro le sue parole e i suoi grandi gesti - in così pochi giorni di pontificato - hanno fatto il giro del mondo, facendo crescere la speranza che finalmente qualcosa possa cambiare e che questo possa essere un Papa per tutti, anche per i non credenti.
Guardiamo la tv e ci sembra di sentire un prete qualsiasi in una chiesa qualsiasi che parla ai fedeli dalla navata centrale e non da un piedistallo e questo mi da speranza e mi fa incuriosire sempre di più. 
Durante tutti i servizi che hanno fatto su di lui nei giorni scorsi ho saputo che in Argentina - quando ancora Bergoglio era un cardinale come tutti gli altri - era stato scritto un libro su di lui e sui suoi trascorsi; è la prima volta che in vita mia mi viene la curiosità di sapere qualcosa di più su un Papa.
Per chi come me è nato alla fine degli anni settanta l'unico vero Papa conosciuto ed amato è stato Giovanni Paolo II, una figura che io ricordo come "umana", difficile da dimenticare e difficile da soppiantare nei cuori della gente poi, improvvisamente, arriva lui un argentino che con la sua umiltà prende il nome di Francesco e si presenta ad una piazza gremita di fedeli in attesa con un "buonasera", nella maniera più semplice e umana che avrebbe potuto utilizzare, e per la prima volta dopo tanti anni ho pensato che questo diventerà un buon Papa e mi è venuta voglia di conoscerlo meglio. 
Per fortuna esiste internet - ho pensato - e mi sono messa a girovagare online alla ricerca di quel libro tanto citato negli ultimi giorni. Pensavo di venire sommersa di informazioni invece ho trovato pochissimo, il libro in questione dovrebbe intitolarsi "El Jesuita conversaciones con el cardinal Jorge Bergoglio" ma è impossibile trovarlo online, tutti ne parlano e ne hanno parlato nei vari telegiornali ma sembra non esista in circolazione. 
In compenso ho trovato un libro che all'apparenza sembra interessantissimo e che andrò sicuramente a cercare e ad acquistare nei prossimi giorni che - pur non parlando nello specifico di Papa Francesco - sembra quasi una profezia, che appare da un certo punto di vista inquietante ma che incuriosisce molto la mia vena da lettrice. 
E' un libro di un autore italiano scritto nel dicembre del 2012, quando ancora il vecchio Papa non si era dimesso e nessuno avrebbe creduto che di lì a poco si sarebbe eletto un'altro cardinale al suo posto. Il libro di cui sto parlando è Il curatore segreto del vaticano di Umberto Vitiello, che nel suo romanzo - catalogato dai siti di vendita online come giallo mistery - racconta una storia avvenuta alla vigilia del Concilio Vaticano III convocato dal nuovo papa, un sudamericano che vuole rinnovare la chiesa riconciliandola con i credenti. Il tutto comincia con l'assassinio di un novizio nell'Abbazia del Santo sul Colleprato, la stessa Abbazia dove è ospite un ex professore di Oxford fattosi monaco, colui che diventerà il personaggio principale del libro. E' questo monaco che informerà il Papa sulla vera natura dei fondi dello IOR e di come liberarsi di questa istituzione che è troppo spesso implicata in operazioni finanziarie che sono in contrasto con i principi evangelici. 

Profezia o no questo libro sembra interessante, lo leggerò e poi vi farò sapere come mi è sembrato.

venerdì 15 marzo 2013

Il principe della nebbia

Non credo esista qualcuno che ama leggere e non conosca Carlos Ruiz Zafon. Qualche anno fa con "L'ombra del vento" rappresentò un caso letterario straordinario, con milioni di copie vendute grazie al passaparola. Ho comprato "L'ombra del vento" appena uscito e l'ho amato molto, arrivando ad appassionarmi alla storia ed ai personaggi quasi da subito; non posso dire altrettanto del seguito "Il gioco dell'angelo" che mi è sembrato in alcuni passaggi poco credibile e in generale molto meno avvincente del libro precedente. Poi mi sono fermata, non ho letto altri libri di questo autore per la paura di rimanere delusa. Ora sono passati parecchi anni, e tra i tanti libri impilati sulla mia libreria in attesa di essere vissuti c'era Il principe della nebbia che in realtà, come spiegato anche dallo stesso autore in una prefazione, è il primo romanzo da lui scritto dopo aver abbandonato il filone dei libri per bambini - di cui si era sempre occupato in precedenza. Ho vinto la reticenza e mi sono immersa nella lettura che mi è risultata da subito estremamente piacevole. E' un libro molto piccolo - neanche 200 pagine - poco impegnativo e che si legge facilmente in un paio di giorni. Sin dalle prime pagine ho ritrovato quella magia che mi aveva imprigionato con "L'ombra del vento" e sono stata subito rapita. Zafon ha sicuramente uno stile riconoscibile e molto particolare, la tendenza a mischiare la realtà con la fantasia crea una storia avvincente, intrigante, un po' inquietante, adatta al pubblico adulto ma anche a quello un po' più giovane. 
La storia è ambientata nel 1943 ed i protagonisti del romanzo sono Max e la sua famiglia che - a causa della guerra - si trasferiscono da un paese dell'entroterra spagnolo, ad uno sulla costa Atlantica. Già dal loro arrivo si susseguono avvenimenti inspiegabili, ai confini con la realtà: orologi le cui lancette girano al contrario, un gatto inquietante che sembra osservare la famiglia in un modo troppo umano, una figura del passato che sembra incombere ancora sul piccolo paese, una nave affondata nell'oceano decenni prima. 
La casa in cui il padre di Max decide di abitare ha alle sue spalle la triste storia di una famiglia modello che viene improvvisamente distrutta dalla morte del figlio quando è ancora un bambino.
Sin dalle prime pagine si capisce che il passato non è veramente passato e che Max - un ragazzino sveglio e curioso - si dovrà improvvisare detective per trovare una spiegazione agli avvenimenti di cui si ritrova protagonista con la sua famiglia. 
Il pericolo per uno scrittore che vuole dedicarsi ad una storia del genere è quello di risultare poco credibile ed ai limiti del grottesco ma credo che Zafon non abbia avuto di questi problemi. Il suo passato di scrittore per bambini gli da forse una consapevolezza in più nella scrittura, permettendogli di arrivare a descrivere i luoghi e i personaggi con un dettaglio tale da far immergere il lettore nei suoi romanzi dalla prima all'ultima riga. Sicuramente in questo caso ha anche aiutato la brevità della storia che gli ha permesso di non eccedere. Dopo la mia titubanza iniziale sono quindi rimasta molto soddisfatta, è per questo che lo consiglio. Credo possa essere un intramezzo piacevole tra volumi un po' più pesanti e impegnati!

venerdì 8 marzo 2013

Come risparmiare con i libri "Reminders"

Girovagando in rete sempre alla ricerca di offerte sui libri mi sono imbattuta nei libri chiamati "Reminders". Era la prima volta che sentivo questo nome quindi mi sono incuriosita ed ho scoperto che sono libri nuovi ma fuori catalogo che provengono dalle eccedenze di magazzino o dagli stock di copie - invenduti dagli editori - che vengono venduti a prezzi super scontati; si parla in media di sconti attorno al 55% ma che possono arrivare anche al 65%, a seconda della decisione commerciale del distributore.
Non lo avevo mai notato ma praticamente ogni sito di vendita di libri online ha una sezione reminders in cui spulciare per trovare l'Occasione con la O maiuscola.
Ho pensato subito che si trattasse di libri sconosciuti e poco venduti  invece , scorrendo tra i remiders dei più importanti venditori di libri online, ho scoperto che si trovano volumi di scrittori molto noti ed anche relativamente recenti - ne ho trovati anche del 2010 - spesso con copertina rigida o in edizioni particolari che arrivano a costare pochissimo rispetto al prezzo originario. Non male per chi come me ama i libri ed ama possibilmente possederli, un vizio meraviglioso ma anche molto costoso. Allora perché non approfittare in tempo di crisi di queste offerte che permettono di conciliare il risparmio con l'abitudine di comprare libri?
Sicuramente bisogna impegnarsi un po', sfogliare pagine e pagine di siti online per trovare l'occasione a cui magari non avevamo pensato ma per chi ama leggere il bello è anche questo. Scorrendo un po' di pagine in differenti siti internet ho scovato edizioni rilegate di libri di Andrea Camilleri, Patricia Cornwell, Margaret Mazzantini, Jeffrey Deever, John Grisham, Terry Brooks, Dan Brown, Hanning Mankell, Oriana Fallaci, Sophie Kinsella, Danielle Steel, Bruno Vespa, Federico Moccia ed ancora libri per bambini da leggere e da colorare; insomma diversi autori, svariati generi, differenti rilegature, per adulti, adolescenti e bambini. Ce ne sono proprio per tutti i gusti, tranne ovviamente le ultimissime uscite! Mi si è aperto un mondo a cui credo attingerò presto e spesso. 
La maggior parte dei siti hanno proprio la sezione reminders, in altri la sezione è chiamata libri di occasione. Finora, tra  i siti da me visitati, quello che ho trovato con lo sconto maggiore è quello della Mondadori  che  applica uno sconto del 65% - Reminders Mondadori - ma se non riuscite a trovare niente che vi interessa su questo sito potete provare con tutti gli altri di vendita online - che applicano comunque il 55% di sconto - e tra i tanti titoli disponibili troverete sicuramente qualcosa che fa al caso vostro.
Io ho già adocchiato parecchi titoli interessanti e presto mi butterò nello shopping selvaggio!
Non mi resta che augurarvi buona lettura e acquisti pazzi!!! 

mercoledì 6 marzo 2013

La zia marchesa

Ricordate il pacco di libri comprati online di cui ho parlato in un post tempo fa? Dopo aver fnito Shantaram ho deciso di leggere proprio uno di quei libri. 
Il libro prescelto è stato La zia marchesa di Simonetta Agnello Hornby.
Riponevo molte speranze in questo romanzo, in quanto sia le recensioni che la trama mi facevano ben sperare. Non conoscevo l'autrice né il libro in questione, ma mi aveva molto colpito quando mi sono ritrovata a dover acquistare dei libri online.
La prima impressione dopo un centinaio di pagine lette non è stata così rosea come immaginavo.
Ho fatto una fatica tremenda ad entrare nella storia, una storia con una moltitudine di personaggi, tutti aristocratici e tutti imparentati, con nomi molto simili tra loro buttati là un po' tutti insieme nei vari capitoli. C'è stato un momento di disperazione dove ho addirittura pensato di scrivermi l'albero genealogico su un quaderno....ma vi sembra normale?? A me no, quindi mi sono rifiutata e con tanta fatica e buona volontà sono andata avanti, perché nonostante tutto la storia sembrava potenzialmente carina.
Arrivata a metà libro ho scoperto che alla fine del libro c'è un elenco dei personaggi - non vi dico il mio sgomento visto che ho scorso il libro fino alla fine quasi per caso - anche se è un elenco che non mi ha aiutata come dovrebbe.
Non c'è stato niente da fare, ho dovuto sfoderare la mia migliore concentrazione e tutta la mi memoria per tirare le fila di ciò che leggevo. Che dire, sicuramente non è un libro da leggere tra una cosa e l'altra!
La storia è ambientata in Sicilia nel 1800 e narra la vita della famiglia aristocratica Safamita, nel periodo storico a cavallo dell'unità di'Italia. Il personaggio focale di tutti gli avvenimenti è Costanza Safamita, nata con i capelli rossi e la carnagione bianchissima, diversa in ogni aspetto dai tratti caratteristici della famiglia e non accettata dalla madre alla nascita. Tanto disprezzata dalla madre, tanto amata dal padre, Costanza cresce con un carattere particolare e per alcuni tratti anticonformista.
Carino è il metodo di narrazione. Tutto comincia con Amalia, la balia di Costanza che, finito il suo lavoro a palazzo, torna a casa e va a vivere con la nipote in una grotta. Durante le loro umide giornate la balia racconta alla nipote i giorni della sua vita a palazzo e ci fa conoscere gli aneddoti relativi alla famiglia Safamita e di tutti quelli - a volte troppi - che gli ruotano intorno.
Ogni capitolo comincia con proverbio in siciliano che cerca di racchiudere il senso del capitolo che si andrà a leggere, e questo è anche piacevole, quello che invece non ho sopportato è che insieme al proverbio c'è sempre un breve riassunto - un paio di righe generalmente - che descrive il capitolo a volte rivelando particolari troppo importanti per essere svelati così.
Che dire, un libro che mi ha deluso, al cui interno non ho trovato niente di speciale, né nella narrazione né nel tipo di storia, per non parlare poi di un finale buttato lì in poche righe.
Non so se sono io che non ho capito qualcosa - e sarei grata se qualcuno mi spiegasse cosa non ho colto - visto che leggendo le recensioni online di chi l'ha letto si trovano perlopiù commenti entusiasti, innamorati del libro, della scrittrice e del suo modo di descrivere i luoghi. A me è apparso tutto troppo superficiale, e sono arrivata alla fine quasi sbuffando ma ovviamente questo rimane un mio parere! Non mi precludo di poter leggere in futuro altri libri di questa autrice e magari di cambiare idea.