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mercoledì 25 febbraio 2015

Recensione #48 - La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone

Buon pomeriggio a tutti! Come state? Io tutto bene a parte le mille cose da fare tra lavoro e casa.
Oggi torno con una recensione: quella di La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone edito da Longanesi, 268 pagine.  

Trama: Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c'è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d'aiuto negli occhi tristi di Emma... I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità. 

Cesare, Cesare, ma quanto mi manchi?!?!?!?!?
Chi è veramente Cesare? Un vecchio acido e cinico o un uomo che ha imparato dalla vita che non c'è il tempo per perdersi in inutili giri di parole? Probabilmente è entrambi. 
Burbero, poco incline ai sentimentalismi, amante delle donne prosperose, litigioso con la figlia, indifferente con il figlio e poco adatto a fare il nonno. Ma Cesare è anche profondo, dolce, un uomo che la vita la prende a morsi per non rimanere con l'amaro in bocca, un uomo che tiene alla sua famiglia molto più di quanto apparentemente voglia far credere e che sa farsi in quattro per gli altri anche quando il buon senso gli direbbe di lasciar perdere. 
Credetemi, sono qui, davanti a questo spazio bianco a cercare di spiegare come possa un personaggio così apparentemente negativo e scorbutico entrare nel cuore, lacerargli la corazza e fargli un taglio così profondo da farlo sanguinare per giorni dopo che la parola fine è stata letta. 
Forse riesce a farlo perchè in Cesare c'è un po' ognuno di noi, tutto quello che vorremmo e non vorremmo essere nella nostra vita; il suo essere così se stesso ed il suo contrario; la sua sincerità che ci viene sbattuta in faccia fin dalla prima riga, senza sotterfugi, senza nascondersi davanti a ciò che un uomo della sua età dovrebbe essere.
Ecco come si presenta ai nostri occhi nelle prime righe del romanzo:
"Mio figlio è omosessuale. 
Lui lo sa. Io lo so. Eppure non me l'ha mai confessato. Niente di male, sono molte le persone che attendono la morte dei genitori per lasciarsi andare e vivere liberi la propria sessualità. Solo che con me non funzionerà, ho intenzione di campare ancora a lungo, almeno una decina di anni. Se Dante vorrà emanciparsi, quindi, dovrà fregarsene del sottoscritto. Io a morire per i suoi gusti sessuali non ci penso proprio." 
Cesare è anziano ma vivo e per tutto il libro vuole sottolinearlo e dimostrarlo, andando contro tutto quello che il suo essere anziano sembrerebbe volergli togliere.
Vedovo, più libero che mai, con due figli con cui non riesce ad avere un rapporto sereno, Cesare ci mostra la sua vita. Una vita fatta di incontri amorosi con Rossana, la sua formosa - quanto anziana direi io! - infermiera cui è più legato di quello che ci vuole far credere; una vita fatta di chiacchiere con il suo amico Marino che dalla morte della moglie si è chiuso in casa aspettando che giunga anche la sua ora; una vita fatta di continui tentativi di fuggire agli approcci della gattara del palazzo, con la sua puzza che inonda il pianerottolo e ti insudicia i vestiti. 
Cesare osserva in silenzio. Cesare ha l'occhio lungo. E' anziano ma molto sveglio. Ha capito da anni che Dante è omosessuale; ha capito che qualcosa nella vita della figlia non va nel verso giusto; ha da subito creduto che i suoi due nuovi vicini fossero strani e troppo solitari. Capisce tutto Cesare, ma in fondo anche niente perchè molte cose della sua vita passata gli sono ignote; mentre con il suo fare da sbruffone crede di poter controllare la vita degli altri si rende conto che, in fondo, non ha mai potuto controllare neanche la sua. E' a questo che assistiamo, all'evolversi di una consapevolezza che all'inizio del libro Cesare non aveva, all' insorgere di riflessioni che prima o poi una vita ti sbatte in faccia mostrandoti il conto da pagare.
Come può un uomo come lui, incapace di avere un rapporto sereno con i suoi figli, attaccarsi così tanto ad Emma, una qiovane vicina in difficoltà, essere per lei come un padre, tirarare fuori quella saggezza che spesso gli manca nelle discussioni con Sveva e Dante? Quante volte ci capita di essere più disponibili con un estraneo che con un nostro familiare? E' questo che succede a Cesara, con Emma tutto è più semplice, con lei non c'è bisogno di avere una maschera, lei tanto fragile e bisognosa di una spalla su cui piangere e riversare tutta la sua sofferenza.
Ed ecco che assistiamo all'evoluzione di cui parlavo prima. La vicinanza con questa donna lo cambia, lo fa riflettere, lo rende consapevole, gli fa capire un po' di più quei figli che fino a quel momento gli sembravano tanto lontani.
Un personaggio, Cesare, che resta nel cuore grazie alle sue sfaccettature, alla sua caratterizzazione così reale ed umana, alla sua impertinenza ma anche alla sua infinita voglia di vivere; ma di vivere sul serio, non di sopravvivere. Il suo scopo è quello di essere felice, cascasse il mondo, anche a costo di non essere capito. E invece alla fine Cesare lo capiamo, eccome, e facciamo il tifo per lui perchè è così che vorremmo diventare una volta anziani: non facenti parte della tappezzeria di una poltrona sgualcita ma con la necessità di essere ancora parti attive nel mondo, con la voglia di affrontare la vita senza barriere, senza peli sulla lingua e soprattutto senza rimpianti. 
Insomma, questo libro lo consiglio senza riserve, sicura che spesso andrò a riaprirlo per leggerne i passaggi che ho sottolineato (e sono moltissimi!) perchè mi ha fatto ridere ma mi ha anche fatto venire gli occhi lucidi!
Voi lo avete letto? Se sì come vi è sembrato? Se no, vi ispira? Aspetto le vostre impressioni!! :)

VOTO:  


18 commenti:

  1. Confermo! È passato quasi un mese da quando ho terminato la lettura di questo libro e spesso mi capita di riprenderlo in mano per rileggerne alcuni passaggi!

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  2. non potevi descrivere meglio Cesare, ormai amico comune *-*

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  3. Che bella recensione, grazie mi hai fatto rivivere a pieno Cesare, un personaggio che ci unisce profondamente.

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    1. Grazie Cuore! Cesare è unico, un personaggio che difficilmente può lasciare indifferenti!

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  4. Ho terminato oggi il mio viaggio con Cesare. È stato il mio compagno per troppo poco tempo. Come hai scritto tu, ci si rivede un po' in lui. Un essere così apparentemente odioso e che invece si rivela una persona profonda e indispensabile. Brava Dany, brava brava brava e ancora brava. Una splendida recensione per uno splendido libro

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  5. Lo sto leggendo ora! È veramente un libro molto molto bello. Il protagonista è veramente insolito e unico!

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  6. detto fatto :D
    lo vogliooooo mi ispira tantissimo
    io, a Cesare, gli voglio già bene!!

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  7. Ne avevo visto la copertina su facebook: non so se l'avessi condivisa proprio tu, ma mi ha attirato. Non era questa la storia che mi aspettavo, ma la tua recensione mi ha conquistata. Grazie per averlo consigliato: è già nella mia wishlist ^^

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    1. Sì, io l'avevo condivisa! E' un libro che consiglio e che spiazza! Un personaggio così apparentemente negativo che riesce a penetrare nel lettore fino a mancare! :)

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  8. Sono attratta già da un po' da questo libro, solo il titolo mi sembra bellissimo. Adesso poi che leggo la tua recensione sono ancora più convinta.
    grazie Dany

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    1. Questo è un libro, secondo me, da leggere assolutamente! ;)

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