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mercoledì 25 marzo 2015

Recensione #53 - Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali

Buongiorno carissimi! Come state? Come è andata la prima parte della vostra settimana? Io non vedo l'ora che arrivi il week end, ho bisogno ancora di riprendermi dallo scorso fine settimana trascorso in bagno.
Ma veniamo a noi. Oggi vi parlerò del libro Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali, autopubblicato, 371 pagine, solo ebook, acquistabile in tutti gli store online.

Trama: Mia ha trent'anni, un pessimo trascorso con gli uomini e una madre che le organizza appuntamenti al buio. Ogni notte sogna il suo principe azzurro, ma al mattino si sveglia accanto a un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. Durante il giorno, invece, gestisce una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino e coordina l'attività di pet therapy presso l'ospedale locale.
Tuttavia nella vita di Mia sembra non esserci più spazio per l'amore. O, almeno, così pensava prima di conoscere Alberto, un affascinante medico, e Diego, un poliziotto che si è appena trasferito dalla Puglia. La freccia di Cupido riuscirà a colpire la persona giusta per guarire il cuore di Mia?

Per parlare di questo libro è necessario che io faccia delle premesse importanti.
Te lo dico sottovoce è il primo libro di Lucrezia Scali, blogger del blog Il libro che pulsa, amica, che dopo diverse peripezie ha deciso di pubblicare in modo autonomo il suo libro perchè crede in quello che ha scritto.
Ho cominciato a leggere con molto slancio, perchè da sempre attendevo di poter leggere quello che - sapevo - Lucrezia stesse scrivendo; ho cominciato anche con un enorme terrore, perchè sapevo dall'inizio che questo non è il mio genere preferito e perchè avrei avuto non poche difficoltà a dire ad un'amica che il suo lavoro non mi piaceva.
Quando lei mi chiese di partecipare al blogtour di presentazione del romanzo - trovate la mia tappa qui - la prima cosa che le dissi fu: "Guarda che se lo leggerò poi dovrò essere assolutamente sincera con te!". Povera Lucrezia, per tutto il tempo in cui ho letto il suo libro è stata in ansia ma, se mi seguite sapete come sono, mi sento in dovere di essere sincera, nei vostri confronti e in quelli di chi comunque chiede il mio parere.
Ok dopo queste premesse possiamo cominciare.
Come dicevo, libro d'esordio.
Lucrezia si butta su temi importanti ed anche originali - pet terapy, veterinaria, interazione tra veterinari e polizia nei casi di maltrattamenti animali - e lo fa con una scrittura per niente acerba ma che, anzi, denota un utilizzo molto accurato della lingua italiana. Se non avessi saputo che il libro è scritto da un'emergente non mi sarebbe mai venuto in mente.
Da quando ho cominciato a leggere ho cominciato a vedere con gli occhi della protagonista. Lucrezia riesce a descrivere le scene ed i personaggi in un modo così completo e dettagliato che non ho letto un libro ma ho visto un film; ho immaginato tutto, ogni dettaglio, ogni scena, figurandomi davanti agli occhi quello che la protagonista viveva ed è una caratteristica assolutamente importante quando leggo un libro. Perchè solo un bravo narratore riesce a farmi visualizzare il suo lavoro e Lucrezia in questo è stata bravissima.
Mia è la protagonista di questa storia, una ragazza semplice, con una passione smodata per gli animali e per il suo lavoro, titolare di una clinica veterinaria in cui, oltre a curare gli animali, accoglie quelli abbandonati o recuperati dai sequestri effettuati dalla polizia. Assieme a Mia - sempre alla ricerca del principe azzurro, che non si accontenta delle storie di poche notti, restia ad avvicinarsi ad un uomo se non dopo un'attenta ponderazione - conosceremo l'amica del cuore Fiamma - amante delle storie mordi e fuggi, senza la voglia di trovare il "per sempre", convinta che l'uomo della vita non esista - con cui divide il lavoro ed anche i suoi segreti più intimi. Per tutto il protrarsi della storia assisteremo a questa contrapposizione tra le due donne che ci aiuterà a vedere le cose dai due punti di vista.
Fiamma scosse la testa. "Mia, mi sa che hai visto troppe olte Cenerentola. Non arriverà nessun principe azzurro, sono troppo occupati a sistemarsi il ciuffo e andare dell'estetista, oppure a cercare di salvare il loro matrimonio" Terminò con un sorriso sarcastico. "Stop. Mi stai dicendo che sbaglio ad aspettare quello giusto? E dovrei buttarmi in qualche avventura delle tue?" Ribattei seccata e svoltando in modo brusco.
E non solo con gli uomini le due ragazze sono così differenti, anche nella vita, sul lavoro, Mia è quella riflessiva, Fiamma è quella che agisce di pancia, di istinto.
Fin dall'inizio capiamo che qualcosa blocca Mia, un passato che l'autrice non ci dice subito ma che ci svela man mano che la trama si dipana.
Di certo anche la famiglia non aiuta, una madre con cui è da sempre in competizione e che non ha mai apprezzato il suo lavoro - a questo proposito devo dire che i battibecchi tra Mia e la madre mi hanno assolutamente fatto morire dal ridere! Brava Lucrezia!!! - una sorella perfetta e superficiale, con un marito ricco che la mantiene e le fa fare la vita da signora. Tutte cose che Mia non ha mai voluto e per cui ha sempre discusso, in quelle cene del venerdì che la fanno sentire inadeguata come figlia e come donna.
Ma anche per Mia le cose dovranno cambiare no??? Certo, già nella trama ci viene svelato qualcosa.
Conosce due uomini, diversi come il giorno e la notte.
Alberto: bello, medico, di ottima famiglia, che la corteggia in modo raffinato e senza fretta.
Diego: poliziotto, pugliese appena arrivato a Torino, donnaiolo,anche lui bellissimo ma poco affidabile.
Chi sceglierà Mia? Io non ve lo dico anche se, devo essere onesta, l'ho capito troppo presto!!! ;)
Di sicuro anche questi due personaggi, come quelli femminili, denotano caratteristiche opposte tra loro, capaci di far riflettere il lettore sui meccanismi di quel sentimento così strano e non controllabile chiamato amore.
Come dicevo all'inizio però questo libro parla di molto altro, la storia d'amore c'è ma fa solo da contorno. Quello che emerge dalle righe di questo romanzo è l'amore di Lucrezia - e quindi di Mia, la sua protagonista - per gli animali e per i cani soprattutto. Cani che diventeranno appunto protagonisti di un progetto nuovo cui che Mia riesce a farsi approvare da un ospedale di Torino: la pet therapy. Partiamo così alla scoperta di un mondo nuovo - almeno così è stato per me che avevo solamente sentito nominare questa terapia in passato - capace con il solo aiuto di qualche animale di riportare il sorriso su pazienti afflitti da differenti malattie e stabilire un contatto con loro, aprendo un canale di cooperazione, dandogli la possibilità di migliorare la qualità della vita durante la malattia.
In questo caso Mia si trova a dover interagire con bambini malati. Anche in questo caso Lucrezia non si tira indietro e ci parla di malattia con un tono per niente banale, facendoci spesso emozionare.
"Avrai tre pazienti di cui occuparti. Uno si chiama Lukas ed è malato di leucemia da quando aveva solo diciotto mesi, poi c'è una bambina affetta da cardiomiopatia ipertrofica aggravata. L'ultimo è un ragazzino autistico di undici anni." 
Questi i pazienti con cui Mia e il lettore dovranno approcciarsi, storie non facili che non possono lasciare indifferenti.
"L'ospedale era un mosaico di storie già scritte e di altre ancora da scrivere. Le stanze erano tutte uguali, eppure ognuna raccontava qualcosa di diveso: delle persone che aveva ospitato e lascito andare via e di quelle che voleva trattenere. Ogni cosa era fredda e incolore: i visi, le barelle, le sedie. Anche l'odore di disinfettante, che impregnava l'intero edificio peggiorò la situazione e non contribuì ad anestetizzare la nausea."
E queste le sensazioni tangibili con cui si dovrà fare i conti.
Lucrezia affronta questi argomenti con una maturità degna di una professionista. Si vede che sono argomenti che conosce, che ama ed è capace di trasferirli al lettore e farglieli amare nella stessa maniera. In più manda avanti i sentimenti parlando di famiglia, parlando di quei nonni che la protagonista non ha più ma cui pensa spesso, parlando di amore facendone emergere il meglio ma anche il peggio. Facendo un ottimo lavoro insomma.
Ovviamente non è tutto perfetto, sarebbe impossibile perchè pur sempre di un'opera prima stiamo parlando.
Qualche difettuccio l'ho riscontrato e devo farlo emergere.
Partiamo dal presupposto che come vi ho detto all'inizio non amo i libri d'amore - se mi conoscete sapete che sono una sanguinaria, amante dei thriller possibilmente forti, sempre alla ricerca delle tensioni emotive - e che quindi avrei forse preferito un maggiore spazio alla parte della pet therapy e alla parte di interazione tra polizia e veterinari che invece vengono spesso oscurate da questo triangolo amoroso concluso in modo un po' troppo prevedibile.
Un'altra cosa che mi ha lasciato con l'amaro in bocca è una piega un po' legale che aveva preso una questione all'interno del libro - e proprio in quel momento ho pensato: "ecco Dany, il risvolto investigativo,  quella parte diversa che aspettavi e che ti farà adorare un libro di questo genere!" - che è stata risolta secondo me con un po' troppa fretta e che invece avrebbe meritato un più ampio respiro per poter veramente fare la differenza rispetto ad altri libri simili.
Un ultimo appunto che in realtà è un dettaglio: una cover bellissima che però rispecchia poco il libro; avrei preferito gli stessi personaggi e lo stesso cane su uno sfondo cittadino, magari proprio della nostra italianissima Torino! ;)
Per il resto, a parte qualche personaggio di poco rilievo - che credo potesse anche non esistere all'interno della storia - e alcuni passaggi un po' troppo scontati, ho trovato il libro nel complesso molto, molto piacevole ed interessante.
Aspetto con ansia un secondo lavoro di Lucrezia sperando mi regali quel guizzo di tensione in più che mi aspetto da una che come lei legge libri di qualsiasi genere!!!

VOTO:  


8 commenti:

  1. Ciao Dani, bella recensione! Ho comprato subito il libro di Lucrezia il giorno stesso in cui è uscito e lo leggerò a breve! un abbraccio Maria

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  2. Sono contenta per Lucrezia, perché Daniela, tu sei molto critica! Quindi ha fatto un buon lavoro, complimenti!

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    1. Spero che il fatto che io sia molto critica sia un complimento!!! ^^'
      Sì, Lucrezia ha fatto un buon lavoro!!! :)

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  3. Ciao pupa! Ma ma ma che bella recensione. Anche io l'ho letto da poco e a breve uscirà anche il mio pensiero a riguardo. Le nostre impressioni sono molto simili! Lo stile di Lucrezia è già maturo e a parte qualche piaccolo neo, questo romanzo è pronto per il decollo!!!

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  4. io invece apprezzo il genere, faccio più fatica con i thriller, leggendo la tua (bellissima) recensione mi è venuta voglia di prenderlo, grazie!

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