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lunedì 31 agosto 2015

Recensione #80 - Un giorno di David Nicholls

Buongiorno lettori, come state? Ultimo giorno di agosto e per molti significa rientro al lavoro. Per me fortunatamente il rientro è previsto per domani... settimana corta! Ma sono già in sclero. Tanto aspettare il mese di agosto e poi ci abbandona così? Non si fa... diteglielo!!! ;)
Da oggi il blog torna un po' alla normalità, anche se in realtà non si è mai fermato ma ha solo rallentato un po' i ritmi. Come dicevo... si torna alla normalità e tantissime nuove iniziative bollono in pentola quindi seguitemi con attenzione.
Per il momento vi lascio con la recensione del libro Un giorno di David Nicholls, edito da Neri Pozza 496 pagine.

Trama:  È l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Ormai si sentono adulti e indipendenti, hanno davanti a sé l'intera vita, da afferrare a piene mani.
Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali.
Si sono appena laureati, il giorno successivo lasceranno l'università. Dopo una serata di grandi bevute sono finiti a baciarsi con passione, e poi tra le lenzuola. Ora sono lì, l'uno accanto all'altra, nell'alba di una vita nuova.
Quel giorno, il 15 luglio 1988, Dexter e Emma si dicono addio per la prima volta. Le loro strade si separano, lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza. Emma non ha soldi, ha bisogno al più presto di un lavoro, e sogna di cambiare il mondo.
Emma si sposterà a Londra, farà la cameriera in un pessimo ristorante messicano e prenderà due decisioni importanti: diventare insegnante e andare a vivere con il suo ragazzo, Ian, un comico che non riesce a strappare una risata.
Nel frattempo Dexter, grazie alla sue conoscenze e alle possibilità economiche, entra nell'industria della spettacolo. Presenta un programma televisivo di dubbio gusto, assieme a una donna con cui si trova a uscire fin troppo spesso. È diventato dipendente dalle droghe, dal sesso facile e dalle celebrità di terza categoria che frequentano il suo mondo.
Ma ogni 15 luglio c'è un momento speciale per entrambi: dove sarà Emma, cosa farà Dexter?
Per venti anni, in quel giorno, si terranno in contatto.Nel corso di venti anni, ogni anno, per un giorno, saranno di nuovo assieme.


Un giorno. Ho aspettato tantissimo per leggere questo libro e aver letto prima Noi che non mi ha fatto impazzire non ha di certo aiutato. Ma poi mi sono convinta, perchè due delle LGS lo hanno adorato e lo ritengono uno di quei libri da salvare in caso di incendio quindi mi sono decisa e la prima settimana di agosto - complice la prima settimana di ferie e quindi voglia di fare qualcosa che non sia stare sdraiata con un libro saltami addosso - ho cominciato e divorato questo libro.
Sì, l'ho divorato. E voi adesso penserete che la lettura in questione prenderà il massimo dei voti, e invece no.
Perchè se da una parte in questo libro ho ritrovato lo stile fluido, coinvolgente ed accattivante di Nicholls, dall'altra - proprio come era successo in Noi anzi forse di più - ho avuto una repulsione profonda per i personaggi principali, ma anche per quelli secondari e in più la storia mi è sembrata un po' banale, carina ma niente di che.
Quello che salta subito all'occhio e che credo sia la particolarità di questo romanzo sono i capitoli, uno per ogni anno, dal 15 luglio 1988 al 15 luglio 2007; all'inizio ho trovato questa particolarità geniale poi andando avanti nella storia, vedendo che dopo 12 capitoli - quindici 12 anni - i nostri protagonisti erano praticamente sempre allo stesso punto della vita, ho pensato che questa scelta abbia un po' penalizzato il libro.
Ma parliamo appunto dei protagonisti: Emma e Dexter. Nicholls, mio Dio, ti sei proprio impegnato per renderli insopportabili! Emma è una perfettina, saccente, strafottente e per niente capace di abbassare la cresta ma comunque tappetino e senzo il minimo amor proprio quando si tratta di Dexter - e non ditemi che è amore perchè l'amore è un'altra cosa -; Dexter è un drogato, ubriacone, fighetto e senza uno scopo della vita che vive grazie ai soldi che il paparino gli sgancia per ogni suo capriccio. Amici per la pelle? Qualcosa di più? Tutto rimane nel limbo praticamente per quindici anni. Dexter chiama Emma ogni volta che è non trova nessuna delle sua sciacquette di una notte disponibili e lei senza il minimo riguardo verso se stessa si rende disponibile a farsi piangere addosso e a farsi usare. Questa è amicizia? Non so... mi chiedo cosa abbia dato Dexter ad Emma in tutti quegli anni, perchè amicizia è anche dare, mica solo ricevere!
E se io avevo paura di trovarmi davanti ad una storia d'amore sdolcinata questa è anche peggio... non c'è storia! E' vero, l'autore cerca di spiegare la vita vera ma chi vivrebbe tutto quel tempo in quella maniera uscendone vincente? Dexter nella vita vera si ritroverebbe alla peggio sotto un ponte in mezzo agli eroinomani o alla meglio a cercare di uscire dalle dipendenze nella comunità di Don Mazzi; Emma dal canto suo avrebbe già trovato qualcuno capace di darle un ceffone e di farle capire che lei non è assolutamente meglio di nessun altro... anzi!
Due falliti incapaci di prendere in mano la propria vita e non solo farsi trascinare dagli eventi.
Vogliamo parlare dei personaggi di contorno? Ian il fantomatico fidanzato di Emma, comico che non fa ridere, con un'ironia da far cadere il latte alle ginocchia anche al meno dotato di humor al mondo; un uomo che da subito lei ha disprezzato e preso in giro e che poi è quasi arrivata a sposare. Poi c'è Sylvie l'amore di Dexter, quella che finalmente lo obbliga a non bere e non drogarsi, una donna superficiale, con una famiglia al limite della pazzia, e senza la capacità di reggere ad una vita matrimoniale nè tantomeno ad una vita da mamma; non vi svelo nulla della storia ma il suo comportamento è da subito assolutamente prevedibile. Poi c'è Callum, vecchio coinquilino di Dexter, imprenditore spaccone che pensa di poter comprare qualsiasi cosa con i suoi soldi, un personaggio veramente viscido!
I parenti Emma e Dexter sono solo di contorno, come lo sono i vari amici/coinquilini - tranne il su citato Callum - con cui negli anni dividono appartamenti al limite dell'agibile. L'unica nota divertente che ho trovato è la parte della scuola con il preside barbuto e la moglie Fiona... ahahahahah loro avrei proprio voluto conoscerli dal vivo!!!!
Per il resto una storia che si trascina senza grandi colpi di scena, abbastanza lentamente - se non nelle battute finali - e senza neanche troppe emozioni per quanto mi riguarda.
E arriviamo ad un epilogo che dovrebbe essere il punto focale, quello capace di staziare il lettore e che invece viene buttato lì in quattro righe senza neanche troppo pathos. Bè, tutto quello che succede dopo è prevedibile ed anche di cattivo gusto per quanto mi riguarda... e, bedate bene, io non sono una bacchettona!
Lo so, lo so, molti di voi staranno pensando se io abbia letto il vostro stesso libro e vi rispondo sì, ma purtroppo a me non ha lasciato nulla se non la convinzione che Nicholls sia un mago della scrittura ma che forse fino ad ora gli sia mancata la Storia, quella con la S maiuscola!
Non odiatemi ma quando un libro non mi piace non posso fare finta di niente o scrivere il contrario e questo soprattutto nel rispetto di voi che mi leggete e del mio angolino a cui tengo in modo incondizionato!!!!!
Ed ora la palla passa a voi... ditemi perchè lo avete amato tanto - ovviamente cercando di non fare spoiler e di non isultarmi eheheheh - oppure ditemi se come me non vi è arrivato al cuore. Insomma sono aperta a qualsiasi vostro commento!!! Sfogatevi! ;)

VOTO: 


sabato 29 agosto 2015

Libri sotto l'ombrellone #2/2015

Buongiorno carissimi e buon sabato!!! Lo so, vi avevo promesso puntate di questa rubrica per tutto il mese di agosto ma purtroppo la mia connessione marina lasciava veramente a desiderare (non che adesso da casa le cose siano migliorate anzi! sigh...) quindi, con non poche difficoltà cercerò di rimediare postandovi i nuovi avvistamenti!
  • Un uomo e una donna di circa quarant'anni leggevano, ognuno seduto sulla sua sedia da spiaggia, un libro. Lui leggeva un libro investigativo: La paziente privata di P.D. James edito da Mondadori.
Trama: Rhoda Gradwyn, giornalista investigativa, ha , molto successo e pochissimi amici. È un personaggio scomodo per molti: le sue scottanti inchieste, sempre ben documentate, producono spesso effetti negativi, se non addirittura tragici, sulle esistenze delle persone che ne sono loro malgrado protagoniste. Quando decide finalmente di liberarsi di una cicatrice che le deturpa il viso da molti anni, la donna si affida a un celebre chirurgo plastico e alla sua esclusiva clinica privata, Cheverell Manor, ospitata in un'antica residenza nel Dorset. L'intervento, che dovrebbe segnare per lei l'inizio di una nuova vita, è invece il suo appuntamento con la morte. Rhoda viene infatti ritrovata cadavere la mattina dopo l'operazione, uccisa brutalmente da un misterioso assassino. Chi può essere stato? A Cheverell Manor, i possibili indiziati sono molti. Sarà Adam Dalgliesh, ormai ai vertici della carriera investigativa, con i suoi fidi assistenti Kate e Benton, chiamati da Londra a indagare sull'omicidio, a scavare nel passato della vittima e dei sospettati alla ricerca di una verità tanto agghiacciante quanto sorprendente. Ancora una volta P.D. James torna a orchestrare con la consueta maestria i destini dei suoi personaggi, intrecciandoli sapientemente e costruendo una storia che, come sempre, ha il suo fulcro in Adam Dalgliesh, investigatore abilissimo e sensibile, capace come pochi altri eroi della letteratura gialla di scandagliare i misteri dell'animo umano.

Lei leggeva invece un libro diverso: Fai bei sogni dell'italianissimo Massimo Gramellini edito da Longanesi

Trama: "Fai bei sogni" è la storia di un segreto celato in una busta per quarant'anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. "Fai bei sogni" è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. "Fai bei sogni" è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l'inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell'amore e di un'esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.

  • Un signore sulla sessantina ha attirato la mia attenzione per il librone che aveva tra le mani: Breaking news di Frank Shatzing edito da NORD
Trama: Afghanistan, 2008. È l'occasione della sua vita, lo scoop che lo farà entrare nell'empireo dei giornalisti d'inchiesta: essere testimone diretto del blitz che dovrebbe portare alla liberazione di tre occidentali sequestrati dai talebani. È un azzardo, eppure Tom Hagen deve scommettere. E perderà. Tel Aviv, 14 maggio 1948. Quando David Ben Gurion annuncia la nascita dello Stato d'Israele, per Yehuda Khan e Arik Scheinerman è un sogno che si realizza. Giovani, istruiti e ambiziosi, non vedono l'ora di mettersi al servizio del loro Paese. Yehuda, che studia agraria, vuole rendere fertile il deserto; invece Arik pensa alla carriera militare e, chissà, magari anche a quella politica: un giorno, Israele avrà bisogno di un leader forte e carismatico che possa realizzare un altro sogno. La pace. Tel Aviv, 2011. Da quella maledetta notte di tre anni prima, da quel blitz che, per colpa sua, era finito in tragedia, Tom Hagen si sente un fallito, come uomo e come giornalista. Finché non si materializza davanti a lui una preziosa, forse unica, occasione di riscatto: la possibilità di pubblicare un dossier sulle attività illegali del governo israeliano. Hagen sa che quel dossier è come un fiammifero gettato nella polveriera del Medio Oriente. Ma non può immaginare la violenza dell'esplosione che lo travolge: nel giro di poche ore, si ritrova solo, in fuga, braccato da spie e assassini...

  • Un'amica ritrovata nella stessa stessa spiaggia dopo due anni aveva tra le mani un libro intitolato La danzatrice bambina di Anthony Flacco edito da Piemme in edizione Pickwick. 
Trama: Questo non è il racconto dell'onda furiosa della Grande Storia sul destino di un popolo. Non solo questo. È una storia piccola, che ha il nome e il volto di una bambina. Zubaida vive nel deserto dell'Afghanistan, in un villaggio che la "guerra al terrore" non ha ancora travolto. Ha nove anni. Non sa niente del mondo oltre il suo villaggio, poco della travagliata storia del suo paese, dei cingolati dell'Armata Rossa, della lotta dei mujaheddin, del regime dei talebani che ha proibito anche gli aquiloni, degli elicotteri con la bandiera a stelle e strisce. Cammina danzando, a piedi nudi, al ritmo di una musica che le suona dentro. Ma non dopo quel giorno. Non da quando un terribile incidente le ha ustionato le mani, il viso, il corpo. Da allora, la musica si è spenta. In un paese privo della più elementare assistenza medica, e in cui la vita di una figlia femmina vale ben poco, non sembra una fortuna che Zubaida sia sopravvissuta. Ma non per suo padre, non per l'ostinata determinazione di un uomo disposto a tutto pur di non arrendersi. Dovesse camminare fino all'inferno per salvare quella bambina ferita, piagata, fasciata in mille bende, che ora urla per affermare la propria esistenza. Fino ai campi militari degli americani, con le loro regole incomprensibili. Fino a oltrepassare la linea di demarcazione tra due culture, tra "loro" e "gli altri". Perché Zubaida possa tornare a danzare al ritmo della sua musica.

La sua bambina di dieci anni leggeva concentratissima un librone edito da Salani intitolato Wildwood. I segreti del bosco proibito di Colin Meloy

Trama: Ci sono posti al mondo dove la gente non va mai ad abitare. Magari fa troppo freddo, o ci sono troppi alberi, o le montagne sono troppo ripide. Ma qualunque sia la ragione, nessuno ha mai pensato di costruirci una strada, e senza strade non ci sono case, e senza case non ci sono città. E proprio vicino a dove vive Prue McKeel c'è un posto del genere, rappresentato sulle mappe da una grande chiazza verde all'estrema periferia della città. Tutti la chiamano 'Landa Impenetrabile' e nessuno ha mai provato a entrarci. O meglio, nessuno è mai tornato per raccontarlo... Ma quando uno stormo di corvi rapisce Mac, il suo fratellino, Prue non ha un momento di esitazione, e lo segue intrepida in quelle terre sconosciute. Comincia così un'indimenticabile avventura che condurrà Prue e il suo amico Curtis nel cuore di un Bosco selvaggio e dimenticato, che nasconde in realtà un mondo segreto in grande subbuglio, abitato da creature magiche sul piede di guerra: animali parlanti, mistici pacifici e potenti figuri dalle intenzioni oscure. Quella che sembrava essere una missione di salvataggio si trasforma dunque in un'epica battaglia senza quartiere per liberare questa meravigliosa terra incantata. Età di lettura: da 8 anni. 
  • Abbandonato sotto un ombrellone ho scovato La giostra degli scambi di Andrea Camilleri edito da Sellerio. Purtroppo non sono riuscita a vederne il proprietario che probabilmente era a farsi un bagno rinfrescante.
Trama: Non abbagli la luce matta che, sugli schermi delle pagine, proietta comiche a rapidi scatti: una schermaglia rodomontesca con due mosche fastidiose; una rissa con attori che sbaccanano e come palla si involvono e rotolano, con braccia e gambe che si agitano, tra pugni e morsi, e lampi di lama; un commissario con un occhio pesto e un orecchio morsicato, che per "scangio" viene arrestato dai carabinieri; una servente che prende a padellate e fa prigioniero un intruso, che l'ha distolta dalle occupazioni culinarie; un signore ben curato e ben vestito, che più volte va a un appuntamento: a vuoto sempre, e deluso. E c'è anche il remake di una scenetta antica e surreale (dal "Libro mio" di Pontormo passata a "Il contesto" di Sciascia) di chi, con la mente scardinata, sta chiuso in casa, e a chi bussa risponde di non esserci. In così lunatica atmosfera sembra che i dettagli creino digressioni. Ma è negli interstizi che il mistero prospera, insondabile; e lento scivola, dilatatorio, deviando gli aghi di qualsivoglia bussola e decorando di apparenze ingannevoli le sue trame da brivido. Il romanzo è un pantanoso labirinto del malamore, di un tenebroso malessere: geloso oppure ossessivo. Nel dedalo di meandri, giravolte, gomiti d'ombra, nasconde una "camera della morte": l'ultima, la più segreta, come quella delle mattanze nelle tonnare. A Vigàta i notturni sono di leopardiana bellezza. Non assolvono però il fruscio di invisibili ali di tenebra. Montalbano si è svegliato con una premonizione.
  • Un ragazzo giovane in età da scuole superiori leggeva La fabbrica del panico di Stefano Valeni edito da Feltrinelli. Un libro che non conoscevo ma che ho scoperto essere Vincitore del Premio Campiello 2014. Opera prima.
Trama: Una valle severa. In mezzo, il lento andare del fiume. Un uomo tira pietre piatte sull'acqua. Il figlio lo trova assorto, febbricitante, dentro quel paesaggio. è lì che ha cominciato a dipingere, per fare di ogni tela un possibile riscatto, e lì è ritornato ora che il male lo consuma. Ma il male è cominciato molto tempo prima, negli anni settanta, quando il padre-pittore ha abbandonato la sua valle ed è sceso in pianura verso una città estranea, dentro una stanza-cubicolo per dormire, dentro un reparto annebbiato dall'amianto. Fuori dai cancelli della fabbrica si lotta per i turni, per il salario, per ritmi più umani, ma nessuno è ancora veramente consapevole di come il corpo dell'operaio sia esposto alla malattia e alla morte. Lì il padre-pittore ha cominciato a morire. Il figlio ha ereditato un panico che lo inchioda al chiuso, in casa, e dai confini non protetti di quell'esilio spia, a ritroso, il tempo della fabbrica, i sogni che bruciano, l'immaginazione che affonda, il corpo subdolamente offeso di chi ha chiamato "lavoro" quell'inferno. Ci vuole l'incontro con Cesare, operaio e sindacalista, per uscire dalla paura e cominciare a ripercorrere la storia del padre-pittore e di tutti i lavoratori morti di tumore ai polmoni. È allora che il ricordo diventa implacabile e cerca colori, amore, un nuovo destino.

  • Una donna più o meno della mia età era all'inizio del libro  Il leopardo di Jo Nesbo edito da Einaudi. Un autore famosissimo di cui io non ho ancora letto nulla e che mi incuriosisce parecchio.
Trama: Le prime vittime sono due donne. Ritrovate con ventiquattro ferite identiche in bocca. Morte soffocate nel loro sangue, dopo una agonia atroce. Omicidi studiati, efferati, che seguono un rituale. La polizia criminale di Oslo sa di avere un solo uomo che può risolvere il caso. Harry Hole, alcolista, uomo rude e solitario, inviso a molti. Ma Hole si è rintanato a Hong Kong, tra le fumerie d'oppio, per lavare via i ricordi. Sa fin troppo bene che, per risolvere l'ultimo caso, ha messo in pericolo di vita l'unica donna che ha mai davvero amato. E solo quando lo informano che il padre è moribondo in ospedale, Harry Hole decide di tornare a Oslo. Tra le vittime non c'è in apparenza alcun legame, ma Hole subito ne trova uno. Tutte quante hanno trascorso una notte in un isolato rifugio di montagna. E qualcuno, qualcuno capace di un odio lucido e selvaggio, adesso sta braccando gli ospiti di quella notte, uno per uno...
  • Una ragazza intorno ai vent'anni leggeva invece Ho cercato il tuo nome di Nicholas Sparks edito da Frassinelli.

Trama: Durante la sua terza missione in Iraq, Logan Thibault, soldato del corpo dei marines, trova nella sabbia la foto di una giovane donna: una bionda sorridente con maliziosi occhi verde giada. Il suo primo istinto è quello di gettarla via. Poi, immaginando che qualcuno la stia cercando, decide di portarla al campo. Dopo alcuni giorni la fotografia è ancora lì: seguendo l'istinto Logan la infila in tasca e da quel momento non se ne separa più. Ben presto la fortuna bussa alla sua porta: dopo una sorprendente vincita a poker, sopravvive miracolosamente a una granata che uccide due dei suoi più cari compagni. Solo il suo migliore amico, Victor, sembra avere una spiegazione per quell'improvvisa buona sorte: la fotografia è il suo amuleto. Tornato in Colorado, Logan non può fare a meno di pensare alla misteriosa donna ritratta nella foto. Convinto di avere con lei un debito, intraprende un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti per rintracciarla. Non può certo immaginare che Elizabeth, la donna forte ma vulnerabile che infine incontrerà a Hampton, nel North Carolina, sia anche la persona che ha atteso per tutta l'esistenza. Travolto dall'attrazione che prova per lei, Logan non fa alcun accenno al suo "portafortuna". Lui ed Elizabeth si trovano coinvolti in un'appassionante storia d'amore, ma il segreto che li separa minaccia di compromettere irrimediabilmente non solo il loro rapporto, ma anche le loro vite.
Per questa puntata è tutto; ne ripubblicherò presto un'altra dedicata alle segnalazioni di amici in vacanza!!!!!!!

venerdì 28 agosto 2015

Chi ben comincia #97 - Alla fine andrà tutto bene (e se non va bene... non è ancora la fine) di Raquel Martos

Buongiorno lettori come state? Io purtroppo sono di nuovo a casa... sto già soffrendo di depressione da rientro! Voi cosa fate? In quale parte del mondo siete?
Ma torniamo al blog e alla rubrica del venerdì: Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Vi ricordo che dalla prossima settimana tornerà, dopo la pausa estiva, la rubrica Ti consiglio un libro che ogni due settimane si alternerà con questa!
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Per l'incipit di oggi ho scelto Alla fine andrà tutto bene (e se non va bene... non  è ancora la fine) edito da Feltrinelli, il secondo romanzo Raquel Martos, un'autrice che ho adorato nel suo primo lavoro, I baci non sono mai troppi di cui trovate la recensione qui. Questo nuovo lavoro, che ho letto durante le vacanze appena finite, mi è piaciuto quanto il primo quindi ho voglia di condividerne l'incipit con voi!
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Si può avere caldo e freddo contemporaneamente? Sì, si può, a me sta succedendo proprio in questo istante. Non mi ero mai sentita così. È la mia prima volta e ho tanta, tanta paura. Distesa, nuda, coperta solo da un lenzuolo in attesa che arrivi lui, il cuore mi batte all'impazzata. Sono terrorizzata.
Ieri ho cercato di tenermi occupata per non pensarci e ho passato la giornata fuori di casa. Di mattina sono andata a correre e da lì direttamente al corso di pilates. Poi sono passata da Tezenis per comprare della biancheria intima e per pranzo ho visto Marian. Lei è l'unica che riesce a calmarmi quando vado nel panico. Stavolta però neppure i suoi superpoteri sono riusciti a tranquillizarmi; non gliel'ho detto per non farla preoccupare, ma sono uscita dal ristorante morta di paura come quando ci ero entrata.
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Cosa ve ne pare? Conoscete questa utrice? Vi incuriosisce questo incipit?

lunedì 24 agosto 2015

Recensione #79 - Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg

Buongiorno lettori, come state? Lo so, prima di partire avevo detto che non avrei pubblicato recensioni durante la mia vacanza ma visto che prima di partire le recensioni in attesa erano troppe ho pensato di programmarne qualcuna ugualmente, sperando di fare cosa gradita a chi magari è in città. Torno oggi con una recensione di un libro finito gli ultimi giorni di luglio: Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg edito da BUR, 360 pagine.

Trama: Vero e proprio caso editoriale, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un piccolo capolavoro che molti lettori hanno scoperto e amato anche grazie all’omonimo fortunato film dei primi anni Novanta. Coniugando uno humour irresistibile alla rievocazione struggente di un mondo che non c’è più, Fannie Flagg racconta la storia del caffè aperto in un’isolata località dell’Alabama dalla singolare coppia formata da Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente. Un locale, il loro, che è punto di incontro per i tipi umani più diversi e improbabili: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda che coinvolge Ruth e Idgie, implicate loro malgrado in un omicidio, e la tenacia che dimostrano nello sconfiggere le avversità, donano a chiunque segua le loro avventure la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell’esistenza.

Lo so, lo so, arrivo in ritardo! Molti di voi avranno già letto questo libro o visto il libro che vi è stato tratto; io invece arrivo solo adesso, dopo che lo avuto in wish list per una vita. Non so perchè non mi convincessi nonostante i pensieri entusiasti di tutti. Ora mi chiedo cosa stessi aspettando...
Questo libro, nonostante tratti temi durissimi, è stato una ventata di aria fresca nelle giornate di caldo insopportabile di inizio agosto. I suoi personaggi - Idgie, Ruth, Stump, Evelyn, Ninny e tutti gli altri - hanno saputo monopolizzare due delle mie giornate diventandone parte integrante.
La narrazione si sviluppa attraverso diversi salti temporali che non creano però confusione nel lettore come spesso succede, ma aiutano a farsi un quadro completo degli avvenimenti. La parte predominante è quella più recente - intorno al 1985 - dove Ninny Threadgoode, ospite di una casa di riposo, racconta alla signora Evelyn - depressa, affamata e con una vita per niente soddisfacente - la sua vita passata a Whistle Stop, il piccolo paesino a ridosso della ferrovia in cui lei e la sua famiglia abitavano quando era ragazza; una seconda parte è quella esilarante dedicata al bollettino settimanale di Whistle Stop dove un divertentissima Dot Weems dal 1929 al 1969 ci racconta gli avvenimenti principali avvenuti in città e spesso anche nelle case dei suoi cittadini; una terza parte è quella ambientata a Whistle Stop che ci aiuta ad integrare i racconti della signora Ninny. Le tre parti non risultano mai confuse, ma si dipanano con una maestria sorprendente da un decennio all'altro e da un luogo all'altro.
Il paese - Whistle Stop appunto - è il fulcro degli avvenimenti della storia; è lì che Idgie e Ruth aprono il famoso caffè dove uno dei piatti di punta sono appunto i pomodori verdi fritti del titolo.
Ma non sono solo le pietanze ad attirare il lettore e tutti gli abitanti della piccola cittadina; quello che emerge da subito, dopo pochi capitoli è soprattutto l'aria che si respira in quel locale, che fa appunto in modo che il Caffè sia un successo.
Idgie e Ruth non potrebbero essere più diverse e forse proprio per quello l'accoppiata è assolutamente perfetta! Con la loro disponibilità verso i neri le due donne riescono a far convivere le due etnie andando contro corrente rispetto a quello che succedeva altrove in quel periodo.
E se Idgie ammalia per la sua forza, il suo coraggio, la capacità di prendere le situazioni in mano proprio come fanno i suoi fratelli, Ruth ammalia per la sua bellezza, per la sua delicatezza, per la dolcezza dei suoi modi. Attorno alle due donne ruotano tantissimi personaggi che pian piano cominciamo a conoscere e ad amare senza riserve.
Non è difficile chiudere gli occhi ed immaginarsi a passeggiare tra le strade della città, sentire il rumore dei treni di passaggio, il profumo delle pietanze che vengono cucinate nel Caffè e questo può avvenire solo grazie alla maestria di una narrazione impeccabile ed alla costruzioni di personaggi reali nei loro pregi e nei loro difetti.
Mi mancherà questo libro... moltissimo!
Di sicuro recupererò tutti gli altri di libri di questa scrittrice che oggi arriva in cima a quelle da me più amate!
Lo avete letto? Lo leggerete?

VOTO: 


venerdì 21 agosto 2015

Chi ben comincia #96 - Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole di Laurie Halse Anderson

Ciao amici miei!! Come promesso il blog anche in agosto non va in vacanza per allietare - spero - chi magari è in ferie ma a casa oppure non è in ferie e ha voglia comunque di navigare nella blogosfera alla ricerca di idee librose. Come tutti i venerdì quindi, ecco qui per voi una nuova puntata di Chi ben comincia, ideata dalla mia amica Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Anche oggi ho deciso di prendere l'incipit da uno dei libri che affollano gli armadietti del mio camper - non ditelo a mio marito che li ho nascosti anche tra le mutande!!!! - ed ho scelto un libro comprato da parecchio tempo ma che fino ad oggi era rimasto a prendere polvere nella mia libreria. Sto parlando del libro  Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole di Laurie Halse Anderson edito da Giunti. Non so perchè ho aspettato tanto a leggerlo, sarà perchè è uno young adult e avevo paura, sarà che continuo a comprare libri e quelli nuovi hanno il sopravvento su quelli datati ma eccoci qui, a scoprire qualcosa di più e a vedere se l'incipit saprà incuriosirmi.
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Me lo dice così, con le parole che le vengono fuori insieme alle briciole del muffin ai mirtilli e le virgole che si tuffano nella tazza del caffè.
Me lo dice in quattro frasi. No, cinque.
Non vorrei ascoltarla, ma ormai è troppo tardi. Le parole si insinuano dentro di me e mi trafiggono. Quando arriva il momento peggiore del racconto.
 
... corpo ritrovato nella stanza di un motel, la ragazza era sola...
 
...mi muro dentro e sbarro le porte. Annuisco come se ascoltassi, come se comunicassimo, ma non è così e lei non se ne accorge.
 
Non è bello quando le ragazze muoiono.
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Queste poche righe costituiscono tutto il primo capitolo. Non c'è che dire, diretto e crudo, senza troppi giri di parole inutili, come piace a me!
Un argomento difficile che sicuramente non rappresenta una lettura leggera e se lo stile è questo di sicuro sarà un libro carico di emozioni. Mi intriga!
Voi cosa ne pensate? Vi auguro un buon week end e vi dò appuntamento alla prossima settimana con una nuova puntata di Chi ben comincia!

venerdì 14 agosto 2015

Chi ben comincia #95 - Il giardino dei segreti di Kate Morton

Buongiorno lettori e buon venerdì! Domani è ferragosto e di certo vi starete preparando per una giornata diversa dal solito. Per me ogni anno è una due giorni infatti oggi è il mio compleanno... ebbene sì ben 37 - sighhhhhhh - anni fa vedevo la luce e iniziavo a triturare le scatole ai miei cari hihihihihi. Un buon compleanno a me ci sta? Me lo faccio con due citazioni che recentemente ho scovato nei libri che ho letto e che mi hanno fatto pensare a questo giorno!
È buffo come da bambini si pensi che il tempo non passerà mai; poi, dal momento in cui si raggiungono i vent'anni passa svelto come il rapido per Memphis. Io credo che succeda a tutti: la vita ti scivola addosso. Di sicuro è successo a me. Un giorno ero bambina e il giorno dopo ero una donna adulta, con il petto e i peli non vi dico dove. E nel frattempo non mi ero accorta di nulla.
Citazione: Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg
Il fatto è che ho riflettuto su questa storia che si diventa vecchi e sono arrivato alla conclusione che vorrei restare esattamente quello che sono adesso.
Citazione: Un giorno di David Nicholls
Ok, ok, la smetto di straparlare e ritorno seria con una nuova puntata di Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.

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Oggi ho scelto l'incipit di uno dei libri che ho portato con me in vacanza. Non è detto che lo legga entro il mio ritorno,visto la quantità infinita di letture che sono partite con me,  ma conta il pensiero no? Il libro in questione è Il giardino dei segreti di Kate Morton edito da Pickwick (ma quanto sono belle le cover di questa edizione??? Le adoroooo!!!).
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Londra, 1913
Intorno a lei era tutto buio, ma la piccola fece come le avevano ordinato. La signora le aveva detto di aspettare lì, in quel posto sicuro, silenziosa come un topolino nella dispensa. Tanto era tutto un gioco, lo sapeva, un po' come nascondino.
Da dietro i barili, la bimba ascoltava. E intanto si faceva un disegno nella mente, come le aveva insegnato il suo papà. Vicine sentiva tante voci di uomini, certamente marinai, che si gridavano cose. Erano voci dure e tonanti, incrostate di mare e di salsedine. Da lontano le arrivavano il romboe i fischi delle navi misti allo sciabordio dei remi, e su tutto lo stridore dei gabbiani che ad ali spiegate assorbivano la luce piena del giorno.
La signora sarebbe tornata, così le aveva detto, e la piccola sperava che arrivasse presto. Ormai aspettava da molto tempo, tanto che il sole aveva attraversato il cielo e ora le scaldava le ginocchia sotto il vestito nuovo. Cercò di sentire il fruscio delle gonne della signora contro le tavole del ponte, il rumore dei suoi tacchetti rapidi, veloci, sempre di corsa,molto diversi dai passi di sua mamma. Chissà dov'era la sua mamma, pensò distrattamente, come capita ai bambini molto amati. Chissà quando sarebbe arrivata.
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Questo è il secondo libro della Morton che mi capita per le mani e non vi nego che leggendo questo incipit ho subito ritrovato quello stile che tanto mi aveva colpito leggendo L'ombra del silenzio che avevo recensito qui.
Queste descrizioni così perfette e particolareggiate, che permettono di visualizzare in modo preciso il luogo di ambientazione delle scene e che non stancano ma aggiungono alle storie un qualcosa in più.
Sono curiosissima di leggere questo romanzo per vedere se lo adorerò!
Cosa ne dite di questo incipit? Conoscete l'autrice? Vi auguro un ferragosto meraviglioso!!!! :)

mercoledì 12 agosto 2015

Libri sotto l'ombrellone #1/2015

Buon pomeriggio lettori!!! Eccomi qui, al terzo giorno di vacanza (due dei quali sotto il diluvio universale) a mantenere la mia promessa pre-partenza: scoprire, come da due anni a questa parte, cosa leggono veramente i lettori - o i leggioni come direbbe mio figlio - sotto l'ombrellone! Se vi siete persi le puntate precedenti di questa rubrica inventata da me non vi resta che cliccare qui.
Intanto vi mostro la mia attuale lettura: La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello edito da Feltrinelli.



Ed ora, se la connessione mi assiste, siete pronti a scoprire le letture di questa estate 2015?
  • Una donna di circa quarant'anno leggeva con grande interesse Sveva Casati Modigliani ed il suo La vigna di Angelica edito da Sperling & Kupfer. Non è il mio genere ma la lettrice sembrava molto presa.
Trama: Lunghi filari di viti si adagiano sui morbidi pendii di Borgofranco. Da due secoli la famiglia Brugliani è proprietaria di quell'antico borgo e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l'erede della tradizione e del patrimonio famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di successo: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d'ombra, fatta di menzogne - quelle del marito - e di sogni infranti. Una sera, mentre è in sella alla sua moto, l'amarezza e i pensieri pesanti prendono il sopravvento e Angelica, in preda al pianto, non si accorge che l'auto di fronte a lei sta frenando. L'urto è molto violento, ma per fortuna privo di conseguenze gravi, sia per lei sia per il conducente dell'automobile, Tancredi D'Azaro. Angelica non sa ancora che quel nome è sinonimo di alta cucina in tutto il mondo. Ed entrambi ignorano che, dopo quell'incontro fugace, il destino tornerà a intrecciare le loro strade, suscitando la tentazione di un nuovo inizio. Magari da vivere insieme, chissà: starà a loro scegliere, facendo i conti con il peso del passato e le responsabilità del presente, con il desiderio di cambiare e quell'istinto passionale che li anima. Perché la vita è fatta di sogni in cui perdersi e scelte in cui ritrovarsi, incontri che ci cambiano e passioni che ci riportano sulla strada di casa.

  • Un ragazzo sulla ventina leggeva un libro molto particolare, non proprio commerciale, si tratta di La terra desolata di Thomas S. Eliot edito da BUR versione integrale con testo in inglese a fronte. Non posso fare a meno di chiedermi se fosse un libro letto per studio o per puro piacere.
Trama: Smembrati e sottratti alla storia culturale, eroi e luoghi del passato letterario si ricompongono in un montaggio poetico di immagini, incroci interrestuali, registri dissonanti; ormai simboli di un presente desolato, allegorie di una terra guasta protagonisti del tempo drammatico della morte degli dèi. Il poemetto è l'esito di una lunga gestazione, costellata di ripensamenti. Ne danno testimonianza i manoscritti della prima redazione dell'opera, che il curatore cita e commenta nel saggio che arricchisce questa edizione.


  • Un uomo sulla sessantina ed oltre leggeva invece tutto intento L'ultima profezia. 2012. Il testamento dei Maya di Alten Steve edito da Newton Compton. Per un certo periodo ho letto tantissimi libri di questo genere perchè mi ero appassionata all'argomento. Ultimamente invece li ho un po' abbandonati.
Trama: Che cosa lega tra loro la Grande Piramide di Giza, i templi indù di Angkor Vat in Cambogia e la Piramide del Sole a Teotihuacàn? Quale mistero racchiudono gli inspiegabili geoglifi della pianura di Nazca e gli imponenti megaliti di Stonehenge? L'archeologo Julius Gabriel ha consacrato tutta la sua esistenza allo studio delle popolazioni precolombiane ed è convinto che queste colossali opere sopravvissute intatte nel corso dei millenni nascondano un oscuro segreto. Dopo anni e anni di ricerche è convinto che quei monumenti non siano stati costruiti per ragioni di ordine religioso o cerimoniale. Sarebbero invece anelli di una catena di messaggi occulti collegati tra loro, che porterebbero alla risoluzione del più grande enigma della storia dell'uomo. Secondo l'antichissimo calendario dei maya, infatti, durante il solstizio d'inverno del 2012 dopo Cristo una terrificante apocalisse si abbatterà sulla Terra, e c'è un unico modo per sfuggire alla catastrofe... Ridicolizzato dai suoi illustri colleghi, Julius Gabriel muore dimenticato da tutti. Ma non da suo figlio Michael: rinchiuso da undici anni in un ospedale psichiatrico del Massachusetts, è lui l'unica persona al mondo a possedere le chiavi di un segreto che vale la salvezza dell'umanità.
  • L'ultimo avvistamento è quello di un uomo intorno ai quarant'anni che leggeva Tempi glaciali di Fred Vargas edito da Einaudi; un autore questo che mi incuriosisce da un po' ma di cui, fino ad ora, non ho letto nulla.
Trama: Una caccia ai fantasmi tra demoni e strane leggende. Dai ghiacci d'Islanda alla Rivoluzione francese. Il nuovo caso per il commissario Adamsberg e la più stravagante armata dell'Anticrimine parigina. Si è mobilitata tutta l'Anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi sul caso dei due apparenti suicidi. Il coltissimo capitano Danglard, grande estimatore di vino bianco, l'energica Violette Retancourt, lo specialistica in pesci d'acqua dolce Voisenet. Ma soprattutto lo svagato, irresistibile, "spalatore di nuvole", il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Tutto inizia col ritrovamento di due corpi e la scoperta di uno strano simbolo scarabocchiato accanto a ciascuno di essi. Ma come sempre accade nelle storie di Fred Vargas, questo non è che l'avvio di una avventura che finirà per snodarsi in mezza Europa tra una balzana setta di adepti della Rivoluzione francese e una gita in Islanda finita in tragedia.

Che ne dite di queste letture? Ce n'è qualcuna in particolare che vi ispira o che vi sentireste di consigliare o sconsigliare? Per oggi da Donoratico (Livorno) è tutto. Spero di tornare presto con una nuova puntata di Libri sotto l'ombrellone. E mi raccomando, come accadeva gli scorsi anni, se avvistate qualche leggione sotto gli ombrelloni, scattate una fotografia ed inviatemela alla mail unlibroperamico.dany@gmail.com così da poter diventare anche voi 007 per un giorno!!!! ;)

lunedì 10 agosto 2015

Recensione #78 - Il bambino ombra di Carl-Johan Vallgren

Buongiorno lettori e buon lunedì, come state? Siete in vacanza o ancora in ufficio? Spero in ogni caso che possiate passare un buon lunedì, senza troppi pensieri. Io mentre leggerete probabilmente sarò in viaggio verso il mare, ho programmato questo post la settimana scorsa per non accumulare troppe recensioni visto che ancora non ho finito di postare quelle di luglio e di certo mi resteranno per settembre tutte quelle di agosto.
Sperando di fare cosa gradita vi lascio quindi con il mio pensiero sul libro Il bambino ombra di Carl-Johan Vallgren, edito da Marsilio - che ringrazio per la copia - , 340 pagine.

Trama: In una calda giornata estiva, un bambino di sette anni scompare misteriosamente in un’affollata stazione della metropolitana di Stoccolma. Una donna sconosciuta dal sorriso gentile lo prende per mano e sale con lui le scale che portano al treno, ma quando il padre raggiunge il binario, della donna e di suo figlio non c’è più traccia. Molti anni più tardi, ormai adulto, anche il fratello di quel bambino, Joel Klingberg, sembra essersi improvvisamente dissolto nel nulla. In cerca di un aiuto che la polizia non le vuole dare, la moglie decide di rivolgersi a Danny Katz, un vecchio amico di Joel dei tempi del servizio militare. Danny - quarantaquattro anni, ex interprete al ministero degli Esteri, ex traduttore e programmatore di software alla Difesa, ed ex tossicodipendente - è una sorta di nerd delle lingue e dell’informatica che gestisce una modesta agenzia di traduzione. Pur ritenendo che per cercare un imprenditore scomparso la sua competenza in fatto di lingue slave e siti russi pirata non sia poi così fondamentale, in nome della vecchia amicizia decide di accettare l’incarico. Ma la strada che porta a Joel è piena di insidie e scavare tra i segreti della ricchissima famiglia Klingberg, potente dinastia d’industriali, potrebbe costargli la vita. D’un tratto, Danny si ritrova al centro di un ingranaggio diabolico, dove superstizioni caraibiche, strani oggetti dal significato occulto e un tocco di follia segnano il passo di un’indagine dal ritmo trascinante, fino alla sorprendente rivelazione finale.

Primo libro della serie "Le inchieste di Danny Katz" che rappresenta anche l'esordio per l'autore nel mondo del thriller. Un esordio sicuramente perfetto, secondo il mio modesto parere.
Già dalle prime pagine veniamo catapultate al centro della questione: un bambino di sette anni rapito a pochi passi dal padre e svanito nel nulla. Non un bambino qualunque ma il figlio di una famiglia molto importante di Stoccolma. Purtroppo anche dopo tragedie simili la vita deve andare avanti. Ma come si fa a sopportare un dolore simile? Come si può, da genitori, non entrare in un limbo di disperazione e di pura sofferenza? Impossibile, anche per chi come i Klingberg ha il mondo ai suoi piedi. Una tragedia che coinvolge tutti e che non può non rovinare il normale svolgimento del tempo.
Ma non è l'unica disgrazia che si abbatte su quella famiglia: i genitori che non si sono più ripresi fino a cedere al suicidio; un fratello - ormai adulto - che scompare nel nulla senza lasciare traccia. Possibile che il destino possa accanirsi così tanto verso di loro? Possibile che nessuno sappia quello che sta succedendo?
E' quello che cercherà di scoprire Danny Katz, vecchio amico di Joel - l'uomo scomparso - quando la moglie lo contatta chiedendogli il suo aiuto. Per Danny, ex tossicodipendente ed ex dipendente del ministero del Esteri e della Difesa, tutto appare subito molto strano.
Non ha più avuto contatti con Joel dopo il loro periodo di studi comune e anche a quei tempi non potevano propriamente definirsi amici per la pelle. Come può lui - seppur con tutti i suoi agganci e le sue capacità di programmatore/hacker - trovare un uomo svanito nel nulla? E cosa ne è stato di Joel? Rapito? Scappato? Ucciso? Ogni pista può essere quella giusta ma niente si rivelerà semplice per il nostro improvvisato detective.
Con uno stile capace di non far staccare il lettore pagina dopo pagina, l'autore ha costruito un giallo che si rispetti, degno delle penne più importanti e più navigate in questo che - concedetemelo - secondo me risulta il genere più difficile: difficile arrivare alla fine senza essersi fatti scoprire dal lettore, difficile non commettere errori grossolani o utilizzare espedienti narrativi visti e rivisti. Ma Vallgren non inciampa e ci permette di godere della lettura senza mai rovinarci il momento della scoperta. Con un colpo di scena dopo l'altro, con una storia intricata ambientata quasi totalmente a Stoccolma me che passa anche per Santo Domingo e ci fa conoscere le leggende e le superstizioni del suo popolo, l'autore sa condurci per mano in luoghi che non ci aspettiamo all'interno di questioni difficili da immaginare.
I personaggi sono ben delineati. Facile affezionarsi a Danny con i suoi difetti ed il suo passato burrascoso; facile immaginare Kristoffer con la sua pelle più scura rispetto a quella della famiglia che prende per mano una signora in un giorno qualunque per non far più ritorno a casa; facile pensare a Joel bambino, "sopravvissuto" ma comunque il secondo, ombra di un fratello maggiore che per sempre occuperà un posto speciale nei cuori della sua famiglia ma altrettanto facile immaginare il Joel adulto con la sua vita apparentemente normale nell'azienda di famiglia ma con un tumulto interiore difficile da risolvere; e come non mettersi nei panni della moglie Angela che con la sua scomparsa piomba nella disperazione (nonostante tutto...) o dell'intera famiglia che rivive il dramma della scomparsa.
Un libro che consiglio agli amanti del genere e di cui aspetterò con ansia il secondo capitolo!

VOTO: 


venerdì 7 agosto 2015

Chi ben comincia #94 - La magia delle cose perse e ritrovate di Davis Brooke

Buongiorno lettori!!! Week end di partenze - dicono - quello che sta arrivando. Anche voi state preparando le valigie e siete pronti per le vacanze? O siete di quelli che le hanno già fatte, le faranno o magari le passeranno a casa? Io devo aspettare ancora qualche giorno - inizio settimana prossima - e poi mi spiaggerò al sole in riva al mare con un buon libro. Chissà, magari tra le letture potrebbe esserci il protagonista di questa puntata di Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per l'incipit di oggi ho attinto dalle recenti pubblicazioni pre-vancanziere e ho scelto il libro La magia delle cose perse e ritrovate di Davis Brooke edito da Garzanti che mi ispira per quegli stivaletti rossi che spiccano nella cover. Lo so che state pensando che non si sceglie un libro dalla cover e in fondo avete ragione, però io spesso lo faccio anche se questo mi porta, a volte, a prendere delle cantonate colossali!
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Il cane di Millie, Rambo, fu la sua Primissima Cosa Morta. Lo trovò sul ciglio della strada una mattina in cui sembrava che il cielo stesse per cadere giù, e la nebbia aleggiava come uno spettro attorno al corpicino straziato. Aveva la mascella e gli occhi spalancati, come colto a metà di un latrato. La zampa posteriore sinistra era piegata in un'angolazione anomala. La nebbia si levava tutt'attorno a loro, le nuvole erano sempre più fitte in cielo e lei si domandava se il cane sarebbe diventato pioggia.
Fu solo quando trascinò Rambo fino a casa nello zaino di scuola che la madre pensò di dirle come andavano le cose nel mondo.

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Non mi aspettavo un inizio così malinconico. Oltretutto mi tocca particolarmente perchè un cane Rambo l'ho conosciuto veramente. Chissà come si evolverà questo libro. Cosa ve ne pare di questo incipit?
Vi auguro un meraviglioso week end in viaggio o no!

mercoledì 5 agosto 2015

Recensione #77 - Piccola Dea di Rufi Thorpe

Buongiorno lettori, come state? Io mi sto godendo a pieno questa prima settimana di ferie! Casa, famiglia e relax! Come vi avevo anticipato questa settimana è dedicata alle recensioni delle letture finite nelle scorse settimane, di cui non sono ancora riuscita a parlarvi. Oggi è il turno di Piccola Dea di Rufi Thorpe, edito da Sonsogno - che ringrazio per la copia - 272 pagine.
Trama:  A dispetto dei luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore. È quello con l'amica del cuore. Lorie Ann e Mia, in riva all'oceano della California, sdraiate al sole a scambiarsi segreti, mentre provano a schiarirsi i capelli con il succo di limone, di questa amicizia ne sanno qualcosa. Diversissime tra loro, eppure unite come sorelle, crescono complici e spensierate: non passa giorno senza che l'una sappia nell'intimo cosa nasconde il cuore dell'altra. Siamo nei festosi anni Ottanta, e all'inizio di questa loro storia, che durerà per altri vent'anni, Lorie Ann e Mia si fanno una confidenza che scotta e che impone una decisione complicata: hanno sedici anni e sono rimaste incinte. Mentre Mia è la bulla, scostante, con una famiglia sgangherata, Lorie Ann è la perfezione, quella che tutti invidiano: per la sua bellezza solare, il carattere aperto e generoso, la vita serena avvolta da una famiglia unita. Se la biologia c'entrasse col destino, e la scelta coraggiosa di Lorie Ann di non abortire, all'opposto dell'amica, dovesse venire premiata, avrebbe dovuto essere lei quella baciata dalla fortuna e dal successo. Invece, anno dopo anno, Lorrie Ann scivola in tutt'altra esistenza, e a Mia, pienamente realizzata, non resta che documentare, e interrogarsi sulle ragioni per cui la sorte abbia riservato alla sua "divina" amica un percorso tanto accidentato.

Un debutto, questo, che in America è stato acclamato come una delle rivelazioni dell'anno. 
E non hanno tutti i torti, perchè questa è una lettura che colpisce per la sua crudezza, per la sua profondità, per il tema trattato.
Per una volta il nuovo titolo dovuto al passaggio da oltreoceano a qui - seppur con un titolo che non è la traduzione di quello originale The Girls from Corona del Mar - non ha stravolto il senso del romanzo anzi, forse lo trovo ancora più azzeccato. 
Per la cover invece è stata mantenuta la versione paperback americana; una cover che adoro anche se, secondo me, non rende assolutamente l'idea del tipo di libro che andremo a leggere, come che invece faceva la copertina originaria del libro. 
Ma questi sono dettagli, quello che conta è la sostanza. 
E la sostanza è ricca. Una storia con protagonista l'amicizia, quella per cui si farebbe qualsiasi cosa, quella che muta con l'età ma che non scema mai... o almeno così parrebbe.
Come avrete capito dal titolo americano il romanzo ha come protagoniste le ragazze di Corona del Mar, due per la precisione: Lorri Ann e Mia. Amiche per la pelle fin dall'infanzia condividono i segreti, le gioie e i dolori che la vita riserva loro.
Corona del Mar non è propriamente la città del sogno americano, ma una piccola cittadina californiana affacciata sull'oceano. Tutte le famiglie protagoniste di questo romanzo ci sono finite praticamente per sbaglio e verso la fine degli anni Ottanta si ritrovano a fare i conti con la crisi del mercato immobiliare ed una disoccupazione sempre più pesante. E' in questo contesto che vivono la loro infanzia Lorri Ann - bellissima, con una famiglia perfetta, due genitori presenti e amorevoli, un futuro che le prometterà sicuramente grandi cose - e Mia - tremenda, spesso in lotta con una madre con l'interesse per l'occulto ed un crescente attaccamento al vino rosso, un padre scappato a San Francisco per fare il vendiore di auto e fare la bella vita, un patrigno che non ama particolarmente e due fratellasti che rappresentano per la ragazza la vera famiglia -.
Ma non sempre la vita è come ci si aspetta e a volte chi sembra destinato ad una vita perfetta finisce per avere - anche non per colpa sua - tutto il contrario.
Eppure non fu a me, ma a Lorrie Ann che gli uccellacci del malaugurio continuarono a fare visita, oscurando il cortile di casa, piacchiando ai vetri delle finestre con i loro becchi ammuffiti e incrostati di sangue. "Svegliati ragazzina!" urlavano. "Abbiamo dell'altro in serbo per te!".
Una tragedia dopo l'altra, una disgrazia peggiore della precedente, una serie di scelte sbagliate e la vita di Lorrie Ann si ritrova ad essere la più dura, la più devastante ed anche la più crudele.
Mia al contrario lascia quel paese che da sempre le sta tanto stretto e riesce a laurearsi, a viaggiare, a trovare un suo posto nel mondo; ma mai dimenticando la sua più grande amica, mai tirandosi indietro quando la stessa avrà bisogno del suo aiuto. E di aiuto ne avrà bisogno eccome Lorrie Ann, portata all'autodistruzione e dedita ad ogni tipo di droga. E Mia sarà lì, ogni volta, sicura di sapere come prenderla, con la cosa giusta da fare per un'amica che è come una sorella. Ma è proprio in uno di questi momenti che Mia ci fa balenare nella mente una semplice quanto vera domanda: 
Si può mai conoscere veramente qualcuno?
Per tutto il resto del romanzo me lo sono chiesto insieme a lei e non sono mai riuscita a darmi una risposta che fosse univoca e soddisfacente.
Un romanzo crudo, duro, potente, capace di sbatterci in faccia tutta la crudeltà che la vita può riservare, capace di farci sentire impotenti di fronte a tante disgrazie. Ma è anche un romanzo di speranza, di chi ce la può fare nonostante tutto, di chi crede nei valori forti dell'amicizia e della famiglia nonostante magari non abbia mai avuto un esempio in tal senso.
Uno stile completo e interessante quello di questa nuova scrittrice che ha saputo portarmi per mano in zone così buie dell'esistenza senza farmi perdere, lasciandomi la speranza che nonostante tutto si possa superare anche le situazioni più tragiche... certo non senza delle profonde e dolorosissime cicatrici.
Un romanzo che consiglio!

VOTO: 



lunedì 3 agosto 2015

Recensione #76 - I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga

Buongiorno carissimi, come va?  Primo giorno effettivo di ferie per me quindi morale alle stelle! Non so ancora di preciso quando e dove andrò in vacanza ma già non dovermi fare 100 km al giorno in macchina per andare in ufficio rende le mie giornate assolutamente perfette. In più per un mese intero mi godrò il mio piccolino oltre che - spero tante - le mie adorate letture!
Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho ormai finito di leggere da qualche settimana ma di cui fino ad ora non avevo ancora avuto il tempo di scrivere. Sto parlando de I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga, edito da Giunti, 416 pagine. Se mi seguite con costanza sapete che è già stato il protagonista delle Letture Geograficamente Sparpagliate di luglio; se vi siete persi il post potete vedere i 5 mini pensieri qui.

Trama: Un romanzo storico pieno di mistero e romanticismo. Atmosfere vittoriane per una storia ambientata nella campagna inglese che unisce brivido e sentimento in un crescendo di suspense e colpi di scena. I misteri di Chalk Hill Susanne Goga riesce a fondere due generi letterari, il thriller e il romanzo storico collocando l'intera vicenda sulle colline del Surrey alla fine dell'Ottocento. Quando Charlotte vi approda per la prima volta e si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice.
Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera di mistero aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose.
L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, ben sepolta tra il mistero e il romanticismo di quelle antiche mura.

Una cover che ammalia, una trama che intriga, un periodo storico che amo... non potevo volere di più da un libro no? E invece purtroppo sì, qualcosa in più la avrei voluta eccome.
Charlotte arriva in Inghilterra dalla Germania per fare l'istitutrice di una bambina. E' il suo primo impiego lontano da casa ed ha tutte le paure che una situazione del genere potrebbero creare su chiunque: giovane, in un paese straniero, lontana da casa.
Da subito le somiglianze - troppe - con Jane Eyre saltano all'occhio. Una grande tenuta nelle campagne inglesi, una padrone solitario e riservato che però colpisce subito la ragazza, un mistero legato alla morte della moglie. Insomma spesso, spessissimo mi sono ritrovata a fare dei paragoni con il colosso letterario di Charlotte Bronte e purtroppo questo e sicuramente andato a scapito di questa lettura.
Seppure il periodo storico, gli avvenimenti, i paesaggi ed i personaggi siano scritti con uno stile che rende e che risulta molto piacevole e scorrevole, quello che manca in questa storia è l'originalità.
Un libro strano, iniziato con slancio, piaciuto durante tutta la lettura ma ma non ha mai spiccato il volo; non ha mai tirato fuori quel particolare in pi che lo facesse diventare IL libro.
Vi capita mai? Per tutto il libro ho veramente pensato che fosse una lettura piacevole, con un mistero da svelare, un mondo - quello del padrone di casa e di sua figlia - tutto da scoprire ma arrivata alla fine sono rimasta un po' a bocca asciutta.
Anche il filone delle sedute spiriche l'ho trovato in alcuni punti un po' forzato, inutile quasi.
Interessanti invece i personaggi, se cerchiamo di non paragonarli a Jane Eyre. Charlotte, incapace di non indagare sulla misteriosa scomparsa di Lady Ellen si tira addosso gli sguardi e le chiacchiere del paese arrivando a volte anche ad urtare il lettore - spero volontariamente - per la troppa curiosità; Emily, la bambina, con i suoi misteriosi stati di trance, le sue visioni notturne, la sua capacità di cambiare atteggiamento ed umore nel giro di pochi minuti; Thomas Ashdown, forse il personaggio più riuscito, giornalista, critico teatrale e membro della Società per la ricerca psichica che entrerà nelle vite di Charlotte e della famiglia Clayworth per cercare di capire gli strani atteggiamenti della bambina; Nora, la tata di Emily, con il suo atteggiamento da subito competitivo nei confronti della nuova istitutrice.
La maggior parte del libro si svolge nella grande tenuta, con le sue torrette circolari, il suo immenso giardino, la sua porticina misteriosa di accesso al bosco. La casa è così importante all'interno del romanzo che diventa uno dei punti focali su cui l'attenzione del lettore viene proiettata per tutta la lettura. E' vero che assisteremo a giri in carrozza sulle rive del fiume Mole, a momenti in pastecceria per sorseggiare un ottimo tè inglese, a camminate nel villaggio ma è anche vero che tutti quei momenti risulteranno assolutamente secondari rispetto a quelli nella grande e inquietante casa.
Le cose che più mi hanno portato ad abbassare il voto - a parte la somiglianza con Jane Eyre di cui ho già ampiamente parlato - sono i salti improvvisi di luogo, argomento, tempo che non so se sono frutto della traduzione o se è una scelta dell'autrice che personalmente mi hanno diturbato durante la lettura e la fine del libro infatto il mistero che aleggia nell'aria dalla prima pagina, poi tanto mistero non è ed io mi sono ritrovata a capire quale ne fosse l'epilogo da molto prima di far scorrere sul mio kindle l'ultima pagina.
Insomma niente di speciale ma neanche un libro che sconsiglio. Una lettura piacevole senza troppe pretese!
Che ne pensate? Voi lo avete letto?

VOTO: