Pagine

lunedì 22 febbraio 2016

Recensione #110 in Anteprima - Segreto di famiglia di Mikaela Bley

Buon pomeriggio lettori e buon lunedì. Torno oggi con una recensione in anteprima di un thriller che mi è stato inviato a sorpresa da Newton Compton editori. Si tratta di Segreto di famiglia di Mikaela Bley 336  pagine in uscita nelle librerie il 3 marzo prossimo.

Trama: A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli otto anni, scompare improvvisamente nel centro della città.
La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione post partum mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano…

Ultimamente mi sta capitando spessissimo di ritornare al mio primo amore: il thriller. Ne sto leggendo tanti, uno dietro l'altro, e fare dei paragoni è ovviamente immediato.
Libro d'esordio questo per Mikaela Bley, svedese di Stoccolmam città dove è anche ambientato questo libro.
Anche in questo caso, come succede ormai sempre più spesso in questo genere di libri, si tratta del primo libro di una serie con protagonista una donna - anche questa scelta molto comune ultimamente - Ellen Tamm non detective - e me no male mi viene da dire altrimenti ci ritroviamo a leggere libri tutti uguali - ma giornalista di cronaca nera, felice e in pace con se stessa... vi piacerebbe eh??? No, come al solito  la protagonista ha un passato fatto di sofferenze ed ombre con dei risvolti molto simili a quelli che si trova a trattare nel caso oggetto di questo libro; posso dire che ultimamente questa cosa mi sta un po' stufando? Questo clichè del protagonista tormentato, cui è morto qualcuno tanto da immedesimarsi nelle storie che segue sta diventando un po' troppo; possibile che non ci sia nessuno capace di fare interessare i lettori ad un personaggio pur non facendogli avere una vita sfigata piena di disgrazie? Ma vabbè andiamo oltre...
Ellen si trova alle prese con la sparizione di una bambina di 8 anni - Lycke - di cui per tutto il libro ci viene svelato pochissimo se non che non avesse amici e che fosse un peso praticamente per entrambi i genitori. Già, i genitori, Harald ed Helena - divorziati, con un affido condiviso. Una nuova famiglia lui - con Chloé, la tipica matrigna acida e gelosa, da cui ha avuto un nuovo figlio - e un'incapacità di essere madre lei, quasi che quella figlia fosse stata la causa della fine del suo matrimonio. L'unica che da subito sembri nutrire un affetto sincero per Lycke è Mona, la sua tata, che conosce il suo disagio continuo sia all'interno della scuola che, purtroppo, all'interno della famiglia.
Ellen, come giornalista di TV4, viene incaricata di seguire l'evolversi della faccenda parlando con le fonti - soprattutto poliziesche - e dando risalto televisivo alla faccenda.
Per la maggior parte del libro i capitoli saranno appunto dedicati ad Ellen, alle sue indagini, alla sua necessità di fare tutto il possibile per dare una smossa alle ricerche nonostante un corpo di polizia apparentemente rassegnato se non incapace, alla sua difficoltà di lasciare le proprie emozioni fuori dal caso, alla sua cotta per Jimmy e al suo doloroso passato. Qualche sporadico capitolo invece viene dedicato alle altre figure femminili presenti all'interno del libro - Chloé, Mona ed Helena - ma in modo molto più marginale, senza che questo aggiunga particolari necessari all'evolversi della storia, senza fare più di tanto trasparire i loro veri pensieri e le loro personalità. 
Lo stile dell'autrice non è male, tipicamente nordico quindi molto misurato, non frenetico, pieno di dettagli - a volte troppi in questo caso - che si legge velocemente e senza particolare fatica. Quello che secondo me manca totalmente in questo libro credo sia il risvolto umano che un tema del genere dovrebbe nescessariamente smuovere a livello di personaggi.
Mai, in tutta la lettura, abbiamo chiarezza sui sentimenti provati dalla madre o dal padre della bambina, la loro indifferenza emotiva lascia perplessi e - lo dico da madre - urta anche un po'.  È vero, forse l'autrice ha utilizzato questo espediente per far emergere la situazione tragica in cui Lycke si trovava prima di scomparire - forse! - però credo che un minimo di cuore avrebbe potuto mettercelo. La storia invece, pur dovendo essere l'elemento trainante di tutto, viene quasi messa in secondo piano dal personaggio di Ellen di cui sappiamo vita, morte e miracoli, di cui viene sviscerato ogni singolo pensiero quasi a volercela fare conoscere a tutti i costi visto che su di lei sarà incentrata tutta la serie e questa scelta mi ha lasciata un po' perplessa anche perchè, durante la lettura, mi ha portata a perdere interesse verso Lycke, quasi come se la bambina fosse un elemento di mero contorno alla trama.
Non posso dire sia un brutto libro, ma neanche che sia il bestseller di cui si parla; non è né un no ma neanche un sì il mio, un voto nel mezzo quindi.
In generale mi aspettavo più succo, più intrecci, più difficoltà nel capire, più maestria nell'allontanarmi da una soluzione che mi è stata chiara già poco dopo la metà della lettura.
Forse se l'autrice avesse messo un po' da parte Ellen concentrandosi sui meccanismi del thriller e sugli altri personaggi il risultato finale avrebbe potuto giovarne. Ovviamente questo è solo il mio pensiero! Sarò felice di conoscere le vostre impressioni quando e se lo leggerete.

VOTO: 


14 commenti:

  1. Dalla sinossi era venuta voglia di leggerlo anche a me ma ora non so se ne vale la pena

    RispondiElimina
  2. Già la voglia era poca. Sospettavo!

    RispondiElimina
  3. Ho scritto la recensione anche io poche ore fa e mi ritrovo molto anche nella tua. Ero un ni perenne durante la lettura. Non da bocciare, ma sicuramente mancava una parte importante. Il più grande bestseller è decisamente esagerato xD

    RispondiElimina
  4. Mi sa che questo lo lascio perdere, libri belli ce ne sono così tanti che non basterebbero mille vite, non posso perdermi anche dietro ai libri mediocri... meno male che ci siete voi (tu e Laura in questo caso) che fate da cavie per noi, ehehehe ;-)

    RispondiElimina
  5. mmmmm hai descritto la mediocrità! Sapendo bene che di te mi posso fidare, questo libro, che già dalla trama poco mi convinceva, ora posso scartarlo di netto!
    (..e tu sei sempre più brava a scrivere!!)

    RispondiElimina
  6. Concordo con il tuo giudizio. E' un libro che non è brutto, ma non è nemmeno bello, e appunto si perde nella vita di Ellen come se fosse lei la protagonista, dando poco risalto alla vicenda. Ma poi, nn vorrei essere bacchettona eh, ma il particolare dei dvd porno e quando il truccatore le dice. hai lo sguardo come due passere depilate? Ahhahah a parte che nn riesco a immaginarmelo proprio come possa essere lo sguardo come passere depilate, ma lasciamo perdere.
    A me tà del libro poi si capisce già il colpevole.
    Peccato xchè la copertina era molto bella

    Ciao Sara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahahahah io spero di non scoprirlo mai come sia lo sguardo come due passere depilate. Ahahahahaaha

      Elimina