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martedì 21 novembre 2017

Recensione #215 - Mai dimenticare di Michel Bussi

Buongiorno lettori, come state? Siamo già alla fine di novembre ed io sto iniziando ad entrare nella frenesia pre-natalizia: post da preparare, top ten da stilare, nuova challenge da pubblicare, nuovi progetti da realizzare. Insomma, sarà un periodo pieno ed indaffarato a cui seguirà, spero, un anno ricco di cose belle!
Ma oggi sono qui per un post di ordinaria amministrazione: torno con una recensione, quella di un libro uscito da pochissimo per edizioni e/o, che ringrazio per la copia. Si tratta di Mai dimenticare di Michel Bussi, 464 pagine. Se mi seguite sapete che adoro questo autore e che non mi perderei un suo libro per nulla al mondo. Per fortuna non mi delude mai! Ecco il mio pensiero.

Sinossi: «Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta».

È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.


Una ragazza è sull'orlo di una scogliera davanti ad un uomo. Quell'uomo è Jamal Salaoui. Il vestito della donna è fatto a pezzi, il suo viso è la personificazione della paura, ha da poco smesso di piangere, è evidente. Jamal agisce, cerca di parlarle, ma quando sembra aver tutto sotto controllo la donna si butta di sotto e lui non può far altro che guardare quegli occhi puntati nei suoi, inerme.
Due testimoni, ai piedi della scogliera, vedranno la ragazza sfracellarsi al suolo, ma non possono aver visto quello che è accaduto di sopra, prima che il corpo precipitasse. La sua parola contro la loro, la sua parola contro prove evidenti che sembrano incastrarlo o volerlo incastrare.
È l'inizio della fine, l'inizio di una corsa contro il tempo che l'autore architetta, come sempre nei minimi dettagli, per portare il lettore a credere a tutto ed al contrario di tutto; per portarlo a dubitare di tutti, anche di se stesso. Perché è questo il grande pregio di Bussi: portare i suoi personaggi alla follia insieme al lettore che ne legge le imprese.
Ogni volta che mi trovo per le mani una sua opera arrivo ad un certo punto e devo tornare indietro a rileggere, perché credo di aver saltato qualcosa, di non aver compreso qualche passaggio, di aver letto talmente avidamente da essermi distratta. E invece no... Invece ogni volta ho letto con attenzione ed è proprio la bravura dell'autore ad aver architettato che io tornassi indietro a rileggere perché lui lo sa che lo faremo, e lo scrive anche, in barba al nostro sentirci detective, in barba al nostro essere sicuri che questa volta lo scopriremo, che questa volta sveleremo i suoi piani. 
Immaginatevi quando ad un certo punto della lettura sono tornata all'inizio ed ho riletto queste parole del protagonista del libro:
Tornerete all'inizio di questo racconto, rileggerete queste righe e penserete che sono pazzo, che vi sto tendendo un tranello o mi sono inventato tutto. Invece non ho inventato proprio niente. Non sono pazzo. Non sto tendendo nessuna trappola. Vi chiedo soltanto una cosa, fidatevi di me. Fino alla fine.
Vedrete, andrà tutto bene.
Un genio. Solo in questo modo mi viene da definire questo autore. Un genio nel portarci ovunque lui voglia attraverso l'uso della parola, attraverso il suo stile coinvolgente e capace, ogni volta, di stupire. 
Jamal ci parla. Si rivolge a noi, in prima persona, proprio come si rivolgevano a noi i protagonisti degli altri libri di Bussi; un marchio di fabbrica che ci fa subito entrare in sintonia con i personaggi che ci regala, che ci fa subito sentire a casa, al sicuro. Ci fa mettere comodi come in compagnia di amici e poi ci tende la trappola. Come vi sentireste se ad un certo punto scopriste che un vostro amico cui voi avete creduto ciecamente, venisse indagato per omicidio? E se tutti gli indizi che fino a quel momento voi avete ritenuto costruiti per incastrarlo si rivelassero invece evidentemente e palesemente contro di lui? Non vi sentireste spiazzati? Distrutti per essere stati presi in giro da qualcuno di cui vi fidavate? Pazzi per esservi fidati, per esserci cascati, per avere consapevolmente creduto ad un possibile assassino? Questo ho provato io verso Jamal. Mi sono fidata, poi ho dubitato di lui, poi ho creduto ancora nella sua innocenza, poi l'ho additato e mi sono arrabbiata con lui, in un continuo tira e molla che mi ha portato alla fine del libro e alla grande rivelazione, quella che emerge - nei libri di Bussi - quando tutto sembra risolto, quando tutto sembra aver avuto una degna o quantomeno definita conclusione. E la grande rivelazione rimescola le carte, sconvolge il lettore, lo spiazza facendolo rimanere a bocca aperta e facendogli ancora una volta affermare che questo autore ci sa fare, che questo autore è un grande scrittore.
Se a tutto questo aggiungiamo le sempre precise e dettagliate ambientazioni che, ogni volta, fanno venire voglia di prendere il primo aereo ed andare a scoprire quei luoghi che lui, tanto sapientemente, sa farci amare, allora non si può, secondo me, che promuoverlo a pieni voti ed attendere con trepidazione la sua prossima uscita.
Se cercate un giallo/noir che sappia tenervi incollati alle pagine, che sappia farvi credere bianco quando è palesemente nero, che sappia convincervi di tutto e del contrario di tutto, che sappia farvi convincere delle apparenze e dubitare delle certezze, allora ecco l'autore che fa per voi! Sono sicura che non vi deluderà!!!

Prima di lasciarvi voglio ricordarvi le precedenti pubblicazioni di Bussi, lasciandovi anche il rimando alla recensione in modo che, se lo vorrete, potrete scegliere il libro più adatto a voi da cui cominciare.

Ninfee nere

VOTO: 


12 commenti:

  1. Ciao, non ho mai letto nulla di Bussi, ma mi piacerebbe farlo, mi incurioisce molt "Ninfee nere"...

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    1. Ninfee nere è un po' più lento degli altri ma ha un'ambientazione unica ed una storia veramente originale. Tra tutti quello che mi ha un po' lasciato con l'amaro in bocca è Non lasciare la mia mano, che non consiglierei di leggere per primo. Gli altri li consiglio ad occhi chiusi senza riserve!!!

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  2. Allora, sono a pagina 152, devo mollarlo per lavorare, mangiare, dormire e accudire compagno e gatto del vicino e non sai quanto questo mi irriti :-p Già a pagina 3 volevo partire per Yport, tant'è che ho già trovato un resort dove vorrei passare almeno una settimana quest'estate. In più mi illudo ancora di poter trovare da sola una spiegazione a tutto. Insomma mi aspettano giornate difficilissime ma piene di emozioni!!!

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    1. Ahahahhaha lo sapevo che tu avresti voluto immediatamente partire leggendolo! Preparati...poi mi dirai!

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  3. Ciao Daniela.
    Stu-pen-do. Dalla storia, all'ambientazione, ai personaggi, alla suspense, agli incastri, all'inventiva, alle rivelazioni... potrei continuare a lungo.
    Eh partirei anch'io...
    Buona serata - ciao, Marina

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  4. Ciao Sister, vorrei commentare ma non so se ci riuscirò, oggi il computer fa le bizze e non so come mai. che nervi. Che dire, la tua recensione mi ha convinta, non c'è alcun dubbio, sembra il miglior thriller che tu abbia letto.E pensare che dalla copertina non gli avrei dato troppa importanza.

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  5. Ciao mia cara omonima, ti ho nominata al Liebster Award nel mio blog. Qui ti lascio il link per venire a vedere le domande a cui rispondere. Spero ti faccia piacere
    http://appuntidiunalettrice.blogspot.it/2017/11/liebster-award-2017.html

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  6. Ciao io adoro michel bussi. Mi potresti consigliare un autore che scriva come lui?

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    1. Ciao, scusa il ritardo ma ho avuto dei problemi con blogger che mi ha fagocitato dei commenti nello spam.
      Sai che ancora non sono riuscita a trovarlo un autore che scriva come Bussi?

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