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venerdì 7 settembre 2018

Letture con Marina #45

Prima puntata settembina con la rubrica Letture con Marina.Vi lascio alla sua recensione!


Fabio Stassi… oppure Berthoud & Elderkin? La Lettrice Scomparsa, oppure Curarsi con i Libri?, di cui proprio Stassi ha adattato l’edizione per il mercato italiano? Hmmmm… ora mi sono incuriosita e vorrei leggere Curarsi con i Libri (rimedi letterari per ogni malanno) in versione english e italiana in contemporanea, per vedere la differenza fra le due edizioni. Perché presumo che a parte i Grandi Autori, forse Stassi ha inserito autori italiani e tolto qualche autore poco o addirittura non pubblicato in Italia… Ecco, allora facciamo così. Come di consueto, iniziamo dall’ultimo per poi andare a ritroso. O mannaggia, però!: nel frattempo Stassi nel 2018 ha dato alle stampe la seconda avventura di Vince. Che fare?

Ad un paio di settimane dalla “comparsa” di Fabio Stassi al Festival letterario PordenoneLegge 2018, direi che ci gustiamo :
Titolo: LA LETTRICE SCOMPARSA
Autore: Fabio Stassi
Casa editrice: Sellerio Editore Palermo - 2016
Pagine: 273

Descrizione: "Non c'è nessuna coerenza nelle nostre vite" pensa il protagonista di questo romanzo. "Ci siamo solo noi, che la reclamiamo. A creare l'universo non può che essere stato uno scrittore fallito". Ma se è così che stanno le cose, può un essere umano vivere la propria vita come se scrivesse un racconto che qualcuno deve leggere? Vince Corso è un professore precario, non più giovanissimo. È nato dalla relazione fugace della madre, che lavorava in un hotel a Nizza, con un viaggiatore e, ogni volta che ne sente il bisogno, Vince manda una cartolina al padre sconosciuto all'indirizzo dell'albergo. L'unico ricordo che ha di quell'uomo sono tre libri lasciati nella stanza come un'eredità che gli ha segnato l'esistenza: Vince ora è un'anima di letterato che ha letto forse troppo, convinto che la scrittura sia una strana menzogna capace di manipolare la vita, perché, come dice Celine, "se si immerge un bastone in un lago per vederlo intero bisogna spezzarlo" e per lui i romanzi sono quel lago. Per sbarcare il lunario, si inventa una professione, la biblioterapia. Qualcuno gli parla del proprio male, nello spirito o nel corpo, drammatico o ridicolo, e Vince gli consiglia un libro come medicina. Da principio lo fa con timidezza ma, poco a poco, si conquista una clientela, fatta di sole donne. E intanto lo prende un'intrigante curiosità per l'enigma del rapporto fatale tra la letteratura e la vita. E quando scopre che la vicina è scomparsa... comincia a studiarla attraverso i libri...


RECENSIONE:

 
Complice il fatto che questo romanzo ha vinto il Premio Scerbanenco 2016, direi che ci aspetta un gran bel giallo che si ammanta di chicche letterarie imperdibili.

Insegnante di lettere non più giovanissimo, Vince (immaginatevelo come Gerard Depardieu, al quale somiglia) è in attesa che la scuola decida se assumerlo o licenziarlo definitivamente. Un precario come oramai ce ne sono molti. Nel curriculum ha anche un inutile diploma di counseling, attività molto di moda negli ultimi tempi anche qui in Italia. Negli ultimi tempi Vince teneva una rubrica su una rivista femminile, una sorta di oroscopo librario: le donne gli raccontano i loro guai e lui suggeriva un libro che potesse essere loro utile. Ed ecco qui l’idea geniale: Vince affitta un appartamentino che serve da abitazione e da studio - et voilà, successo e soldi. Peccato che le donne che iniziano a frequentare il suo appartamento siano un po’ squilibrate e con problemi che difficilmente un libro può aiutare a risolvere; peccato che Vince non tenga tanto al successo e alla ricchezza. Ed infine peccato che questo lavoro, o meglio, il curare con i libri il malessere della vita, sia un tantino… inutile? Improbabile? Tanto più per una persona come lui, che non è capace di ascoltare in modo neutro.

VINCE CORSO: Counselor della Rigenerazione Esistenziale

Ma non è questo il punto. Vince è il risultato di una vita un po’ bislacca, dove la madre, ora morta, ha fatto i salti mortali per allevare un ragazzino. Dove un padre per caso e per un momento non si è mai fatto vivo. E dove tanta letteratura ha costruito le fondamenta del suo credo e del suo vivere. C’è tanta sensibilità ed al contempo tanta ingenuità in Vince, nel tentare di aiutare le donne che deluse, disperate, oramai all’ultima spiaggia, si rivolgono a lui per un suggerimento, per la bellezza di essere ascoltate senza interruzioni, senza giudizi, senza parentele che falcerebbero la spontaneità e la verità delle loro confessioni.

E’ interessante per un amante della lettura leggere di autori e di romanzi che Vince Corso offre come terapia alle sue pazienti… tra l’altro tutte e solo donne (e ci sarà pure un perché per questa unanimità di genere! = opinioni in merito?).

Ma non è nemmeno questo il punto. Un romanzo dove la scusa del counseling ci permette di parlare di letteratura. Ma anche di precariato, immigrazione, problematiche legate al vivere nelle città. Un romanzo dove un trasloco in una nuova palazzina dove sparisce una signora - la Sig.ra Parodi - che tra l’altro il nostro Vince ha incontrato sulle scale solo un paio di volte e che aveva avuto l’impressione volesse chiedergli qualcosa, suona un po’ come un pretesto. Gabriel, il portiere peruviano immigrato in questa Roma che Vince ci fa conoscere – un uomo che non riesce a rivedere i parenti lasciati lontano, nel paese natio. Riti woodoo ad ingarbugliare la vicenda gialla. E Vince che si incuriosisce a sufficienza di questa vicenda fino a farsi trascinare – non senza aver accolto altre clienti alle quali consigliare libri come rimedio ai vari malanni – nel ricercare quella verità che forse la donna scomparsa ha bisogno si sappia. Fino al ritrovamento del cadavere. Il tutto in compagnia di Buster Keaton e tanta tanta musica francese d’antan, da mettere come sottofondo durante la lettura.

Da qui in poi Vi lascerò leggere da soli, fino a girare in moto con Vince per inseguire le tracce della Sig.ra Parodi, ma non prima di aver citato il personaggio più bello tra quelli incontrati in questo viaggio: il libraio Emiliano Arcangeli, gran fumatore, proprietario di una libreria con una moltitudine di libri impilati disordinatamente contro il vetro.

Ah, per quanto riguarda gli autori citati nel libro, lascerò a Fabio Stassi ed al suo libro le spiegazioni del perché incorporare certuni romanzi in questa sorta di biblio-terapia: io mi limiterò allo sterile elenco di alcuni fra i molti grandi di cui si parla in questo romanzo.

Tevis/lo spaccone – Hemingway – Puskin – Lermontov – Hugo – Camus – Kafka – Adams – Vonnegut – Ogawa – Ortese – Amado – Sontag - Balzac – Morrison – Auster – Updike – Wallace – Simenon…

Concludo con una frase di Arcangeli: “il potere terapeutico dei libri i greci lo conoscevano già migliaia di anni fa e lo praticavano nelle loro biblioteche. I libri depurano la testa ed il sangue, allontano l’attrazione del vuoto e l’umor nero. Io oramai sono un vecchio orso e ho trovato il modo di riempire la mia solitudine. Anche tu Vince, del resto. Ma una donna non si arrenderà mai. E’ questo che devi curare!” – e che ci riporta forse alla domanda sul perché le clienti siano tutte donne. E sul perché Vince si sia appassionato alla sparizione di una donna che non ha mai realmente conosciuto. Forse solo uno sguardo, il sapere che era una forte lettrice. L’elenco dei suoi ultimi libri letti. Quasi una traccia che solo lui Vince, può seguire. A dispetto dell’accusa di omicidio rivolta al marito, che gli lascerà in eredità pure un cane!.

Questo è il primo libro di Fabio Stassi che leggo e non sarà sicuramente l’ultimo, nonostante le tante – forse troppe citazioni. E nonostante l’amore evidente dell’autore per una Francia a me sconosciuta, che mi ha intrigato scoprire tramite le canzoni che Vince ascolta in tutto il romanzo. L’atmosfera malinconica che pervade il romanzo, forse anche dovuta alle insicurezze del protagonista, accresciute di volta in volta dalle clienti che lui dovrebbe aiutare e che invece gli si rivoltano contro deridendolo ed insultandolo pure, non mi è dispiaciuta, anche se ad un certo punto tutto quanto riportato sembra un po’ troppo e frena un po’ l’entusiasmo del lettore. I tanti autori citati (che ci fanno intuire che l’autore è anche un gran lettore), la musica francese, gli scacchi… non so, danno l’impressione di aver caricato un po’ il romanzo, che perde la spontaneità che ci fa immergere in una lettura, separandoci dal mondo esterno. Ma resta un gran bel libro. Scritto bene. Tanto che in Biblioteca (e dove altrimenti?!?) ho già prenotato il seguito: Ogni coincidenza ha un’anima – Sellerio 2018. In attesa di farmi incantare fra qualche settimana da Fabio Stassi, ospite del Festival Letterario PordenoneLegge 2018.

Un arrivederci a presto,



                             

1 commento:

  1. Ciao :-)
    Il libro sembra interessante, ma mi sembra che l'autore abbia voluto inserire tante tematiche all'interno della trama, temi seri e attuali, ma non è forse troppo? Immigrazione, psicologia, giallo..
    Comunque, viste le tante citazioni, magari lo leggerò per prendere spunto per altre letture!

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