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venerdì 28 giugno 2019

Letture con Marina #67 - Recensione di Oltre il bosco di Melissa Albert

Buongiorno lettori, mentre io puccio i piedi al mare vi lascio in ottima compagnia di Marina e di una nuova recensione! :)

Le coincidenze esistono? Oppure sono in realtà il frutto di casualità inconsapevoli, con la conseguenza che le Storie, le Vite si sfiorano, si toccano fino a lacerarsi e compenetrarsi l’un l’altra, modificando così l’impianto della vita stessa e l’andamento futuro?, per parafrasare il film “Ritorno al Futuro”. E se fosse un semplice passaparola, come avviene spesso nel mondo cartaceo e uno dei due libri che si sono appena letti è stato consigliato da Lucrezia Scali, di cui ho utilizzato anche la fascinosa foto stellata del romanzo:

 (Non andare…) OLTRE IL BOSCO (The Hazel Wood) di Melissa Albert – trad. di Fiammetta Giorgi - Rizzoli, 2019 – 330 pagg.                                                                  

Allora parliamone! Ma attenzione, devo avvisare gli amanti dei libri autoconclusivi: questo romanzo è in realtà un duo, quindi…

fonte: https://www.bustle.com
Titolo: Oltre il bosco
Autore: Melissa Albert
Casa editrice: Rizzoli, 2019
Pagine: 330
Traduzione:  Fiammetta Giorgi
Descrizione: Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan. Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.


RECENSIONE:



Fonte: Lucrezia Scali - qui -
Dark fantasy? Dark young adult? Mitologia?

Proserpina era lì nel bosco che giocava e coglieva viole e candidi gigli e con fanciullesco impegno ne riempiva canestri e il grembo della veste... Quand’ecco fu vista e in un sol colpo amata e rapita da Dite…

Con queste parole ai vv. 391-396 Ovidio descrive l’innamoramento e il rapimento di Proserpina (in greco Persefone o Kore) da parte di Ade. Figlia di Giove (in greco Zeus) e di Cerere (in greco Demetra), Proserpina fu rapita mentre coglieva fiori nella piana di Enna, in Sicilia, e fu condotta nell’Oltretomba, di cui divenne regina impietosa ed esecrabile – (fonte: Piego di Libri, 2015)

Difficile non essere tentati da quest’accostamento, visto il cognome scelto dalla nonna della protagonista Alice: Althea Proserpine, in realtà Anna Parks, una ragazza giramondo che ad un certo punto scompare da Manhattan per qualche anno, per poi riapparire e scrivere un libro: “Racconti dall’Oltremondo”, che diventa oggetto di venerazione per parecchi lettori, tanto da meritarsi interviste su riviste a tiratura internazionale, soprattutto dopo il passaparola dei lettori. Interviste che però lei gestisce a distanza, isolata (insieme al marito e alla figlia) nella grande proprietà che ha battezzato Hazel Wood, introvabile per tutti in mezzo ad un fantomatico quanto misterioso bosco – da Vanity Fair del 1987.

Giusto per dargli una forma, il romanzo si può suddividere in due parti principali: nella prima parte, un’Alice diciassettenne ci racconta della sua vita a New York, insieme alla madre Ella, figlia di Althea Proserpine. Flash back della sua vita di bimba prima ed adolescente poi con la madre Ella in giro per l’America, a cavallo di molte autostrade, ospiti paganti o meno di amici o di datori di lavoro, sempre senza fissa dimora, per non rischiare di essere prese ancora una volta dalla sfortuna, che sembra seguirle di casa in casa, quasi che la malasorte avesse un GPS in grado di localizzarle continuamente. E Alice, nei ricordi dolci e amari al contempo, rammenta ogni città in cui sono state, abbinandole con ciascun libro letto in quella specifica città, in un elenco che a stilarlo ci regala molti spunti letterari, per ragazzi e non: Francoise Sagan – Jane Eyre – - L’Assassino cieco – La piccola principessa – Yeats – Zoo di vetro – Tennessee Williams – Angela Carter –– Andrew Lang – Francesca Lia Block – Peter Pan – Il grande sonno – Le mille e una notte - Morte di Neil Gaiman – Amatissima di Toni Morrison - Harry Potter.

Ma la morte di Althea, che Ella non vede da almeno 16 anni, le porta a fermarsi a Brooklyn, rendendo sicure madre e figlia che da ora in poi la loro vita sarà diversa, senza accadimenti strani, o almeno così li ha sempre interpretati Alice, che - a differenza della madre Ella - non sa nulla e i cui ricordi, che potrebbero renderla consapevole, sono troppo vacui senza qualcuno che li stani. E proprio Alice non dovrebbe più avere in sé quella inspiegabile e glaciale violenza che la brucia ed al contempo sembra consumarla, immotivata quanto paurosa per sé e per chi l’avvicina, caratteristica strana che l’accompagna da sempre. Nel frattempo la madre Ella si sposa e Alice può iniziare a frequentare una scuola prestigiosa, dove conosce il ricco Ellery Finch, suo coetaneo, nonché fan delle fiabe dark raccolte nel libro della nonna di Alice, storie che, a differenza della ragazza, lui ha letto – prima che il libro dell’Oltremondo divenisse introvabile – letteralmente.

La seconda parte del romanzo è ambientata nel paese oltre il bosco introvabile: Oltremondo. Qui Alice, capendo inizialmente poco, si renderà conto che persone, ricordi e storie non sono esattamente quanto sono sempre apparsi – e che dovrà cavarsela da sola in un mondo totalmente diverso dal nostro, che permette solo a poche persone di accedervi.

Ci sono anche fiabe tenebrose e lontane dal tipico lieto fine che si innestano a meraviglia nella storia principale, quando Alice si fa raccontare da Finch qualcuna delle favole che compongono il famoso libro della nonna, per cercare di capirci qualcosa e di cui diamo di seguito in anteprima i titoli: La porta che non era lì - Hansa la viaggiatrice - La sposa a orologeria - Jenny e le Donne della Notte - La Vergine Scorticata - Alice-Tre-Volte - La casa sotto le scale - Ilsa aspetta - La cantina marina - La madre e il pugnale - Katherine Uccisa-Due-Volte - La morte e la moglie di legno.

Uno spunto originale, come ossatura di tutta la storia, con una prima parte godibile ed interessante, ma che diventa molto più intrigante e particolare nell’invenzione delle fiabe, quando ci si avventura nell’altro mondo con Alice. La lettura diventa sempre più concitata, con il desiderio al contempo di leggerla velocemente e di non arrivare mai alla fine. Che purtroppo ad un certo punto arriva, troncando il romanzo che era ancora in fase di fascinazione in un “sospeso” fumoso e disturbante.

E ritorniamo al nostro inizio per chiederci: ma quante fiabe mescolate possiamo leggere in questo romanzo? Abbiamo già citato il mito di Proserpina, con il rapimento da parte di Ade ed aggiungiamo, l’alternanza delle stagioni dell’anno, qui nello specifico con la differenza del computo del tempo che trascorre. Non possiamo proprio non aggiungere anche Alice nel Paese delle Meraviglie, solo che invece di far cadere la protagonista all’interno di un albero cavo per il passaggio da mondo a mondo, l’autrice qui preferisce un più classico svenimento, che fa seguito all’incontro con l’inquietante Katherine Uccisa-Due-Volte, che consiglia poco simpaticamente ad Alice-Tre-Volte di uccidersi, per risparmiare la vita al suo amico, l’agnello Ellery Finch. In entrambi i romanzi si arriva in un mondo strano, completamente diverso dal nostro: solo che questo di Oltremondo è a dir poco molto inquietante, per la presenza di strani e malvagi figuri, non ultima la Filatrice che risulta essere forse il personaggio più oscenamente perfido, o forse solo indifferente.
Le favole antiche in fondo, con le loro formule intuitive fino al classico lieto fine rassicurante, rappresentano un modo sicuramente originale con cui l’uomo si è sempre approcciato al mondo, ponendosi delle domande di fronte ai misteri della natura e della vita stessa, così come ben rappresentato in questo romanzo, che con le diverse storie dentro la storia principale, ci rende dolorosamente partecipi della domanda primigenia, che Alice stessa pone alla Filatrice: “è questa la fine della mia storia?, non c’è altro oltre a questo”? – in un girotondo sempre uguale a sé stesso, anche dopo centinaia di anni, rendendoci consapevoli ancora una volta della vacuità del nostro passaggio sulla Terra, se non per uno scopo più grande, che stiamo ancora disperatamente cercando.
A presto





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