Pagine

mercoledì 13 ottobre 2021

Lettori intorno al mondo: Asia - Marina vi porta in Giappone

Buongiorno lettori, torna la rubrica dei viaggi. Questo mese vi portiamo in Asia. Dopo Nadia che la scorsa settimana vi ha portato in Vietnam - post cliccando qui oggi Marina vi porta in Giappone! Siete pronti? Prendete passaporto e bagagli perché si parte.



Mi chiedo non per la prima volta – e la mia domanda non è oziosa - come si possa parlare di un Paese che si adora e si sogna in continuazione, pensando di poter racchiudere tutto in un unico post. Soprattutto se non si ha la dote della sintesi. Non basterebbe una vita intera per descriverlo e parlarne, principalmente quando non lo si è mai visitato e forse le aspettative, come di consueto accade quando inconsapevolmente si idealizza qualcosa o qualcuno, superano di molto ciò che in realtà è. Però… da qualche parte si deve pur iniziare e quindi da perfetta straniera e da amante disordinata della letteratura, inizierò nel modo più vicino al mio mondo, parlando di ciò di cui parlerei per mesi interi…
 
ONNOZAKA di Enchi Fumiko - Safarà Editore, 2017

NEL GIAPPONE DELLE DONNE di ANTONIETTA PASTORE - Einaudi, 2004 

TOKYO TUTTO L’ANNO di LAURA IMAI MESSINA - Einaudi, 2020

GENJI MONOGATARI di MURASAKI SHIKIBU – Einaudi, 2015

SU UN LETTO DI FIORI di Banana Yoshimoto – Feltrinelli, 2021

FORSE NON TUTTI SANNO CHE IN GIAPPONE di Antonio Moscatello – Newton Compton Editori, 2019

E il meraviglioso mondo di Hayao Miyazaki / Studio GHIBLI






Ho deciso di partire con uno sparuto elenco di libri, non necessariamente romanzi e non necessariamente di autori nipponici. Il mio sarà, diversamente dal solito, un post muto. O quasi, conoscendomi. Del Giappone, oramai di moda da decenni, si è scritto, raccontato e pubblicato di tutto. Ma vorrei farVi vedere il MIO Giappone, se mai riuscissi ad andarci.

In internet, sia in Facebook che in Istagram, troverete tanti blog che postano foto e libri del e sul Giappone. Non li elencherò quindi qui, perché non c’è che l’imbarazzo della scelta per argonauti arditi e curiosi.

MA: Antonietta Pastore, che è vissuta in Giappone per 16 anni e che narra meravigliosamente della donna e del Giappone degli anni 1970 -> 2000, oltre agli altri suoi romanzi. 
Laura Messina sposata Imai che ci sta vivendo ora e che ha trovato la sua strada familiare e professionale in questo Paese, condividendo con i suo lettori stralci della sua intimità familiare e appassionando i suoi lettori nella parte di mondo in cui vive. 
Enchi Fumiko, nata agli inizi del Millenovecento, scrittrice che ho scoperto da poco e il cui romanzo sopra citato è una vera e propria rivelazione (qui). 
Di Banana Yoshimoto che dire, forse in modo commerciale, a suo modo, per me incarna lo stile di scrittura e di essere dell’orientale tipo, tutto poetica, dolcezza e sospensione del tempo. Non posso mai mancare all’appuntamento delle sue uscite. 
Dell’iconico ed immancabile Genji Monogatari di Murasaki Shikibu ho già fatto cenno. 
E per finire, una scoperta curiosa e recentissima, nel mio bazzicare internet alla ricerca di notizie e scrittori giapponesi – o sul Giappone. Antonio Moscatello, giornalista pugliese per Askanews, che ha studiato e vissuto in Giappone, e che ci parla di storia, curiosità, epoche diverse, tradizioni. Il tutto in modo molto piacevole.

Et voilà! E prendendo proprio in prestito il titolo di uno dei capitoli del libro di Moscatello, in cui, per semplificare, ci dice che “Kyoto è la città dei nobili, Tokyo dei guerrieri e Osaka dei mercanti”, non ci resta che ammirare una carrellata di posti desiati, tradizioni inconsuete e credenze… mostruosamente orientali!

CURIOSE TRADIZIONI MILLENARIE CON IL SORRISO DI PECE


Siamo da sempre abituati a spot televisivi e campagne pubblicitarie in cui denti bianchissimi simboleggiano una bocca perfetta e in salute. Spingendoci verso oriente alla volta del Giappone, scopriamo tuttavia che alcune tradizioni millenarie sono in grado di resistere agli attacchi del tempo e della modernità, preservando un fascino e una bellezza senza pari… è questo il caso delle ragazze che raggiungono la pubertà e delle geishe dai denti neri
Durante questo periodo di iniziazione all’età adulta chiamata Ohaguro devono passare sui denti una miscela speciale di colore nero e piuttosto maleodorante, ottenuta dalla combinazione di ossidi ferrosi bruciati e tè nero, uniti ad una mistura a base di riso, sake e caramello. La parola kuro in lingua giapponese indica il nero delle tenebre, colore apprezzato dai samurai in quanto simbolo di forza e dignità. Per la religione buddhista il nero è invece associato alla stabilità, in quanto pur venendo mescolato con altri colori riesce comunque a prevalere e a mantenersi fedele a se stesso. 
Non solo simbologia, i denti neri delle giovani hanno soprattutto lo scopo di mettere in risalto il bianco assoluto del volto, truccato pesantemente quasi a coprire i delicati tratti femminili. Nella cultura giapponese l’immagine estetica più apprezzata è incentrata sul viso pallido dall’espressione fissa e immutabile, che non possa rivelare gli stati d’animo e i cambiamenti di umore. 
La tradizione dell’Ohaguro ha tenuto testa al trascorrere del tempo, arrivando a sopravvivere per quasi un millennio, dall’anno 1000 fino agli inizi del secolo scorso. La scomparsa della pratica si deve alla decisione del Giappone di proibirla per legge, nel tentativo di rendere il paese più moderno e vicino alle tradizioni occidentali. Viene tuttavia praticata ancora oggi in alcuni villaggi della Cina, del Vietnam e della Thailandia. (da https://www.sorridiamo.info/668-giappone-quando-i-denti-perfetti-sono-neri/)


KYOTO

Kyoto è considerata la capitale culturale del Giappone, nonché una delle maggiori destinazioni turistiche dell’Estremo Oriente. Ben 17 monumenti sono stati classificati come patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, tra cui giardini e templi buddhisti e shintoisti.

La città è stata la capitale del Giappone quasi continuativamente per più di un millennio, dal 794 al 1868. Venne eccezionalmente risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, in virtù del suo valore storico e culturale; Kyoto è infatti la culla di molte tradizioni uniche nel loro genere, come l’arte della calligrafia e la tecnica yuzen, un tipo di pittura giapponese. Tra i suoi monumenti principali ricordiamo il Palazzo imperiale, la villa imperiale di Katsura e il tempio zen Ginkaku-ji.

La religione shintoista è la più antica del Giappone e prevede l’adorazione di presenze spirituali, dette kami. I luoghi di culto a loro dedicati sono i jinja, ovvero santuari shintoisti. Solamente Kyoto ne conta più di 400!

Il santuario di Fushimi Inari-taisha è il principale jinja dedicato al kami Inari – patrono degli affari – ed è situato a ben 233 metri sul livello del mare. Esso vanta migliaia di torii, il tradizionale portale d’accesso ai jinja: il passaggio sotto di essi è, infatti, considerato la prima forma di purificazione all’ingresso del santuario.

Se state invece pensando al profilo tipico di Kyoto, non potrete sicuramente andarvene senza aver visitato il tempio buddhista di To-ji. Fondato all’inizio del periodo Heian, alla fine dell’VIII secolo, è uno dei siti patrimonio dell’UNESCO più celebri di tutta la città.



Kyoto offre la possibilità di visitare alcuni dei giardini giapponesi più affascinanti. Il tempio Ryoan-ji ospita il più famoso karesansui – “giardino secco” – del Giappone: quindici rocce, circondate di muschio, che galleggiano in un mare di piccoli ciottoli bianchi, per un’esperienza meditativa senza confini.

Il tempio Saiho-ji è invece noto per il suo giardino di muschio, conosciuto tra i locali come Koke-dera, che rende onore al budda Amitabha. La procedura per accedere a questo tempio è complessa e limitata: è quindi necessario inviare in anticipo una richiesta per poterlo visitare.

Il Museo Nazionale di Kyoto, conosciuto in precedenza come Museo Imperiale, è uno dei tre ex musei imperiali del Giappone, insieme a quelli di Tokyo e Nara. La sua apertura risale alla fine del XIX secolo, per la precisione al 1897; esponeva inizialmente i tesori privati di diversi templi e santuari, nonché oggetti donati dal Ministero della Casa Imperiale.

Esso vanta la più grande collezione di artefatti del periodo Heian e numerose altre opere d’arte asiatiche; tra questo spiccano il Senzui Byobu dell’XI secolo, un tipico paravento giapponese raffigurante un paesaggio, e il Gakizoshi, una pergamena che illustra dei Gaki, fantasmi di persone morte nel peccato dei propri vizi.

Un altro museo degno di attenzione è indubbiamente il Museo Internazionale di Manga, il primo museo giapponese interamente dedicato a questa incredibile forma d’arte. Aperto solo nel 2006, l’edificio è quello dell’ex scuola elementare Tatsuike; la sua ricca collezione conta oltre 300.000 articoli e circa un sesto di questi sono manga, che si possono consultare in specifiche aree adibite alla lettura presenti all’interno del museo.

https://www.planetcruise.com/it/blog-crociere/kyoto-antica-capitale-del-giappone


TOKYO

Tokyo, capitale del Giappone, con i suoi 13 milioni abitanti si conferma la metropoli più popolata dell' intero Paese ed è una delle principali città del mondo. La sua storia ha origini antiche che risalgono al lontano 1603, quando Tokugawa Ieyasu instaurò il governo feudale (shogunato) da cui ebbe inizio un prospero sviluppo. Al tempo, Tokyo veniva chiamata Edo. Centro politico, economico e culturale del Giappone, la città è costituita di 23 distretti che comprendono 26 città, 5 cittadine e 8 comuni. Geograficamente parlando, Tokyo si trova quasi al centro dell'arcipelago del Giappone, nella parte meridionale della regione Kanto. 

L'affollata capitale del Giappone unisce lo stile ultramoderno a quello tradizionale con i suoi grattacieli illuminati da luci al neon e i templi storici. Il sontuoso tempio di Meiji Shinto è noto per l'enorme porta di accesso e per la natura circostante. Il Palazzo Imperiale è immerso tra immensi giardini pubblici. I diversi musei della città propongono mostre che vanno dall'arte classica, come quelle organizzate dal Museo Nazionale di Tokyo, alle ricostruzioni del teatro kabuki, come al Museo Edo-Tokyo. 

Che altro dire di questa enorme, cosmopolita e incredibile metropoli? E dei suoi attuali abitanti, discendenti dai “ragni di terra”? Andate ed ammirate!, se sarete semplici turisti. Andate e state attenti, se ci andrete a vivere, trasferendovi magari per lavoro. Ci sono molti libri che parlano di questa metropoli alienante. Fascino e pericolo combinati insieme sono una miscela esplosiva, ma, come per tutte le cose, la misura e la serenità interiore e di pensiero (Antonietta Pastore docet), sono ingredienti fondamentali. https://www.gotokyo.org/it/plan/tokyo-outline/index.html







OSAKA



Città affascinante e tranquilla, è famosa per il cibo, i divertimenti e la vita notturna, con alcune attrazioni storiche e culturali

Un breve trasferimento in shinkansen da Tokyo ti condurrà ad Osaka, che è dotata di una personalità molto diversa rispetto alla capitale del Giappone. Scendi dal treno “proiettile” e Osaka, grande città portuale e polo commerciale dell'isola giapponese di Honshu, si stenderà ai tuoi piedi. È famosa per l’architettura, la vita notturna e il sostanzioso e delizioso cibo di strada. Il monumento storico principale della città è il castello di Osaka, che risale allo shogunato del XVI secolo e ha subito diversi restauri. Il castello è circondato da un fossato e un parco con alberi di susine, pesche e ciliegie. Il Sumiyoshi-taisha è uno dei santuari shintoisti più antichi del Giappone. Non serve nemmeno rammentare di passeggiare con calma nei bellissimi giardini, soprattutto durante la stagione della fioritura dei ciliegi ad aprile, quando sboccia il sakura e il meteo è spesso nelle condizioni migliori.

https://www.japan.travel/it/destinations/kansai/osaka/







Non può mancare il tour che anche alcune agenzie di viaggio italiane organizzano alla scoperta dello Studio Ghibli e del maestro Miyazaki. Diventerà sicuramente tappa quasi obbligata a partire dal 2022 il Parco Giochi a tema. https://www.elodeaviaggi.it/giappone-studio-ghibli-miyazaki/

A Tokyo si trova un fantastico museo dedicato a questo Studio, se siete appassionati di qualche film come Totoro, La città Incantata, Principessa Mononoke, Ponyo o altri, fate un giro in questo museo che piacerà sia ai bambini sia ai grandi.

La struttura è veramente stupenda e surreale: all’ingresso c’è una grande sala molto alta, ci sono stanze in cui si possono capire i meccanismi dell’animazione, ricostruzioni degli studi dove lavorano i disegnatori, un grande “Neko bus” dove i bambini più piccoli possono divertirsi, il negozio di souvenir “Mamma Mia” e compreso nel prezzo del biglietto potete vedere un film di circa un quarto d’ora che è praticamente una continuazione di Totoro.
A parte Totoro all’entrata e la statua che c’è sul tetto, è vietato fotografare: ci sono persone che controllano in ogni stanza e vi impediscono di fare foto: chi vuole vedere il Museo Ghibli deve venirci!

https://www.marcotogni.it/museo-ghibli/






E PER FINIRE IN BELLEZZA, per gli amanti dell’arte, delle cerimonie e dell’abbigliamento tipico…

La cerimonia del tè, profondamente radicata nella dottrina buddista zen, è una delle tradizioni più diffuse a Kyoto. Consiste nella preparazione cerimoniale e presentazione del tè matcha, una varietà di tè verde in polvere. Avrete la possibilità di assistere a questo rito spirituale e sociale, caratterizzato da movimenti lenti e armoniosi, nelle numerose sale del tè diffuse in tutta la città.






Contrariamente alla credenza popolare, la geisha non è assolutamente l’equivalente orientale di una prostituta; si tratta, al contrario, di un’intrattenitrice e artista giapponese, specializzata nelle arti della musica, della danza e del canto.

Le geisha si diffusero a Kyoto alla fine dell’VIII secolo, quando l’imperatore Kammu vi trasferì la capitale da Nara, e sono oggi conosciute come geiko, “figlia delle arti”, nel dialetto giapponese locale, il kyo-kotoba. Troverete ancora delle comunità di geisha nella città, in particolare nei quartieri di Gion e Pontocho.

Conoscerete sicuramente il kimono, l’abito tradizionale giapponese, tuttora utilizzato in occasione di eventi particolari. Lo stile attuale, aperto davanti e chiuso sulla schiena da una fascia chiamata obi, si è diffuso durante il periodo Edo, quindi a partire dal XVII secolo.

Una volta a Kyoto, suggeriamo di recarvi presso il distretto di Nishijin, dove troverete diversi negozi che vendono o affittano kimono.

L’arte della calligrafia shodo utilizza pennelli e inchiostro per disegnare i caratteri kanji e hiragana. Originariamente nata in Cina, questa tecnica si diffuse a Kyoto durante il periodo Heian – tra l’VIII e il XII secolo – per poi sviluppare caratteristiche propriamente giapponesi. Rimane ancora oggi una parte importante della cultura giapponese e viene utilizzata per occasioni cerimoniali speciali.


Ce ne sarebbero di argomenti da affrontare, alcuni di questi non positivi. Ma in questo post ho voluto evidenziare solo la parte bellamente turistica, visto lo scopo con cui è stato pensato. Perché quando si va in vacanza, i problemi e le negatività, anche del Paese che si sta andando a visitare, si lasciano a casa.

Per concludere… se dovessi pensare ad una definizione per il Giappone, forse quella che meglio la descrive è: un Paese che corre senza scordare.

Buon viaggio,





 Calendario Ottobre:

7 ottobre Nadia sul blog Desperate Bookswife
13 ottobre Marina sul blog Un libro per amico
21 ottobre Baba su Desperate Bookswife
28 ottobre Io sul blog Un libro per amico
 
Se volete aggiungervi e viaggiare con noi, contattateci!




Nessun commento:

Posta un commento