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mercoledì 14 dicembre 2016

Recensione #162 - Almeno il cane è un tipo a posto di Lorenza Ghinelli

Ciao a tutti e buon mercoledì. Ritorno oggi con una recensione, un libro di un'autrice con cui so di andare sempre sul sicuro! Si tratta di Almeno il cane è un tipo a posto di Lorenza Ghinelli edito da Rizzoli, pag. 270.

Sinossi: Massimo non è uno sfigato: ce lo hanno fatto diventare. La colpa al novanta percento è di Vito. È lui ad avergli affibbiato il nomignolo di Minimo, e se ti danno quel soprannome negli spogliatoi della piscina, è difficile che gli altri pensino che il tuo è un problema di altezza o di torace stretto. Vito però ha un segreto, un segreto fatto di lividi e serate trascorse trincerato in camera sua, e Massimo, suo malgrado, sta per scoprirlo. Poi c’è Celeste, divisa tra l’essere se stessa o trasformarsi in come mamma e papà la vorrebbero; Stefania, che desidera soltanto dimagrire; Margò, alle prese con un’estate da gigante prima di tornare hobbit a settembre. Intorno a loro, un’intera galassia di amici, parenti e adulti alle prese con una tempesta di incontri e scontri che nel corso di una manciata di giorni li cambierà per sempre.

Un libro corale, ambientato quasi interamente in un condominio, i cui personaggi principali sono gli abitanti del condominio stesso. Come dice giustamente il titolo “almeno il cane è un tipo a posto” perché quel condominio è popolato di tipi strani. Quattro famiglie in tutto: i Sartori, i Bellini, i Guerrini e le Lesbiche, che non è un cognome ma Margò – dieci anni - crede tanto che lo sia. Ogni capitolo è narrato in prima persona da uno dei personaggi, la maggior parte adolescenti, e questo rende la lettura scorrevole, interessante e completa perché ci mostra ogni punto di vista dall’interno.
Ho letto quasi tutti i libri di Lorenza Ghinelli ed anche in questo lavoro non smentisce il suo voler mettere in luce argomenti scomodi ma, purtroppo, tremendamente e brutalmente attuali.
I protagonisti sono Margò, che dall’alto dei suoi dieci anni, cerca di capire quello che le capita attorno, a volte anche travisando totalmente le situazioni; suo fratello Massimo che ha problemi di bullismo a scuola; Celeste con un corpo perfetto ma che ama vestire da maschiaccio per nasconderlo; Stefania che al contrario si sente obesa, che invidia Celeste, e che mangia come un’ossessa per poi correre in bagno a vomitare tutto; Vito il bullo della scuola, un atteggiamento manesco e strafottente che nasconde una grande insicurezza ed un grande dolore; Filippo che vive con la nonna ed è un maghetto con i computer; Edoardo, che si nasconde dietro allo studio per non affrontare una situazione familiare tragica; e poi ci sono gli adulti, i genitori, quelli che dovrebbero dare il buon esempio e che invece diventano nella maggior parte dei casi l’elemento scatenante dei problemi dei figli. In un quadro simile è facile entrare in sintonia con i personaggi, sperare affinché i ragazzini possano essere capiti e supportati.
Le interazioni tra i personaggi sono ben studiate, ogni avvenimento si inserisce in un contesto da cui emerge la voglia di dare voce a quei ragazzini così diversi ma, in fondo, così simili tra loro.
E poi ci sono i temi importanti, quelli della bulimia, del bullismo, dei tradimenti, dell’omosessualità; argomenti che l’autrice riesce a trattare con estrema semplicità ma con grandissimo impatto emotivo, dandone una visione sia dal punto di vista dei ragazzi che degli adulti. Nonostante i tantissimi temi il libro non risulta mai affrattato e niente sembra buttato lì tanto per parlarne; ad ogni argomento viene sempre dato il giusto risalto ed il giusto approfondimento, mai risultando però eccessivo o pesante. L'attenzione è concentrata sulla necessità di andare oltre alle apparenze, soprattutto quando si parla di adolescenti; gli avvenimenti narrati portano sempre a far pensare che niente è come sembra, che sotto un duro può nascondersi una persona che poi tanto dura non è, che alcuni gesti possono essere travisati, ingigantiti, fino a diventare problemi difficili da affrontare. Un libro che fa riflettere su un mondo, quello dell'adolescenza, che necessita della nostra attenzione oggi più che mai.
Non mancano comunque, ad alleggerire il tutto, delle parti divertenti capaci di stemperare i toni e di lasciare la lettura su un piano leggero e mai esageratamente forte!
Insomma un bel mix di argomenti e di personaggi che non delude e che risulta adatto ai più giovani ed anche agli adulti. Un libro che consiglio a lettori di tutte le età.

 VOTO: 











2 commenti:

  1. Io non ho mai letto niente della Ghinelli, però questo romanzo mi ispira un mucchio :D sarà che già il titolo pungente fa la sua sporca figura... dal modo in cui ne parli sembra il tipo di libro che potrei sinceramente apprezzare. Penso proprio che andrò a leggermi l'estratto su Amazon per decidere se inserirlo o meno in wishlist ^.^

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    1. È un libro semplice ma particolare secondo me! Fammi sapere! :)

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