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lunedì 28 maggio 2018

Recensione #242 - Un altro giorno ancora di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, come va? Io con la testa piena di nuovi progetti e, finchè è così, direi che va benissimo! Oggi torno con la recensione del libro Un altro giorno ancora di Bianca Marconero edito da Newton Compton, 381 pagine.

Sinossi: Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l’equitazione. L’esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un’inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate… Una storia sull’amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.

Bianca Marconero, la conoscete? Se la rispostaa è no dovete rimediare, se invece la risposta è sì immaginerete già che questo libro non potrà deludervi. Perchè Bianca è così: sa far amare un romance a chi, come me, la maggior parte delle volte con i romance scappa a gambe levate, sa far amare a me una storia che gira attorno ai cavalli, alle gare dei cavalli, ai maneggi, nonostante sia un argomento che non mi interessa più di tanto. Come fa? Vi chiederete? Semplicemente raccontando storie che vanno oltre al genere in cui vengono collocate, storie in cui è facile immedesimarsi, con cui è facile sognare ma che non sono per niente banali. E, per quanto mi riguarda e non capisco come faccia, i suoi libri arrivano sempre al momento giusto, toccando corde nei momenti in cui è necessario che vengano toccate. Una maga? Forse... di certo una scrittrice che sa il fatto suo, che fa sognare amori grandi ma che fa anche ridere, che fa emozionare e che, per quanto mi riguarda è sempre capace di farci immergere nei suoi mondi.

giovedì 24 maggio 2018

Recensione #241 - Di niente e di nessuno di Dario Levantino

Ciao a tutti, come state? Io sto ancora assaporando le emozioni che l'evento Libri al Leu, organizzato da me e Baba Desperate Bookswife, mi hanno lasciato. Ma i giorni passano ed il blog deve tornare alla normalità. Lo facciamo con la recensione del libro Di niente e di nessuno di Dario Levantino edito da Fazi, che ringrazio per la copia, 160 pagine.

Sinossi: Brancaccio, periferia di Palermo. Rosario è un adolescente solitario con la passione per la mitologia classica e il mare. Il padre, cinico e bugiardo, ha un negozio di integratori per sportivi in cui gestisce lo smercio illecito di sostanze stupefacenti; la madre, accudente e remissiva, dedica tutto il proprio tempo alla cura della casa e della famiglia. Solo di tanto in tanto, la donna si concede una pausa per lucidare il trofeo vinto come miglior portiere da nonno Rosario, morto prematuramente nel terremoto del Belice del 1968. Quando, per accontentare un inconfessato desiderio della madre, il ragazzo decide di giocare in quello stesso ruolo con la squadra di quartiere, il percorso che lo condurrà all’età adulta ha inizio: tra i pestaggi, la scoperta dell’amore e il disincanto, Rosario troverà la forza di emanciparsi dalla violenza e dalla menzogna che da sempre hanno oppresso la sua vita.
Un’intensa storia di formazione condotta con la voce, spietata e dolcissima, di un adolescente che lotta per sovvertire i morbosi equilibri di una famiglia infelice. Un giovane autore dalla scrittura agile e peculiare capace di raccontare la paura e l’audacia di un ragazzo che, nel Sud passionale e violento delle periferie, ha il coraggio di diventare un uomo.


Sono ritornata a Brancaccio. Eh già, perchè ci sono già stata - narrativamente parlando - ormai quattro anni fa. Mi ci aveva portato Alessandro D'Avenia con il suo Ciò che inferno non è - se ve la siete persa trovate la recensione qui - anche se in realtà non sono mai veramente tornata a casa. 
Mi ci ha riportato Dario Levantino, con il suo Di niente e di nessuno, esordio letterario con i fiocchi. Impossibile non ripensare alla mia prima visita in quel quartiere, impossibile non fare paragoni con il mio precedente viaggio. Direi che Dario regge egregiamente il confronto per essere alla sua prima opera ed ora provo a spiegarvi il perchè.

mercoledì 23 maggio 2018

LIBRI AL LEU - Ringraziamenti che nascono dal cuore

Buongiorno a tutti, sono trascorsi tre giorni, Libri al Leu 2018 è giunto al termine, ed io son qui a fantasticare su tutto quello che è accaduto.
Penso a due giorni intensi, in cui con la mia famiglia mi sono trasferita a Casalborgone, in quella stanza che, a casa di Baba, è sempre pronta per noi, penso a tutto questo e ancora mi emoziono. Mi emoziona pensare ai sorrisi, ai complimenti ricevuti, alle belle parole spese per noi, alle 4 ore di sonno, alle risate cucinando torte nel cuore della notte. Mi emoziona pensare agli autori che ci sono stati, con l'entusiasmo verso questa nostra follia credendoci forse più di quanto ci credessimo noi. Penso all'ansia per il tempo novembrino, ai piedi gelati, a Baba che camminava per il centro storico sui tacchi a spillo come fosse una gran diva, penso ai cambi di outfit dell'ultimo minuto, alle dirette, alle domande da fare agli autori segnate su foglietti volanti che, diciamolo, alla fine non servivano neanche. Penso a tutto questo ma a penso anche alla grande macchina organizzativa che c'è stata dietro al nostro evento quindi, questo non vuole essere un post di considerazioni, ma vuole essere un post di ringraziamenti, perchè quando le cose riescono bene non è solo merito di chi ha deciso di organizzarle ma si crea una rete di persone che lavorano per un unico scopo e allora c'è come un filo magico che cuce tanti pezzettini di stoffa che messi insieme vanno a formare un vestito meraviglioso, da principessa, da favola.


Il nostro GRAZIE è rivolto a:

domenica 20 maggio 2018

Rassegna letteraria: Libri al Leu - Giorno 2

Eccomi di nuovo qui per parlarvi di "Libri al Leu", la rassegna letteraria che Baba del blog Desperate Bookswife ed io abbiamo organizzato questo weekend a Casalborgone (TO).


Ecco gli appuntamenti di oggi:








Tutti gli eventi odierni si terranno presso la Chiesa sconsacrata Santissima Trinità in piazza Statuto, nel centro storico di Casalborgone. Cercheremo ancora una volta di riprendere tutto in diretta per permettere di seguirci anche a chi non riuscirà ad essere presente fisicamente.
Ovviamente siete tutti invitati!




sabato 19 maggio 2018

Rassegna letteraria: Libri al Leu - Giorno 1

Ci siamo, il grande giorno è arrivato. Comincia oggi "Libri al Leu", la rassegna letteraria che Baba del blog Desperate Bookswife ed io abbiamo organizzato a Casalborgone (TO) per oggi 19 e domani 20 maggio.


Inutile dire che l'emozione e l'ansia sono alle stelle. Tanti gli appuntamenti e gli autori che prenderanno parte a questo nostro evento. Un grazie infinito va a coloro grazie ai quali tutto questo è possibile. Ecco il volantino completo:


Tutti gli eventi saranno ripresi in diretta facebook su una o su entrambe le nostre pagine facebook (sperando che la connessione ci assista!) quindi chi volesse partecipare ma non avesse la possibilità di farlo dal vivo potrà mettersi comodo comodo e seguirci da casa! 
Ma veniamo all'appuntamento odierno.
Si comincia con un unico evento che avrà luogo alle ore 18:00 presso l'affittacamere VIAVAI in via Valfrè 7, nel centro storico di Casalborgone.
Monica Coppola e Carlotta Borasio parleranno del libro di racconti culinari "Dai un morso a chi vuoi tu" edito da Booksalad. A fare da contorno alla presentazione uno Show Cooking di una delle ricette inserite nella raccolta.
Modera l'incontro Baba del blog Desperate Bookswife.


Siete tutti invitati! Abbiamo bisogno di tutto il vostro sostegno affinchè questa nostra follia sia un successo! Domani troverete un altro post con gli appuntamenti della giornata.




venerdì 18 maggio 2018

Letture con Marina #37

Buongiorno carissimi, un nuovo venerdì è arrivato, un venerdì importante per me perchè domani parte l'evento "Libri al Leu" organizzato con Baba Desperate Bookswife a Casalborgone. Inutile dire che l'ansia aumenta man mano che le ore passano. Ma non è ancora il momento di parlarvi di questo. Sono qui per lasciare la parola a Marina e alla sua rubrica Letture con Marina.


Avete bisogno di evadere dalla vostra routine? Allora Vi consiglio una vacanza a…
 

MIDEN

Autore: Veronica Raimo
Casa editrice: Mondadori, 2018
Genere: Narrativa
Pagine: 200

Descrizione: È un mattino cristallino come tanti a Miden. Una ragazza bussa alla porta di una coppia con un'accusa di abuso sessuale. L'accusato è il suo ex professore di filosofia. La compagna del professore aspetta un figlio. Sono entrambi approdati a Miden da un paese straniero, sprofondato nel Crollo: una devastante crisi economica. Miden è la società ideale che li ha accolti, un nuovo Eden di eguaglianza e benessere, una piccola comunità laica e razionalista, tanto solidale quanto inflessibile. Il professore e la studentessa hanno avuto una storia in passato. Ma è solo a due anni di distanza che la ragazza si rende conto di aver riportato un trauma da quel rapporto. La denuncia scuote la felice comunità di Miden, dove ogni anomalia che ne alteri il candore viene dibattuta e corretta, ogni trauma riconosciuto e risolto per il bene comune. I tre protagonisti si ritrovano al centro di un'indagine. Amici e colleghi si trasformano in un tribunale che deciderà delle loro vite. E, nell'attesa del verdetto, tutte le certezze della coppia si corrompono, così come il futuro che sognavano per il loro figlio.

RECENSIONE:


Spesso la storia di una coppia finisce per diventare l’aderenza a dei ruoli, come dice l’autrice durante un intervista a “Il Libraio”. E da questa considerazione secondo me bisogna partire, come lettura per questo romanzo, insistito nei vari capitoli nel rimando tra ciò che pensa lei, la compagna del professore, il “perpetratore” (il potere delle parole!) - e lui, il compagno, il perpetratore stesso, tra l’altro insegnante di filosofia, accusato da una sua ex studentessa di averla stuprata. Rapporti violenti e particolari, ma consenzienti, almeno fino al ripensamento di un paio di anni dopo. La cosa strana è che il tutto avviene quietamente e freddamente, senza scene isteriche o di energica rabbia ed emozione.

La vicenda si svolge a Miden, l’utopica città creata proprio dal padre della ragazza che avrebbe subito violenza dal professore. Una città creata per contrastare il Vecchio Mondo dopo il Crollo, l’estrema crisi economica che ha “distrutto” il mondo come lo conosciamo noi oggi – e anche qui, niente drammi e cataclismi, per lo meno non raccontatici. Miden è una città con una sua propria lingua, a cui si può sperare di accedere dopo aver superato delle selezioni ed essere stati ritenuti idonei. Il professore abitava già a Miden quando quella che ora è la sua compagna era arrivata a Miden per una vacanza. Si sono incontrati casualmente, si sono innamorati e subito lei ha fatto richiesta per poter vivere in questa città da sogno, verso cui tutti tenderebbero. Una città meravigliosa dal punto di vista paesaggistico e climatico, una società egalitaria ed un po’ hippie o naif volta al bene dei suoi cittadini, ma al contempo piatta, dove tutto è già stato stabilito, preordinato, organizzato. Dove gli abitanti sono monitorati e dove la diversità non può e non deve esistere. Non resta che adeguarsi per vivere una vita quietamente felice, senza scossoni, senza povertà, senza decisioni da prendere e con tutti i criteri di una moderna città del futuro per la salvaguardia della salute dei cittadini.

Lungo tutto il romanzo Vi sono ironiche e raffinate prese in giro che l’autrice porta all’attenzione dei lettori, tipo il problema del trolley da viaggio, le sigarette che anche a Miden si fumano, ma a base di fiori od affini, il vino o qualsiasi tipo di cibo che qui viene bilanciato perché non crei problemi. O ai tremila tipi di miscele di tea che si possono trovare al mercato, ai maglioni di lana fatti a mano, o ancora agli zoccoli caratteristici che vengono calzati – e che sottostanno ad una sorta di vendita sotto-banco visto che sono molto richiesti nel Vecchio Mondo…

Un mondo che dovrebbe essere superlativamente migliore rispetto ai Paesi da cui molti abitanti di Miden provengono, ma che porta in sé il seme stesso di quelle vecchie “mancanze”, come a dire che l’uomo sempre uomo rimane – e che le caratteristiche insite o vissute per migliaia di anni non si possono sradicare. Tenere sotto controllo, forse…

Avevamo accennato all’aderenza dei ruoli: i due protagonisti incarnano ciascuno il proprio genere, che come dicevamo poc’anzi è difficile da cambiare. L’uomo che si occupa economicamente della sua famiglia e che ha in mente sempre il sesso. La moglie casalinga e che al momento è incinta, alla quale si richiede solo di andare al mercato ed occuparsi della spesa. E che per passare il tempo diventa improvvisamente un’estimatrice delle miscele di tea. Tenta di acculturarsi leggendo libri, ma solo e sempre come svago riempitivo della giornata solitaria. Una moglie che in sintesi è una figura subalterna, in certo senso bambina, piena di dubbi e insicurezze ma storditamente felice, almeno fino all’arrivo dell’ex studentessa, che parla in primis proprio con la compagna del professore, avvisandola che ha inoltrato accusa formale di stupro alla Commissione, che con una serie di questionari dati alle persone vicine al professore, stabilirà se l’uomo è ancora degno di abitare a Miden.

Ci sono altre particolarità che fanno riflettere. Ad esempio quando il padre della ragazza accusatrice scrive al professore, dicendogli che come uomo (e quindi padre) lo odia, naturalmente, ma come “costruttore” di Miden vorrebbe assolverlo dal fatto, perché non vuole che l’immagine di Miden venga in qualche modo insozzata dalla sua condotta, perché lui è convinto del “sogno Miden”.

Sono convinta che uno studioso di filosofia si perderebbe nei giochi e nei rimandi che l’autrice crea e ne godrebbe più di quanto possa aver fatto io. Il romanzo è sicuramente bello, ma la storia in esso contenuta, al di là dell’ironia e della svolta finale geniale che Veronica Raimo ha ricamato, mi ha lasciata distaccata e a disagio, come credo fosse l’intento dell’autrice, proprio per calcare la mano sulla differenza tra Miden ed il Vecchio Mondo, tra l’uomo e la donna come genere. Mi sono quasi commossa quando tra un botta e risposta dei pensieri dei due protagonisti, soprattutto il professore ricorda quanto faceva da ragazzo, la vita che conduceva, le abitudini, il rimpianto del padre e la speranza che il figlio che sta per arrivare possa nel futuro provare e rimpiangere quanto lui sta facendo ora per lui, se mai ne sarà realmente consapevole.

Per ritornare a quanto detto in precedenza e chiudere il discorso, dalla chiusa del romanzo scelto dalla Raimo si presume il desiderio di un rapporto paritetico nella coppia, che è società nella società. Di qui la scelta per un finale particolare ed inatteso, che riscatta dal mio punto di vista la figura femminile, rendendola nuovamente padrona del suo destino, senza dipendere in tutto e per tutto dall’altra metà della coppia. Una scelta finalmente consapevole che la fa assurgere nuovamente al ruolo di donna.

Non nego di essere stata attratta dalla trama di questo romanzo di Veronica Raimo per l’assonanza con “L’ancella” della Atwood – che sto leggendo ora. Del resto, nella stessa intervista su Il Libraio, Veronica Raimo elenca gli ultimi libri interessanti che ha letto – e fra questi c’è anche l’Ancella. Altri titoli molto particolari sono I love Dick di Chris Kraus (di sui non farò qui la traduzione del titolo!!), I giorni di scuola di Gesù di J. M. Coetzee e Le risposte di Catherine Lacey (titoli che finiscono nella mia lista dei libri che leggerò).

E voi? Partireste per Altroquando, un mondo utopico, a prima vista perfetto, dove sembra che la vita possa offrire più di quanto vi spetti nella vs vita, a patto che vi dimostriate docili e ligi alle regole, senza alcuna discussione?
Un arrivederci a presto, se deciderete di restare qui…




Contributi:

06/04/2018 IL LIBRAIO: intervista all’autrice a cura di NOEMI MILANI
                              

mercoledì 16 maggio 2018

Aperitivo con Mirko Zilahy parlando di Così crudele è la fine

Buongiorno lettori, oggi sono qui per parlarvi di una serata speciale. Quante volte negli ultimi cinque anni vi ho parlato di quanto io sia fortunata ad avere l'occasione grazie al blog di conoscere autori, editori e lettori? Tantissime, ma non per questo smetterò di ricordarlo!
Proprio di una di queste fortune ho voglia di raccontarvi.


Lunedì sera scorso ho avuto il piacere e l'onore di essere tra i pochissimi blogger invitati, dalla casa editrice Longanesi, all'aperitivo con Mirko Zilahy per chiacchierare dell'uscita del suo ultimo libro: Così crudele è la fine, ultimo capitolo della trilogia dedicata al commissario Enrico Mancini.
Se state leggendo queste parole con aria interrogativa di chi non ha mai sentito nominare questo strepitoso autore allora dovete rimediare cliccando prima qui.
Ho avuto l'onore di intervistare Mirko lo scorso anno a Tempo di Libri a Milano ed è stato un piacere ritrovarlo lunedì, con la stessa disponibilità e allegria di sempre. La sensazione della serata è stata quella di essere tra amici, in intimità, chiacchierando di libri, accompagnati da un calice di vino e dei taglieri di salumi. Come potete vedere dalla foto mi sono data al prosecco, eh già, a furia di aperitivi letterari sono diventata alcolica!
Mirko ci ha parlato del suo essere scrittore, di quanto la sua vita abbia influito su questa trilogia, di quanto i cambiamenti apportati al suo protagonista siano un po' anche i suoi.
Tre grandi temi sono il fulcro dei tre libri: il primo il senso di giustizia, il secondo il rapporto con la realtà, il terzo è il tema dell'identità; tre temi che toccano tutti i personaggi nonostante ruotino attorno al commissario Enrico Mancini.
Più di 1200 pagine scritte in due anni in cui Mirko non si è limitato a creare una storia ma in cui lo zoccolo duro sono le parole, utilizzate con maestria e con attenzione, così da creare uno gruppo di personaggi che potrebbero avere ognuno una storia a se (e chissà se prima o poi Mirko le scriverà).
Roma è ancora l'ambientazione di questa storia perchè nei luoghi di Roma - dice Mirko - c'è stata tanta morte, e nella sua storia ci sono bellezza e sangue insieme.
Un terzo capitolo che chiude il cerchio di una trilogia che i lettori hanno imparato ad amare tanto da aver portato Così crudele è la fine al primo posto della classfica IBS in pochissimi giorni dalla sua uscita. Una casa editrice - Longanesi - che non sbaglia un colpo e che ha creduto tanto in lui, degli editori stranieri che hanno acquistato i diritti della trilogia leggendo pochi capitoli del volume d'esordio, i diritti cinematografici venduti; insomma un'ascesa meritata e veloce quella di un autore che ha fatto delle parole il su tratto distintivo. Il suo passato di insegnante in Irlanda prima, traduttore ed editor qui in Italia poi, ha sicuramente contribuito al suo modo di scrivere e di approcciarsi alla scrittura. I lettori lo apprezzano per questo.


Qualche curiosità sull'autore:
  • Scrive ancora al buio con una bottiglia di Whisky a portata di mano; 
  • Quando viaggia trae spesso ispirazione da ciò che lo circonda;
  • È incredibilmente simpatico e di compagnia;
  • Non ha mai riletto il primo libro perchè gli fa ancora molto male a causa del coinvolgimento emotivo che lo lega alla storia;
  • Il secondo libro è quello che tecnicamente ritiene il migliore;
  • Sta già scrivendo una nuova storia completamente slegata da questa trilogia;
  • Ha fatto diverse domande a noi blogger per capire quale sia il nostro approccio a libri come il suo;
  • Uno dei personaggi del libro è ispirato ad una persona reale della sua vita;
  • È il traduttore del colosso letterario Il cardellino;
  • Io ti troverò di Shane Stevens è un libro che ci ha consigliato di leggere;
  • Fa ancora fatica a vedersi con i capelli corti.

Una persona splendida oltre che un autore meraviglioso. Leggetelo, compratelo, andate alle sue presentazioni e non ne resterete delusi!



martedì 15 maggio 2018

BibliOmaggi #26


Buongiorno lettori, come va? Settimana impegnativa per me questa, tante cose da fare, tanti appuntamenti e poi il culmine sabato e domenica 19 e 20 maggio l'evento Libri al Leu che abbiamo organizzato a Casalborgone con Baba del blog Desperate Bookswife. Vi siete persi il volantino? Eccolo:


Se siete nei paraggi ma anche se siete lontani e volete farvi un bel giro nelle colline piemontesi non potete mancare!!!! Se volete qualche informazione in più non esistate a contattarci via mail.

Ma passiamo all'appuntamento di oggi. Maggio ricco, l'ho già detto, lo so, ma a me continuano ad arrivare libri ed io non posso non mostrarveli! 
   
  • Un altro giorno ancora di Bianca Marconero, edito da Newton Compton editori, 381 pagine. Data pubblicazione: 19 aprile 2018.
    Questo libro me lo ha mandato direttamente l'autrice, che ringrazio tantissimo. Un'autrice che amo molto e da cui mi aspetto sempre moltissimo.

Sinossi: Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l'equitazione. L'esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un'inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate... Una storia sull'amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.



  • Il tatuatore di Alison Belsham, edito da Newton Compton Editore, che ringrazio per la copia a sorpresa, 382 pagine. Data pubblicazione: 03 maggio 2018.
    Un libro che non conoscevo ma che mi ispira molto. Vedremo...

Sinossi: Brighton. L'ispettore Francis Sullivan, giovane e ambizioso, è stato appena promosso, e questo è il suo primo caso importante. Marni Mullins, una tatuatrice di Brighton, ha trovato un corpo orribilmente scuoiato. Dalle prime indagini sul cadavere risulta chiaro che non si tratta di un omicidio isolato ma dell'opera di un serial killer. Il modus operandi e la firma sono agghiaccianti: mentre la vittima era ancora in vita, l'assassino ha rimosso intere porzioni di pelle, presumibilmente tatuate. Questa pista porta Sullivan a credere che una come Marni, che conosce il mondo dei tatuaggi come le sue tasche, sia l'unica persona in grado di aiutarlo. Ma lei ha tante ragioni per non fidarsi della polizia. E quando riuscirà a identificare il prossimo bersaglio del killer, lo dirà a Sullivan o si metterà da sola alla ricerca del "Ladro di Tatuaggi"?



 
  • Quello che non sappiamo di Annarita Briganti, edito da Cairo, che ringrazio per la copia, 160 pagine. Data pubblicazione: 10 maggio 2018. Come potete vedere dal volantino sopra, Annarita è una delle autrici che abbiamo coinvolto nel nostro evento. Onorate che una delle prime presentazioni del suo tour passi da Casalborgone! Ho già letto e recensito questo libro qui.
Sinossi: Un giorno Ginger riceve un'email da Paulo. I due non si conoscono o, almeno, lei crede che non si conoscano. Nasce una relazione virtuale. Iniziano a scriversi email nelle quali si raccontano la loro vita, le loro giornate e, attraverso le parole, il loro legame in poco tempo si rafforza sempre più. Ma c'è dell'altro, non tutto è come sembra: Paulo conosce un segreto della vita di Ginger e deve consegnarle una cosa molto importante. Quello che non sappiamo si può leggere come una lunga chat, è un romanzo-chat, un colpo di fulmine virtuale. Un amore al tempo della mail, tra nevrosi e nuove tecnologie. Ma il mistero che nasconde renderà i protagonisti più forti e la storia sorprendente. Ambientato tra Italia e Germania - a Roma, Milano, Bologna, Berlino - ma c'è anche la Cina, il romanzo parla del mondo di oggi e di domani, di donne e di uomini, di amore e di sesso sul web, di amore e di sesso nella realtà, di rete, di social, di crisi economica, di famiglie, di razzismo, di verità, d'identità, di libri e di librai, di musica, di musei, di perdono, di rinascita, di spezie, di cocktail, di sogni e di speranze. Un libro per tutti quelli che credono nel potere della scrittura e delle relazioni. Reali o virtuali.

  • Così crudele è la fine di Mirko Zilhay, edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 418 pagine. Data pubblicazione: 03 maggio 2018. Che dire di Mirko? Un grande autore ed una bella persona. I suoi libri denotano un'attenzione particolare verso la lingua ed il suo utilizzo. Colpisce per il modo in cui le parole creano la storia. Io ho avuto l'onore di incontrarlo più volte e, credetemi, merita! Questo è il terzo volume della trilogia con protagonista il Commissario Mancini ed io non vedo l'ora di leggerlo. Se non conoscete i libri di Mirko dovete assolutamente recuperarli.

Sinossi: In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l'ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l'ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer. Costretto a rincorrere l'assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso. E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l'identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.





  • E così, forse, sarai felice di Alessia Esse, che ringrazio per la copia, Self-published. Genere: Adult, Narrativa contemporanea, Romance. Pagine: circa 480. Data pubblicazione: 22 maggio 2018. Un'autrice che ho conosciuto grazie alla trilogia distopica di Lilac e di cui mi sono innamorata. La prossima settimana uscirà il suo prossimo libro e non potevo non accettare di leggerlo! Mi aspetto grandi cose.

Sinossi: Come si raggiunge la felicità?
Quanto bisogna soffrire, prima di essere felici?
E l’amore è sempre portatore di gioia, o a volte è solo causa di fallimento e dolore?

Dopo un anno passato ad evitare accuratamente la sua famiglia, Rebecca torna a casa. Il suo piano è semplice: occuparsi del padre malato, fuggire la freddezza di sua madre, respingere le critiche di sua sorella e di suo fratello.
A trentacinque anni, Rebecca non cerca la felicità. Non crede di meritarla, soprattutto quella amorosa. Troppi rischi da correre, troppe ferite subite. Il migliore amico di Rebecca è Tinder: il sesso occasionale è tutto ciò che il suo cuore può sopportare.
Ma una sera, quando Tinder fallisce, appare Augusto.
Passionale e brillante, Augusto vive una vita molto diversa da quella di Rebecca. Alla donna basta un suo sorriso per dubitare del muro dietro il quale ha nascosto il cuore. Tuttavia, il loro incontro è destinato a passare in secondo piano quando accade l’imprevedibile.
In poche ore, la vita di Rebecca viene stravolta da eventi e sorprese che la obbligano a fare i conti con più di settant’anni di segreti che riguardano suo padre, la sua famiglia, e un gruppo di innocenti.
Ricco di colpi di scena e di storie che si intrecciano con la Storia, E COSÌ, FORSE, SARAI FELICE, è un racconto di verità, coraggio, giustizia e amore.


Spero di non essermi dimenticata nulla... ultimament perdo il conto dei libri che ricevo! Passato l'avento mi metterò sotto per recuperare tutto l'arretrato. Ma adesso lascio la parola avoi, cosa ne pensate? Vi piacciono?
A presto


lunedì 14 maggio 2018

Recensione #240 - La scrittrice del mistero di Alice Basso

Buongiorno e buon lunedì. Cosa avete fatto di bello nel weekend? Io ho fatto un giretto al Salone del Libro di Torni sabato mentre poi la domenica l'ho dedicata totalmente alla famiglia. Oggi torno con una recensione, di tratta de La scrittrice del mistero di Alice Basso edito da Garzanti che come sempre ringrazio per la copia. 320 pagine.

Sinossi:  Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell'umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l'altro, tra un colpo di genio di Vani e l'altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l'amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l'happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

Vani 4. Come riuscire a parlare di questo quarto volume della serie senza svelare troppo ma facendovi comunque capire di quanto sia un libro da leggere? Non facile, ma ci proverò. Ovviamente se non avete letto i precedenti, per forza di cosa, già dalla trama sapete troppo...
Sapete che Vani è innamorata. Eh già, finalmente noi del #teamBerganza possiamo dormire sonni tranquilli perchè quello che era solo un accenno nel terzo libro qui diventa realtà. Vani e Berganza vivono una storia d'amore.
Non appena questa cosa si è affacciata all'orizzonte nel libro precedente, mi sono chiesta come sarebbe stata Vani in questa nuova veste romantica, come sarebbero cambiati gli equilibri di questa coppia così perfetta sul lavoro ma così anaffettiva nella vita privata e, non vi nego, che avessi non poche paure in questo senso. Paura che i protagonisti non mi convincessero più come prima, paura che il nuovo status interferisse troppo invece devo fare un applauso ad Alice perchè i personaggi, tra un crampo, un whisky e uno sguardo d'intesa reggono e non perdono, in questo nuovo volume, la verve che li aveva contraddistinti nei romanzi precedenti.
Il libro riprende esattamente dove avevamo lasciato la storia nella lettura precedente e si dipana in pochissimi giorni. Pochissimi giorni che, per la quantità di cose che accadono e per il grandissimo intreccio che l'autrice riesce a realizzare, al lettore sembreranno mesi, anni...
Come Alice ci ha abituati in passato i suoi libri sono una storia nella storia ed anche in questo caso non ci delude. L'attenzione va sicuramente alla nuova coppia - non in modo eccessivo - ma, come avviene poi nella vita vera, i personaggi non hanno il tempo di godersi più di tanto la loro nuova condizione perchè il lavoro incombe ed i pazzi anche.
Un nuovo caso infatti è al centro del lavoro di Berganza - e quindi di Vani come consulente della polizia -, un caso che li tocca molto da vicino trattandosi di minacce di morte rivolte a Riccardo Randi. Già, proprio lui, l'ex fidanzato di Vani, il cinico, egocentrico, Riccardo. Se un po' conoscete la storia passata sappete che non sarà per niente facile stringere il cerchio intorno a lui visto che sicuramente c'è più gente al mondo che lo odia rispetto a quella che, non dico lo ami, ma almeno lo sopporti. Ovviamente il sesto senso di Vani sarà risolutivo, in fondo il suo lavoro l'aiuta non poco. Sì perchè Vani fa la ghostwriter e, anche in questo volume, parallelamente al caso "giallo" che l'autrice ci propone, ci mostra la nostra scrittrice dell'ombra alle prese con un famosissimo autore di thriller di cui dovrà scrivere un bestseller.
Tra un'incipit e un interrogatorio i nostri protagonisti osserveranno il mondo attorno a loro da una nuova prospettiva e vedranno chi gli sta intorno reagire alla loro nuova storia d'amore.
Tanti i personaggi che oltre a Vani e a Berganza popolano queste trecentoventi pagine. Ritroviamo Morgana, Irma, Laura, Ema, Ofelia, Lara, i gemelli di Lara, tutte persone che avevamo imparato a conoscere e ad amare nei volumi precedenti. Ma non sono meri personaggi di contorno, il bello dei libri di Alice è che anche di questi "non protagosti" noi conosciamo le vite, le emozioni, le abitudini tanto da avere la sensazione di conoscerli da sempre e di ritrovare qualcuno di famiglia.
Insomma una storia che c'è, funziona, abbastanza gialla ma anche rosa, capace di toccare temi importanti che popolano una qualsiasi famiglia ma di farlo con un'ironia pungente, inserita nel modo giusto e con la giusta quantità; quell'ironia che convince proprio perchè non è eccessiva.
Uno stile che, come sempre, ammalia e che porta il lettore velocemente e senza intoppi al finale; un finale che, come Alice ci ha abituati, lascia di stucco e ci fa chiudere la lettura con la voglia di avere il libro successivo immediatamente tra le mani!
L'unica pecca che, secondo i miei gusti, non mi permette di assegnargli il massimo punteggio è che mi sono resa conto che nelle parti dedicate al libro che Vani deve scrivere per il suo lavoro leggevo sentendomi meno coinvolta. Forse perchè ho trovato questa parte un po' slegata dal resto,  rispetto a quanto avveniva invece nei libri precedenti. Dettagli eh, perchè comunque questo libro ve lo consiglio e ve lo consiglio anche ad occhi chiusi!!!
Se però non avete non avete ancora letto nulla di questa autrice vi consiglio di partire dall'inizio. Ecco i titoli dei libri precedenti e le mie recensioni:
  1. L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome - Recensione qui
  2. Scrivere è un mestiere pericoloso - Recensione qui
  3. Non ditelo allo scrittore - Recensione qui
Ora ditemi, conoscete questi libri? Vi sono piaciuti?

VOTO:




giovedì 10 maggio 2018

Recensione IN ANTEPRIMA #239 - Quello che non sappiamo di Annarita Briganti

Buongiorno! Sapete cosa succede oggi? Esce il nuovissimo libro di Annarita Briganti, sempre edito da Cairo - che ringrazio per la copia - intitolato Quello che non sappiamo, 160 pagine. Io ho avuto l'onore di leggerlo in anteprima e avrò l'onore di avere Annarita Briganti ospite dell'evento - Libri al Leu - che Baba del blog Desperate Bookswife ed io abbiamo organizzato a Casalborgone (TO) per il 20 maggio prossimo. Ovviamente siete tutti invitati perchè avremo bisogno di tutto il supporto possibile!

Sinossi:  Un giorno Ginger riceve un’email da Paulo. I due non si conoscono o, almeno, lei crede che non siconoscano. Nasce una relazione virtuale. Iniziano a scriversi email nelle quali si raccontano la loro vita, le loro giornate e, attraverso le parole, il loro legame in poco tempo si rafforza sempre più. Ma c’è dell’altro, non tutto è come sembra: Paulo conosce un segreto della vita di Ginger e deve consegnarle una cosa molto importante.
Quello che non sappiamo si può leggere come una lunga chat, è un romanzo-chat, un colpo di fulmine virtuale. Un amore al tempo della mail, tra nevrosi e nuove tecnologie. Ma il mistero che nasconde renderà i protagonisti più forti e la storia sorprendente.
Ambientato tra Italia e Germania – a Roma, Milano, Bologna, Berlino – ma c’è anche la Cina, il romanzo parla del mondo di oggi e di domani, di donne e di uomini, di amore e di sesso sul web, di amore e di sesso nella realtà, di rete, di social, di crisi economica, di famiglie, di razzismo, di verità, d’identità, di libri e di librai, di musica, di musei, di perdono, di rinascita, di spezie, di cocktail, di sogni e di speranze.
Un libro per tutti quelli che credono nel potere della scrittura e delle relazioni. Reali o virtuali.


Annarita è tornata. E lo ha fatto parlando d'amore ma arricchendo, come sempre, il suo romanzo con temi d'attualità che riguardano tutti noi.
Alla base del romanzo c'è una scelta nuova per l'Italia: il romanzo epistolare anche se in una veste moderna. Molti di voi avranno sicuramente letto romanzi epistolari ma, se farete mente locale, vi renderete conto che sono tutti romanzi tradotti. Annarita si butta e cade assolutamente in piedi raccontandoci una storia d'amore epistolare 2.0, ai tempi dei social, delle chat, in questi nostri tempi in cui sempre più spesso comunichiamo scrivendo un messaggio o una mail, nei tempi in cui la gente fa sesso online ma poi si vergogna a dirlo. Ecco, Annarita rompe gli indugi e ci racconta una storia d'amore nata così, via mail, tra due persone che non si conoscono e che, solo attraverso le parole, riescono ad innamorarsi. Perchè le parole - e Annarita lo ribadisce sempre - sono importanti!
Spesso non diamo peso a cosa e come lo scriviamo, spesso un messaggio può assumere - per chi lo riceve - un tono sbagliato, spesso un messaggio può rovinare un rapporto ma, come accade in questo libro, può anche far innamorare. In questo caso sono delle mail a fare breccia nel cuore dai Ginger, la nostra protagonista. All'inizio si sente presa in giro, crede di essere vittima di qualcuno che voglia poi prenderla in giro sui social. Troppe volte queste cose accadono nel mondo del virtuale e fidarsi non è facile. Ma Ginger nonostante tutto lascia scalfire la propria corazza e comincia ad incuriosirsi verso questa nuova conoscenza. Non avere idea di come sia fatto il viso di una persona non sempre è importante, almeno non nella prima fase della conoscenza, perchè il modo di scrivere può far capire moltissimo di come quella persona sia fatta veramente. Lo schermo - e questo noi blogger lo sappiamo bene - aiuta a lasciarsi andare, a scrivere di tutto senza freni, ad essere veramente noi stessi, nel bene e nel male, prendere o lasciare.
E Ginger prende tutto quello che la vita le riserva, anche quello che può far male. Ha una vita complicata alla spalle Ginger, uomini sbagliati, lutti, traslochi. Ci prova a resistere al richiamo di quell'uomo - Paulo - conosciuto grazie ad una mail inviata da lui per errore. Ci prova ma poi si ritrova ad aspettare quelle mail notturne, in cui la lontananza si annulla e sono solo loro due, fisicamente distanti ma emotivamente talmente vicini da poter avere quasi la sensazione di toccarsi.
Annarita non ci lascia descrizioni sui personaggi, il lettore li imparerà a conoscere strada facendo, così come si conosceranno loro durante lo scorrere delle mail. Impareremo a capire Ginger, il suo carattere, il suo atteggiamento per certi versi chiuso e schivo, impareremo a conoscere Paulo, attraverso la stranezza del suo atteggiamento, a volte estremamente scherzoso, altre reticente e riservato. Anche Paulo ha alle spalle una vita non propriamente facile e, in più, ha qualcosa da nascondere.
Ginger e Paulo, infatti, non dovrebbero sapere nulla l'uno dell'altro eppure man mano che i giorni passano e le mail aumentano Ginger inizia ad avere dei dubbi. Lui ogni tanto lancia qualche frecciatina, parla di lei come se sapesse chi sia e come sia fatta e lei non riuscirà a comprendere chi possa celarsi dietro quell'uomo così interessante. Il lettore leggerà avidamente, cercando di capire, restando attonito, emozionandosi ma anche arrabbiandosi per le frasi non dette, gli incontri non avvenuti, le possibilità mancate. Parteggerà per Ginger ma anche per Paulo perchè, si sa, in una storia, anche a distanza, la ragione sta sempre nel mezzo.
Una storia romantica, ma anche cruda, reale, moderna; una storia che può capitare a chiunque - sì anche a te che in questo momento stai pensando: "no, a me assolutamente no!" - una storia semplice ma complicata, che è una storia come tante ma speciale nella sua normalità.
Ma questo amore protagonista è, come sempre, un'occasione per Annarita per parlare di tanto altro, per parlare della vita vera: quella che a volte dà, ma troppo spesso toglie, quella che ti fa lo sgambetto appena ti distrai facendoti crollare nel baratro, quella che ti fa traslocare per seguire un amore che non se lo merita, che ti fa dormire poche ore per notte perchè se sei una freelance niente ti è regalato e se sei donna ancora peggio, quella che ti fa innamorare delle persone sbagliate, quella che ti fa vivere dei lutti inaspettati ma poi ti fa trovare un amore altrettanto inaspettato. Insomma tanti temi concentrati in questo romanzo che sapranno farvi riflettere ed appassionare.
Credetemi, è davvero dura parlarvi di questo libro senza dire troppo, senza svelarvi quello che Annarita ha in serbo per i suoi lettori; quindi vi chiedo solo di fidarvi quando vi dico che Annarita va letta, e andrebbe letta dal primo libro, per assaporarne ogni sfaccettatura. :)
Se siete dalle parti di Torino, ma anche se siete più lontani e avete voglia di farvi una bella gita all'insegna dei libri vi aspettiamo a Casalborgone il 20 maggio con la presentazione di questo romanzo - e di tanti altri - arricchita dalle coreografie eseguite delle Ginnaste dell'Eurogymnica Torino.


Libri precedenti di Annarita Briganti:

- Non chiedermi come sei nata - recensione qui
- L'amore è una favola - recensione qui

VOTO:




martedì 8 maggio 2018

Recensione #238 - Salvare le ossa di Jesmyn Ward

Buongiorno carissimi, buon martedì. Oggi vi parlo di un libro particolare, un libro che forse non avrei neanche preso troppo in considerazione - se non per la sua cover meravigliosa - se Francesca, l'addetta stampa che si occupava del suo lancio, non me ne avesse parlato cone un libro da leggere, per forza. Sto parlando di Salvare le osse di Jesmyn Ward edito da NN editore, 320 pagine, primo della Trilogia di Bois Sauvage. Che dire... per fortuna esistono le addette stampa così: appassionate, coinvolgenti e capaci di incuriosire parlando di libri!


Sinossi: Un uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi all’emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. Nei dodici giorni che scandiscono l’arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia incombente. Salvare le ossa racconta la vita di ogni giorno con la forza del mito, e celebra la lotta per l’amore a dispetto di qualunque destino, non importa quanto cieco e ostile. Con una lingua intensamente poetica, dove ogni parola brucia come una lacrima non versata, Jesmyn Wardci trascina di pagina in pagina in un vortice di sole, vento, sangue e pioggia, lasciandoci, alla fine, commossi e senza respiro.
Preparatevi. Se deciderete di prendere in mano questo libro dovrete farlo con la consapevolezza che vi ritroverete al cospetto di un libro forte, crudo, duro, esageratamente crudele a volte ma anche assolutamente ammaliante.
Lo stile dalla Ward non può non colpire. È raffinato ma sboccato, colto ma capace di raccontare storie in cui di certo la cultura non è al primo posto, durissimo e doloroso ma anche capace di dare speranza. Ecco, non trovo altro modo per raccontare la Ward se non parlare delle sue contraddizione che credo siano proprio le caratterische che la rendono così unica.
Siamo a Bois Sauvage, in Mississippi e facciamo la conoscenza di una famiglia che vive ai limiti del paese, in una depressione - chiamata non per niente la Fossa - in cui convivono con rottami e con se stessi. Non è una famiglia facile. Quattro fratelli: Skeetah, Randall, Esche ed il piccolo Junior. Il padre è un ubriacone che tra un bicchiere e l'altro cerca di prepararsi al meglio a quello che sembra essere uno degli uragani del secolo - e lo sarà! - la madre è morta mettendo alla luce il fratello più piccolo e da allora sono stati Esch e Randall a prendersi cura di lui. Skeetah non ha occhi che per China, la sua pitbull, con la quale vive praticamente in simbiosi e alla quale fa fare combattimenti tra cani per raccimolare qualche soldo ma anche per determinare la propria supremazia.
È così che passano il tempo alla Fossa, tutti tranne Esch, che è appassionata degli Argonauti cui paragona a volte la propria vita, fantasticando proprio come una qualunque ragazza normale della sua età dovrebbe fare.
Ma Esch è tutto fuorchè una ragazza normale per la sua età. Essere cresciuta senza madre, con un padre praticamente inesistente e con un fratellino piccolo cui badare l'ha fatta crescere troppo presto; e l'ambiente in cui vive non l'ha certo aiutata a stare lontana dai guai. Si concede spesso Esch, troppo spesso, ma alla fine si innamora, probabilmente di quealcuno che non la merita ma, si sa, a volte in amore, sbagliando, ci si accontenta e lei si accontenta di essere cercata per fare sesso, si accontenta che Menny non la baci mai e non la guardi mai in faccia pur di averlo anche solo per qualche minuto per se. Il destino però ci mette del suo ed Esch resta incinta e decide, finchè può, di tenere nascosta a tutti la sua pancia che vuole esplodere ed urlare al mondo il suo segreto.
È proprio Esch la narratrice di questa storia, è lei che ci fa conoscere il resto della famiglia attraverso il suo racconto, è lei che ci porta con se nelle scorribande con i fratelli nelle case dei bianchi per rubare quello che può essere utile per superare l'uragano in arrivo.
Ci trascinerà anche ad assistere alle lotte tra cani e, fidatevi, non sarà una bella esperienza perchè l'autrice decide di raccontarci tutto, nei minimi dettagli, anche le cose più brutali, anche quelle che fanno male. Perchè? Me lo sono chiesta spesso durante la lettura, anche arrabbiata con lei per averci trascinato in qualcosa cui forse non avremmo voluto assistere. Ma poi una risposta me la sono data: queste cose nella realtà esistono, succedono ogni giorno, ed è inutile far finta di nulla, credere che non vedendole in realtà non accadano e quindi ce le sbatte in faccia perchè se una vita ha deciso di raccontare è necessario che questa sia il più possibile reale. E, credetemi, mai come questa volta, leggendo un libro, ho creduto di vedere la scena con i miei occhi, ed ho sofferto come poche volte mi capita di fare. Che poi, lo sapete, io sono avvezza ai thriller, alle cose crude, alle scene forti ma alcune di quelle lette in questo romanzo, forse perchè reali, plausibili, vere sono molto più difficili da immaginare di un qualsiasi libro horror che esiste. Ma resistete, andate avanti, anche quando vi sembrerà di non poter sopportare oltre perchè la Ward sa il fatto suo e saprà ricompensarvi.
Dodici giorni narrati e la sensazione di aver letto di anni e anni.
L'attesa e la preparazione all'uragano - il cui arrivo, invece, occupa una minima parte del libro - creano un'accentuazione del contesto difficile in cui questa famiglia vive; tutto è labile, indefinito, ed il lettore lo vive sulla sua pelle, come se fosse lì a picchiare con il martello su quelle assi che servono a riparare le finestre, come se si trovasse con Esch in bagno quando le due lineette le confermano una verità che sapeva già, come se le ferite di quei cani fossero le sue.
Quindi sì, ho sofferto. Sì, è stato duro arrivare alla fine. Sì, ho avuto i brividi per come alcune scene mi sono state raccontate ma, nonostante tutto vi dico: leggetelo, perchè una scrittura così non è facile trovarla, perchè arriverete alla fine pensando ne sia valsa la pena. Però vi dico anche: fatelo quando sarete pronti per leggere qualcosa che possa farvi male, ferirvi e segnarvi e non ne resterete delusi perchè questo tipo di libro, proprio come le ferite che lascia, è di quelli difficili da dimenticare. 
Perchè alla fine della sofferenza resta la speranza verso la vita, resta l'unione e la lealtà verso la famiglia, resta la vita!

VOTO:









lunedì 7 maggio 2018

BibliOmaggi #25


Buongiorno, buon lunedì. Passato bene il week end? Il mio è volato, come sempre, a causa del milione di cose da fare.
Rieccomi con una puntata di BibliOmaggi, per la prima volta con la nuova veste grafica. So che non è passato molto tempo dall'ultima volta ma non potevo non mostrarvi ciò che è arrivato nuovamente nella mia libreria!    
  • Fai piano quando torni di Silvia Truzzi, edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 272 pagine. Data pubblicazione: 08 marzo 2018.
    Di questo libro ho sentito parlare tanto e in modo contrastante. A me incuriosisce moltissimo quindi lo leggerò al più presto.
Sinossi: Margherita ha trentaquattro anni e un lavoro che ama. È bella, ricca ma disperatamente incapace di superare sia la scomparsa dell'adorato papà, morto all'improvviso otto anni prima, sia l'abbandono del fidanzato che l'ha lasciata senza troppe spiegazioni. Dopo un grave incidente d'auto si risveglia in ospedale. Qui incontra una signora anziana che da poco è stata operata al femore. Anna, oggi settantaseienne - nata poverissima, «venduta» come sguattera da bambina - ha trascorso la vita in compagnia di un marito gretto e di una figlia meschina, eppure ha conservato una gioia di vivere straordinaria. Merito delle misteriose lettere che, da più di mezzo secolo, scrive e riceve ogni settimana. I mondi di queste due donne sono lontanissimi: non fossero state costrette a condividere la stessa stanza, non si sarebbero mai rivolte la parola. Dopo i primi tempestosi scontri, però, fuori dall'ospedale il cortocircuito scatenato dalla loro improbabile amicizia cambierà in meglio la vita di entrambe.

  • Salvare le ossa di Jesmyn Ward, edito da NN Editore, che ringrazio per la copia, 320 pagine. Data pubblicazione: 16 aprile 2018.
    Una storia famigliare che mi incuriosiva un sacco, soprattutto perchè la Ward è la prima donna in assoluto ad aver vinto per ben due volte il prestigioso National Book Award, quest'anno con Sing Unburied Sing e nel 2011 proprio con Salvare le ossa! L'ho letto e finito, a breve troverete sul blog la recensione.
Sinossi: Un uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi all’emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. Nei dodici giorni che scandiscono l’arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia incombente. Salvare le ossa racconta la vita di ogni giorno con la forza del mito, e celebra la lotta per l’amore a dispetto di qualunque destino, non importa quanto cieco e ostile. Con una lingua intensamente poetica, dove ogni parola brucia come una lacrima non versata, Jesmyn Wardci trascina di pagina in pagina in un vortice di sole, vento, sangue e pioggia, lasciandoci, alla fine, commossi e senza respiro.
  • La scrittrice del mistero di Alice Basso, edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 320 pagine. Data pubblicazione: 26 aprile 2018. Adoro Alice, adoro Vani e Berganza quindi non potevo esimermi dal leggere il quarto e ultimo capitolo della loro storia! L'ho iniziato nel weekend e per ora posso solo dire che Alice non si smentisce.
Sinossi: Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché le permette di restarsene chiusa in casa a scrivere, incompagnia dei suoi libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non prova grande simpatia. Ma soprattutto perché così può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Un’empatia innata dalla quale trae puntualmente vantaggio il capo della casa editrice per cui Vani lavora. Lui sa che solo la sua ghostwriter d’eccezione è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori di thriller del mondo; perché adora i padri del genere giallo, da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Del resto Vani è la migliore e, se deve scrivere di misteri, lo è ancora di più. Persino la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e ha chiesto la sua collaborazione. E non è un commissario qualsiasi ad averlo fatto, bensì Berganza, la copia vivente dei detective di Raymond Chandler: fascino da vendere, impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che Vani e Berganza indagano a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio e l’altro, qualcosa dipiù profondo sembra unirli: altrimenti Vani non saprebbe come spiegare i crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. E il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Superare l’astio che prova per lui e decidere di aiutarlo è difficile, ma Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e può tessere trame più ordite del più fantasioso degli scrittori.
Grazie a una protagonista unica nel suo genere, Alice Basso si è fatta amare da lettori e librai. Le sue storie a tinte gialle, costellate di citazioni letterarie, creano dipendenza. Dopo il successo di L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Scrivere è un mestiere pericoloso e Non ditelo allo scrittore, un nuovo imperdibile romanzo in cui dare vita a un libro, risolvere un caso e accettare di essere innamorati sono tre passi complicati ma insolitamente legati tra di loro.


  • Il quaderno rosso di Michel Bussi, edito da edizioni e/o, che ringrazio per la copia, 448 pagine. Data pubblicazione: 09 maggio 2018. Se mi seguite sapete che adoro questo autore e lo ritengo uno dei più bravi giallisti contemporanei quindi non potevo non avere questo libro che uscirà tra due giorni. Ovviamente mi aspetto grandi cose!
Sinossi:  Leyli Maal è una donna maliana molto bella, madre di tre figli, che vive in un minuscolo appartamento della periferia di Marsiglia in compagnia di una collezione di civette e di una montagna di segreti. Quella che apparentemente è la vita tranquilla di un’immigrata ben inserita viene però scossa da due delitti sanguinari in cui sembra coinvolta la figlia maggiore Bamby, ventenne bellezza mozzafiato. I due omicidi si rivelano ben presto essere il coperchio del vaso di Pandora del racket dell’immigrazione clandestina, scoperchiato il quale vengono alla luce scheletri nell’armadio di personaggi insospettabili e agghiaccianti organizzazioni che lucrano sulla pelle dei più derelitti.

A cercare di dipanare la matassa è Petar Velika, un commissario fin troppo navigato, coadiuvato dal tenente Flores, giovane poliziotto tecnologico, ma senza esperienza sul campo, che si è innamorato degli occhi dell’assassina appena li ha visti sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. In quattro giorni e tre notti è un susseguirsi pirotecnico di cacce all’uomo, omicidi sventati o eseguiti, dirottamenti di yacht, traversate del Sahara, naufragi. È il misterioso tesoro di Leyli quello che in realtà tutti stanno cercando? O il suo diario segreto, il famoso quaderno rosso che contiene troppi nomi di intoccabili perché ci si possa permettere che venga trovato? E cosa c’entra in quell’intrico di delitti e bugie il pallone Morocco 2015 di Tidy, il figlio più piccolo di Leyli?
Che ne dite? Quale vi ispira? Vi auguro una splendida giornata.
A presto