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martedì 11 settembre 2018

Blogtour - Isola di Neve - Tappa 7 - Intervista a Valentina D'Urbano


Buongiorno lettori è con grande onore che oggi ospito la settima e ultima tappa del blogtour dedicato a Isola di Neve di Valentina D'Urbano edito da Longanesi, in uscita giovedì 13 settembre in tutte le librerie e store online.
Prima di lasciarvi al mio post, ossia l'intervista che ho fatto a Valentina, vi faccio un riepilogo delle tappe precedenti.

Tappe e contenuti del blogtour
- Tappa #1 -  Desperate Bookswife -  3 settembre 2018 
apertura e presentazione del blogtour
- Tappa #2 - Esmeralda Viaggi e libri - 4 settembre 2018
periodo storico e ambientazione 
- Tappa #3 - Sognando dietro ai libri - 5 settembre 2018
Focus Manuel - Edith (Con identikit grafico)
- Tappa #4 - Rachelsandmanauthor - 6 settembre 2018
Focus Neve - Andreas (Con identikit grafico)
- Tappa #5 - La ladra dei libri - 7 settembre 2018
Fuga + ricerca di se stessi (la fuga vista come nuova occasione per ricominciare)
- Tappa #6 - Diario di un sogno blog - 10 settembre 2018
L'amore nei libri di Valentina (Un viaggio attraverso i sentimenti nei romanzi con ESRATTI dell'ultimo libro)
- Tappa #7 - Un libro per amico - 11 settembre 2018
Intervista all'autrice

  Review party - 12 settembre 2018 - su tutti i blog

Ed ora passiamo all'INTERVISTA!




Daniela. Ciao Valentina, per prima cosa voglio farti i complimenti per la potenza narrativa che, come già capitato nei tuoi lavori precedenti, emerge da questa storia; è stato veramente un onore aver avuto la possibilità di leggerla in anteprima.
Come prima cosa vorrei chiederti come nascono i tuoi romanzi. Prendi spunto da qualcosa che ti colpisce nella vita reale o sono totalmente frutto della tua fantasia?

Valentina. Ciao e grazie per i complimenti! Per rispondere alla tua domanda: Nei miei romanzi c’è sempre uno spunto reale da cui parte tutto. Magari è solo un dettaglio, una mia esperienza rielaborata e ingrandita a dismisura, ma c’è sempre qualcosa che mi appartiene. Spesso è un elemento così minuscolo che non me ne accorgo neanche io, se non a romanzo finito. Ma è ovvio che la realtà che mi circonda, i luoghi, le atmosfere, mi colpiscono e finiscono poi per riversarsi nelle pagine che scrivo. Mentre scrivevo Isola di Neve sono partita per l’Islanda. Ho scritto una parte del mio romanzo viaggiando sulla Ring Road, tra iceberg e cascate e vulcani. E ti assicuro che, nonostante Novembre, l’isola del libro, sia collocata nel Mediterraneo, l’influenza del mio viaggio si fa sentire.


D. Andreas - ma in realtà anche Neve, Edith e Manuel - sembrano personaggi realmente esistiti; spesso leggendo avevo l'impressione di avere tra le mani una biografia. Cosa c'è di reale in loro?
Io ho provato a documentarmi e ci sono quasi rimasta male quando non ho trovato nessuna traccia dell'esistenza di quel violinista bello e dannato!

V. Non c’è nulla di reale, è tutto nella mia testa! Tuttavia, credo che l’importante, quando si tratta di fiction sia che i personaggi siano realistici, che possano trovare senza problemi una collocazione sia nella realtà parallela in cui si muovono, sia nella nostra realtà. Parlando da lettrice e non da scrittrice: per me una storia è più potente quanto più sembra realmente accaduta.


D. Parliamo dell'ambientazione. Da amante di Acquanera sono stata felicissima di ritrovare in questo romanzo le atmosfere cupe che tanto mi avevano affascinato in quel romanzo. Anche in quel caso l'acqua era un elemento con un ruolo fondamentale nello svolgimento degli eventi. C'è una ragione particolare? C'è qualcosa che ti lega a questo elemento?

V. Io provo un grande amore per il mare e per l’acqua in generale. Se vogliamo metterla dal punto di vista astrologico, sarà colpa del mio segno, sono del cancro, che è un segno d’acqua. Se vogliamo metterla sul piano pratico, ho sempre amato il mare come concetto di vita e rinascita. E non parlo delle spiagge affollate e caotiche delle vacanze. Preferisco l’oceano freddo del nord europa o il mare d’inverno, o proprio come in Isola di Neve, un mare aspro e difficile da contrastare. Diciamo che, pur essendo nata e cresciuta a Roma, vivo il mare come una che ci è nata.


D. Durante la lettura ho spesso sentito sulla mia pelle le emozioni vissute dai personaggi ed ho avuto l'impressione che anche tu, scrivendole, le abbia sentite, altrimenti non mi spiego l'enorme capacità nel raccontarle. Se la mia intuizione è vera, quale di quelle emozioni ti ha provato di più?

V. La sofferenza di Neve. Neve è un personaggio a cui la vita non ha fatto sconti. Soffre e non riesce mai a darlo a vedere, non riesce mai a esprimere il dolore, a dargli un nome. Raccontare emozioni negative è un’esperienza dolorosa in sé per sé, e per renderla bene sulla pagina, bisogna provarla insieme al proprio personaggio. Ci sono molte emozioni che possono essere trasformate in narrazione. Con un po’ di tecnica possono risultare reali e profonde. Ma secondo me, per descrivere il dolore lo devi provare, ed è necessaria una profonda connessione con la vita immaginaria che stai raccontando.


D. I luoghi dei tuoi romanzi sono spesso molto particolareggiati nelle descrizioni ma hanno dei nomi inventati, un po'come se tu volessi lasciare al lettore la possibilità di farli propri riconducendoli a luoghi da lui conosciuti. In questo caso però sono troppo curiosa e ti chiedo: vuoi rivelarci se hai preso spunto da luoghi reali per Novembre e per Santa Brigida? Anche in questo caso ho provato a documentarmi ed ho trovato tantissime isole italiane, di cui non avevo idea, che in passato hanno ospitato carceri ma non sono riuscita a localizzare quella a cui puoi aver pensato tu.

V. L’idea originaria è nata da Ventotene e dall’isola di Santo Stefano, dove fino al 1965 era presente un carcere. Ovviamente a livello geografico Novembre e Santa Brigida sono molto diverse da Ventotene e Santo Stefano, ma l’idea per questa storia è partita proprio da lì.


D. Quanto è difficile scrivere portando avanti un parallelismo temporale come quello che hai usato tu in Isola di Neve, riuscendo ad intrecciare così bene le due storie e per di più al momento giusto?

V. È stato un lavoro molto lungo e complesso, soprattutto in fase di organizzazione. Scrivere la scaletta mi ha tolto il sonno per varie notti. Di solito impiego circa sei mesi per scrivere un romanzo. Con Isola di Neve ci ho impiegato un anno e mezzo proprio perché sono due storie diverse che procedono in parallelo. È stato difficile, ma credo di esserci riuscita!


D. Molti scrittori dicono che le loro storie gli vengono raccontate direttamente dai personaggi durante la stesura, altri che si attengono ad una rigida e precisa scaletta realizzata ancora prima di cominciare a scrivere, altri ancora che partono scrivendo il finale. Tu a quale filone appartieni?

V. Dipende dalla storia. Nel caso di Isola di Neve, dato che si trattava di due storie, intrecciate come in una caccia al tesoro, ho dovuto per forza stilare una scaletta per arrivare dove volevo al momento che volevo. Per quanto riguarda gli altri libri ho usato un metodo un po’ più libero. Comunque sia, ho sempre ben chiaro in mente dove e come la storia deve finire.


D. Qual è il personaggio da cui hai fatto più fatica a staccarti a fine lettura?

V. Neve, ovviamente. È la mia protagonista, il personaggio a cui mi sono più affezionata.


D. Prima di salutarti ti faccio un'ultima domanda: c'è una playlist che ti ha accompagnato durante la scrittura ma, soprattutto, hai voglia di condividerla con noi?

V. Un anno e mezzo è un periodo di tempo molto lungo per ascoltare una sola playlist. Gli artisti che mi hanno fatto compagnia durante i miei periodi di scrittura sono tanti. Ho ascoltato Eddie Vedder, i Sigur Ros, l’immancabile De André, i Mogway, Ludovico Einaudi, Yiruma e Daniel Jang oltre ovviamente alla musica classica su cui mi sono fatta una discreta cultura mentre facevo ricerche per il romanzo.



E con questo è tutto, spero che questa intervista possa avervi incuriositi ancora di più perchè questo libro vale! Vi aspettiamo domani con il review party e le nostre recensioni in anteprima.

6 commenti:

  1. Che bella intervista, Dany, e finalmente posso dirlo, che bel romanzo.
    Lo sto centellinando, con la scusa del poco tempo per via dell'esame da preparare, ma dopo la delusione del precedente ho ritrovato tutta l'emozione a cui Valentina ci aveva abituato. Per fortuna, mi mancano ancora duecento pagine per arrivare alla fine.

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    1. E vedrai che finale! Comunque sì, è proprio un bellissimo romanzo.
      Sono contenta che l'intervista ti piaccia, ho cercato di togliermi le curiosità che avevo! ;)

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  2. Bellissima intervista, complimenti.

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