venerdì 28 luglio 2017

Letture con Marina #19

Buongiorno lettori! È di nuovo venerdì e torna una nuova puntata della rubrica Letture con Marina. Ultima puntata prima della pausa estiva, ritroverete questa rubrica a settembre.
Prima di lasciare a Marina la parola volevo ringraziare calorosamente Anna Da Re della Mondadori che ci ha gentilmente fatto avere questo ebook.

 
Lasciate andare le emozioni del Premio Strega, vinto quest’anno da Paolo Cognetti con il suo romanzo Le Otto Montagne, che leggerò in questa calda ed afosa estate 2017. Lasciato il cuore all’interno dell’intenso romanzo di Jung-Myung Lee: La guardia, il poeta e l’investigatore – che grazie al Premio Bancarella ho potuto leggere e di cui mi sono innamorata… (Premio Bancarella vinto quest’anno da Matteo Strukul con il suo romanzo sulla saga “I Medici”). Insomma, bando a tutte le emozioni da Premio e relativi strascichi polemici.

Riprendiamo il percorso iniziato un paio di settimane fa ed addentriamoci ne:                                                             
IL PERIODO ASIATICO
Abbandoniamo anche il mondo delle famiglie omosessuali e ci immergiamo in una nuova tipologia di famiglia allargata: la famiglia della polizia, con il thriller:
SEI QUATTRO

Autore: Hideo Yokoyama
Casa editrice: Mondadori
Traduzione: Laura Testaverde
Pagine: 581
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017

Sinossi: Se Mikami Yoshinobu, il capo ufficio stampa della polizia regionale, potesse trasferire lo sconforto che prova nel corpo di un suo nemico, quest'ultimo stramazzerebbe di schianto per il dolore: sua figlia Ayumi è scappata da casa, a soli sedici anni, e da tre mesi è introvabile. L'ultima volta che Mikami l'ha vista era accovacciata al buio in un angolo della sua stanza e si colpiva il volto con i pugni, se lo graffiava. "Non la voglio questa faccia" gridava. Ayumi era convinta di avere un viso bruttissimo, come quello del padre.
Questo straordinario crime giapponese, paragonato dal "Guardian" ai romanzi di Stieg Larsson, si apre con una scena all'obitorio dove Mikami, appunto, è stato chiamato per identificare un corpo di ragazza, forse quello della figlia. Che non è, con sollievo dell'ex ispettore.
Per ovvie associazioni, dolorosi ricordi si fanno strada nella mente del poliziotto riportandolo al 1989, il sessantaquattresimo e ultimo anno dell'era Swúva, e a un problematico caso che la polizia all'epoca non era riuscita a risolvere. Una bambina era stata rapita e uccisa, nonostante il pagamento del riscatto richiesto. I colpevoli mai trovati.
L'impopolare caso Sei Quattro, come era stato chiamato, che da anni ormai aveva steso un'ombra sulla credibilità del dipartimento e delle istituzioni, in una società dove il primo comandamento è quello di "non lasciare mai un crimine impunito". Un caso che riemerge drammaticamente ora, dopo quattordici anni, dal momento che il capo della Polizia Nazionale vuole venire in visita per scusarsi ufficialmente con la famiglia della fanciulla uccisa.
Piccoli fuochi si accendono nella memoria di Mikami, forse un'anomalia nelle procedure, forse alcuni comportamenti non chiari dei colleghi, forse alcuni vuoti nel castello di una burocrazia vasta e complessa. Lentamente, in modo inesorabile, la maledizione del caso Sei Quattro riprende la sua forma più spaventosa per attirare nuove vittime nella tenebra.
RECENSIONE:

Definito thriller, ma in realtà meglio sarebbe definirlo un “procedural amministrativo” o ancora un antesignano del “bureaucracy thriller”, che proprio con questo autore giapponese apre la via ad un nuovo genere di thriller/poliziesco.
E questa opera corposa edita dalla Mondadori parte subito con un ossimoro, premendo lentamente sull’acceleratore, sia per l’ambigua copertina che ritrae il volto di una giovane donna attraverso un vetro zigrinato, che ne cela di fatto le fattezze, sia con l’apertura del romanzo stesso, che punta subito su un avvenimento dolorosissimo nella vita di qualsiasi genitore: il riconoscimento in obitorio del possibile corpo della figlia. La famiglia che seguiamo in questo passaggio tragico e traumatizzante, comunque si risolva il riconoscimento, appartiene al protagonista della vicenda, Mikami Yoshinobu, ex poliziotto della sezione della polizia ed ora – suo malgrado – capo ufficio stampa della polizia della città di “D” (la città non verrà mai nominata).
 
La trama del romanzo, unitamente alla copertina, mi avevano attirata tra le spire di questo romanzo, che non mi pareva thriller da cardiopalma, ma piuttosto da “Cold Case”, i così detti casi non risolti che una squadra dedicata tenta di risolvere, nonostante la lontananza temporale dall’omicidio. Ed infatti, in questa vicenda il rapimento di una bimba di 7 anni era avvenuto ben 14 anni prima e si era concluso con il ritrovamento della bimba uccisa, nonostante il riscatto pagato dal padre. L’autore ci darà conto del curioso titolo del romanzo all’interno del volume – e darne qui spiegazione sarebbe rubare parte della triste e poetica motivazione all’origine del significato.
Come dicevamo, in questo romanzo si innestano una serie di storie, i cui personaggi sono incasellati magistralmente come in una piramide, un po’ come ci si aspetta che sia la società giapponese: ciascuno deve avere la sua posizione, altrimenti il castello di ordine ed obbidienza che ne deriva rischia di crollare ad ogni istante. 
 
 La storia principale che fa da filo conduttore e che viene richiamata continuamente all’attenzione del lettore è appunto il rapimento e l’omicidio della piccola Shoko, avvenuto 14 anni prima dei fatti che prendono avvio ora, nel momento in cui leggiamo, anno del Signore 2003. Siamo nella città di “D” e questo crimine mai risolto, resta macchia indelebile nell’operato della polizia di questa città. Ciò che viene preso in esame, dal punto di vista particolarissimo di Mikami, è un continuo oscillare tra il desiderio di ritornare ad essere un poliziotto e di contro il desiderio di onorare il nuovo incarico che gli è stato rifilato, nonostante la posizione teoricamente più importante di capo ufficio stampa della polizia. Che però, per la natura stessa di questa posizione, lo porta in contrasto con il suo essere profondamente poliziotto. Un’indecisione che durerà quasi tutto il romanzo e che lo porterà a scoprire un po’ alla volta tutto ciò che era accaduto nel 1989, quando aveva seguito una parte del caso della piccola bimba assassinata. E che ci farà apprezzare vieppiù i contrasti di una società così lontana dalla nostra e le procedure degli ambienti legati al dipartimento di Polizia, oltre ad allargarsi per farci conoscere l’ambiente lavorativo in genere. 
Ho parlato di “procedural o bureaucracy thriller” proprio perché tutti i ragionamenti che Mikami farà lo porteranno sempre più vicino al marcio accaduto ai tempi del rapimento e all’intricatissima ragnatela di colpi di scena all’ultimo sangue tra gli alti vertici del reparto amministrativo di “D” e di Tokyo e la mobile della polizia di “D”. Incontreremo vari tipi di umanità – qui non più legati alla sola società giapponese ma di stampo tipicamente umano – e tra invidie e rivalità, giochi di potere, verità sottaciute e poi nascoste, scontri tra polizia e giornalisti, decisioni unilaterali prese ai più alti vertici, emergerà una sola ed unica verità: l’amore di un padre per la propria figlia e la tenacia disperata di dare un volto all’assassino. 
Insieme all’onore di stampo tipicamente nipponico, votato all’estremo, fino al sacrificio personale. Dopo che già la propria famiglia era uscita distrutta da questa nera vicenda. E se da un lato un padre mette in gioco tutta la sua vita per dare pace al proprio cuore ed alla figlia che aspetta da anni una giustizia tardiva, dall’altra un padre, dopo un lungo periodo di acquiescenza ed asservimento al proprio lavoro, lentamente ma in modo inesorabile scopre che in realtà lui la sua famiglia non la vedeva se non attraverso un vetro, sempre poco presente e incapace di prendere in mano il destino di questa piccola società familiare che il destino gli aveva regalato. Incapace di capire l’amore di una moglie per un uomo molto brutto. Incapace di vedere i problemi patologici della figlia che non si accetta, finchè un lungo e doloroso processo di negazione di sé, che sfocia da parte di Mikami in un atto violento, porta la figlia sedicenne a scappare di casa. E non è un caso che all’inizio io abbia parlato anche di “famiglia appartenente al ns protagonista”. In questo romanzo vengono portate in luce alcune delle peculiari caratteristiche della società giapponese, tra cui anche un maschilismo palese (talvolta mascherato da un soffocante senso di paternalismo), che non lascia possibilità di scelta alla donna giapponese. Che resta relegata al ruolo di moglie e madre di famiglia, anche se in gioventù aveva intrapreso una professione extra-casalinga.
 
Ed è proprio qui che inizia il romanzo: con una coppia di genitori che la grande famiglia della polizia aiuta nel cercare la figlia scappata e introvabile oramai da lungo tempo. Una ricerca che incatena al contempo Mikami al Direttore del Dipartimento Amministrativo, che lo ricatta velatamente con la ricerca della figlia scomparsa. E in tutto questo, l’assassino di quattordici anni prima si fa nuovamente vivo, rapendo questa volta una ragazza di diciassette anni…
Arrivata alla conclusione del romanzo, non senza una meravigliante sorpresa per il finale ben orchestrato, mi sono chiesta se lo scrittore avrebbe potuto accorciare un po’ questa sua corposa opera, dato che questa si dipana in modo necessariamente lento: ma riandando con la mente alla ragnatela di intrighi, al raffinato sistema di rapporti relazionali all’interno della società e delle istituzioni nipponiche, al racconto della vita dei poliziotti domiciliari dedicati al Caso Sei Quattro, alla storia della famiglia di Mikami e della moglie Minako e della figlia Ayumi – e soprattutto ai ragionamenti e alle varie discussioni di Mikami con colleghi e superiori, mi sono detta che accorciarlo in una qualsiasi della parti sopra citate avrebbe tolto parte della raffinatezza con cui l’autore ha cesellato ogni singola e concatenata parte del romanzo.
Avviso ai naviganti quindi: se siete in cerca di un thriller o comunque di un romanzo “adrenalinico”, resterete delusi. Ma se siete dei lettori curiosi, pazienti ed attratti da storie molto articolate e che si dipanano con raffinata e ben orchestrata grazia e commovente poesia, oltre ad apprezzare gli intrighi di palazzo, resterete affascinati da questo particolare affresco. Oltre ad entrare nei meandri di menti legate ad un’educazione e ad un’istruzione completamente diverse dalle nostre.
Dopo aver quindi curiosato ulteriormente nel vissuto nipponico a cavallo tra i due secoli – diciamo tra gli anni 1980 e 2010 circa – desidero salutarVi ed augurarVi una buona estate. Ci risentiamo a Settembre, al rientro dalla ferie.
A presto,
                             

giovedì 27 luglio 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #3 - Quinta Tappa - Il libro di Charlotte di R.J. Palacio

Buongiorno carissimi! Ci siamo, siamo arrivati alla fine di questo GDL che ci ha portato a leggere la serie Wonder Story di R.J. Palacio edito da Giunti e che, rispetto ai precedenti, è proprio volato!   Oggi parliamo de Il libro di Charlotte, quarto ed ultimo volume della serie.
Chiunque può partecipare a questo gruppo di lettura, unica regola: voglia di spoilerare con noi su questa serie per ragazzi tanto famosa e di cui si è tanto parlato in rete.
Prima di cominciare vi ricordo le tappe relative ai diversi volumi.

WONDER
29 giugno 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 0 a pag. 168 (prime quattro parti). Link qui.
06 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 171 a pag. 285 (dalla parte quinta fino alla fine del libro). Link qui.




IL LIBRO DI JULIAN
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
13 luglio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 0 a pag. 121, ovvero tutto il libro. Link qui.





IL LIBRO DI CHRISTOPHER
20 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 120 ovvero l'intero libro. Link qui.







 

IL LIBRO DI CHARLOTTE
27 luglio 2017 - Un libro per amico: commenteremo da pagina 0 fino a pagina 156, ovvero tutto il volume.








ATTENZIONE SPOILER!!!!!
L'autrice in queste pagine ci presenta il punto di vista di Charlotte, l'unica ragazza chiamata dal signor Kiap a "prendersi cura" di Auggie al suo arrivo nella scuola. Sin dal primo libro questa figura è apparsa parecchio combattuta e contraddittoria nei comportamenti ed ora capiamo il perchè.
Posso dirlo che forse questo è il punto di vista che mi è piaciuto meno? Forse perchè le ragazze mi sono sembrate eccessivamente frivole... Veramente le femmine sono così? Incapaci di prendere una posizione per non essere escluse da gruppi o per farsi belle agli occhi dei ragazzi? Non so, io sono cresciuta da un po' ma se penso a quell'età ricordo una me un po' più matura rispetto a Charlotte, a Ximena, a Ellie e a tutte le altre ragazzine che popolano le pagine del romanzo.
Da subito appare chiaro che Summer sia l'unica che fregandonsene delle apparenze prova a conoscere August per quello che è, e l'unica a battersi perchè nessuno si prenda gioco di lui. Neanche Ximena che, scopriremo dopo, ha un fratellino down riesce a prendere una posizione concreta verso Auggie e tende, invece, a prenderlo in giro come tutti gli altri.
Certo, Charlotte fa il gesto di consegnare a Jack la lista degli schieramenti, ma solo perchè ha una cotta per lui e non perchè vuole veramente fare del bene, infatti fa in modo che nessuno lo scopra.
Carina l'evoluzione dell'amicizia tra le tre ragazze prese al balletto - Ximena, Summer e Charlotte - che capiscono quanto basarsi sulle apparenze possa essere superficiale, e altrettanto carina la ricerca del senzatetto che Charlotte e Summer erano solite vedere sul marciapiede e che sembra scoparso.
Lo stile resta quello che conosciamo: fluido e semplice ma diretto.
Con questo si conclude il mio pensiero e questo GDL.
Ci rivediamo a settembre per un nuovo Gruppo di Lettura!!!

mercoledì 26 luglio 2017

Coming soon #20 - Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi

Buongiorno lettori, come state? Io molto bene visto che è già mercoledì, giorno in cui la settimana inizia ad andare in discesa verso il fine settimana. Oggi vi parlo di un libro che uscirà a settembre per Mondadori, un libro che, sicuramente, molti di voi non vedranno l'ora di avere tra le mani. Si tratta del nuovo romanzo di Fabio Genovesi.
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Titolo: Il mare dove non si tocca
Autore: Fabio Genovesi
Genere:
Narrativa
Pagine: 324
Costo: 19.00 €
Pubblicazione: 05 settembre 2017 - Mondadori

Descrizione: Fabio ha sei anni, due genitori e una decina di nonni. Sì, perché è l'unico bimbo della famiglia Mancini, e i tanti fratelli del suo vero nonno – uomini impetuosi e pericolosamente eccentrici – se lo contendono per trascinarlo nelle loro mille imprese, tra caccia, pesca e altre attività assai poco fanciullesche. Così Fabio cresce senza frequentare i suoi coetanei, e il primo giorno di scuola sarà per lui un concentrato di sorprese sconvolgenti: è incredibile, ma nel mondo esistono altri bambini della sua età, che hanno tanti amici e pochissimi nonni, e si divertono tra loro con giochi misteriosi dai nomi assurdi – nascondino, rubabandiera, moscacieca. Ma la scoperta più allarmante è che sulla sua famiglia grava una terribile maledizione: tutti i maschi che arrivano a quarant’anni senza sposarsi impazziscono. I suoi tanti nonni strambi sono lì a testimoniarlo. Per fortuna accanto a lui c’è anche un padre affettuoso, che non parla mai ma con le mani sa aggiustare le cose rotte del mondo. E poi la mamma, intenzionata a proteggere Fabio dalle delusioni della vita, una nonna che comanda tutti e una ragazzina molto saggia che va in giro travestita da coccinella. Una famiglia caotica e gigantesca che pare invincibile, finché qualcosa di totalmente inatteso la travolge. Giorno dopo giorno, dalle scuole elementari fino alle medie, il protagonista cerca di crescere nel precario equilibrio tra un mondo privato pieno di avventure e smisurato come l’immaginazione, e il mondo là fuori, stretto da troppe regole e dominato dalla legge del più forte. Tra inciampi clamorosi, amori improvvisi e incontri straordinari, in un percorso di formazione rocambolesco, commovente e stralunato, Fabio capirà che le nostre stranezze sono il tesoro che ci rende unici e intanto scoprirà la propria vocazione di narratore perdutamente innamorato della vita.
 
Fabio Genovesi: (Forte dei Marmi, Lucca, 1974) oltre a Esche vive ha pubblicato, per Mondadori, i
romanzi Versilia Rock City e Chi manda le onde (Premio Strega Giovani 2015), il diario on the road della sua avventura al Giro d'Italia Tutti primi sul traguardo del mio cuore e, per Laterza, il saggio cult Morte dei Marmi. Collabora con il "Corriere della Sera" e sta scrivendo per "Io Donna" una serie di reportage letterari dai bar dei luoghi più sperduti d'Italia.


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Sono una delle poche che ancora non ha letto il suo famosissimo Chi manda le onde ma lo farò presto, nel frattempo credo che prima leggerò questo a settembre! E voi? Amate questo autore? Leggerete questo libro?


lunedì 24 luglio 2017

Shopping letterario #43

Ciao a tutti, come va? State ancora boccheggiando in città o siete tra quei fortunati che sono già in vacanza? Io ne avrò ancora per un paio di settimane mi consolo ripensando ai miei acquisti dell'ultimo mese dai quali attingerò ache per scegliere i libri che, poi, mi porterò in vacanza! 
Questi acquisti sono frutto di due incursioni diverse in libreria. I primi recuperati usati da Libraccio, i secondi comprati grazie all'utilizzo di un buono Vodafone di 10 euro da Mondadori!

Acquisti Libraccio
  • Milioni di farfalle di Eben Alexander edito da Mondadori, 204 pagine. Me lo sono ritrovato tra le mani per caso e mi ha incuriosito. Peccato che poi non mi abbia entusiasmato. Già letto e recensito qui.
Sinossi: "Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che avessi mai visto... Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente. C'era qualcuno vicino a me: una bella fanciulla dagli zigomi alti e dagli occhi intensi. Eravamo circondati da milioni di farfalle, ampi ventagli svolazzanti che si immergevano nel paesaggio verdeggiante per poi tornare a volteggiare intorno a noi. Non fu un'unica farfalla ad apparire, ma tutte insieme, come un fiume di vita e colori che si muoveva nell'aria." Queste sono alcune delle parole usate da Eben Alexander, neurochirurgo e professore alla Medicai School dell'università di Harvard per descrivere il Paradiso. Il dottor Alexander è uno scienziato che non ha mai creduto alla vita dopo la morte eppure è toccato a lui esserne testimone. Nel 2008 ha contratto una rara forma di meningite e per sette giorni è entrato in coma profondo che ha azzerato completamente l'attività della sua corteccia cerebrale. In pratica il suo cervello si è completamente spento, eppure una parte di lui era ancora vigile e ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso. Al suo risveglio il dottor Alexander era un uomo diverso, costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte: esiste una vita oltre la vita, esiste il Paradiso ed è un luogo d'amore e meraviglia. "Milioni di farfalle" è la testimonianza di questa esperienza.
 
  • Grazie dei ricordi di Cecelia Ahern edito da Sonzogno, 413 pagine. Ho già letto altro della Ahern in passato e visto che questo libro costava pochissimo mi sono lasciata tentare!
Sinossi: Joyce è una giovane donna il cui matrimonio sta andando in pezzi. Dopo un terribile incidente, dal quale si salva solo grazie a una trasfusione di sangue, decide di tagliare il fragile filo che ancora la tiene legata al marito e di tornare nella casa paterna, e qui cominciano ad accaderle cose stranissime: ricorda fatti che non dovrebbe ricordare, ha visioni di un passato che non è il suo, scopre di saper parlare latino, francese, italiano e di essere esperta d'arte, e ogni notte sogna una bambina bionda che non conosce. Justin è un professore americano studioso d'arte e del Rinascimento italiano. È a Dublino per tenere dei corsi all'università, e per stare vicino alla figlia che, dopo il divorzio dei genitori, si è trasferita a vivere con la madre. Si è fatto convincere da una collega a dare il suo contributo alla Giornata del Donatore di Sangue: è la prima volta in vita sua che prende una decisione d'impulso. Quando, giorni dopo, comincia a ricevere dolci, fiori e piccoli doni sempre accompagnati da bigliettini anonimi su cui c'è scritto solo "Grazie", è più che mai determinato a trovare chi glieli manda. Joyce e Justin, l'una indipendentemente dall'altro, iniziano un viaggio alla scoperta di se stessi. Si rincorrono. Si riconoscono senza conoscersi. Si sfiorano senza incontrarsi tra la folla di una splendida Dublino che fa da cornice alla loro avventura.

  • Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti edito da Einaudi, 358 pagine. Anche di Ammaniti ho letto diversi libri che mi hanno sempre soddisfatto quindi mi ci sono buttata senza riflettere più di tanto.
Sinossi: Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

Acquisti Mondadori
  • Sei come sei di Meliania G. Mazzucco edito da Einaudi, 235 pagine. Con questa autrice ho avuto un percorso un po' altalenante. Ho letto e adorato Il bassotto e la regina - recensione qui - e sono invece rimasta delusa da Un giorno perfetto - recensione qui - quindi questo sarà il libro che magari potrà farmi fare pace con questa autrice oppure al contrario mi farà decidere che non fa per me! Da notare che con i due Einaudi ho ricevuto in regalo il telo mare, che ha più la consistenza di uno strofinaccio da cucina ma che comunque è carino!
Sinossi: Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, "Sei come sei" narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

  • Maschio bianco etero di John Niven edito da Einaudi, 362 pagine. Un autore che ho adorato nel suo A volte ritorno - recensione qui - e che non vedo l'ora di leggere in questo libro che mi ispira da sempre!
Sinossi: Kennedy Marr è un donnaiolo, un egocentrico, un narciso. Un uomo baciato dal successo, uno di quei bastardi a cui la vita ha servito le carte migliori. E ha scoperto che Hollywood è un posto formidabile per praticare gli eccessi. Nulla al mondo lo convincerebbe a lasciare la California per tornare nello sprofondo inglese. Ma non ha fatto i conti con l'Agenzia delle entrate. Così, quando inopinatamente viene insignito di un prestigioso - e ricco - premio letterario è costretto ad accettare. Anche se ciò significa passare un anno in un college inglese a insegnare scrittura creativa a dei pivelli senza talento. E soprattutto ritrovarsi faccia a faccia coi fantasmi del passato.

  • Il segreto della casa sul lago di Kate Morton edito da Pickwick, 520 pagine. Era l'unico libro di questa autrice che mi mancava e, anche se ancora non li ho letti tutti, non potevo assolutamente non prenderlo, approfittando per di più di uno sconto del 25%!
Sinossi: Cornovaglia, giugno 1933. La casa di campagna della famiglia Edevane è pronta per la festa del Solstizio. Ma quando arriva mezzanotte, mentre i fuochi d'artificio illuminano il cielo, il piccolo Theo scompare senza lasciare traccia. Settant'anni più tardi, una giovane donna alle prese con i propri demoni scopre l'antica casa abbandonata e decide di risolvere il mistero che la circonda. Porterà alla luce un segreto del passato più presente che mai.



E con questo è tutto! Cosa ne dite? Vi piacciono? Quali leggereste e quali invece non prendereste neanche in considerazione?



venerdì 21 luglio 2017

Coming soon #19 - Nonostante il destino di Angela Iezzi

Ciao carissimi lettori, come state? Oggi sono qui per parlarvi di un libro che uscirà a giorni per Newton Compton. Si tratta del secondo romanzo di Angela Iezzi che io avevo conosciuto grazie al suo esordio Gli effetti speciali dell'amore che avevo recensito qui.
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Titolo: Nonostante il destino
Autore: Angela Iezzi
Genere:
Romance
Pagine: 256
Costo: 4.99 € ebook
Pubblicazione: 08 agosto 2017 - Newton Compton

Descrizione: Gillian Chetwode-Talbot è una ragazza semplice con un grande sogno nel cassetto: aprire un suo negozio di cappelli artigianali. In visita dalla nonna paterna, a Fall River, Gil trova il locale ideale per realizzare finalmente il suo sogno. Il posto va ristrutturato, ma lei non si scoraggia e inizia i lavori, finché non scopre che non tutti gli inquilini del palazzo sono favorevoli alla rumorosa attività di ristrutturazione. Jared, il ragazzo misterioso che abita al piano di sopra, sembra piuttosto restio a tollerare il frastuono e fa di tutto per sabotarla. L’astio che nasce tra i due, però, si trasforma ben presto in qualcosa di diverso. Gil inizia a scoprirsi particolarmente incuriosita dall’uomo che abita al piano di sopra e che sembra condurre una vita piuttosto ritirata. Cosa nasconde Jared? Scoprirlo potrebbe rivelarsi più sorprendente di quanto Gil sia disposta ad accettare
 
Angela Iezzi: Nata nel 1987 a Lanciano, si è laureata in Organizzazione e Relazioni Sociali all’Università di Chieti. Lavora insieme alla sorella in un centro ricreativo di cui è la titolare. Lettrice da sempre, d’animo romantico, ha iniziato ad appassionarsi alla scrittura durante il periodo universitario, tra un esame e l’altro.
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Che ne dite, vi ispira? Io spero di riuscire a leggerlo durante le vacanze anche se la lista è già interminabile! hihihihihi


mercoledì 19 luglio 2017

Recensione #199 - Le coincidenze dell'estate di Massimo Canuti

Ciao a tutti! Periodo ricco di recensioni e belle letture. Letture fresche, intense, ricche di emozioni e di spunti di riflessione!
Oggi vi parlo di Le coincidenze dell'estate di Massimo Canuti, edito da edizioni e/o, pag. 232.

Sinossi: Milano, estate. Vincenzo è un adolescente particolare: ha pochi amici, è amante della musica metal e degli skate, e non sa ancora bene se è attratto dai ragazzi o dalle ragazze. Italo è un uomo di circa cinquant'anni che un giorno si sveglia su un marciapiede e non ricorda nulla del suo passato. Comincia a vivere come un barbone cercando di ricostruire la sua identità finché non finisce per caso nell'androne del palazzo di Vincenzo. Il ragazzo ha un lampo, sembra riconoscerlo, ma fa finta di non averlo mai visto prima. Dove ha incontrato quell'uomo? E come ha fatto Italo a perdere la memoria? Ma ecco che in loro soccorso arriva Evelina, anziana inquilina del palazzo ed ex parrucchiera dei divi di Cinecittà. Sarà proprio lei, con la sua eccentrica vitalità e tenera presenza, a riannodare i fili di un passato fatto di bugie e risentimenti. "Le coincidenze dell'estate" è un romanzo sull'amicizia inaspettata che può nascere fra tre persone di generazioni diverse, ma non solo. Parla della difficoltà di crescere in una famiglia a pezzi, della scoperta dell'omosessualità, del coraggio di uscire allo scoperto; è un romanzo sulla crudeltà del mondo del lavoro e su quanto sia traumatico ripartire da zero dopo aver perso tutto. Ma è soprattutto un romanzo sulla scoperta della propria identità. Tra sorelle circensi, suonatori di polka e ragazzine provocanti, Massimo Canuti scrive un libro che a tratti assume la forma del giallo. Il tutto nell'insolita cornice di una Milano afosa, lenta e deserta, lontana dallo stereotipo della città fredda, svelta e indifferente che non lascia spazio a nessun contatto umano.

Quando ero solo una studentessa di architettura ci assegnarono un lavoro di gruppo: avremmo dovuto studiare una piazza milanese dal punto di vista architettonico. Al mio gruppo capitò Piazza del Tricolore, una piazza che non avevo mai sentito nominare in vita mia - Milano è enorme ed anche una milanese come me ne conosce solo una minima parte, quella che normalmente frequenta di più - ma che, una volta intercettata si rivelò essere una piazza in una zona molto centrale nonchè molto facoltosa. Durante il sopralluogo, oltre ad ammirare le costruzioni di pregio che si affacciano sulla piazza, mi ritrovai ad osservare un lungo serpentone di persone, principalmente anziani italiani che scoprii essere in fila per la mensa dei poveri. Una dicotomia che subito mi apparve assurda, beffarda. Se da quei palazzi con le facciate in marmo uscivano donne ingioiellate ed uomini visivamente benestanti, pochi metri più in là c'erano persone con l'umiliazione negli occhi in fila per un pasto caldo. La stessa dicotomia la si può trovare a poco meno di un chilometro di distanza, varcando il cancello di ingresso dei giardini pubblici di Porta Venezia di mattina presto, in cui alle tate filippine che accompagnano ai giochi del parco dei bambini biondissimi ed abbigliati con vestiti firmati, si contrappongono, distesi sulle panchine, clochard di tutte le età , che di quelle panchine hanno fatto la loro casa. È qui che Massimo Canuti  ambienta il suo libro, in quel chilometro di città in cui c'è tutto ed il contrario di tutto ed è di questa dicotomia che questo libro fa il suo punto di forza.
Dicotomia palese anche nei due protagonisti, che non potrebbero essere più diversi.
Vincenzo, è un adolescente che abita in un palazzone "bene" di Porta Venezia; figlio di genitori separati vive in casa con la madre che lavora nella tv e che riempie le mancanze del figlio non con la propria presenza ma lasciandogli bigliettini di spiegazioni e importanti somme di denaro per comunicare al figlio i suoi lunghi viaggi di lavoro all'estero. Vincenzo avrebbe bisogno di una guida, la sua identità sessuale lo spaventa, ha dei problemi seri con alcuni compagni e nessuno si prende la briga di comprenderlo, se non mandandolo da uno psicologo.
Italo è un uomo di mezza età. Si ritrova senza denaro, senza documenti e senza memoria proprio in quella zona della città. Non chiede aiuto Italo, conta solo sulle sue forze - forse spaventato da quello che potrebbe scoprire ritrovando un'identità che ora ignora - e comincia a vivere una vita da senzatetto, costruendosi una mappa dei luoghi che riscopre piano piano ed affidandosi ai consigli di Gaetano, che quella vita la conosce bene perchè rovinato dal gioco d'azzardo. Italo è una di quelle persone che si mette in fila in Piazza del Tricolore; una di quelle persone che vidi nel serpentone in attesa avrebbe potuto benissimo chiamarsi Italo.
Le strade di Vincenzo e di Italo sono destinate ad incontrarsi; l'autore ce lo dice subito, all'inizio del libro, ma non sappiamo come succederà nè cosa accadrà dopo, nè sappiamo come si rapporteranno.
La storia si svolge nei mesi estivi, la scuola è finita e Vincenzo ha moltissimo tempo libero che passa nella sua cantina, cercando di costruirsi uno skate ma anche pensando a Pietro. Fuori da quel palazzo la città si svuota progressivamente, tutti vanno in vacanza tranne i barboni che anche con i cocenti quaranta gradi non possono permettersi di trovare refrigerio se non negli androni dei palazzi. Anche nel palazzo di Vincenzo i condomini sono fuggiti, resta solo la signora Evelina, ex parrucchiera delle dive, un personaggio che avrà un ruolo importante e che saprà conquistare il lettore con i suoi modi di fare affabili e anche un po' sopra le righe.
La narrazione scorre spedita, con uno stile che non eccede in contorsioni di parole ma che narra in modo diretto e senza fronzoli una realtà che appare nella sua crudezza e che per questo non ha bisogno di eccessi. Canuti non ha paura di mettere insieme molti temi importanti: l'omosessualità, l'amicizia, la povertà, la solitudine, la difficoltà a rapportarsi con gli altri, il bullismo, la genitorialità, la vecchiaia, la droga, la capacità di aiutare il prossimo, la perdita di memoria; e lo fa senza fare un calderone di temi per stupire, ma anzi, riesce a ponderare bene il tutto. 
I personaggi sono reali, delineati perfettamente nelle loro caratteristiche fisiche e comportamentali. Un gruppo di personaggi che, lo si percepisce, l'autore ha avuto l'occasione di osservare nella sua vita di tutti i giorni in questa città che le cose te le sbatte in faccia quando meno te lo aspetti. Tanti Italo, Gaetano, Vincenzo, Evelina che popolano un mondo spesso incomprensibile.
Un libro che, insomma, mostra una città ed i suoi abitanti con un occhio diverso, quello di chi, come noi, - anche Massimo Canuti, ho scoperto, si è laureato in architettura proprio al Politecnico di Milano qualche anno prima di me - non è abituato solo a guardarla, ma la fa sua, osservandone gli anfratti, notandone le contraddizioni, cercandone i dettagli.
Il finale poi, ha messo a dura prova il mio cuore, e non mi vergogno a dirvi che ho dovuto impegnarmi per ricacciare giù qualche lacrima!
Un libro che vi consiglio, adatto al periodo ma adatto anche a qualsiasi altro momento dell'anno. Certo, con l'afa che attanaglia Milano in questi giorni si riesce ad entrare proprio in sintonia con l'atmosfera e con i personaggi. ;)
Lo conoscete? Se non lo conoscete correte a cercarlo e a leggerlo!!!

VOTO: 


lunedì 17 luglio 2017

Recensione #198 - La ragazza dell'altra riva di Mitsuyo Kakuta

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro che ho richiesto e scoperto grazie a Marina. Un libro che mi fa fare pace con gli scrittori giapponesi e che mi fa venire voglia di scoprire molto di più su una cultura di cui conosco poco o nulla!
Si tratta di La ragazza dell'altra riva di Mitsuyo Kakuta, edito da Neri Pozza, pag. 331.

Sinossi: Sayoko ha trentacinque anni, un marito ligio alla tradizione materna che vuole la donna chiusa tra le pareti di casa, a occuparsi con saggezza delle faccende domestiche, una figlia di tre anni, Akari, che nel parco, dove Sayoko di tanto in tanto la conduce, se ne sta a giocare da sola in un angolo, discosta dagli altri bambini. Anche Sayoko è sola, ma soffre terribilmente della sua solitudine. La routine quotidiana è per lei un peso che, giorno dopo giorno, si accresce a dismisura e minaccia di soffocarla. La donna decide così di rispondere a svariati annunci di offerte di lavoro. Dopo aver collezionato una marea di rifiuti, riceve la chiamata di Aoi, titolare di una società, la Platinum Planet, che offre un servizio di sorveglianza e un aiuto domestico alle persone che si avventurano in viaggi di lunga durata. Il lavoro è semplice, si tratta di annaffiare le piante, strappare le erbacce in giardino, ritirare la posta e fare le pulizie. Sayoko accetta con entusiasmo. Si ritrova così a dividere il tempo con una donna che ha la sua stessa età, ha frequentato la sua stessa università, e ostenta una personalità e uno stile di vita completamente diversi dai suoi, se non addirittura agli antipodi. Lei vive in funzione dell'opprimente marito e della figlia. L'altra dirige una piccola azienda e si gode la propria libertà pur celando, dietro un'apparente sicurezza di sé, un passato difficile con cui fare i conti. Durante i turni le due donne si studiano, si confidano e si domandano segretamente come sarebbe potuta essere la loro vita, se avessero fatto l'una le scelte dell'altra. Mentre Sayoko inizia a rinascere, riscoprendo la voglia di uscire e di avventurarsi nel mondo, Aoi percepisce dentro di sé un sottile cambiamento, come se quella donna conosciuta, per caso fosse una "ragazza dell'altra riva", venuta direttamente dal suo passato per dirle che non è troppo tardi per ricominciare a vivere.

Sayoko ha trentacinque anni e vive la vita della casalinga da quando, tre anni prima, ha messo al mondo la piccola Akari. Passa le sue giornate vagando da un parco all'altro cercando di integrarsi nei capannelli di mamme che popolano i parchi cittadini nella speranza che la propria figlia faccia amicizia e smetta di starsene sola in un angolo.
Aoi ha la stessa età di Sayoko ma è il suo perfetto opposto: vive la sua vita in libertà, senza legami, e dirige una piccola attività di servizi.
Entrambe hanno frequentato l'università - la stessa - a Tokyo, ma il destino ha voluto che si incontrassero solo da adulte quando Sayoko, stanca di sentirsi insoddisfatta, si mette alla ricerca di un lavoro che possa portarla fuori di casa per qualche ora al giorno, contrariando non poco il marito e la suocera.
Stando a contatto Aoi e Sayoko legano subito e se apparentemente le due donne sembrano essere come il giorno e la notte, con lo scorrere delle pagine ci si rende conto che tanto diverse non sono, che ognuna reagisce ai problemi in modo diverso ma che anche Aoi non ha la vita perfetta che vuole far credere infatti un passato non proprio roseo incide sul suo modo di essere.
Scopriamo le zone buie della vita di Aoi grazie alla scelta dell'autrice di dipanare il romanzo attraverso due spazi temporali: il primo dove le due donne sono adulte e coltivano il loro rapporto di lavoro e di amicizia ed il secondo dove Aoi è solo una ragazzina con grandi problemi di bullismo a scuola e con la diffidenza verso tutto e tutti.
Una storia di vita, quindi, che porta alla luce il ruolo della donna all'interno della famiglia, che fa emergere un contesto sociale, scolastico e lavorativo molto differente rispetto a quello in cui siamo abituati a vivere e che ci dipinge un quadro completo di vita in cui i rapporti sociali muovono le fila della vita dei personaggi.
Le pagine scorrono veloci, l'alternanza dei capitoli dedicati al presente e di quelli dedicati al passato permettono di tenere alta l'attenzione del lettore e di dare una visione a trecentosessanta gradi di un personaggio particolare come Aoi, spiegandone l'evoluzione e mostrandone le sfaccettature caratteriali che l'hanno portata ad essere la donna che Sayoko incontra. Quella stessa donna che Sayoko ammira tanto da provare ad imitarla, tanto da sentirsi capace di fare qualsiasi cosa solo vicino a lei, tanto da mettersi anche contro il marito pur di continuare a lavorare.
E se spesso Aoi appare egoista e superficiale, allo stesso modo Sayoko appare ingenua e facilmente condizionabile. Due figure imperfette a causa della vita, che spesso presenta il conto in modo un po' troppo brusco e senza che nulla si possa fare per evitarlo.
Interessante che insieme ad un quadro sulla donna giapponese l'autrice si soffermi anche a parlare della scuola, dei rapporti tra i ragazzi, dell'omosessualità, dei rapporti famigliari e lavorativi senza mai sembrare fuori strada ma, anzi, dando l'impressione al lettore che il tutto sia necessario per apprendere a pieno i meccanismi della storia e delle protagoniste che ha deciso di creare.
Chicca del libro è il glossario con i termini giapponesi - non troppi - che si possono trovare durante la lettura e che spesso sono riferiti a piatti tipici che fanno venire l'acquolina in bocca.
Insomma, una lettura che mi sento di promuovere e di suggerire a chi ama le storie familiari frutto di un'autrice che di certo rileggerò con piacere.
Che rapporto avete con la letteratura giapponese? Vi ispira questo romanzo? Fatemi sapere e, anzi, se siete degli estimatori e vi fa piacere suggeritemi qualche lettura del genere da non perdermi!!!

VOTO: