mercoledì 25 novembre 2020

Gruppo di lettura - La canzone di Achille di Madeline Miller - Tappa 1

 

 

 
Buongiorno lettori belli, come state? Oggi Ombre di Carta, Desperate Bookswife e Io siamo qui per proporvi un gruppo di lettura di un libro decisamente famoso e conosciuto. Probabilmente la maggior parte di voi lo avrà letto, sono anni che se ne parla poiché l'autrice ha fatto il boom di vendite grazie a Circe e le persone ovviamente hanno recuperato anche il romanzo precedente, ovvero questo di cui parliamo oggi.

Titolo:
  La canzone di Achille
Autore: Madeline Miller
Genere: Romazo storico
Pubblicazione: 10 gennaio 2019 - Feltrinelli
Pag.: 382
Costo: 11,00 € cartaceo - 7,99 ebook

Descrizione: Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Noi non sappiamo se c'è ancora qualcuno che debba affrontare questo volume, magari siamo rimaste solo noi tre...povere tapine, ma se qualcuno tra di voi ha rimandato la lettura delle avventure eroiche di Achille e compagnia cantante allora è il momento giusto, noi lo sappiamo, fidatevi!

Da oggi sono aperte le iscrizioni, basterà lasciare il vostro indirizzo email nei commenti e vi arriverà un promemoria il giorno in cui uscirà la tappa.

REGOLAMENTO:

- commentare questo post in caso di adesione.

- seguire tutte le tappe (nel caso rimaneste indietro potrete sempre recuperare).

- potrete diventare nostri follower cliccando "segui", ci farà piacere, ma non deve essere un obbligo. Non arrivano newsletter o spam.

- potrete seguirci sul profilo Instagram poichè uscirà la tappa del gruppo di lettura anche lì, quindi se siete più comodi potrete decidere di commentare il nostro post su IG (prima tappa da unlibroperamico_dany, seconda tappa da ombredicarta e la terza tappa da desperate_bookswife ) oppure scattare voi una foto, scrivere un commento sotto al vostro post taggandoci. Quindi per intenderci, assoluta libertà di movimento!

CALENDARIO TAPPE:

Giovedì 12 novembre: iscrizioni

Mercoledì 25 novembre: discussione prima parte sul blog "Un Libro per amico" fino al capitolo 11 compreso, ovvero fino a pagina 122.

Mercoledì 2 dicembre: discussione seconda parte sul blog "Ombre di carta" fino al capitolo 22 compreso, ovvero fino a pagina 246.

Mercoledì 9 dicembre: discussione terza parte sul blog "Desperate Bookswife" da pagina 247 - inizio capitolo 23- fino alla fine del libro.

ATTENZIONE SPOILER:

Patroclo ci trascina subito nella storia grazie ad una narrazione in prima persona che avvicina il lettore a storie di miti e dei.
Ci racconta di sé, della sua famiglia - una madre disturbata e un padre che mai ha avuto per il figlio pensieri di grandezza -, dei suoi primi anni nel regno e di come, a causa di un diverbio spinse con impeto e fece perdere la vita a Clitonimo. A causa dell'incidente, quando è solo un bambino, tutto per lui cambia perché viene esiliato a Ftia, perdendo il suo titolo di principe, il suo cognome e la sua famiglia. A Ftia conosce Achille, che già aveva notato durante i giochi nel suo regno.
Achille è un semidio, figlio di Peleo e della dea Teti, ninfa del mare, che da questo venne violentata e che divenne sua moglie solo per il tempo di avere il bambino.
Da subito per Patroclo la benevolenza di Peleo verso i ragazzi esiliati si rivela per quello che è: creare in futuro un grande esercito di giovani in debito con lui.
Achille attira subito la sua attenzione ma mai si sarebbe immaginato che anche lui lo notasse e lo scegliesse per essere il suo therapon, il suo compagno, un compagno d'armi legato a lui da un giuramento di sangue e amore.
Sin dai primi incontri, Patroclo guarda Achille come l'oggetto del suo desidero ma non si capisce se il ragazzo condivida il suo pensiero, finché i due si baciano in riva al mare e vengono visti da Teti, che non approva assolutamente il gesto e manda Achille lontano, da Chirone, un centauro, che vive sul monte Otri in mezzo ai boschi, lontano dal regno di Peleo. Patroclo ovviamente lo segue perché non può stare senza di lui e da quel momento assistiamo alla vita dei due sotto la guida del centauro che dovrebbe insegnargli tutto ciò che sa. I due diventano sempre più complici e iniziano a carpire i segreti del centauro.
Sinceramente, ringrazio che la scrittura sia scorrevole perché altrimenti avrei buttato questo libro dalla finestra. Perché? Perché mi aspettavo un romanzo storico e fino ad ora mi è sembrato di trovarmi per le mani un romance tandente all'erotico. Ma sono solo a un terzo e comunque gli lascio il beneficio del dubbio...
Cosa mi fa dire tutto questo?
La tensione carnale che c'è tra i due è sempre presente, forse - anzi tolgo il forse - troppo. Come se Patroclo dai nove ai sedici anni non sapesse fare altro che guardare Achille con la bava alla bocca. Ogni volta che ci racconta un suo pensiero è focalizzato sui capelli lucenti dell'altro, sui suoi muscoli sudati, sui suoi piedi affascinanti, rendendo la cosa quasi esasperante, per quanto mi riguarda.
E non bastano le poche righe di leggende mitologiche che ogni tanto vengono inserite qua e là per farmi credere di avere per le mani un romanzo storico solido e puntuale.
Sarà che leggo questo libro dopo L'architettrice, un romanzo storico "con le palle", e questo mi sembra fin troppo banale, fin troppo scialbo.
E, badate bene, non sono una puritana eh...
Ma di certo non mi aspetto che in un libro del genere quello che emerga prepotentemente non sia la forza sovraumana di Achille e la sua velocità ma solo la carica sessuale che il suo corpo emana agli occhi dell'altro. E non hanno quarant'anni suonati, ma dai 9 ai 15 anni. E va bene che magari è l'età della scoperta sessuale ma qui Patroclo, dal primo momento in cui incontra Achille, sembra non pensi ad altro, e questo dettaglio mi ha reso la situazione un po' meno credibile. E poi, ma era veramente necessario raccontarmi dell'auto-piacere che Patroclo si produce seduto appoggiato ad una pianta pensando ad Achille? Cosa mi dà ai fini della storia?
Ma arriviamo al clou, è il giorno del sedicesimo compleanno di Achille quando i due scoprono che Teti non riesce a vedere quello che fanno sui monti quindi... Viaaaaaa, si copula come due ricci famelici, più e più e più volte.
Ma sempre lo stesso giorno Achille viene richiamato a Palazzo perché il re, suo padre, vuole parlare al popolo e vuole che lui sia presente. I due partono e a palazzo trovano ad accoglierli Teti, oltre al padre.
Agamennone ha richiesto l'aiuto del regno. Elena, la moglie di Menelao è stata rapita da Paride e vuole creare un esercito per liberarla ed espugnare Troia. Tutti i pretendenti di Elena saranno costretti a partecipare alla guerra e, udite udite, Patroclo è uno di questi visto che all'età di 9 anni il padre lo aveva offerto a Elena come sposo. Achille deve decidere se guidare l'esercito, d'istinto non vorrebbe partecipare come non vorrebbe che Patroclo fosse obbligato a farlo ma fa una promessa: se Patroclo sarà obbligato ad andare, andrà con lui.
Che dire... Questa prima parte per me è bocciata, e spero sinceramente che la solfa cambi, ora che la questione si anima, perché altrimenti non troverò in questo libro la meraviglia di cui tutti parlano.
Che mi dite voi? Avete un'altra chiave di lettura? Vi prego spiegatela anche a me così che io possa vedere tutto sotto un'altra luce e trovi in questo libro la meraviglia di cui tutti parlano.

Per oggi è tutto, ci ritroviamo la prossima settimana sul blog Ombre di carta per discutere fino a pagina 246, capitolo 22 compreso.
 

 

lunedì 23 novembre 2020

Recensione #378 - L'architettrice di Melania G. Mazzucco

Buongiorno carissimi, buon lunedì. Passato bene il weekend? Io, in perfetto mood zona rossa, mi sono goduta due giorni in famiglia fatti di libri, di torte fatte in casa, di sorrisi e di lentezza, cercando di trovare il meglio da questo periodo che ci sta mettendo a dura prova. Voi cosa avete fatto? Oggi vi parlo di un libro che ccredo rimarrà tra i miei preferiti dell'anno. Si tratta di L'architettrice di Melania G. Mazzucco edito da Einaudi, pag. 568.

Trama: Giovanni Briccio è un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte:
materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta. Bizzarro cane randagio in un'epoca in cui è necessario avere un padrone, Briccio educa la figlia alla pittura, e la lancia nel mondo dell'arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità. Plautilla però, donna e di umili origini, fatica a emergere nell'ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. L'incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiarle la vita. Con la complicità di questo insolito compagno di viaggio, diventerà molto più di ciò che il padre aveva osato immaginare. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l'arte e i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l'impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna.
 
 
Ho letto diversi libri di questa autrice, alcuni assolutamente adorati, uno totalmente detestato, ma mai l'avevo letta in veste di scrittrice di romanzi storice e, che dire? Tanto di cappello perchè è una veste che le calza a pennello.

martedì 17 novembre 2020

Recensione #377 - Ogni giorno ha il suo male di Antonio Fusco

Buonasera lettori, oggi vi parlo di un libro che da tantissimo tempo occupava un posto nella mia libreria. Si tratta di Ogni giorno ha il suo male di Antonio Fusco edito da Giunti, pag. 240.

Trama: La sonnacchiosa provincia toscana di Valdenza è improvvisamente scossa dall'omicidio di una
donna che viene ritrovata in casa, in una posizione innaturale e con una fascetta stringicavo attorno al collo. Si pensa subito al movente passionale, ma all'occhio esperto di Casabona, il commissario incaricato del caso, qualcosa fin da subito non quadra: troppi elementi diversi sulla scena del crimine, troppi particolari contrastanti. Schivo, ma con una forte carica umana, reso cinico da troppi anni di mestiere alle spalle, Casabona capisce ben presto che l'omicidio è solo l'inizio di un vortice di morte: un gioco molto pericoloso in cui le regole sono quelle stringenti e folli di un serial killer. E Casabona non può che accettare la sfida. «Chiediti perché e troverai il movente e se troverai il movente sarai vicino all'assassino»: seguendo questa frase come un mantra e con l'aiuto dell'affascinante collega Cristina Belisario, Casabona cercherà di venirne a capo e per farlo sarà obbligato anche a una profonda riflessione sull'impotenza dell'essere umano rispetto alle conseguenze delle proprie azioni.Un romanzo da non perdere. Un commissario che non si dimentica.
 
 
Primo volume di quella che con il tempo è diventata la famosissima serie del Commissario Casabona. Lo volevo leggere da un sacco di tempo e finalmente è arrivato il suo momento.

venerdì 13 novembre 2020

Letture con Marina #109 - Recensione di Morte di una sirena di Rydahl & Kazinski

Buon pomeriggio lettori, un altro venerdì è giunto e insieme a lui, lo sapete ormai, arriva Marina con una nuova recensione.



Mi chiedevo: cosa attira di più i lettori in questi ultimi anni? Mistero, crime, polizieschi, personaggi in odor di letteratura... E qui troviamo tutto quello che può creare curiosità ed istigare alla lettura. E noi chi siamo? Lettori! E ci tireremo indietro? Giammai!!!

 
Titolo: Morte di una sirena
Autore: Rydahl & Kazinski
Casa editrice: Neri Pozza, 2020
Traduzione: 
Eva Kampmann
Pagine: 448
 
Trama: Copenaghen, 1834. Anna lavora in una zona della città dove le botti d’acquavite prendono fuoco per strada, i panettieri vendono pretzel infilati sui bastoni, i marinai ballano tra di loro e i mendicanti e i ladri si aggirano senza sosta. Per provvedere alla Piccola Marie, la figlia di sei anni, riceve fino a tarda ora uomini ubriachi ed eccitati che non le chiedono nemmeno il nome, le strappano i vestiti di dosso e la prendono.
Una sera viene condotta a forza in una casa elegante e, davanti a una grande porta spalancata sul mare, qualcuno pone fine alla sua giovane vita. Il suo corpo viene ritrovato nell’immondezzaio della città, il canale dove si raccolgono tutti i rifiuti di Copenaghen. Un corpo bellissimo con gli occhi chiusi, ma con i capelli che, come quelli di una sirena, scintillano di conchiglie.
«L’uomo dei ritagli»… l’assassino non può essere che lui. Molly, la sorella minore di Anna, ne è sicura: soltanto un dissoluto può recarsi nell’appartamento di una prostituta e starsene tutto il tempo su una panca a contemplarla e a realizzare ritagli di carta che le somigliano. Ne è convinto anche il questore: il responsabile dell’infelice decesso non può essere che lo scrittorucolo con la passione per carta e forbici, l’uomo che è stato visto uscire per ultimo dall’appartamento della vittima.
«L’uomo dei ritagli»… si chiama Hans Christian Andersen ed è o, meglio, vorrebbe essere uno scrittore; tutti i tentativi per diventarlo sono però miseramente falliti, stroncati senza esitazione dai critici. Non fosse per la protezione dell’influente signor Collin, che lo ha spedito in collegio, ha pagato la retta e lo ha introdotto nel bel mondo, sarebbe immediatamente incriminato di omicidio e condotto nelle patrie galere per essere poi punito con vedrebbe volentieri decapitato e sulla ruota, ma, dato il peso dei Collin in città e persino sulla corona, deve scacciare per il momento la visione e offrire ad Andersen un’ultima chance: tre giorni, soltanto tre giorni per trovare altri colpevoli. Se non salteranno fuori, Hans Christian Andersen si trasformerà da scrittore povero in canna in assassino.
 

 
RECENSIONE: 


Intrigante l’idea dei due scrittori di creare un crime, miscelando fiaba, mistero, l’Ottocento più nero nel biancore di una Copenhagen divisa fra ricchezza sfrenata e povertà assoluta- e tirando in ballo un Hans Christian Handersen, quando ancora doveva diventare il cantore dei bambini.

Siamo a Copenhagen, Danimarca, Anno del Signore 1834. Anna e Molly, due mondane, o più comunemente definite prostitute. Piccola Marie, figlia di Anna e futura eroina tragica. Hans Christian Handersen, un uomo dalla statura e dal naso che spiccano nella sua figura allampanata e poco affascinante. Un uomo che è arrivato ragazzino nella capitale sperando in fama e fortuna, ma che sopravvive modestamente grazie alla “carità” mascherata di alcuni gentiluomini in vista nella capitale danese. Lussuria, degenerazione, povertà al limite della privazione totale, mancanza di igiene personale e fogne a cielo aperto, pandemie micidiali come la peste, incendi devastanti: questo è il periodo in cui i due autori ci chiedono di seguirli, per dare la caccia ad un assassino spietato che miete le sue vittime fra povere donne, prostitute e lavandaie, nascondendosi così bene che un innocente rischia di essere condannato a morte per omicidi che non ha commesso. Ed è proprio Hans Christian, futuro scrittore famoso, ma al momento poco considerato dal suo scarso pubblico, che viene indicato da Molly come il depravato assassino dell’amata sorella Anna.

Da qui inizia una caccia che metterà Hans Christian e Molly, prima nemici giurati e poi compagni per necessità, sulle tracce dell’assassino e sulla strada di principi e principesse. Solo dopo aver socchiuso la porta di quel mondo, osceno tanto quanto quello povero da cui provengono, si rendono conto, filosoficamente Hans Christian e realmente Molly, che alle cariche importanti della città e al re non interessa nulla del popolo, non è l’affrancamento dalla povertà, la libertà ed una vita migliore che i regnanti vogliono per i propri sudditi, ma una selva schiumante di servitori ottusi che non pensa, non chiede, non desidera – ma che serve e rimane schiava per l’eternità, solo per il piacere dissoluto di pochi eletti.

Per arrivare a questo risultato, che è già la fine del romanzo, dovremo vedere, pensare e vivere momenti poco piacevoli ed edificanti insieme a Molly e Hans Christian. Una sequenza di avventure che dapprima non fanno pregustare la speranza, ma che verso metà del romanzo si fanno più movimentate ed ariose, salvo farci precipitare nella nera disperazione verso la fine del romanzo. La prima metà del romanzo è lenta e troppo descrittiva e forse ancor più per il tono distaccato usato dagli scrittori, viene vissuta dal lettore come noiosa. Anche se serve per presentare ed accompagnare lungo tutto il romanzo la personalità del futuro scrittore. Dopo la prima metà del romanzo, come detto, l’azione si fa più movimentata e sembra prendere quella vita che nella prima parte è latitante, vuoi anche per le ingiuste ed orribili morti e forse per la descrizione – seppur necessaria ed interessante - in cui versa la città di Copenhagen. La parte finale è necessariamente – e sottolineo il necessariamente – trita nella sua banale ovvietà e forse proprio per questo perde gran parte di quel pathos che gli autori intendevano sicuramente dare alle ultimissime pagine del romanzo. Ma ciò che mi è spiaciuto maggiormente è stata la motivazione – assai deludente – attribuita all’assassino per ciò che ha fatto. Bada bene, lettore che ha già letto il romanzo: non intendo deludente per ciò che bramava l’assassino, ma la motivazione principe per cui ha scelto di fare ciò che ha fatto. Simpatici (ma nulla di più), avendo per protagonista l’affabulatore principe dei bambini, i diversi riferimenti e rimandi alle varie favole da lui scritte e che si sposano a meraviglia con alcuni personaggi e situazioni.

Tendo raramente ad intromettermi in un’altra delle domande più retoriche a cui è dato pensare: consiglieresti la lettura di questo romanzo? Ma questa volta voglio espormi e quindi la mia risposta onesta è un “NI”. Ritengo che valga sempre la pena leggere romanzi che ci diano l’occasione di rinverdire o approfondire conoscenze di autori che si conoscono realmente poco, nonostante la notorietà mondiale. O di conoscere meglio città, anche se di un secolo diverso dal nostro. Il crime in quanto tale, pur se con soprese via via che scorrono le pagine, è già metà svelato, per la scelta fatta dagli autori di far parlare da subito l’assassino ed accompagnarlo, come lettori, nelle sue barbare ed orripilanti scorribande. D’altra parte, l’epilogo avrebbe potuto essere tragicamente epico ed elevare così l’intero romanzo. Ed invece, inevitabilmente a mio parere, le ultime pagine precipitano in un pietismo da piagnisteo, più che da eroe che si innalza sopra la fogna dell’umanità e che sente l’inchiostro scorrere nelle vene, dalla tensione rabbiosa dell’ingiustizia. E quindi l’afflato della promessa: “verrà raccontata, gli abitanti della terra lo devono sapere” risulta floscio e privo di qualsiasi forza eroica. Peccato, a mio avviso le premesse c’erano tutte, perché l’idea principale era decisamente intrigante.
 
A presto




giovedì 12 novembre 2020

Gruppo di Lettura - La canzone di Achille di Madeline Miller - Presentazione e iscrizioni

 

 
Buongiorno lettori belli, come state? Oggi Ombre di Carta, Desperate Bookswife e Io siamo qui per proporvi un gruppo di lettura di un libro decisamente famoso e conosciuto. Probabilmente la maggior parte di voi lo avrà letto, sono anni che se ne parla poiché l'autrice ha fatto il boom di vendite grazie a Circe e le persone ovviamente hanno recuperato anche il romanzo precedente, ovvero questo di cui parliamo oggi.

Titolo:  La canzone di Achille
Autore: Madeline Miller
Genere: Romazo storico
Pubblicazione: 10 gennaio 2019 - Feltrinelli
Pag.: 382
Costo: 11,00 € cartaceo - 7,99 ebook

Descrizione: Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Noi non sappiamo se c'è ancora qualcuno che debba affrontare questo volume, magari siamo rimaste solo noi tre...povere tapine, ma se qualcuno tra di voi ha rimandato la lettura delle avventure eroiche di Achille e compagnia cantante allora è il momento giusto, noi lo sappiamo, fidatevi!

Da oggi sono aperte le iscrizioni, basterà lasciare il vostro indirizzo email nei commenti e vi arriverà un promemoria il giorno in cui uscirà la tappa.

REGOLAMENTO:

- commentare questo post in caso di adesione.

- seguire tutte le tappe (nel caso rimaneste indietro potrete sempre recuperare).

- potrete diventare nostri follower cliccando "segui", ci farà piacere, ma non deve essere un obbligo. Non arrivano newsletter o spam.

- potrete seguirci sul profilo Instagram poichè uscirà la tappa del gruppo di lettura anche lì, quindi se siete più comodi potrete decidere di commentare il nostro post su IG (prima tappa da unlibroperamico_dany, seconda tappa da ombredicarta e la terza tappa da desperate_bookswife ) oppure scattare voi una foto, scrivere un commento sotto al vostro post taggandoci. Quindi per intenderci, assoluta libertà di movimento!

CALENDARIO TAPPE:

Giovedì 12 novembre: iscrizioni

Mercoledì 25 novembre: discussione prima parte sul blog "Un Libro per amico" fino al capitolo 11 compreso, ovvero fino a pagina 122.

Mercoledì 2 dicembre: discussione seconda parte sul blog "Ombre di carta" fino al capitolo 22 compreso, ovvero fino a pagina 246.

Mercoledì 9 dicembre: discussione terza parte sul blog "Desperate Bookswife" da pagina 247 - inizio capitolo 23- fino alla fine del libro.

Non ci resta che salutarvi e sperare in una vostra adesione, perché si sa, leggere insieme e spoilerare è sempre bello! A presto, baci baci.

mercoledì 11 novembre 2020

Recensione #376 - Gelidi abissi di Massimo Gagliardini

Buonasera carissimi, mi sto mettendo d'impegno per cercare di essere il più presente possibile, non solo sui social, ma anche qui sul blog. Oggi torno da voi per lasciarvi il mio pensiero su un libro molto particolare, si tatta di Gelidi abissi di Massimo Gagliardini edito da Bonfirraro - che ringrazio per la copia - pag. 324.

Trama: Southampton, 1912. Emily e Clayton si imbarcano sul maestoso Titanic per il loro viaggio di
nozze in America. L'eccitazione della coppia per la lunga traversata si tramuta ben presto in inquietudine quando Clayton fa la conoscenza di un altro passeggero, Renard, un grottesco individuo dal passato scomodo e oscuro che nasconde un piano sconvolgente. Giorno dopo giorno, Clayton ed Emily si ritrovano a subirne la presenza magnetica, finché Clayton prova a ricomporre i tasselli di un puzzle che si perde nei lontani anni della sua gioventù. In una matassa di reticenze e menzogne, arriva il momento della resa dei conti tra Clayton e Renard, mentre il Titanic continua la sua corsa verso New York, solcando cieli bui e acque gelide, finché il fatale impatto con un gigantesco iceberg non lo squarcia nella notte. Sulla nave è il delirio, una corsa disperata verso le poche scialuppe che vengono calate in mare, mentre il transatlantico affonda sempre di più, fino a spezzarsi in due tronconi e colare a picco. Il destino di Clayton, Emily e Renard correrà lungo la rotta di morte che distingue tra sommersi e salvati e sarà proprio Emily ad affrontare rivelazioni sconvolgenti che la condurranno a scoprire una terribile verità troppo a lungo taciuta.
Quando ho ricevuto dalla casa editrice la mail che pubblicizzava questa uscita ho subito deciso di provare a chiederne una copia. La trama mi ha affascinata perchè un romanzo che partisse dalla vera storia del Titanic e del suo naufragio, per poi arrivare ad intrecciarsi con un thriller - ovviamente inventato - mi sembrava un connubio interessante e vincente.

lunedì 9 novembre 2020

Recensione #375 - L'estraneo di Ursula Poznanski e Arno Strobel

Buongiorno lettori, come state? Non state sbarellando, sono di nuovo qui con una recensione, dopo così pochi giorni dalla precedente. Sono riuscita a trovare qualche ora per cercare di riprendere in mano il blog - non è facile con un figlio di quasi due anni che non ha svago alcuno se non stare attaccato ai miei pantaloni - e quindi eccomi qui, finchè dura!!! E siccome sono indietro che più indietro non si può oggi torno per parlarvi della delusione delle scorse vacanze estive. Sì, avete capito bene, ho letto questo libro in agosto e ancora non ve ne avevo parlato. Ma mica è l'unico... Chissà se prima o poi riuscirò a parlavi anche degli altri. Non vi prometto niente, ma ci proverò!

Per il momento vi parlo de L'estraneo di Ursula Poznanski e Arno Strobel edito da Giunti per la collana Le Chiocciole, pag. 368.

Trama: Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio,
mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d'un tratto ti trovi davanti uno sconosciuto: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però sei certa di non averlo mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell'uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza? Immagina di tornare a casa una sera e scoprire che la tua fidanzata non ti riconosce più. Comincia a gridare, è convinta che tu sia un ladro o un maniaco, ti scaglia addosso un fermacarte e corre a rinchiudersi in camera. Non riesci a capire, inizi a guardarti intorno e all'improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che stamattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c'è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo? Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l'unico modo per uscirne è provare a fidarsi l'uno dell'altra...

Lei è quella del famosissimo thriller 5, lui autore di numerosi thriller psicologici diventati bestsellers, aggiungiamo una trama che sembra adrenalinica e capace di scavare nella psiche umana e il gioco dovrebbe essere fatto... o no?