venerdì 23 luglio 2021

Letture con Marina #142 - Precious Ramotswe, detective di Alexander McCall Smith

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna l'appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Buon week end! 


Avevo già letto qualche romanzo delle altre due serie di questo scrittore. Due o tre romanzi della serie “Le storie del 44 Scotland Street”, che mi erano piaciuti. E il 1° romanzo della serie de “I casi di Isabel Dalhousie, Il club dei filosofi dilettanti”, che mi aveva lasciata un po’ sconcertata e che mi aveva quindi fatto decidere di non proseguire la lettura con un secondo romanzo di questa serie. Mancava all’appello la serie, per così dire, etnica…



Ti
tolo: Precious Ramotswe, detective
Autore: Alexander McCall Smith
Casa editrice: Tea, 2013
Pagine: 207

Trama: Figlie ribelli. Mariti scomparsi. Fidanzati fedifraghi. Truffatori impiccioni. Coccodrilli spariti. Se avete un problema, e non sapete come fare o a chi rivolgervi, è il momento di bussare alla porta di Precious Ramotswe, la sola e migliore investigatrice privata del Botswana. Non ha metodi propriamente convenzionali e le sue maniere non sono esattamente quelle di Miss Marple, ma è sensibile, affettuosa, ha uno strabiliante intuito investigativo e…, cosa non da poco, ha un amico come il signor JLB Matekoni, l’affascinante proprietario della Speedy Motors di Tlokweng Road. E le serviranno tutte le sue qualità e l’aiuto del suo prezioso amico per risolvere un caso davvero complicato: seguire le tracce di un bambino scomparso…

 

RECENSIONE:   

mercoledì 21 luglio 2021

5 blogger per un autore #4: Donato Carrisi - Recensione #401: Il tribunale delle anime

 


Buongiorno lettori, sono già passati due mesi e siamo giunti alla quarta puntata della rubrica 5 blogger per un autore in collaborazione con Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, e Librintavola. In cosa cosiste? Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. Dopo gennaio dedicato a John Niven - recensione qui - marzo dedicato ad Antonio Lanzetta - recensione qui - maggio dedicato a Rebecca Quasi - recensione qui - questo mese abbiamo scelto Donato Carrisi ed il libro da me scelto è Il tribunale delle anime, edito da Longanesi, pag. 462. 

Trama:
Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L'altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c'è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell'impresa a pochi mesi dall'incidente che gli ha fatto perdere la memoria? Anomalie. Dettagli. Sandra è addestrata a riconoscere i dettagli fuori posto, perché sa che è in essi che si annida la morte. Sandra è una fotorilevatrice della Scientifica e il suo lavoro è fotografare i luoghi in cui è avvenuto un fatto di sangue. Il suo sguardo, filtrato dall'obiettivo, è quello di chi è a caccia di indizi. E di un colpevole. Ma c'è un dettaglio fuori posto anche nella sua vita personale. E la ossessiona. Quando le strade di Marcus e di Sandra si incrociano, portano allo scoperto un mondo segreto e terribile, nascosto nelle pieghe oscure di Roma. Un mondo che risponde a un disegno superiore, tanto perfetto quanto malvagio. Un disegno di morte. Perché quando la giustizia non è più possibile, resta soltanto il perdono. Oppure la vendetta. Questa è la storia di un segreto invisibile...

Prima o poi doveva capitare... Cosa, direte voi? Che un libro di Carrisi non mi piacesse, vi rispondo io.
Eh già, dopo aver amato numerosissimi suoi lavori, mi so o trovata per le mani Il tribunale delle anime ed ho arrancato.
Mi dicevano che andando avanti con la storia lo avrei apprezzato, che sicuramente se non avessi mollato (non lo faccio mai) mi sarei ricreduta e invece purtroppo no. 

sabato 10 luglio 2021

Recensione #400 - Un'estate a piedi nudi di Carolyn Brown

Buongiorno lettori, come state? Io in partenza per una settimanina di mare... approfittiamo di un camp di hockey a Civitavecchia del figlio grande per fare un po' di mare con il piccolo! Poi la vera vacanza sarà come al solito in agosto. Voi? Avete in programma qualche viaggio? Siete come noi in astinenza a causa dell'anno e mezzo appena passato? Prima si partire vi lascio una nuova recensione. Si tratta di quella di Un'estete a piedi nudi di Carolyn Brown, edito da Amazon Crossing, pag. 314.



Trama:
 La ricca e affascinante Kate Steele sapeva che il marito Conrad era un truffatore, e per questo lo ha piantato anni fa; ma non immaginava che la sua arma principale fosse la poligamia. Oltre a lei, infatti, il defunto marito ha lasciato altre due vedove. Jamie, una donna latina tutta d’un pezzo, che gli ha dato anche una figlia. E poi Amanda, incinta di sette mesi e disperata per aver perso il maritino. Conrad aveva un cottage vicino a Bootleg, paesino agricolo del Texas: ognuna delle tre donne è certa di averlo ora ereditato. Così, quando Kate, Jamie e Amanda si ritrovano per caso insieme sotto quello stesso tetto, la calda estate appena iniziata rischia di diventare infuocata. Anche perché uno zelante detective di Dallas è convinto che almeno una delle vedove abbia a che fare con la morte di Conrad. Le iniziali scintille tra le tre inaspettate coinquiline lasciano presto il posto alla voglia di conoscersi meglio e alle serate di chiacchiere in veranda. E in questa assurda situazione, fatta anche di feste di paese e atmosfere country-west, tutte e tre scopriranno di voler dare una svolta alle loro vite.


Ho scoperto questo libro grazie a Kindle Unlimited. Stavo scorrendo i libri inclusi e mi sono imbattuta in questo che mi ha da prima colpito per la copertina e subito dopo per la trama che sembrava fare al caso mio. Un'autrice che non avevo mai sentito nominare ma che ho scoperto aver scritto tantissimo, per fortuna, perchè di certo vorrò leggere altro di suo!

venerdì 9 luglio 2021

Letture con Marina #141 - Recensione di Colette. Un sogno audace di Nicoletta Sipos

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna l'appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Buon week end! 


Conoscete il sociologo canadese Herbert Marshall McLuhan, classe 1911, laureato a Cambridge in lingua e letteratura inglese? No…? Beh, nemmeno io fino alla scorsa settimana. Ma come me, fareste bene a prestargli ascolto, perché grazie a Ornella Nalon de “Gli scrittori della Porta Accanto” che me lo ha presentato, ho imparato un trucchetto curioso e divertente per capire di primo acchito se un libro… è meritevole di essere letto!
Ma in realtà, non fatevi distrarre, perché è di una biografia che Vi vorrei raccontare…


Ti
tolo: Colette. Un sogno audace
Autore: Nicoletta Sipos
Casa editrice: Morellini, 2021
Pagine: 256

Trama: Inseguì tra contraddizioni e ambiguità il sogno più audace per una donna del suo tempo: essere padrona di sé. Il primo marito la chiudeva a chiave per costringerla a scrivere, ma finì apprezzata da Proust, Cocteau, Gide. Diede scandalo danzando nuda al music-hall e per i suoi amori, ma si puliva del fango con un sorriso. Era raffinata, ma bazzicava i bassifondi. Creò cosmetici su consiglio di André Maginot - lo stratega che progettò la linea difensiva francese sfondata dai tedeschi nel 1940 - e dall'impresa fallita imparò a scrivere testi pubblicitari per le sigarette Lucky Strike e le automobili Ford. Voleva far frustare a sangue le femministe e chiuderle in un harem, ma rifiutò di entrare nell'Académie Française perché era preclusa alle scrittrici. Ebbe compagni che potevano essere suoi figli, ma ignorò la sua unica figlia dicendo che generazioni diverse non dovevano vivere insieme. Eppure la figlia, lei pure di nome Colette, si dedicò al culto della madre e volle essere sepolta accanto a lei. Ed è alla figlia che ho affidato il racconto per scavare nei fatti, della biografia della donna.
 

RECENSIONE:   

giovedì 1 luglio 2021

Super Lettori all'Arrembaggio. Settima/Ottava tappa: Luglio/Agosto



Pirati, marinai da quattro pagine... ridendo e scherzando siamo arrivati all'estate e per molti (beati loro) tempo di vacanze. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di unire le due tappe in una, quindi il tempo non scadrà a fine luglio ma avrete tempo di cimentarvi con le nostre sfide fino al termine di agosto. Se non sapete di cosa stiamo parlando qui potrete trovare il post dove viene spiegata a grosso modo la sfida QUI

COME SI GIOCA?


Ogni mese vi daremo 6 obiettivi e una mappa. Ogni libro che leggerete vi farà accumulare punti (1 punto ogni 10 pagine) e il vostro punteggio sarà sommato a quello di tutti i componenti del vascello. QUINDI CI SARA' UN PUNTEGGIO UNICO DEL VASCELLO, NON PERSONALE.

TAPPA SPECIALE OBIETTIVI SPECIALI: questo mese partirete da SEI TITOLI che noi vi saremo. I titoli sono questi:.
 
1- L'occhio del leopardo - Henning Mankell (thriller) - 333 pagine


2- Il blu delle rose - Tony Laudadio (distopico) - 272 pagine


3. Tenebre e Ossa - Leigh Bardugo (fantasy) - 240 pagine



4- Tutta colpa del mare ( e anche un po' di un mojito) - Chiara Parenti (Romance) - 319 pagine



5. Colette. Un sogno audace - Nicoletta Sipos (biografia) - 256 pagine


6. Figlie di una nuova era - Carmen Korn (saga familiare) - 522 pagine


A questi sei libri dovete abbinare delle catene personali:

1- Catena consequenziale in ordine alfabetico per iniziali nome (tipo A-B-C / G-H-I) partendo dall'iniziale del nome dell'autore. In caso caso di pseudonimo vale la prima lettera stampata sulla copertina. In caso di autori Orientali, sta a voi dimostrarci quale sia il nome e quale il cognome.


2- Catena per genere + casa editrice. Dovete leggere almeno due libri partendo da uno di quelli proposti, che siano uguali per genere e casa editrice. Esempio: Saghe familiari della Fazi, Distopici della NN, Romance della Rizzoli, ecc ec


3- Catena in cui si formi una parola italiana di senso compiuto utilizzano la prima lettera del titolo di ogni libro letto. Esempio: Tutta colpa del mare + Un aereo senza di lei + Almarina = TUA


4- Catena colore copertine. Partendo sempre da un libro da noi proposto, scegliere delle copertine a tinta unita che abbiano colori differenti. Esempio:

Catena esempio

5- Catena stesso numero di parole nel titolo. Sempre partendo da un nostro titolo, dovrete scegliere dei libri che abbiano lo stesso numero di parole, congiunzioni, articoli, preposizioni comprese. all Inclusive, come negli Hotel :-) Esempio: Tenebre e Ossa= tre parole. Collego Africa Mon Amour e Isola di Neve.

6- Catena stessa parola. Dovete scegliere dei libri e incatenarli grazie ad una parola che non necessariamente deve essere la stessa. Esempio: L'occhio del giaguaro + L'occhio del male + Ogni Giorno ha il suo male + Ogni respiro. Quindi, il primo collegato al secondo, il secondo collegato al terzo e via così. Può essere anche sempre la stessa parola.


SPECIFICHE TECNICHE DA LEGGERE CON ATTENZIONE. 

* Dovete creare al meno una catena da due libri letti collegati al primo (I libri singoli non danno punteggio).

*Se deciderete di leggere anche il libro da noi consigliato, la catena deve essere almeno da tre, ovvero il nostro + altri due. IL NOSTRO LIBRO, IN QUESTO CASO VARRà DOPPIO (come punti).

*Potete fare catene senza limite di libri, quindi minimo due massimo quanti ne volete. 

*Ad ogni nostro libro corrisponde una e una sola catena, quindi pensate bene a come organizzarvi perchè non potrete ripetere lo stesso tipo di catena o utilizzare lo stesso libro di partenza due volte. Esempio: Se ho usato "Il blu delle rose" per catena colore, non potrò fare ulteriori catene colore o partire a quel libro lì per altre catene. 



Passiamo alla mappa. Come abbiamo scritto i vostri singoli punteggi saranno sommati e andranno assegnati al vostro vascello di appartenenza. Quando LA PRIMA NAVE raggiungerà 2000 punti incontrerà il MOSTRO. Se non perirete, quando la nave conquisterà 4000 punti sbarcherete sull'ISOLA.

Nel frattempo potrete continuare a leggere i vostri libri, questo non ostacolerà le vostre letture.

L'isola e il mostro dovranno essere raggiunti almeno 48 ore prima della fine del mese altrimenti i loro effetti non varranno.  




E cosa facciamo noi TRE? Noi avremo la possibilità di leggere come voi e i nostri punti si accumuleranno alla fine del mese ai vostri punti totali! Bello eh!

Ogni mese il vascello che raggiungerà il punteggio più alto vincerà una fiasca di Rum (gli altri acqua salata...) e il punteggio verrà azzerato a tutti per ripartire da zero il mese successivo. Vincerà la sfida finale il vascello più ubriaco (ovvero chi avrà accumulato più fiasche di Rum in dodici mesi).

Cosa fanno i NOSTROMI? Questa figura l'abbiamo pensata per aiutarci nel lavoro di coordinazione, ci aiuterà a tenere i punti del proprio vascello, ad avvisarci al raggiungimento di un traguardo, insomma coordinerà mozzi e marinai e farà da portavoce. Rappresentanti di classe venite a noi!! Può rimanere sempre lo stesso oppure potrete variare ogni mese, basta che entro un giorno dall'inizio del mese voi lo comunichiate al vostro Capitano.


COME SI INSERISCONO I PUNTI? DOVE SI MANDANO LE RECENSIONI?

Esiste un Gruppo dedicato alla challenge in cui è OBBLIGATORIO ENTRARE (cliccare QUI per richiedere l'accesso) all'interno del quale inserirete la recensione o il link nel caso la vogliate scrivere altrove e dovrete allegare il titolo, numero di pagine, obiettivo, la foto e tassativamente l'# di appartenenza (#laperlanera #olandesevolante #jollyroger). Ci sarà un foglio Drive di riepilogo con il vostro nome e i punti ottenuti che gestiremo noi. ATTENZIONE IL GRUPPO FACEBOOK PER INSERIRE LE RECENSIONI E' QUELLO GENERALE, LE RECENSIONI SI METTONO Lì, VISIBILI A TUTTI I PARTECIPANTI.


COME FACCIO A PARTECIPARE?

- Vi chiediamo di commentare questo post e compilare il format che utilizziamo solo per l'iscrizione QUI. 
Essere iscritti ai nostri quattro blog: Desperate Bookswife, Il salotto del gatto libraioOmbre di Carta, Un libro per amico. 


Per adesso è tutto, ci ritroviamo in alto mare.

martedì 29 giugno 2021

Recensione #399 - Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli

Buongiorno lettori, eccomi anche oggi con una nuova recensione. Si tratta di quella di Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli, edito da Newton Compton editori, pag. 318.



Trama:
 Quale ragazza non sogna di sfondare nel proprio lavoro sfruttando la possibilità di trascorrere un anno all’estero? È proprio questa la grande opportunità che un giorno si presenta a Maddison: ma l’inaspettata promozione arriva sotto forma di un trasferimento dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud! Maddison, però, è solo all’apparenza una donna in carriera. In realtà è molto meno motivata delle sue colleghe e per nulla attratta dall’idea di stravolgere la sua vita. Come è possibile che abbiano pensato proprio a lei, che del defilarsi ha fatto da sempre un’arte, che ha il terrore delle novità e di mettersi alla prova? Una volta arrivata in Corea, il suo capo, occhi a mandorla e passaporto americano, non le rende affatto facile adattarsi al nuovo ambiente. Catapultata in un mondo inizialmente ostile, di cui non conosce nulla, di cui detesta le abitudini alimentari e non solo, Maddison si vedrà costretta a tirar fuori le unghie e a crescere una volta per tutte. E non è detto che sulla sua strada non si trovi a inciampare in qualcosa di bello e del tutto imprevisto!


Dopo Zazie nel metrò, volevo qualcosa di semplice e leggero, che potesse farmi trascorrere qualche ore leggendo solo per il piacere di farlo, senza la necessità di scoprire messaggi nascosti o stili particolari. Ho quindi optato - su consiglio della cara Ines - per questo libro di Anna Premoli, autrice che volevo leggere da tempo e che speravo facesse al caso mio. Come è andata? Ve lo spiego subito...

lunedì 28 giugno 2021

Recensione #398 - Zazie nel Metrò di Raymond Queneau

Buongiorno lettori, fine mese si avvicina ed è tempo di recuperare parte delle recensioni arretrate. Oggi vi parlo di  Zazie nel Metrò di Raymond Queneau, edito da Einaudi, pag. 194.

Per prim cosa mi scuso per la foto un po' fai da te, ma ho restituito il libro cartaceo a chi me lo ha prestato, prima di fare la foto. Quando dico che la vecchiaia avanza...



Trama:
 Zazie, una ragazzina ribelle e insolente, arriva nella Parigi degli anni '50 dalla provincia. Il suo sogno è vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Parigi. Fugge disinvolta dall'olezzo dello zio, ballerino travestito, per incontrare, grazie alla sua vitalità straripante, una galleria eterogenea di personaggi: un conducente di taxi, diabolici flic, la dolce Marceline, una vedova consolabile, un calzolaio malinconico e un querulo pappagallo.


Se mi seguite, lo sapete, amo organizzare sfide di lettura ma amo anche parteciparvi e quest'anno con Baba Desperate Bookswife, e Ombretta Ombre di carta oltre ad averla organizzato abbiamo deciso di parteciparvi, divise in squadre con le nostre ciurme.
Come mai ho letto questo libro? Perché questo mese per la sfida mi serviva un autore il cui cognome cominciasse con la Q e siccome mi veniva in mente solo Rebecca Quasi, che non avevo voglia di leggere, mi è stato consigliato questo e mi è sembrato che potesse fare al caso mio.
Per carità, il suo dovere lo ha fatto, ho letto un libro con autore con la Q quindi potrò tranquillamente finire il mese in bellezza con le mie recensioni ma per il resto devo dire che non è stata una grande esperienza.

venerdì 25 giugno 2021

Letture con Marina #140 - Recensione de L'imbrogliona e il mago che la mise nel sacco di Miss Black

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna il consueto appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Buon week end!


Dopo averlo letto, me lo immagino così: una scanzonata graphic novel, sullo stile di “Valentina”, o forse più tipo gli “ero manga” o gli “hentai” giapponesi…



Ti
tolo: L'imbrogliona e il mago che la mise nel sacco
Autore: Miss black
Casa editrice: StreetLib Write, 2016
Pagine: 139

Trama: Darien Ashtiaend è un mago leggendario: le sue imprese vengono raccontate attorno al fuoco, le sue magie hanno stupito il mondo. Si mormora che abbia scoperto la formula dell’eterna giovinezza e dell’infinita ricchezza... insomma, è la vittima ideale per Lesdra Lawerban, detta Les. Les è una truffatrice. In teoria sarebbe una maga, ma non ha mai potuto permettersi un maestro decente, anche perché i maghi sono tutti dei vecchi porci e nessuna allieva giovane e carina può illudersi di fare l’apprendistato “gratis”. Ora Les ha messo a punto un piano difficile e avventato per introdursi nella torre al confine delle terre fatate di Darien, per sedurlo e per portargli via tutto. È un piano davvero complicatissimo e Darien è smaliziato, pericoloso e anche un po’ bastardo... come potrebbe non funzionare? C’è un unico problema: Darien si accorge subito delle intenzioni di Les, le trova divertenti e si spinge fino a darle consigli su come raggirarlo meglio. Non è così che una vittima dovrebbe comportarsi. E i suoi suggerimenti su come venire sedotto sono... piuttosto immorali.
 

RECENSIONE:   

giovedì 24 giugno 2021

Lettori intorno al mondo - Sud America: vi porto in Brasile, nella Foresta Amazzonica

 


Buongiorno lettori, torna la rubrica dei viaggi. Questo mese vi portiamo in Sud America. Dopo Nadia che vi ha portato in Argentina - post cliccando qui -Viviana che vi ha portato nella Foresta Amazzonica Ecuatoriana - post qui - Marina in Bolivia - qui - e Baba nelle favelas brasiliane - qui - oggi tocca a me e vi porto a fare un viaggio un po' avventuroso, non adatto per chi è abituato ai resort a cinque stelle. Perché? Perché vi porto in mezzo agli insetti e la natura incontaminata - e a volte pericolosa - della Foresta Amazzonica brasiliana. Quindi preparate scarpe comode perché si parte.

Per questo viaggio ho preso spunto dal libro di James Rollins, Amazzonia.

Troverete nel post delle parti in corsivo rosso, che sono citazioni prese dal libro.

Prima di entrare nel vivo del viaggio concedetemi qualche parola per inquadrare la nostra meta.

La FORESTA AMAZZONICA ricopre la maggior parte del nord ovest del Brasile, è la più grande foresta pluviale del pianeta ed è famosa per la sua biodiversità.



PRIMA TAPPA: villaggio missionario


Un insieme eterogenero di capanne dai tetti di foglie di palma e di case di legno s'estendeva su un'area di terreno strappata alla giungla. [...] Alcune case erano su palafitte, com'era consuetudine per gli indios Apalai, mentre altre, costruite con fango e foglie di palma, erano le case tipiche delle tribù Waiwai e Tirios. Ma il numero maggiore degli abitanti della missione era costituito dagli Yanomamo, la cui presenza era indicata dalla loro casa comune circolare.
Fonte:  https://www.survival.it


Fonte:  https://www.survival.it
Gli Yanomami sono una delle più numerose tribù del Sud America a vivere in relativo isolamento.
In Brasile, il territorio yanomami ha un’estensione pari al doppio della Svizzera (oltre 9,6 milioni di ettari).
Le comunità Yanomami vivono nello yano, una grande casa comune capace di ospitare fino a 400 persone.
Lo yano, detto anche sciabono, ha la forma di un grande anello. Al centro c’è un ampio spazio aperto destinato alle danze, alle cerimonie e ai giochi; la circonferenza, invece, è coperta, ed è lì che le famiglie si riuniscono, ciascuna attorno al suo focolare. Di notte le amache si dispongono attorno al fuoco per scaldare e delimitare lo spazio di ogni famiglia. 
Gli Yanomami hanno un’immensa conoscenza delle piante e ne usano circa 500 tipi differenti per nutrirsi, curarsi, costruire le abitazioni e altri utensili. Provvedono al proprio sostentamento in parte con la caccia, la raccolta e la pesca, ma anche coltivando ortaggi e frutta in ampi orti ricavati nella foresta. Poiché il suolo amazzonico non è molto fertile, ogni due o tre anni gli Yanomami abbandonano il vecchio orto per aprirne uno nuovo.
Fonti:
 https://www.survival.it/popoli/yanomami
https://it.wikipedia.org/


SECONDA TAPPA: in canoa sul Rio Negro

Il fiume li avrebbe portati a São GabrielPercorsero in silenzio i quindici chilometri del tragitto.[...]
Mentre proseguivano a navigazione, ammirò il fitto fogliame che incorniciava entrambe le rive. Tutt'intorno a lui la vita ronzavam cinguettava, strideva, fischiava e grugniva.
Sulle sponde, branchi di scimmie urlatrici dal pelo rosso lanciavano in coro le loro grida e saltavano irnientemente dalla cima di un albero all'altro. Lungo le rive, dove i fondali erano poco profondi, tarabusi dalle piume bianche e dai lunghi becchi arancione erano intenti a dare la caccia ai pesci, mentre i musi coperti di scaglie dei caimani marcavano le zone in cui i coccodrilli dell'Amazzonia avevano fatto la tana.
Lì la giungla, infinita, impenetrabile, piena di mistero, dominava in tutte le sue forme. Era una delle ultime zone del pianeta che ancora doveva essere veramente esplorata: c'erano luoghi in cui l'uomo non aveva mai messo piede. 

Fonte: https://www.getyourguide.it/

Il Rio negro è un fiume dell'America Meridionale di ca. 2000 km, principale affluente del Rio delle AmazzoniEntrato interritorio brasiliano, il Rio Negro scorre prevalentemente verso ESE, allargando progressivamente il suo letto fino a un massimo di 30 km, e confluisce da sinistra nel Rio delle Amazzoni presso Manaus. I suoi principali affluenti sono il Rio Branco da sinistra e il Rio Uaupés da destra. È navigabile negli ultimi 800 km.
Girovagando online ho trovato delle "crociere" sul Rio Negro che possono fare al caso nostro, quindi non mi invento nulla e vi consiglio di dare un'occhiata qui.

Fonti: 
https://www.sapere.it
https://www.getyourguide.it/


TERZA TAPPA: São Gabriel da Cachoeira

Esausto, zuppo di sudore, procedette barcollando lungo il ripido sentiero che scendeva dalla sommità del monte della Sacra Via. Di fronte a lui, un varco nel fogliame gli offrì la vista di São Gabriel. La cittadina era adagiata in un'ansa del Rio Negro, un affluente settentrionale del grande Rio delle Amazzoni.[...] L'intera São Gabriel da Cachoeira era di fronte a Manny: un conglomerato di baracche e funzionali strutture di cemento armato ammassate lungo il corso del Rio Negro.
Il paesaggio era costellato di hotel e di altre nuove costruzioni, erette nel corso degli ultimi cinque anni per ospitare il crescente numero di turisti in visita alla regione. In lontananza, si trovava la pista dell'aeroporto: il nero dell'asfalto era come una cicatrice nel verde della giungla. Era chiaro che nemmeno nelle remote regioni selvagge il progresso poteva essere fermato.

Fonte: https://www.ecured.cu/

São Gabriel da Cachoeira (San Gabriele della Cascata) è un comune situato sulla sponda settentrionale del fiume Rio Negro, nella regione di Cabeça do Cachorro , stato dell'Amazzonia , Brasile. È il terzo comune più grande del Brasile per area territoriale e il secondo più grande dell'Amazzonia.
La maggior parte degli abitanti di São Gabriel da Cachoeira sono indigeni.

Fonti: 
https://en.wikipedia.org/


QUARTA TAPPA: Manaus

[...] prima che potessi rendermene conto, stavo atterrando a Manaus
Città storica

Manaus è una città brasiliana, capitale dello Stato di Amazonas e principale centro urbano, finanziario e industriale della Regione Nord del Brasile. È la città più popolosa di Amazonas e di tutta l'Amazzonia con oltre 2,1 milioni di abitanti.
Faremo un tour della città storica, visiteremo il Teatro dell'Opera, e non ci faremo mancare una visita al Mercato del pesce dove la materia prima non viene solo esposta sui banchi ma anche lavorata. Il pesce dell'Amazzonia cibandosi di frutti, erba e bacche ha un sapore delicato ed aromatico.

Fonti: 
https://it.wikipedia.org/


Per questo mese è tutto, spero di avervi interessato un pochino con un viaggio che non è proprio sulle normali rotte turistiche. Vi saluto lasciandovi gli appuntamenti di agosto, in cui si volerà in Africa!

 Calendario Giugno:

5 agosto Nadia sul blog Desperate Bookswife
15 agosto Viviana sul blog Cara carissima me
12 agosto Marina sul blog Un libro per amico
19 agosto Baba su Desperate Bookswife
26 agosto Io sul blog Un libro per amico


martedì 22 giugno 2021

Recensione #397 - La ragazza delle perle di Lucinda Riley

Buongiorno lettori, cercando di ottimizzare il tempo, anche oggi torno con una nuova recensione. Si tratta di quella de La ragazza delle perle di Lucinda Riley, edito da Giunti, pag. 672.


Trama:
 Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta. Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero... Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.


La ragazza delle perle è il quarto libro della serie Le sette sorelle. Se i primi tre mi avevano fatto storcere non poco il naso, devo dire che questo è quello tra i quattro che finora ho trovato il più equilibrato sia come storia del presente e del passato, sia come completezza dei personaggi, sia come ambientazione.
Certo non posso dire che questa serie sia diventata improvvisamente la mia preferita, non posso dire che da oggi consiglierò a tutti di leggerla ma devo dire che sicuramente se tutti i libri che la compongono fossero come questo di certo sarebbe tutta un'altra cosa.
Ma partiamo dall'inizio.

lunedì 21 giugno 2021

Recensione #396 - Uccelli di rovo di Colleen McCullough

Buongiorno lettori, e buon inizio settimana. Oggi vi parlo di Uccelli di rovo di Colleen McCullough, edito da Bompiani, pag. 663.


Trama:
 La storia dei Cleary inizia ai primi del '900 e si conclude ai giorni nostri, nel grandioso scenario naturale dell'Australia. Gli anni consumano le vite in una vicenda di sentimenti e passioni, di fede e amore, sulla quale si stende grave e inesorabile il senso della giustizia divina. I personaggi soprattutto memorabili figure femminili, tenere e orgogliose - vanno incontro al destino come gli uccelli di rovo della leggenda australiana, che cercano le spine con cui si danno la morte.
Sara Rattaro torna con un nuovo lavoro e lo fa con la sua solita semplicità ma anche con la sua grande carica di sentimenti.






venerdì 18 giugno 2021

Letture con Marina #139 - Recensione de Storia Meravigliosa dei viaggi in treno di Per J. Anderson

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna il consueto appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Avrei avuto diverse recensioni da pubblicare ma tra lavoro e vita reale è stato un periodo particolarmente impegnativo. Per fortuna Marina mi salva e, come un orologio svizzero, ecco la sua recensione settimanale.


Sarà il colore finalmente tenue delle nostre Regioni, sarà l’estate che alfine si fa viva: fatto sta che le vacanze ed i viaggi sembrano alle porte ed anch’io mi sono fatta nuovamente affascinare dal mitico viaggio sull’Orient Express!





Ti
tolo: Storia Meravigliosa dei viaggi in treno
Autore: Per J. Anderson
Casa editrice: UTET, 2020
Pagine: 352

Trama: «Quando Watt e Stephenson costruirono la prima locomotiva, si può dire che così facendo inventarono il tempo.» Era il 1936 e Aldous Huxley rifletteva sulla portata rivoluzionaria del treno a vapore; già da un secolo la terra si stava coprendo di uno scintillante reticolo di binari, su cui correvano, puntuali come l'orologio di Greenwich, le icone della velocità e del progresso. Oggi, invece, ai lunghi viaggi su rotaia associamo un sentimento diverso. Un desiderio di fuga nel passato, la fantasia dell'attesa prima di raggiungere la meta, la volontà di perdersi e confondersi tra i passeggeri. Sembra quasi che il treno risvegli non più la speranza in un futuro migliore, ma la nostalgia per un mondo quasi scomparso. Queste due sensibilità, apparentemente così distanti, animano entrambe lo spirito girovago di Per J. Andersson e del suo libro, che è sia una storia delle ferrovie dalle origini ai giorni nostri, sia un invito a mettersi in viaggio alla riscoperta dello slow travel. Il reporter svedese guida il nostro sguardo fuori dal finestrino e racconta i segreti nascosti sotto la ruggine: dai sanguinosi delitti letterari tra gli scompartimenti dell'Orient Express alla vera e tragica fine del primo finanziatore dell'impresa ferroviaria, travolto sui binari dalla locomotiva Rocket all'arrivo inaugurale in stazione; dalle grandi rapine ai vagoni in corsa sulle praterie nel West più selvaggio al cuore della giungla indiana, dove un treno azzurro arrampicandosi sulle cime del Nilgiri all'incontrario va... E a ritroso sembriamo andare anche noi, trasportati magicamente da un paese all'altro oltre i confini di quella che crederemmo essere solo immaginazione e invece è la Storia che, secondo Andersson, possiamo continuare a scrivere: la Storia meravigliosa dei viaggi in treno.
 

RECENSIONE:   


Viaggi, rispetto per l’ambiente e al contempo comodità, storia e cultura a tutto tondo, nostalgia per il passato e visione d’insieme per il futuro. Può un libro racchiudere tutto questo?

Vi risparmio il titolo originale in svedese, anche se qualcuno potrebbe restarne affascinato. Incomprensibile. Simpaticamente. Così come allegro e scritto come fosse un romanzo è questo libro dall’accattivante copertina. E complimenti all’autore ed evidentemente anche alla traduttrice, perchè il libro si legge veramente con piacere e curiosità crescenti. Come qualche altro lettore ha tenuto a specificare, leggendo la trama non avevo capito che molte parti fossero appannaggio dell’estremo nord Europa, e con questo intendo i paesi scandinavi. Però non è affatto vero che riporta solo le esperienze, la storia e la “ferrovia” dell’estremo nord. Che poi, nonostante l’autore sia un esperto viaggiatore, sembra comunque naturale che si soffermi soprattutto sulla Svezia e sui paesi limitrofi, che chiaramente conosce come le sue tasche.

Suddiviso in una ventina di capitoli dai titoli evocativi, Andersson ci racconta la storia del treno, ma anche la sua infanzia come nipote di nonni che proprio grazie alla ferrovia hanno potuto abbandonare le fattorie dei luoghi natii per trasferirsi in una cittadina e snodo ferroviario, ottenere un impiego statale sicuro e così svincolarsi dal pesante e poco remunerativo destino di contadini. In breve, almeno per la sua famiglia svedese, benessere, fiducia, possibilità di una vita migliore rispetto anche solo alla generazione precedente, e possibilità di poter avere quattro figli e riuscire a mantenerli più che dignitosamente.

Abbandoniamo la storia della famiglia di questo giramondo stipendiato e facciamo nostre le argomentazioni sull’ambiente che sembrano essere diventate punto focale di discussione di tutti i Paesi. Sarebbe qui troppo lungo riuscire a riportare anche solo una parte delle considerazioni di cui Andersson ci fa partecipi. Però… Non avevo mai riflettuto sul diverso inquinamento che porta il mondo ferroviario, rispetto al mondo degli aerei. I numeri che riporta l’autore sono impressionanti. Se da un lato ad un certo punto il viaggio in aereo ha consentito viaggi molto più rapidi e con l’avvento delle compagnie aeree low-cost lo ha reso alla portata di tutti, è anche vero che l’inquinamento ha raggiunto valori assurdi. Il treno, che aveva anch’esso consentito alle persone “normali” di poter viaggiare e trasportare merci più velocemente ed agilmente, ad un certo punto, un po’ alla volta, è stato pressochè abbandonato a favore dell’aereo, più veloce e molto più inquinante. Il discorso del più veloce tra l’altro, per quanto riguarda le tratte coperte dall’alta velocità, non è nemmeno più veritiero.

Come puntualizza ogni tanto l’autore con tono speranzoso ed incitante, il treno negli ultimissimi anni sta tornando un po’ in auge, perché a differenza dell’aereo, ad esempio, consente anche la visione dei paesi e delle città che attraversa. Per non parlare dei panorami. Eppure… Eppure, come ci racconta rattristato Andersson, proprio nel 2009 quando c’era a Copenhagen il vertice sul clima delle Nazioni Unite, in Svezia, con il parere contrario di molti, è stato deliberato il via libera alla costruzione di un altro aeroporto nel Dalarna settentrionale. Per attirare turisti da Gran Bretagna, Germania e Russia, Cina e Giappone sui loro bassi rilievi, per una sciata su piste veramente insignificanti. Quando poco distante da queste modeste cime, ci sono massici montuosi molto più maestosi e con piste sciistiche molto più lunghe e belle. A che pro, quindi? “La progettazione dell’aeroporto è stata molto strana. Non tutte le parti hanno avuto voce in capitolo. Sospettiamo che ci siano stati degli imbrogli”… A chi dare ragione? Ai verdi, ai naturalisti? Alle persone apartitiche e lungimiranti, impegnate nella salvaguardia del nostro pianeta? Oppure agli imprenditori ? E’ un punto questo che va attentamente considerato, avendo ben presente tutti gli aspetti, non solo quello puramente economico.

Ma in questo libro c’è tanto altro, oltre ai molteplici viaggi ferroviari intrapresi sin dall’adolescenza da quest’uomo che ha fatto della sua passione un lavoro. Lo dice chiaramente Andersson che – anche – con questo libro sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema ambiente, cercando di essere di esempio non solo a parole - e al contempo dando informazioni puntuali sulla rete ferroviaria europea, per invogliare i futuri viaggiatori a considerare per gli spostamenti mezzi alternativi, quando possibile.

Non dispiace poi per i lettori leggere e nello stesso tempo farsi incuriosire dai vari capitoli, leggendoli anche in ordine sparso… e perché no? Ad esempio imperdibile il capitolo “La nuova via della seta”, con digressioni su Cina, America, Africa e India… E altrettanto stupefacente, ricco di aneddoti e storia il capitolo successivo “Con la locomotiva a vapore sopra le nuvole”, dove si viaggia su logori e anciens treni, un po’ ovunque nel mondo per essere sinceri, non solo sul mitico Orient Express, del quale non Vi parlerò volutamente, per stimolarvi a cercare, curiosare, sognare… Ma anche in un titolo apparentemente meno nobile, come “Alte montagne e valli profonde”, tornando in Europa fra gli alti picchi, ci sono più che soddisfacenti pagine da “percorrere”, come dei provetti scalatori che affrontano le amate Alpi. Ci fermiamo un po’ a Poschiavo, all’Hotel Albrici à la Poste, che nel 1862 era addirittura la residenza del sindaco e dove qualche anno fa è venuto alla luce un dipinto di 350 anni fa, raffigurante il dio del mare, Nettuno. Ci si ferma anche per gustare una cucina che ha fatte sue le specialità di diverse culture, essendo una zona di confine e di transito.

Ve lo sareste aspettato Thomas Cook?, o se per questo anche The Grest Exhibition of the Works of Industry of all Nations di Londra del 1851? E allora perchè non ingolosirsi anche con alcuni intellettuali europei che non disdegnavano di viaggiare in treno o di soggiornare a Zurigo? Come ad esempio Kandinskij, Paul Klee, Max Ernst, James Joyce – o anche figuri più… come dire?, grigi – come Mussolini e Lenin! Oppure, sempre per persone a la page o comunque famose e/o danarose, scendere con il treno da Zurigo fino a Landquart, proseguire con il treno a scartamento ridotto fino a Davos Platz, dove una ripida funicolare ti conduceva alle case di cura che promettevano sollievo dai sintomi della tubercolosi. Ci andarono Robert Louis Stevenson e nel 1895 Arthur Conan Doyle – e ancora Thomas Mann che accompagnava la moglie Katia, e che qui si prese il tempo per scrivere “La Montagna Incantata”.

Beh Sig. Andersson: grazie per i reportage… Non hai fatto che acuire il bisogno di ritornare a viaggiare e soprattutto hai stimolato il pensiero che viaggiare non è solo uno svago fine a sé stesso, perché anche in questo ci deve essere il giusto rispetto per il nostro mondo. Ecco, se c’è un appunto che mi sento di muovere a questo libro, è che ti fa scalpitare per partire. E soprattutto mi ha messa nuovamente davanti al tipo di viaggio che mi organizzavo in solitaria quando avevo vent’anni. Viaggi lunghi, organizzati sì ma con la possibilità di perdere tanto tempo che in realtà non era una perdita, ma un guadagno per mente, occhi e cuore.

A presto




 

venerdì 11 giugno 2021

Letture con Marina #138 - Recensione di Calles. Tredici racconti dalla Bolivia

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna il consueto appuntamento con Marina e una delle sue recensioni.


Questa settimana leggevo con interesse le considerazioni in IG di Lucia Accoto (se volete curiosare: “accotol”), in merito alle recensioni che vengono postate. Tralascio volutamente il discorso sulle recensioni che sono un copia-incolla delle sinossi o i post di mera pubblicità di libri in uscita. L’argomento che mi aveva interessata maggiormente verteva sul fatto che in questa pagina ci si auspicava un maggior numero di recensioni dove le sensazioni personali - e quindi il costrutto della maggior parte della recensione - dovrebbe essere ciò di cui si scrive (sintetizzo per non dilungarmi). E vediamo un po’ questa tesi all’opera…?




Ti
tolo: Calles. Tredici racconti dalla Bolivia
A cura di: Maria Cristina Secci
Casa editrice: Gran Via, 2018
Pagine: 203

Trama: Fino a poco tempo fa quasi sconosciuta al lettore italiano, la narrativa boliviana sta vivendo un momento di improvvisa e forse inattesa fioritura grazie a un numero crescente di autori nati tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta che, accanto ad argomenti storici e politici, sviluppano nei rispettivi testi temi più personali e intimi, con varietà e vivacità formale sorprendenti. "Una generazione giovane dinanzi alla tradizione e vigorosa nel proprio tempo", dunque, che si sta facendo pian piano ineludibile, divenendo punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi alla letteratura ispanoamericana di inizio secolo. Dopo le antologie incentrate sul racconto messicano, cubano e cileno, questa nuova selezione dedicata al paese andino propone contributi di scrittori che con le loro opere si stanno facendo ambasciatori della letteratura boliviana nel mondo.
 

RECENSIONE:   


Ieri sui blog che partecipano ai viaggi virtuali di “Lettori intorno al mondo”, Vi ho accennato alla Bolivia, chiedendoVi poi di seguirci oggi qui, per non creare un post troppo lungo e quindi dividendo la parte del viaggio dal libro che mi ha fornito l’occasione di parlarvene.

Racconti. Che negli ultimi tempi vengono apprezzati un po’ di più. Nel mio caso, perché ultimamente mentre sto leggendo un libro, per quanto entusiasmante, ho la curiosità di iniziarne subito un altro. Una raccolta di scritti di autori mi consente a volte di incanalare il mio interesse in un unico libro.

Come dicevo ieri, un plauso a Gran Via Editore e ai traduttori di questi tredici autori, perché la letteratura boliviana, salvo qualche altro caso sporadico di raccolte e/o autore che emerge, resta sempre in una sorta di sottobosco.

In questa raccolta, tra l’altro, gli autori, con un’unica eccezione, sono tutti nati dopo il 1970. Una generazione che sembra scostarsi dalla precedente per i temi che porta avanti. Non più una sorta di obbligo morale nel sentirsi in dovere di parlare delle condizioni socio-economiche, politiche e culturali del proprio Paese, ma la possibilità di spaziare con argomenti che, anche se ci riportano a tali soggetti, lo fanno partendo da scelte tematiche diverse.

Così, se la famiglia è utilizzata dagli autori della generazione precedente per denunciare le condizioni sociali e familiari dell’epoca o della tradizione sud-americana in generale e boliviana in particolare, con specifico riferimento anche alle origini indigene, ora gli autori più giovani utilizzano la propria voce per narrare storie legate intimamente alle nuove generazioni, al cambiamento sociale, ma senza dover vincolare il racconto alla politica o a quel realismo sociale di denuncia che a molti lettori, se così francamente esplicitato, non piace o non interessa.

SEBASTIÁN ANTEZANA, MAXIMILIANO BARRIENTOS, MEGELA BAUDOIN, NATALIA CHÁVEZ GOMES DA SILVA, LILIANA COLANZI, GABRIEL ENTWISTLE, RODRIGO HASBÚN, SAÚL MONTAÑO, FABIOLA MORALES, EDMUNDO PAZ SOLDÁN, GIOVANNA RIVERO, ALEJANDRO SUÁREZ, WILMER URRELO ZÁRATE.

Ci troviamo quindi di fronte a 13 autori che ci intrattengono con altrettanti racconti, più o meno lunghi, alcuni già pubblicati, altri in fase di pubblicazione (quantomeno nel 2018), con argomenti gli uni diversi dagli altri, alcuni “escatologici” e quindi di ampio respiro, alcuni legati al mondo famiglia – e alcuni di una violenza così inaudita da lasciarci con il libro aperto, in attesa che il cervello registri le parole traducendole in significato tale da poter essere compreso, poi sedimentato, alfine riposizionato fuori da noi stessi per dargli un senso che per noi abbia un valore oggettivo.

E se quindi alcuni racconti mi sono subito penetrati nella pelle come se fossero situazioni che avrei potuto vivere, essendo ad esempio donna e madre… penso ad esempio al magnifico quanto innervato nel profondo abisso di insicurezza di tutte le madri di “Nel Bosco” di Giovanna Rivero, il cui argomento mi ha fatto venire in mente quanto detto da Tommaso Scotti nel suo “L’Ombrello dell’Imperatore”, a proposito della legge sulle adozioni di minori in Giappone… d’altro canto altri racconti mi hanno lasciata volutamente estranea, come estranea m’è la storia della Bolivia, che ho volutamente evitato di “ripassare” prima di leggere i racconti.

E a tal proposito, per associazione di idee, il violento “La Giapponese” di Saul Montano, che fotografa una gioventù inutilmente rabbiosa, dove la vita sembra scorrere tra notti di alcol, sesso e violenza gratuita senza soluzione di continuità, e dove l’inutilità di questa vita dà la stura ad una truculenza senza senso, ma legata al piccolo paese che non offre nulla di più di quello di cui i ragazzi si servono selvaggiamente.

O ancora “Deforme” di Fabiola Morales, con una danza di similitudini medico-letterario-artistiche tra la protagonista del racconto e l’arcinota artista Frida Kahlo e la fotografa del popolo Dorothea Lange, da cui farsi tentare in Internet per scoprire che una delle sue fotografie più famose ci farà esclamare: “Ah!, ma è sua”? (Migrant Mother)

Ci sono poi racconti incentrati sulla vecchiaia, per esempio il “Foto di famiglia” di Liliana Colanzi, colpevole fra l’altro di avermi fatto scoprire questa raccolta di scritti quantomeno ricchi di potente vita boliviana.

E che dire di “Dochera” di Edmundo Paz Soldan, che ci fa vivere la vita di un enigmista famoso, in attesa del successivo incontro con questa donna misteriosa, “Dochera” appunto, che nemmeno dopo il 57esimo cruciverba dedicatole decide di palesarsi al mondo e soprattutto al cruciverbista.

Ce ne sono parecchi tra quelli che ho letto, anche se magari violenti, che mi sono piaciuti. Ma chiudo parlandoVi di “Vecchi che guardano porno” di Sebastian Antezana, perché, titolo svela, ci parla di due uomini che alla fine del loro ciclo vitale si incontrano, si innamorano, decidono di condividere gli ultimi anni della loro vita in un tran-tran soddisfacente, dove il picco sentimental-corporeo viene raggiunto con la visione di film porno, unitamente alla ricerca di un possibile reale che si celi dietro alla finzione degli attori. Finchè all’orizzonte appare Lui, che spezza gli equilibri teoricamente oramai radicati. Ed allora, da anziani come da giovani, la passione e la paura ci fanno vivere sensazioni terrificanti che richiedono sacrifici…

E così, come potete vedere, le parole sgorgano ma si fanno poco confidenziali, perché il desiderio di far capire di cosa racconta un libro è forse più forte di parlare di sensazioni personali, che proprio per la loro natura potrebbero svilire o quantomeno mistificare il senso di quanto si dovrebbe invece raccontare. Se quindi nell’incipit Vi ho proposto nascostamente un dilemma, nella chiusa dichiaro di non essere riuscita a darmi una risposta definitiva. Resta infine qui però la potenza di una scrittura di un collettivo che ci parla della sua terra, che dista anni luce dalla mia provincia ed dalla mia educazione piccolo borghese.

Come per il dubbio che non posso sciogliere con certezza, così questi racconti alla fine una cosa in comune ce l’hanno, a parte raccontarci di una Bolivia grandemente inesplorata: il finale. Che rimane come in sospeso, quasi volesse dare a noi lettori la possibilità di decidere per i vari personaggi e regalare alle loro storie una probabilità ancora in divenire. Un po’ come la mia recensione.
A presto