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mercoledì 5 gennaio 2022

Recensione #422 - Amori crimini e una torta al cioccolato di Sally Andrew

Buongiorno lettori e buon anno! Come sono andati i festeggiamenti? Qui ci siamo limitati  a pranzare in famiglia cercando di vedere meno gente possibile, vista la situazione, ma è comunque stato un bel periodo. Oggi torno con la prima recensione del nuovo anno, si tratta di Amori crimini e una torta al cioccolato di Sally Andrew edito da Guanda, pag. 430. 



Trama:
Bassina, morbida (forse un po' troppo morbida nei punti sbagliati), Tannie Maria è una donna pratica in puro stile afrikaans, ma è soprattutto ironica, tenera, saggia. Unisce a un robusto appetito il dono di saper cucinare piatti irresistibili. Dal suo angolo di Sudafrica, da anni è la seguitissima voce della rubrica di ricette sul giornale locale, The Karoo Gazette. La chiamano Tannie, zia, in segno di rispetto per la sua esperienza, e proprio in virtù di questa esperienza le viene chiesto dalla direzione del giornale di passare a occuparsi di problemi di cuore. Accetta dapprima controvoglia, non sentendosi all'altezza (diciamo che l'autostima non è il suo forte, e il suo passato sentimentale, con un marito ben poco amorevole, non è un ottimo biglietto da visita), ma scopre ben presto che a ogni pena d'amore corrisponde una cura, e spesso anche la giusta ricetta. Fino a quando, tra le tante lettere di affezionati lettori, ne arriva una che la coinvolge più delle altre. Una richiesta d'aiuto. Si tratta di Martine, una donna fragile e ferita, in fuga da un matrimonio che è diventato un incubo. Con la sua giovane e ardimentosa collega Jessie, "la ragazza con il geco tatuato", si metterà in testa di affiancare la polizia sulle tracce di un assassino. E nessuno, neanche il bel detective Henk Kannemeyer, che la vorrebbe ardentemente fuori dalle indagini, riuscirà a fermarla.

Avevo comprato questo libro durante le scorse vacanze estive, al Libraccio di Pisa. Era da anni che ne sentivo parlare e che mi ispirava e quando l'ho trovato nuovo al 50% mi ci sono fiondata. Come è andata? Benino...

venerdì 17 dicembre 2021

Letture con Marina #157 - Recensione de Racconti del Pacifico di Jack London

Buongiorno lettori, come state? Come ogni venerdì torna Marina con una delle sue recensioni.


Casualmente instradata nella presente lettura dall’avventura de i “Lettori Intorno al Mondo” con l’ultima tappa del 2021 che prevedeva un viaggio “onirico” – o, forse meglio, virtuale - in Oceania, mi sono ritrovata a leggere uno degli scrittori americani più amati al mondo e che io invece, dopo “Zanna Bianca”, mi ero ripromessa di non leggere più.


     Tito
lo: Racconti del Pacifico
AutoreJack London
Casa editrice: Guanda, 2019
Traduzione: Attilio Verldi
Pagine: 201

Trama: Questo libro si nutre delle suggestioni di un viaggio che Jack London compì tra il 1907 e il 1908 attraverso le isole della Melanesia e della Polinesia. Lo scrittore sapeva bene di ricalcare gli itinerari di Melville e Stevenson: e c’è almeno un racconto, fra quelli presentati (Il seme di McCoy), che richiama l’atmosfera affascinante della Linea d’ombra di Conrad. Eppure, London sa imprimere il suo inconfondibile suggello: dalla memorabile figura di Koolau il lebbroso, l’indigeno che lotta sino alla morte per la dignità del piccolo gruppo di reietti cui appartiene, allo sceriffo di Kona, la cui anima impulsiva e generosa non è vinta neppure dalla malattia, sino allo stesso McCoy, il quieto pilota che porterà in salvo una nave con la sola forza della sua suadente autorevolezza, queste pagine sono popolate da incarnazioni diverse dello stesso personaggio: l’eroe che lotta, fragile e solitario, contro il destino. E l’eroismo non risiede solo nella ribellione e nel conflitto: può anche assumere la forma della quieta rassegnazione del bracciante cinese Ah Cho, protagonista di Chinago, che, per un errore di trascrizione del suo nome, patisce una sorte ingiusta, comminatagli dalla stolta crudeltà dello straniero colonizzatore. Il suo silenzio dolente, la sua solitudine racchiudono molto del fascino dell’opera di London: come scrive Beniamino Placido nella sua Introduzione, «quando leggiamo Jack London vogliamo essere soli. Ci diciamo, leggendo London in solitudine, che ‘ogni uomo è un’isola’ come aveva ripetuto il suo ‘allievo’ Hemingway. Ma un’isola diversa da tutte le altre. Affetta da un diverso, solitario destino.Così come sono diverse, diversissime fra loro queste isole del Pacifico».



 

RECENSIONE:   

venerdì 22 marzo 2019

Letture con Marina #60 - Recensione del libro Il club delle lettrici di Renate Dorrestein

Buongiorno lettori, come va? È di nuovo venerdì e come ogni quindi giorni torna Marina con una delle sue recensioni. Vi lascio quindi a lei e al suo pensiero!

Buongiorno e ben ritrovati. La tentazione è sempre irresistibile…


Titolo: Il club delle lettrici
Autore: Renate Dorrestein
Traduzione: L. Pignatti
Casa editrice: Guanda - 2018
Pagine: 176

Descrizione: Sette amiche olandesi di mezza età, Annabel, Martha, Jo, Tillie, Willemien, Leonie e Barbara, hanno costituito un club di lettura e da anni si incontrano e leggono insieme. E insieme partecipano a una crociera letteraria in Scozia «nello spirito di Moby Dick», sotto la guida del loro autore preferito, Gideon de Wit, che considerano il migliore di questo secolo e del precedente. Le sette sono elettrizzate dall’avventura che le attende, ma non tutto in questo viaggio va come deve andare. Anzi, proprio niente. L’amatissimo Gideon si presenta in palese ritardo, con la sua famosa coda di cavallo e gli altrettanto famosi pantaloni di cuoio neri attillati, ma molto meno giovane e molto meno magro di quanto appaia sulle quarte di copertina dei suoi romanzi. Non solo: risulta anche molto meno simpatico e brillante di quanto le sue magnifiche pagine facciano intuire. Come se non bastasse, quando sono ormai a una certa distanza dalla costa vengono sorpresi da una tempesta. Cominciano a imbarcare acqua e poco dopo fanno naufragio su un’isoletta deserta, con il povero Gideon gravemente ferito… Una commedia brillante sui libri e la lettura, scritta con grande garbo e irresistibile ironia.


RECENSIONE:

giovedì 29 novembre 2018

Letture con Marina #52 - Recensione del libro Cuccette per signora di Anita Nair

Buongiorno lettori! Non siete impazziti, non è venerdì, purtroppo! Oggi anticipiamo la rubrica di Marina perchè domani sul blog ci saranno tantissime cose, quindi mi raccomando, vi aspetto!



Buona giornata e buon giovedì a tutti.
A distanza di quasi una settimana dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, vorrei portarvi in India per seguire la storia di sei donne, forse geograficamente molto lontane da noi, con una cultura ed una tradizione completamente diverse dalla nostra, ma con vissuti dell’anima che ci appartengono. Universalmente.


Titolo: Cuccette per signora (Ladies Coupé)
Autore: Anita Nair 
Traduzione: Traduzione di Francesca Diano 
Casa editrice: Guanda Editore 2012
Pagine: 316

Descrizione: Stazione ferroviaria di Bangalore, India. Akhila, single quarantacinquenne da sempre confinata nel ruolo di figlia, sorella, zia, è a un passo dal realizzare il suo grande sogno: salire su un treno gloriosamente sola, sistemarsi in una delle cuccette riservate alle signore e partire alla volta di una meta lontana, il paesino in riva al mare di Kanyakumari. Con le cinque donne del suo scompartimento - Janaki, moglie viziata e madre confusa; Margaret Shanti, insegnante di chimica sposata con un insensibile tiranno; Prabha Devi, la perfetta donna di casa; Sheela, quattordici anni e la capacità di capire ciò che le altre non possono; Marikolanthu, la cui innocenza è stata distrutta da una notte di lussuria - si crea subito una profonda intimità. Nelle confidenze sussurrate durante la lunga notte Akhila cerca una risposta alle domande che la turbano da quando era bambina, gli stessi dilemmi che caratterizzano il viaggio intrapreso da ogni donna nella vita.

RECENSIONE:

mercoledì 27 dicembre 2017

Recensione #219 - Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Spulveda

Ciao a tutti! Come state? Passato bene il Natale? Avete finito di mangiare? Io mi sto riprendendo dalla tre giorni mangereccia... credo di essere ingrassata qualche chilo, come ogni Natale. Ma se non si sgarra sotto le feste non c'è gusto!
Ma basta parlare di cibo, oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho letto prima delle feste o meglio, che mi ha letto mio figlio, come fosse un audiolibro!!! Eh già perchè mio figlio è in seconda elementare e la maestra gli ha dato come compito da leggere ma ha lasciato libera la scelta dei libri quindi, siccome ho sempre pensato che per appassionarsi alla lettura è anche necessario leggere libri belli ho pensato di cominciare da questo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepulveda, edito da Guanda 132 pagine.

Sinossi: I gabbiani sorvolano la foce dell'Elba, nel mare del Nord. "Banco di aringhe a sinistra" stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa. Ma quando riemerge, il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C'è un micio nero di nome Zorba su quel balcone, un grosso gatto cui la gabbiana morente affida l'uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto dal gatto solenni promesse: che lo coverà amorevolmente, che non si mangerà il piccolo e che, soprattutto, gli insegnerà a volare. E se per mantenere le prime due promesse sarà sufficiente l'amore materno di Zorba, per la terza ci vorrà una grande idea e l'aiuto di tutti.

Prima di raccontarvi il mio pensiero su questo libro vorrei sottolineare quanto sia stato bello che a leggerlo fosse mio figlio ad alta voce ed io fossi lì ad ascoltarlo. Si sa, a sette anni leggere è sicuramente meno affascinante rispetto a passare il proprio tempo davanti alla TV o con le mani dentro una grande scatola di lego colorata ma, condividere questa cosa con i propri genitori credo sia la giusta tattica per far avvicinare i più piccoli alla lettura. Almeno, con mio figlio questo metodo sta funzionando. 
E così, in lettura condivisa, abbiamo fatto la conoscenza - in realtà per me non era la prima volta ma lessi questo libro ai tempi della sua primissima uscita - di Zorba - il grande, grosso, gatto nero cui una gabbiana in fin di vita affida il suo uovo - e di Fortunata - la piccola gabbianella che da quell'uovo nasce - che sono i protagonisti di questa meravigliosa favola.
Una favola che per un bambino è la possibilità di riflettere sull'amicizia, sull'importanza di mantenere le promesse fatte, sulla capacità di condividere la vita con chi è diverso da noi ma è anche una favola che permette agli adulti di capire quanto, in fondo, potrebbe essere semplice dare il buon esempio cosa che, credetemi, non sempre è facile!
Non ricordavo il lessico di questo libro ed avevo paura che potesse essere troppo complicato per un bambino di soli sette anni invece ho trovato una storia scritta in modo semplice - nonostante i numerosi termini che ho dovuto spiegare a mio figlio ma quello sarebbe accaduto con qualsiasi altra lettura - una storia capace di arrivare al lettore in modo diretto, senza la ricerca di grandi paroloni o di concetti complicati. È vero, non ci sono figure e questo ha speventato tantissimo mio figlio quando lo ha preso in mano per la prima volta ma poi, una volta entrato nella storia, è stato felice e curioso di andare avanti e scoprire come un gatto potesse insegnare ad un gabbiano a volare. 
È facile far entrare nel proprio cuore quel gatto tanto gentile - è il primo commento fatto da mio figlio non appena l'autore ci ha fatto fare la sua conoscenza - e quella gabbianella accudita e sfamata dai gatti del porto, che di quei gatti vuole imitare gli atteggiamenti e le abitudini. Un grande messaggio quello che l'autore con una storia molto semplice vuole fare arrivare a noi, e non lo cela dietro frasi complicate da capire, ma ce lo fa spiegare direttamente da Zorba, così che anche il lettore più piccino possa farlo suo e rifletterci. Zorba, rivolgendosi a Fortunata che continua ad imitare i gatti ad un certo punto le fa un discorso profondissimo:
Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo bene perchè sei una gabbiana, una bella gabbiana. Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito dire che eri un gatto, perchè ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te sì. Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall'uovo. Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene che tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo. Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perchè sarà l'affetto tra esseri completamente diversi.
Quando ha finito di leggere questo passaggio mio figlio è rimasto a bocca aperta e aveva gli occhi che brillavano quindi direi... messaggio ricevuto!
Insomma, un libro che sa parlare con il linguaggio dei bambini ma che è adattissimo anche per gli adulti che quei bambini devono educare. Perchè quale miglior esempio di quello di un libro per spiegare un concetto semplice come l'importanza della lealtà, dell'amicizia e della parola data? 
Un libro che consiglio a tutti, grandi e piccini, e che spero venga letto molto, soprattutto nelle scuole primarie perchè, diciamocelo, Geronimo Stilton è tanto simpatico, ma Sepulveda è proprio un'altra cosa!
E voi, lo avete letto?  Lo consigliereste?

VOTO: 

venerdì 10 marzo 2017

Letture con Marina #9

Buon venerdì amici. Dopo due settimane torna Marina con la sua rubrica. A lei la parola!


Autore: Alexander McCall Smith
Traduzione: Elisa Banfi
Titolo: 44 Scotland Street
Casa editrice: Ugo Guanda Editore Spa  
Pagine: 336
Anno Pubblicazione:2009

Sinossi:  Quando spinge il portone del 44 di Scotland Street, nel centro di Edimburgo, Pat non vede l'ora di cominciare tutto daccapo. È al suo secondo anno sabbatico e una casa e un lavoro nuovi sono quello che ci vuole per ripartire. Da lì in poi dividerà l'appartamento con l'insopportabile Bruce, agente immobiliare bello e vanitoso; troverà lavoro nella galleria d'arte di Matthew, un giovane delicato ma inconcludente che di arte non capisce nulla; trascorrerà piacevoli serate con l'eccentrica vicina di casa Domenica, un'anziana antropologa dispensatrice di storie esotiche e saggi consigli sugli uomini. Intanto al piano di sotto Bertie, inquieto bambino prodigio, cerca di far capire alla madre, Irene, che preferirebbe rugby e trenini elettrici ai corsi di yoga, sassofono e italiano. A unire tutti un misterioso tentativo di furto e la caccia a un quadro che potrebbe essere una crosta o valere una fortuna...

RECENSIONE:

Di Alexander McCall Smith, che considero scrittore scozzese a tutti gli effetti dato l’amore che profonde a piene mani per l’adorata Edimburgo, avevo già letto il primo libro di un’altra sua serie (Il Club dei filosofi dilettanti - Serie: I casi di Isabel Dalhousie), che mi aveva lasciata un po’ perplessa e insoddisfatta. Ed invece, ora che ho iniziato la serie di 44 Scotland Street e sono immersa nella lettura del secondo romanzo, mi devo ricredere. Penso che McCall Smith sia un autore che non si apprezza immediatamente, forse perché, oltre alla bellezza del libro in sé, sono anche tanti gli spunti che in modo molto naturale egli dissemina nelle sue opere. Il lettore deve immergersi nel suo mondo ed entrare nel ritmo quieto ed elegante dei suoi aneddoti. Senza fretta e riflettendo su quanto egli fa dire o fare ai suoi personaggi. E questa serie ne è un perfetto esempio.
Sarà che le storie di condominio o di signorili palazzotti in decadenza sono sempre intriganti, saranno gli abitanti con le loro vite e vicissitudini. Sarà il modo in cui l’autore ci fa girare per le strade di Edimburgo, fino a conoscere bene questa città, i suoi abitanti, le loro abitudini e le loro pecche. Sarà che in questi romanzi non ci sono soprassalti o moti del cuore che fanno sobbalzare o inquietare. Sarà la finezza elegante e soffusa, oltre alle dinamiche che si dispiegano davanti agli occhi del lettore mano a mano che si prosegue la lettura, ma mi sto appassionando a questa serie e mi sono definitivamente innamorata di quest’autore.
Un autore che qui suddivide i suoi romanzi in piccoli capitoli, ciascuno con un titolo accattivante e che sembrano anticipare quanto poi succede nel capitolo stesso.
Ci sono molti temi - sociali, politici e psicologici - che l’autore fa affrontare ai suoi personaggi e che sembrano catapultarci nella mente di questo Signore con la “S” maiuscola. 
“L’ipocrisia è nell’aria che respiriamo”: questo è uno dei temi ripresi varie volte dai protagonisti di questa serie, nel parlare di Edimburgo. Altra parola che i protagonisti del romanzo usano per identificare Edimburgo è: antiquata.

Ma conosciamoli dunque questi personaggi, che sono la colonna portante di questa serie. C’è Pat, che forse è la vera protagonista del romanzo, o comunque la portavoce, attraverso la quale ci addentriamo nel romanzo e veniamo resi partecipi della vita anche di tutti gli altri. Vite che come nella nostra storia reale e quotidiana si incrociano – e portano ad altre conoscenze. Pat che dopo un anno sabbatico, non ha ancora deciso cosa fare della sua vita, se andare all’Università, lavorare o … Una cosa però ha ben chiara in mente: andare a vivere la sua vita fuori di casa dei genitori, nonostante l’amore ed il rispetto, sentimenti che, oltre all’ammirazione, la legano al padre. Il narciso, borioso ed insopportabile bel Bruce, agente immobiliare, che l’accoglie in un appartamento che dovrebbe dividere, oltre che con lei, anche con altri 2 coinquilini, salvo poi convivere solo con Pat. E Domenica, una donna colta e simpatica sulla sessantina, sua dirimpettaia, donna interessante, sempre pronta a raccogliere confidenze, fulcro di incontri e conversazioni stimolanti, nonostante la grossa differenza di età. Il suo amico pittore Angus Lordie con il cane Cyril, amante della birra e delle donne. E poi il giovane Matthew, il debole, sensibile ed inetto ricco capo di Pat, proprietario di una galleria d’arte. E Big Lou, donna enigmatica proprietaria di un pub, ex libreria. E la famiglia di Irene e Stuart Pollock con il figlio di 6 anni, Bertie, superdotato ma forse solo troppo stimolato bambino. Con i loro problemi, le loro manie e le loro assenze. E tanti altri che incontreremo lungo il percorso del romanzo, come Todd, il proprietario dell’agenzia immobiliare dove lavora il bel Bruce, tipico – a quanto sembra – esponente della piccola – soprattutto di vedute - borghesia edimburghese.

Come dicevo, tanti temi interessanti in questo romanzo. A partire dalla città di Edimburgo. Ma sarebbe troppo lungo elencarli tutti qui e forse si rovinerebbe la lettura a chi volesse suonare il campanello al nr. 44 di Scotland Street.
The Singing Buttler, Jack Vettriano

Una cosa però mi piace anticipare: ovviamente, avendo “creato” un proprietario di una galleria d’arte, si parla di diversi artisti scozzesi: soprattutto pittori, ma grazie al personaggio di Angus Lordie, anche di poeti. Vorrei soffermarmi su due artisti (gli altri Ve li lascerò scoprire nelle conversazioni dei protagonisti di questa serie): Peploe (1871-1935) e Vettriano (1951). Soprattutto Vettriano, di origine italiana, con la sua arte figurativa osè e molto conturbante. Qui di seguito Vi lascio due opere, le cui raffigurazioni si trovano liberamente in Internet, come il resto di tutta la sua produzione. 
Bluebird at Bonneville, Jack Vettriano
Una, the singing butler (il maggiordomo danzante) mi ha colpita particolarmente per i colori usati e soprattutto la fluidità dei movimenti dei protagonisti immortalati. Ed anche per i pensieri nati proprio dal titolo, unitamente alla figura della donna che si accompagna al maggiordomo. Il secondo, con una composizione scenografica accurata, oltre ai colori stupendi, perché è stata battuta da Sotheby’s a 468.000 sterline!



Vi invito ad andare a curiosare in Internet … rimarrete piacevolmente sorpresi !

Se dovessi riassumere in poche parole il libro letto, direi che è un romanzo dal ritmo piacevolmente lento, dove succede poco e quel che accade, anche se inizialmente misterioso, viene trattato con la quotidianità che risolve quietamente il mistero, ma dove soprattutto ci sono tanti spunti di riflessione e di interesse sia sull’amore che sul filosofeggiare che hanno parecchi personaggi del romanzo e che ci ammaliano fino a voler leggere ancora ed ancora le storie delle persone che abitano al 44 di Scotland Street.

AUTORE: Alexander McCall Smith, nato e cresciuto in Africa, è stato per anni professore di diritto presso
l’Università di Edimburgo ed è stato vicepresidente della commissione per la genetica della Gran Bretagna.
Prima di dedicarsi alla narrativa, ha scritto molti libri di altro genere.
Guanda ha pubblicato la serie di Precious Ramotswe e della sua Ladies’ Detective Agency N. 1. E la serie della detective per caso Isabel Dalhousie. Sempre per Guanda è uscita la raccolta di racconti su Edimburgo, dove McCall Smith compare come autore insieme a Irvine Welsh e Ian Rankin.

martedì 20 gennaio 2015

Chiacchiere, chiacchiere, bla bla bla... #6 - Regali natalizi

Buongiorno carissimi. Lo so, lo so, Natale è passato ormai da un po' ma purtroppo non sono riuscita a preparare prima questo post quindi eccomi qui, in super ritardo. Ci tenevo però a presentarvi tutte le mie nuove entrate direttamente o indirettamente libresche che ho ricevuto per Natale. Siete pronti? Siete comodi? La cosa è un po' lunga e ci vorrà un po'! ;)


Questi sono i libri ricevuti in regalo, non sono splendidi???? Più una Giftcard Mondadori che ovviamente ho già speso e tramutato in libri che vi presenterò in una puntata di Shopping letterario. La card mi è stata regalata dal mio maritino! Tanto amoreeee!!! :**********

Ora vi racconterò dei libri:
  • I diari dell'angelo custode di Carolyn Jess-Coke edito da Tea, pag. 360.  Un libro che desideravo da tantissimo tampo e che mi è stato regalato dalla mia adorata Michy che non sbaglia mai un colpo. Grazieeeee!!! *_*
Trama:  Margot ha quarant'anni e la sua vita è stata tutta un errore. Cresciuta senza genitori, oggi è una donna incapace di ricambiare un grande amore, una madre incapace di salvare il proprio figlio da un destino di infelicità. Il giorno in cui muore in circostanze misteriose, Margot è sola. Ma la sua vita non si conclude. Ciò che sembrava la fine è in realtà una trasformazione: Margot diventa un angelo custode e dovrà proteggere una vita mortale. Scopre però che per volere divino, o forse del fato, l'essere umano che le è stato affidato altri non è che se stessa. Costretta a tornare sulla terra per rivivere la propria vita, dovrà così assistere nuovamente alla vertiginosa altalena dei suoi giorni, fatti di molti dolori e rari momenti di felicità. Da angelo custode di se stessa, Margot dovrà capire quanto e come potrà intervenire per cambiare il corso degli avvenimenti e sostenere quella fragile bambina, poi ragazza e infine donna nelle mille scelte, a volte felici, più spesso tragiche, della sua esistenza. Fra i tanti dubbi e rimpianti ha solo una certezza: è disposta a tutto pur di cambiare almeno un evento, uno solo...  

  • Se domani farà bel tempo di Luca Bianchini edito da Mondadori, pag. 297. Come sapete adoro Luca e questo era l'ultimo libro che mi mancava. Ora li ho tutti! Mi è stato regalato dalla carissima Alessia del blog Il profumo dei libri. Grazieeee!! *_*  
Trama:  Si chiama Leonardo, ma per tutti è Leon. Ventisette anni, scuole svizzere, master alla Bocconi, una famiglia importante, una madre pesante, un padre assente. Case sparse in posti mai casuali: St Moritz, Bellagio, Portofino, Ibiza. Beve come una spugna, tira di coca, naturalmente non lavora, sopravvive nella sua gabbia dorata e ha una ragazza-bene che lo ama da troppo tempo, Anita, e lo lascia nelle prime pagine di questo romanzo. È il primo grande no nella vita di Leon, e lui reagisce istintivamente decidendo di trascorrere alcuni giorni nella campagna toscana, ospite della Fattoria del Colle, alla vigilia di quella che si preannuncia una grande vendemmia. Scettico - ma soprattutto viziato - Leon si confronta con una realtà di cui non si era mai reso conto. Basterà a redimersi? Con "Se domani farà bel tempo" Luca Bianchini ci racconta il jet set di oggi, mettendo in evidenza con ironia e cinismo tutti i tic e le debolezze di un rampollo speciale: bello, dannato e dannatamente sensibile, vittima e carnefice della sua stessa vita
  • Il tribunale delle anime di Donato Carrisi edito da TEA, pag.466. Anche questo libro mi è stato regalato da Alessia che conosce la mia recente passione per Carrisi! Ma quanto sono fortunata?? *_*
Trama:  Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L'altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c'è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell'impresa a pochi mesi dall'incidente che gli ha fatto perdere la memoria? Anomalie. Dettagli. Sandra è addestrata a riconoscere i dettagli fuori posto, perché sa che è in essi che si annida la morte. Sandra è una fotorilevatrice della Scientifica e il suo lavoro è fotografare i luoghi in cui è avvenuto un fatto di sangue. Il suo sguardo, filtrato dall'obiettivo, è quello di chi è a caccia di indizi. E di un colpevole. Ma c'è un dettaglio fuori posto anche nella sua vita personale. E la ossessiona. Quando le strade di Marcus e di Sandra si incrociano, portano allo scoperto un mondo segreto e terribile, nascosto nelle pieghe oscure di Roma. Un mondo che risponde a un disegno superiore, tanto perfetto quanto malvagio. Un disegno di morte. Perché quando la giustizia non è più possibile, resta soltanto il perdono. Oppure la vendetta. Questa è la storia di un segreto invisibile... 

  • Le notti di Reykjavik di Arnaldur Indrioason edito da Guanda, pag. 306.  Questo giallo nordico mi è invece stato regalato da una delle mie LGS, la dolcissima Cuore Zingaro, che conosce la mia passione per il noir e per i nordici. Grazieeeee!!! *_*
Trama:  Un senzatetto viene trovato annegato alla periferia di Reykjavík. Un caso di poca importanza, che la polizia archivia come morte accidentale. Nelle stesse ore, una donna sparisce nel nulla dopo aver trascorso la serata in un locale del centro. Un anno dopo, Erlendur, poliziotto alle prime armi assegnato al turno di notte della stradale, passa lunghe ore a pattugliare le vie di una città deserta, ore spezzate di tanto in tanto da una rissa, un furto, un incidente d'auto, e non smette di pensare a quelle due persone scomparse. Convinto che i due casi siano stati frettolosamente liquidati dai colleghi, Erlendur non resiste alla tentazione di fare il detective: non solo si prende a cuore la vicenda del povero Hannibal, ma è ancor più attratto dall'inspiegabile sparizione della donna. L'inesperta matricola inizia così la sua prima indagine: raccoglie indizi, interroga i famigliari e le persone coinvolte... Due casi che riguardano due mondi lontanissimi tra loro: il triste sotto-bosco umano della capitale, denso di miseria e sopraffazione, e la borghesia islandese, con le sue ipocrisie e i suoi lati oscuri. In una Reykjavík descritta in un'insolita versione notturna, Arnaldur Indriðson dipinge la figura di un Erlendur giovane e tormentato, ma già acuto indagatore dell'animo umano e dei suoi angoli più nascosti.  

  • L'ombra del silenzio di Kate Morton edito da Pickwick, pag. 560. Da molto vorrei leggere qualcosa di questa autrice e la mia amata Laura del blog La Libridinosa oltre a consigliarmelo caldamente me lo ha anche regalato! Grazieee!!! *_*
Trama:  1961. È una splendida giornata d'estate e la famiglia della sedicenne Laurel è in partenza per un picnic sulle rive del fiume che scorre vicino alla sua fattoria, nel Suffolk. Mentre tutti sono indaffarati nei preparativi, la ragazza si rifugia nella casa sull?albero della sua infanzia, e inizia a sognare. Sogna di Billy, il ragazzo che le fa battere il cuore, e di trasferirsi a Londra, dove è sicura che la aspetti un futuro straordinario. Ma prima che il sole tramonti su quel pomeriggio idilliaco Laurel assiste, non vista, a un crimine terribile. Un segreto che custodirà per anni e anni. 2011. Come aveva spesso fantasticato, Laurel è diventata un'attrice famosa e amatissima. Nemmeno il successo, però, ha potuto dissipare le ombre lunghe di quel passato lontano. Ossessionata dagli oscuri ricordi di ciò che accadde cinquant'anni prima, Laurel ritorna alla casa nel Suffolk per ricomporre i frammenti di una storia rimasta sepolta troppo tempo. La storia di un uomo e due donne, cominciata per caso nella Londra semidistrutta dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Una storia di passioni fatali che segnerà tragicamente i destini di quei tre giovani tanto diversi eppure uniti da un indicibile mistero. Quello che solo Laurel, testimone innocente di un delitto nell'estate della sua adolescenza, è in grado di svelare.
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Questi invece sono i regali librosi che non sono però libri! Lustratevi gli occhi!!!!
Un copritazza del mio colore preferito e un segnalibro con il mio nome regalati dalla dolce Stefania del blog La ragazza che annusava i libri; una penna fantastica che scrive in azzurro e in rosa dalla mia insostituibile sorellina virtuale Salvia del blog Scribacchiando in soffitta; un segnalibro da parte di Michy con le cover di alcuni dei nostri libri più amati; un segnalibro simpaticissimo a forma di Babbo Natale - che mio figlio adora e mira a rubarmi - regalatomi dalla cara Cuore Zingaro e infine un quadernino per annotare le citazioni libresche più belle che mi è stato regalato dalla cara Monica del blog Books Land. 

Ora mi chiedo e vi chiedo... Ma quanto, quanto sono fortunata???? Non credo di meritare che tutte queste fantastiche ragazze tengano così tanto a me e la cosa vi assicuro che mi ha commossa! Feliceeeeeeeee ioooooooooooooo!!!!*______*
Inutile dire che le adoro e non perchè mi hanno riempito di regali ma perchè riempiono e rallegrano le mie giornate con la loro fantastica e sempre attenta presenza!!!!
VI VOGLIO BENE AMICHE MIE!!!!!!!!

mercoledì 3 dicembre 2014

Recensione #36/2014 - Borgo Propizio di Loredana Limone

Ciao a tutti, carissimi lettori. Come state? Cosa mi raccontate di bello? Io sono particolarmente felice perchè nell'ultimo tempo sto leggendo ad un buon ritmo nonostante le mille cose da fare! Proprio per questo motivo posso regalarvi più recensioni rispetto al solito e spero che questo possa essere di vostro interesse.
Oggi vi parlerò di Borgo Propizio di Loredana Limone edito da Tea, pag.288; un libro di cui vi avevo parlato qui.
Devo ringraziare le mie amiche blogger LGS - lettrici geograficamente sparpagliate - che mi hanno calorosamente consigliato le letture di questa autrice! Vi adoroooooo!!!! :-********

Trama: Quasi tutte le fiabe cominciano con C'era una volta, ma questa è diversa. Questa comincia con C'è una volta... Perché è oggi che Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma... ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio, un tempo bottega di ciabattino, è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli... Ma c'è anche una grande felicità: l'amore, sbocciato all'improvviso, per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti...

Ho cominciato questo libro con tantissime aspettative visto il grandissimo slancio con cui le mie amiche blogger mi hanno sempre parlato di Loredana Limone e dei suoi romanzi e devo dire che non sono stata delusa.
Lo stile di questa scrittrice mi ha regalato quelle emozioni che mi aspettavo, quella freschezza che normalmente trovo nei libri di Andrea Vitali o di Luca Bianchini ed è stato amore assoluto e a prima vista.
Borgo Propizio è un luogo inventato ma assolutamente tangibile per chi lo legge. Un borgo praticamente abbandonato, sulle colline dell'entroterra, con pochissimi abitanti e una vita pari a zero.
Nessuno si sarebbe aspettato di vedere dei giornali sulle vetrine del vecchio ciabattino dovute ad una ristrutturazione, nessuno avrebbe potuto credere che qualcuno avrebbe ancora avuto il coraggio di rilevare quel negozio triste - ed anche abitato dai fantasmi, diciamola tutta - e vuoto da tempo.
Ma a volte è proprio quello che uno non si aspetta che può rivelarsi la scelta giusta. E Belinda ci prova, investe tutte le sue energie - perchè i soldi no, quelli li investe il padre avvocato! - per tirare a nuovo quel locale e realizzare il suo sogno di sempre: aprire una latteria.
Lascia la sua vita di città - con la scusa anche di dimenticare un amore finito - e si trasferisce nel piccolo appartamento che si trova sopra la latteria, sperando di trovare pace in quel posto così dimenticato da tutti.
Ma i lavori e la nascita della latteria saranno, per il borgo, l'input per una rinascita e per la realizzazione di nuovi incontri.  
E' proprio grazie ai lavori infatti che Ruggero, muratore, ma anche piastrellista, ma anche imbianchino, insomma factotum dell'edilizia, incontra - o meglio si scontra - con Mariolina, impiegata dell'ufficio tributi del comune che da tempo aspetta la sua occasione per sbocciare - nonostante i suoi 46 anni - e soddisfare i suoi bisogni di donna.
E' grazie a questi lavori che la vita del borgo non sarà più la stessa visto che ogni giorno i suoi abitanti avranno qualcosa di nuovo da osservare e da raccontare. E cosa c'è di più bello per un borgo di poco più di 100 abitanti che vedere gente "forestiera" e far volare la fantasia?
I personaggi di questo libro ci mettono un solo istante ad entrare nel cuore del lettore e ci rimangono in pianta stabile per tutta la sua durata. Già i loro nomi ritengo siano splendidi ed azzeccati per ognuno di essi.
Ci sono Marietta e Mariolina - sorelle, sole, unite da un nome simile ma tanto diverse per aspetto e per atteggiamento - c'è Ruggero - muratore, poco istruito ma tanto attento al proprio aspetto ed al proprio stile di vita, con due genitori da accudire ed una vita privata pari a zero - c'è Belinda - la ragazza di città un po' viziata con dei sogni però molto umili  - c'è la zia Letizia - fan scatenata del Grande Maestro (Gianni Morandi) mai nominato apertamente ma presente in tutto e per tutto nello svolgimento del libro, dal nome della latteria allo spasmodico tentativo della donna di poterlo incontrare - ci sono Cesare e Cludia - padre e madre di Belinda alla ricerca di se stessi - c'è Ornella - da poco separata da un marito violento, in cerca di un suo posto nel mondo - e poi ci sono tanti personaggi apparentemente di contorno senza i quali la vita di Borgo Propizio non potrebbe essere la stessa.
Immagine di Gradara a cui l'autrice si è ispirata per la decrizione del borgo.
Anche i luoghi che fanno da scena al libro sono descritti in modo così realistico che sembra proprio di vederli: il Castelluccio con il suo fantasma e le sue leggende, la latteria con i suoi prodotti, i vicoli, la piazza del Comune; nulla è lasciato al caso.
Un libro, questo, che si presenta all'apparenza leggero, ma che al suo interno contiene riflessioni molto profonde su temi assolutamente duri ed importanti.
Loredana Limone sa entrare nel cuore del lettore con il suo stile fresco, divertente, confortante come solo i bravi narratori sanno fare.
Ieri sera ho concluso il seguito di Borgo Propizio intitolato E le stelle non stanno a guardare e il Borgo con i suoi splendidi personaggi mi mancano già... ma questa è un'altra storia! :)))

VOTO:  

 

giovedì 13 novembre 2014

Chiacchiere chiacchiere, bla, bla, bla... #4 - Incontro con Loredana Limone e il suo Borgo Propizio

Buonasera lettori, come ve la passate? Io ho un po' di pensieri che mi fanno stare in ansia ma cerco di essere positiva, anche se in questo caso la vedo proprio dura.
Oggi però sono qui per parlarvi di cose belle!
Due giorni fa, Martedì 11 novembre alle ore 21.00 - dopo una giornata estenuante con sveglia alle 5.50, diluvio universale, appuntamento di lavoro post-ufficio e salto di cena - sono riuscita a trascinarmi alla presentazione di una scrittrice, che si teneva al Centro Commerciale La Corte Lombarda, a 10 minuti da casa. Una presentazione a cui tenevo particolarmente perchè le mie amiche blogger - LGS - mi consigliano la lettura dei suoi libri praticamente ogni giorno. Sto parlando di Loredana Limone ed i suoi libri E le stelle non stanno a guardare. Le storie di Borgo Propizio - ultimo pubblicato - e Borgo Propizio - il primo della serie; due libri che non ho ancora letto ma che, se già prima di conoscere l'autrice mi ispiravano da matti, ora DEVO assolutamente leggere! Ci tengo a presentarveli prima di raccontarvi altro.

Edizione Guanda
Edizione TEA
Titolo: Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 288
Costoebook 6.99 €, cartaceo 9.00 € TEA - 16.50 € Guanda,
Pubblicazione: TEA edizione tascabile 2013 - Guanda edizione copertina rigida 2012

Trama: Quasi tutte le fiabe cominciano con C'era una volta, ma questa è diversa. Questa comincia con C'è una volta... Perché è oggi che Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma... ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio, un tempo bottega di ciabattino, è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli... Ma c'è anche una grande felicità: l'amore, sbocciato all'improvviso, per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti...


Titolo: E le stelle non stanno a guardare
Autore: Loredana Limone

Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 387
Costo: ebook 9.99, cartaceo 14.90 €
Pubblicazione: Salani editore

Trama: Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate...

Loredana Limone è un persona splendida: energica, fresca, coinvolgente e simpaticissima!
Ha raccontato senza riserve una grande quantità di aneddoti su Borgo Propizio, la nascita del nome del libro, la scelta dei nomi dei personaggi, il periodo in cui il progetto è nato, creando un clima assolutamente amichevole e piacevolissimo.
Loredana ha anche letto dei passi del secondo libro catapultandoci immediatamente nel mondo che lei ha creato e che sembra tanto un luogo reale.

Qualche piccola curiosità:
  • Borgo Propizio era stato pensato da Loradena con il titolo Fatti mandare dalla mamma; fu l'editor a scegliere il nome attuale che è entrato subito nel cuore dei lettori;
  • La cittadina a cui l'autrice si è ispirata per creare il Borgo è Gradara;
  • Francesco, uno dei personaggi della storia è ispirato a suo figlio;
  • Il terzo libro della "serie" uscirà nella prossima primavera;
  • Loredana sta già scrivendo il quarto libro.
Onorata di aver fatto la sua conoscenza, sono uscita arricchita e con la voglia esagerata di conoscere quel Borgo così particolare che mi è stato raccontato. Mi spiace solo di essere scappata un po' prima della fine dell'incontro perchè sia io che il mio piccolino eravamo stanchissimi - sì ho portato anche lui! *_* - a causa della lunga giornata che avevamo sulle spalle. Spero di riuscire ad incontrare nuovamente Loradana, magari con un po' più di calma, perchè sono veramente rimasta conquistata dalla sua persona.
Conoscete questa scrittrice e i suoi libri? Se non li avete ancora letti e vi intrigano affrettatevi perchè fino a fine novembre Borgo Propizio in edizione economica TEA è scontato del 25%!!!!
Prima di salutarvi vi lascio con qualche immagine della serata.