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venerdì 23 luglio 2021

Letture con Marina #142 - Precious Ramotswe, detective di Alexander McCall Smith

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna l'appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Buon week end! 


Avevo già letto qualche romanzo delle altre due serie di questo scrittore. Due o tre romanzi della serie “Le storie del 44 Scotland Street”, che mi erano piaciuti. E il 1° romanzo della serie de “I casi di Isabel Dalhousie, Il club dei filosofi dilettanti”, che mi aveva lasciata un po’ sconcertata e che mi aveva quindi fatto decidere di non proseguire la lettura con un secondo romanzo di questa serie. Mancava all’appello la serie, per così dire, etnica…



Ti
tolo: Precious Ramotswe, detective
Autore: Alexander McCall Smith
Casa editrice: Tea, 2013
Pagine: 207

Trama: Figlie ribelli. Mariti scomparsi. Fidanzati fedifraghi. Truffatori impiccioni. Coccodrilli spariti. Se avete un problema, e non sapete come fare o a chi rivolgervi, è il momento di bussare alla porta di Precious Ramotswe, la sola e migliore investigatrice privata del Botswana. Non ha metodi propriamente convenzionali e le sue maniere non sono esattamente quelle di Miss Marple, ma è sensibile, affettuosa, ha uno strabiliante intuito investigativo e…, cosa non da poco, ha un amico come il signor JLB Matekoni, l’affascinante proprietario della Speedy Motors di Tlokweng Road. E le serviranno tutte le sue qualità e l’aiuto del suo prezioso amico per risolvere un caso davvero complicato: seguire le tracce di un bambino scomparso…

 

RECENSIONE:   

martedì 27 aprile 2021

Recensione #392 - La casa delle sorelle di Charlotte Link

Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di un libro che da anni era parcheggiato nella mia libreria e che - complice la sfida di lettura che organizzo e a cui partecipo anche - ho deciso di leggere. Si tratta del romanzo La casa delle sorelle, di Charlotte Link, edito da TEA, pag. 611.


Trama:
UNA TEMPESTA DI NEVE, UN DIARIO SEGRETO E DUE DONNE I CUI DESTINI SI INTRECCIANO CON ESITI SORPRENDENTI. Una coppia di giovani avvocati tedeschi di successo decide di passare il Natale in Inghilterra, in una isolata casa di campagna. Il loro matrimonio è in crisi e Barbara spera che qualche giorno passato in solitudine con Ralph possa servire a risolvere la crisi. La sera stessa dell'arrivo una violenta tempesta di neve li blocca in casa. Barbara si imbatte casualmente nel diario di Frances Gray, la vecchia proprietaria della casa. La lettura del manoscritto affascina la giovane che scopre una donna straordinaria, in grado di sfidare le convenzioni.

La prima cosa me mi sento di dire parlando di questo libro è: perché questa autrice non è sulla bocca di tutti come altre, - se mi conoscete sapete che penso ad esempio ad una super famosa e chiacchierata - molto meno capaci? Perché gli editori non puntano sui romanzi di questa donna dandone risalto e importanza? Ho iniziato questo romanzo non sapendo cosa aspettarmi e mi sono catapultata in un mondo quasi perfetto fatto di tutto quello che un lettore dovrebbe trovare in un libro, ed ora proverò a spiegarvi perché!

martedì 16 giugno 2020

Recensione #360 - Agatha Raisin La quiche letale di M.C. Beaton

Buon pomeriggio lettori, come state? Io osservo i giorni e i mesi che scappano via e resto sempre più incredula su quanto velocemente passi il tempo. Ma la smetto di divagare e vi parlo di un nuovo libro: Agatha Raisin La quiche letale di M.C. Beaton  edito da Tea da catalogo Astoria,  pag. 235.

Trama: Agatha, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la sua società di PR, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un'area di pittoresca bellezza nel cuore dell'Inghilterra. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta nel villaggio di Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità, ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un'ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Inizia un caso per l'eccentrica investigatrice.

Primo volume di una serie che da tantissimo tempo ho adocchiato, Agatha Raisin è la protagonista perfetta per dei romanzi divertenti ma anche gialli ed ora provo a spiegarvi perchè.

venerdì 10 gennaio 2020

Letture con Marina #77 - La Ragazza che cuciva Lettere d’Amore di Liz Trenow

Buongiorno lettori, dop la pausa natalizia oggi torna Marina con una nuova recensione.

Benvenuti nel 2020! Inauguriamo questo nuovo anno di letture con un romance che è anche un piccolo giallo e che – nientemeno! - coinvolge la Famiglia Reale inglese.


Titolo: La ragazza che cuciva lettere d'amore (The forgotten Seamstress)
Autore:  Liz Trenow
Casa editrice: TRE60, TEA, 2015
Traduzione: Manuela Carozzi
Pagine: 348
Sinossi: Londra, 1910. Sembra una favola, l'amore nato tra Maria, che lavora come ricamatrice a Buckingham Palace, e David, il futuro principe di Galles. Una favola in cui un bacio è più forte di qualsiasi convenzione sociale, in cui una carezza è più importante dell'abisso che separa un umile ragazza del popolo e un membro della famiglia reale. Una favola troppo bella perché possa durare. E infatti Maria si ritrova ben presto sola, lungo una strada lastricata di dolore e di rimpianti... Londra oggi. La vita di Caroline non ha proprio nulla della favola: improvvisamente disoccupata, tristemente single, la giovane donna ha un disperato bisogno di qualcosa che le dia un po' di speranza. E, un giorno, mentre sta riordinando le cianfrusaglie di famiglia, trova in un vecchio baule una straordinaria trapunta, composta da stoffe diverse e da motivi tanto raffinati quanto insoliti. In breve, Caroline scopre che quella trapunta risale all'inizio del XX secolo e che è stata cucita nella Sartoria Reale. Ma soprattutto che, nei suoi ricami, si nasconde un messaggio toccante e misterioso: "In questa trapunta ho cucito il mio amore. Anche se te ne sei andato, io devo continuare a vivere, e questa mi terrà vicino a te..." Intrecciando i fili del passato e del presente, Liz Trenow crea un tessuto di emozioni indimenticabili, rivelandoci come, nella vita di ogni donna, ci siano segreti che soltanto altre donne possono capire, cogliendone tutte quelle sfumature che la rendono unica.




 RECENSIONE:

giovedì 15 novembre 2018

Curiosità tra le righe #8 - Disposofobia

Rubrica inventata da me in cui, a cadenza casuale, condividerò con voi le curiosità che scoverò tra le righe dei libri. 

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Buon giovedì lettori, come state? Anche voi, come me, state già volgendo uno sguardo languido al weekend? Possiamo farcelta, la settimana è quasi finita!!!
Dopo tantissimo tempo torno con questa rubrica a cui tengo molto e che non riesco a pubblicare spesso come vorrei visto che non dipende unicamente da me. Trovare nei libri curiosità da raccontarvi non è affatto semplice ma, appena ne scovo, sono felice di condiverle con voi. Siete pronti?


La curiosità di cui parleremo oggi è una fobia di cui avete sicuramente parlare - complice anche un famosissimo programma televisivo in onda su Real Time - ma magari, come me, non ne conoscete il nome o le sue origini. Si tratta della Disposofobia.
Ho trovato questa curiosità nel libro L'ipotesi del male di Donato Carrisi edito da Tea, catalogo Longanesi, che sto leggendo proprio in questi giorni.

Ecco il passaggio che ho sottolineato.
Nell'età in cui può capitare che una ragazzina torni a casa con un cucciolo randagio, Diana un giorno era rientrata da scuola con una vecchia radio raccontando di aver trovato anche quella per strada. Asseriva che sarebbe stato un vero peccato lasciarla lì e che, sicuramente, il proprietario non sapeva ciò che stava facendo quando l'aveva gettata.
A differenza del telefonino, però, la radio era guasta e non si poteva riparare. Ma per Diana ciò sembrava non fare alcuna differenza.
Anche quella volta sua madre l'aveva lasciata fare, senza sapere che, da quel momento, la ragazzina avrebbe iniziato a portare a casa la roba più svariata - una coperta, un passeggino, barattoli di vetro, vecchie riviste -, giustificando ogni ritrovamento con una storia convincente.
In principio, la madre di Diana,  pur consapevole che ci fosse qualcosa di sbagliato nella strana abitudine della figlia, non riuscì a opporle valide ragioni per farla smettere. La mania, però, celava un morboso attaccamento agli oggetti conosciuto con il nome di disposofobia.
A differenza di quella donna, Mila sapeva che si trattava di un disturbo ossessivo compulsivo. Chi ne soffre, accumula roba di cui non riesce più a disfarsi.

lunedì 14 agosto 2017

Recensione #203 - Lezioni di morte di Tess Gerritsen

Buongiorno carissimi, giornata speciale per me quest'oggi visto che per l'ultima volta festeggerò un compleanno all'interno della trentina... Eh già, oggi sono già 39.
Se mi guardo indietro non so proprio come io sia arrivata velocemente a questo spaventoso numero ma tant'è, si invecchia, nonostante io mi senta ancora una quindicenne! ;)
Ma torniamo al blog e alle recensioni arretrate che, grazie alla programmazione estiva, sto recuperando. Oggi vi lascio il mio pensiero sul secondo volume della serie dedicata a Jane Rizzoli e Maura Isles - di cui sicuramente molti di voi conosceranno la serie TV - intitolato Lezioni di morte, scritto da Tess Gerritsen, edito da TEA da catalogo Longanesi, pag. 341.

Sinossi: Jane Rizzoli, detective della polizia di Boston, pensa di aver vinto la sua battaglia più difficile: il serial killer soprannominato "il Chirurgo" è in prigione e non potrà più nuocere. Ma si sbaglia. Viene, infatti, convocata per investigare su una nuova serie di orribili delitti. Le vittime sono sempre due, di solito una giovane coppia, massacrata seguendo un unico, macabro rituale. Gli indizi avvicinerebbero la tecnica del nuovo maniaco a quella del Chirurgo. Ma come è possibile se questi è in prigione? Forse un mitomane che imita le gesta del suo folle modello? Forse dietro tutto c'è un segreto ancora più orribile, una verità che l'FBI vuol nascondere a tutti i costi...

Come dicevo, secondo capitolo della serie thriller dedicata al detective Jane Rizzoli ed al medico legale Maura Isles. 
E ci tengo a dirlo subito... La Gerritsen non delude. Il suo stile è sempre incalzante, ricco di azione e particolarmente crudo; l'ideale per chi ogni tanto, come me, ha bisogno di letture forti ed adrenalitiche. 
La storia è ambientata a Boston, è passato un anno da quando "Il chirurgo" ha quasi ucciso Jane e per lei voltare pagina non è per niente facile. Come se non bastasse deve sempre fare i conti con un mondo lavorativo in cui una donna è costantemente tenuta a dimostrare il doppio di un uomo per essere presa sul serio.
Anche dal punto di vista familiare la situazione non va molto meglio: sua madre da sempre sottovaluta il suo ruolo lavorativo e mette invece su un piedistallo il fratello marine. Insomma, niente nella vita di Jane è semplice ed in questo quadro un nuovo killer sembra volerle fare passare notti insonni; un killer che sorprende coppie sposate nel cuore della notte, uccide l'uomo e rapisce la donna per poi farne ritrovare i resti.
Da subito alcuni particolari sembrano ricordare le imprese del chirurgo e da subito la lotta contro il tempo appare serrata e necessaria, soprattutto quando, in maniera del tutto inaspettata, l'FBI inizia ad interessarsi al caso.
L'autrice ha una grande capacità narrativa e, grazie al suo lavoro di medico, ha una tale conoscenza dell'argomento che rende le descrizioni degli omicidi e delle indagini autoctone molto dettagliate e capaci di portare il lettore ad appassionarsi sempre di più alla storia.
I personaggi sono corposi, ben delineati, analizzati sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista personale e psicologico. Gli intrecci risultano ben costruiti ed il ritmo della storia non diminuisce mai ma, anzi, aumenta man mano che le indagini prendono corpo e la risoluzione del caso si avvicina.
Il bello di questa serie di libri è proprio, secondo me, vedere come evolvano  i personaggi e le loro vite, infatti la squadra investigativa resta la stessa ed i personaggi danno al lettore la sensazione di ritornare in un luogo sicuro, già conosciuto.
Di certo i libri della Gerritsen non sono adatti agli stomaci deboli perchè lei non lascia niente di non detto e non sorvola sui particolari, anche quelli più crudi ed inquietanti.
Ora sono veramente curiosa di sapere che cosa succederà nei prossimi capitoli che spero di riuscire a leggere un po' più velocemente di quanto non abbia fatto con i primi due.
Se amate il genere e non avete mai letto nulla di questa autrice non indugiate oltre e immergetevi tra le pagine di questa serie!

Libri precedenti della serie: Il chirurgo - Recensione qui.

VOTO: 



mercoledì 1 febbraio 2017

Recensione #168 - Squadra speciale minestrina in brodo di Roberto Centazzo

Ciao a tutti, come state? Io sono attonita, gennaio mi è scivolato da sotto gli occhi senza che me ne rendessi conto ed ora mi ritrovo qui, già a febbraio. Oggi torno con una nuova recensione, perchè l'accumulo degli arretrati è già importante, nonostante siamo solo all'inizio dell'anno. Vi parlo del libro Squadra speciale minestrina in brodo di Roberto Centazzo edito da Tea, pag 256.

Sinossi: Sono tre, sono poliziotti, o meglio, lo sono stati; adesso sono in pensione. Ma hanno ancora un bel po' di conti in sospeso con delinquenti e farabutti sfuggiti alle maglie della giustizia. I loro nomi n codice sono: Maalox, Kukident e Semolino, e la loro è la «Squadra speciale minestrina in brodo»
Ferruccio Pammattone, ex sostituto commissario e vice dirigente alla Squadra mobile, Eugenio Mignona, ex sovrintendente alla Scientifica, Luc (e non Luca per un errore dell'impiegato all'anagrafe) Santoro, ex assistente capo all'Immigrazione, hanno molte cose in comune: sono amici da una vita, si sono arruolati insieme nel lontano 1975 e sono stati appena congedati per raggiunti limiti d'età. Ma alla pensione non possono e non vogliono abituarsi. Si annoiano.
Così, mentre chiacchierano sul lungomare di Genova, pensano che potrebbero rimettersi subito in azione, per dedicarsi finalmente a tutti quei casi che, per un motivo o per l'altro, non hanno mai potuto affrontare quando erano in servizio. Adesso, finalmente, non devono rendere conto a nessuno, soltanto alla loro coscienza che li spinge a indagare, al loro stomaco che s'infiamma alla vista di un würstel e alla loro prostata che reclama una sosta.
Ferruccio Pammattone nome in codice Semolino (se mangia pesante si riempie di macchie rosse ed è costretto a una dieta durissima), Eugenio Mignogna nome in codice Kukident (per festeggiare la pensione si è regalato una smagliante dentiera) e Luc Santoro nome in codice Maalox (soffre di atroci bruciori di stomaco) diventano la «Squadra speciale Minestrina in brodo». 



Primo romanzo di una serie, Squadra speciale minestrina in brodo è uno pseudo-giallo che però è molto di più di un mistero da svelare; è un libro a tutto tondo che racconta della vita di tre poliziotti in pensione e della loro difficoltà ad appendere il distintivo al chiodo, adattandosi alla loro condizione di pensionati.
Per come vengono descritti nel libro, sembrerebbero tre vecchietti decrepiti con un piede nella fossa, in realtà hanno solo sessant’anni, ancora una vita davanti e, beati loro, una pensione da godersi. Nonostante questa piccola discrepanza sono dei protagonisti meravigliosi, azzeccati in tutto e per tutto. La descrizione fisica che l’autore ne fa è dettagliata ed anche il loro modo di essere arriva subito al lettore, rendendoli macchiette divertenti ed appassionanti.
Semolino, Maalox e Kukident – questi i loro spassosissimi soprannomi – non riescono proprio a stare con le mani in mano e tentano di risolvere – da pensionati – i casi che avevano lasciato irrisolti prima della pensione. 
Da subito si accorgono che la loro condizione di poliziotti gli assegnava un ruolo di privilegiati che gli permetteva di ottenere favori e notizie senza troppa difficoltà, quindi dovranno inventarsi un nuovo modo di lavorare che spesso li porta ai limiti del lecito.
Se però vi aspettate un libro di azione e adrenalina, questa non è la lettura adatta a voi; l’autore infatti si sofferma in modo particolare sulla difficoltà dei tre uomini di adeguarsi alla loro nuova vita, parla di politica, di immigrazione e si sofferma spesso sui meccanismi della vita poliziesca senza lasciare niente di non detto e togliendosi non pochi sassolini dalle scarpe. Un libro che è quindi una sorta di denuncia, nonostante il fulcro della storia sia un altro.
Diversi sono gli episodi che hanno saputo strapparmi un sorriso, come molti sono i personaggi – anche secondari – che hanno saputo conquistarsi uno spazio nel mio cuore, in particolare Yasmina e Marika.
È vero, a volte la narrazione può risultare un po’ lenta e forse un lettore davanti ad un titolo ed una trama del genere vorrebbe subito un’azione, una svolta, ma io ho proprio apprezzato questo lato lento, perché l’autore ha cercato di raccontarci la vita dei personaggi con completezza, senza lasciare niente di non detto, portandoci spesso nel passato per permetterci di ricollegare a quello gli aneddoti del presente e dandocene una motivazione. Forse l’indagine non è stata adrenalinica ma c’è, è convincente, e secondo me è pure ben costruita..
Quello che forse avrei voluto che fosse maggiormente approfondita è l’ambientazione: una Genova che fa da contorno ma che non viene sfruttata e non caratterizza assolutamente il libro. Un buon lavoro quello di questo autore di cui sicuramente leggerò il seguito - Operazione Portofino - che è appena uscito nelle librerie, perché a me Kukident, Semolino e Maalox mancano già, così come mi manca la loro improvvisata Squadra speciale minestrina in brodo.

 VOTO: 






lunedì 23 gennaio 2017

Recensione #166 - Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati

Buogiorno readers e buon lunedì. Ho tantissime recensioni arretrate quindi bando alle ciancie vi lascio con quella del libro Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati edito da Tea, da catalogo NORD, pag. 312

Sinossi: Genova, 1601. La chiamano la Tunisina. La disprezzano. La temono. Ma è a lei che i genovesi si rivolgono se hanno bisogno d’aiuto. Perché quella donna sfuggente è una rabdomante: sa ritrovare gioielli rubati, persone scomparse; riesce a smascherare ladri, truffatori e assassini. Tutti credono sia la custode di un potere arcano; in realtà, il potere di Pietra sta nella sua mente acuta e nella dolorosa consapevolezza che il mondo degli uomini non ammetterebbe mai di essere inferiore a una semplice donna.
Questa volta, però, l’incarico che attende Pietra è diverso da qualsiasi altro. Mentre Genova è in preda alla frenesia del carnevale, viene ritrovato il cadavere di una giovane, massacrata a morte e, lì accanto, c’è una bacchetta da rabdomante che sembra indicare Pietra come autrice del delitto. Per dimostrare la propria innocenza, Pietra inizia quindi a indagare e, ben presto, si rende conto che quell’omicidio sta riportando in superficie antichi e terribili rancori. Adesso per Pietra è giunto il tempo di affrontarli, di risalire alla sorgente nascosta del male. Prima che l’assassino torni a colpire. Prima che l’assassino torni per lei…
Con una prosa elegante ed evocativa, Lorenzo Beccati ci trasporta tra i carruggi di una Genova inedita e sorprendente, tratteggiata attraverso gli occhi di Pietra, una donna fragile come la speranza e salda come una roccia, contro cui s’infrangono superstizioni e pregiudizi, intrighi e vendette.

 

Da tantissimo tempo avevo questo libro nella mia libreria, mischiato a letture già intraprese e ad altre ancora da iniziare. Complici le challenge cui mi sono iscritta per il 2017 - sono a quota 6 help meeeee - ho ripescato questo romanzo dalle mensole di casa e l'ho letto voracemente negli ultimi giorni del 2016, spaparanzata al sole di una nota località sciistica piemontese, mentre i miei uomini intraprendevano spericolate discese con il bob e con gli sci.
Pietra è il mio nome è un romanzo storico/thriller, ambientato nei carruggi di Genova agli inizi del 1600. Pietra è una rabdomante, che tutti temono, ma anche cercano nel momento del bisogno. Lei è molto intelligente, ma sa che per una donna dei suoi tempi è sempre meglio non mostrare quell'intelligenza e per questo spesso la nasconde dietro quella bacchetta cui tanti chiedono i servigi. Da subito la donna appare cupa e misteriosa ma probabilmente è solo la sua storia ad averla fatta diventare così. Tutti la chiamano la "tunisina" e questo a lei infastidisce; le stesse persone che la convocano per farle ritrovare oggetti, persone scomparse, animali la insultano senza riserve non appena non hanno più bisogno, per evitare di essere ricollegati a lei.
Lorenzo Beccati è molto bravo a ricostruire la Genova del 1600 con i suoi mestieri, le sue collaborazioni, i suoi palazzi ed è altrettanto bravo a creare un mistero capace di intrecciarsi perfettamente alla parte storica del romanzo. Parte integrante della storia sono infatti degli omicidi di donne uccise in  modo brutale, accanto cui viene rinvenuta una bacchetta da rabdomante. Gli omicidi sembrano ricondurre a Pietra e al suo passato e a molti fa comodo.
Per tutto lo scorrere delle pagine ho letto avidamente per scoprire chi fosse l'assassino e per capire il legame di quelle donne con Pietra e con la sua vita.
Sono riuscita a scoprire tutto un po' prima della fine e forse proprio per questo non ho dato un voto più altro a questo libro, nonostante tutto credo che comunque l'autore sia stato capace di creare un buon mistero con tutte le carte in regola.
I personaggi principali sono pochi e ben delineati. Pietra è la protagonista indiscussa della storia ma ci sono altri personaggi che hanno un ruolo importante e ben definito.
Quello che più ho apprezzato di questa lettura resta comunque l'ambientazione e l'atmosfera che si respira, quella capace di portare una storia indietro nel tempo e di farlo con la credibilità necessaria per un romanzo di questo tipo.
Una lettura di fine anno piacevole che consiglio agli amanti dei romanzi storici.

 
 VOTO: 






lunedì 19 settembre 2016

Recensione #148 - In un milione di piccoli pezzi di James Frey

Buongiorno carissimi, è di nuovo lunedì...
Per prima cosa mi scuso per la mia assenza della scorsa settimana, sono praticamente sparita ma ancora devo abituarmi ai nuovi ritmi sportivi e scolastici di mio figlio che mi portano via ben due sui tre pomeriggi liberi che avevo quindi capirete che non è semplice trovare l'equilibrio. Ci proverò, e spero pian piano di tornare attiva qui sul blog come prima, fino a quel momento spero che voi avrete voglia di portare pazienza. Detto questo torno con una recensione arretrata. Un libro forte:  In un milione di piccoli pezzi di James Frey edito da Tea, pag. 459

Sinossi: Un uomo di 23 anni si risveglia a bordo di un aereo in uno stato al confine tra la vita e la morte, in seguito a una sequenza di abusi di alcol e droghe. La famiglia, sbalordita e disperata, lo accoglie all'aeroporto di Chicago per trasferirlo in una clinica di riabilitazione del Minnesota. Qui, dopo una prima visita, un medico gli garantisce che morirà nel giro di pochi giorni se ricomincia a bere. Qui, Frey passerà due mesi spaventosi per disintossicarsi e confrontarsi con la furia interiore che da anni lo spinge a distruggersi. E soprattutto si troverà a dover fare una scelta: accettare di non vedere mai i suoi 24 anni oppure raccogliere i rottami della propria vita e agire. Il libro riporta la testimonianza di dura e sconvolgente di James Frey.

Libro molto discusso questo. Ipotetica autobiografia dell'autore, dico ipotetica perchè proprio su questo punto pare ci siano molti dubbi ma, mi chiedo, conta così tanto?
Non conoscevo questo libro e non conoscevo James Frey finchè Francesco Zingoni, amico nonchè autore del meraviglioso romanzo Forte come l'onda è il mio amore - recensione qui - mi ha caldamente consigliato di leggerlo avvisandomi che sarebbe stato tosto.
Tosto lo è sul serio questo libro, un pugno allo stomaco. Tema principale è la disintossicazione dall'alcool e dal crack del protagonista. James è un tossicodipendente e lo è dall'età di dieci anni. La storia è narrata quando di anni ne ha ventitrè e, dopo essersi svegliato senza ricordi, senza denti, con un buco nella faccia, gli occhi lividi e pieno di segni si ritrova su un aereo, destinazione una clinica di disintossicazione.
Da un certo punto di vista questo romanzo può essere considerato un viaggio, quello nei punti punti più profondi e torbidi di una mente malata; un viaggio nella vita di un uomo che nei primi ventitrè anni ha conosciuto solo angoli bui in cui spartirsi un po' di crack con gli elementi meno raccomandabili possibili; un viaggio nell'oblio della disperazione e della trasgressione più totale. Ma, al contrario, è anche un viaggio attraverso la rinascita, la consapevolezza, la necessità di fare per una volta la cosa giusta (sempre e comunque nel modo meno consono ma in ogni caso provandoci, e provandoci sul serio).
Non posso sapere se l'autore abbia veramente vissuto quello che racconta ma, in un caso o nell'altro, non posso che ritenerlo un grandissimo narratore, capace di trasmettere ogni singola emozione che descrive, capace di far provare al lettore sulla propria pelle quella mancanza, necessità, dipendenza, che per tutte le quasi cinquecento pagine accompagnano la narrazione.
Una narrazione in prima persona, ricca di descrizioni e di particolari, una narrazione che in più punti ha saputo farmi venire i brividi, facendomi immaginare in modo vivido alcune scene tostissime come se le avessi vissute insieme al protagonista.
Un libro forte, brutale, crudo, che entra nei dettagli della vita degli alcolisti, dei dipendenti da droghe, degli spacciatori, senza lasciare niente all'immaginazione, ma descrivendone ogni atteggiamento ed ogni abitudine; e lo stesso fa con l'astinenza, descrivendo la reazione del fisico alla mancanza, facendocela vivere sulla pelle, raccontandone i gesti più brutali che una crisi è capace di fare compiere. 
I moltissimi personaggi sono tutti descritti dettagliatamente e di ognuno ci viene raccontato il pre e il post clinica. Non avevo mai provato ad immaginare una situazione del genere attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta - o dice di averla vissuta - e questo libro mi ha dato la possibilità di giudicare meno cercando di capire maggiormente le ragioni ed i sentimenti. L'autore non ce lo racconta mai con vittimismo, non cerca di addossare agli altri le colpe della sua vita marcia anzi, analizza il tutto con molta sincerità e questo credo sia un valore aggiunto. È grazie a questo atteggiamento che il lettore può andare oltre al giudizio e può concentrarsi sulla rinascita di un uomo che impara di nuovo - o forse per la prima volta - ad abbracciare, ad amare, a farsi amare; un uomo che cerca di reimpostare la sua vita attraverso un nuovo rapporto con i genitori; un uomo che sinceramente e con impegno si giudica e cerca di resistere alle tentazioni:  quella di scappare da un luogo in cui non crede, quella di lasciarsi andare a quella furia che da sempre condiziona la sua esistenza.
Di certo un libro non facile emotivamente, non un libro per tutti, ma un libro splendido per chi è capace di non farsi impressionare.

 VOTO: 



venerdì 22 aprile 2016

Challenge 2016 - Le Lgs sfidano i lettori - Seconda tappa



Buongiorno lettori, siete caldi??? Oggi sono qui per il secondo post dedicato alla challenge.
È già passato un mese dall’inizio della mia tappa ed io sono super felice della grande partecipazione che ancora ci state mettendo. Avete preso benissimo il ritmo con i nuovi obiettivi e vedo che anche con i libri bonus ci state dando dentro.
Ovviamente come capita sempre in queste cose non mi aspettavo assolutamente che i libri bonus utilizzati piacessero a tutte voi; io cerco solo di utilizzare libri che ho molto apprezzato e che siano il più possibile vari per quanto riguarda il loro genere.
Prima di dirvi i nuovi titoli vi faccio un  riassunto veloce delle regole.
Ed ora passiamo ai libri bonus che potrete leggere e recensire entro e non oltre il 21 giugno 2016.

PRIMO LIBRO



Titolo: L'invenzione delle ali
Autore: Sue Monk Kidd
Editore: Mondadori
Pagine: 393

Sinossi:
Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano. 
 
SECONDO LIBRO
 
Titolo: Acquanera
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi - TEA
Pagine: 357

Sinossi:

È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.

Come vedete due titoli diversissimi tra loro che spero possano soddisfarvi!
La mail di riferimento per i vostri dubbi resta sempre la stessa: lettricisparpagliate@gmail.com
Credo di avervi detto tutto quindi prontiiiiii... via!!!

giovedì 4 febbraio 2016

Shopping letterario #37


Buongiorno lettori, rieccomi con una carrellata - piccola eh che da natale ho dato abbastanza - di libri acquistati recentemente. Avevo ancora un buono mondadori da utilizzare e poi non ho saputo resistere ad un'offerta lampo di  Amazon... ma, è solo un mio problema???? Ciao amici!!! Vi ricordate la meravigliosa card da 25 euro che il mio maritino mi ha regalato per Natale? Beh, lo scorso sabato aggiungendo i venti euro giàdisponibili sulla tessera punti mi sono data alla pazza gioia in un megastore Mondadori. Ho approfittato degli innumerevoli sconti presenti in questo periodo in libreria ed ho esaudito più di un desiderio arretrato!!! ;)
Ecco i miei acquisti!
  • Un posto tranquillo per un delitto di Barbara Sessini edito da Newton Compton, 376 pagine. Questa è l'offerta lampo cui ho ceduto. Chissà se saprà essere all'altezza delle aspettative!
Trama: Il neo-commissario Rossini è stato destinato a un piccolo paesino del torinese. Un posto molto, molto tranquillo, dove non succede nulla da cinquant'anni. Eppure, dopo solo ventiquattro ore dal suo insediamento, il commissario si trova a indagare sul primo omicidio. La vittima è Sara Ponsat, giovane titolare di una fabbrica di carta riciclata. Il timore di un assassino in circolazione ha gettato nel panico la piccola comunità, così ad affiancare Rossini viene chiamato anche il suo predecessore, Franco Diana. Gli amici di Sara, poi, aiutati da un giornalista, tentano di ricostruire gli ultimi mesi di vita della ragazza, ma si imbattono in qualcosa di più grande di loro. Per Rossini non sarà facile coordinare le indagini e insieme tenere a freno i vari detective improvvisati. Perché lasciare troppe impronte sulla scena di un delitto può essere il miglior modo per confondere le tracce...
  • Quella vita che ci manca di Valentina d'Urbano edito da TEA, catalogo Longanesi, 322 pagine. L'ultimo lavoro di Valentina è finalmente uscito in edizione economica. Lo so, sono strana? Comunque avevo alcuni dei libri precedenti in quella edizione e non mi andava di prendere questo in un'edizione differente. Non vedo l'ora di tornare alla Fortezza! 
Trama: Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L'auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l'unica cosa che gli rimane di lui: c'è anche quell'idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C'è Anna, che a soli trent'anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C'è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c'è Alan, il maggiore, l'uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l'amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c'è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima - ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo - e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull'amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull'unico altro amore che possa competere quello che irrompe come il buio in una stanza.

Per il momento è tutto, vediamo per quanto tempo saprò trattenermi dall'acquistare ancora qualcosa! hihihihih
Vi Piacciono?

venerdì 22 gennaio 2016

Chi ben comincia #105 - Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati

Buongiorno lettori e buon venerdì! Torna dopo la pausa natalizia la rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Dopo il mio raid in libreria dello scorso sabato ho cercato notizie in rete su un acquisto in particolare: Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati edito da Tea catalogo Nord. Dopo aver trovato pareri assolutamente opposti tra loro mi sono ancora di più incuriosita quindi ho penasto che questa rubrica fosse il modo migliore per iniziare a farmi un'idea su questo libro.
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Genova, 2 marzo 1601,
venerdì di carnevale
 
Come da occhi di demoni, le fiamme escono dalle due finestre più in alto del palazzo dei conti de Negri in vico Lepre. Vorticando, colonne di fumo raggiungono il tetto e salgono nel cielo di una notte senza nuvole.
Per strada, nessuno si accorge di nulla. I genovesi sono impegnati a festeggiare « il carnevale dei folli », tirandosi arance e limoni e inseguendosi lungo i carruggi. Un gruppo di musici suona all’angolo di una strada e un bambino corre dietro ai passanti per chiedere un obolo.
« Una moneta per la musica e una per gli angeli! »
Alcuni giovani ballano e fanno giravolte, ubriachi d’allegria. Da un carro in movimento, delle bambine, vestite da ancelle, lanciano sui passanti petali di rosa e ridono, come se fosse una marachella.
Solo una figura scura, un’ombra di ragazza alta e magra, addossata al muro della casa di fronte all’edificio che brucia, tiene gli occhi chiari da gatta triste sulle lingue di fuoco che, strisciando, hanno invaso la parte alta del palazzo. Sembra che il suo sguardo alimenti le fiamme. Ha un volto affilato che mostra appena i suoi ventidue anni. Indossa una veste nera che non disegna le forme del corpo e uno scialle che copre le spalle ossute e leggermente curve. Una cintura le cinge la vita sottile, ma senza stringere. I capelli corvini sono raccolti con impegno sulla parte bassa della nuca. Ha labbra carnose e una fossetta le nasce al centro di una sola guancia ogni volta che sorride. Non capita spesso. Le dita sono affusolate e l’indice è lungo quanto il medio. E di una bellezza non convenzionale e non usa belletti per esaltarla. Il suo nome e Pietra, ma tutti la conoscono come « la Tunisina ». 
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Devo dire che questo incipit mi intriga parecchio! Il periodo storico, la scelta di Genova come ambientazione ed i giorni del carnevale come momento di inizio della storia mi creano un'aspettativa non inderefferente. Anche l'entrata in scena di Pietra con la sua descrizione accurata e misteriosa crea quella suspance giusta che mi piace nei libri. Inizio promosso per quanto mi riguarda, ora sono proprio curiosa di vedere se il resto saprà essere all'altezza. Credo che leggerò presto questo libro!
E voi? Cosa ne pensate?

giovedì 21 gennaio 2016

Recensione #103 - La verità di Amelia di Kimberly McCreight

Buon lunedì carissimi! Come è andato il weekend? Siete già super attivi o, come me, fate fatica ad ingranare? Per rallegrare questo inizio settimana ho pensato di passare di qui a parlarvi, ovviamente, di libri!
Torno con una recensione, quella del libro La verità di Amelia di Kimberly McCreight edito da Tea catalogo Nord, 400 pagine.
Trama: Non è da lei. Mentre si fa largo tra i passanti, Kate Baron ripensa incredula alla telefonata che l’ha costretta a lasciare una riunione decisiva per la sua carriera: dopo essere stata scoperta a copiare, sua figlia Amelia è stata sospesa con effetto immediato dal preside della Grace Hall, uno degli istituti privati più esclusivi di New York. Non è da lei, continua a ripetersi Kate, finché non si trova davanti a una scena sconvolgente. L’ingresso della scuola è bloccato da un cordone di agenti di polizia, vigili del fuoco e paramedici. E la causa è proprio sua figlia. Per la vergogna, Amelia si è suicidata, lanciandosi dal tetto dell’edificio. Col suo mondo ormai in pezzi, Kate si chiude in un bozzolo di dolore e sensi di colpa, ma alcuni giorni dopo la tragedia riceve un inquietante SMS anonimo: «Amelia non si è buttata». Cosa significa? Possibile che la verità sia diversa da quella sostenuta dalle autorità scolastiche? Possibile che ci sia un’altra verità? Kate deve saperlo. Deve raccogliere le forze e scandagliare la vita della figlia, una vita segnata da ombre e segreti di cui lei neppure sospettava l’esistenza. E, a poco a poco, una domanda inizia a tormentarla. Chi era veramente Amelia? Solo trovando la risposta, Kate potrà rendere giustizia alla figlia. Solo così riuscirà a porterà alla luce la verità di Amelia.

Libro d'esordio per Kimberly McCreight che, laureata in legge, dopo aver lavorato per diversi anni negli studi più importanti di New York ha deciso di lasciare la professione per dedicarsi esclusivamente alla scrittura.
Sicuramente questo aspetto della vita dell'autrice emerge in modo evidente nella figura di Kate, una delle protagoniste di questa storia. Kate, madre di Amelia, si divide tra il lavoro come avvocato presso un facoltoso studio di New York e il "lavoro" di mamma single. Una vita divisa tra appuntamenti importanti, tailleur alla moda, orari disumani, sgomitate per emergere ed una figlia adolescente bisognosa di attenzioni. Una vita qualunque fino a quel fatidico giorno: una telefonata da scuola che avverte della sospensione di Amelia, la richiesta da parte del preside di andare a prenderla, la corsa per arrivare nel più breve tempo possibile, il traffico, il ritardo. L'arrivo a scuola coincide con un tumulto creato da auto della polizia, un'ambulanza, un corpo adagiato a terra coperto da un lenzuolo.
Amelia è morta. Caduta rovinosamente dal tetto della facoltosa scuola che frequentava. Suicidio? Omicidio? Incidente?
Da subito la questione non è chiara. La polizia chiude il caso come sucidio, in modo veloce ed affrettato, ma la madre di Kate fatica a rassegnarsi a non avere certezze sugli ultimi istanti della vita della figlia. Qualcosa non le torna già dal motivo dell'espulsione; Amelia, da sempre ragazza con la testa sulle spalle e studentessa modello, non copierebbe mai un compito in classe, tantomeno di inglese, tantomeno dedicato alla sua autrice preferita Virginia Woolf.
Con un ritmo incalzante creato dall'alternarsi delle voci narranti il lettore si ritroverà al fianco di Kate nelle fasi salienti delle ricerche. Ma una madre può essere pronta a scoprire ogni più profondo segreto della figlia? Può essere pronta a venire a conoscenza delle minacce cui la figlia giornalmente era sottoposta? Può essere pronta a fare i conti con le proprie mancanze di madre single e donna in carriera? Perchè è a questo che Kate andrà incontro se vorrà sapere la verità: dovrà leggere ogni singolo sms della figlia, cercare in ogni sua singola mail, scavare a fondo nella vita di una ragazza apparentemente tranquilla ed essere pronta ad ogni scoperta, anche le più dolorose.
La scelta fatta dall'autrice è quella, cui accennavo poco fa, di una narrazione doppia. I capitoli si alternano tra Kate ed Amelia. Quelli dedicati a Kate raccontano in terza persona il presente - solo in alcuni veniamo catapultati nel suo passato - mentre quelli dedicati ad Amelia sono invece in prima persona, ed è proprio Amelia a raccontare al presente ed in prima persona le sue giornate fino all'ultimo istante. Scelta particolare questa che permette al lettore di diventare protagonista della vita della ragazzina arrivando a conoscere a fondo ogni suo singolo pensiero ed ogni sua azione. Sarà Amelia che racconterà quindi del rapporto con la madre, di quello con la sua amica del cuore Sylvia, del rapporto virtuale con il suo amico Ben, dell'amore fortissimo per Dylan, delle minacce, delle prove da superare, del bullismo che sarà obbligata a subire e, infine, sarà proprio Amelia a raccontarci la verità sulla sua morte.
L'autrice è molto brava a non far mai perdere al lettore l'attenzione grazie ad un ritmo sostenuto ed anche grazie alla scelta di alleggerire spesso gli spazi tra un capitolo e l'altro con sralci di mail, scambi di sms, stati facebook e post di un blog irriverente i cui post fanno spesso tremare gli alunni della scuola raccontandone le abitudini più nascoste. Tanti i misteri che pian piano emergono su quell'istituto per ragazzi di famiglie benestanti, tanti anche quelli che sembrano affollare le vite di ogni singolo personaggio della storia.
Un lavoro veramente buono per un'autrice al suo primo lavoro.
Unico neo di tutta la questione, che non dipende dall'autrice ma dalla traduzione, sono i tantissimi errori nelle coniugazioni dei verbi: i congiuntivi non sono estinti quindi mi chiedo, perchè non utilizzarli? Ecco, in questo senso mi aspetto che le case editrici si mettano di impegno per garantire al lettore la lettura di un italiano corretto, visto anche il costo che viene investito dallo stesso per comprare un libro.
Detto questo vi chiedo se conoscete questo libro, se lo avete letto e che cosa ne pensate! ;)

VOTO: 

mercoledì 20 gennaio 2016

Shopping letterario #36


Ciao amici!!! Vi ricordate la meravigliosa card da 25 euro che il mio maritino mi ha regalato per Natale? Beh, lo scorso sabato aggiungendo i venti euro giàdisponibili sulla tessera punti mi sono data alla pazza gioia in un megastore Mondadori. Ho approfittato degli innumerevoli sconti presenti in questo periodo in libreria ed ho esaudito più di un desiderio arretrato!!! ;)
Ecco i miei acquisti!

  • La vergine azzurra di Tracy Chevalier edito da BEAT, 303 pagine. Adoro questa autrice e sto cercando di recuperare tutti i suoi libri!!! Non appena ho visto questo nella stessa edizione dei libri che già posseggo non ho avuto dubbi.
Trama: XVI secolo, Francia: Isabelle du Moulin è una splendida ragazza dai capelli color rame, chiamata da tutti nel villaggio con lo stesso nome della statuetta della Vergine che il duca de l'Aigle ha portato un giorno in paese: la Rossa. Dall'arrivo di Monsieur Marcel, coi suoi sermoni contro la Vergine, quel nome è diventato un tormento. Non è più un affettuoso nomignolo ma il nome di una strega, il sinonimo stesso di una malvagia creatura in un villaggio accecato dal fanatismo della Riforma. Quando resta incinta del giovane Tournier, a Isabelle non resta altro che abbracciare, dopo le persecuzioni seguite al Massacro di San Bartolomeo, fino in fondo la sorte dei Tournier: l'emigrazione nel villaggio svizzero di Moutier e un destino sconvolgente e inaspettato...

  • Pietra è il mio nome di Beccati Lorenzo edito da TEA, 312 pagine. Un libro comprato per caso, attratta dalla cover e dal fatto che fosse classificato come thriller. Dopo l'acquisto ho cercato un po' di giudizi e sono totalmente opposti, dalle stelle alle stalle, quindi adesso sono ancora più curiosa! 
Trama: Genova, 1601. La chiamano la Tunisina. La disprezzano. La temono. Eppure è a lei che i genovesi si rivolgono quando hanno bisogno d'aiuto. Pietra sostiene di essere una rabdomante. In realtà è solo una donna consapevole che il mondo non le perdonerebbe mai il suo straordinario intuito e il suo eccezionale acume. Talenti grazie ai quali riesce a trovare non solo sorgenti d'acqua, ma anche bambini scomparsi e gioielli rubati. E, quando vengono compiuti delitti all'apparenza inspiegabili, persino le autorità cittadine si avvalgono dei suoi servigi. In questo caso, però, Pietra è stata chiamata dal Bargello per un motivo diverso: accanto al corpo di una donna, picchiata a morte, è stata trovata una bacchetta da rabdomante, circostanza che fa di lei la principale indiziata dell'omicidio. Per dimostrare la propria innocenza, Pietra sarà costretta a indagare per conto proprio e, ben presto, si renderà conto che quella giovane è come un fantasma emerso dalle ombre del suo passato, che riporta in superficie vecchi rancori e rimpianti mai sopiti. E adesso è venuto il momento di affrontarli, prima che l'assassino torni per lei... 

  • In un milione di piccoli pezzi di James Frey edito da TEA, 459 pagine. Non ho mai letto nulla di questo autore ma il consiglio appassionato di questo libro da parte dello scrittore Francesco Zingoni - che stimo e di cui mi fido - mi ha fatto correre ad acquistarlo!
Trama: Un uomo di 23 anni si risveglia a bordo di un aereo in uno stato al confine tra la vita e la morte, in seguito a una sequenza di abusi di alcol e droghe. La famiglia, sbalordita e disperata, lo accoglie all'aeroporto di Chicago per trasferirlo in una clinica di riabilitazione del Minnesota. Qui, dopo una prima visita, un medico gli garantisce che morirà nel giro di pochi giorni se ricomincia a bere. Qui, Frey passerà due mesi spaventosi per disintossicarsi e confrontarsi con la furia interiore che da anni lo spinge a distruggersi. E soprattutto si troverà a dover fare una scelta: accettare di non vedere mai i suoi 24 anni oppure raccogliere i rottami della propria vita e agire. Il libro riporta la testimonianza di dura e sconvolgente di James Frey. 

  • Buongiorno a Los Angeles di James Frey edito da TEA, 555 pagine. Questo libro era insieme al precedente, loro due soli, e mi è dispiaciuto lasciarlo orfano del suo compagno! Mi è sembrato un segno del destino! ;)
Trama:  Los Angeles. Immane distesa di auto e individui, serbatoio infinito di illusioni e sogni infranti, immagine esplosa di una società, miraggio che si accende ogni giorno come un'insegna al neon, Los Angeles lancia il suo richiamo a tutte le anime perdute, perché vengano a consumare le loro storie nel suo abbraccio capiente. Come Amberton, il grande attore viziato, la cui passione segreta per ciò che non può avere potrebbe distruggergli la carriera; oppure Joe, il vecchio homeless alcolista e filosofo di Venice Beach, che per salvare una drogata rischia di morire nel gabinetto pubblico dove si è installato; o la coppia di giovani scappati da un buco di provincia dell'Ohio con duemila dollari e troppe cicatrici; o ancora Esperanza, che è americana perché sua madre l'ha partorita quindici metri dopo aver oltrepassato il confine messicano, e che per un solo momento di umiliazione rischia di perdere tutto. Frey li segue, ce li fa vedere da vicino e intanto allarga la nostra visuale ad altri personaggi e alla città, a perdita d'occhio, fino a che improvvisamente ci rendiamo conto di essere davanti a un Paese intero, a una cultura, a un momento storico.
  • Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali edito da Newton & Compton, 288 pagine. Conosco Lucrezia da 3 anni, il suo blog "Il libro che pulsa" è stato uno dei primi che ho seguito, ancor prima di diventare io stessa una blogger. Ho assistito all'evolversi del suo romanzo, alla ricerca di un editore prima, la pubblicazione self poi e la pubblicazione Newton adesso. Ho recensito il suo libro in versione self qui e desideravo tantissimo il cartaceo. Ora mi manca solo la dedica di Lucrezia!
Trama: Mia ha trent’anni, un passato che preferisce non ricordare e una famiglia da cui cerca di tenersi alla larga. Meglio stare lontano dalle frecciatine della sorella e da una madre invadente che le organizza appuntamenti al buio… Di notte sogna il principe azzurro, ma la mattina si sveglia accanto a Bubu, un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo morbido. La sua passione sono gli animali e infatti, oltre a gestire una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino, Mia sta per realizzare un progetto a cui tiene moltissimo: restituire il sorriso ai bambini in ospedale attraverso la pet therapy. Il grande amore romantico, però, non sembra proprio voler arrivare nella sua vita. O almeno, così pensa Mia, prima di conoscere Alberto, un medico affascinante, e Diego, un ragazzo sfuggente che si è appena trasferito a Torino dalla Puglia. Cupido sta finalmente per scagliare la sua freccia: riuscirà a colpire la persona giusta per il cuore di Mia?

E con questo è tutto! Altri tesori che si aggiungono ai tanti ancora da leggere! Ma i libri non scadono no? ;)