Rubrica inventata da me in cui, a cadenza casuale, condividerò con voi le curiosità che scoverò tra le righe dei libri.
____________________________________________________________
Buon giovedì lettori, come state? Anche voi, come me, state già volgendo uno sguardo languido al weekend? Possiamo farcelta, la settimana è quasi finita!!!
Dopo tantissimo tempo torno con questa rubrica a cui tengo molto e che non riesco a pubblicare spesso come vorrei visto che non dipende unicamente da me. Trovare nei libri curiosità da raccontarvi non è affatto semplice ma, appena ne scovo, sono felice di condiverle con voi. Siete pronti?
La curiosità di cui parleremo oggi è una fobia di cui avete sicuramente parlare - complice anche un famosissimo programma televisivo in onda su Real Time - ma magari, come me, non ne conoscete il nome o le sue origini. Si tratta della Disposofobia.
Ho trovato questa curiosità nel libro L'ipotesi del male di Donato Carrisi edito da Tea, catalogo Longanesi, che sto leggendo proprio in questi giorni.
Dopo tantissimo tempo torno con questa rubrica a cui tengo molto e che non riesco a pubblicare spesso come vorrei visto che non dipende unicamente da me. Trovare nei libri curiosità da raccontarvi non è affatto semplice ma, appena ne scovo, sono felice di condiverle con voi. Siete pronti?
La curiosità di cui parleremo oggi è una fobia di cui avete sicuramente parlare - complice anche un famosissimo programma televisivo in onda su Real Time - ma magari, come me, non ne conoscete il nome o le sue origini. Si tratta della Disposofobia.
Ho trovato questa curiosità nel libro L'ipotesi del male di Donato Carrisi edito da Tea, catalogo Longanesi, che sto leggendo proprio in questi giorni.
Ecco il passaggio che ho sottolineato.
Nell'età in cui può capitare che una ragazzina torni a casa con un cucciolo randagio, Diana un giorno era rientrata da scuola con una vecchia radio raccontando di aver trovato anche quella per strada. Asseriva che sarebbe stato un vero peccato lasciarla lì e che, sicuramente, il proprietario non sapeva ciò che stava facendo quando l'aveva gettata.
A differenza del telefonino, però, la radio era guasta e non si poteva riparare. Ma per Diana ciò sembrava non fare alcuna differenza.
Anche quella volta sua madre l'aveva lasciata fare, senza sapere che, da quel momento, la ragazzina avrebbe iniziato a portare a casa la roba più svariata - una coperta, un passeggino, barattoli di vetro, vecchie riviste -, giustificando ogni ritrovamento con una storia convincente.
In principio, la madre di Diana, pur consapevole che ci fosse qualcosa di sbagliato nella strana abitudine della figlia, non riuscì a opporle valide ragioni per farla smettere. La mania, però, celava un morboso attaccamento agli oggetti conosciuto con il nome di disposofobia.
A differenza di quella donna, Mila sapeva che si trattava di un disturbo ossessivo compulsivo. Chi ne soffre, accumula roba di cui non riesce più a disfarsi.








