venerdì 15 settembre 2017

Recensione #208 - Sei come sei di Melania G. Mazzucco

Buongiorno lettori, come va? Dai che è venerdì!!! Io avrò un weekend importante, una delle mie migliori amiche di sempre si sposa ed io sarò la sua testimone quindi sono molto emozionata! Conoscendomi piangerò più della sposa ahahahahahaha. Voi invece cosa farete di bello?
Ma torniamo al blog. Oggi torno con una recensione, quella del libro Sei come sei di Melania G. Mazzucco, edito da Einaudi, 235 pagine. Se mi seguite sapete che ho conosciuto questa autrice quest'anno con il libro Il bassotto e la regina che mi ha totalmente stregata; poi ho letto Sei come sei che invece non mi aveva per niente convinta. Questa nuova lettura doveva essere l'ago della bilancia per farmi capire se questa autrice poteva diventare una delle mie preferite o se invece mi aveva solo illusa. Siete curiosi di saperlo? Leggete il mio pensiero.

Sinossi: Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, "Sei come sei" narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

Eva ha undici anni ed ha due padri; o meglio ce li aveva, finchè Christian - quello che dei due ha materialmente donato il seme per la sua nascita - non è morto in un incidente stradale.
Quando noi la conosciamo, all'inizio della storia, lui se ne è andato già da un po' e con l'altro padre - Giose - non ha contatti. Giose non è il padre biologico di Eva - quindi non ha nessuno diritto nei suoi confronti - ed alla morte del suo compagno un giudice ha stabilito che lui non ha una vita abbastanza stabile per crescere una bambina. Eva abita a Milano con gli zii dal momento della sentenza, e Giose si è rifugiato in una casa tra gli Appennini per affogare nel suo dolore. Ha perso il compagno della vita e nello stesso tempo ha perso la figlia, quella figlia che tanto hanno desiderato e per la quale hanno compiuto viaggi di giorni verso l'Armenia, più e più volte, nella speranza che un seme attecchisse in un ovulo di una madre surrogata.
Eva non può dimenticare Giose - nonostante tutti credono stia accadendo il contrario - e Giose non può rassegnarsi a vivere senza di lei. Nessuno ha capito che una figlia non può dimenticare un padre  e un padre non può dimenticare una figlia. Nessuno ha compreso il vuoto che si è aggiunto alla loro vita quando li hanno divisi, come se già non fosse bastato il vuoto lasciato dalla morte di Christian.
Per Eva avere due padri è sempre stato normale, per il mondo intorno a lei un po' meno. Ostacolata dagli zii nel rapporto con Giose, bullizzata a scuola per aver confidato ad un compagno la verità sulla sua nascita, Eva compie un gesto involontario quanto brutale che la porta poi a scappare, alla ricerca di quel padre lontano, alla ricerca di una identità in cui non si riconosce più.
E il viaggio di Eva è un po' anche il nostro; con lei prendiamo quel treno che la porta a Roma e insieme a lei prendiamo il pullman che arrampicandosi sugli Appennini durante una bufera di neve la ricongiungerà a suo padre, il suo amore, la sua ragione di vita. Perchè non basta essere allontanati da una persona per dimenticarla, non basta non vederla e non sentirla per far diminuire un amore profondo e incondizionato perchè restano i ricordi e quelli di Eva sono quelli di un'infanzia felice, insieme ai suoi due papà. Una situazione non canonica forse, ma felice. E mica quello che conta è la felicità?
Ma il viaggio che l'autrice ci fa fare non è solo quello della ragazza, ma anche quello di Giose; un padre che non si è mai rassegnato a vivere senza quella che - a discapito di quello che dice la genetica - lui ritiene carne della sua carne, sangue del suo sangue. E quando lui e la figlia si ritrovano tutto torna ad avere un senso, il cerchio si chiude.
Quello dell'autrice è un viaggio fisico attraverso un'Italia che si trasforma man mano che ci si inoltra verso il centro e verso le montagne ma è anche un viaggio nell'animo umano, quello di una ragazzina che inizia ad avere la consapevolezza del mondo, che non ha paura di sfidare la notte e il freddo pur di ritrovare suo padre e capire. È un viaggio attraverso l'adolescenza, quella che porta a volte a sbagliare, a compiere azioni dettate dalla stupidità del momento, dal coinvolgimento e dalla necessità - perchè spesso diventa una necessità - di far parte di un gruppo. Ma è anche un viaggio nel mondo della fecondazione, della genitorialità in una coppia dello stesso sesso, della profondità dei sentimenti e della lotta per poterli vivere in modo aperto e genuino.
Lo stile è quello che avevo conosciuto ed adorato nel libro "Il bassotto e la regina" - recensione qui - uno stile capace di travolgere il lettore attraverso i sentimenti, portando a vivere la storia in prima persona quasi come se ogni personaggio vivesse un pochino dentro di noi.
La storia coinvolge, è dolce ma allo stesso tempo molto dolorosa; fa tenerezza ma spesso provoca rabbia e impotenza; insomma, una moltitudine di sensazioni contrastanti capaci di toccare nel profondo.
Un libro che consiglio senza riserve e che mi conferma che di questa autrice devo recuperare tutto perchè entra ufficilmente di diritto tra le mie autrici italiane preferite, nonostante lo scivolone avuto con "Un giorno perfetto" - recensione qui - che proprio non mi aveva convinto.


VOTO: 


mercoledì 13 settembre 2017

Recensione #207 - Still Alice di Lisa Genova

Buongiorno carissimi. Come state? Io arranco...
Sono ritornata dalle ferie particolarmente svogliata e "imbruttita" non solo nei riguardi del blog e della lettura - ahimè è tre giorni che non apro un libro - ma anche del lavoro e della situazione in generale. Settembre è sempre un periodo in cui si fa un po' il punto della situazione ed il mio punto della situazione in generale non è che mi piaccia molto, ma passerà. Scusatemi solo se magari sparisco per giorni.
Oggi sono qui per lasciarvi la recensione di uno dei libri che ho letto al mare e che attendeva ormai da troppo tempo sulle mensole del soggiorno. Si tratta di Steel Alice, di Lisa Genova, edito da Piemme, 304 pagine.

Sinossi: C’è una cosa su cui Alice Howland ha sempre contato: la propria mente. E infatti oggi, a quasi cinquant’anni, è una scienziata di successo, invitata a convegni in tutto il mondo, che ha studiato per anni il cervello umano in tutto il suo mistero.
Per questo, quando a una importantissima conferenza, mentre parla davanti a un pubblico internazionale di studiosi come lei, Alice perde una parola – una parola semplice, di cui conosce benissimo il significato – e non riesce più a ritrovarla nel magazzino apparentemente infinito della sua memoria, sa che qualcosa non va. E che nella sua testa sta succedendo qualcosa che nemmeno lei può capire. O fermare. La diagnosi, inimmaginabile fino a un momento prima, è di Alzheimer precoce.
Da allora, Alice, perderà molte altre parole. Perderà pian piano i nomi – per primi, quelli delle persone che ama, suo marito, i tre figli ormai adulti. Perderà i ricordi, ciò che ha studiato, ciò che ha fatto di lei la persona che è. In questo viaggio terribile la accompagnerà la sua famiglia: il cui compito straziante sarà di starle vicino, di gioire con lei dei rari momenti, luminosi e fugaci, in cui Alice torna a essere Alice. E, soprattutto, di imparare ad amarla in un altro modo.

Quarantanove anni ed una diagnosi che condanna: morbo di Alzheimer in forma precoce. 
È questo che Alice si ritrova, da un giorno all'altro, a dover combattere; non un tumore contro cui cercade di sfoderare tutta la sua forza e contro cui provare a lottare ma un morbo per cui non esiste assolutamente una cura e che, in pochissimo tempo, la porterà ad essere una persona incapace di curare se stessa, di riconoscere i propri cari e di vivere secondo la sua età.
Alice è una ricercatrice e professoressa universitaria ad Harvard; studia il cervello umano da sempre e crede di conoscerne tutte le più profonde sfaccettature ma dovrà fare i conti con qualcosa contro cui il suo cervello non può far altro che arrendersi.
Alice è una donna impegnata, realizzata nel lavoro e nella famiglia e crede di avere tutta una vita davanti quando improvvisamente inizia a "perdere" le parole, anche le più semplici; inizia a non ricordare una scaletta di lavoro su cui ha lavorato per ore fino a pochi minuti prima; inizia a ritrovarsi per strada, lungo il tragitto che per anni percorre correndo, senza sapere assolutamente dove si trovi.
Quando pensiamo all'Alzheimer siamo tutti tendenzialmente portati ad immaginare persone anziane che, a causa anche dell'età, si perdono in un mondo tutto loro, ricordando aneddoti di decenni prima ma non riuscendo a riconoscere i propri figli. Questo libro ci fa aprire gli occhi su una condizione precoce che può invece presentarsi a persone molto più giovani cui quindi è riservata una lunga vita di abbandono e disagio.
Alice si ritrova a dover passare dalle lezioni universitarie e dalle conferenze in giro per il mondo, all'abbandono del suo lavoro con la consapevolezza che la sua malattia non ha cure ma solo possibili e sperimentali terapie di rallentamento.
Assistiamo impotenti alla sua profonda consapevolezza di non voler diventare un peso per gli altri, alla sua paura di aver passato i suoi geni malati a qualcuno dei suoi tre figli, alla sua impotenza di fronte ad un corpo che spesso sembra non appartenerle più.
L'autrice è brava a mostrare al lettore l'evoluzione della malattia attraverso l'ansia dei vuoti di memoria che accompagnano la donna, attraverso la necessità di doversi appuntare anche il più piccolo impegno sperando poi che l'appunto sia abbastanza chiaro da farle venire in mente quale fosse l'azione cui quell'impegno è collegato.
Da subito l'attenzione cade sulla gestione della malattia da parte della famiglia. Il marito di Alice sembra quasi non voler accettare la situazione, nonostante anche lui sia uno studioso e sappia che non esiste cura per quello che ha deciso di piombare sulle loro vite; sei tre figli forse la meno attaccata alla madre riesce almeno a cercare di non colpevolizzarla mentre gli altri la trattano spesso come se lei non si impegnasse abbastranza per ricordare le cose.
Di certo non è facile gestire una situazione simile e l'autrice è bravissima a darne un quadro preciso e relista, portando il lettore a riflettere.
Quello che un po' mi è mancato è il coinvolgimento emotivo. Il libro mi ha toccato, sì, ma mi aspettavo di essere devastata dalle emozioni, cosa che purtroppo non è avvenuta. Sicuramente ho percepito la disperazione di Alice in parecchi momenti ma ho sempre assistito alla cosa come uno spettatore e quella disperazione non è mai diventata la mia, come invece spesso mi accade quando leggo libri di questo tipo.
Nonostante questo però l'ho trovata una bella lettura, che consiglio e che mi ha fatto riflettere moltissmo su una situazione cui non avevo mai pensato più di tanto.

VOTO: 

venerdì 8 settembre 2017

Letture con Marina #20

Buongiorno lettori! Con settembre riprendono anche gli appuntamenti con Marina e con la sua rubrica Letture con Marina. Pronti a scoprire che cosa vi ha riservato per oggi?

 
Buongiorno e ben ritrovati, dopo questa caldissimo Agosto 2017.

Ci ritroviamo insieme per parlare ancora dell’oriente, prima di fare una pausa e dedicarci ad alcuni degli autori che saranno presenti al Festival Letterario PordenoneLegge, che avrà luogo a Pordenone dal 13 al 17 Settembre 2017.

E quindi…
                        
IL PERIODO ASIATICO
O meglio: dall’Oriente con furore!!! Sì e vi avviso già che parleremo di 3 libri in contemporanea, che di primo acchito sembreranno non avere nulla in comune, ma a ben pensare…

Il primo libro, uno stupendo e sottilissimo cartonato di 27x39cm con dei disegni che da soli varrebbero l’acquisto, è di Benjamin Lacombe – edito da Rizzoli nel Maggio 2015 – un giovane artista parigino, che permea tutti i suoi libri di immagini che hanno sicuramente a che fare con la magia, attingendo alla pittura dell’età vittoriana e del Quattrocento italiano, non disdegnando tecniche più moderne. Vi consiglio di andare a curiosare in Internet, perché ne rimarrete affascinati. Soprattutto se amate mischiare arte e letteratura. Noi in questo momento siamo interessati al suo “Gli amanti farfalla” Che mi ricorda in questi particolari disegni l’artista, sempre francese, Rebecca Dautremer, con le sue “Principesse. Dimenticate o Sconosciute”. Magari con i visi non così triangolari, ma leggermente più dolci. E sicuramente con colori molto meno vividi. La storia è semplice e serve ad accompagnare queste magnifiche pagine piene di colori, di panorami appena abbozzati, di particolari evidenziati e di fanciulle/i giapponesi. Potrebbe essere una storia attinta dalla tradizione giapponese. Ma ciò poco importa. Ciò che invece mi interessa è il finale e soprattutto la rigida società e le regole che la governano. E questo è l’inizio del nostro percorso odierno.

Ma spostiamo ora la ns attenzione su La Vegetariana, edito da Adelphi nel 2016, dell’autrice coreana Han Kang, che nel 2016 è stato insignito del prestigioso Man Booker International Prize. E’ stato definito “di una potenza e originalità indimenticabili”. E’ diviso in tre parti ed in ognuna di esse c’è una voce narrante diversa, che però è sempre incentrata sulla protagonista, Yeong-hye. La prima voce narrante è del marito, la seconda del cognato e la terza ed ultima è della sorella. Strano come la figura della protagonista sia sempre centrale, nonostante non sia mai lei a narrare direttamente le vicissitudini della sua vita. Una donna che improvvisamente diventa vegetariana e che dal quel momento vivrà una sorta di vita onirica, se così possiamo definirla. O forse una discesa agli inferi, a seconda dei punti di vista, inconsapevole vittima e carnefice. Una vita dove alla fine lei sarà una pianta, sempre in cerca di sole, che tenta di fissare i suoi piedi, come radici, al suolo. Una pianta distrutta e distruttiva per sé e per chi le sta accanto. Un racconto lungo un romanzo, dalle atmosfere strane e particolari, che in alcuni tratti mi ha ricordato il Murakami di cui resto sempre affascinata cultrice. E che nel prosieguo della lettura inquieta per le domande che obbliga a porsi. Fino a che punto è lecito spingersi per preservare la vita degli altri? E perché la protagonista, così come le poche persone vegetariane che conosco di persona, diventano vegetariane o vegane sempre dopo uno un periodo particolarmente difficile, o in seguito a dispiaceri e/o shock? Quale il meccanismo che fa convogliare i grossi dispiaceri nel cambiamento più intimo della ns sopravvivenza? Perché il cibo si lega così indissolubilmente ai patemi dell’animo?
 
L’ultimo libro di cui vorrei parlarvi è Divorzio alla Cinese – edito da Bompiani nel 2016 – dello scrittore cinese Liu Zhenyun. La storia potrebbe sembrare molto lineare: a causa della politica cinese del “figlio unico”, la nostra protagonista, già madre di un bimbo, rimane incinta per la seconda volta. Cosa fare? Per evitare di essere condannata come criminale insieme al marito, decide che la soluzione più facile per evitare la condanna da parte del Governo è divorziare, fingendo incompatibilità con il marito. Partorire come madre single e poi risposarsi con il marito. Tutto semplice e lineare, se non fosse che, una volta messo in atto il piano con il marito, questi si incapriccia di un’altra donna, fino a sposarla. Li Xuelian si sente giustamente tradita e, a costo di far scoprire il piano architettato, decide di denunciare il marito alle Autorità, per obbligarlo a divorziare dalla seconda moglie e risposare lei. Salvo poi, una volta libero il marito, rifiutarsi di sposarlo. In tutto questo i bambini subiscono e non sono partecipi o protagonisti del racconto, che alla fine, passato il primo momento di divertimento, diventa un ritratto intimo, brutale e disincantato della politica locale e del suo potere in Cina. Come dicevamo, un percorso lineare che diventa talmente ingarbugliato da creare continui malintesi e catastrofi politiche. Veramente un racconto magistrale che, superata la sorpresa per le circonvoluzioni sterili dei vari “dignitari” locali, delle beghe paesane e cittadine, continua a far sorridere il lettore, seppur a denti stretti.

Cosa accomuna questi tre libri, così diversi tra di loro? Cosa mi ha colpito così intensamente, da volerli raggruppare in un’unica conversazione con voi?

Il mal di vivere…

Quel sentimento implacabile e inarrestabile che si impossessa di alcune persone particolarmente sensibili e non le lascia più andare. E che egoisticamente ci regala alcuni tra i più bei romanzi che si possano leggere. E alle volte a pensarci bene pare strano che maestri di questo tipo di racconto siano proprio gli autori asiatici. Forse perché, a differenza degli altri colleghi, mantengono il racconto su un piano meno terreno, più onirico.

Chissà…?

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Benjamin Lacombe è un illustratore francese, nato a Parigi nel 1982.
Da bambino sogna di poter lavorare con la Walt Disney e Tim Burton. Nel 2001 inizia i suoi studi artistici presso l’Ecole Nationale Superieure des Arts Decoratifs de Paris (ENSAD) e contemporaneamente, a soli diciannove anni firma il suo primo libro di fumetti e illustrazioni.
Ha lavorato nel mondo dell’animazione, dimostrandosi artista eclettico e in grado di misurarsi con diverse forme di arte.
La sua predilezione per le illustrazioni ispirate al mondo delle fiabe e dei racconti per bambini e ragazzi non gli impedisce di spingersi a lavorare anche su classici della letteratura come Notre Dame de Paris di Victor Hugo e Les contes macabres di E. A. Poe. Tra le sue opere più importanti vi è sicuramente C’era una volta, una splendida raccolta di tavole tridimensionali ispirate ad alcune delle fiabe più famose d’Europa.
Ha esposto i suoi lavori nelle gallerie più importanti del mondo, tra le quali L’Art de rien di Parigi, Dorothy Circus di Roma, Ad hoc art di New York e Maruzen di Tokio.
Vive e lavora a Parigi.

Han Kang, figlia dello scrittore Han Seung-won, è nata a Gwangju (Corea del Sud) il 27 novembre 1970. Dopo gli studi all'Università Yonsei di Seul (letteratura coreana), esordisce con una raccolta poetica nel 1993. L'anno successivo esce il suo primo romanzo al quale ne seguiranno altri cinque. Nel 2016 La vegetariana, storia di una donna che decide di smettere di mangiare carne in una società che non approva tale scelta, viene premiato con il Booker Prize. Dal 2013 insegna scrittura creativa al Seoul Institute of the Arts

Liu Zhenyun è nato nel 1958 in una Provincia della Cina del Nord. Tra i suoi romanzi: Telefono cellulare (da cui è stato tratto un film), Oggetti smarriti e Una Parola ne vale diecimila (vincitore nel 2009 del premio Mao Dun, il massimo riconoscimento cinese per il romanzo).
A presto,
                             

giovedì 7 settembre 2017

If I say... #11 - Nave

Buongiorno carissimi, come va? Per non perdere le buone abitudini oggi sul blog torna If I say in collaorazione con Baba  Desperate Bookswife . Come funziona? È semplicemente un'associazione di idee; partendo da una parola io e Baba vi diciamo i libri che ci vengono in mente. Saranno libri non necessariamente letti da noi quindi non sono necessariamente consigli. La parola che avete scelto nella scorsa puntata è: NAVE.

Vi devo confessare che avevo buttato lì io questa parola prima delle vacanze, condizionata da quello che sarebbe stato il mio viaggio estivo. Ecco, quando sono andata a guardare la parola scelta e ho visto che a maggioranza ha vinto questa sono andata un po' nel panico ahahahahah.
Poi però la fortuna ogni tanto mi assiste..

Il primo libro che dico mi è tornato in mente grazie alla TV che ad inizio settimana ha pensato di riproporre per l'ennesima volta il film Titanic, ed io ho pensato di riguardarlo per l'ennesima volta. Da un po' di tempo mi piacerebbe leggere qualcosa al riguardo, in particolare il libro Titanic. Un viaggio che non dimenticherete di  Massimo Polidoro edito da Piemme.


Il secondo libro mi è capitato davanti per caso, scorrendo la mia bacheca di facebook e mi ha subito incuriosito per titolo e cover. Si tratta de Il medico della nave/8 di Amy Fusselman che uscirà il 28 settembre 2017 per Edizioni Black Coffee. Cliccando sull'immagine sarete rimandati al sito e alle notizie sul libro.
 
http://www.edizioniblackcoffee.it/prodotto/il-medico-della-nave-8/

E con questo è tutto! Prima di correre a vedere le associazioni di  Baba  non dimenticate di votare qui sotto la prossima parola e, se vi va, di dirci le vostre associazioni!

mercoledì 6 settembre 2017

Recensione #206 - I delitti di Mangle Street di M.R.C. Kasasian

Buongiorno lettori, eccomi alla mia prima recensione post-vacanze. Quest'anno è particolarmente dura rimettersi in carreggiata, sarà perchè ho fatto qualche giorno di ferie in più rispetto al solito, sarà perchè ho visto veramente posti meravigliosi, sarà che mi ero disintossicata dal caos della città... insomma un disastro ma piano piano tornerò in forma. Per il momento vi parlo di uno dei libri che avevo portato con me e che ho letto in riva al mare. Si tratta de I delitti di Mangle Street, di M.R.C. Kasasian, edito da Newton Compton, 348 pagine.

Sinossi: Londra, 1882. Il celebre detective Sidney Grice è stato nominato tutore legale di una ragazza di vent'anni rimasta orfana, March Middleton. Eccentrico, esigente e insopportabilmente pignolo, Grice attende l'arrivo a Londra della sua protetta, sapendo che probabilmente dovrà attingere al suo enciclopedico bagaglio culturale per insegnarle a parlare e ad acconciarsi in maniera adeguata. Ma quando incontra March, il detective scopre che non è affatto una ragazza ingenua e sprovveduta. Tra una tazza di tè e un piatto rigorosamente vegetariano, March lo aiuterà a risolvere un difficile caso che nel frattempo ha sconvolto la città: l'efferato omicidio di una donna, Sarah Ashby, di cui è stato incolpato il marito. Un'oscura vicenda che porterà l'insolita coppia di detective dal raffinato quartiere di Bloomsbury agli squallidi sobborghi londinesi dell'East End, dove li attende soltanto il primo di una serie di affascinanti misteri...

Ho portato questo libro in vacanza sicura che tra una lettura più impegnativa - soprattutto emotivamente - e l'altra, prima o poi avrei avuto la necessità di staccare e di leggere qualcosa di leggero. Quel momento è arrivato quasi alla fine del viaggio e quindi mi sono subito buttata su questo.
La premessa era d'obbligo per dirvi che non mi aspettavo il giallo del secolo, nè che questo autore fosse la nuova promessa della letteratura del genere.
Di certo ha svolto benissimo il ruolo che gli avevo destinato: fammi svagare un paio di giorni con qualcosa di poco impegnativo e scorrevole; perchè questo libro si legge in un soffio, grazie anche all'enorme quantità di dialoghi che sono stati inseriti nel testo. Ecco, i dialoghi... C'è chi in una lettura non può stare senza - Baba Desperate Bookswife ad esempio andrebbe a nozze con questo libro! - e poi c'è chi, come me, ama e le descrizioni discorsive, che più discorsive non si può e dei dialoghi non dico che possa fare a meno ma che magari non nota particolarmente la loro mancanza; in questo libro ne ho però notato troppo la presenza che, per carità, in un giallo ci stanno anche, perchè nell'indagine sono essenziali per permettere a chi indaga di porre domande ed avere delle risposte, ma avrei apprezzato che fosse dato spazio anche al resto.
Mi spiego meglio. La storia è molto semplice: ci sono dei delitti irrisolti cui un detective - il famoso Sidney Grice - cerca di trovare una soluzione. La narrazione è lasciata a March, la sua "pupilla", quella ragazza cui il detective fa da tutore dopo la morte dei genitori.
Se di Grice abbiamo una sommaria descrizione fisica grazie alla ragazza che narra al lettore l'incontro avuto per la prima volta con l'uomo e grazie alle indagini che, con il passare del tempo si trova ad affrontare con lui, della ragazza non sappiamo praticamente nulla se non qualche tratto caratteriale che emerge durante la storia. Non sono mai riuscita ad immaginare fisicamente chi mi stesse parlando e questo, per quanto mi riguarda, è un grande neo durante una lettura.
Il giallo c'è, costruito secondo i canoni del genere, ed ha tutti gli elementi necessari per permettere al lettore di provare a scoprire il colpevole del caso principale che attanaglia il detective; forse ne ha un tantino troppi visto che non mi è stato difficile già a metà lettura trarre le conclusioni cui poi l'autore arriverà a lettura terminata.
Carina l'ambientazione nella Londra di fine Ottocento anche se con una March forse un po' troppo "ribelle" rispetto ai canoni della vita di quel periodo; non so quanto il suo atteggiamento ed il suo modo di fare possa essere conforme al periodo storico, ma comunque ci sta bene come personaggio quindi perdono l'autore per questo tocco un po' stonato, ma forse voluto.
Sicuramente leggerò i seguiti della serie, visto che io posseggo il volume che racchiude tre libri in uno. Nell'insieme questa è stata una lettura piacevole che, come dicevo, ha svolto perfettamente il ruolo che le avevo destinato! Ecco, magari non lo metto tra i libri da correre a comprare appena ne esce un volume nuovo ma lo ritengo una lettura perfetta per staccare dai momenti difficili e impegnativi.
Lo avete letto? Conoscete l'autore? Se vi va, ditemi cosa ne pensate!

VOTO: 

lunedì 28 agosto 2017

Recensione #205 - Un posto tranquillo per un delitto di Barbara Sessini

Buongiorno carissimi, oggi torno con una recensione. Vi parlo di Un posto tranquillo per un delitto, di Barbara Sessini, edito daNewton Compton, 376 pagine.

Sinossi: Il neo-commissario Rossini è stato destinato a un piccolo paesino del torinese. Un posto molto, molto tranquillo, dove non succede nulla da cinquant'anni. Eppure, dopo solo ventiquattro ore dal suo insediamento, il commissario si trova a indagare sul primo omicidio. La vittima è Sara Ponsat, giovane titolare di una fabbrica di carta riciclata. Il timore di un assassino in circolazione ha gettato nel panico la piccola comunità, così ad affiancare Rossini viene chiamato anche il suo predecessore, Franco Diana. Gli amici di Sara, poi, aiutati da un giornalista, tentano di ricostruire gli ultimi mesi di vita della ragazza, ma si imbattono in qualcosa di più grande di loro. Per Rossini non sarà facile coordinare le indagini e insieme tenere a freno i vari detective improvvisati. Perché lasciare troppe impronte sulla scena di un delitto può essere il miglior modo per confondere le tracce...

La provincia torinese fa da ambientazione a questo libro che comprai qualche tempo fa, per caso, come spesso avviene. Un giallo tutto italiano in cui l'autrice ha saputo, secondo me, ben ponderare informazioni, descrizioni, personaggi e colpi di scena.
Sara Ponsat è la vittima; uccisa in un tardo venerdì pomeriggio piovoso, dopo l'uscita dalla caritera di sua proprietà. 
La ritrovano nuda e sporca di sangue. Da subito i sospetti possono essere rivolti a molti, ogni accusa è plausibile, ogni sospetto anche. Sara è la secondogenita di una famiglia molto in vista nella provincia Torinese e, dalla morte del padre, le redini della Cartiera di famiglia con i suoi duecento dipendenti sono passati proprio nelle mani della ragazza.
Affascinante, bella, magra  e sicura di se, Sara attira da sempre le attenzioni di tutti gli uomini che incontra sulla sua strada, a differenza della sorella Ada che, timida, in sovrappeso ed insicura si dedica costantemente alle cure della madre malata da tempo.
Sara è prossima al matrimonio con Marco, figlio di un senatore molto influente r dai metodi non particolarmente ortodossi che, non appena viene a sapere del delitto, pensa più alla sua campagna elettorale che a consolare il figlio.
Costantemente, per tutta la lettura, la domanda che risuona nella testa del lettore è: chi poteva avercela con Sara.
In realtà sono in molti: addirittura con sua sorella la Sara è solita a litigi riguardanti la cartiera; poi ci sono quegli imprenditori che vorrebbero comprare l'azienda e che la vittima aveva liquidato senza troppi pensieri ed infine anche il senatore non ha mai visto di buon occhio il legame di suo figlio con la donna.
Personaggi importanti sono da subito Vera, amica d'infanzia di Sara e figlia del commissario di polizia che segue le indagini e Luca, ex fidanzato della vittima e che per lei, da ragazzo, aveva addirittura rischiato di uccidere qualcuno.
L'autrice tessa molto bene la sua rete per il lettore, portando la storia sia su livelli personali - cinque amici di infanzia che in realtà hanno più segreti di quello che sembra - sia su livelli lavorativi ed ambientali, la trama piega infatti anche su questioni di rifiuti tossici ed inquinamento ambientale. 
Per tutto lo scorrere della storia l'assassino potrebbe essere chiunque - maschio, femmina, amico o nemico - ed anche il movente in realtà potrebbe essere parecchio vario.
L'autrice si inoltra nei meandri dello smaltimento dei rifiuti della cartiera e lo fa in maniera molto precisa e chiara, non perdendo però mai di vista il lato umano dei personaggi, i loro pregi e i loro difetti portando avanti il tutto in modo molto bilanciato, senza lasciare niente al caso.
Il finale non è per niente banale, ben argomentato e credibile.
Non vi aspettate però un libro pieno di movimento e colpi di scena; questo è più un giallo che un thriller e ne ha tutte le caratteristiche.
Per scoprire il colpevole dovrete ragionare insieme al Commissario Rossini ed anche insieme ai singoli personaggi che, a modo loro, compiono le loro indagini private.
Un buon lavoro che consiglio agli amanti dei gialli.

VOTO: 




giovedì 24 agosto 2017

Coming soon #23 - La colonna di fuoco di Ken Follett

Buongiorno lettori! Settembre, come spesso accade, è tempo di nuovi inizi e, anche dal punto di vista letterario, è periodo di tantissime nuove uscite. È per questo che anche oggi sono qui con una nuova puntata di Coming soon per parlarvi di un'uscita che non vedo l'ora di avere tra le mani. Si tratta di La colonna di Fuoco di Ken Follett  edito da Mondadori, terzo volume della Saga di Kingsbridge che ha visto in precedenza la pubblicazione nell'ordine de I pilastri della terra - uno dei più bei libri che io abbia mai letto - e Mondo senza fine.
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Titolo: La colonna di Fuoco
Autore: Ken Follett
Serie: Saga Di Kingsbridge volume 3
Genere:
Romanzo storico
Pagine: 912
Costo: 27.00 €
Pubblicazione: 12 settembre 2017 - Mondadori

Descrizione: Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti.
Discendente Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, la figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra.
Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno.
Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque
In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso.
Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.

 
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Devo dire che sono particolarmente emozionata all'idea che presto potrò ritrovarmi nelle atmosfere che tanto ho amato leggendo i libri precedenti di questa serie! E voi? Li avete mai letti? Leggerete quest'ultimo? Se la risposta è no ma siete amanti dei romazi storici dovete assolutamente rimediare!!!


lunedì 21 agosto 2017

Recensione #204 - Mr Mercedes di Stephen King

Buongiorno lettori, eccoci nuovamente qui con una recensione. Oggi vi parlo di Mr Mercedes, di Stephen King, edito da Sperling & Kupfer, 470 pagine.

Sinossi: All'alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro di una cittadina americana colpita dalla crisi economica, centinaia di giovani, donne, uomini sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all'improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il killer, il vecchio Hodges può contare solo sull'intelligenza e l'esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un'incalzante caccia all'uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita da uno Stephen King maestro della suspense. Un thriller ad alta tensione, con due antagonisti: il sanguinario Brady - Mr. Mercedes - che ignora il significato della parola coscienza, e l'ironico Hodges, superlativo erede del Marlowe di Chandler, dolente e assetato di giustizia.

Ogni tanto mi piace tornare al mio primo amore: Stephen King, quell'autore di cui mi sono innamorata a quattordici anni e che mi ha fatto diventare una lettrice vorace. Mr Mercedes, primo volume di una serie - cui sono seguiti Chi perde paga e Fine turno - albergava da tantissimo tempo sul mio kindle quando, ormai un sacco di tempo fa, ho deciso di leggerlo. Poi ho scritto questa recensione su un quaderno, ed è rimasta lì fino ad ora, mai pubblicata sul blog, abbandonata a causa forse di quel sentimento tiepido chela lettura mi aveva trasmesso. Oggi è finalmente giunto il momento di parlarvene.
Primo libro, dicevo, di una trilogia, quella dedicata al detective in pensione Bill Hodges.
Quando ho preso in mano questa lettura sapevo, ovviamente, cosa aspettarmi per quanto riguarda lo stile. Amo King proprio perchè maestro nelle descrizioni, nella caratterizzazione dei personaggi, e nella capacità di tessere delle storie articolate e ben architettate.
Protagonisti del libro sono principalmente il Killer della Mercedes ed il tenente Hodges.
Quello che è stato soprannominato Mr Mercedes altri non è che un folle che con una Mercedes rubata si fionda a tutta velocità sulla folla, in attesa dell'apertura di una fiera del lavoro, uccidendo senza pietà diverse persone. Questa scena mi ha parecchio scossa, perchè ormai sembra una cosa all'ordine del giorno, una cosa che accompagna la nostra quotidianità; una quotidianità che spesso, purtroppo, si rivela molto più terribile di ogni qualsiasi fantasia.
Bill Hodges è ormai in pensione e uno dei pochi casi rimasti aperti dopo il suo pensionamento è proprio quello del serial kille della Mercedes.
King sceglie di svelare presto al lettore la vera identità del killer e le sue mosse; e mentre Hodges si ritrova alla caccia di un'ombra che gli manda una lettera per elogiarsi della sua capacità di fuga, noi invece ci ritroviamo a sapere.
Questo forse toglie un pizzico di mistero alla storia visto che ogni avvenimento ci viene anticipato minuziosamente dai capitoli che sono dedicati al killer.
Nonostante questo particolare resta, però, la voglia, durante tutta la lettura, di sapere come l'ex detective si muoverà per scoprire l'identità del killer e per provare ad anticipare le sue mosse ed anche la voglia di vedere se i piani del folle riusciranno ad essere portati a termine e come.
Ottimo come sempre il lavoro che l'autore da con gli altri personaggi che ci vengono inizialmente presentati come mero contorno alla storia ma che man mano che cominciano ad acquistare importanza diventano a loro volta protagonisti. Hodges viene infatti affiancato da detective improvvisati, che saranno per lui un grande aiuto nella risoluzione del caso.
Quello che più mi ha lasciato perplessa - e che non mi ha permesso di dare un voto maggiore a questa lettura - è l'epilogo della faccenda che mi è sembratto affrettato e, putroppo, a tratti inverosimile; insomma dal Re mi sarei aspettata decisamente qualcosa in più.
Ho comunque in mente di leggere i seguenti libri della trilogia per vedere se è stato solo uno scivolone a cui ha posto rimedio con i volumi successivi.
Un libro che consiglio a chi ama l'autore anche se non lo considero uno dei suoi lavori più riusciti.

VOTO: 

giovedì 17 agosto 2017

Coming soon #22 - Tutto cambia di Elizabeth Jane Howard

Ciao a tutti, come va? Eccomi nuovamente qui con una puntata di Coming soon, per parlarvi di un libro che uscirà il 19 settembre 2017 per Fazi. Si tratta del libro Tutto cambia quinto ed ultimo capitolo della famosissima saga dei Cazalet scritta da Elizabeth Jane Howard. Se mi seguite sapete che durante il Salone del libro di Torino ho acquistato i libri precedenti di questa saga quindi capirete che sicuramente presto li leggerò. Ora però non mi resta che acquistare questo ultimo volume non appena sarà uscito.
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Titolo: Tutto cambia
Autore: Elizabeth Jane Howard 
Serie: Cazalet volume 5
Genere:
Narrativa
Pagine: 650
Costo: 20.00 €
Pubblicazione: 19 settembre 2017 - Fazi

Descrizione: …E alla fine sono arrivati gli anni Cinquanta. Quest’ultimo romanzo della saga dei Cazalet si apre con una perdita significativa: la Duchessa viene a mancare. Andandosene, porta via con sé gli ultimi frammenti di un mondo che sta scomparendo: quello della servitù domestica, della classe sociale, della tradizione. È quel mondo polveroso, dalle atmosfere d’altri tempi, che ci aveva conquistati all’inizio di questa appassionante storia. Molti anni sono passati, molte vicende ci hanno fatto sorridere e commuovere, molte cose sono cambiate. Il mondo moderno si dimostra pieno di insidie, e gli uomini Cazalet si rivelano poco equipaggiati per affrontarlo e incapaci di seguire le orme del padre: la gestione dell’azienda di famiglia non è cosa facile, e ogni certezza viene meno. Nel frattempo, le donne cercano di farsi strada, ognuna a modo suo. Louise, ormai divorziata, resta invischiata in una relazione con un uomo sposato, mentre Polly e Clary faticano a conciliare il matrimonio e la maternità con le loro idee e ambizioni lavorative; Villy, da tempo abbandonata dal marito, alla fine deve imparare a vivere in maniera indipendente. Ma sarà Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, a dover affrontare la sfida più difficile… Nelle commoventi pagine finali, una nuova generazione Cazalet si ritrova a Home Place per Natale. Solo una cosa è certa: niente sarà mai più lo stesso.
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Avete già letto i libri precedenti a questo? Cosa ne pensate? Amate questa serie?


lunedì 14 agosto 2017

Recensione #203 - Lezioni di morte di Tess Gerritsen

Buongiorno carissimi, giornata speciale per me quest'oggi visto che per l'ultima volta festeggerò un compleanno all'interno della trentina... Eh già, oggi sono già 39.
Se mi guardo indietro non so proprio come io sia arrivata velocemente a questo spaventoso numero ma tant'è, si invecchia, nonostante io mi senta ancora una quindicenne! ;)
Ma torniamo al blog e alle recensioni arretrate che, grazie alla programmazione estiva, sto recuperando. Oggi vi lascio il mio pensiero sul secondo volume della serie dedicata a Jane Rizzoli e Maura Isles - di cui sicuramente molti di voi conosceranno la serie TV - intitolato Lezioni di morte, scritto da Tess Gerritsen, edito da TEA da catalogo Longanesi, pag. 341.

Sinossi: Jane Rizzoli, detective della polizia di Boston, pensa di aver vinto la sua battaglia più difficile: il serial killer soprannominato "il Chirurgo" è in prigione e non potrà più nuocere. Ma si sbaglia. Viene, infatti, convocata per investigare su una nuova serie di orribili delitti. Le vittime sono sempre due, di solito una giovane coppia, massacrata seguendo un unico, macabro rituale. Gli indizi avvicinerebbero la tecnica del nuovo maniaco a quella del Chirurgo. Ma come è possibile se questi è in prigione? Forse un mitomane che imita le gesta del suo folle modello? Forse dietro tutto c'è un segreto ancora più orribile, una verità che l'FBI vuol nascondere a tutti i costi...

Come dicevo, secondo capitolo della serie thriller dedicata al detective Jane Rizzoli ed al medico legale Maura Isles. 
E ci tengo a dirlo subito... La Gerritsen non delude. Il suo stile è sempre incalzante, ricco di azione e particolarmente crudo; l'ideale per chi ogni tanto, come me, ha bisogno di letture forti ed adrenalitiche. 
La storia è ambientata a Boston, è passato un anno da quando "Il chirurgo" ha quasi ucciso Jane e per lei voltare pagina non è per niente facile. Come se non bastasse deve sempre fare i conti con un mondo lavorativo in cui una donna è costantemente tenuta a dimostrare il doppio di un uomo per essere presa sul serio.
Anche dal punto di vista familiare la situazione non va molto meglio: sua madre da sempre sottovaluta il suo ruolo lavorativo e mette invece su un piedistallo il fratello marine. Insomma, niente nella vita di Jane è semplice ed in questo quadro un nuovo killer sembra volerle fare passare notti insonni; un killer che sorprende coppie sposate nel cuore della notte, uccide l'uomo e rapisce la donna per poi farne ritrovare i resti.
Da subito alcuni particolari sembrano ricordare le imprese del chirurgo e da subito la lotta contro il tempo appare serrata e necessaria, soprattutto quando, in maniera del tutto inaspettata, l'FBI inizia ad interessarsi al caso.
L'autrice ha una grande capacità narrativa e, grazie al suo lavoro di medico, ha una tale conoscenza dell'argomento che rende le descrizioni degli omicidi e delle indagini autoctone molto dettagliate e capaci di portare il lettore ad appassionarsi sempre di più alla storia.
I personaggi sono corposi, ben delineati, analizzati sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista personale e psicologico. Gli intrecci risultano ben costruiti ed il ritmo della storia non diminuisce mai ma, anzi, aumenta man mano che le indagini prendono corpo e la risoluzione del caso si avvicina.
Il bello di questa serie di libri è proprio, secondo me, vedere come evolvano  i personaggi e le loro vite, infatti la squadra investigativa resta la stessa ed i personaggi danno al lettore la sensazione di ritornare in un luogo sicuro, già conosciuto.
Di certo i libri della Gerritsen non sono adatti agli stomaci deboli perchè lei non lascia niente di non detto e non sorvola sui particolari, anche quelli più crudi ed inquietanti.
Ora sono veramente curiosa di sapere che cosa succederà nei prossimi capitoli che spero di riuscire a leggere un po' più velocemente di quanto non abbia fatto con i primi due.
Se amate il genere e non avete mai letto nulla di questa autrice non indugiate oltre e immergetevi tra le pagine di questa serie!

Libri precedenti della serie: Il chirurgo - Recensione qui.

VOTO: 



venerdì 11 agosto 2017

If I say... #10 - Pittura

Buongiorno lettori, come state? Sorpresa!!! Oggi sul blog torna If I say! Pensavate che io e Baba  Desperate Bookswife  avessimo abbandonato questa rubrica eh?  E invece no! Era stata solamente un attimo accantonata per la necessità di dare spazio alla challenge ed agli impegnativi Gruppi di Lettura ad essa collegati. Ora è agosto e, complici le vacanze, abbiamo un po' più di tempo per riprenderla e condividerla con voi. La parola con cui oggi ricominciamo è: PITTURA.

Adoro la pittura - ho datto il Liceo Artistico - ed amo leggere libri che della pittura facciano la protagonista quindi sono stata subito sicura su quali libri suggerirvi con qusta parola. Tutti libri che ho amato incondizionatamente.

Il primo libro che mi è subito saltato alla mente appena ho pensato a questa parola è il meraviglioso romanzo scritto da Francesca Diotallevi il cui protagonista è Amedeo Modigliani. Si tratta di  Amedeo Je t'aime edito da Mondadori Electa. Recensione  qui


Il secondo libro che voglio consigliarvi è L'armonia segreta di Geraldine Brooks edito da Neri Pozza. Un libro che ha come protagonista il ra David d'Israele e che attraverso un romanzo prova a mostrare al lettore il suo lato umano prima di quello istituzionale. Un libro che andrebbe fatto leggere nelle scuole d'arte! Recensione qui

Il terzo e ultimo libro è La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza. Impossibile che voi non abbiate sentito parlare di questo splendido libro... Recensione qui



E con questo è tutto! Prima di correre a vedere le associazioni di  Baba  non dimenticate di votare qui sotto la prossima parola!

mercoledì 9 agosto 2017

Coming soon #21 - Ci vediamo un giorno di questi di Federica Bosco

Buongiorno carissimi, come state? Io sono in vacanza ma grazie alla programmazione di Blogger riuscirò a non lasciarvi mai soli nè qui nè tantomeno sui social dove, se la connessione lo permetterà, vi terrò aggiornati sulle mie letture in terra Sarda.
Oggi però sono qui per parlarvi di un libro che uscirà il 14 settembre 2017 per Garzanti. Si tratta del nuovissimo lavoro di Federica Bosco intitolato Ci vediamo un giorno di questi. Da sempre voglio leggere un libro di Federica quindi quale momento migliore per cominciare? Se amate questa autrice segnatevi quindi questa data!
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Titolo: Ci vediamo un giorno di questi
Autore: Federica Bosco
Genere:
Narrativa
Pagine: 320
Costo: 16.90 €
Pubblicazione: 14 settembre 2017 - Garzanti

Descrizione: A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina che da quel giorno sono come sorelle, anche se non potrebbero essere più diverse.
Caterina è un vulcano di energia, non conosce la paura. Ludovica, invece, nella sua vita non lascia nessuno spazio per il rischio. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni caotici dell’amica. È un equilibrio rimasto intatto dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza. Anche quando Caterina è rimasta incinta: quel bambino lo hanno allevato insieme.
Per Ludovica è il figlio che non ha avuto per paura di rompere il muro di certezze dietro cui si è trincerata.
Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalla vita, che a volte fortifica, a volte travolgeall’improvviso. Dopo un’esistenza passata a sorprendere l’amica, ora è Caterina ad avere bisogno che
Ludovica faccia una cosa inattesa e un po’ folle.

 
Federica Bosco: Federica Bosco è scrittrice e sceneggiatrice.
Ha al suo attivo una ricca produzione di bestseller e vari manuali di self help. È stata finalista al Premio Bancarella 2012. Il suo romanzo Pazze di me è diventato un film diretto da Fausto Brizzi.

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Cosa ne pensate? Leggerete questo libro? Amate questa autrice?
Vi auguro una buonissima giornata.


lunedì 7 agosto 2017

Recensione #202 - Il libro di Charlotte di R.J. Palacio

Buongiorno lettori, eccoci nuovamente qui con la recensione di uno dei libri della serie Wonder Story, di R.J. Palacio, edita da Giunti. Oggi vi parlo del terzo volume, intitolato Il libro di Charlotte, pag. 160.

Sinossi: Charlotte, insieme ad altri due studenti, è stata scelta per dare il benvenuto ad Auggie nella nuova scuola. Il suo sogno è di diventare una star della danza, anche se è una ragazzina un po' insicura, ed è combattuta tra la lealtà verso Auggie e il desiderio di poter entrare nel gruppo delle ragazze popolari. Ma, quando inizia la guerra tra i sostenitori del nuovo arrivato e quelli che lo vorrebbero cacciare, non ha dubbi: è lei a passare a Jack la lista di "chi sta con chi". Perché in nome dell'amicizia, prima o poi bisogna essere capaci di prendere posizione...

Ultimo volume della serie che ci regala il pensiero di Charlotte, l'unica ragazza chiamata dal signor Kiap, nel primo libro, a fare da tutor a August.
Charlotte è una figura che nei libri precedenti non si riusciva a capire fino in fondo a causa di alcuni suoi comportamenti che da subito apparivano contraddittori. In questo libro abbiamo la possibilità, come per i personaggi precedenti, di conoscerla meglio e di provare a capirne il punto di vista.
Diciamo che forse, fra tutti, questo e il volume che ho apprezzato meno anche se resta un libro piacevole e da leggere. Diciamo che mi è apparso un po' superficiale il modo in cui le ragazzine ci vengono dipinte, intente a fare colpo sui ragazzi ed incapaci di prendere una posizione per il bene di qualcuno. In queste pagine ci viene principalmente raccontato di un'amicizia che nasce a poco a poco e cresce grazie ad un balletto scolastico, un'amicizia tra ragazze apparentemente diversissime tra loro ma che, guardandosi nel profondo, sapranno trovare più di una cosa in comune.
Charlotte prova a spiegare al lettore il suo punto di vista, parlando di se stessa come neutrale ma mostrandoci invece come, in fondo, non abbia meno colpe di quelli che apertamente si dimostrano contro Auggie. Certo essere in prima media non è facile, non è facile essere vista in modo negativo - per di più senza una ragione - da quelle che fanno parte del "gruppo perfetto", non è facile avere il coraggio di andare controcorrente come, da subito fa Summer, la mia preferita in assoluto in tutta la serie.
L'autrice mette molto in evidenza le gelosie, le invidie, le stranezze che possono nascere quando si è così piccole e ancora poco capaci di trovare un proprio posto nella vita. Come sempre riesce in modo egregio a renderci partecipi dei sentimenti dei personaggi e a raccontarcene i caratteri e le sfaccettature in modo molto realistico ed umano. Lo stile resta quello che ormai siamo abituati a conoscere: scorrevole, semplice ma non troppo, capace di venire al punto senza pietismi e falsi moralismi. Insomma, una serie nel complesso assolutamente da leggere e da consigliare!

VOTO: 



giovedì 3 agosto 2017

Recensione #201 - Il libro di Christopher di R.J. Palacio

Buongiorno lettori, ancora due giorni e poi sarò ufficilmente in ferieeeeee!!!! Voi? Già partiti o ancora al lavoro? Ma torniamo al blog...
Oggi sono nuovamente qui con la recensione di uno dei libri della serie Wonder Story, di R.J. Palacio, edita da Giunti. Oggi vi parlo del terzo volume, intitolato Il libro di Christopher, pag. 128.

Sinossi: Christopher e Auggie si conoscono da sempre. Nati nello stesso ospedale, da subito sono diventati migliori amici. In terza elementare, però, Christopher si è trasferito e ha perso un po' i contatti con Auggie. Adesso sono entrambi in prima media e Christopher non sta vivendo un momento felice: i genitori si stanno separando e sembra che tutto vada storto. Per questo, quando viene a sapere della morte di Daisy, la cagnetta di Auggie, non se la sente di chiamarlo. Non ha voglia di brutti pensieri.

Terzo libro della serie Wonder Story. Chritopher è uno dei personaggi che nel primo libro sono stati nominati dall'autrice ma cui la stessa non aveva dedicato spazio. Qui la Palacio ci regala il pensiero del ragazzo che da sempre è stato il migliore amico di August e che, da qualche anno, si è trasferito in un'altra città.
Christpher ci racconta come sia essere amico di un ragazzo come Auggie, di come da sempre si fosse dovuto abituare ad essere fissato ogni volta che lui e l'amico venivano in contatto con persone nuove; racconta di come la propria madre e quella di Auggie fossero indispensabili l'una per l'altra tanto che spesso la sua famiglia veniva messa in secondo piano per correre in aiuto durante i tanti ricoveri improvvisi del bambino. Christopher è un ragazzo come tanti altri che non chiede altro se non un po' di attenzione; un ragazzo da sempre fagocitato in una situazione più grande di lei, e che allontanandosene inizia a vederla con distacco. La Palacio, come nei libri precedenti, ci sa fare, cambiando pelle e modo di scrivere in base a quale sia il personaggio che vuole raccontarci. Anche in questo volume i temi trattati sono importanti: si passa dall'amicizia, ai rapporti famigliari, ai rapporti scolastici e vengono mostrati al lettore i pensieri di un ragazzo che evidentemente ha delle mancanze dovute al divorzio dei genitori ma anche al peso che Auggie ha sempre avuto sulle loro vite. Un libro che ancora una volta mi ha permesso di riflettere e di credere che sia necessario che questa serie venga letta nelle scuole, dai ragazzi ma anche dai professori. Poco più di centoventi pagine che racchiudono un mondo che ci viene svelato pian piano e che si inserisce perfettamente nella serie grazie all'espediente dei diversi volumi che trovo sia una scelta azzeccata, capace di tenere alta l'attenzione del lettore sul tutti i personaggi che intervengono nella storia.
Un libro che consiglio senza riserve!
Che ne pensate? Lo avete letto? Avete voglia di dirmi come lo avete trovato?

VOTO: 


martedì 1 agosto 2017

Shopping Letterario #44

Buongiorno lettori! Eccomi di nuovo qui con una puntata dedicata allo shopping sfrenato in libreria che, come ogni anno, precede le tanto agognate vacanze estive. Domenica ero al centro commerciale per un po' di spesa e mi sono ricordata di avere ancora un buono Vodafone di 10 euro utilizzabile da Mondadori entro il 31 luglio. Non potevo farlo scadere e non approfittarne quindi, con mio figlio, mi sono fiondata in libreria. Ecco i nostri acquisti!

  • Chi manda le onde di Fabio Genovesi edito da Mondadori,391  pagine, € 14.50. Voglio leggere questo autore da sempre e visto che a settembre uscirà il suo nuovo libro - come vi avevo anticipato qui - ho deciso che, complice il maggior tempo per leggere delle vacanze, devo cominciare a recuperare i suoi precedenti.
Sinossi: Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita. Succede a Luna, bimba albina dagli occhi così chiari che per vedere ha bisogno dell'immaginazione, eppure ogni giorno sfida il sole della Versilia cercando le mille cose straordinarie che il mare porta a riva per lei. Succede a suo fratello Luca, che solca le onde con il surf rubando il cuore alle ragazze del paese. Succede a Serena, la loro mamma stupenda ma vestita come un soldato, che li ha cresciuti da sola perché la vita le ha insegnato che non è fatta per l'amore. E quando questo tsunami del destino li manda alla deriva, intorno a loro si raccolgono altri naufraghi, strambi e spersi e insieme pieni di vita: ecco Sandro, che ha quarant'anni ma vive ancora con i suoi, e insieme a Marino e Rambo vive di espedienti improvvisandosi supplente al liceo, cercando tesori in spiaggia col metal detector, raccogliendo funghi e pinoli da vendere ai ristoranti del centro. E poi c'è Zot, bimbo misterioso arrivato da Chernobyl con la sua fisarmonica stonata, che parla come un anziano e passa il tempo con Ferro, astioso bagnino in pensione sempre di guardia per respingere l'attacco dei miliardari russi che vogliono comprarsi la Versilia. Luna, Luca, Serena, Sandro, Ferro e Zot, da un lato il mare a perdita d'occhio, dall'altro li profilo aguzzo e boscoso delle Alpi Apuane.
 
  • Le insolite indagini del detective Sidney Grice di M.R.C. Kasasian edito da Newton Compton, 861 pagine. Volume che comprende la trilogia: I delitti di Mangle Street, La maledizione di casa Foskett e Il mistero di villa Saturn. Qualche giorno fa è uscito il quarto libro dedicato alle indagini di Sidney Grice che vedrò di procurarmi se questa trilogia mi convincerà.
Sinossi: È eccentrico, esigente e pignolo, e in tutta l'Inghilterra nessun detective ha mai avuto più successo di lui dai tempi di Sherlock Holmes. È Sidney Grice, affiancato dalla sua protetta, la giovane March Middleton. Una coppia investigativa decisamente insolita, impegnata a risolvere misteri in una Londra ottocentesca più torbida che mai. L'efferato omicidio di una giovane donna, Sarah Ashby, di cui è stato incolpato il marito William, li porterà dal raffinato quartiere di Bloomsbury alle fetide strade dell'East End, dove li attende soltanto il primo di una serie di altri inspiegabili enigmi... Un inatteso visitatore, membro di un'eccentrica confraternita, la Last Death Society, ha il buongusto di morire avvelenato proprio nello studio di Grice, al cospetto del detective e della sua pupilla: un nuovo scottante caso, nel quale è coinvolta addirittura la misteriosa baronessa Foskett, ultima erede del casato maledetto... Un intricato caso per i detective di Gower Street: un inaspettato invito attira March nella splendida Villa Saturn, dimora di un parente sconosciuto. All'alba, però, la magione si rivela la scena di un terribile delitto. E a Grice toccherà il compito di scagionare la prima indiziata: March.

  • Giallo alla stazione di Second Street di Lawrence H. Levy edito da Newton Compton, 347 pagine. Un libro che non conoscevo ma che mi ha incuriosito in libreria. 
Sinossi: Brooklyn, fine Ottocento. Mary Handley, intelligente e anticonformista, si ritrova per caso sulla scena di un delitto: la vittima è Charles Goodrich, contabile di Thomas Edison. Maria si rivela particolarmente abile nel notare e raccogliere indizi, tanto che viene assunta dal Dipartimento di Polizia, diventando la prima donna poliziotto della città. Ma risolvere il caso non sarà facile perché l'indagine porta ai personaggi più potenti e rispettati della città, disposti a tutto pur di proteggere i loro segreti.








Mio figlio invece ha scelto questi... 
  • Cephalox. Il cybercalamaro: Sea Quest vol. 1 di Adam Blade edito da Salani, 128 pagine. 
Sinossi:  I mari del pianeta Nemos nascondono oscuri segreti... Da quando Cephalox ha rapito suo padre, Max gli dà la caccia. Sarà capace di sopravvivere contando solo sulla sua intelligenza e il suo coraggio? E riuscirà a scoprire chi controlla il robot? Età di lettura: da 8 anni.

  • Il misterioso manoscritto di Nostratopus di Geronimo Stilton edito da Piemme, 128 pagine. 
Sinossi: Nostratopus aveva previsto tutto, perfino la Data della Fine del Mondo! Io volevo pubblicare il manoscritto, ma a Topoforte, durante la Fiera del Libro, accadde una cosa incredibile...

 
Che ne dite? Un bel pieno di letture per le vacanze che si avvicinano!!!
E voi cosa leggerete?