venerdì 17 novembre 2017

Letture con Marina #25

Ciao a tutti, come state? Finalmente è venerdì! Mi attende un weekend particolare... no, non il Bookcity, quest'anno salto. Questa sera partirò per un fine settimana in camper! Rinuncio ai libri e faccio felice mio figlio!!! Mica male no?
Prima di tutto però, comincio la giornata lasciandovi con Marina e con la sua rubrica Letture con Marina.

  

Buongiorno!
Quest’oggi vorrei proporvi un bel libro giallo, un mistery che si occupa di viaggi, moti intelligenti, battute sagaci, luoghi comuni e caratteristiche peculiari del popolo inglese ed italiano. Un leggerissimo ed interessante divertissement che si legge come se fossimo anche noi nel Golfo ligure sotto l’ombrellone: ma non fatevi sentire dire questo da Penelope Poirot!
Titolo: Penelope Poirot e il male inglese
Autore: Becky Sharp
Casa editrice: Marcos Y Marcos
Pagine: 300
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2017

Sinossi: Penelope Poirot è ormai famosa. La sua autobiografia, "Una nipote", è in vetta alle classifiche. Le riviste più glamour si contendono i suoi reportage di costume, e Penelope ha deciso di dedicarne uno al male inglese, a quella forma atavica di malinconia che si curava viaggiando, preferibilmente in Italia, e in particolare in Liguria, nei languidi golfi della Riviera di Levante. Accompagnata da Velma Hamilton, paziente segretaria nonché vittima privilegiata dei suoi sfoghi, Penelope si appresta dunque a ripercorrere il Grand Tour. La prima tappa, a Portofino, le riserva una sorpresa: ha riaperto i battenti villa Travers, meta delle più belle estati della sua adolescenza. Da dieci anni la famiglia Travers disertava la villa, dopo la scomparsa del rampollo Samuel, uscito in mare in una notte incresciosa per non fare più ritorno. E adesso invece, tovaglie stese, finestre spalancate sul mare, eccoli di nuovo lì, sulla terrazza dalla vista spettacolare, intorno alla piscina rinnovata, lungo i sentieri del parco inselvatichito: vedova, figli, amici, cognato, patriarca. Penelope e Velma possono sistemarsi nella camera verde, con il suo netto sentore di polvere e di muffa. Ben più mefitici, tuttavia, sono i residui umani, attecchiti ovunque: fumi di vecchi rancori, ceneri di passioni spente, solchi d'invidia tagliente. In un terreno così fertile, il delitto germoglia, e sboccia nell'alba come un fiore splendido e velenoso.

RECENSIONE:
In un clima di sottile ed esilarante ironia, incontriamo nuovamente Penelope Poirot, nullafacente eclettica, nuova opinionista, sovrappeso e con una folta calotta rossa che si re-inventa di volta in volta critica culinaria, scrittrice, finanche investigatrice. Del resto, per la pronipote di Poirot, “il sangue non è acqua”… Accompagnata dalla fida Velma Hamilton, sua segretaria personale e che in questo secondo romanzo a me piace ancor di più per come è stata tratteggiata, contraltare classico di un carattere impetuoso – autodefinitasi con compiacimento “tappezzeria” - che preferisce l’osservare all’agire. Un superbo Watson, insomma!
Le caratteristiche ci sono tutte per creare un giallo di classe. E l’autrice, Sharp delle Vanità o Arzola sfuggente, non si fa certo prendere la mano. Crea un giallo, un mistery molto intelligente, giocato sui toni divertiti di un personaggio che ruba la scena ed altrettanto svia il lettore. Tra luoghi comuni, rimembranze, strizzatine d’occhio a pettegolezzi e a mode d’altri tempi, aspetti peculiari tipici di ogni popolo – che dire!, ci incanta con un tocco di intelligenza che non guasta, soprattutto perché accompagnata da lampi di humor… inglese! L’ambientazione è ancora una volta tutta italiana, anche se l’aria che si respira è tipicamente britannica, nonostante molti degli attori protagonisti siano italiani. Ambientazione d’hoc, come si conviene ad un buon mistery, che sceglie con cura i suoi scenari. Qui siamo nel Golfo del Tigullio, meta di molti vips - e più precisamente a Portofino, dove le gite eleganti non mancano, tanto per non tradire i vecchi romanzi fine du siecle del più famoso ed intelligente Hercule Poirot. Ma si sa, le donne sono più intuitive: e Penelope non fa mistero di questa sua dote sopraffina.
E quindi, una volta diventata vieppiù e fortunosamente famosa con il suo libro, dopo aver momentaneamente smesso i panni dell’esperta critica culinaria e prima di iniziare la sua “Recherche” sul male inglese (argomento peraltro molto interessante per tuti gli anglofili), perché non trascorrere qualche giorno in ozio su una splendida spiaggia ligure? E perché non farsi invitare dal patriarca Isaac Travers, che dopo 10 anni decide alfine di riaprire la Villa? Villa e famiglia con cui Penelope aveva condiviso non poche estati durante l’adolescenza.
Da qui in poi, l’autrice ci introduce in Villa e ci fa conoscere tutti i protagonisti di questa vicenda, Villa compresa, in attesa che avvenga il classico omicidio e che l’esperto di turno – Penelope?, Vilma?, la giovane poliziotta? – risolva felicemente il caso. In mezzo a tradimenti, passioni sopite e clandestine, venerazione di chi non c’è più e odio per chi si è insinuato nella pieghe di questa famiglia bene. Tutti sono sospettati, come nel più classico dei gialli. Insomma, gli ingredienti ci sono tutti e anche in questa seconda prova l’autrice non fallisce: anzi, a mio parere bilancia il tiro e scrive un romanzo ancora più bello, divertente ed intrigante rispetto al primo. Predisponendo gli incauti lettori amanti del giallo e del mistery ad attendere con ansia il terzo capitolo di questa che, il lettore si augura, diverrà una serie.
Non dimentichiamo inoltre il ruolo fondamentale di un’altra protagonista dei romanzi di Becky Sharp: la Casa o Villa che sia, protagonista al pari di Penelope e Velma. E le particolari copertine che Marcos y Marcos dedica a questi monumenti silenziosi (ma non troppo) e testimoni del genere umano che si avvicenda all’interno delle proprie mura.
Una lapidaria quanto simpatica prefazione avvisa subito i lettori che all’interno del romanzo c’è una rivelazione inerente uno dei personaggi de I Fratelli Karamazov di Dostoevskij – ed invero all’interno Vi si ritrovano altri romanzieri russi: una passione della Arzola, devo supporre. Ma cito questa prefazione non tanto per questo inciso, quanto per la definizione che l’autrice dà del termine inglese “spoiler”, oramai in uso massiccio anche qui in Italia e che come sottolinea la Arzola/Sharp, è di una vaghezza aggressiva. Stupenda definizione! E quanto poetico è il sinonimo usato in sua vece: rivelazione…
Ecco allora una stringata definizione per i romanzi della Sharp/Arzola: sono una rivelazione, per come sia possibile costruire un giallo che pur partendo da premesse note e classiche, risulta fresco, piacevole e con risvolti davvero ancorati alla tradizione letteraria.
Che rivelazione!
A presto,
                             

mercoledì 15 novembre 2017

Coming soon #28 - L'assassinio di Florence Nightingale Shore: Primo romanzo della serie I delitti di Mitford (I delitti Mitford) di Jessica Fellowes

Ciao a tutti, come state? Qui è arrivato il gelo! Prima mattina ghiacciata e prima mattina in cui la mia macchina ha toccato un grado e mezzo... brrrrrrr devo tirare fuori il cappello!!!
Ma torniamo ai libri. Oggi vi voglio parlare di un'uscita che mi intriga moltissimo, ecco di cosa si tratta.
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Titolo: L'assassinio di Florence Nightingale Shore: Primo romanzo della serie I delitti di Mitford (I delitti Mitford) 
Autore: Jessica Fellowes
Genere: Giallo

Pagine: 432
Costo: 18.00 € cartaceo - 9.99 € e-book
Pubblicazione: 16 novembre 2017 - Neri Pozza

Descrizione:
Il 12 gennaio 1920 l’infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell’ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l’ultima volta che qualcuno la vedrà viva.
Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolavano sempre sul naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford.
Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento.
Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l’aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell’infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton.
Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford. 


Jessica Fellowes, nipote dell’acclamato autore britannico Julian Fellowes, è scrittrice e giornalista,  
conosciuta per essere l’autrice di cinque libri sui retroscena della celebre serie TV Downton Abbey, molti dei quali sono apparsi nella lista dei bestseller del New York Times e Sunday Times. Ex vice direttrice di Country Life e giornalista del Sunday Mail, ha scritto per diverse testate tra cui il Daily Telegraph, il Guardian, il Sunday Times e The Lady. L’assassinio di Florence Nightingale Shore. I delitti Mitford è il primo di una serie di gialli ambientati negli anni Venti.
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Partiamo dalla prima cosa che ovviamente salta all'occhio: la cover! Ma quanto bella è???? È meravigliosa, assolutamente accattivante ed elegante! Prenderei questo libro anche solo per la sua bellezza estetica (tanto per cambiare direte voi!).
Poi leggo la trama e... sbammmmmm è amore!!!
Anni venti, ambientazione londinese, un omicidio irrisolto basato su una storia vera, sei sorelle leggendarie; insomma, ha tutte le caratteristiche per farmi avere aspettative altissime su questo libro e sulla sua lettura. Non vedo l'ora di averlo tra le mani.
Che ne dite? Vi piace? Lo leggerete?

lunedì 13 novembre 2017

Recensione #214 - La fine della solitudine di Benedict Wells

Buongiorno carissimi e buon lunedì! Passato bene il weekend? Io mi sono riposata e rilassata, ne avevo proprio bisogno visto che sono ancora malaticcia!!!
Oggi torno con un'altra recensione arretrata, quella de La fine della solitudine di Benedicte Wells, edito da Salani, che ringrazio per la copia, 307 pagine.

Sinossi: Jules sa di essere un custode di ricordi, come dice Alva, ma questa non è solo la sua storia. È la storia di tre fratelli, Jules, Liz e Marty, che da piccoli perdono i loro genitori in un incidente e sono costretti a vivere separati e senza famiglia, estranei l'uno all'altro. Marty si butterà a capofitto negli studi, Jules sfuggirà alla vita diventando un introverso mentre Liz si brucerà alla sua fiamma, vivendo senza limiti. La loro infanzia difficile sarà come un nemico invisibile, da cui impareranno a difendersi. Più di ogni altra, questa è la storia di Jules e Alva. Due solitudini che si incrociano, si cercano e si mancano, inquiete, per anni. Jules e Alva sono incapaci di riconoscere quel che provano l'uno per l'altra, legati come sono dal bisogno di amicizia, con il loro perdersi, ritrovarsi e salvarsi. Ma questa è soprattutto la storia di chi, come Jules, serba i propri ricordi insieme a tutte le alternative che non ha scelto, pur sfiorandole e sperimentandole attraverso la letteratura e la musica. Dalla voce di un giovane e già osannato talento della narrativa tedesca, un grande romanzo sulla magia della scrittura che salva dal male.

Jules è il narratore di questa storia. È un uomo quando il lettore fa la sua conoscenza, un uomo appena uscito dal coma per un brutto incidente in moto. E, si sa, i grandi traumi sono sempre l'occasione per guardare indietro, alla propria vita, tirando le somme di un'intera esistenza. È in questo modo che, presi per mano da Jules che diventa il nostro cicerone, ci avventuriamo in un passato tutt'altro che felice e spensierato.
Passato che non è solo quello di Jules ma che comprende anche i suoi fratelli - Marty e Liz - attraverso un grande, immenso lutto: quando erano solo bambini la vita ha deciso di metterli davanti alla prova più terribile, portargli via entrambi i genitori lasciandoli soli.
Attraverso i ricordi di Jules scopriremo quindi gli anni del collegio, in cui ognuno dei tre fratelli reagisce alla disgrazia nel modo a lui più consono; ne conosceremo le emozioni, le inclinazioni e le reazioni alle prove che ogni giorno saranno tenuti ad affrontare.
Una storia che per il tema trattato dovrebbe distruggere e che, invece, mi ha lasciata stranamente distaccata emotivamente, come se quei tre personaggi narrati non riuscissero a conquistarsi un posto privilegiato all'interno del mio cuore da lettrice. Come se le storie - terribili - narrate apparissero ai miei occhi troppo costruite e poco emotive.
Ho trovato in questa storia forse più la necessità di narrare i fatti e poco quella di volersi far vivere al lettore.
La storia c'è, è forte, ha tutti i tasselli al posto giusto per poter essere una grande storia; ha un inizio e una fine ben delineati, un significato molto profondo, uno stile scorrevole e mai prolisso, descrittivo al punto giusto e capace di carpire l'attenzione del lettore ma, e c'è un ma, in tutto questo a me è mancata la pancia. Non ho mai sentito empatia con i personaggi - nonostante questi siano perfettamente delineati - o con le loro storie - nonostante siano talmente crude e forti da poter essere potenzialmente struggenti - e non ho mai sofferto per le tragedie - e non sono mica poche - che ci vengono raccontate. Insomma un buon lavoro in cui però, secondo me, manca la parte essenziale: l'emozione. E, per quanto mi riguarda, con temi come questo l'emozione è tutto!
Evidentemente deve essermi sfuggito qualcosa perchè questo libro ha anche vinto un prestigioso premio europeo o magari per me non era il momento giusto per leggerlo. Si sa, il tempo per una storia è tutto!!! Non lo saprò mai...
So però che probabilmente dimenticherò presto questa lettura. Purtroppo capita di incontrare dei libri che nonostante si leggano con interesse - ho finito queste 300 pagine in soli due giorni - poi finiscano in un angolo della mente per essere dimenticati. A voi succede? Fatemi sapere se lo avete letto e se, magari, avete avuto un'impressione totalmente diversa dalla mia! Mi piacerebbe confrontarmi.

VOTO: 



venerdì 10 novembre 2017

Tag - Le cose che piacciono a me

Buongiorno lettori, oggi finalmente a Milano è tornato il sole ma dopo interminabili giornate piovose la voglia di leggerezza è ancora tanta quindi ho pensato di lasciare spazio ad un tag che ho scoperto sul blog di Susy I miei magici mondi anche se l'idea originale del tag è di Felicia Kingsley del blog Scrivo per divertirmi, scrivo per divertire.
Il tag si intitola Le cose che piacciono a me, ed è molto semplice; ci richiede di parlare di ciò che ci piace, in ordine alfabetico, in modo da conoscerci meglio. Non e stato facilissimo trovare una cosa per ogni lettera ma ci sono riuscita!!!

A. Azzurro - Il mio colore preferito in tutte le sue tonalità. 

B. Bomboloni alla crema - Li adoro!!! Pensate che questa estate ho anche provato a prendere il gusto di gelato Bombolone... non è che mi sia piaciuto molto ahahahahahha

C. Colori - Difficilmente mi vedrete vestita di nero. Il mio mondo è a colori, sempre, anche quando l'umore richiederebbe il contrario. È anni che dovrei comprarmi un paio di stivali o scarpe eleganti nere e ogni volta esco dal negozio con
scarpe marroni, lo stesso accade con le borse... è più forte di me!

D. Disegnare - Ho sempre amato disegnare ed è per questo motivo che ho fatto il liceo artistico. Ultimamente purtroppo non lo faccio mai, ma quando ero più giovane ed avevo molto tempo libero passavo le giornate a ricopiare qualsiasi cosa, anche fotografie di persone conosciute da regalare... A pensarci adesso mi sembra quasi un'altra vita e un po' mi manca!

E. Estate - Sole e mare sono il mio abitat! Datemi trenta gradi e una spiaggia ed io sarò una donna felice! L'estate è la mia stagione, sono nata il 14 agosto, non potrebbe essere altrimenti!

F. Feste - Amo le feste, i posti in cui si possa conoscere gente, in cui ci si possa divertire. Quando c'è da fare la matta io sono sempre in prima linea nonostante apparentemente sembri molto posata. Chi mi conosce sa che mi piace divertirmi ed essere di compagnia!

G. Gray's anatomy - La mia serie TV preferita. La adoro ed ho guardato tutte le puntate più e più
volte.Non è solo per quel figaccione megagalattico dal nome Patrick Dempsey. Lo prova il fatto che nonostante sia morto il suo personaggio io abbia continuato a vedere la serie. Certo, niente è più come prima da quel giorno.

H. Hockey inline - Uno sport che è diventato importante per la mia famiglia da quando mio nipote lo ha fatto diventare il suo sport arrivando a giocare in serie A e a partecipare ai mondiali vincendo ben due medaglie d'argento. Io sono la sua tifosa numero uno!!! Ora anche mio figlio sta seguendo le orme di mio nipote e sembra che anche lui abbia questo sport nel sangue. Il mio motto è #nonesistesoloilcalcio.

I. Inter - La mia squadra del cuore. Quando ero una ragazzina ero una tifosa sfegatata, tanto da avere i poster dei giocatori attaccati al muro, adesso il mio tifo è molto meno sentito ma sicuramente resta importante nella mia vita.

J. Jago - Il nome di mio figlio e ovviamente lui. Lo adoro e credo che sia un nome che gli calza a pennello!!!

K. King - È stato uno dei miei autori preferiti per decenni! Ho cominciato a leggere proprio grazie al suo libro L'ombra dello scorpione (la mia era proprio la versione che vedete qui in fianco, anche se a luglio ho comprato la nuova versione!!!) che lessi in pochi giorni nell'estate dei miei quindici anni a Viserba, vicino Rimini, dopo averlo scovato a pochissimo prezzo in una bancarella dell'usato sul lungomare. Per anni ho letto solo King quindi resta un autore importantissimo del mio essere lettrice. Qualche volta torno al mio primo amore ma, come ho detto spesso, il suo lavoro degli ultimi anni mi piace meno rispetto a quello del suo esordio!

L. Libri - Lo so che è scontato ma ragazzi, è la mia passione più grande!!! ;)

M. Matematica - Ebbene sì, adoro i numeri, le formule, tutto quello che si possa risolvere avendo la certezza, una volta arrivati alla fine, di aver fatto giusto. Pensate che finito il liceo, nonostante io volessi fare l'architetto da sempre, ero indecisa se iscrivermi alla facoltà di matematica. Ho lasciato che fosse il destino a scegliere per me: ho fatto il test di architettura - facoltà a numero chiuso - pensando che se non l'avessi passato mi sarei iscritta a matematica - facoltà a numero aperto -; e niente, ho passato il test ed ora faccio l'architetto. Essendo parecchio insoddisfatta della mia vita mi chiedo spesso se sarebbe cambiato qualcosa se quel giorno avessi scelto diversamente. Ma ormai è inutile rimuginare...

N. Negramaro - Sono il mio gruppo musicale preferito. Li adoro e li ho visti spesso dal vivo. Spero di riuscire a tornare a giugno allo stadio San Siro a vederli.

O. Odore della benzina - Lo so, non è sano, però quando mi fermo in un benzinaio e sento quel forte odore di benzina a me piace da morire. Sono strana ma so che saprete accettarlo ahahahahah

P. Puzzle - Oltre ai libri, sono da sempre un'amante dei Puzzle. Ultimamente ne faccio molti meno ma è una cosa che comunque mi ha sempre rilassato ed ho sempre fatto con tutta la mia famiglia nelle giornate casalinghe, soprattutto invernali.

Q. Quaderni a quadretti - Non mi piace scrivere sulle righe, non so perchè, non c'è una ragione logica ma quando devo scegliere quadretti tutta la vita!

R. Radio - Percorro moltissimi chilometri in macchina ogni giorno e senza la radio sarei morta! Ho le mie due stazioni preferite in base all'orario dei miei viaggi e grazie a questa abitudine conosco un sacco di musica diversa, praticamente tutte le hit trasmesse durante l'anno!

S. Sassofono contralto - Lo strumento musicale che ho suonato per diversi anni. Ho sempre adorato il suo suono sia nei pezzi da solisti che nei pezzi orchestrali. È da anni riposto nel cassettone del letto a casa di mia mamma ma chissà che prima o poi non torni a vedere la luce...

T. Tiramisù - È il mio dolce preferito, quello che mangerei in qualsiasi momento e in qualsiasi quantità. Non sono una grande amante dei dolci in generale ma a questo non so resistere. E, mi raccomando, ovviamente con i savoiardi!!!!

U. Unire i puntini - Eh già, avete presente quel giochino in cui bisogna unire i puntini che si trova in tutti i libretti di enigmistica? Sì, proprio quello... Ho quasi quarant'anni ma ogni volta che mi trovo per le mani un libretto di quelli corro ad unire i puntini e subito dopo a trovare le differenze. Insomma, sentro resto sempre una bambina!

V. Viaggi - Soprattutto e principalmente a bordo del mio camper. Adoro il momento del viaggio ma adoro anche organizzarlo, pensare alle tappe da fare, alle cose da vedere, ai posti in cui sostare! Insomma, sono l'organizzatrice della famiglia!

W. Robin Williams - In assoluto uno dei miei attori preferiti di cui ho amato le parti serie ma anche
quelle divertenti. Mi è dispiaciuto un sacco quando ho saputo della sua morte, in quel modo poi... Sicuramente il cinema ha perso un grande personaggio.

X. X-Factor - Ma non ho sky quindi ciccia... negli ultimi anni mi è toccato passare! Una volta che avevo trovato un programma a cui appassionarmi...
Lo vedo sempre quando ormai so chi ha vinto e non è la stessa cosa!

Y. Youtube - Adoro guardare i video delle canzoni che amo e youtube è sicuramente un fidato alleato in questo senso!!!

Z. Zucchero - Sono poco amante dei dolci ma moltissimo dello zucchero. Quando bevo u ntè o un caffè mi guardano sempre tutti male per la quantità di zucchero che ci metto!

Ecco qui, è stata dura ma ce l'ho fatta. Ovviamente siete tutti taggati ma, mi raccomando, poi tornate qui a lasciare il link al vostro tag così potrò leggere le vostre risposte.
Per chi non ha un blog, ovviamente lo spazio dei commenti qui sotto è sempre a vostra disposizione per rispondere! 

mercoledì 8 novembre 2017

BibliOmaggi #20


Buongiorno lettori, eccomi nuovamente qui con una puntata di BibliOmaggi per mostrarvi gli omaggi freschi freschi che ho ricevuto nelle ultime settimane. Alcuni li ho già letti e recensiti, altri spero di leggerli a breve!
Eccoli:
  • Una lettera lunga una vita di Loredana Limone, edito da CentoAutori, 242 pagine Data pubblicazione:  25 ottobre 2017.
    Un libro splendido che sa toccare corde profonde dell'animo umano. Già letto e recensito qui.
Sinossi: Tina vive con serenità i suoi ultimi anni di vita lontana dall'Italia e dalle sue radici. Un giorno in apparenza come gli altri, una telefonata sconvolge la sua tranquilla esistenza. Da quell'eco di una voce lontana dall'accento inconfondibile, un uomo sembra riportarla al suo passato e a suoi ricordi. L'Italia, Napoli, la sua terra, gli odori e i sapori che aveva amato da bambina e adesso credeva di aver dimenticato, riaffiorano tutti insieme all'improvviso travolgendola come un fiume in piena. Tina così decide di scrivere una lettera a quell'uomo riemerso dal suo passato ma non si tratta delle solite righe di convenevoli, ma di una lettera d'amore lunga tutta una vita.
  • Il cacciatore di sogni di Sara Rattaro edito da Mondadori, che ringrazio per la copia, 173 pagine. Data pubblicazione:  17 ottobre 2017. Una nuova veste per Sara Rattaro ed io non potevo farmela mancare!!
Sinossi: Luca, che da grande sogna di diventare pianista, ha una mano rotta, un fratello maggiore piuttosto fastidioso, una mamma rompiscatole e un aereo da prendere per tornare da Barcellona in Italia. È il 4 luglio 1984 e, su quell'aereo, la sua vita cambia per sempre. Luca incontra un eroe... No, non si tratta di Maradona, che in aeroporto ha attirato l'attenzione di tutti (e in particolare di suo fratello Filippo), ma di un misterioso signore che somiglia un po' a Babbo Natale e occupa il sedile accanto al suo. All'improvviso l'uomo gli chiede: «Posso raccontarti una storia?». Comincia così un'avventura straordinaria, fatta di parole e ricordi, con una sorpresa davvero inaspettata... l'avventura di un cacciatore di sogni, lo scienziato Albert Bruce Sabin.

  • Olga di carta. Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone edito da Salani, che ringrazio per la copia, 224 pagine. Data pubblicazione:  novembre 2017. Un libro che mi attira moltissimo soprattutto dopo la presentazione cui ho potuto partecipare grazie alla casa editrice!
Sinossi: È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale.
Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto.
Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più.
È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro.
Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere.
Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.
  • Finalmente ci sei di Tijan edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 220 pagine. Data pubblicazione: 02 novembre 2017. Secondo volume di una serie Fallen Crest High. Un libro ricevuto a sorpresa che non so se fa tanto al caso mio, non avendo oltretutto letto il precedente... ci penso su e vedo cosa fare.
Sinossi: Da quando si è trasferita insieme alla madre nella casa del patrigno, Samantha non è riuscita a mantenere le promesse fatte a sé stessa. Non è riuscita a stare lontana dai fratelli Kade, i cattivi ragazzi per eccellenza, i più temuti e adorati della scuola. Soprattutto, non ha saputo restare indifferente agli sguardi magnetici di Mason. Non appena ha incrociato i suoi occhi verdi, si è sentita speciale, amata come mai prima, e tra le sue braccia ha trovato un rifugio dalle delusioni. Ora che sono finalmente insieme, non potrebbe essere più felice. Felice di essersi lasciata alle spalle una solitudine durata troppo a lungo. Felice di aver trovato qualcuno su cui poter contare. Ma non esiste amore senza complicazioni. Ci sono persone vicino a Sam che sembrano non volerne sapere della nuova coppia, a cominciare dalle vecchie conoscenze, che rivorrebbero indietro l'amica di un tempo e sono pronte ad allontanarla da Mason con ogni mezzo. Ma il più grande ostacolo, ancora una volta, è rappresentato dalla famiglia: la madre di Sam, Analise, è pronta a tutto pur di separarli. Anche a mentire. E se per Mason non è un problema rispondere con l'indifferenza a queste minacce, che per lui non hanno alcun valore, Sam non può far finta di nulla. Perché soltanto lei ha il potere di fermare la madre prima che sia troppo tardi. Quando un terribile segreto ritorna dal passato a tormentarla, Sam deve trovare la forza di reagire, se vuole salvare sé stessa, Mason e il loro futuro insieme. Con Finalmente noi, prima puntata della storia d'amore tra la timida Samantha e l'affascinante Mason, Tijan ha dato il via a un nuovo fenomeno mondiale che ha conquistato i lettori di tutto il mondo e scalato le classifiche internazionali a pochi giorni dall'uscita. Da mesi i fan chiedono a gran voce un seguito e Tijan non si è fatta attendere. "Finalmente ci sei" torna a parlare dell'amore che toglie il fiato. Dell'amore che quando arriva colpisce al cuore e per il quale si è pronti a lottare contro qualsiasi ostacolo.
  • L'ultimo disastro di Jamie McGuire edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 248 pagine. Data pubblicazione: 26 ottobre 2017. Stessa cosa del libro predente, ricevuto a sorpresa, questo è addirittura l'ultimo di una serie di libri lunghissimi che non ho letto quindi anche in questo caso devo riflettere sul da farsi.
Sinossi: Non sembra passato neanche un giorno dalla prima volta che Abby e Travis si sono scambiati quello sguardo all'università. Da allora nulla è cambiato: la stessa intesa di un tempo brilla nei loro occhi. La stessa dolcezza si legge nelle loro mani che si cercano sempre. Nessuno avrebbe mai scommesso che la loro storia sarebbe durata tanto a lungo, ma quando un Maddox si innamora è per sempre. E Avvy e Travis ne sono la prova. Ora lei è una mamma modello: non solo si impegna a crescere al meglio i suoi due gemelli, ma non esita a rimboccarsi le maniche per aiutare Travis ogni volta che ne ha bisogno. Lui non si risparmia, fa di tutto per proteggere la famiglia, a qualsiasi costo. Il loro è un amore di quelli che capitano una sola volta nella vita, un esempio anche per gli altri fratelli, ora riuniti con le mogli e i figli nella casa di famiglia a Eakins. Eppure, stare con un Maddox non è solo garanzia d'amore, ma anche di tanti guai. Dietro una vita apparentemente perfetta, Travis nasconde un segreto. Un segreto che per anni ha custodito con la complicità del fratello maggiore Thomas. Un segreto che, se venisse a galla, rischierebbe di mettere a nudo un'intricata rete di bugie e di far crollare tutte quelle certezze che finora hanno fatto di lui un modello da seguire. Così, quando si riaccendono vecchie tensioni che minacciano di sconvolgere la tranquillità raggiunta con fatica, Travis si trova a dover prendere una decisione difficile che potrebbe dividere la famiglia per sempre, oppure renderla ancora più forte. Perché quando ci sono in gioco gli affetti, si è pronti a tutto pur di non perderli.


  • Mai dimenticare di Michel Bussi edito da edizioni e/o, che ringrazio per la copia, 464 pagine. Data pubblicazione: 09 novembre 2017. Un libro che non potevo farmi scappare e che mi è arrivato in super anteprima ieri!!!
Sinossi: «Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta».

È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.

E con questo è tutto! C'è qualcuno di questi libri che vi ispira in modo particolare?


lunedì 6 novembre 2017

Coming soon #27 - Mai dimenticare di Michel Bussi

Buongiorno lettori, come state? Anche voi in umore nero da lunedì? Per fortuna ci sono alcune notizie che possono contribuire a risollevare un po' l'umore ed io sono più che felice di condividerle con voi.
Non mi dilungo oltre e vi lascio tutte le notizie necessarie per segnarvi questa uscita che io attendo con impazienza!!!
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Titolo: Mai dimenticare
Autore: Michel Bussi
Genere:
Thriller
Pagine: 464
Costo: 16.50
Pubblicazione: 09 novembre 2017 - Edizioni e/o

Descrizione:
«Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta».

È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.

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Di questo autore ho letto tutto ed ogni volta ha saputo soddisfare le mie aspettative quindi non mi perderei un suo libro per niente al mondo!
Consiglio quindi agli amanti del genere, che ancora non lo conoscano, di segnarsi questo nome e questi titoli:

Ninfee nere

venerdì 3 novembre 2017

Letture con Marina #24

Buongiorno lettori, settimana alleggerita grazie al mercoledì festivo! Non possiamo fare una petizione per istituire perennemente la festa a metà settimana??? Sarebbe splendido...
Vabbè, la smetto di sognare e vi lascio con Marina e con la sua rubrica Letture con Marina.

  

Buongiorno e benvenuti nel mese di Novembre. Quest’oggi vorrei portarVi a New York (tristemente alla ribalta in questi giorni per il terribile “incidente” in cui sono rimasti vittime alcuni innocenti ciclisti) e nella provincia americana con: Mi chiamo Lucy Barton, del premio Pulitzer Elizabeth Strout.
Titolo: Mi chiamo Lucy Barton / My name is Lucy Barton
Autore: Elizabeth Strout
Casa editrice: Einaudi
Traduzione: S. Basso
Pagine: 161
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2016

Sinossi: In una stanza d’ospedale nel cuore di Manhattan, davanti allo scintillio del grattacielo Chrysler che si staglia oltre la finestra, per cinque giorni e cinque notti due donne parlano con intensità.

RECENSIONE:
Ho mai postato una sinossi così breve? Eppure molto altro da dire non c’è. Perché è tutto nel gioco che la scrittrice intesse tra vita reale e ricordi. Nel rapporto privilegiato tra madre e figlia. Un rapporto sicuramente di amore, ma di amore silenzioso, quasi dato per scontato, talvolta fastidioso e non sempre capibile da parte di una figlia.
Il tutto si svolge nell’arco di cinque giorni. Lucy, ricoverata in ospedale per lungo tempo – a causa di complicanze post-operatorie – con un marito che oltre che al lavoro deve anche badare alle figlie piccole – si perde nella solitudine e nell’isolamento della “reclusione” ospedaliera, che diventano insostenibili. Proprio in quel frangente, la madre va a trovarla. Per farlo, deve affrontare spese e soprattutto un lungo viaggio dalla lontana cittadina rurale di Amgash, oltre che cimentarsi nella sfida di cavarsela in una grande città.
Lei, una donna che arriva da una povera cittadina della provincia americana. Questo incontro durerà solo pochi giorni – deve durare così poco perché i problemi tra le due donne sono molti e incancreniti. Lucy, ancora giovane, grazie alla sua istruzione e caparbietà, se ne è andata dal paese natio, dalla povertà più estrema e da tutte le problematiche familiari. Ha creduto di lasciarsi tutto alle spalle per crearsi una nuova vita – di donna, madre e scrittrice – a New York. Ma come la vita –amaramente – insegna, i problemi non affrontati e soprattutto non risolti ci seguono sempre, come un’ombra fedele. Un magnifico flusso di parole e di ricordi ci irretisce – e consente anche a Lucy, per lo spazio di cinque giorni, dal privilegiato e sicuro posto di osservazione in cui è costretta – il suo letto d’ospedale – a riascoltare e riesaminare il suo passato dalla prospettiva di donna-bambina.
Non avranno la possibilità di un altro incontro, di un’altra chiarificazione. Le parole non dette resteranno tali. Il gelo non potrà sciogliersi al calore di un’altra primavera. Ma le persone sono come sono – e Lucy e la madre sono stereotipi che non avranno la forza di uscire dalla strada assegnata loro dalle circostanze della vita. Così come accade a noi, se ripensiamo al rapporto con la nostra mamma. Come disse la figlia di Lucy: “Mamma, se uno scrive un romanzo, lo può sempre riscrivere, ma se vivi per vent’anni con una persona, il romanzo è quello, non è che lo puoi riscrivere…” Ho pensato spesso a questa frase in sé così elementare, ma che non ci permette comunque di fare cambiamenti sostanziali. Perché anche noi, come le due donne del romanzo, seguiamo i binari del ns carattere, delle ns esperienze, della vita che ci è stata data in sorte… E questo, unito al ricordo di uno splendido romanzo tutto sommato intimista, mi fa pensare spesso al richiamo più innocente del mondo – quando la propria figlia chiama: mamma… E temo il momento in cui assumerà un suono diverso dall’universo di fiducia e amore incondizionato che ha all’inizio. Un suono di incomprensione per una generazione diversa e per le scelte fatte da questa figura genitoriale che si chiama madre. E per l’amore che si tramuta in fastidio, incomprensione, odio…
Donna adulta oramai e teoricamente sicura di sé, bambina a causa dell’appellativo “bestiolina” pronunciato dalla madre all’arrivo in ospedale e che la getta nuovamente e con ferocia nella sua infanzia. Un’infanzia brutale e solitaria, di una povertà dolorosa. La madre di Lucy ci porterà nel paese rurale di Amgash e ci parlerà delle persone che lì abitano, persone che Lucy conosce.
“Ciascuno ha soltanto una storia. Scriverete la vostra unica storia in molti modi diversi. Ma sempre una sola ne avete”
E’ stato molto interessante incontrare l’autrice Elizabeth Strout lo scorso Settembre al Festival Letterario PordenoneLegge. In quell’occasione presentava il suo ultimo lavoro: “Tutto è possibile”. Appena uscito in Italia, è il racconto della vita di tutte quelle figure del paese di Amgash di cui aveva accennato la madre di Lucy in ospedale. Alcune di loro effettivamente erano state accennate in modo così accattivante che meritavano una storia a se stante. L’autrice stessa racconta che, durante la stesura di Mi chiamo Lucy Barton, teneva due distinte postazioni alla scrivania per scrivere il romanzo di Lucy ed in contemporanea abbozzare meglio le storie dei compaesani della famiglia Barton. In questo nuovo romanzo uno dei capitoli è dedicato proprio alla famiglia Barton – nello specifico soprattutto a Lucy, alla sorella ed al fratello.

BREVI CENNI BIOGRAFICI:
Originaria del Maine. Laureata in letteratura inglese nel 1977 e in giurisprudenza alla Syracuse University, ha insegnato al Manhattan Community College e i suoi racconti sono apparsi su Redbook, Seventeen, Oprah Magazine e New Yorker. Nel 2000 è stata tra i finalisti dell'Orange Prize ed è stata nominata per il Premio PEN/Faulkner per la narrativa. Nel 2007 ha insegnato alla Colgate University come professoressa del National Endowment for the Humanities. Nel 2009 ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa con Olive Kitteridge (2008) romanzo che nel 2010 le ha permesso di aggiudicarsi anche il Premio Bancarella, con l'edizione tradotta e pubblicata dalla Fazi Editore nel 2009. Vive tra il Maine e New York, con il marito James Tierney, avvocato e politico, e la figlia.

A presto,
                             

giovedì 2 novembre 2017

Recensione #213 - Lo sapevi che I love you di Estelle Maskame

Buongiorno lettori, finalmente riesco ad iniziare a mettermi in pari con le recensioni dei libri letti gièà da un po' che ancora non ho potuto pubblicare.
Comincio con quella di Lo sapevi che I love you di Estelle Maskame, edito da Salani, che ringrazio per la copia, primo volume della trilogia DIMILY, 404 pagine.

Sinossi: Eden Munro, sedici anni, non ha nessuna voglia di trascorrere l'estate con il padre a Santa Monica, in California. I suoi genitori sono divorziati, il padre si è risposato, e la ragazza deve fare amicizia con i tre figli della nuova moglie. Il maggiore è Tyler Bruce, un adolescente inquieto con un carattere forte e un ego smisurato. Frequentando Tyler e i suoi amici, per Eden inizia un'avventura in un mondo sconosciuto, completamente diverso dal suo. La ragazza fa molta fatica a rapportarsi con il fratellastro, ma capisce che c'è qualcosa di lui che le sfugge. E più cerca di scoprire la verità su Tyler, più ne rimane pericolosamente affascinata... Tra segreti, bugie e passione, come farà Eden a tenere i suoi sentimenti sotto controllo? "Lo sapevi che I love you?" è il primo volume di una trilogia.

Se mi seguite sapete che non sono una da Romance, ma se mi seguite sapete anche che amo mettermi in gioco e soprattutto sono una persona estremamente curiosa.
Quando la casa editrice mi ha proposto la lettura di questo libro in un primo momento ho rifiutato, appunto perchè non pensavo potesse essere un libro adatto a me, poi Baba lo ha letto, le è piaciuto e a me è venuta una folle curiosità di leggerlo.
Premetto che questo libro è stato scritto da una ragazza che, quando lo ha cominciato, aveva solo tredici anni. Avete capito bene, tredici. Credo che questa sia la prima cosa da avere bene in mente approcciandosi a questa lettura. Perchè ci sono adulti che così non scrivono, con una padronanza lessicale e stilistica assolutamente perfette per la storia che stanno raccontando.
Poi, certo, è un romance e i romance devono piacere perchè, lo sapete, non c'è adrenalina, non c'è sorpresa, il lieto fine è quasi scontato e la storia è sicuramente intrisa di amore e cuoricini.
La trama è molto semplice: Eden passa i mesi estivi a casa del padre con cui non ha un rapporto da diversi anni, da quando si è rifatto una vita con un'altra donna abbandonando non solo sua madre ma anche lei come figlia.
Eden lascia Portland con il cuore leggero, visto che ha diversi problemi con alcune ragazze della sua scuola anche se l'incontro con il padre la preoccupa.
Al suo arrivo a casa del genitore fa fatica ad ambientarsi soprattutto perchè trova una situazione familiare cui non è abituata: col padre non riesce ad avere un rapporto e in più si ritrova con tre fratellastri ed una matrigna tra i piedi.
Oltretutto Tyler, il fratellastro maggiore, non è proprio uno stinco di santo ma, anzi, è arrogante, indisponente e tende a mettersi nei guai.
Il libro racconta, attraverso la voce di Eden, la fatica per questo breve trasferimento, la difficoltà a rapportarsi con un padre che per anni l'ha abbandonata senza più farsi vivo, la difficoltà a vedere lo stesso che rivolge segni di affetto ad una donna che non sia la propria madre; e poi racconta di amicizia, di amore, di feste più o meno innocue, di famiglia, di bullismo, di droga, di superficialità ma anche di sogni.
La scrittura è fluida e le quattrocento pagine scorrono bene e velocemente.
Lo stile è molto più maturo di quello di molti autori navigati, soprattutto trattandosi di un romance in cui è semplice cadere nelle banalità. 
I personaggi sono delineati alla perfezione ed anche la loro interazione è resa credibile probabilmente dall'esperienza dell'età dell'autrice. Non per niente si dice sempre: è necessario scrivere di ciò che si conosce.
Eden e Tyler vi stupiranno e sapranno ritagliarsi un angolino nel vostro cuore, sempre che sappiate mettere da parte i pregiudizi che spesso esistono su questo genere di libri.

VOTO: 




martedì 31 ottobre 2017

Recensione #212 - Una lettera lunga una vita di Loredana Limone

Buongiorno lettori, come state? Dai che domani è festa, quindi oggi per molti sarà una giornata decisamente più leggera!
Ma torniamo al blog... In realtà per oggi avevo programmato da tempo una recensione, poi però ieri ho finito il libro che avevo in lettura e avevo la necessità di scriverne subito, e anche di lasciarvi subito il mio pensiero. Perchè dei libri belli bisogna parlarne, subito e tanto. Quindi eccomi qui, con il mio pensiero su questo libro che ho letto, divorato in un weekend, adorato e che resterà nel mio cuore per parecchio tempo.
Si tratta di Una lettera lunga una vita di Loredana Limone, edito da CentoAutori, che ringrazio per la copia, 242 pagine.


Sinossi: Tina vive con serenità i suoi ultimi anni di vita lontana dall'Italia e dalle sue radici. Un giorno in apparenza come gli altri, una telefonata sconvolge la sua tranquilla esistenza. Da quell'eco di una voce lontana dall'accento inconfondibile, un uomo sembra riportarla al suo passato e a suoi ricordi. L'Italia, Napoli, la sua terra, gli odori e i sapori che aveva amato da bambina e adesso credeva di aver dimenticato, riaffiorano tutti insieme all'improvviso travolgendola come un fiume in piena. Tina così decide di scrivere una lettera a quell'uomo riemerso dal suo passato ma non si tratta delle solite righe di convenevoli, ma di una lettera d'amore lunga tutta una vita.

Quante emozioni mi ha regalato questo libro... 
Una storia semplice quella che racconta, ma una storia da brividi. Assuntina è napoletana, trasferita in America dopo la guerra per seguire un marito scelto quasi per ripiego. Lascia una città distrutta dal conflitto e lo fa con il cuore a brandelli, a causa di una storia che doveva essere ma non sarà. Il suo vero amore è Mario, di cui serba segretamente il ricordo per oltre cinquant'anni. Mario diventerà il protagonista dei suoi romanzi, Mario è l'uomo che le fa battere il cuore anche al solo pensiero, che le è sempre accanto anche se solo nell'immaginazione e nei sogni, è colui che, ogni volta, sa farla innamorare come la prima volta.
Ed è proprio Tina a raccontarci il suo amore. Lo fa attraverso una lettera indirizzata a Mario. Una lettera in cui gli racconta la propria vita, in cui le confida i suoi sentimenti, in cui si apre ad una confessione verso di lui e verso Napoli, la sua città, in cui sembra ricercare se stessa.
Un libro che attraverso flashback - dalla lettera ai racconti del passato, che spaziano dal matrimonio, alle sue figlie, alla malattia della madre, agli incontri con Mario avvenuti negli anni, ciclicamente - ci permette di conoscere in poco più di duecento pagine una vita intera e un amore profondo, forse accentuato dalla mancanza, forse idelizzato perchè non vissuto e proprio per questo forse ancora più amore degli altri.
Con il suo stile ricercato, che già avevamo imparato a conoscere con la saga di Borgo Propizio, Loredana Limone ci fa partecipe dei sentimenti della protagonista, li fa vivere sulla nostra pelle, ce li fa scivolare nel cuore ed esplodere in un turbinio di emozioni che credo sia impossibile non comprendere. Impossibile non emozionarsi, impossibile non vestire i panni di Assuntina, impossibile non essere colpiti da quell'amore, da quella passione che si scatena dopo vent'anni, da quella profondità che resta dopo cinquanta.


Può un sentimento essere talmente forte da resistere al tempo, al cambiamento, alla vita che scorre inesorabile e ripresentarsi, dopo anni, più forte di prima? I più cinici diranno sicuramente di no, questa storia invece ci fa credere il contrario e ce lo fa sembrare normale, facendoci ripescare nel nostro profondo sentimenti assopiti, storie passate, persone accantonate negli anni ma, lo sappiamo, sempre presenti nel nostro cuore. E non parlo necessariamente di amori, parlo anche di amicizie, di storie familiari, di emozioni che, basta un niente, e riaffiorano prepotentemente affacciandosi alle nostre vite, dandoci la sensazione che il tempo non sia passato mai.
In un contesto storico particolare, in cui la guerra portava in Italia moltissimi americani, e in cui invece si portava via moltissimi italiani per farli combattere in suolo straniero, le culture si intrecciavano ed il sogno di una vita lontana si faceva più concreto e spesso abbagliante. Lo ha fatto con moltissime donne che, l'autrice ce lo racconta bene, in quegli anni diventavano spose di guerra e lasciavano il nostro paese, e i paesi di tutta Europa, al seguito di mariti che spesso si rivelavano non proprio mansueti, trasformando il sogno americano in un incubo. Non è questo il caso di Tina, il cui marito non ha occhi che per lei ma, nonostante tutto, non sa scalfire il ricordo di una vita che sarebbe potuta essere ma non è, di un'amore che avrebbe potuto vivere e invece no. Perchè la propria terra d'origine resta dentro come un macigno e, per quanto si possa scappare, richiama sempre a se, proprio come un amore non vissuto.
Una libro che parla di mancanze, di vuoti, di sofferenza ma anche di gioia pura, di vita vera, di sentimenti che forse sarebbe giusto vivere, di anime legate, di attimi rubati e lo fa con una maestranza tale di parole che le parole diventano emozioni, le descrizioni diventano immagini, i sentimenti diventano lacerazioni al cuore. E lo fa senza mai esagerare, senza mai rendere il tutto troppo costruito, come se le parole ricercate utilizzate fossero l'unico modo per poter descrivere tali, profondi, veri e sentiti sentimenti.
Un ottimo lavoro quello di Loredana che, con il coraggio di discostarsi totalmente da Borgo Propizio, lascia ai lettori una parte nuova di se, quella in cui ci mette tutto il cuore e tutte le sue emozioni che, lo dice alla fine, sono le sue e sono vere! Beh, Loredana, in realtà non ci sarebbe neanche stato bisogno della precisazione, visto che si percepisce in modo chiaro come quelle siano emozioni provate e non solo narrate!
Un libro che consiglio a chi ama sognare anche l'impossibile, a chi crede nei sentimenti veri, puri, a chi non si limita al lato superficiale delle cose e soprattutto a chi non è solito giudicare e puntare il dito perchè solo lasciandosi trasportare dalle emozioni si potrà capire a pieno questa storia, giusta o sbagliata che sia!!!

VOTO: 



lunedì 30 ottobre 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #4 - La saga dei Cazalet - Il tempo dell'attesa - Tappa 4


Buongiorno carissimi, come state? Eccoci di nuovo qui con una nuova tappa del gruppo di lettura. Il tempo sta letteralmente volando o sembra solo a me? Siamo già alla seconda parte del libro Il tempo dell'attesa, secondo volume de La saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard edito da Fazi.
Vi ricordo che chiunque può partecipare iscrivendosi in qualunque momento. Inoltre potete commentare con noi le varie tappe anche se non partecipate al GDL ma se avete già letto i libri, l'importante è seguire la suddivisione che abbiamo fatto senza fare spoiler sulle parti successive. 
Per chi invece partecipa anche alla challenge organizzata da me e Desperate Bookswife, le regole sono diverse:
- Se commenterete tutte le tappe (avete tempo per rimettervi in pari entro la fine del libro in corso) otterrete 5 punti.
- Se commenterete un solo libro otterrete 1 punto, due libri 2 punti, tre libri 3 punti. Prima di entrare nel vivo vi lascio il riepilogo delle tappe.


GLI ANNI DELLA LEGGEREZZA

30 settembre 2017 - Desperate Bookswife: discuscussione da pag. 0 a pag. 266 (ovvero tutta la parte prima). - Link qui
10 ottobre 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 269 a pag. 604 (ovvero fino alla fine del libro). - Link qui
IL TEMPO DELL'ATTESA

20 ottobre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 288, (fino a "La famiglia autunno - inverno 1949" escluso). Link qui -
30 ottobre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 289 a pag. 638 (ovvero fino alla fine del libro).

CONFUSIONE

10 novembre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 318, (ovvero parte prima + seconda).
20 novembre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 321 a pag. 526 (ovvero fino alla fine del libro). 
ALLONTANARSI

30 novembre 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag 13 a pag 278 ( prima parte)
10 dicembre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 281 a pag. 501 (seconda + terza parte).
20 dicembre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag 505 fino a pag. 669 ( fino alla fine del romanzo).






ATTENZIONE SPOILER!!!


Nella parte precedente avevamo concluso la lettura con la guerra che si faceva sempre più vicina e pericolosa, tanto da rivoluzionare le camere da letto per permettere a tutti i componenti delle famiglie Cazalet di dormire sotto lo stesso tetto. 
Rupert era ancora disperso e, mentre Clary nutriva ancora delle speranze di vederlo tornare vivo, Zoe pareva essersi rassegnata al peggio.
L'avvenimento che però ci ha lasciato con il fiato sospeso è scoprire di una probabile malattia di Sybil con cui si concludeva proprio il capitolo.

Ma passiamo alla parte appena letta, una parte corposa con più di trecento pagine che ci hanno accompagnato nei dieci giorni di lettura. Se siete arrivati fin qui vi dico già: BRAVI!
La guerra è nel pieno svolgimento e la famiglia non può far altro che assistere all'avvicinarsi del pericolo. Oltre a bombardare il molo di Londra in cui giacevano le riserve di legna dell'attività dei Cazalet, i caccia si fanno sempre più vicini e mettono in pericolo anche le vite degli abitanti del Sussex.
All'inizio di questa parte l'autrice ci fa una carrellata sulla maggior parte dei protagonisti, dedicando alla famiglia un intero capitolo, per poi soffermarsi, come aveva già fatto in precedenza, sulle tre ragazze - Louise, Clary e Polly, che già avevamo imparato a conoscere meglio nelle pagine passate - e tornare, infine, a chiudere il libro ancora parlando della famiglia.
Ma cosa succede di importante nelle pagine lette? Moltissime cose... Un anno intero di vita in cui i personaggi si evolvono e la vita scorre in modo lento ed inesorabile.
Troviamo Sybil in ospedale a causa della recente asportazione di due tumori  - uno dei quali maligni -, Rachel spesso a Londra per lavorare nell'azienda di famiglia, Louise alla scuola di recitazione ad assaporare le prime ventate di libertà nonostante il periodo di guerra e Zoe alle prese con il suo nuovo ruolo di mamma e di aiutante dei soldati feriti.
Due degli uomini della famiglia sono sempre lontani: Rupert di cui ormai sembrano essersi perse definitivamente le tracce ed Edward che invece di tracce ne lascia fin troppe negli alberghi che, nonostante il conflitto, continua a frequentare con le sue giovani amanti e negli uteri delle stesse (prima della fine del libro scopriamo infatti che ha messo incinta Diana). Se ormai - dimenticato il primo approccio con Louise - era quasi diventato ai miei occhi una figura un po' goliardica posso dire che questa volta con il tentativo di violentare la figlia - perchè di questo si tratta - ha veramente toccato il fondo e spero con tutto il cuore che in guerra ci lasci la pelle!!!
Ma povera Louise! Come biasimarla se poi non sa capire se provi amore per Michael Hadleigh, il maturo e apparentemente romantico pittore, o per Jay, il piacione e un po' farfallone attore?
Archiviato il piacione che evidentemente la usava solo per una palpatina ogni tanto, la ragazza sembra attaccarsi sempre di più a Michael, tanto da farlo addiritture soggiornare per un weekend in famiglia e da essere disposta anche ad andarci a letto. Per fortuna lui sembra avere più sale in zucca di lei, almeno questa volta, e sembra essere veramente innamorato tanto da essere disposto ad aspettare un aventuale matrimonio. Secondo voi si sposeranno prima o poi? Io spero di no perchè Louise mi sembra si stia solo accontentando... La figura di questa ragazza mi fa molta tenerezza. Il suo rapporto praticamente inesistente con la famiglia - se non per gli approcci sessuali del padre e il disprezzo che ottiene sempre da parte della madre, ignara di tutto - credo abbia segnato in modo indelebile la sua esistenza. La sua voglia di ribellione sognando un lavoro come l'attrice, il suo interrogarsi spesso su cosa sia l'amore, l'utilizzo di abiti che a quei tempi non erano ritenuti consoni per una donna, credo siano la prova lampante della sua sofferenza e della sua voglia di riscatto.
Clary è ancora in un limbo, ha perso la voglia di scrivere e vive perennemente in attesa del ritorno del padre, nella convinzione che sia vivo e in qualche missione segreta per i francesi; mai titolo di questo volume poteva essere più azzeccato, per tutti, ma soprattutto per lei.
Polly sembra aver trovato un po' di pace facendo opere buone per gli altri anche se la malattia di Sybil incombe sulla sua vita e, se inizialmente non se ne rende conto, con lo scorrere delle pagine ne prende piena consapevolezza.
Con lo scorrere delle pagine assistiamo alla morte della madre di Villy e Jessica, alla morte di Flo - una delle vecchie zie dei Cazalet - e scopriamo che Angela, la figlia di Jessica è incinta e che il padre del bambino è un uomo sposato, ma scopriamo anche che quel bambino non nascerà mai, perchè Angela sarà obbligata ad abortire.
Villy è innamorata di Lorenzo e non lo nasconde - almeno a noi lettori! - ma l'autrice ci fa presto capire che probabilmente Lorenzo è anche l'amante di Jessica. A volte mi verrebbe proprio di prendere Villy per le spalle e darli un bello scossone... chissà che magari prima o poi riesca ad aprire gli occhi verso quello che accade attorno a sè. A questo punto mi verrebbe anche da dire che si merita il trattamento che riceve.
Per i figli maschi della famiglia la vita scorre più o meno come sempre, tra collegio e vacanze estive, in attesa di poter avere l'età per arruolarsi, come se il poterlo fare possa essere un premio.
Solo con Christopher l'autrice si accanisce, facendolo imprigionare dalla polizia militare perchè scambiato per disertore e lasciandolo poi con un trauma che, per un ragazzo con la sua sensibilità e contro la guerra, è veramente devastante. Chissà se il piccolo cagnolino Oliver riuscirà a farlo tornare quello di prima...
Le ultime pagine di questo volume ci riservano un bel po' di avvenimenti: Sybil sembra stare meglio e pensa di poter guarire mentre Hugh è consapevole che sia solo una fase di remissione; Rupert dà notizie di sè alla famiglia attraverso Pipette, un amico che con lui si è nascosto dai tedeschi in Francia e la speranza si riaccende anche in chi ormai era certo della sua morte, Christopher pensa seriamente di potersi arruolare cambiando il suo pensiero che lo aveva accompagnato per anni; Archie il vecchio amico di famiglia, un tempo spasimante respinto di Rachel, scopre il suo amore verso Clary.
Insomma non c'è un momento di pace nella casa dei Cazalet, che oltre che con la guerra devono anche fare i conti con la vita che, nonostante tutto e anche se in maniera molto lenta, scorre.
Mi sono dilungata moltissimo, e me ne scuserete, ma questa parte era davvero ricca di avvenimenti e non mi andava di lasciarne da parte nessuno anche se, nonostante tutto, qualcosa avrò sicuramente dimenticato!
Ora lascio la parola a voi, date sfogo ai vostri pensieri.

Vi ricordo che l'appuntamento con il nuovo post sarà sul blog Desperate Bookswife il 10 novembre 2017 con il commento da pag. 0 a pag. 318, (ovvero parte prima + seconda) di Confusione, terzo volume della saga.