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giovedì 11 novembre 2021

Recensione #415 - Dio di illusioni di Donna Tart

Buongiorno lettori, come state? Eccomi di nuovo con una recensione. Oggi vi parlo di Dio di illusioni di Donna Tart edito da Bur, pag. 622.



Trama:
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato... 









Ho cominciato questo libro grazie ad un gruppo di lettura improvvisato all'interno della sfida di lettura che organizzo insieme a Desperate Bookswife e Ombre di carta. Non avevo mai letto nulla della Tart e non conoscevo questo libro ma, volendo leggere Il cardellino da sempre, mi sono buttata e ne sono super felice. Ma ora vi spiego meglio come è andata...

mercoledì 29 settembre 2021

Recensione #408 - Affari di famiglia di Francesco Muzzopappa

Buongiorno a tutti, con la mia costante incostanza torno oggi con la recensione di Affari di famiglia di Francesco Muzzopappa edito da Fazi, pag. 234


Trama:
 Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare Gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni cerca di rottamare la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca di famiglia portando il casato al collasso. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo.


Dopo molto tempo torno a leggere (in realtà ad alternare lettura all'ascolto in questo caso) Francesco Muzzopappa e, come nelle volte precedenti, la sua penna non mi ha delusa.

lunedì 2 agosto 2021

Recensione #402 - Cercasi amore vista lago di Virginia Bramati

Buongiorno lettori, come va? Ultima settimana cittadina per me, poi accenderemo il motore del camper e ce ne andremo nella nostra amata Sardegna. Voi cosa farete? Partirete? Starete a casa? Lavorerete? Prima di fuggire però vorrei cercare di organizzare il blog in modo da non lasciarlo sguarnito di recensioni. Ho letto diversi libri e devo solo programmare le recensioni quindi dovrei farcela!

Ma torniamo al post di oggi. Sono qui per lasciarvi la recensione del libro Cercasi amore vista lago di Virginia Bramati, edito da Giunti, pag. 231.


Trama:
 Bianca Maffei: 33 anni, una laurea in architettura e... una passione per i cantieri. Nonostante lavori da qualche anno in uno studio importante, Bianca non perde tempo in riunione con i capi ma adora mettersi scarponcini e caschetto e andare dove le gru lavorano e i carpentieri danno forma allo spazio. Bianca riesce a sentire la forma che la casa prenderà, a vederla quando ancora è fatta di pochi segni tracciati sul terreno, e questo la rende felice. Fino a che, con la crisi, non capita anche a lei di essere vittima di una "riorganizzazione"... Il solo lavoro che riesce a trovare è in un'agenzia immobiliare fuori città, nel paesino brianzolo di Verate. Lascia così il centro di Milano per mettersi alle dipendenze del geometra Volpe, pittoresco individuo dalle scarpe squadrate e dall'etica discutibile. Eppure, appena arrivata a Verate Bianca trova per sé un meraviglioso abbaino con vista fiume, proprio sopra la mitica Osteria Moretti dove le oche bianche chiacchierano con gli avventori e basta ascoltare attentamente per sapere tutto quello che accade in paese. Sarà proprio lì, all'ombra della plumbago in fiore, che Bianca scoprirà i piani di un immobiliarista senza scrupoli. Sarà proprio da lì che partirà, armata solo del suo "fiuto" segreto, per una nuova avventura che la condurrà fino alla casa più meravigliosa che potesse immaginare...

Per anni Baba Desperate Bookswife mi ha incitato a leggere questa autrice, una delle sue preferite. Per anni ho creduto che i suoi libri fossero troppo rosa per me (forse per i troppi cuori in copertina dei primi volumi mi hanno depistato), fatto sta che per anni mi sono privata di leggere questi libri che, invece, sono totalmente nelle mie corde.
Non sto andando in ordine - e questo è molto strano per me! - ma forse proprio per questo mi sto godendo dei particolari in più perché scopro la nascita di situazioni che in altri libri avevo già incontrato e mi vengono svelati dettagli dei personaggi che forse non avrei apprezzato allo stesso modo.

lunedì 21 giugno 2021

Recensione #396 - Uccelli di rovo di Colleen McCullough

Buongiorno lettori, e buon inizio settimana. Oggi vi parlo di Uccelli di rovo di Colleen McCullough, edito da Bompiani, pag. 663.


Trama:
 La storia dei Cleary inizia ai primi del '900 e si conclude ai giorni nostri, nel grandioso scenario naturale dell'Australia. Gli anni consumano le vite in una vicenda di sentimenti e passioni, di fede e amore, sulla quale si stende grave e inesorabile il senso della giustizia divina. I personaggi soprattutto memorabili figure femminili, tenere e orgogliose - vanno incontro al destino come gli uccelli di rovo della leggenda australiana, che cercano le spine con cui si danno la morte.
Sara Rattaro torna con un nuovo lavoro e lo fa con la sua solita semplicità ma anche con la sua grande carica di sentimenti.






lunedì 17 maggio 2021

Recensione #393 - Tentare di non amarti di Amabile Giusti

Buongiorno lettori, e buon inizio settimana. Finalmente riesco a tornare con una recensione ma, vedrete, questa settimana sarà ricca! Oggi vi parlerò di un libro che ho letto lo scorso mese solo per soddisfare un obiettivo della challenge e di cui mi sono innamorata! Si tratta del romanzo Tentare di non amarti, di Amabile Giusti, edito da Amazon publishing, pag. 340.



Trama:
Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.

Chi mi conosce lo sa, io non sono una da romance ma potrei diventarlo se tutti i romance fossero come quelli di Amabile Giusti. Di questa autrice avevo letto tempo fa Trent'anni e li dimostro che mi era piaciuto molto ma questo mi è piaciuto di più. Perché non ho mai amato più di tanto i romance? Probabilmente perché ho spesso trovato romance banali, con personaggi poco o per nulla caratterizzati, con storie tutte simili - quasi stereotipate - e con pochi temi importanti. Tutto il contrario di quello che ho invece trovato in questa lettura che mi sono ritrovata a finire di notte, dalle 4 alle 6, singhiozzando senza ritegno, in più e più punti.

martedì 27 aprile 2021

Recensione #392 - La casa delle sorelle di Charlotte Link

Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di un libro che da anni era parcheggiato nella mia libreria e che - complice la sfida di lettura che organizzo e a cui partecipo anche - ho deciso di leggere. Si tratta del romanzo La casa delle sorelle, di Charlotte Link, edito da TEA, pag. 611.


Trama:
UNA TEMPESTA DI NEVE, UN DIARIO SEGRETO E DUE DONNE I CUI DESTINI SI INTRECCIANO CON ESITI SORPRENDENTI. Una coppia di giovani avvocati tedeschi di successo decide di passare il Natale in Inghilterra, in una isolata casa di campagna. Il loro matrimonio è in crisi e Barbara spera che qualche giorno passato in solitudine con Ralph possa servire a risolvere la crisi. La sera stessa dell'arrivo una violenta tempesta di neve li blocca in casa. Barbara si imbatte casualmente nel diario di Frances Gray, la vecchia proprietaria della casa. La lettura del manoscritto affascina la giovane che scopre una donna straordinaria, in grado di sfidare le convenzioni.

La prima cosa me mi sento di dire parlando di questo libro è: perché questa autrice non è sulla bocca di tutti come altre, - se mi conoscete sapete che penso ad esempio ad una super famosa e chiacchierata - molto meno capaci? Perché gli editori non puntano sui romanzi di questa donna dandone risalto e importanza? Ho iniziato questo romanzo non sapendo cosa aspettarmi e mi sono catapultata in un mondo quasi perfetto fatto di tutto quello che un lettore dovrebbe trovare in un libro, ed ora proverò a spiegarvi perché!

lunedì 22 marzo 2021

5 blogger per un autore #2: Antonio Lanzetta. Recensione #386 - Il buio dentro


Buongiorno lettori, sono già passati due mesi e siamo giunti ad una nuova puntata della rubrica 5 blogger per un autore in collaborazione con Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, Librintavola. In cosa cosiste? Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. Dopo gennaio dedicato a John Niven - recensione qui - l'autore prescelto per il mese di marzo è Antonio Lanzetta ed il libro da me scelto è Il buio dentro edito da La corte editore, pag. 271, primo libro di una trilogia thriller. È la mia prima volta con questo autore e devo ringraziare Chicca del blog Librintavola perchè senza di lei non lo avrei mai preso in considerazione.


Trama:
 Il corpo di una ragazza viene ritrovato appeso ai rami di un albero. Il filo spinato scava nei polsi e nella corteccia di un vecchio salice bianco. Le hanno tagliato la testa e l’hanno lasciata sul terreno solcato dalle radici, gli occhi vuoti ora fissano quelli di Damiano Valente. Lui è lo Sciacallo, un famoso scrittore specializzato nel ricostruire i casi di cronaca nera nelle pagine dei suoi libri. Nessuno conosce il suo aspetto, e per Damiano questa è una fortuna: il volto deturpato da cicatrici e quella gamba spezzata che si trascina dietro come un fardello non sono trofei che gli piace mettere in mostra. Lo Sciacallo è un cacciatore che insegue nella morte le tracce lasciate dall’assassino della sua amica Claudia. Un omicidio avvenuto nell’estate del 1985, quando lui era solo un ragazzino con la passione per la corsa e amici in cui credere. Un omicidio che gli ha cambiato la vita.Trentuno anni dopo, Damiano ritorna ai piedi di quel maledetto salice bianco, per dare una risposta a quella sua ossessione che come una ferita pulsante gli impedisce di andare avanti. Con lui ci sono gli amici di sempre, Stefano e Flavio, le cui esistenze si intrecciano inesorabilmente nella dura e cruda scoperta della verità, riportandoli a rivivere le emozioni di una folle estate che ha segnato le loro vite per sempre.
 
Difficilmente, quando finisco di leggere un libro, mi metto a scrivere immediatamente. Mi capita solo quando un libro mi colpisce tanto, così come ha fatto questo strepitoso thriller. Sapete che il genere è uno dei miei preferiti ma proprio per questo è anche uno di quei generi con cui faccio fatica ad essere stupita. In questo caso l'autore è riuscito nel suo intento.

martedì 23 febbraio 2021

Recensione #384 - Un aereo senza di lei di Michel Bussi

Buongiorno lettori, nuova recensione questa mattina! Vi parlerò di Un aereo senza di lei di Michel Bussi, edito da Mondadori, pag. 404.


Trama:
Francia, 1980. In una notte di dicembre, appena prima di Natale, un aereo diretto a Parigi da Istanbul si schianta contro il Mont Terrible, nel Giura. Fra i rottami viene ritrovata una bambina di tre mesi, sbalzata fuori al momento della collisione. È l'unica sopravvissuta, ma a bordo le neonate erano due: si tratta di Lyse-Rose o di Emilie? Due famiglie - una ricca e potente di industriali, l'altra povera e sfortunata di ristoratori ambulanti - si fanno a pezzi per anni perché venga riconosciuta loro la paternità di quella che viene soprannominata dalla stampa francese la "Libellula", in un'epoca in cui il test del DNA non esiste ancora. La prima sentenza dà sorprendentemente ragione ai più poveri, ma i ricchi non si danno per vinti e assoldano un eccentrico investigatore che per diciotto anni cerca la verità. E quando finalmente la trova, la consegna in segreto nelle mani della ragazza ormai maggiorenne. Subito dopo, viene ritrovato cadavere nel suo studio. E lei scompare. Dai quartieri parigini a Dieppe, da Marne-la-Vallée al Giura, il lettore viene trascinato in una corsa affannosa e ricca di continui colpi di scena, fino all'incredibile finale. Quanto peso ha il destino in questa vicenda? Oppure qualcuno, fin dall'inizio, manovra tutti i protagonisti di questo dramma? "Un aereo senza di lei" è un thriller la cui trama è basata sulle false apparenze e sulla manipolazione del lettore, che fino alla fine si interroga sulla vera identità della neonata.
 
Michel Bussi, come non rimanere a bocca aperta dopo aver letto l'ultima parola di una sua storia? Se penso come io, anni fa, abbia scovato questo autore per caso, su uno scaffale di una libreria, quando ancora era un perfetto sconosciuto ai più, mi dico che sicuramente questo incontro sia stato un segno del destino.

giovedì 21 gennaio 2021

5 blogger per un autore #1: John Niven. Recensione #381 - Le solite sospette


Buongiorno lettori, eccoci qua con una nuova rubrica, in collaborazione con Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, Librintavola. Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. L'autore prescelto per il mese di gennaio è John Niven ed il libro da me scelto è Le insolite sospette edito da Einaudi, pag. 346.


Trama:
Quando Susan - a causa dei vizi nascosti del marito - si ritrova vedova e con la casa pignorata, insieme ad alcune amiche decide di compiere una rapina. Contro ogni probabilità, il colpo va a buon fine, e alle «cattive ragazze» non resta che raggiungere la Costa Azzurra, riciclare il denaro e sparire. Nulla che possa spaventarle, dopo tutto hanno piú di un motivo per riuscire nella loro impresa: andare in crociera e fuggire il brodino dell'ospizio.
 
Adoro John Niven e sono stata felicissima che la scelta di questo mese sia ricaduta su di lui. Possedevo questo volume sin dalla sua uscita quindi la scelta è stata semplice, visto che i libri precedenti li ho già letti e invece non possiedo ancora gli ultimi pubblicati. Sicuramente se cercate qualcosa con cui alleggerirvi le giornate e ridere di gusto questo libro fa al caso vostro.
 

lunedì 23 novembre 2020

Recensione #378 - L'architettrice di Melania G. Mazzucco

Buongiorno carissimi, buon lunedì. Passato bene il weekend? Io, in perfetto mood zona rossa, mi sono goduta due giorni in famiglia fatti di libri, di torte fatte in casa, di sorrisi e di lentezza, cercando di trovare il meglio da questo periodo che ci sta mettendo a dura prova. Voi cosa avete fatto? Oggi vi parlo di un libro che ccredo rimarrà tra i miei preferiti dell'anno. Si tratta di L'architettrice di Melania G. Mazzucco edito da Einaudi, pag. 568.

Trama: Giovanni Briccio è un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte:
materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta. Bizzarro cane randagio in un'epoca in cui è necessario avere un padrone, Briccio educa la figlia alla pittura, e la lancia nel mondo dell'arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità. Plautilla però, donna e di umili origini, fatica a emergere nell'ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. L'incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiarle la vita. Con la complicità di questo insolito compagno di viaggio, diventerà molto più di ciò che il padre aveva osato immaginare. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l'arte e i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l'impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna.
 
 
Ho letto diversi libri di questa autrice, alcuni assolutamente adorati, uno totalmente detestato, ma mai l'avevo letta in veste di scrittrice di romanzi storice e, che dire? Tanto di cappello perchè è una veste che le calza a pennello.

giovedì 8 ottobre 2020

Recensione #372 IN ANTEPRIMA e presentazione del romanzo - Sul filo dell'acqua di Sara Rattaro

Buongiorno caarissimi, come state? Io finalmente riesco a tornare qui a condividere con voi il mio pensiero su un libro in uscita oggi in tutte le librerie e negli store online. Si tratta del romanzo Sul filo dell'acqua di Sara Rattaro edito da Solferino, pag. 173.

Trama: Chiara era in auto, bloccata dalla piena. Giulia era nel negozio dei suoi genitori, ne sono
usciti vivi per miracolo. Anna era a casa, ma suo marito era fuori con i soccorritori, purtroppo. Angela non era in città e non sapeva che anche a lei quel devastante diluvio avrebbe portato via qualcosa. Dal terribile 4 novembre in cui ogni argine ha ceduto e Genova è stata travolta dall’acqua è passato un anno. La sera in cui Chiara si scontra con Anna al ristorante, e Anna deve correre via perché Giulia sta per partorire, ognuna delle protagoniste si trova davanti alle conseguenze delle proprie scelte di quei mesi, e dei propri incontri. C’è Andrea che ha perso un amico, Enea che ha rinunciato a un amore, Marco che ha consumato un addio e Carlo che ha trovato… Giulia. E il cerchio si chiude. Otto vite si rincorrono, si mescolano, si scambiano come piccoli vortici, sul filo dell’acqua. Il nuovo libro di Sara Rattaro, in un originale e avvincente intreccio di trame e sentimenti, rende omaggio a una città, Genova, e a una grande dote umana, la resilienza. Un romanzo luminoso e profondo che ha la qualità del mare e della pioggia: porta in sé il senso della vita, della morte e della rinascita.

Sara Rattaro, se mi seguite sapete che di suo ho letto quasi tutto - mi mancano i libri per ragazzi e lo scorso libro - e quindi conoscete bene la mia predisposizione verso questa autrice. Ogni volta mi dico che sicuramente non potrà farmi ancora lo stesso effetto - quello di un tornado che spazza via tutto e lascia attoniti - e invece eccomi qui, devastata, ancora una volta.

sabato 29 agosto 2020

Recensione #370 - La forma del silenzio di Stefano Corbetta

Buongiorno lettori, come state? Rieccomi, dopo tre settimane, con una nuova recensione. Lo so, lo so, il blog avrebbe dovuto restare chiuso fino al 31 agosto ma, complice il brutto tempo che mi ha fatto trascorrere in camper l'ultimo giorno di vacanza, e un libro meraviglioso che ha accompagnato i miei ultimi giorni, ho deciso di provare a scrivere con il cellulare la recensione. Mi perdonerete quindi, se per caso troverete più errori del solito. Ma veniamo al libro. Si tratta de La forma del silenzio di Stefano Corbetta edito da Ponte alle Grazie - che ringrazio per la copia - pag. 240.

Trama: Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua
infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui. Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato usare la Lingua dei Segni. All'improvviso per Leo la vita diventa incomprensibile, dentro un silenzio ancora più grande di quello che ha vissuto fino a quel momento. Poi, in una notte d'inverno del 1964, Leo scompare. A nulla servono le ricerche della polizia: di Leo non si ha più notizia. Diciannove anni dopo, nello studio della sorella Anna, si presenta Michele, un compagno di Leo ai tempi della scuola. E inizia a raccontare la sua storia, partendo da quella notte d'inverno.

Non conoscevo Stefano, ma quando mi ha contattato per chiedermi la disponibilità a leggere il suo libro, ho letto la trama ed è stato subito amore. La storia era la mia, l'ho sentito subito, un lettore certe cose le sa... E il mio intuito non ha sbagliato!

mercoledì 8 luglio 2020

Recensione #362 - Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati

Buongiorno lettori, finalmente riesco a sedermi davanti a questo PC per parlarvi di un libro che ho amato tantissimo, si tratta di Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati edito da Giunti, pag. 294.

Trama: Caterina è cresciuta in Calabria, circondata dal calore di una grande famiglia, è diventata insegnante di Latino e Greco e sta per sposarsi con Francesco: ha davvero tutto per essere felice. Ma allora perché, al momento di aggiornare la sua posizione nelle graduatorie ministeriali, invece di Cosenza le sue dita indicano come destinazione Brescia? E come spiegare ai genitori e a Francesco questi 1000 chilometri che per un intero anno scolastico li separeranno?
Luca è avvocato, ma la missione che si è scelto è un’altra. In una grande villa donata da un benefattore a Sirmione, sul lago di Garda, ha dato vita non a un redditizio bed and breakfast di lusso bensì a una casa-famiglia per adolescenti allontanati dalle famiglie: sono ragazzi cui la vita ha tolto quasi tutto, e Luca – insieme alla pirotecnica Piera Mandelli, assistente sociale del Tribunale – vuole aiutarli a trovare il loro posto nel mondo.
E poi c’è Carla, che da dietro la vetrina del suo negozio osserva tutti senza giudicare, che con un tocco di colore restituisce il sorriso alle sue clienti, che appoggia il phon su una pila di libri e ama il suo mestiere proprio perché – come la lettura – le offre la possibilità di ascoltare ogni giorno nuove storie: Carla, la parrucchiera di Sirmione. Sarà proprio lei ad aiutare Caterina, Luca e i ragazzi della casa-famiglia a scoprire ciò che ancora non sanno di sé…



Avete presente quando un'amica per anni vi martella affinchè voi leggiate una determinato autore? E voi quell'autore non credete possa essere il vostro? Ecco, questo è successo a me con Virginia Bramati. Per anni ne sono stata alla larga, pensando che fosse troppo rosa per me che cerco morti in ogni dove poi, lo scorso anno, dopo aver conosciuto l'autrice a Libri al Leu ho preso in mano un suo libro e me ne sono innamorata, quindi quando ho saputo dell'uscita di questo nuovo romanzo ho voluto leggerlo subitissimo. e per fortuna...

lunedì 8 giugno 2020

Recensione #358 - Baci da Polignano di Luca Bianchini

Buon pomeriggio lettori, come state? Dopo parecchi giorni dal blogtour - qui - riesco finalmente a condividere con voi il mio pensiero sull'ultimissimo romanzo di Luca Bianchini, Baci da Polignano edito da Mondadori che segna il ritorno di Ninella, Mimì e tutti i tantissimi e spassosi personaggi che avevamo conosciuto in Io che amo solo te - recensione qui - e La cena di Natale - recensione qui - pag. 240.

Trama: Ninella e don Mimì si sono sempre amati, anche se le loro vite hanno preso da molto tempo strade diverse. Da giovani le loro famiglie si erano opposte al matrimonio, a sposarsi invece sono stati i rispettivi figli Chiara e Damiano. Gli anni passano e davanti a don Mimì Ninella resta sempre una ragazzina. L'arrivo di una nipotina, anziché avvicinarli, sembra averli allontanati ancora di più, anche perché Matilde, l'acida moglie di don Mimì, fa di tutto per essere la nonna preferita, viziando a dismisura quella che tutti chiamano semplicemente "la bambina". La situazione cambia all'improvviso quando Matilde perde la testa per Pasqualino, il tuttofare di famiglia. Mimì decide così di andare a vivere da solo nel centro storico di Polignano: è la sua grande occasione per ritrovare Ninella, che però da qualche tempo ha accettato la corte di un architetto milanese. Con più di cento anni in due, Ninella e Mimì riprendono una schermaglia amorosa dall'esito incerto, tra dubbi, zucchine alla poverella e fughe al supermercato. Intorno a loro, irresistibili personaggi in cerca di guai: Chiara e Damiano e la loro figlia che li comanda a bacchetta; Orlando e la sua "finta" fidanzata Daniela; Nancy e il sogno di diventare la prima influencer polignanese; la zia Dora, che corre dal "suo" Veneto per riscattare l'eredità contesa di un trullo. Luca Bianchini torna a raccontare la "storia infinita". Tra panzerotti e lacrime, viaggi a Mykonos e tuffi all'alba, i suoi protagonisti pugliesi continuano a sbagliare senza imparare mai niente - ma questo è il bello dell'amore - sotto il cielo di una Polignano che ha sempre una luce unica e inimitabile.

Sono passati anni da quando Luca Bianchini è entrato a far parte degli autori che occupano un posto speciale nella mia libreria e - finalmente - dopo anni, ci ha riportato lì, a Polignano, con il Maestrale che ci scompiglia i capelli e una canzone d'amore tra le orecchie.

martedì 19 maggio 2020

Recensione #355 - Il male non dimentica di Roberto Costantini

Buongiorno lettori, credo di non aver mai letto così velocemente una trilogia, di solito leggo magari due volumi e poi lascio passare una marea di tempo ma in questo caso non ho potuto. La penna di Roberto Costantini è talmente coinvolgente che non potevo aspettare. Oggi vi parlo quindi del libro Il male non dimentica di Roberto Costantini - terzo volume della Trilogia del male - edito da Marsilio,  pag. 525.

Trama: Libia, 31 agosto 1969. La madre di Mike, Italia Balistreri, precipita da una scogliera, e quella notte Muammar Gheddafi rovescia la monarchia prendendo il potere. Suicidio o delitto? Per oltre quarant’anni la risposta a quella domanda rimarrà nascosta al centro di una rete inestricabile di menzogne, tradimenti e lotte per il potere.
Roma, estate 2011. Mentre la Primavera araba scuote il Medio Oriente e la Libia precipita nella guerra civile, il feroce omicidio della giovane Melania Druc e di sua figlia fa rincontrare Michele Balistreri, ora commissario capo della Omicidi, e la giornalista Linda Nardi, cinque anni dopo la conclusione della caccia all’Uomo Invisibile. Ma l’indagine, che Linda vuole e Michele no, finirà per travolgere la parvenza di serenità conquistata da un uomo stanco di vivere, costringendolo ad affrontare un passato mai veramente sepolto. E questa finale discesa agli inferi, che lo riporterà in una Tripoli devastata dalle bombe della Nato, sarà per Balistreri l’ultima occasione per guardare finalmente negli occhi il ragazzo che era stato e una verità che ha inseguito e sfuggito per tutta la vita.


Costantini chiude il cerchio e lo fa in una maniera che... wow!!! Se avete amato i precedenti della trilogia questo nuovo volume non potrà deludervi.
Solo un piccolo dettagli mi ha un po' indisposto ma è proprio un dettaglio. Ma vi spiego per bene il mio pensiero e poi vi dico il dettaglio! ;)

mercoledì 15 aprile 2020

Recensione #350 - Tu sei il male di Roberto Costantini

Buongiorno lettori, come va? Oggi vi parlo di un libro che avevo acquistato sul Kindle nel 2013 e che ho finalmente letto, grazie allo slancio di Baba Desperate Bookswife che ha deciso di leggerlo questo mese. Mi chiedo solo perchè io abbia aspettato tanto! Si tratta del libro Tu sei il male di Roberto Costantini - primo volume della Trilogia del male che attualmente è arrivata sei volumi eheheheheh - edito da Marsilio,  pag. 669.

Trama: Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo, Elisa Sordi, diciottenne impiegata di una società immobiliare del Vaticano, scompare nel nulla. L’inchiesta viene affidata al giovane commissario di Polizia Michele Balistreri. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto.
Roma, 9 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, la madre di Elisa si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell’anziana donna lo spinge a riaprire l’inchiesta. Ma rendere giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un Male elusivo quanto tenace, dai molteplici volti.


In un panorama editoriale in cui i commissari protagonisti di serie gialle si sprecano, ho sempre una grande paura di cominciarne una nuova soprattutto perchè, come sapete, amo moltissimo il genere e non è facile incappare nella delusione. Posso tranquillamente anticiparvi che non è questo il caso ed ora cercherò di spiegarvi perchè questa è una serie vincente! O almeno questo primo volume...

lunedì 2 marzo 2020

Recensione IN ANTEPRIMA #345 - Aria di novità di Carmen Korn

Buongiorno lettori e buon lunedì! Come state? Anche da voi ancora tutto in sospeso per il Coronavirus o dalle vostre parti è tutto normale? Qui tutto fermo e se ci aggiungiamo che il mio grande ha avuto febbre la scorsa settimana e il mio piccolo ha cominciato ad avere la febbre oggi diciamo che la serenità non vive in casa mia! Ma vabbè, sarà influenza, però incute eh!
Ma torniamo a noi...
Sono qui per parlarvi di un libro in uscita oggi in tutte le librerie e store online. Si tratta di  Aria di novità, l'attesissimo ultimo capitolo della trilogia di Carmen Korn edito da Fazi Editore, pag. 550. Se vi siete persi le mie recensioni dei volumi precedenti cliccate qui per Figlie di una nuova era (1° vol.) e qui per È tempo di ricominciare (2° vol.)

Trama: È il 1970 e Henny, che ha «l’età del secolo» ed è concentrata sui preparativi per il suo settantesimo compleanno, chiede divertita all’amica di sempre: «Hai mai tradito tuo marito?». Guardarsi allo specchio è più difficile, ma dentro si sente ancora una ragazzina; perché cos’è il tempo, in fin dei conti? A festeggiare con lei, insieme alle immancabili amiche, al marito e ai figli, ci sarà una nuova generazione appena entrata nell’età adulta: Katja, una fotografa che decide di mettere in secondo piano la sua vita per documentare con le immagini quel che accade nei focolai di guerra sparsi per il mondo; Florentine, modella di fama internazionale tornata a sorpresa ad Amburgo con una notizia che lascerà parenti e amici a bocca aperta; e poi Ruth, giornalista e militante, che fatica a liberarsi dalla travagliata relazione con un uomo violento pericolosamente vicino alle frange più estreme. Fra le tre giovani donne si ricrea lo stretto sodalizio che ha unito le loro madri e nonne e, con grande felicità di Henny, la generazione successiva alla sua porta avanti la tradizione: condivide felicità e sfortune, i momenti insignificanti e quelli importanti. A fare da sfondo, le grandi vicende politiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta: la Germania divisa, la guerra in Vietnam, il terrorismo, l’immigrazione; e poi gli scandali della Casa Bianca visti dall’Europa, lo scioglimento del blocco orientale e infine l’evento risolutore per eccellenza: il crollo del Muro nel 1989. Ma prima che la storia intervenga ad abbattere questa barriera, chiudendo un’epoca e aprendone una nuova, le vite delle protagoniste subiranno diversi scossoni. Dopo Figlie di una nuova era ed È tempo di ricominciare, la trilogia di Carmen Korn trova in questo volume la sua commovente conclusione.

Siete pronti a lasciare questi meravigliosi personaggi? Io per niente, perché dopo averli accompagnati per un secolo della loro vita seguendone gli sviluppi, vedendoli crescere, sposarsi, avere figli e poi nipoti, so già che mi mancheranno da morire.
Se non avete letto i precedenti volumi vi sconsiglio di leggere la recensione.

mercoledì 12 febbraio 2020

Recensione #342 - Le ricette della signora Tokue di Durian Sukegawa

Buongiorno carissimi, siamo già a metà settimana ed io riesco finalmente a lasciarvi il mio pensiero su un libro letto la scorsa settimana che mi ha conquistata! Si tratta de Le ricette della signora Tokue, l'ultimo libro di Durian Sukegawa edito da Einaudi, pag. 184.

Sinossi: Sentaro è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tokyo, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentaro confeziona dorayaki - dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki - e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lì dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un'adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all'improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un'anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentaro si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione più gloriosa che Sentaro ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l'anziana signora insegna a Sentaro i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magià: «Si tratta di osservare bene l'aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi». Come madeleine proustiane, i dolcetti giapponesi diventano un pretesto per i viaggi interiori di Sentaro e Tokue, fra i quali si instaura un legame profondo che lascia emergere segreti ben più nascosti e ferite insanabili. Con l'autunno, però, un'ombra cala sulla piccola bottega sotto al ciliegio: quando il segreto di Tokue viene alla luce, la clientela del negozio si dirada e la donna, costretta a misurarsi di nuovo con il pregiudizio e l'ostracismo sociale che l'ha perseguitata per tutta la vita, impartirà a Sentaro e Wakana la lezione più preziosa di tutte.

Se cercate unaa storia dolce, delicata, profonda, capace di mostrarvi una parte della storia di cui non si parla, allora questo è il libro che fa per voi.
Era in wishlist da moltissimo tempo ed ora mi pento di aver aspettato a leggerlo per così tanto. 
Proverò a spiegarvi cosa mi ha conquistato di questo romanzo, anche se non è facile!

mercoledì 5 febbraio 2020

Recensione 341 - La casa delle voci di Donato Carrisi

Buongiorno lettori, oggi torno con una nuova recensione. Un libro che ho letto in un giorno e mezzo. Non riuscivo a staccarmene quasi come se fosse una droga. Era da tanto che non mi succedeva. Si tratta de La casa delle voci, l'ultimo libro di Donato Carrisi edito da Longanesi, pag. 400.

Sinossi: Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l'ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l'addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall'altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un'adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un'illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un'adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l'assassina è proprio lei.

Una storia ipnotica, coinvolgente, intrigante. Una storia che, una volta iniziata non può essere lasciata fino alla fine. Questo è il nuovo thriller di Donato Carrisi, qualcosa da cui non vi staccherete facilmente, quindi iniziatelo solo se sapete di avere tanto tempo da dedicare alla lettura perché una volta aperto non potrete più chiuderlo fino alla fine!

lunedì 27 gennaio 2020

Recensione #338 - L'innocente di Alison Weir

Buongiorno lettori, buon lunedì! Passato bene il week end? Per cominciare bene la settimana vi lascio la recensione di un libro bellissimo che ho acquistato come auto regalo natalizio. Non conoscevo l'autrice né il titolo in questione ma mi ha ammaliato in libreria con la sua cover elegante e non ho saputo resistergli. Per fortuna, direi, perché ho trovato un vero gioiellino! Si tratta de L'innocente, libro d'esordio di Alison Weir edito da Beat, pag. 457.

Sinossi: Inghilterra, 1554: Jane Grey, sovrana per appena nove giorni, si aggira nella dimora di Master Partridge, il carceriere della Torre di Londra. In quell’edificio che si affaccia sulla Tower Green, dove fu giustiziata anni prima Anna Bolena, è tenuta prigioniera insieme alle sue dame di compagnia, dopo essere stata giudica ta colpevole di alto tradimento e condannata, poco più che sedicenne, a esse re bruciata viva a Tower Hill, o decapitata, secondo il volere della regina Maria.
Ha un’unica possibilità per salvarsi, stando almeno alla promessa dell’anziano abate di Westminster: se abiurerà la fede riformata, Maria Tudor, da poco impossessatasi del trono con la ferma intenzione di restaurare nel regno la religione cattolica, le concederà la grazia. Lady Jane, tuttavia, è pronta a riconoscere le sue colpe – aver indossato una corona non sua e avere, così, permesso che il suo cuore e la sua volontà fossero influenzati dalle brame di potere altrui –, ma non può tradire il proprio credo e barattare la vita eterna con quella terrena.
Sono anni difficili quelli che precedono il tragico esito della giovane vita di Jane Grey. Tra la fine del regno di Enrico VIII e l’avvento di Elisabetta I le tensioni tra cattolici e protestanti, a lungo sopite, esplodono, e il loro scontro si consuma alla luce dei roghi degli eretici; la Corona è al centro di una fitta rete di intrighi, accordi sotterranei e inaspettati tradimenti. L’erede designato, il principe Edoardo, non ha l’età necessaria per assidersi al trono e sono in molti coloro che ambiscono a governare in sua vece o che desiderano entrare nelle sue grazie. Tra questi ultimi Henry Grey e sua moglie Frances, nobili vicini alla casata dei Tudor che sperano di riscattare la frustrazione e la delusione per la mancata venuta di un figlio maschio, facendo sposare la figlia maggiore, Jane, al futuro re. Ma Jane non ha intenzione di finire i suoi giorni a servire uno sposo-padrone: trascinarsi di ricevimento in ricevimento agghindata come un pavone e rischiare la vita a ogni gravidanza all’unico scopo di donargli una discendenza. Tutto ciò che desidera è poter seguire i propri interessi, dedicarsi allo studio e alla ricerca spirituale e mantenere intatta la propria indipendenza. Attraverso le voci e i punti di vista delle protagoniste femminili della corte di Edoardo, Alison Weir dà vita a un grandioso affresco corale in cui leggere e comprendere un’epoca oscura, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni. Quella di Lady Jane Grey è una straordinaria storia di coraggio: il tentativo, tragico e appassionante, di liberarsi dal ruolo che famiglia e società le hanno imposto, per rimanere fedele a se stessa.


Amo i romanzi che sanno raccontare la storia in modo non pesante ma preciso. Amo immergermi nelle epoche passate, assaporarne le atmosfere, immaginarmi come si vivesse, amo scoprire mondi che non ci appartengono più. Non fatevi quindi spaventare dal fatto che questo sia un romanzo storico perché sarete catapultati alla corte di Enrico VIII, vivrete giorni da re, da regine, da manipolatori e vi sembrerà di esserci davvero, seduti in un angolo delle stanze in cui gli avvenimenti si svolgono a spiare quello che i comuni mortali non dovrebbero conoscere mai. Siete pronti per un viaggio entusiasmante? Allora questo è il libro che fa per voi ed ora cercherò di spiegarvi perché!