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mercoledì 25 novembre 2020

Gruppo di lettura - La canzone di Achille di Madeline Miller - Tappa 1

 

 

 
Buongiorno lettori belli, come state? Oggi Ombre di Carta, Desperate Bookswife e Io siamo qui per proporvi un gruppo di lettura di un libro decisamente famoso e conosciuto. Probabilmente la maggior parte di voi lo avrà letto, sono anni che se ne parla poiché l'autrice ha fatto il boom di vendite grazie a Circe e le persone ovviamente hanno recuperato anche il romanzo precedente, ovvero questo di cui parliamo oggi.

Titolo:
  La canzone di Achille
Autore: Madeline Miller
Genere: Romazo storico
Pubblicazione: 10 gennaio 2019 - Feltrinelli
Pag.: 382
Costo: 11,00 € cartaceo - 7,99 ebook

Descrizione: Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Noi non sappiamo se c'è ancora qualcuno che debba affrontare questo volume, magari siamo rimaste solo noi tre...povere tapine, ma se qualcuno tra di voi ha rimandato la lettura delle avventure eroiche di Achille e compagnia cantante allora è il momento giusto, noi lo sappiamo, fidatevi!

Da oggi sono aperte le iscrizioni, basterà lasciare il vostro indirizzo email nei commenti e vi arriverà un promemoria il giorno in cui uscirà la tappa.

REGOLAMENTO:

- commentare questo post in caso di adesione.

- seguire tutte le tappe (nel caso rimaneste indietro potrete sempre recuperare).

- potrete diventare nostri follower cliccando "segui", ci farà piacere, ma non deve essere un obbligo. Non arrivano newsletter o spam.

- potrete seguirci sul profilo Instagram poichè uscirà la tappa del gruppo di lettura anche lì, quindi se siete più comodi potrete decidere di commentare il nostro post su IG (prima tappa da unlibroperamico_dany, seconda tappa da ombredicarta e la terza tappa da desperate_bookswife ) oppure scattare voi una foto, scrivere un commento sotto al vostro post taggandoci. Quindi per intenderci, assoluta libertà di movimento!

CALENDARIO TAPPE:

Giovedì 12 novembre: iscrizioni

Mercoledì 25 novembre: discussione prima parte sul blog "Un Libro per amico" fino al capitolo 11 compreso, ovvero fino a pagina 122.

Mercoledì 2 dicembre: discussione seconda parte sul blog "Ombre di carta" fino al capitolo 22 compreso, ovvero fino a pagina 246.

Mercoledì 9 dicembre: discussione terza parte sul blog "Desperate Bookswife" da pagina 247 - inizio capitolo 23- fino alla fine del libro.

ATTENZIONE SPOILER:

Patroclo ci trascina subito nella storia grazie ad una narrazione in prima persona che avvicina il lettore a storie di miti e dei.
Ci racconta di sé, della sua famiglia - una madre disturbata e un padre che mai ha avuto per il figlio pensieri di grandezza -, dei suoi primi anni nel regno e di come, a causa di un diverbio spinse con impeto e fece perdere la vita a Clitonimo. A causa dell'incidente, quando è solo un bambino, tutto per lui cambia perché viene esiliato a Ftia, perdendo il suo titolo di principe, il suo cognome e la sua famiglia. A Ftia conosce Achille, che già aveva notato durante i giochi nel suo regno.
Achille è un semidio, figlio di Peleo e della dea Teti, ninfa del mare, che da questo venne violentata e che divenne sua moglie solo per il tempo di avere il bambino.
Da subito per Patroclo la benevolenza di Peleo verso i ragazzi esiliati si rivela per quello che è: creare in futuro un grande esercito di giovani in debito con lui.
Achille attira subito la sua attenzione ma mai si sarebbe immaginato che anche lui lo notasse e lo scegliesse per essere il suo therapon, il suo compagno, un compagno d'armi legato a lui da un giuramento di sangue e amore.
Sin dai primi incontri, Patroclo guarda Achille come l'oggetto del suo desidero ma non si capisce se il ragazzo condivida il suo pensiero, finché i due si baciano in riva al mare e vengono visti da Teti, che non approva assolutamente il gesto e manda Achille lontano, da Chirone, un centauro, che vive sul monte Otri in mezzo ai boschi, lontano dal regno di Peleo. Patroclo ovviamente lo segue perché non può stare senza di lui e da quel momento assistiamo alla vita dei due sotto la guida del centauro che dovrebbe insegnargli tutto ciò che sa. I due diventano sempre più complici e iniziano a carpire i segreti del centauro.
Sinceramente, ringrazio che la scrittura sia scorrevole perché altrimenti avrei buttato questo libro dalla finestra. Perché? Perché mi aspettavo un romanzo storico e fino ad ora mi è sembrato di trovarmi per le mani un romance tandente all'erotico. Ma sono solo a un terzo e comunque gli lascio il beneficio del dubbio...
Cosa mi fa dire tutto questo?
La tensione carnale che c'è tra i due è sempre presente, forse - anzi tolgo il forse - troppo. Come se Patroclo dai nove ai sedici anni non sapesse fare altro che guardare Achille con la bava alla bocca. Ogni volta che ci racconta un suo pensiero è focalizzato sui capelli lucenti dell'altro, sui suoi muscoli sudati, sui suoi piedi affascinanti, rendendo la cosa quasi esasperante, per quanto mi riguarda.
E non bastano le poche righe di leggende mitologiche che ogni tanto vengono inserite qua e là per farmi credere di avere per le mani un romanzo storico solido e puntuale.
Sarà che leggo questo libro dopo L'architettrice, un romanzo storico "con le palle", e questo mi sembra fin troppo banale, fin troppo scialbo.
E, badate bene, non sono una puritana eh...
Ma di certo non mi aspetto che in un libro del genere quello che emerga prepotentemente non sia la forza sovraumana di Achille e la sua velocità ma solo la carica sessuale che il suo corpo emana agli occhi dell'altro. E non hanno quarant'anni suonati, ma dai 9 ai 15 anni. E va bene che magari è l'età della scoperta sessuale ma qui Patroclo, dal primo momento in cui incontra Achille, sembra non pensi ad altro, e questo dettaglio mi ha reso la situazione un po' meno credibile. E poi, ma era veramente necessario raccontarmi dell'auto-piacere che Patroclo si produce seduto appoggiato ad una pianta pensando ad Achille? Cosa mi dà ai fini della storia?
Ma arriviamo al clou, è il giorno del sedicesimo compleanno di Achille quando i due scoprono che Teti non riesce a vedere quello che fanno sui monti quindi... Viaaaaaa, si copula come due ricci famelici, più e più e più volte.
Ma sempre lo stesso giorno Achille viene richiamato a Palazzo perché il re, suo padre, vuole parlare al popolo e vuole che lui sia presente. I due partono e a palazzo trovano ad accoglierli Teti, oltre al padre.
Agamennone ha richiesto l'aiuto del regno. Elena, la moglie di Menelao è stata rapita da Paride e vuole creare un esercito per liberarla ed espugnare Troia. Tutti i pretendenti di Elena saranno costretti a partecipare alla guerra e, udite udite, Patroclo è uno di questi visto che all'età di 9 anni il padre lo aveva offerto a Elena come sposo. Achille deve decidere se guidare l'esercito, d'istinto non vorrebbe partecipare come non vorrebbe che Patroclo fosse obbligato a farlo ma fa una promessa: se Patroclo sarà obbligato ad andare, andrà con lui.
Che dire... Questa prima parte per me è bocciata, e spero sinceramente che la solfa cambi, ora che la questione si anima, perché altrimenti non troverò in questo libro la meraviglia di cui tutti parlano.
Che mi dite voi? Avete un'altra chiave di lettura? Vi prego spiegatela anche a me così che io possa vedere tutto sotto un'altra luce e trovi in questo libro la meraviglia di cui tutti parlano.

Per oggi è tutto, ci ritroviamo la prossima settimana sul blog Ombre di carta per discutere fino a pagina 246, capitolo 22 compreso.
 

 

lunedì 23 novembre 2020

Recensione #378 - L'architettrice di Melania G. Mazzucco

Buongiorno carissimi, buon lunedì. Passato bene il weekend? Io, in perfetto mood zona rossa, mi sono goduta due giorni in famiglia fatti di libri, di torte fatte in casa, di sorrisi e di lentezza, cercando di trovare il meglio da questo periodo che ci sta mettendo a dura prova. Voi cosa avete fatto? Oggi vi parlo di un libro che ccredo rimarrà tra i miei preferiti dell'anno. Si tratta di L'architettrice di Melania G. Mazzucco edito da Einaudi, pag. 568.

Trama: Giovanni Briccio è un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte:
materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta. Bizzarro cane randagio in un'epoca in cui è necessario avere un padrone, Briccio educa la figlia alla pittura, e la lancia nel mondo dell'arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità. Plautilla però, donna e di umili origini, fatica a emergere nell'ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. L'incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiarle la vita. Con la complicità di questo insolito compagno di viaggio, diventerà molto più di ciò che il padre aveva osato immaginare. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l'arte e i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l'impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna.
 
 
Ho letto diversi libri di questa autrice, alcuni assolutamente adorati, uno totalmente detestato, ma mai l'avevo letta in veste di scrittrice di romanzi storice e, che dire? Tanto di cappello perchè è una veste che le calza a pennello.

lunedì 27 gennaio 2020

Recensione #338 - L'innocente di Alison Weir

Buongiorno lettori, buon lunedì! Passato bene il week end? Per cominciare bene la settimana vi lascio la recensione di un libro bellissimo che ho acquistato come auto regalo natalizio. Non conoscevo l'autrice né il titolo in questione ma mi ha ammaliato in libreria con la sua cover elegante e non ho saputo resistergli. Per fortuna, direi, perché ho trovato un vero gioiellino! Si tratta de L'innocente, libro d'esordio di Alison Weir edito da Beat, pag. 457.

Sinossi: Inghilterra, 1554: Jane Grey, sovrana per appena nove giorni, si aggira nella dimora di Master Partridge, il carceriere della Torre di Londra. In quell’edificio che si affaccia sulla Tower Green, dove fu giustiziata anni prima Anna Bolena, è tenuta prigioniera insieme alle sue dame di compagnia, dopo essere stata giudica ta colpevole di alto tradimento e condannata, poco più che sedicenne, a esse re bruciata viva a Tower Hill, o decapitata, secondo il volere della regina Maria.
Ha un’unica possibilità per salvarsi, stando almeno alla promessa dell’anziano abate di Westminster: se abiurerà la fede riformata, Maria Tudor, da poco impossessatasi del trono con la ferma intenzione di restaurare nel regno la religione cattolica, le concederà la grazia. Lady Jane, tuttavia, è pronta a riconoscere le sue colpe – aver indossato una corona non sua e avere, così, permesso che il suo cuore e la sua volontà fossero influenzati dalle brame di potere altrui –, ma non può tradire il proprio credo e barattare la vita eterna con quella terrena.
Sono anni difficili quelli che precedono il tragico esito della giovane vita di Jane Grey. Tra la fine del regno di Enrico VIII e l’avvento di Elisabetta I le tensioni tra cattolici e protestanti, a lungo sopite, esplodono, e il loro scontro si consuma alla luce dei roghi degli eretici; la Corona è al centro di una fitta rete di intrighi, accordi sotterranei e inaspettati tradimenti. L’erede designato, il principe Edoardo, non ha l’età necessaria per assidersi al trono e sono in molti coloro che ambiscono a governare in sua vece o che desiderano entrare nelle sue grazie. Tra questi ultimi Henry Grey e sua moglie Frances, nobili vicini alla casata dei Tudor che sperano di riscattare la frustrazione e la delusione per la mancata venuta di un figlio maschio, facendo sposare la figlia maggiore, Jane, al futuro re. Ma Jane non ha intenzione di finire i suoi giorni a servire uno sposo-padrone: trascinarsi di ricevimento in ricevimento agghindata come un pavone e rischiare la vita a ogni gravidanza all’unico scopo di donargli una discendenza. Tutto ciò che desidera è poter seguire i propri interessi, dedicarsi allo studio e alla ricerca spirituale e mantenere intatta la propria indipendenza. Attraverso le voci e i punti di vista delle protagoniste femminili della corte di Edoardo, Alison Weir dà vita a un grandioso affresco corale in cui leggere e comprendere un’epoca oscura, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni. Quella di Lady Jane Grey è una straordinaria storia di coraggio: il tentativo, tragico e appassionante, di liberarsi dal ruolo che famiglia e società le hanno imposto, per rimanere fedele a se stessa.


Amo i romanzi che sanno raccontare la storia in modo non pesante ma preciso. Amo immergermi nelle epoche passate, assaporarne le atmosfere, immaginarmi come si vivesse, amo scoprire mondi che non ci appartengono più. Non fatevi quindi spaventare dal fatto che questo sia un romanzo storico perché sarete catapultati alla corte di Enrico VIII, vivrete giorni da re, da regine, da manipolatori e vi sembrerà di esserci davvero, seduti in un angolo delle stanze in cui gli avvenimenti si svolgono a spiare quello che i comuni mortali non dovrebbero conoscere mai. Siete pronti per un viaggio entusiasmante? Allora questo è il libro che fa per voi ed ora cercherò di spiegarvi perché!

lunedì 17 giugno 2019

Recensione #305 - Dove il destino non muore di Elisabetta Cametti - #aspettandoilbancarella

Buongiorno amici, e buon lunedì. Eccomi di nuovo qui con una recensione. Una recensione speciale, questa, perché dà il via alle recensioni dei sei romanzi finalisti al Premio Bancarella 2019. Sarà facile riconoscerle grazie all'ashtag #aspettandoilBancarella.
Il mio intento è quello di postare le recensioni in ordine alfabetico, sperando di riuscire a rispettare l'ordine nella lettura! ;)
Dei sei romanzi finalisti, di cui avete potuto conoscere i titoli qui e che vi ho presentato qui, troverete prima la recensione e successivamente - anche se non immediatamente - un'intervista.
Oggi cominciamo con la vulcanica Elisabetta Cametti - chi ha assistito a una sua presentazione sa di cosa parlo! - ed il suo Dove il destino non muore, il terzo volume della serie di K, una serie di cui, se mi seguite, avete trovato la recensione dei libri precedenti poco tempo fa - per chi se li fosse persi si tratta de I guardiani della storia, recensione qui e di Nel mare del tempo, recensione qui - edito da Cairo, pag. 541.

Sinossi: Il guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche sa che la sua vera identità è stata scoperta. Stanno venendo a prenderlo. Ma non si farà catturare vivo, perché quello è l'epilogo di un piano scritto anni prima. L'eredità di Napoleone è in pericolo, e lui è pronto a trasferirla nelle mani della bambina che ha visto crescere. Katherine Sinclaire, però, è all'oscuro di tutto. Sta presentando il suo ultimo bestseller a Roma, in un auditorium gremito di gente, e non può nemmeno immaginare che nei ricordi delle vacanze all'Isola d'Elba si nascondano le risposte ai più grandi interrogativi della storia. Sullo sfondo, due società segrete che da duecento anni si contendono la supremazia sulla verità. La prima, voluta da Napoleone stesso per proteggere le scoperte archeologiche che hanno costellato le sue imprese. L'altra è una delle organizzazioni più influenti al mondo. Al centro, il mistero della campagna d'Egitto. Katherine si lascerà coinvolgere in una cospirazione, i cui risvolti potrebbero mettere in discussione il corso della storia e le convinzioni acquisite sulle civiltà più antiche. E quando penserà di avere decifrato tutti gli enigmi che via via le si sono presentati, si troverà intrappolata in uno sconvolgente intrigo familiare: l'inizio di un nuovo viaggio che la porterà lontano, in un futuro senza segreti nel passato. Là dove il destino non muore.


Elisabetta Cametti riprende, come sempre, la storia dove l'aveva lasciata. 
Katherine è una scrittrice di successo e anche questa volta, così come nel secondo volume di questa serie, tutto comincia mentre lei sta presentando ad una platea gremita il suo ultimo bestseller. Nello stesso istante Theodore Sinclare, suo zio, guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche, si toglie la vita.
Ci immergiamo così in un mondo che ci riporta ai guardiani della storia che abbiamo conosciuto nel primo volume ma che ci trascina anche in una nuova realtà, quella di Napoleone e delle sue gesta.
E se le imprese di Napoleone avessero avuto un fine che non fosse solo quello della conquista di nuovi territori? Tutta la storia assumerebbe un risvolto diverso, ogni cosa potrebbe essere vista da un'altra angolazione.
Partiamo da qui con questo nuovo libro e ci ritroviamo, grazie all'autrice, a rispondere a tutte le nostre domande!

lunedì 10 giugno 2019

Recensione #303 - K. Nel Mare del tempo di Elisabetta Cametti

Buongiorno amici, e buon lunedì. Eccomi di nuovo qui con una recensione. Come avrete capito vedendo la poca costanza sul blog, quando mi metto al PC programmo più recensioni perchè, credetemi, sedersi qui ed avere la tranquillità necessaria per scrivere con un bimbo di quasi tre mesi non è così facile. Se in più tenete conto che già spesso devo farlo obbligtoriamente per lavoro, il tempo per lo svago è veramente ridotto all'osso. Ma non dispero, sto comunque continuando a leggere - soprattutto di notte quando il royal baby s riaddormenta dopo la poppata ed io invece ho gli occhi a palla - quindi ho carne al fuoco per il blog sempre fresca!!! ;)
Oggi vi parlo di K. Nel mare del tempo, il secondo libro della serie di K, una serie di cui, se mi seguite, avete trovato la recensione poco tempo fa - per chi se la fosse persa si tratta de I guardiani della storia, recensione qui - edito da Cairo, pag. 573.

Sinossi: È passato un anno dalla tragica conclusione dell'intrigo archeologico in cui Katherine Sinclaire ha rischiato di perdere la vita. L'incubo al quale sperava di essere sfuggita torna ad assillarla per mano di un nemico insospettabile. Durante la presentazione del suo primo romanzo, un uomo si spara di fronte a lei dopo averle lanciato un anello antico con incisi due nomi. Tormentata da una catena di omicidi e da cinque libri enigmatici, Katherine sarà di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una donna misteriosa vissuta nel Medioevo. Seguendo i dipinti che la ritraggono, finirà nei cunicoli sotterranei battuti dagli eretici in fuga, e creati da uno stratega per proteggere uno dei più straordinari segreti della storia. Avidità, coraggio, speranza, ira e passione si fondono in un'avventura che si snoda tra la Bretagna e i nascondigli prealpini di Fra Dolcino, dove Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile... più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c'è ritorno.

Ho conosciuto questa autrice seguendo Il Premio Bancarella - trovate il post con la sestina completa qui - e devo dirvi che sono rimasta totalmente folgorata dai suoi lavori.
Secondo volume della serie, Nel mare del tempo non smentisce le aspettative anzi, le rafforza!

martedì 23 aprile 2019

Recensione #297 - K. I guardiani della storia di Elisabetta Cametti

Buongiorno lettori! Passati questi due giorni di festa si torna parzialmente alla normalità visto che tra due giorni sarà ancora festa...
Oggi torno con una recensione, quella del thriller storico K. I guardiani della storia di Elisabetta Cametti, edito da Cairo, pag. 635, primo libro della trilogia di K.

Sinossi: Katherine Sinclaire è una donna che ama le sfide. Il suo talento l'ha portata a diventare direttore generale della 9Sense Publishing, una delle più potenti case editrici mondiali. È abituata ad avere tutto sotto controllo, ma quando entra nell'ufficio del suo amministratore delegato e lo trova morto, il mondo le crolla addosso. Bruce Aron si è suicidato, decretando la fine dell'impero della 9Sense, ma prima di premere il grilletto ha lasciato un messaggio che contiene un codice segreto. Un messaggio che è destinato solo a lei. L'indizio trascinerà Katherine in un labirinto di conoscenze antichissime, verità inconfessate e riti esoterici legati a una delle civiltà più misteriose della Storia: gli Etruschi. In un tumultuoso viaggio da Londra alle viscere dell'isola Bisentina, Katherine si troverà a lottare contro un destino implacabile e scoprirà di essere la protagonista di una storia millenaria.

Prima di parlarvi del libro, una premessa è d'obbligo.
C'è stato un tempo in cui, anni fa, leggevo solo thriller storici, passando da Dan Brown a James Rollins, da Falcones a Glenn Cooper. Poi, come spesso accade quando ci si fissa con un determinato genere, mi sono stancata ed ho cominciato a variare ma, come è normale, il primo amore non si scorda mai e ciclicamente mi piace tornarci.
Non conoscevo questa autrice e non conoscevo i suoi libri finchè non è stata inserita nella sestina finalista del Premio Bancarella. Dopo aver presenziato con il blog - grazie a Nadia - alla rivelazione della sestina, sono stata contattata dall'ufficio stampa dell'autrice che mi ha proposto di leggere i suoi libri. Ho accettato senza pensarci due volte, nonostante la mole, ed ho cominciato a leggere con, devo ammetterlo, non poco timore visto che l'autrice in questione è stata paragonata a Dan Brown. Paragone azzardato? Forse sì, perchè io più che a Dan Brown la paragonerei a James Rollins, che mica è poco!!!
Ma parliamo finalmente del libro.

lunedì 17 dicembre 2018

Recensione #272 - La misura dell'uomo di Marco Malvaldi

Buongiorno lettori, buon lunedì! Come va? Ultima settimana di lavoro per me prima delle tanto agognate vacanze natalizie... speriamo solo che voli!
Oggi torno con un recensione, quella del libro La misura dell'uomo di Marco Malvaldi, edito da Giunti, che ringrazio per la copia, 300 pagine.

Sinossi: Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo. Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro. A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l'aria mite di chi è immerso nei propri pensieri. Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi. È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi - forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero - e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore. Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti... Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore. A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e gli ridà vita tra le pagine immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani. Un romanzo ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un'indagine sull'uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è - oggi come allora - la misura di ognuno di noi.



Difficile recensire un libro come questo. Il primo pensiero che mi balza alla mente davanti a questo spazio bianco è questo!
Chi conosce Marco Malvaldi saprà sicuramente di cosa questo scrittore poliedrico sia capace! In questo suo nuovo romanzo ci riporta indietro nel tempo, nel Rinascimento, in una Milano in cui Ludovico il Moro è il signore assoluto della città e in cui il grande maestro Leonardo da Vinci è ai suoi servigi come scultore ma anche come personaggio di saggezza a trecentosessanta gradi.
Un romanzo storico questo, ma anche un giallo, ma anche un libro a tratti divertente che sa egregiamente mescolare questi tre generi creando un romanzo completo, godibile da chiunque e assolutamente consigliabile.

martedì 23 gennaio 2018

Recensione #223 - La dama e l'unicorno di Tracy Chevalier

Buongiorno carissimi e buon martedì. Come state? Io già bramosa che la settimana finisca anche se, lo so, è presto, troppo presto e la settimana è ancora lunga, troppo lunga!
Ma parliamo di libri che così ci risolleviamo il morale. Oggi vi lascio la recensione del libro La dama e l'unicorno, di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza, 288 pagine.

Descrizione: È un giorno della Quaresima del 1490 a Parigi, un giorno davvero particolare per Nicolas des Innocents, pittore di insegne e miniaturista conosciuto a corte per la sua mano ferma nel dipingere volti grandi come un'unghia, e al Coq d'Or e nelle altre taverne al di qua della Senna per la sua mano lesta con le servette di bell'aspetto. Jean Le Viste, il signore dagli occhi come lame di coltello, il gentiluomo le cui insegne sono ovunque tra i campi e gli acquitrini di Saint-Germain-des-Prés, proprio come lo sterco dei cavalli, l'ha invitato nella Grande Salle della sua casa al di là della Senna e in quella sala disadorna, nonostante il soffitto a cassettoni finemente intagliato, gli ha commissionato non stemmi imponenti o vetrate colorate o miniature delicate ma arazzi per coprire tutte le pareti. Arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e sangue a profusione. Una commissione da parte di Jean Le Viste significa cibo sulla tavola per settimane e notti di bagordi al Coq d'Or, e Nicolas, che può resistere a tutto fuorché alle delizie della vita, non ha esitato un istante ad accettare. Non ha esitato, però, nemmeno ad annuire davanti alla proposta di Geneviève de Nanterre, moglie di Jean Le Viste e signora di quella casa.

Tracy Chevalier, un nome che per me è una garanzia. Un'autrice che non mi delude mai e non lo fa neanche questa volta. 
Questa volta ci regala un romanzo che parte da un ciclo di arazzi, non privo di mistero, attorno al quale l'autrice tesse la sua storia, immaginando un mondo attorno ad un'opera di cui, nella realtà, non si conosce neanche il nome dell'autore. 
Gli arazzi esistono, la loro commissione da parte della famiglia Le Viste anche, ma tutto il resto è opera della fantasia dell'autrice e, credetemi, se lei non lo specificasse alla fine del romanzo non lo immaginereste mai, talmente è credibile la ricostruzione che ha provato a farne.
La cosa che più mi ha colpito di questo libro è la sua struttura narrativa. Le storia è infatti narrata in prima persona da tutti i personaggi coinvolti nella vicenda e ad ognuno di questi personaggi è dedicato un capitolo. Spesso però nei romanzi corali, i punti di vista dei personaggi vengono utilizzati per parlare delle stesse vicende, in questo caso invece la storia va avanti, si evolve e noi lo scopriamo attraverso voci diverse. In questo modo nessun personaggio diventa di secondo piano, al contrario ognuno ha modo di farsi conoscere dal lettore in modo diretto e diventandone protagonista.
La storia parte con l'affidamento dei disegni per gli arazzi al donnaiolo pittore parigino Nicolas Des Innocentes (personaggio di fantasia) da parte di Jean Le Viste, che vorrebbe per il suo salone un ciclo di arazzi dedicato alla battaglia di Nancy ma che poi si fa convincere ad accettare la proposta del pittore (pilotata dalla moglie del committente) a raffigurare la storia di una donna che seduce l'unicorno. Di certo un uomo pieno di fascino questo Nicolas, ma anche pieno di se e consapevole della sua bravura sia con i pennelli ma soprattutto con le donne. La sua presenza a casa dei Le Viste genera da subito non poco scompiglio ed in generale, ovunque lui si recherà per tutta la durata del romanzo, non si esimerà dal fare danni.
Le quasi trecento pagine che il lettore si ritrova a leggere abbracciano gli anni che vanno dal 1490 al 1492, anni necessari per portare a termine gli arazzi, partendo dall'idea del pittore fino alla loro tessitura a Bruxelles cui assisteremo estasiati nonostante per noi lettori quello sia un mondo lontanissimo e sconosciuto. Ma quanto è affascinante immaginare quelle mani che tirano la lana, quegli instancabili lavoratori che partendo dal nulla creano arte?
L'autrice sa dare la giusta importanza all'opera artistica, non lesinando di descriverci l'approccio al lavoro prima di Nicolas e poi di tutti i tessitori e cartonisti che lavoreranno all'arazzo, ma sa dare la giusta importanza anche ai sentimenti e alle vicende che travolgeranno le vite delle famiglie, che per forza di cose si ritrovano coinvolte in questo lungo e faticoso meccanismo di lavorazione.
Una storia fatta di amore, di passione ma anche di delusioni, di rimpianti, di tristezza. Quando avremo letto l'ultima parola del romanzo conosceremo ogni segreto dei personaggi coinvolti, ogni desiderio, ogni sfaccettatura del loro essere oltre a vedere con i nostri occhi il loro lavoro, la loro mastodontica opera.
Anche l'ambientazione è curata nel dettaglio, e ci permette di respirare l'atmosfera del tempo, facendocene apprendere le regole e le caratteristiche.
Pochi autori sanno unire in modo così magistrale personaggi esistiti o avvenimenti storici realmente accaduti a parti totalmente inventate e romanzate non lasciando mai trasparire una differenza tra le due, non facendo mai dubitare il lettore della veridicità di quello che sta leggendo. Questa credo sia una caratteristica assolutamente rara ed è una cosa che sempre mi colpisce di questa bravissima scrittrice!
Se in più ci aggiungiamo la capacità narrativa della Chevalier che permette di immergersi totalmente nelle sue storie, che non annoia mai perchè descrive ma non eccede, perchè racconta ma non rallenta, allora credo che il successo sia assicurato.
Per saperne di più su cosa ha ispirato l'autrice cliccate qui e non potrete non rimanere affascinati quanto me!
Per fortuna ho ancora tantissimi titoli di questa autrice cui dedicarmi quindi non dispero ma anzi, mi butterò presto su qualche altro suo lavoro.
Avete letto questo libro? Amate questa autrice?

VOTO: 

giovedì 24 agosto 2017

Coming soon #23 - La colonna di fuoco di Ken Follett

Buongiorno lettori! Settembre, come spesso accade, è tempo di nuovi inizi e, anche dal punto di vista letterario, è periodo di tantissime nuove uscite. È per questo che anche oggi sono qui con una nuova puntata di Coming soon per parlarvi di un'uscita che non vedo l'ora di avere tra le mani. Si tratta di La colonna di Fuoco di Ken Follett  edito da Mondadori, terzo volume della Saga di Kingsbridge che ha visto in precedenza la pubblicazione nell'ordine de I pilastri della terra - uno dei più bei libri che io abbia mai letto - e Mondo senza fine.
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Titolo: La colonna di Fuoco
Autore: Ken Follett
Serie: Saga Di Kingsbridge volume 3
Genere:
Romanzo storico
Pagine: 912
Costo: 27.00 €
Pubblicazione: 12 settembre 2017 - Mondadori

Descrizione: Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti.
Discendente Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, la figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra.
Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno.
Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque
In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso.
Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.

 
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Devo dire che sono particolarmente emozionata all'idea che presto potrò ritrovarmi nelle atmosfere che tanto ho amato leggendo i libri precedenti di questa serie! E voi? Li avete mai letti? Leggerete quest'ultimo? Se la risposta è no ma siete amanti dei romazi storici dovete assolutamente rimediare!!!


venerdì 7 ottobre 2016

Ti consiglio un libro #28 - Un libro ambientato nel Medioevo

Buongiorno carissimi, finalmente è di nuovo venerdì! Sapete che io amo infinitamente questo giorno, più del weekend stesso. Oggi torniamo con l'appuntamento della rubrica Ti consiglio un libro, in collaborazione con Laura de La Biblioteca di Eliza, Baba di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi vi consiglieremo Un libro ambientato nel Medioevo. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla recensione.



IL MIO CONSIGLIO 


Autore: Coia Valls
Casa editrice: Pickwick
Pagine: 456
Prezzo:  Cartaceo 10.90 euro

Non semplice la scelta di oggi. Leggo libri storici ma non me ne veniva in mente nessuno che avessi letto ed anche recensito qui sul blog; tutti quelli che mi venivano in mente erano antecedenti al mio sbarco nel mondo di blogger quindi non recensiti. Poi ho avuto un’illuminazione e mi è venuto in mente questo libro che mi è piaciuto tantissimo e che fortunatamente è ambientato proprio nel periodo a cui ci riferiamo oggi. 
Facilissimo affezionarsi ai personaggi di questo romanzo. Personaggi che credo siano lo zoccolo duro di questo libro; tutti, dal più importante uomo di chiesa, al più misero ed umile servo sono cararatterizzati in modo splendido, ognuno con una propria connotazione, con le proprie caratteristiche, con la propria storia.
La bravura dell'autrice ci permette di conoscere a fondo ognuno di loro, di immaginarceli nell'aspetto e nelle caratteristiche umane.
Un intreccio di vite e situazioni creato in modo perfetto, capace di dare un quadro completo di un pezzo di storia, di un tipo di società che solo grazie ad opere così magistrali - seppur romanzate - possiamo immaginare provando ad immedesimarci. Un libro che mi ha affascinato per i personaggi, per i viaggi compiuti dai protagonisti, per l’ambientazione perfettamente ricostruita; insomma una di quelle letture che, anche a distanza di tempo, non mi stanco di consigliare a chi ama i romanzi storici.

E adesso a vedere quali letture vi consigliano Laura , Baba e  Laura.

lunedì 3 agosto 2015

Recensione #76 - I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga

Buongiorno carissimi, come va?  Primo giorno effettivo di ferie per me quindi morale alle stelle! Non so ancora di preciso quando e dove andrò in vacanza ma già non dovermi fare 100 km al giorno in macchina per andare in ufficio rende le mie giornate assolutamente perfette. In più per un mese intero mi godrò il mio piccolino oltre che - spero tante - le mie adorate letture!
Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho ormai finito di leggere da qualche settimana ma di cui fino ad ora non avevo ancora avuto il tempo di scrivere. Sto parlando de I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga, edito da Giunti, 416 pagine. Se mi seguite con costanza sapete che è già stato il protagonista delle Letture Geograficamente Sparpagliate di luglio; se vi siete persi il post potete vedere i 5 mini pensieri qui.

Trama: Un romanzo storico pieno di mistero e romanticismo. Atmosfere vittoriane per una storia ambientata nella campagna inglese che unisce brivido e sentimento in un crescendo di suspense e colpi di scena. I misteri di Chalk Hill Susanne Goga riesce a fondere due generi letterari, il thriller e il romanzo storico collocando l'intera vicenda sulle colline del Surrey alla fine dell'Ottocento. Quando Charlotte vi approda per la prima volta e si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice.
Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera di mistero aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose.
L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, ben sepolta tra il mistero e il romanticismo di quelle antiche mura.

Una cover che ammalia, una trama che intriga, un periodo storico che amo... non potevo volere di più da un libro no? E invece purtroppo sì, qualcosa in più la avrei voluta eccome.
Charlotte arriva in Inghilterra dalla Germania per fare l'istitutrice di una bambina. E' il suo primo impiego lontano da casa ed ha tutte le paure che una situazione del genere potrebbero creare su chiunque: giovane, in un paese straniero, lontana da casa.
Da subito le somiglianze - troppe - con Jane Eyre saltano all'occhio. Una grande tenuta nelle campagne inglesi, una padrone solitario e riservato che però colpisce subito la ragazza, un mistero legato alla morte della moglie. Insomma spesso, spessissimo mi sono ritrovata a fare dei paragoni con il colosso letterario di Charlotte Bronte e purtroppo questo e sicuramente andato a scapito di questa lettura.
Seppure il periodo storico, gli avvenimenti, i paesaggi ed i personaggi siano scritti con uno stile che rende e che risulta molto piacevole e scorrevole, quello che manca in questa storia è l'originalità.
Un libro strano, iniziato con slancio, piaciuto durante tutta la lettura ma ma non ha mai spiccato il volo; non ha mai tirato fuori quel particolare in pi che lo facesse diventare IL libro.
Vi capita mai? Per tutto il libro ho veramente pensato che fosse una lettura piacevole, con un mistero da svelare, un mondo - quello del padrone di casa e di sua figlia - tutto da scoprire ma arrivata alla fine sono rimasta un po' a bocca asciutta.
Anche il filone delle sedute spiriche l'ho trovato in alcuni punti un po' forzato, inutile quasi.
Interessanti invece i personaggi, se cerchiamo di non paragonarli a Jane Eyre. Charlotte, incapace di non indagare sulla misteriosa scomparsa di Lady Ellen si tira addosso gli sguardi e le chiacchiere del paese arrivando a volte anche ad urtare il lettore - spero volontariamente - per la troppa curiosità; Emily, la bambina, con i suoi misteriosi stati di trance, le sue visioni notturne, la sua capacità di cambiare atteggiamento ed umore nel giro di pochi minuti; Thomas Ashdown, forse il personaggio più riuscito, giornalista, critico teatrale e membro della Società per la ricerca psichica che entrerà nelle vite di Charlotte e della famiglia Clayworth per cercare di capire gli strani atteggiamenti della bambina; Nora, la tata di Emily, con il suo atteggiamento da subito competitivo nei confronti della nuova istitutrice.
La maggior parte del libro si svolge nella grande tenuta, con le sue torrette circolari, il suo immenso giardino, la sua porticina misteriosa di accesso al bosco. La casa è così importante all'interno del romanzo che diventa uno dei punti focali su cui l'attenzione del lettore viene proiettata per tutta la lettura. E' vero che assisteremo a giri in carrozza sulle rive del fiume Mole, a momenti in pastecceria per sorseggiare un ottimo tè inglese, a camminate nel villaggio ma è anche vero che tutti quei momenti risulteranno assolutamente secondari rispetto a quelli nella grande e inquietante casa.
Le cose che più mi hanno portato ad abbassare il voto - a parte la somiglianza con Jane Eyre di cui ho già ampiamente parlato - sono i salti improvvisi di luogo, argomento, tempo che non so se sono frutto della traduzione o se è una scelta dell'autrice che personalmente mi hanno diturbato durante la lettura e la fine del libro infatto il mistero che aleggia nell'aria dalla prima pagina, poi tanto mistero non è ed io mi sono ritrovata a capire quale ne fosse l'epilogo da molto prima di far scorrere sul mio kindle l'ultima pagina.
Insomma niente di speciale ma neanche un libro che sconsiglio. Una lettura piacevole senza troppe pretese!
Che ne pensate? Voi lo avete letto?

VOTO: 



lunedì 29 giugno 2015

Recensione #70 - Il mercante di stoffe di Coia Valls

Buongiorno lettori, come state? Oggi sono qui per lasciarli la recensione completa del libro che ho letto per le Letture Geograficamente Sparpagliate e che avevo comprato a Natale: Il mercante di stoffe di Coia Valls edito da Pickwick, pag. 456.

Trama: Nel 1320 Barcellona è in fermento: sorgono palazzi, fioriscono commerci, le strade si riempiono di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Le vie traboccano di profumi esotici e spezie, di stupendi tessuti e di scintillanti gioielli cesellati dagli orafi di tutta Europa. Una città così nuova e attiva offre mille occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto. Come Jaume Miravall. Che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande famiglia. Due imprese ambiziose, due obiettivi che richiedono coraggio, lavoro, astuzia e fortuna. E che possono essere messi in pericolo dai segreti e dai peccati di un uomo. Quando arriva a Barcellona, insieme con la dolcissima moglie Elvira, Jaume deve accontentarsi di vivere in un miserabile quartiere dove tradimento, malvagità e morte fanno parte indissolubile del paesaggio. Ma non si lascia scoraggiare e, mentre Elvira dà alla luce l'attesissimo primo erede, Jaume si avventura nella città alla ricerca della sua occasione. La troverà commerciando in stoffe: prima raccogliendo gli scarti degli altri, poi solcando il Mediterraneo infestato dai pirati saraceni con un manipolo di amici fedeli, e infine stabilendo una florida impresa. Sul suo cammino, però, inaspettata, trova anche la grande passione: l'aristocratica Bianca, bellissima e altera, che gli potrà concedere solo sporadici e infuocati incontri clandestini. Diviso tra l'affetto di moglie e figli e l'amore per Bianca, Jaume resta invischiato nel segreto del suo peccato. 

Coia Valls con questo libro ci fa fare un viaggio: ci prende per mano e ci porta nel Medioevo, esattamente nel 1320, a Barcellona e ci racconta la storia di un mercante - Jaume Miravall - e della sua famiglia.
Assistiamo alle sue imprese per diventare un mercante influente, alle sue scelte - giuste o sbagliate - per proteggere la sua famiglia e renderla importante.
Un romanzo storico che porta a navigare per mari verso rotte sconosciute mercanteggiando merci, ma anche vite umane ed il futuro delle persone.
Con uno stile che permette di entrare a pieno nel periodo storico in cui le vicende sono narrate l'autrice ha saputo creare un intreccio di vite ed avvenimenti capaci di far leggere queste più di 450 pagine senza mai un attimo di noia, tenendo l'attensione del lettore sempre alta, grazie anche ai diversi colpi di scena che vengono disseminati qua e là.
Facilissimo affezionarsi ai personaggi di questo romanzo. Personaggi che credo siano lo zoccolo duro di questo libro; tutti, dal più importante uomo di chiesa, al più misero ed umile servo sono cararatterizzati in modo splendido, ognuno con una propria connotazione, con le proprie caratteristiche, con la propria storia.
Jaume Miravall, mercante, partito dal nulla, che con la sua tenacia riesce a diventare una figura influente nella città di Barcellona ma anche altrove. La sua personalità è sicuramente ben delineata e lo porta, nel romanzo, ad esserne spesso condizionato. Scelte d'impeto, come la passione prorompente per Blanca, figlia di una delle più importanti famiglie della città, saranno spesso mezzi con cui verrà manovrato e che lo porteranno ad un passo dal perdere tutto.
Elvira, moglie di Jaume, la conosciamo incinta del suo primo figlio e spaventata, come tutte le neomamme ad un passo da quello che sarà il momento più importante della propria vita. Da sempre dovrà convivere con la consapevolezza di non essere l'unica nel cuore del marito e lo farà con una forza che solo le donne hanno, dedicando tutta se stessa alla famiglia, ai figli, ed anche ad un'attività tutta sua che il marito le consente di intraprendere.
Narcis, primo figlio della coppia; un fisico debole già dalla nascita ed un animo da artista che lo porterà a guardare il mondo che lo circonda con un occhio diverso ed attento.
Abelard, quel fagottino che conosciamo nella primissima pagina del romanzo, quando Jaume varca la soglia di casa portandolo tra le braccia e facendolo così entrare ufficialmente a far parte della sua famiglia. Un fisico forte il suo - esattamente il contrario di quello del fratello - ed un animo avventuruoso, guerragliero ed impetuoso.
Alexia, l'ultima nata, la più piccola della famiglia. Un rapporto conflittuale con la madre che non le permette di conoscere gli affari importanti della famiglia perchè donna. Ma lei non è come Narcis. In lei alberga il fuoco della conoscenza, quella che la rende curiosa verso il lavoro del padre, verso le terre lontane, verso fli affari della famiglia.
Blanca - l'amante - una donna intraprendente ed affascinante cui Jaume non riesce a resistere. Un'animo da ribelle il suo che però non le permetterà di avere quello che più desidera dalla vita.
E poi ci sono i tantissimi personaggi di contorno: Margarida, sorella di Elvira;  Mateu, proprietario del forno della città; Bernat, fabbro ed amico fidato di Jaume; lo Zoppo di Blanes, uno dei migliori aituanti del mercante capace di aiutarlo a fare fortuna e infine gli accattoni, coloro che lavorano per Jaume permettendogli di crescere e diventare competitivo nel suo lavoro.
La bravura dell'autrice ci permette di conoscere a fondo ognuno di loro, di immaginarceli nell'aspetto e nelle caratteristiche umane.
Un intreccio di vite e situazioni creato in modo perfetto, capace di dare un quadro completo di un pezzo di storia, di un tipo di società che solo grazie ad opere così magistrali - seppur romanzate - possiamo immaginare provando ad immedesimarci.
Un romanzo che mi ha affascinato senza riserve.
Unico appunto che mi sento di fare sono alcune situazoni importanti che avrei preferito vedere approfondite ed altre meno importanti in cui invece ho avuto l'impressione che siano state un po' trascinate.
Un libro che mi porterò nel cuore per molto tempo, un po' come mi porto I pilastri della terra di Ken Follett.
Ovviamente è un romanzo storico, adatto quindi a chi questo genere lo apprezza; non ci troverete ovviamente suspance o brividi. Immaginate invece di prendere in mano un album fotografico di una famiglia del 1300 - immaginate anche che la fotografia fosse già esistita eheheh - e di sfogliare qull'album sentendone anche raccontare magistralmente la storia da qualcuno che quella famiglia l'ha conosciuta veramente; perchè è questa la sensazione che se ne ha!
Solo in questo modo non ne rimarrete delusi.
Cosa ve ne pare? Vi piacciono i romanzi storici? Avete letto questo libro?

VOTO: 



venerdì 19 giugno 2015

Letture geograficamente sparpagliate #2 - Il mercante di stoffe di Coia Valls

Buongiorno, come state? Dopo un mese e mezzo siamo tornate attive e vi proponiamo un'altra puntata della nostra rubrica condivisa. Cosa sono le "Letture Geograficamente Sparpagliate"? Una volta al mese scegliamo - estraiamo un libro che più o meno potrebbe interessare tutte o quasi, scriviamo una piccola recensione e la pubblichiamo in un unico post, in modo che voi lettori possiate avere tanti pareri al prezzo di uno. 

Questo mese abbiamo un sacco di novità da comunicarvi: è entrata a far parte di questo pazzo gruppo un'altra Laura, (perché two...is mei che uan!!!) che ha subito accettato la sfida, nonostante questa lettura non fosse proprio nelle sue corde; e la nostra adorata Cuore Zingaro ha deciso di "emanciparsi", aprendo un blog tutto suo (non troverete più quindi "Il venerdì di Cuore" ospitato dal blog la Libridinosa).
Salvia e Stefania hanno gettato la spugna, la prima perché lo scorso mese era in piena "crisi del lettore", mentre l'Annusatrice di libri, a causa di impegni di forza maggiore non ha avuto proprio il tempo materiale. Speriamo che non ci abbandonino anche il mese prossimo.

Questo libro è stata una scelta combattuta, ma alla fine, dopo qualche scambio di opinioni, ha avuto la meglio sugli altri.

Sono certa che questo post vi divertirà: il voto più basso è un 1 e mezzo e quello più alto è un bel 5, insomma ce n'è per tutti i gusti!! Qui sotto potrete trovare la scheda del libro con la sinossi e a seguire i commenti delle LGS.
  
Titolo: Il mercante di stoffe
Autore: Coia Valls
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 457
Prezzo: 18,90€ - 10,90€ Pickwick
Pubblicazione: 2013

SINOSSI: Nel 1320 Barcellona è in fermento: sorgono palazzi, fioriscono commerci, le strade si riempiono di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Le vie traboccano di profumi esotici e spezie, di stupendi tessuti e di scintillanti gioielli cesellati dagli orafi di tutta Europa. Una città così nuova e attiva offre mille occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto. Come Jaume Miravall. Che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande famiglia. Due imprese ambiziose, due obiettivi che richiedono coraggio, lavoro, astuzia e fortuna. E che possono essere messi in pericolo dai segreti e dai peccati di un uomo. Quando arriva a Barcellona, insieme con la dolcissima moglie Elvira, Jaume deve accontentarsi di vivere in un miserabile quartiere dove tradimento, malvagità e morte fanno parte indissolubile del paesaggio. Ma non si lascia scoraggiare e, mentre Elvira dà alla luce l'attesissimo primo erede, Jaume si avventura nella città alla ricerca della sua occasione. La troverà commerciando in stoffe: prima raccogliendo gli scarti degli altri, poi solcando il Mediterraneo infestato dai pirati saraceni con un manipolo di amici fedeli, e infine stabilendo una florida impresa. Sul suo cammino, però, inaspettata, trova anche la grande passione: l'aristocratica Bianca, bellissima e altera, che gli potrà concedere solo sporadici e infuocati incontri clandestini. Diviso tra l'affetto di moglie e figli e l'amore per Bianca, Jaume resta invischiato nel segreto del suo peccato.

IL COMMENTO DI CUORE (Il cuore in un libro) :

 
Che onore partecipare al secondo appuntamento con le Letture Sparpagliate, è un piacere avervi qui a  condividere con noi i pensieri sul libro votato e scelto dalle LGS: Il Mercante di stoffe di Coia Valls.
Premetto che il romanzo storico non rientra tra i generi che prediligo, ma essendo una lettura condivisa, l'ho affrontata positivamente.
Il romanzo ha suscitato in me emozioni contrastanti: ho trovato alcune parti prolisse, che sembravano essere messe li per allungare il numero delle pagine, che mi hanno annoiata, d'altro canto ho apprezzato lo stile scorrevole dell'autrice, l'ambientazione, l'affascinante Barcellona del 1300, i personaggi così ben definiti da prendere vita, ho adorato quelli femminili, l'ambizioso mercante e le sue conquiste mi hanno colpita.
Qualche colpo di scena in più non mi sarebbe dispiaciuto, ma forse questo è un genere che non lo richiede, posso comunque affermare che questa lettura è perfetta per gli amanti dei romanzi storici.
La mia recensione completa sarà sul blog il 26 giugno.
IL COMMENTO DI DANIELA ( Un libro per amico):

 
Un romanzo storico che porta a navigare per mari verso rotte sconosciute mercanteggiando merci, m anche vite umane ed il futuro delle persone.
Con uno stile che permette di entrare a pieno nel periodo storico in cui le vicende sono narrate l'autrice ha saputo creare un intreccio di vite ed avvenimenti capaci di far leggere queste più di 450 pagine senza mai un attimo di noia, tenendo l'attensione del lettore sempre alta, grazie anche ai diversi colpi di scena che vengono disseminati qua e là.
Facilissimo affezionarsi ai personaggi di questo romanzo. Personaggi che credo siano lo zoccolo duro di questo libro; tutti, dal più importante uomo di chiesa, al più misero ed umile servo sono cararatterizzati in modo splendido, ognuno con una propria connotazione, con le proprie caratteristiche, con la propria storia.
La bravura dell'autrice ci permette di conoscere a fondo ognuno di loro, di immaginarceli nell'aspetto e nelle caratteristiche umane.
Un intreccio di vite e situazioni creato in modo perfetto, capace di dare un quadro completo di un pezzo di storia, di un tipo di società che solo grazie ad opere così magistrali - seppur romanzate - possiamo immaginare provando ad immedesimarci.
Un romanzo che mi ha affascinato senza riserve.
Unico appunto che mi sento di fare sono alcune situazoni importanti che avrei preferito vedere approfondite ed altre meno importanti in cui invece ho avuto l'impressione che siano state un po' trascinate.

 
IL COMMENTO DI LAURA (La biblioteca di Eliza):


Non mi tiro indietro davanti ad un nuovo autore/autrice o un genere diverso da quelli che di solito leggo, anzi mi piace buttarmi nella mischia e scoprire qualche novità. E così è stato per Il mercante di stoffe. Letta la trama immaginavo non fosse il mio genere, tuttavia… non si sa mai! Ecco, ora è ufficiale, non è il mio genere. Il libro mi ha annoiato a morte. La storia è interessante ma troppo piatta per i miei gusti. I vari eventi che costellano la vita del mercante Jaume e della sua famiglia non mi ha coinvolta. Ogni pagina che giravo speravo in qualcosa che mi stupisse… ma niente. Se a questo aggiungiamo un’ambientazione, geografica e temporale, che mi piace poco ecco… diciamo che non è il libro che fa per me!


IL COMMENTO DI LAURA (La Libridinosa):


Quello che mi ha maggiormente colpito di questo romanzo è la capacità con cui l'autrice riesce a descrivere luoghi e personaggi in maniera talmente veritiera che si ha la sensazione, durante la lettura, di poter toccare tutto con mano, di percepire gli odori delle spezie, i colori delle stoffe; sembra quasi che i personaggi interagiscano con noi, raccontandoci le loro vite, le loro emozioni, le loro sensazioni.
Ambientato in un'epoca talmente lontana che la lettura potrebbe quasi spaventare, questo romanzo riesce a penetrare nell'anima del lettore e si fatica davvero a staccarsene.
I personaggi sono perfetti: pregi e difetti contraddistinguono ognuno di loro e, durante la lettura, ci si trova a parteggiare per l'uno o per l'altra a seconda degli eventi.
La scrittura di Coia Valls è davvero scorrevole, piacevole, precisa, ma mai noiosa. 
Una storia che scorre veloce e che si legge davvero volentieri!
Allora che ne pensate? A chi di noi va la vostra simpatia? Siamo curiose di conoscere il vostro pensiero, proprio perché questo libro è stato odiato oppure amato alla follia! De gustibus...non disputandum est.
Alla prossima,

Alla prossima,
Salvia, Cuore, Dany, Laura, Laura, Stefania