Buongiorno lettori come state? Io avevo tantissimi buoni propositi di cominciare l'anno seguendo il blog assiduamente ma, ahimè, in questo gennaio che sta quasi per concludersi ho letto molto ma non ho avuto una gran voglia di accendere il pc e scrivere quindi eccomi qui, nell'ultima settimana del mese, a riempirvi di recensioni che sto cercando di recuperare.
Oggi torno con quella che è diventata una delle mie serie noir/poliziesche coccola; cosa significa? Che so che quando leggerò i libri di Lorenzo Visconti - pseudonimo di Paolo Roversi - per me saranno una coccola calda in una giornata grigia e nebbiosa! Vi parlo del secondo della serie e precisamente de Le piume del Drago di Lorenzo Visconti edito da Cairo, pag. 268.
Primo libro della serie: La legge del Drago, recensione qui.
Trama: Lorenzo Visconti detto il Drago continua a «non» essere un investigatore privato: non ha licenze ufficiali e nemmeno regole (tranne le sue). Ex sbirro che ha avuto qualche problema con la divisa e le istituzioni, il suo ufficio è un bar in via Gluck a Milano. Ed è lì che una mattina di luglio si presenta Valeria Zamperini chiedendogli di trovare la sorella scomparsa da cinque mesi. Iniziano così le indagini del Drago, aiutato dal socio Jamel, giovane francese mago dei computer, sulle tracce della ragazza. Nel frattempo un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po, dove uccide le sue vittime con un macabro rituale. A indagare sugli omicidi ci sarà una vecchia conoscenza del Drago: il maresciallo Barillà, del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente di Milano. Due casi in apparenza molto distanti, ma che si riveleranno intimamente collegati. Con "Le piume del Drago" Lorenzo Visconti ci riporta in una Milano rovente, violenta e sporca, alternando le luci della città ai paesaggi del grande fiume malato ― depredato e sfruttato dall'uomo ―e alle parole di un vecchio pescatore.
Secondo volume della serie dedicata a Lorenzo Visconti detto Drago. Che dire? Inizierò questa recensione in modo molto poco professionale e vi confesserò che in Drago ho trovato il mio uomo ideale letterario. Dimenticate i principi azzurri con cavallo bianco e immaginatevi un uomo che vive nell'illegalità ma solo per dare una lezione a chi se lo merita. Immaginate qualcuno che prova una grandissima gioia nel prendere a pugni delinquenti e sfruttatori ma che allo stesso modo cerca casa ad animali feriti. Immaginate un uomo che non è legato a nulla se non alla sua Ducati e al suo Fernet ma che allo stesso modo continua ad andare a trovare il padre malato di Alzheimer nella clinica dove è ricoverato perché è la persona più importante che gli sia rimasto (e, credetemi, non lo fa solo perché ha nascosto nell'armadietto della clinica la sua pistola!).
Ecco io LO AMO!