Visualizzazione post con etichetta Romance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Romance. Mostra tutti i post

venerdì 4 marzo 2022

Letture con Marina #162 - Recensione di Matrimonio di convenienza di Felicia Kingsley

 Buongiorno lettori, come state? Io incasinata... troppo ma ce la faremo! Nel frattempo vi lascio a Marina e alla sua recensione.


Non credo di sorprendere, soprattutto non gli appassionati del genere romance, se rivelo che Felicia Kingsley, nonostante il nome british style, in realtà è un’affascinante giovane donna di Carpi, che risponde al nome di Serena Artioli. Leggo notoriamente pochissimi autori italiani, ma mi incuriosiva quest’autrice che dopo essersi laureata in architettura, decide di autoprodurre il suo primo romanzo, “Matrimonio di Convenienza”, diventando così scrittrice a pieno diritto, visti i risultati ottenuti.


    
Tito
lo: Matrimonio di convenienza
Autore: Felici Kingsley
Casa editrice: Newton Compton Editori, 2020
Genere: Romance
Pagine: 384

Trama: Jemma fa la truccatrice teatrale, vive in un seminterrato a Londra e colleziona insuccessi in amore. Un giorno però riceve una telefonata dal suo avvocato che potrebbe cambiarle la vita: la nonna Catriona, la stessa che ha diseredato sua madre per aver sposato un uomo qualunque e senza titolo nobiliare, ha lasciato a lei un’enorme ricchezza. Ma a una condizione: che sposi un uomo di nobili natali. Il caso vuole che l’avvocato di Jemma segua un cliente che non naviga proprio in acque tranquille: Ashford, il dodicesimo duca di Burlingham, è infatti al verde e rischia di perdere, insieme ai beni di famiglia, anche il titolo. Ashford è un duca, Jemma ha molti soldi. Ashford ha bisogno di liquidi, Jemma di un blasone… Ma cosa può avere in comune la figlia di una simpatica coppia hippy, che ama girare per casa nuda, con un compassato lord inglese? Apparentemente nulla… Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a entrambi di ottenere ciò che vogliono. Ma Jemma non immagina cosa l’aspetta, una volta arrivata nella lussuosa residenza dei Burlingham: galateo, formalità, inviti, ricevimenti e un’odiosa suocera aristocratica. E a quel punto sarà guerra aperta…

 

RECENSIONE:   

martedì 23 novembre 2021

5 blogger per un autore #6: Federica Bosco - Recensione #417 - Mi piaci da morire

 


Buongiorno lettori, il tempo vola e, sembra ieri quando quasi per gioco in una chat a cinque nacque l'idea di questa rubrica invece è già passato un anno!!! Eh già, siamo giunti all'ultima tappa 2021 della rubrica 5 blogger per un autore in collaborazione con Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, e Librintavola. In cosa consiste? Ogni due mesi abbiamo letto tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. Dopo gennaio dedicato a John Niven - recensione qui - marzo dedicato ad Antonio Lanzetta - recensione qui - maggio dedicato a Rebecca Quasi - recensione qui -  luglio dedicato a Donato Carrisi - recensione qui - settembre dedicato a Christian Frascella - recensione qui - questo mese abbiamo scelto Federica Bosco.

Il libro da me scelto è Mi piaci da morire, edito da Newton Compton editori, pag. 163, che io possiedo da una vita nella versione trilogia in un unico volume.


Trama:
Monica ha 31 anni, vive a New York ed è... cronicamente single! Lavora per due acide vecchie zitelle in un negozio di stoffe pregiate, ma il suo sogno è diventare una scrittrice, come Salinger, autore per il quale ha una vera e propria passione. Convive con una cantante di colore esperta di astrologia e un gay che vorrebbe adottare un bambino, e tutti gli appuntamenti al buio che gli amici le organizzano finiscono puntualmente in disastri sentimentali. Almeno finché... Questo romanzo, fresco e ironico, unisce a uno stile frizzante un tocco di leggerezza tutta femminile: le (dis)avventure di Monica vi piaceranno da morire!







lunedì 11 ottobre 2021

Recensione #412 - L'amore non è mai una cosa semplice di Anna Premoli

Buongiorno a tutti, anche oggi vi parlo di una delle letture delle scorse vacanze... con calma recupero tutte le recensioni! Si tratta di L'amore non è mai una cosa semplice di Anna Premoli edito da Newton Compton, pag. 320.



Trama:
E se per ottenere un buon voto all’università dovessi fare amici­zia con qualcuno che proprio non ti piace? Lavinia pensava che nel­la vita avrebbe insegnato e inve­ce, dopo la maturità, si è lasciata convincere dai genitori a iscriversi a Economia. È ormai al suo quinto anno alla Bocconi, quando si trova coinvolta in un insolito progetto: uno scambio con degli ingegneri informatici del Politecnico. Lo sco­po? Creare una squadra con uno studente mai visto prima, proprio come potrebbe capitare in un am­biente di lavoro. Peccato che Lavi­nia non abbia alcun interesse per il progetto. E che, per sua sfortuna, si trovi a far coppia con un certo Se­bastiano, ancor meno intenzionato di lei a partecipare all’iniziativa. E così, quando la fase operativa ha inizio e le sue amiche cominciano a lavorare in tandem, Lavinia è sola. Ma come si permette quel tipo assurdo – a detta di tutti un fuori­classe dell’informatica – di piantar­la in asso, per giunta senza spiega­zioni? Lavinia non ha scelta: non lo sopporta proprio, ma se vuole otte­nere i suoi crediti all’esame, dovrà inventarsi un modo per convincerlo a collaborare…

Secondo libro che leggo di Anna Premoli, dopo aver letto qualche mese fa Come inciampare nel principe azzurro, recensione qui.
Devo dire che la differenza tra i due salta subito all'occhio, se il primo letto mi aveva molto divertito, questa nuova lettura oltre ad essere meno divertente mi è sembrata anche più banale seppur piacevole. Ora proverò a spiegarvi perchè.


martedì 29 giugno 2021

Recensione #399 - Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli

Buongiorno lettori, eccomi anche oggi con una nuova recensione. Si tratta di quella di Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli, edito da Newton Compton editori, pag. 318.



Trama:
 Quale ragazza non sogna di sfondare nel proprio lavoro sfruttando la possibilità di trascorrere un anno all’estero? È proprio questa la grande opportunità che un giorno si presenta a Maddison: ma l’inaspettata promozione arriva sotto forma di un trasferimento dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud! Maddison, però, è solo all’apparenza una donna in carriera. In realtà è molto meno motivata delle sue colleghe e per nulla attratta dall’idea di stravolgere la sua vita. Come è possibile che abbiano pensato proprio a lei, che del defilarsi ha fatto da sempre un’arte, che ha il terrore delle novità e di mettersi alla prova? Una volta arrivata in Corea, il suo capo, occhi a mandorla e passaporto americano, non le rende affatto facile adattarsi al nuovo ambiente. Catapultata in un mondo inizialmente ostile, di cui non conosce nulla, di cui detesta le abitudini alimentari e non solo, Maddison si vedrà costretta a tirar fuori le unghie e a crescere una volta per tutte. E non è detto che sulla sua strada non si trovi a inciampare in qualcosa di bello e del tutto imprevisto!


Dopo Zazie nel metrò, volevo qualcosa di semplice e leggero, che potesse farmi trascorrere qualche ore leggendo solo per il piacere di farlo, senza la necessità di scoprire messaggi nascosti o stili particolari. Ho quindi optato - su consiglio della cara Ines - per questo libro di Anna Premoli, autrice che volevo leggere da tempo e che speravo facesse al caso mio. Come è andata? Ve lo spiego subito...

giovedì 18 marzo 2021

Letture con Marina #124 - Recensione de Incontrollabile seduzione di Maya Banks

Buongiorno lettori, lo so, non è venerdì ma questa settimana puntata doppia con Marina quindi le lascio la parola.


Come ti leggo un Romance e ne esce fuori uno storico… ma che dico, un epico-cavalleresco con tutte le sue belle regole, non disdegnando una puntatina nel gotico!


Titolo: Seduzione
Autore: Maya Banks
Casa editrice: Mondadori, 2019
Pagine: 345
Traduzione: Adriana Colombo e Paola Frezza

Trama: Per volere del re, Graeme Montgomery è costretto a prendere in moglie Eveline Armstrong, figlia del capoclan rivale, e a siglare un patto di non belligeranza tra i due clan, riportando così la pace nelle terre di Scozia. Misteriosa e bella come un angelo, Eveline non parla da quando tre anni prima è caduta da cavallo e viene accolta inizialmente con ostilità nel nuovo castello. Ma ben presto riesce a conquistare l'amore di Graeme, accendendo in lui una passione che travolge l'anima e i sensi. C'è qualcosa però che nessuno sospetta: Eveline in realtà non è diventata muta dopo il grave incidente…





 
RECENSIONE:   

Trama banale e non originale? Forse, ma non siate così veloci a giudicare, perché: che cosa non si ricava da un romance scritto bene! A parte il fatto che solo ora mi rendo conto che probabilmente l’autrice, con all’attivo più di una cinquantina di romance contemporanei e storici di successo, ha fatto di questo romanzo una serie. Cosa che odio per partito preso! Ma mi chiedevo anche con ansia, quando ho visto il numero di pagine di questo romanzo, che cosa avesse da far dire ai suoi personaggi questa scrittrice, in ben 345 pagine! La qual cosa mi ha fatto ben sperare. Volevo leggere un bel romanzo, dove la parte erotica non fosse propriamente volgare e parte principale. Volevo che sotto ci fosse una storia! E devo dire, con mia somma meraviglia, di non essere rimasta delusa.

Siamo in Scozia, nelle Highlands. Periodo storico: 1214 – 1249, dato che l’autrice cita Alessandro II come re di Scozia. E dunque, visto che la pace è finalmente arrivata nelle Highlands, re Alessandro può concentrarsi su questioni che non siano il mantenimento dei confini del suo regno. Ad esempio, fare in modo che due tra i clan più potenti del suo regno, smettano di trucidarsi fra loro. Il clan degli Armstrong, di cui Eveline è l’unica figlia femmina – e il clan dei Montgomery, il cui “laird” è ora il figlio maggiore, Graeme, che ha preso su di sé la responsabilità del clan, alla morte del padre. Trovate sconveniente ed azzardato pensare alle più famose “beghe familiari” dei Montecchi e dei Capuleti? Oppure vi fa strano che mi venga in mente il film “Braveheart”, di e con Mel Gibson, incentrato sulle gesta e sulla vita di William Wallace? O ancora che, essendo stata quasi un mesetto in Scozia ed avendo in mente i vari castelli, non riesca a figurarmi come debba essere stata dura la vita al tempo?

Naturalmente Eveline è molto giovane e bellissima, anche se a causa di un incidente occorsole tre anni prima mentre era a cavallo, è stata disarcionata e sembra non essere più la stessa. Minorata? Menomata? Tarda? Nonostante la famiglia la difenda e la tenga al sicuro nel castello, le voci corrono attraverso i confini dei vari clan. All’epoca dell’incidente, era stata promessa a Ian McHugh, futuro laird del terzo clan per potenza e grandezza, ma poi non se ne era fatto più nulla, visto le condizioni della ragazzina. E cosa pensa di fare re Alessandro? Per far finire la faida, obbliga i due clan ad unirsi in nome del matrimonio tra Eveline Armstrong e il capo clan dei Montgomery. Pena la perdita di tutti i diritti e la dichiarazione di fuorilegge di tutto il clan che non dovesse accettare. Graeme è disperato. Non pensava ancora di metter su famiglia, ma farlo con questa giovane significa non avere eredi e condannare il suo clan a finire con lui, oppure abdicare in favore del fratello più giovane di lui. D’altro canto anche la famiglia Armstrong non vuole il matrimonio, perché pensa che solo nel suo castello la giovane sarà al sicuro: dai Montgomery sarebbe schernita per la situazione fisica in cui versa e odiata, perché appartenente al clan nemico. E qui mi fermo con il racconto, perché, come detto, pur se non originale, riserva comunque qualche sorpresa piacevole.

Che vi devo dire? Personaggi stereotipati sì un po’: come già detto, lei è molto bella e nonostante ciò che le è capitato, resta sempre positiva, empatica nei confronti degli altri e sempre pronta ad aiutare, oltre ad essere coraggiosa ad oltranza. Diciamo un po’ forzata la costruzione di questa giovanissima donna, soprattutto pensando al periodo in cui è ambientato il romanzo. Graeme Montgomery invece, pur se ricalca l’idea classica dell’eroe, è tratteggiato forse meglio: nonostante sia il capo clan e debba governare con severità, non disdegna il consiglio dei due fratelli minori e soprattutto prima di prendere decisioni è in grado di valutare i pro ed i contro, tenendo in considerazione i punti di vista di tutte le parti in causa.

Il romanzo è incentrato sui dialoghi, le descrizioni di paesaggi, ambienti e abbigliamento d’epoca ci sono, ma non soverchiano, lasciandoci alla bellezza dei dialoghi. Ottimo spunto la descrizione dei lavori femminili, sia delle nobili del clan, che delle varie serve e servette. E delizioso il ritratto della sorellina di Graeme Montgomery, tutta presa dal voler imparare a leggere e scrivere, nonostante ciò sia visto come una stramberia.

E poi il clou, perché nella parte finale mi ha ricordato un po’ i romanzi gotici, e pur se nuovamente azzardato, mi ha fatto venire in mente le atmosfere e anche le peripezie de “Il Castello di Otranto” di Walpole, seppur scritto con un linguaggio completamente diverso ed attuale, naturalmente. Segrete sepolcrali, passaggi segreti, perversioni nascoste sotto comportamenti falsamente nobili, atmosfere cupe ed inquietanti, rapimenti, sfide…

Leggere i ringraziamenti poi, mi ha dato il colpo di grazia, visto che Maya Banks ci svela che la stessa menomazione, chiamiamola così, di Eveline, prende spunto dalla situazione in cui si trova suo marito. Un tributo ed un riconoscimento a chi, pur nelle difficoltà, non perde speranza, coraggio e positività.
 
A presto




 

martedì 31 marzo 2020

Recensione #348 - Tutta colpa di New York di Cassandra Rocca

Buongiorno lettori, come state? Spero tutti bene! Oggi torno con una nuova recensione. Per superare la mia difficoltà di concentrazione ho provato a buttarmi su un genere che non è il mio preferito ma da cui cercavo svago e leggerezza: il romance. Grazie all'abbonamento Kindle Unlimited ho letto Tutta colpa di New York di Cassandra Rocca edito da Newton Compton editori, pag. 276, primo libro di una serie di cinque volumi. Sarà riuscito questo libro a donarmi un po' dello svago che cercavo? Ve lo spiego nella recensione!

Trama: Fare un regalo non è sempre facile. Lo sa bene la giovane Clover O’Brian, che in qualità di personal shopper aiuta i suoi clienti nell’ardua impresa di scovare doni speciali. Natale è alle porte, New York è in fermento e Clover si gode il periodo dell’anno che preferisce. Cade Harrison è un uomo molto fortunato. È un attore di Hollywood bello, ricco, famoso e amato. Anche il successo, però, ha i suoi lati negativi: appena uscito da una relazione disastrosa con una collega, Cade sente il bisogno di rifugiarsi in un luogo poco frequentato dalle star, lontano da occhi indiscreti e soprattutto dai paparazzi! E allora accetta volentieri di trascorrere le feste a New York, nella casa che gli presta un amico. Ma il caso vuole che la villetta in questione si trovi proprio di fronte a quella dove vive Clover. E così due vite, apparentemente inconciliabili, inciamperanno l’una nell’altra nel periodo più romantico dell’anno. Basterà la magia del Natale a far scoccare la scintilla?

Come vi dicevo, questo non è uno dei miei generi preferiti, anzi! Normalmente rifuggo cuori, amore e romanticismo, preferendo serial killer, morti squartati e sangue a profusione. In questo momento però, a causa di questo virus bastardo - quando ci vuole ci vuole - di morti ne vedo troppi, intorno a me, tutti i giorni. Non so come sia la situazione nella vostra regione ma io sono a ridosso della bergamasca, mio marito ha origini bergamasche ed ho parecchi amici che abitano in quella zona quindi ogni giorno ricevo notizie di gente ricoverata, intubata o addirittura morta, quindi di morti sinceramente ne ho un po' abbastanza.
Devo dire che sicuramente il libro della Rocca in un momento come questo può essere utile, anche ad una come me, per staccare la testa dalle brutture e per liberare un po' la mente.

lunedì 30 settembre 2019

Recensione #325 - Una storia veramente troppo complicata di Giulia Andreasi

Hola carissimi, come state? Passato bene il weekend? Il mio volato come al solito... ma come è possibile? Vabbè, me ne dovrò fare una ragione. Per cominciare bene la settimana però vi lascio il mio pensiero su un libro carinissimo che ha saputo allietare qualche ora delle mie impegnate e caotiche giornate. Si tratta di Una storia veramente troppo complicata di Giulia Andreasi, auto pubblicato, pag. 172. 

Sinossi: Chiara è diventata medico a prezzo di grandi sacrifici suoi e della sua famiglia e ora che ha vinto una prestigiosa borsa di studio al Central Hospital for Children di Boston, non può permettere che nulla la distragga dal raggiungere la meta che si è prefissa: diventare neonatologo. Ma se il giovane primario sembra intenzionato a controllarti a vista e a renderti la vita difficile sia a livello professionale sia sentimentale, raggiungere questo traguardo sembra diventare impossibile. Se poi ci si mette anche il tuo migliore amico…Già pubblicato nel 2012, ora rivisto, corretto e un po' stravolto.


Se mi seguite lo sapete, generalmente non leggo romance. È successo però che l’ultimo periodo sia stato molto frenetico e difficile. Riuscire a star dietro a tutto – il piccolo arrivato, la ripresa della scuola per il grande, il lavoro, la casa, lo sport con i viaggi annessi – mi ha portato ad avere una grande necessità di staccare la spina, di alleggerire le mie giornate con una lettura di puro intrattenimento, che potesse essere letta senza particolare impegno ma solo per il gusto di leggere.

lunedì 6 agosto 2018

Recensione #251 - Non è detto che mi manchi di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, come ve la passate? Siete spaparanzati sulla spiaggia, seduti sotto un albero oppure, come me, ancora in ufficio? Raccontatemi che sono curiosa!
Io, per ora, devo accontentarmi dell'aria condizionata dell'ufficio ma ancora per pochi giorni, poi sarà finalmente vacanza!
Oggi torno con una recensione, quella del libro Non è detto che mi manchi di Bianca Marconero edito da Newton Compton, che ringrazio per la copia, 352 pagine.

Sinossi: Fosco è un giovane programmatore con tre grandi passioni: i videogiochi, il parkour e la sua ragazza Gaia. Per sbarcare il lunario collabora con una rivista specializzata. Dopo anni di convivenza, Gaia esige da lui un gesto maturo. Per non deluderla, Fosco pensa di candidarsi per una promozione, sebbene questo significhi aumentare le ore di lavoro e abbandonare definitivamente il videogioco che sta progettando da anni. Mentre lui è alle prese con i suoi dubbi, tutta la redazione è in fermento per l’arrivo di Emilia, una modella star dei social, che collaborerà con la rivista per qualche tempo. Per Fosco la comparsa della popolarissima influencer non è altro che l’ennesima scocciatura, ma una serie di coincidenze inattese porterà i due ad avvicinarsi e a scoprire un’affinità sorprendente... Chi avrebbe mai potuto immaginare che mondi tanto diversi potessero comunicare e capirsi? Più passa il tempo e più Emilia dimostra di essere l’unica persona che sappia vedere Fosco per quello che è davvero, mentre Fosco, superando i propri pregiudizi, riesce a cogliere la vera natura di Emilia. E, per la prima volta nella loro vita, i sogni non sembrano più tanto stupidi, ma straordinariamente realizzabili.
Come fare a raccontarvi quanto io abbia amato Pietro Foschini, Fosco per gli amici??? E quanto abbia altrettanto amato Emilia detta Emi?
Due personaggi che, apparentemente, non potrebbero essere più diversi: nerd programmatore di videogiochi ma adattatosi a scrivere per una rivista del settore il primo; influencer, bellissima, desiderata la seconda.
Fosco fa quello che tanti giovani fanno pur di poter garantire una vita stabile alla fidanzata e pensare di poter costruire un futuro con lei: si accontenta. Si accontenta di un lavoro che non gli piace, mette da parte il suo progetto di realizzare un videogioco e annienta i suoi desideri per amore.
Emilia si è ritrovata a fare quello che fa senza una ragione ben precisa, o forse solo perchè il suo agente e la sua madre l'hanno convinta che sia l'unica cosa che possa fare.

venerdì 27 luglio 2018

Letture con Marina #42

Buongiorno lettori! Anche luglio è quasi praticamente archiviato... accidenti, il tempo sta volando! Come ogni du venerdì vi lascio con la rubrica Letture con Marina.


Non potevo sottrarmi all’appello morale, dopo l’articolo apparso lo scorso Ven. 13 Luglio su Il Venerdì di Repubblica. Quindi blocca il post programmato e vai con un nuovo post e, soprattutto, una lettura improvvisa e che non mi sarei aspettata di leggere. Non al momento, per lo meno.

Un perfetto bastardo
 Titolo originale: Stack-Up Suite

Autori: Vi Keeland e Penelope Ward
Casa editrice: Newton Compton Editori, 2018
Traduzione: Silvia Russo
Pagine: 346

“Questo libro è dedicato a tutte le ragazzine che a lezione di danza preferiscono indossare il verde fluo mentre tutte le altre indossano il rosa pastello.” Ovvero: l’arte di non fare mai ciò che ti dicono di fare, o che si aspettano tu faccia. Oppure: l’arte di farsi sottilmente manipolare. A scelta Vostra!

Descrizione: "Era una mattina qualunque, il treno era affollato e tutto sembrava noiosamente normale. A un certo punto sono stata come ipnotizzata dal ragazzo seduto vicino al corridoio. Urlava contro qualcuno al telefono come se avesse il diritto di governare il mondo. Ma chi credeva di essere con quel suo completo costoso? In effetti, gli conferiva un'aria da leader, ma non è questo il punto. Non appena il treno si è fermato, è saltato giù così in fretta da dimenticarsi il telefono, e io... potrei averlo raccolto. Potrei anche aver spiato tutte le sue foto e chiamato alcuni dei suoi numeri. Okay, potrei persino aver tenuto il telefono dell'uomo misterioso fino a che non ho trovato il coraggio di restituirlo. Così ho raggiunto il suo ufficio da snob... e lui si è rifiutato di vedermi. Ho consegnato il cellulare alla reception dell'ufficio di quel bastardo arrogante. Ma potrei, diciamo per ipotesi, avergli lasciato qualche foto sul telefono. Foto non esattamente angeliche."

RECENSIONE:

giovedì 19 luglio 2018

Coming soon #42 - Non è detto che mi manchi di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, mettetevi comodi cinque minuti e leggete questo post attentamente, poi correte in libreria a comprare il libro di cui vi sto per parlare perchè esce oggi!!! ;)
_____________________________________________________
 

Titolo: Non è detto che mi manchi
Autore: Bianca Marconero
Genere: Romance
Pubblicazione: 19 luglio 2018 - Newton Compton
Pag.: 352
Costo: 9.90 € cartaceo - 5.99 eBook

Descrizione: Fosco è un giovane programmatore con tre grandi passioni: i videogiochi, il parkour e la sua ragazza Gaia. Per sbarcare il lunario collabora con una rivista specializzata. Dopo anni di convivenza, Gaia esige da lui un gesto maturo. Per non deluderla, Fosco pensa di candidarsi per una promozione, sebbene questo significhi aumentare le ore di lavoro e abbandonare definitivamente il videogioco che sta progettando da anni. Mentre lui è alle prese con i suoi dubbi, tutta la redazione è in fermento per l’arrivo di Emilia, una modella star dei social, che collaborerà con la rivista per qualche tempo. Per Fosco la comparsa della popolarissima influencer non è altro che l’ennesima scocciatura, ma una serie di coincidenze inattese porterà i due ad avvicinarsi e a scoprire un’affinità sorprendente... Chi avrebbe mai potuto immaginare che mondi tanto diversi potessero comunicare e capirsi? Più passa il tempo e più Emilia dimostra di essere l’unica persona che sappia vedere Fosco per quello che è davvero, mentre Fosco, superando i propri pregiudizi, riesce a cogliere la vera natura di Emilia. E, per la prima volta nella loro vita, i sogni non sembrano più tanto stupidi, ma straordinariamente realizzabili.

L'autrice: Bianca Marconero è lo pseudonimo di una scrittrice di Reggio Emilia. Ha lavorato come redattrice per periodici per ragazzi e poi è approdata alla scrittura creativa. Già autrice di una saga fantasy, con la Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bella, L’ultima notte al mondo, Ed ero contentissimo, Un altro giorno ancora e Non è detto che mi manchi.
_____________________________________________________

Bianca per me è una garanzia. Una scrittura che va dritta al cuore e che sa adattarsi con una facilità disarmante ai generi e alle storie che sceglie di raccontare. Fidatevi di me e correte in libreria!!!
A presto

lunedì 28 maggio 2018

Recensione #242 - Un altro giorno ancora di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, come va? Io con la testa piena di nuovi progetti e, finchè è così, direi che va benissimo! Oggi torno con la recensione del libro Un altro giorno ancora di Bianca Marconero edito da Newton Compton, 381 pagine.

Sinossi: Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l’equitazione. L’esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un’inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate… Una storia sull’amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.

Bianca Marconero, la conoscete? Se la rispostaa è no dovete rimediare, se invece la risposta è sì immaginerete già che questo libro non potrà deludervi. Perchè Bianca è così: sa far amare un romance a chi, come me, la maggior parte delle volte con i romance scappa a gambe levate, sa far amare a me una storia che gira attorno ai cavalli, alle gare dei cavalli, ai maneggi, nonostante sia un argomento che non mi interessa più di tanto. Come fa? Vi chiederete? Semplicemente raccontando storie che vanno oltre al genere in cui vengono collocate, storie in cui è facile immedesimarsi, con cui è facile sognare ma che non sono per niente banali. E, per quanto mi riguarda e non capisco come faccia, i suoi libri arrivano sempre al momento giusto, toccando corde nei momenti in cui è necessario che vengano toccate. Una maga? Forse... di certo una scrittrice che sa il fatto suo, che fa sognare amori grandi ma che fa anche ridere, che fa emozionare e che, per quanto mi riguarda è sempre capace di farci immergere nei suoi mondi.

giovedì 2 novembre 2017

Recensione #213 - Lo sapevi che I love you di Estelle Maskame

Buongiorno lettori, finalmente riesco ad iniziare a mettermi in pari con le recensioni dei libri letti gièà da un po' che ancora non ho potuto pubblicare.
Comincio con quella di Lo sapevi che I love you di Estelle Maskame, edito da Salani, che ringrazio per la copia, primo volume della trilogia DIMILY, 404 pagine.

Sinossi: Eden Munro, sedici anni, non ha nessuna voglia di trascorrere l'estate con il padre a Santa Monica, in California. I suoi genitori sono divorziati, il padre si è risposato, e la ragazza deve fare amicizia con i tre figli della nuova moglie. Il maggiore è Tyler Bruce, un adolescente inquieto con un carattere forte e un ego smisurato. Frequentando Tyler e i suoi amici, per Eden inizia un'avventura in un mondo sconosciuto, completamente diverso dal suo. La ragazza fa molta fatica a rapportarsi con il fratellastro, ma capisce che c'è qualcosa di lui che le sfugge. E più cerca di scoprire la verità su Tyler, più ne rimane pericolosamente affascinata... Tra segreti, bugie e passione, come farà Eden a tenere i suoi sentimenti sotto controllo? "Lo sapevi che I love you?" è il primo volume di una trilogia.

Se mi seguite sapete che non sono una da Romance, ma se mi seguite sapete anche che amo mettermi in gioco e soprattutto sono una persona estremamente curiosa.
Quando la casa editrice mi ha proposto la lettura di questo libro in un primo momento ho rifiutato, appunto perchè non pensavo potesse essere un libro adatto a me, poi Baba lo ha letto, le è piaciuto e a me è venuta una folle curiosità di leggerlo.
Premetto che questo libro è stato scritto da una ragazza che, quando lo ha cominciato, aveva solo tredici anni. Avete capito bene, tredici. Credo che questa sia la prima cosa da avere bene in mente approcciandosi a questa lettura. Perchè ci sono adulti che così non scrivono, con una padronanza lessicale e stilistica assolutamente perfette per la storia che stanno raccontando.
Poi, certo, è un romance e i romance devono piacere perchè, lo sapete, non c'è adrenalina, non c'è sorpresa, il lieto fine è quasi scontato e la storia è sicuramente intrisa di amore e cuoricini.
La trama è molto semplice: Eden passa i mesi estivi a casa del padre con cui non ha un rapporto da diversi anni, da quando si è rifatto una vita con un'altra donna abbandonando non solo sua madre ma anche lei come figlia.
Eden lascia Portland con il cuore leggero, visto che ha diversi problemi con alcune ragazze della sua scuola anche se l'incontro con il padre la preoccupa.
Al suo arrivo a casa del genitore fa fatica ad ambientarsi soprattutto perchè trova una situazione familiare cui non è abituata: col padre non riesce ad avere un rapporto e in più si ritrova con tre fratellastri ed una matrigna tra i piedi.
Oltretutto Tyler, il fratellastro maggiore, non è proprio uno stinco di santo ma, anzi, è arrogante, indisponente e tende a mettersi nei guai.
Il libro racconta, attraverso la voce di Eden, la fatica per questo breve trasferimento, la difficoltà a rapportarsi con un padre che per anni l'ha abbandonata senza più farsi vivo, la difficoltà a vedere lo stesso che rivolge segni di affetto ad una donna che non sia la propria madre; e poi racconta di amicizia, di amore, di feste più o meno innocue, di famiglia, di bullismo, di droga, di superficialità ma anche di sogni.
La scrittura è fluida e le quattrocento pagine scorrono bene e velocemente.
Lo stile è molto più maturo di quello di molti autori navigati, soprattutto trattandosi di un romance in cui è semplice cadere nelle banalità. 
I personaggi sono delineati alla perfezione ed anche la loro interazione è resa credibile probabilmente dall'esperienza dell'età dell'autrice. Non per niente si dice sempre: è necessario scrivere di ciò che si conosce.
Eden e Tyler vi stupiranno e sapranno ritagliarsi un angolino nel vostro cuore, sempre che sappiate mettere da parte i pregiudizi che spesso esistono su questo genere di libri.

VOTO: 




lunedì 2 ottobre 2017

Blogtour: Amore, tacchi e croccantini di Elisabetta Belotti - Quinta tappa: Recensione


Buongiorno carissimi! Oggi tocca a me con l'ultima tappa del Blotour dedicato al libro Amore, tacchi e croccantini di Elisabetta Belotti edito da Letture animate. Vi lascio il mio pensiero ma prima vi consiglio - se non le avete già lette - di recuperare le interessanti tappe precedenti sui blog indicati nel banner!

Titolo: Amore, tacchi e croccantini
Autore: Elisabetta Belotti
Genere:
Romance - Chick Lit
Pagine: 171
Costo: 7.50 €
Pubblicazione: agosto 2017 - CentoAutori

Sinossi: Alice, redattrice in carriera, pur di avere una sua rubrica di moda e costume farebbe di tutto. Così, quando il direttore del suo giornale le chiede di strappare un'intervista esclusiva allo chef pluristellato Ramon Barrat, icona della gastronomia catalana dal carattere bizzarro e bizzoso, accetta immediatamente, senza sapere che il destino ha in serbo per lei sorprese e imprevisti. Come trovarsi a sostituire la segretaria tuttofare di Barrat, tra i cui compiti c'è quello, solo in apparenza facile, di occuparsi del vivace cagnolino Pepita. Fortuna che, quando serve, c'è sempre un affascinante veterinario sulla strada di Alice. Ma, tra le richieste del mega chef, che la manda in incognito a curiosare nei ristoranti rivali per testare ricette, e quelle del suo capo Luca, che la spedisce in deshabillé in ristoranti per nudisti, cavarsela non è facile! Soprattutto quando la tanto agognata posizione lavorativa è minacciata dalla conturbante Olivia, "favorita" di Luca. Chi avrà la meglio? Elisabetta Belotti ambienta nella Milano dell'Expo le avventure di una giornalista a caccia di scoop e dell'amore.

RECENSIONE: Alice è una giornalista. Scrive di cucina per un magazine online, anche se vorrebbe scrivere di moda e di costume ma deve spesso lasciare il posto ad improvvisate fashion blogger raccomandate verso le quali, ovviamente, ha una repulsione. È single - da poco ha rotto con il suo ex Filippo - ed abita a Milano, circondata dagli amici più cari tra cui Sara, una migliore amica/coinquilina che lavora nella finanza, ricca sfondata, parecchio snob ma che ha sempre la parola giusta al momento giusto e Giulio, l'amico gay. Luoghi comuni? Forse. Anche se è proprio grazie a questi particolari che si entra subito nel vivo della storia e si comincia a sorridere.
Lo scopo di Alice è riuscire a farsi affidare da Luca - il suo capo - una rubrica tutta sua di moda ma, per ottenerla, dovrà per forza di cose scendere a compromessi.
Ramon Barrat è la star di questo libro, lo chef più famoso di Spagna, che grazie ad un'intervista in esclusiva potrebbe dare una svolta alla situazione lavorativa di Alice visto che proprio Luca le ha promesso la sua rubrica solo se lei riuscirà ad ottenere l'intervista a Barrat che tutti bramano e che nessuno ha mai ottenuto.
Cosa saremmo noi senza gli amici che corrono in nostro aiuto nel momento del bisogno? Nulla, ed anche Alice lo sa bene, per questo si farà supportare nell'impresa da Giulio che per il grande chef ha un debole.
Non voglio raccontarvi di più ma sappiate che l'incontro tra la nostra protagonista e la star culinaria del momento vi riserverà non poche risate! Ed anche le imprese che Alice dovrà portare a termine in cambio della famosa intervista. Prima fra tutte prendersi cura di Pepe - un cane catalano - proprio lei che i cani non li ama e non sa come gestirli.
Lo stile dell'autrice è fresco, divertente, capace di regalare in più di un'occasione dei momenti divertenti. Le pagine scorrono spedite e nonostante la brevità del libro è facilissimo affezionarsi ai personaggi e soprattutto alla protagonista, che sono delineati alla perfezione in tutte le loro sfaccettature.
La narrazione della storia è lasciata ad Alice, che racconta al lettore le sue rocambolesche vicissitudini in prima persona, creando da subito una sorta di intimità tra il personaggio e chi legge.
Ma questo libro non è soltanto leggerezza...
Prendendo tutto molto alla leggera e buttandola sul ridere, l'autrice riesce a inserire nel suo libro le grandi contraddizioni del mondo moderno, facendone un quadro che, messo nero su bianco, è quasi imbarazzante ma che rispecchia brillantemente quello che è la società di oggi: blogger che credono che il loro sia un lavoro e che sberleffano giornaliste con i fiocchi e, soprattutto, con una cultura che loro neanche si sognano; ragazzine che vanno a scuola vestite da cubiste e che vestono i panni delle femme-fatale; chef pluristellati che si comportano come star; plurilaureati che per sopravvivere si adattano a fare lavori non inerenti al loro percorso, sperando prima o poi nella grande occasione.
Insomma, un libro che pur divertendo fa riflettere sulla società e sui valori della vita. Perchè se sul lavoro arranca, nella vita privata Alice è circondata da amici fidati, che non la lasciano mai sola nel momento del bisogno, che hanno sempre un consiglio da darle o un rimprovero - a fin di bene - da farle. Se a tutto questo aggiungiamo diverse storie d'amore che nascono, una Milano a me cara per i suoi tanti volti, un lago - quello d'Iseo - altrettanto caro in cui si sposta ogni tanto la storia; un affascinante e super galante veterinario, insomma... impossibile non esserne conquistati!

VOTO:


Per vincere una copia cartacea autografata dall’autrice, il lettore dovrà:
  • commentare tutte le tappe del blogtour
  • unirsi alla pagina facebook della casa editrice
  • mettere mi piace alla pagina facebook dell'autore
  • condividere l'evento sul proprio profilo facebook

venerdì 29 settembre 2017

Recensione #209 - L'ultima notte al mondo di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, e buon venerdì!!! Come state? Io come da copione sono piena di raffreddore ed ho la testa intontita... benvenuto autunno!
Per il resto tutto nella norma.
Oggi torno con una recensione, quella del libro L'ultima notte al mondo di Bianca Marconero, edito da Newton Compton, 448 pagine.

Sinossi: Marco Bertani ha ventitré anni, alle spalle un'adolescenza tutt'altro che semplice e davanti a sé un futuro nel quale potrà contare solo su se stesso. Un giorno inaspettatamente si imbatte in Marianna Visconti, ex compagna del liceo e amore non corrisposto della sua vita. I loro mondi non potrebbero essere più lontani: Marianna, dopo aver studiato negli Stati Uniti, sta facendo pratica legale presso il prestigioso studio di un amico di famiglia, mentre Marco sbarca il lunario lavorando come operatore per una rete televisiva locale. Quando però le viene prospettata l'occasione di condurre un programma ideato proprio da lui, Marianna decide di accettare la sfida, convinta che cosi potrà dimostrare a Luca, il fidanzato con cui è in crisi, di cosa è capace: lei e Marco si troveranno quindi a lavorare gomito a gomito e scopriranno di non essere poi così diversi come credevano... E non finisce qui: tra le pagine del prequel, "Ed ero contentissimo", in coda a questo volume, scoprirete un Marco adolescente sui banchi di scuola.

Io e Bianca Marconero ormai abbiamo un appuntamento: tratta Livorno-Olbia o Olbia-Livorno a seconda del periodo di lettura. L'anno scorso a fine agosto di ritorno dalla mia vacanza in Sardegna leggevo la novella dedidaca ad Albion - Il principe spezzato -, quest'anno invece andando in Sardegna ho letto la sua ultima fatica L'ultima notte al mondo. Insomma, ormai non mi sembrerebbe vacanza senza un suo libro ad allietare il mio viaggio. Le ho già detto che si deve organizzare per l'anno prossimo!
Ma torniamo serie...
Come dicevo ho letto questo libro durante la traversata, otto ore in cui, tra un'interruzione e l'altra ho letto avidamente, bramosa di sapere, incapace di staccarmi se non per pochissimi minuti perché i protagonisti di questa storia - Marco, Marianna e Luca - hanno un grande capacità: quella di conquistare il lettore legandolo a sé a corda doppia, fino alla fine delle pagine (ed oltre!).
E se la storia convince, ancora di più lo fa la sua autrice - di cui io ho già letto Albion e Albion Ombre e di cui aspetto con ansia il capitolo finale - che con uno stile semplice e perfettamente adattato al tema - segno di una grande capacità di trasformarsi in base alle esigenze narrative - è capace di raccontare una storia che potrebbe essere quella di chiunque. E lo fa emozionando - io ho pianto - ma anche regalandoci dei siparietti divertenti tra i personaggi e colpendo il lettore con alcune, azzeccatissime, frasi profonde capaci di toccare il cuore.
La storia è semplice: Marianna e Luca sono fidanzati da una vita, entrambi appartengono a famiglie facoltose della Bologna bene ed è quasi scontato che il loro futuro debba essere insieme. O almeno lo è per Marianna che non si aspetta minimamente che lui, durante un periodo di studi a Boston della ragazza, le chieda una pausa di riflessione. Pausa che si protrae per mesi mentre lei ancora sogna un futuro con lui e lui, dal canto suo, se la spassa con altre ragazze, come in fondo ha sempre fatto!
Marco invece frequentava lo stesso liceo classico dei due fidanzati; amico di lui ed innamorato da sempre di lei è cresciuto al Pilastro, uno dei quartieri più periferici e poveri della città.
Ai tempi della scuola Marianna non poteva sopportare Marco ed anche adesso, che lo incontra nuovamente per lavoro ritrova quel sentimento che l'aveva accompagnata da ragazzina, sentimento che non è facile tenere a bada dovendo lavorare gomito a gomito con lui.
I pregiudizi e le cose non dette tra i tre protagonisti mettono a dura prova i rapporti tra i personaggi che l'autrice intreccia con maestria nonostante la semplicità della storia.
Per tutto lo scorrere delle pagine ho avuto l'impressione di conoscere quei tre ragazzi perché, in fondo, tutti noi abbiamo incontrato nella vita dei tipi come loro. In più la caratterizzazione che Bianca Marconero ne fa è perfetta, capace di farci addirittura immaginare le loro mosse ancora prima che le compino, talmente sembrano reali.
Ambientazione del libro è la città di Bologna di cui l'autrice fa emergere il contrasto tra i quartieri bene e quelli popolari, contrasto che si trascina poi nelle persone e nei loro atteggiamenti.
Colonna sonora del libro sono le canzoni di Tiziano Ferro che la protagonista adora da cui è tratto anche il titolo del libro ed il titolo della novella che segue il romanzo cartaceo: Ed ero contentissimo.
I capitoli si alternano tra Marianna e Marco, che in prima persona ci regalano il proprio punto di vista sulle stesse situazioni del presente e del passato regalandoci una storia completa da tutti i punti di vista e permettendoci di entrare più nel vivo delle situazioni..
Una storia che parla di mancanze, di cose non dette, di amicizia, di primi amori, di amori logorati dal tempo, di rapporti familiari. Un libro che fa riflettere su quanto spesso le cose non dette rovinino i rapporti, creino incomprensioni e facciano perdere occasioni che potrebbero essere quelle della vita ma anche un libro che fa sognare.
Come dicevo, in coda al libro cartaceo - o acquistabile a parte per chi ha la versione ebook del romanzo - c'è la novella Ed ero contentissimo con cui l'autrice ci porta indietro nel tempo. Un tempo in cui un giovane Marco racconta al padre, defunto da pochi giorni, cose della sua vita che non gli ha mai detto. Una sorta di confessione a cuore aperto che permette al lettore di conoscere più a fondo il ragazzo, la sua adolescenza e gli altri due protagonisti del romanzo. Una parte delicatissima, anch'essa capace di emozionare molto e di far riflettere.
Prima di lasciarvi consigliandovi ovviamente di leggere questo libro vi lascio con una citazione che mi ha colpito particolarmente e con la canzone di Tiziano Ferro che è parte integrante di questa storia.
"Interpretiamo i silenzi rivestendoli talvolta di speranza e talvolta di paure. Ci disegnamo dentro sogni e incubi.
Eppure, forse, il torto più grosso che si può fare a un desiderio è tenercelo per noi. Non difenderlo dall'equivoco, permettere che venga frainteso e sbranato dalla paura."



VOTO: 


lunedì 25 settembre 2017

Coming soon #24 - L'amore mi chiede di te di Lucrezia Scali

Buongiorno, come state? Qui tutto procede, un po' a rilento ma procede. Sono qui per parlarvi di un libro di prossima uscita, scritto da un'autrice che è anche un'amica e una blogger. Si tratta di  Lucrezia Scali che per la casa editrice Newton Compton pubblicherà il suo terzo romanzo L'amore mi chiede di te. Pronti a saperne di più? Allora continuate a leggere...
_____________________________________________________

Titolo: L'amore mi chiede di te
Autore: Lucrezia Scali
Genere:
Romance
Pagine: 320
Costo: ebook 4.99 €
Pubblicazione: 19 ottobre 2017 - Newton Compton

Descrizione: Roccamonte è una cittadina dove non succede mai molto. Fa notizia persino l’apertura di una strana tisaneria: a gestirla è Selva, una ragazza che arriva da fuori, che sin da piccola è stata considerata un po’ strana, poco incline a giocare con le bambole a differenza delle sue coetanee. Selva, però, ha un dono particolare: è brava ad aiutare chi è in difficoltà. Per ogni problema, ha pronto un rimedio a base di erbe. Enea è il sindaco di Roccamonte: disponibilissimo con i concittadini, gentile e cordiale. Eppure assolutamente restio alle relazioni sentimentali, a maggior ragione con Selva, con la quale non sembra avere proprio nulla in comune. Ma nonostante si ripeta che deve starle lontano, Enea non può negare, almeno a se stesso, di esserne attratto. Quando finalmente tra i due sta per nascere qualcosa ed Enea pare deciso a lasciarsi un po’ andare, in paese arriva la donna con cui ha avuto una storia. E che gli ha spezzato il cuore.
 

Lucrezia Scali è nata a Moncalieri nel 1986 e qualche anno più tardi si è trasferita a Torino. Te lo dico sottovoce, suo romanzo d’esordio inizialmente autopubblicato, rimasto nella classifica dei libri digitali per oltre tre mesi, è stato pubblicato dalla Newton Compton con un notevole successo e sarà presto tradotto in Germania. La Newton Compton ha pubblicato anche La distanza tra me e te e, in versione ebook, Come ci frega l’amore.


_____________________________________________________

Una trama che mi attira, soprattutto per quella "strana" tisaneria e per i nomi particolari dei personaggi. Che ne dite? Vi ispira? Lo leggerete? Io per il momento faccio un enorme in bocca al lupo a Lucrezia e le auguro un grande successo!


domenica 30 luglio 2017

Blogtour "Nonostante il destino" di Angela Iezzi

Buongiorno lettori, e buona domenica. Difficilmente pubblico post durante il fine settimana ma oggi sono qui per un motivo importante. Come vi avevo già annunciato in una delle ultime puntate di Coming soon - qui - l'otto agosto uscirà negli store online Nonostante il destino, il nuovo romanzo di Angela Iezzi edito da Newton Compton. Oggi ho l'onore di ospitare la seconda tappa del blogtour partito ieri e che ci accompagnerà fino al giorno dell'uscita. Ieri su Toglietemi tutto ma non i miei libri avete trovato cover e trama, oggi qui vi svelerò l'incipit e un estratto che vi permetterà di scoprire qualcosa del libro.

Bando alle chiacchiere, ecco l'incipit:


La pioggia torrenziale batte insistente contro il tessuto impermeabile del mio ombrello. Avrei dovuto prendere quello grande di nonna Natalie quando ha insistito questa mattina, ma speravo ardentemente che il tempo non peggiorasse. Solito inguaribile ottimismo.
Mi affianco al lato del marciapiede, a ridosso del muro, nella speranza che qualche pensilina sopra la mia testa possa proteggermi un po’. Non ho ancora voglia di tornare a casa. Ero partita con un intento e non sono ancora riuscita a portarlo a termine. Odio dovermi arrendere. Tra due giorni la mia finta vacanza sarà finita e non ho trovato il modo per aprire il mio piccolo negozio di cappelli artigianali. La complicità di nonna avrebbe dovuto aiutarmi a prolungare di più questo soggiorno da lei e invece mio padre non ne ha voluto sapere. Mai che a Wendell Chetwode-Talbot sfugga una virgola. Credo abbia subodorato qualcosa quando ieri sera nonna Natalie gli ha chiesto qualche giorno in più con sua nipote. Non che sia strano di per sé, lo diventa soltanto nel momento in cui si avvicina il compleanno di mamma. Almeno il regalo per lei l’ho già trovato: uno splendido maglioncino di lana del suo colore preferito, azzurro cielo. Sono sicura che le piacerà.
Ignoro il viavai di persone che sfrecciano sotto i loro ombrelli molto più grandi del mio e mi guardo attorno. Non sono mai venuta in questa parte di South Main Street, per lo meno non negli ultimi anni. Nonna Natalie abita un po’ fuori Fall River, quindi di rado ci è toccato un giro in città quando siamo venuti a trovarla, siamo tutti più tipi da campagna, aria aperta ed erbetta sotto i piedi, ma ora sono da sola, ho uno scopo da raggiungere e solo altri due giorni, quindi perché non scoprire cosa questa zona della città ha da offrire? Senza pensarci, svolto su Spring Street e ne percorro qualche metro, stando attenta a non farmi inondare dagli schizzi delle auto che percorrono la strada in senso opposto al mio, quando vengo folgorata da una vetrina. Una macchina da cucire Improved Dolly Varden tirata a lucido attira tutta la mia attenzione. Ha la base di legno lucido, foderato da un rinforzo di metallo grigio, per il resto è quasi completamente nera, con eleganti decorazioni in oro che la rendono ancora più bella. C’è persino il rocchetto del filo infilato, è magnifica. Per un istante vedo il sogno di una vita divenire realtà: uno splendido negozietto con almeno un paio di belle vetrine che danno su una strada affollata. File e file di cappelli eleganti, colorati e assortiti, per tutte le età, di ogni grandezza, per uomini ma soprattutto per donne, lo sfavillio di qualche applicazione di metallo o pietre preziose, la leggerezza di piume colorate o raso, la consistenza di pelle o cuoio. Tutto creato in pezzi unici da me, la proprietaria, con la sua Improved Dolly Varden, fedele compagna di lavoro e fonte di mille soddisfazioni!
Sollevo lo sguardo verso l’insegna sulla quale campeggia più una promessa che un nome: “Same As It Never Was Antiques”. Bene, perché non ho molti soldi da parte. Non potrei chiedere di meglio. Chiudo in fretta l’ombrellino ed entro decisa, godendomi il lieve tepore che si avverte all’interno.

Estratto:


Ho dovuto subire ben tre interruzioni, tutte uguali, prima di toccare il fondo. Sono una persona paziente e ne avrei tollerate anche di più se non fosse che l’ultima mi è costata il bidone aspiratutto. L’inquilino del piano di sopra ha pensato bene di assestare un calcio degno di un judoka al mio povero alleato, durante la sua fugace improvvisata. Non che io me ne intenda molto, ma pare che il colpo l’abbia tramortito e ora non si accende più. Com’è possibile che la signora Jane non l’abbia visto mettere il naso fuori di casa per quattro mesi e io me lo ritrovi davanti tre volte in poco più di due ore? Meno male che era una persona tranquilla, di solito non reagiscono così le persone tranquille!
Giro intorno per l’ennesima volta al bidone silenzioso, nel vano tentativo di trovare una soluzione. Se fossi un’elettricista o un tecnico di qualche tipo, forse, potrei aggiustarlo, ma non ne capisco niente di questo genere di cose e non avrei né il tempo né i soldi per andare a comprarne un altro. Al solo pensiero che, dopo il bidone aspiratutto, potrebbe essere il turno del trapano, non riesco a trattenermi. Mollo tutto ed esco dal locale. Salgo le scale due a due fino alla porta dell’appartamento al primo piano. Questa questione va chiarita una volta per tutte, prima che diventi più spiacevole di quanto già non sia. Pigio decisa il campanello e lo sento risuonare meccanico all’interno, ma a parte questo nessun rumore mi lascia intendere che ci sia qualcuno in casa. Attendo qualche secondo e poi risuono: sono assolutamente certa che quel tizio sia tornato nel suo appartamento – dove altro poteva andare vestito in quel modo – quindi è del tutto inutile che cerchi di farmi credere il contrario. Ancora nulla. Peccato che io sia una persona molto testarda, per cui insisto ancora e ancora, finché, forse al decimo scampanellio, la porta si apre.
«Che diavolo vuoi?», mi aggredisce l’inquilino per bene, squadrandomi dall’alto in basso con un’espressione severa. Wow, iniziamo bene!
«Non so quale sia il tuo problema, ma mi devi un bidone aspiratutto», gli faccio presente per nulla intimorita dal suo tono. Lui spalanca gli occhi di un verde solo lievemente più scuro del mio, sbalordito, e il secondo dopo sembra che fatichi a trattenersi dal ridere. Cosa avrò detto di così esilarante?
«Cosa ti dovrei?»
«Un bidone aspiratutto. Gli hai appena dato un calcio, ricordi?»
«Oh, sì che me lo ricordo, come ricordo il frastuono impossibile che mi ha ossessionato di prima mattina. Te lo scordi un altro arnese come quello», ribatte canzonatorio.
«Ho chiesto alla signora Jane se c’erano orari di silenzio obbligatori e lei mi ha assicurato che non avrei infastidito nessuno, quindi non capisco proprio di cosa tu ti stia lamentando. E poi sono quasi le dieci, non direi che è prima mattina. La gente lavora il lunedì mattina, non rimane fino a tardi a poltrire in pigiama», supponendo che questa specie di mise strappata e logora possa in una qualche dimensione lontana considerarsi un pigiama.
«La signora Jane è una donna molto accomodante e sarà anche vero che non ci sono orari di silenzio obbligatori, ma hai infastidito me e io non sono nessuno. Non mi importa cosa fa la gente il lunedì mattina, io stavo cercando di dormire», ribatte battagliero.
Ok, è evidente che così non andremo da nessuna parte, occorre più diplomazia, devo tentare un approccio diverso.
«Va bene, allora vediamo di venirci incontro: io devo ultimare la ristrutturazione in tempi brevi e, bidone aspiratutto a parte, ci saranno altri attrezzi rumorosi che non potrò evitare di usare, quindi perché non mi dici quali sono le fasce orarie in cui non vuoi che faccia rumore?», propongo con un sorriso incoraggiante. Lui sembra pensarci per un attimo e la cosa mi fa ben sperare.
«Direi che… sempre è la parola che esprime meglio il concetto che ho in mente in questo momento», mi liquida seccato prima di sbattermi la porta in faccia. Rimango imbambolata a fissarla per un paio di minuti. Possibile che sia davvero così antipatico? E se anche fosse possibile, come faccio ora? Non posso certo rimanere ferma solo perché a lui dà fastidio il rumore! E va bene, se la diplomazia non porta da nessuna parte, dovrò cambiare strategia. Ho un mese, non un giorno di più, mi devo mettere a lavoro.

Dall'incipit scopriamo il sogno della nostra protagonista: aprire un negozio di cappelli. Dall'estratto invece intuiamo che un negozio deve averlo trovato e che stia, appunto, ristrutturandolo.
Mi ha divertito molto il dialogo tra lei e il suo vicino di casa; vicino che, concedetemelo, io già adoro. So che dovrebbe starmi antipatico a pelle ma dai, è un tipo!!! Ora sono proprio curiosa di capire quale metodo utilizzerà lei visto che nelle ultime righe decide di abbandonare la diplomazia. Credo propio che ne vedremo delle belle...
Che dire di queste poche righe? Io ho ritrovato subito lo stile di Angela che mi aveva conquistato nel suo primo libro e non vedo l'ora di saperne di più sul negozio e su quelli che credo saranno i protagonisti del libro.
Ed ora a voi la parola... Cosa ve ne pare?