Visualizzazione post con etichetta voto 3 e mezzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta voto 3 e mezzo. Mostra tutti i post

martedì 29 marzo 2022

5 blogger per un autore #8 - Jodi Picoult - Recensione #428 - Il patto



Buongiorno lettori, chi non muore si rivere eh! Sono latitante, troppo, e non riesco a gestire diversamente questo momento della mia vita. Ho pensato seriamente di mettere in pausa il blog perchè il poco tempo libero che ho non mi permette di dedicarmici come potrei. Non ho ancora preso una decisione definitiva, ci penserò ancora qualche tempo ma per ora torno con 5 blogger per un autore, la rubrica in collaborazione con Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, e Librintavola ! In cosa consiste? Ogni due mesi leggiamo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato.

L'autrice per questo mese era Jodi Picoult, ed io ho scelto Il patto edito da Harper Collins, pag. 556. Un'autrice che già amavo e di cui avevo letto 19 minuti - recensione qui - e La custode di mia sorella - recensione qui-.



Trama:
Fino a quella telefonata alle tre del mattino di una giornata di novembre, i Gold e i loro vicini di casa, gli Harte, sono sempre stati inseparabili. Per ben diciotto anni. Non è stata una sorpresa per nessuno, dunque, quando i loro figli adolescenti, Chris ed Emily, da semplici amici sono diventati qualcosa di più. Ma adesso la diciassettenne Emily è morta - uccisa da un colpo di pistola alla testa sparatole da Chris, in un apparente patto suicida lasciando le due famiglie devastate e alla disperata ricerca di risposte su un gesto inimmaginabile, di due figli che forse non conoscevano bene come credevano. È rimasta una sola pallottola nella pistola che Chris ha preso dall'armadio del padre, una pallottola che secondo la sua versione era destinata a se stesso. Cos'è successo veramente? Un detective della polizia del luogo nutre più di un dubbio sul patto suicida descritto dal ragazzo e inizia un'indagine.






lunedì 29 novembre 2021

Recensione #418 - Lucia Bosè. L'ultimo Ciak di Laura Avalle

Buongiorno lettori, come va? Cominciamo una nuova settimana con una recensione, vi va?

Oggi Vi parlo di Lucia Bosè. L'ultimo ciak di Laura Avalle edito da Morellini, pag. 171. Se mi seguite vi ricorderete sicuramente del nlogtour dedicato a questo libro in cui vi ho parlato nello specifico di Lucia, le sue origini e il suo successo, post qui.



Trama:
Da Miss Italia a musa di Visconti e Antonioni. La vita di Lucia Bosè è costellata di successi e di cadute, come quando la casa in cui abitava da bambina, in un quartiere popolare di Milano, fu rasa al suolo sotto il peso delle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale. Quindi il fatidico incontro, appena adolescente, che farà di lei una stella del cinema… grazie a un marron glacé. Una carriera fulminante la sua, ma proprio al culmine della notorietà e della fama decise di ritirarsi dalle scene per amore di Dominguín, il più grande Torero di tutti i tempi, dal quale ebbe tre figli: Miguel Bosé, Lucia e Paola Dominguín. Lo seguirà fino in Spagna dove vivrà anche dopo il divorzio, evento che segnerà il suo ritorno al cinema con Fellini, Taviani e Özpetek. In queste pagine il ricordo del regista del suo ultimo film, che parla di una donna dei nostri tempi, forte, indipendente, libera e anticonformista, amante del blu e degli angeli. Una grande attrice, icona della bellezza italica, che si è spenta a marzo del 2020 - all'età di 89 anni - per coronavirus e che nella vita ha sempre lottato, senza mai perdere la fiducia in un domani migliore. 

Lucia Bosè, grandissima attrice Italiana del dopoguerra è conosciuta dalle persone della mia età probabilmente più per essere la madre del cantante Miguel Bosè che per le sue stesse doti artistiche. Questo libro mi ha dato la possibilità di saperne di più di quella donna con i capelli blu che ricordo nelle sue apparizioni in TV negli ultimi anni della sua vita.

giovedì 18 novembre 2021

Recensione #416 - Il matrimonio delle bugie di Kimberly Belle

Buongiorno lettori, come va? Dai che la fine della settimana si sta avvicinando... 

Oggi torno con una recensione. Vi parlo de Il matrimonio delle bugie di Kimberly Belle edito da Newton Compton editori, pag. 350.


Trama:
Dopo sette anni di matrimonio, Iris e Will sono il ritratto della coppia felice: vivono in una bella casa, hanno un lavoro appagante e stanno cercando di avere un bambino. Quando Will parte per un viaggio di lavoro in Florida, Iris non sa che il suo mondo perfetto sta per crollare. Quella mattina, infatti, un aereo diretto a Seattle precipita e tra i nomi delle vittime c’è inspiegabilmente quello di Will. Iris è sconvolta, ma è certa che si tratti di un errore. Perché Will avrebbe dovuto mentirle? Che cosa doveva fare a Seattle? E su cosa altro ancora potrebbe averle raccontato bugie? Se vuole davvero arrivare alla verità, Iris dovrà affrontare un’indagine disperata per scoprire che cosa si nascondeva sotto la superficie calma del suo matrimonio. Ma non ha idea delle conseguenze che tutto ciò potrebbe avere... 



Ho iniziato questo libro per caso, in una serata in cui avevo finito quello che stavo leggendo e avevo voglia di leggere un thriller. Ho trovato questo romanzo tra i libri disponibili con il servizio Prime Reading di Amazon e mi ha subito incuriosito, anche se da sempre quando mi approccio a questa casa editrice la scritta "UN GRANDE THRILLER" che popola su qualunque pubblicazione di questo genere mi genera non poca diffidenza. Come è andata con questo? Adesso ve lo spiego.

mercoledì 6 ottobre 2021

Recensione #411 - Nascosta di Kendra Elliot

Buongiorno a tutti, anche oggi vi parlo di una delle mie ultime letture. Si tratta di Nascosta di Kendra Elliot edito da Amazon Crossing, pag. 368.


Trama:
Nove studentesse della Oregon State University vengono uccise da un killer feroce e scaltro. Lacey Campbell gli sfugge per miracolo ma perde l’amica più intima il cui corpo non viene mai ritrovato. Lacey, che ha visto il killer in azione, aiuta a riconoscerlo e a farlo rinchiudere in prigione. Undici anni dopo, Lacey è diventata un’odontoiatra che analizza dentature e ossa per conto dell’ufficio di medicina legale. Quando, da uno scheletro rinvenuto nella proprietà dell’ex poliziotto Jack Harper, identifica la sua amica del cuore, rimane sconvolta. Jack e Lacey capiscono che la nuova ondata di omicidi prende di mira i protagonisti del processo di dieci anni prima, implacabilmente uccisi uno dopo l’altro. Tutti gli indizi convergono sul killer delle studentesse. Ma lui è morto da tempo. Chi è allora il nuovo assassino? E sarà Lacey, nonostante la protezione di Jack, la prossima a morire?


Un'altra autrice scoperta per caso, grazie all'abbonamento kindle unlimited. Questo thriller è il primo volume della serie Bone Secrets.


lunedì 30 novembre 2020

Recensione #379 - Donnafugata di Costanza DiQuattro

Buongiorno lettori, ultimo lunedì di novembre che ci porta, più velocemente di quanto mi sarei aspettata, verso la fine di questo anno infausto. Per cominciare bene la settimana e concludere il mese, vi lascio la recensione del libro Donnafugata di Costanza DiQuattro edito da Baldini+Castoldi - che ringrazio per la copia - pag. 208.

Trama: Donnafugata è un luogo, a due passi da Ragusa, tra carrubi secolari, muri a secco e
campagna scoscesa. Donnafugata è un tempo, l'Ottocento, tra dominazione borbonica, moti di fierezza popolare e alba della dignità operaia. Donnafugata è un casato, tra i più antichi di Ibla, che di quella terra e quei giorni incarna gioie, patimenti e futuro. Alla sua testa c'è lui, il barone Corrado Arezzo De Spucches, di cui il libro è quasi un diario privato: da quando, ginocchia sbucciate e balia Annetta appresso, scappava bambino da don Gaudenzio e quella camurria del suo rosario; agli anni in cui, ragazzo, compie gli studi a Palermo e lì fa sua la voglia di rivoluzione; a quelli in cui, marito, padre e poi nonno, vive e invecchia «circondato dalle fimmini», amandole tutte teneramente e sopravvivendogli con il cuore spaccato. Prefazione di Giuseppina Torregrossa.
Un amore viscerale mi lega alla Sicilia - la terra di mia madre - e difficilmente riesco a girarmi dall'altra parte quando sulla mia strada trovo un romanzo ambientato in quei luoghi. E non ho potuto farlo neanche con Donnafugata.

sabato 9 maggio 2020

Recensione #354 - Le sette sorelle di Lucinda Riley

Buongiorno lettori, come state? Il sabato normalmente non è un giorno di pubblicazione per il blog ma ero molto ansiosa di parlarvi di questo libro, e volevo farlo a caldo, senza far passare troppo tempo dalla fine della lettura. Credo di aver finalmente superato il mio momento di difficoltà a concentrarmi nella lettura infatti, come vedete, ultimamente sto leggendo parecchio, ed anche libri abbastanza lunghetti. Oggi vi parlo di un libro che volevo leggere da un sacco di tempo e che ho finito da qualche giorno. Si tratta del romanzo Le sette sorelle di Lucinda Riley edito da Giunti,  pag. 576, primo volume dell'omonima saga.

Trama: Bellissima eppure timida e solitaria, Maia è l’unica delle sue sorelle ad abitare ancora con il padre ad Atlantis, lo splendido castello sul lago di Ginevra. Ma proprio mentre si trova a Londra da un’amica, giunge improvvisa la telefonata della governante: Pa’ Salt è morto. Quel padre generoso e carismatico, che le ha adottate da bambine raccogliendole da ogni angolo del mondo e dando a ciascuna il nome di una stella, era un uomo di cui nessuno, nemmeno il suo avvocato e amico di sempre, conosceva il passato. Rientrate precipitosamente nella villa, le sorelle scoprono il singolare testamento: una sfera armillare, i cui anelli recano incise alcune coordinate misteriose. Maia sarà la prima a volerle decifrare e a trovare il coraggio di partire alla ricerca delle sue origini. Un viaggio che la porterà nel cuore pulsante di Rio de Janeiro, dove un vecchio plico di lettere le farà rivivere l’emozionante storia della sua antenata Izabela, di cui ha ereditato l’incantevole bellezza. Con l’aiuto dell’affascinante scrittore Floriano, Maia riporterà alla luce il segreto di un amore sbocciato nella Parigi bohémienne degli Anni ’20, inestricabilmente legato alla costruzione della statua del Cristo che torreggia maestosa su Rio. Una vicenda destinata a stravolgere la vita di Maia.
Il primo, straordinario capitolo di una serie di sette libri: la conferma del talento di una grande scrittrice.


Come vi dicevo, volevo iniziare questa saga da tantissimo tempo, complice anche le recensioni entusiaste che, da sempre, leggo online. Ho già letto in passato un libro della Riley, L'angelo di Marchmont Hall - recensione qui - e l'ho letteralmente adorato quindi avevo aspettative molto alte per questa lettura. Aspettative rispettate? Ni... che in questo caso è un sì con riserva. Vi spiego perchè.

mercoledì 19 febbraio 2020

Recensione #343 - Il mistero di Abbacuada (Le indagini del tenente Roversi Vol. 1) di Gavino Zucca

Buongiorno carissimi, come state? Io in un periodo strano, fatto di grandi cambiamenti e di parecchie ansie ma vabbè, tutto passa, passerà anche questo! Ma non sono qui per tediarvi con i miei pensieri, sono qui per lasciarvi la mia recensione del libro Il mistero di Abbacuada (Le indagini del tenente Roversi Vol. 1) di Gavino Zucca edito da Newton Compton Editore - che ho letto approfittando del servizio Prime Reading incluso nel mio abbonamento amazon prime - pag. 286.

Trama: Tempi duri per il tenente dei carabinieri Giorgio Roversi: trasferito in Sardegna per motivi disciplinari, il giovane ufficiale si trova proiettato in una terra che niente ha in comune con la sua amata Bologna. E a breve dovrà pure dire addio al suo segreto peccato di gola: la scorza d'arancia al cioccolato per cui va matto è introvabile a Sassari… Sono passati solo pochi giorni dal suo arrivo, quando Roversi deve fare i conti con un omicidio. Luigi Gualandi, proprietario di Villa Flora, ha scoperto un cadavere con un orecchio mozzato nella grotta di Abbacuada, un luogo pericoloso ai confini della sua tenuta. Tutto lascia pensare a una vendetta consumatasi secondo i canoni del codice barbaricino. Un codice d’onore non scritto, quasi una giustizia parallela, che Roversi ignora del tutto e lo mette di fronte alla Sardegna più arcaica e misteriosa. Per fortuna, ad affrontare il caso non è solo: Gualandi, ex ufficiale veterinario dell’Arma, sarà un prezioso alleato per il tenente, a cui lo unisce una viscerale passione per Tex Willer. L’incontro tra i due è determinante: alle proprie capacità deduttive, Roversi può affiancare le efficaci e preziose intuizioni di Gualandi. Ma un delitto che sembrava semplice si rivela molto più complicato del previsto…

Da moltissimo tempo avevo questo libro caricato sul kindle grazie al servizio gratuito Prime Reading incluso nel mio abbonamento Amazon Prime e finalmente, complice la necessità di una storia leggera, che potesse smorzare la pesantezza di alcune letture in corso, è arrivato il suo momento.

martedì 7 gennaio 2020

Recensione #335 - Tutto quello che non mi aspettavo di Valentina Sagnibene

Buongiorno lettori, ci siamo, Natale è veramente dietro l'angolo ed io, di corsa come nelle migliori tradizioni, cerco di tirarmi in pari con le recensioni arretrate!
Oggi va parlo di Tutto quello che non mi aspettavo libro d'esordio di Valentina Sagnibene edito da Giunti - che ringrazio per la copia - pag. 350.

Sinossi: Francesco, neolaureato insicuro e intellettualoide, eternamente deluso in amore e incapace di trovare un lavoro, ha un unico grande successo: attraverso un alter ego donna, scrive su un blog femminile raccogliendo uno stuolo di fan adoranti, tanto che le responsabili del sito lo contattano per assumerlo, ma scoprono con orrore la sua identità maschile. Decidono però di dargli una chance e lo mettono in competizione con altre voci del blog: chi consegnerà la miglior storia avrà il posto. Matilde, tosta e all'apparenza scontrosa, indurita dall'assenza della madre che la abbandonò inspiegabilmente quando era una bambina e lacerata dalla recente morte del padre cui era legatissima, nasconde la propria fragilità ma sempre più spesso è preda di attacchi di panico. Matilde comprende che, se vuole liberarsi dal peso che la opprime e andare avanti, deve prima far pace con il passato. Francesco e Matilde non potrebbero essere più diversi, ma quando i loro destini casualmente si incrociano, Francesco intuisce che il passato di Matilde potrebbe dargli lo spunto per la storia che cerca e decide di accompagnarla nel viaggio alla ricerca della madre... Un viaggio che riserverà loro tutto quello che non avevano previsto.

Se mi seguite sapete che ho conosciuto Valentina Sagnibene grazie al suo secondo romanzo - Ci rivediamo a casa, recensione qui - che mi ha molto colpito sia per la stuttura narrativa che alternava prima persona a terza persona, sia per la caratterizzazione dei personaggi. Non ci ho quindi pensato due volte quando, dopo aver incontrato l'autrice ad una presentazione, lei mi ha proposto la lettura anche di questo suo primo lavoro.

martedì 3 dicembre 2019

Recensione #333 - La vita sociale delle sagome di cartone di Fulvio Gatti

Buongiorno lettori, buon primo martedì di dicembre! Non so a voi ma, rispetto al solito, questa ultima parte dell'anno mi sta volando via sotto gli occhi...
Ma torniamo al blog. Sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, si tratta de La vita sociale delle sagome di cartone di Fulvio Gatti edito da Las Vegas - che ringrazio per la copia - pag. 213.

Sinossi: Paul Pavese, scrittore di best-seller, mentore del progetto editoriale Fabula Nuova e ispiratore di una generazione, è sparito nel nulla. L'unica persona che però sembra davvero preoccuparsene è la responsabile marketing della casa editrice, Samantha Neli, che da sempre è una sua fan. Inizia così una ricerca tra i testi pubblicati e inediti, a caccia di indizi che sembrano non portare a nulla. Così come non sembra risolutivo spostare l'indagine nelle terre di origine di Pavese. Ma forse la soluzione è molto più vicina di quanto Samantha non creda... Tra libri garantiti per tutti dal Governo e venduti pure in farmacia, "La vita sociale delle sagome di cartone" è un romanzo a tratti surreale, a tratti grottesco, che indaga sul concetto di fiction - quanto c'è di vero nella finzione e quanta finzione c'è nella verità? - e che non rinuncia mai ad essere dissacrante nei confronti del mondo editoriale e dei suoi meccanismi.

Vi capita mai di immaginarvi una cosa prendendo tra le mani un libro e poi ritrovarvi, alla fine, rendendovi conto che non c'è nulla di quello che vi aspettavate? È un bene o un male? Non so, io non sono ancora riuscita a capirlo! ;)

lunedì 23 settembre 2019

Recensione #323 - La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton e INCONTRO CON L'AUTRICE

Ciao a tutti, come state? Io di corsa come al solito quindi vi lascio subito alla recensione di oggi, quella del romanzo La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton edito da Garzanti che ringrazio per la copia, pag. 364, secondo romanzo di una trilogia il cui primo capitolo è L'apprendista geniale, recensione qui. A fine post troverete anche delle curiosità sull'autrice che ho avuto il piacere di incontrare alla presentazione del romanzo ai blogger.

Sinossi: Andrea è sempre più vicina al suo sogno. Il secondo anno al Longjoy College, una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, sta per iniziare e non riesce ancora a credere di aver avuto una simile opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell'antico edificio lasciandosi alle spalle i canali e le calli di Venezia, capisce che per lei sarà ancora più dura. Per lei che è lì solo grazie a una borsa di studio che deve mantenere a tutti i costi. Per lei così impacciata e introversa. Per lei che è cresciuta con i libri come unici compagni. Ma ora non è più sola ad affrontare la vita del college, perché è entrata a far parte di uno strambo gruppo di amici: la cinica Marilyn, il dolce Andre, l'irrefrenabile Uno e, soprattutto, il misterioso Joker, che l'ha conquistata al primo sguardo. Ma non sempre è sufficiente. Andrea è bravissima nello studio, meno a difendersi dagli attacchi di chi ha intuito il suo talento e vuole metterle i bastoni tra le ruote. Perché solo il primo del corso avrà le occasioni migliori. Una competizione che Andrea è pronta ad affrontare perché la sua passione per la scrittura è profonda e viene da molto lontano. Da quando era bambina e la madre, che ora non c'è più, le ha strappato una promessa e affidato una pesante eredità: diventare una giornalista come lei. Nient'altro conta per Andrea. Non importa se Zen, il nuovo studente appena arrivato, è così simile a lei e così affascinante da farle perdere per un attimo la rotta che la porta a Joker. Non importa se la scuola vuole imporle scelte che non condivide. Lei ha un obiettivo chiaro in mente e un'arma infallibile per raggiungerlo: le parole. La capacità di raccontare la realtà con la scrittura. Deve solo capire che la vita è fatta di scelte, e che più si cresce più esse diventano difficili.



Andrea e i suoi strampalati amici sono tornati! Secondo anno al Longjoy per loro e seconda possibilità di leggerne le loro storie per noi.

giovedì 19 settembre 2019

Recensione #322 - L'apprendista geniale di Anna Dalton

Ciao a tutti e buon venerdì, eccomi di nuovo qui con un recensione! Oggi vi parlo del romanzo L'apprendista geniale di Anna Dalton edito da Garzanti, pag. 270. 

Sinossi: Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama di Venezia si perde all'orizzonte. È in ritardo, come sempre, e ancora più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato «scrivi, scrivi, scrivi». Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare: tra quelle aule l'ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C'è Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come un'ombra. E soprattutto l'enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l'ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole un coraggio che pensava di non avere.



Primo di una trilogia, L'apprendista geniale è il libro di esordio di Anna Dalton, giovane e promettente attrice che, con questo romanzo, ci racconta la storia di Andrea Doyle, una giovane ragazza che, sin da bambina, sogna di diventare una giornalista come sua madre.Una madre che ha perso troppo presto e di cui lei conserva i ricordi con tutta se stessa.

lunedì 8 luglio 2019

Recensione #311 - Prima che te lo dicano altri di Marino Magliani - #aspettandoilbancarella

Buongiorno carissimi, come state? Io benissimo,  a parte il tempo che vola e che ha già portato il mio piccolino alla soglia dei quattro mesi... arghhhhh la vita scappa via dalle mani e non c'è mai abbastanza tempo per godersi ogni attimo!!!
Ma scalciamo la malinconia e torniamo al blog con la rubrica #aspettandoilbancarella che vi sta portando alla scoperta dei sei libri finalisti del Premio Bancarella. Il giorno della proclamazione si avvicina ed oggi vi parlo del quarto libro - rigorosamente in ordine alfabetico - della sestina. Si tratta di Prima che te lo dicano altri di Marino Magliani edito da Chiarelettere, pag. 330.
Vi ricordo che per leggere tutte le recensioni dei libri finalisti vi basterà scegliere l'etichetta #aspettandoilbancarella sotto questo post e potrete visualizzare tutti gli altri post dedicati al premio!

Sinossi: Prima di essere un cacciatore e bracconiere, e agricoltore solitario con la passione dell’innesto, Leo Vialetti è stato un bambino della Val Prino nell’Italia del boom che qui non è mai arrivato, una Liguria di frontiera che vede il mare per sbaglio e in cui crescere senza padre significa diventare grandi troppo presto.
In un’estate decisiva come tutte quelle che fanno da preludio all’adolescenza, l’unico adulto che sembra volersi prendere cura di lui è uno straniero, un argentino, Raul Porti, che gli dà ripetizioni scolastiche e gli insegna ad amare e rendere fertile la terra, prima di sparire improvvisamente.
Quando Leo deciderà di comprare all’asta la vecchia villa di Raul Porti, ciò che scoprirà lo costringerà a perdere un mezzo amore appena sbocciato e partire alla cieca per l’Argentina, per capire dove e come sia finito l’uomo più importante della sua vita, proprio nei giorni più terribili del Novecento sudamericano, quelli dei desaparecidos.
Grazie a una lingua lirica, affilata e precisa, Magliani costruisce una storia durissima di formazione, che non fa sconti alla nostra storia recente e che ci racconta di un affetto che travalica sentenze e confini spaziotemporali per restituirci l’avventura epica per eccellenza, la ricerca delle proprie radici.



Quando conosciamo Leo Vialetti è il 1974 e lui è solo un bambino senza padre, in sovrappeso e che è stato rimandato in seconda elementare perché non sa parlare l'italiano ma si esprime praticamente solo in dialetto.
Il dialetto è quello ligure, di Sorba precisamente, un paese dell'entroterra della Val Prino.
Leo ormai si è abituato alle dicerie di paese, quel suo essere senza padre lo ha fatto crescere in fretta; ora è il suo essere in sovrappeso a pesargli di più, perché il paese non perdona con il suo sottolineare sempre il difetto.

giovedì 27 giugno 2019

Recensione #309 - Swinging Giulia di Jonne Bertola

Buongiorno carissimi, eccomi di nuovo qui con una recensione. Ieri vi ho parlato delle novità Morellini Editore - qui - ed oggi vi parlo proprio di uno di quei romanzi. Si tratta di Swinging Giulia di Jonne  Bertola edito da Morellini Editore, pag. 164.

Sinossi: Giulia e Nina. Nonna e nipote. Nina, che ha perso presto la madre, è sempre cresciuta con Giulia, brillante giornalista della swinging London degli anni Sessanta. Tra loro due non ci sono segreti. O almeno è quello che pensano. Giulia, colpita da una transitoria amnesia, rivela qualcosa che mette Nina sulle tracce del passato "sepolto" della nonna. Ma anche la giovane nipote ha una sua verità nascosta: una ferita troppo intima per parlarne, e che riuscirà a dare in pasto all'occhio vampiresco della macchina da presa. Due piani temporali che si intrecciano continuamente, sullo sfondo della Milano attuale e degli anni Sessanta, e di una Londra frizzante che fa capolino dai ricordi. La vicenda porterà entrambe le protagoniste a confrontarsi con la propria storia, perché «le nostre storie prendono senso da come le facciamo stare nel mondo insieme a quelle degli altri, e questo è forse il senso di tutte le nostre vite. Di noi, che siamo tutti "in affitto" su questa Terra...».

Due donne: Giulia nonna, Nina nipote. 
Giulia ha appena avuto un incidente che l'ha portata ad una condizione di amnesia temporanea. Non ricorda nulla dell'incidente, del prima e del dopo ma ricorda benissimo il suo passato, un passato che per moltissimo tempo ha cercato di dimenticare e che invece ritorna prepotentemente a chiedere il conto.
Nina, cresciuta dai nonni, crede di conoscere tutto su Giulia finché, proprio durante la sua convalescenza, questa fa un nome, Rudy, un nome che mai aveva sentito nominare dalla nonna e che sembra aver avuto un ruolo molto importante nel suo passato.

martedì 26 marzo 2019

Recensione #292 - Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett

Buongiorno carissimi, come state? Io benone, anche se il piccolino mi fa perdere parecchie ore di sonno che però ottimizzo leggendo! Quindi sono assonnatissima ma leggo di brutto ahahahhaha.
Ma torniamo al blog e al post di oggi. Sono qui per lasciarvi la recensione del libro Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett, edito da Fazi - che ringrazio per la copia - pag. 260.

Sinossi: In una prospera cittadina inglese a inizio Novecento, un grande istituto femminile è diretto da Josephine Napier, un generale ingioiellato: alta e austera, un viso regale, «vestita e pettinata in modo da esibire i suoi anni, anziché nasconderli». Impeccabile in ogni gesto e in ogni parola, è il punto di riferimento imprescindibile per tutti, le studentesse, il corpo docente e i suoi familiari: il marito Simon, oscurato dalla personalità della moglie, il figliastro Gabriel, il fratello Jonathan, vedovo calato nel ruolo dell'anziano zio e amante segreto ma non troppo di Felix Bacon, giovane sfaccendato. Al gruppo si unisce presto Elizabeth, una vecchia conoscenza di Josephine che viene assunta come governante e porta con sé la figlia Ruth. Le giornate sono scandite da una serie di rituali obbligati e da dialoghi in cui si dice tutto e niente, botta e risposta infiocchettati che in realtà nascondono universi interi. Finché un tragico evento inaspettato fa precipitare ogni cosa, dando vita a una reazione a catena che sconvolgerà le vite di tutti e porterà a galla il lato oscuro di ognuno di loro. Nessuno è chi dice di essere, e dietro alla spessa patina del codice vittoriano si nascondono segreti celati per intere esistenze. Verranno fuori tutti, uno dopo l'altro.


Un libro scritto all'inizio del Novecento che, sicuramente, va letto e giudicato tenendone conto. Di quel periodo sono infatti le argomentazioni e le riflessioni che troviamo all'interno del romanzo.

lunedì 25 febbraio 2019

Recensione #283 - Il rumore della pioggia di Gigi Paoli

Buongiorno lettori, come va? Io sempre più panzuta... il termine si avvicina - mncano poco più di dieci giorni - ed io non vedo l'ora di conoscere il mio nuovo piccolo principe.
Ma torniamo ai libri. Oggi vi parlo del romanzo Il rumore della pioggia di Gigi Paoli, edito da Giunti - che ringrazio per la copia - pag. 256.

Sinossi: Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo di Giustizia, quando apprende una notizia davvero ghiotta per un cronista di giudiziaria a corto di esclusive: all'alba, in un antico palazzo di via Maggio, la prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré coltellate l'anziano commesso del negozio di antichità religiose più rinomato di Firenze. Un caso molto interessante anche perché il palazzo è di proprietà della Curia e sopra al negozio ha sede l'Economato. Marchi si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di tirar fuori uno scoop e chiudere finalmente la bocca al direttore del Nuovo Giornale. Sempre correndo come un pazzo, intendiamoci, perché a casa c'è Donata, la figlia di dieci anni che inizia a lanciare i primi segnali di un'adolescenza decisamente in anticipo. Ma stavolta conciliare il ruolo di padre single con quello di reporter d'assalto sembra davvero un'impresa disperata: sì, perché c'è tutto un mondo che ruota intorno al delitto di via Maggio e le ipotesi che si affacciano sono sempre più inquietanti. Su tutte, l'ombra della massoneria, che in città è prospera e granitica da secoli. E l'inchiesta corre veloce in una Firenze improvvisamente gotica e oscura.

Era diverso tempo che questo libro mi capitava davanti agli occhi ma non avevo mai colto il suo richiamo. Solo adesso, per una challenge cui sto partecipando, mi sono decisa a leggerlo.

lunedì 28 gennaio 2019

Recensione #277 - Stockholm Confidential di Hanna Lindberg

Buongiorno lettori, periodo ricco, questo, per il blog. Una settimana - quella che sta cominciando -  in cui il thriller - genere che , come sapete, amo molto - sarà il protagonista assoluto. In attesa dell'uscita - il 31 gennaio - del nuovissimo romanzo di Hanna Lindberg, oggi, per per darvi un quadro completo della situazione, vi lascio il mio pensiero sul primo libro di questa autrice, che ha sempre come protagonista la giornalista d'assalto Solveig Berg: si tratta di Stockholm Confidential edito da Longanesi - che ringrazio per la copia, pag 350.

Sinossi: Solveig Berg è la più promettente giornalista d’inchiesta di Stoccolma: la città non ha segreti per lei. Ma basta un solo passo falso perché la sua carriera scivoli inesorabilmente verso il baratro. In un battito di ciglia, non le rimane che il suo blog, Stockholm Confidential, e qualche aggancio col jet set che ancora le permette di intrufolarsi negli eventi che contano. È così che inciampa in quello che potrebbe essere lo scoop della sua vita… ma anche il gioco più pericoloso e letale che abbia mai affrontato. Il party è di quelli che non si dimenticano, per il semplice fatto che a organizzarlo è Lennie Lee, fotografo di moda e proprietario di una rivista scandalistica. Lennie ama la bella vita e adora circondarsi di modelle. Ma quando Jennifer Leone viene trovata morta in circostanze sospette, Lennie si trova a dover escogitare di tutto pur di stare a galla in acque sempre più buie e pericolose. Anche perché c’è una testimone, proprio Solveig, che ha visto come sono andate veramente le cose. E Solveig non ha intenzione di andare dalla polizia, no: lei vuole usare ciò che sa per realizzare lo scoop della sua vita. Anche a costo di metterla a repentaglio, quella vita…



Quanto io ami i thriller - soprattutto nordici - voi lo sapete, quindi sono stata subito affascinata dalla possibilità di fare la conoscenza con Hanna Lindberg e con la sua protagonista, la giornalista d'assalto Solveig Berg.

giovedì 10 gennaio 2019

Recensione #275 - L'emporio dei piccoli miracoli di Keigo Higashino

Buongiorno carissimi, oggi torno con una recensione, quella del libro L'emporio dei piccoli miracoli di Keigo Hogashino edito da Sperling & Kupfer, che ringrazio per la copia, 340 pagine.

Sinossi: Tre giovani ladri un po' pasticcioni - Shota, Kohei e Atsuya - hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall'auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l'Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all'anziano proprietario dell'Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Shota, Kohei e Atsuya, pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all'alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1979, più di trent'anni indietro rispetto al loro presente. Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi, tutti diversi e tutti complicati. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato. Scegliendo il miglior destino possibile per quei perfetti sconosciuti.


Primo approccio per me con questo autore, che non ho mai letto nella sua veste noir. Non sapevo cosa aspettarmi, quindi, se non una storia che dalla trama mi appariva originale. E infatti lo è stata fino alla fine della lettura.

lunedì 30 luglio 2018

Recensione #250 - La scomparsa di Stephanie Mailer di Joel Dicker

Buongiorno lettori, ultimo lunedì di luglio! Per quanti coincide anche con l'ultimo lunedì prima delle vacanze? Per me è ancora presto, dovrò attendere ancora due settimane ma, devo dire, la mente comincia già ad alleggerirsi!
Oggi, dopo parecchio tempo, torno con una recensione, quella del libro La scomparsa di Stephanie Mailer di Joel Dicker edito da La nave di Teseo, 704 pagine, ricevuto grazie alla collaborazione con Unilibro.it. Acquistabile cliccando qui.

Sinossi: 30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l'intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent'anni prima, chi è l'autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l'indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.
Di Joel Dicker avevo letto ed adorato La verità sul caso Harry Quebert, divorato in pochissimi giorni e consigliato a più persone durante questi anni - acquistabile qui - poi non ho più letto nulla di suo, neanche il seguito di quel thriller tanto amato. Un controsenso, penserete voi... timore vi rispondo io. Perchè quando un libro mi piace talmente tanto - soprattutto se di thriller si tratta - ho sempre paura che la delusione sia dietro l'angolo.
Quando però, un paio di mesi fa è uscito questo nuovo lavoro, totalmente slegato da Quebert e con una trama intrigante, ho deciso di buttarmi senza pensarci troppo. Come è andata? Adesso ve lo spiego.

martedì 10 luglio 2018

Recensione #249 - L'unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr

Buongiorno lettori, siamo solo a martedì ed io sono già esausta! In più manca ancora un mese intero alle sospirate vacanze arghhhhhhhhhhhhhh!!!
Per fortuna ci sono i libri ad allietarci le giornate (o almeno quella minima parte di giornata in cui si ha un briciolo di tempo libero!). Oggi vi parlo del libro L'unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr edito da Salani, che ringrazio per la copia, 304 pagine.

Sinossi: Flora Banks, diciassette anni, non ha la memoria a breve termine. I suoi ricordi si sono fermati a quando aveva dieci anni: da allora, dopo che una malattia le ha colpito il cervello, deve continuamente fissare i momenti che vive, scrivendoli su un quaderno, su post-it, oppure direttamente sulle mani e sulle braccia. Quello che sa di sé è che mamma e papà le vogliono bene, così come Jacob, il suo adorato fratello maggiore, e che Paige è la sua migliore amica, quella che si prende cura di lei nel difficile mondo esterno. Ma una sera, durante una festa, Drake, il ragazzo di Paige, la bacia sulla spiaggia e stranamente questo ricordo non svanisce come gli altri. Flora ricorda il bacio, ricorda le parole di Drake, ricorda ogni singolo istante di quell’episodio. Possibile che Drake sia l’artefice del miracolo? Peccato però che il ragazzo sia partito per studiare in Norvegia… Flora non ha dubbi: deve raggiungerlo, solo così potrà capire veramente chi è e cominciare a vivere davvero. Ma come può fidarsi degli altri se non può fidarsi nemmeno di se stessa? La sensibilità di John Green si unisce al fascino misterioso di un thriller, in un romanzo di segreti e bugie, amore e perdita, con una protagonista fragile e coraggiosa, alla ricerca di un passato senza il quale non può conoscere la verità su se stessa.

Quando la casa editrice mi ha proposto questo libro ho accettato senza indugi. Il tema della perdita di memoria mi ha sempre affascinato e ho letto diversi romanzi, ma anche alcuni saggi, che hanno come tema principale proprio questo problema. In più nella sinossi si parlava di thriller quindi quale connubio migliore? (Beh si parlava anche di John Green ma quello ho cercato di rimuoverlo visto la mia avversione per quello scrittore ahahhaha).

giovedì 2 novembre 2017

Recensione #213 - Lo sapevi che I love you di Estelle Maskame

Buongiorno lettori, finalmente riesco ad iniziare a mettermi in pari con le recensioni dei libri letti gièà da un po' che ancora non ho potuto pubblicare.
Comincio con quella di Lo sapevi che I love you di Estelle Maskame, edito da Salani, che ringrazio per la copia, primo volume della trilogia DIMILY, 404 pagine.

Sinossi: Eden Munro, sedici anni, non ha nessuna voglia di trascorrere l'estate con il padre a Santa Monica, in California. I suoi genitori sono divorziati, il padre si è risposato, e la ragazza deve fare amicizia con i tre figli della nuova moglie. Il maggiore è Tyler Bruce, un adolescente inquieto con un carattere forte e un ego smisurato. Frequentando Tyler e i suoi amici, per Eden inizia un'avventura in un mondo sconosciuto, completamente diverso dal suo. La ragazza fa molta fatica a rapportarsi con il fratellastro, ma capisce che c'è qualcosa di lui che le sfugge. E più cerca di scoprire la verità su Tyler, più ne rimane pericolosamente affascinata... Tra segreti, bugie e passione, come farà Eden a tenere i suoi sentimenti sotto controllo? "Lo sapevi che I love you?" è il primo volume di una trilogia.

Se mi seguite sapete che non sono una da Romance, ma se mi seguite sapete anche che amo mettermi in gioco e soprattutto sono una persona estremamente curiosa.
Quando la casa editrice mi ha proposto la lettura di questo libro in un primo momento ho rifiutato, appunto perchè non pensavo potesse essere un libro adatto a me, poi Baba lo ha letto, le è piaciuto e a me è venuta una folle curiosità di leggerlo.
Premetto che questo libro è stato scritto da una ragazza che, quando lo ha cominciato, aveva solo tredici anni. Avete capito bene, tredici. Credo che questa sia la prima cosa da avere bene in mente approcciandosi a questa lettura. Perchè ci sono adulti che così non scrivono, con una padronanza lessicale e stilistica assolutamente perfette per la storia che stanno raccontando.
Poi, certo, è un romance e i romance devono piacere perchè, lo sapete, non c'è adrenalina, non c'è sorpresa, il lieto fine è quasi scontato e la storia è sicuramente intrisa di amore e cuoricini.
La trama è molto semplice: Eden passa i mesi estivi a casa del padre con cui non ha un rapporto da diversi anni, da quando si è rifatto una vita con un'altra donna abbandonando non solo sua madre ma anche lei come figlia.
Eden lascia Portland con il cuore leggero, visto che ha diversi problemi con alcune ragazze della sua scuola anche se l'incontro con il padre la preoccupa.
Al suo arrivo a casa del genitore fa fatica ad ambientarsi soprattutto perchè trova una situazione familiare cui non è abituata: col padre non riesce ad avere un rapporto e in più si ritrova con tre fratellastri ed una matrigna tra i piedi.
Oltretutto Tyler, il fratellastro maggiore, non è proprio uno stinco di santo ma, anzi, è arrogante, indisponente e tende a mettersi nei guai.
Il libro racconta, attraverso la voce di Eden, la fatica per questo breve trasferimento, la difficoltà a rapportarsi con un padre che per anni l'ha abbandonata senza più farsi vivo, la difficoltà a vedere lo stesso che rivolge segni di affetto ad una donna che non sia la propria madre; e poi racconta di amicizia, di amore, di feste più o meno innocue, di famiglia, di bullismo, di droga, di superficialità ma anche di sogni.
La scrittura è fluida e le quattrocento pagine scorrono bene e velocemente.
Lo stile è molto più maturo di quello di molti autori navigati, soprattutto trattandosi di un romance in cui è semplice cadere nelle banalità. 
I personaggi sono delineati alla perfezione ed anche la loro interazione è resa credibile probabilmente dall'esperienza dell'età dell'autrice. Non per niente si dice sempre: è necessario scrivere di ciò che si conosce.
Eden e Tyler vi stupiranno e sapranno ritagliarsi un angolino nel vostro cuore, sempre che sappiate mettere da parte i pregiudizi che spesso esistono su questo genere di libri.

VOTO: