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giovedì 31 gennaio 2019

REVIEW PARTY - Recensione IN ANTEPRIMA #279 - Il gusto di uccidere di Hanna Lindberg

Buongiorno lettori, eccomi nuovamente qui con una recensione in anteprima, quella del libro Il gusto di uccidere di Hanna Lindberg edito da Longanesi - che ringrazio per la copia, pag 352 - secondo volume con protagonista la giornalista d'assalto Solveig Berg, di cui vi ho già parlato qui.



Sinossi: Il Cuoco d'Oro: l'evento al quale chiunque abbia, o aspiri ad avere, un ruolo nel prestigioso mondo della gastronomia svedese non può; non partecipare, una serata che riserva sempre grandi sorprese. Solveig Berg, la più spregiudicata giornalista d'inchiesta di Stoccolma, sempre alla ricerca dello scoop, si è assicurata l'ingresso allo Stockholm Grotesque, il noto ristorante che ospita il premio. Tutti sembrano puntare su Florian Leblanc o su Jon Ragnarsson - due chef stellati un tempo soci, ora rivali. Ma proprio al momento dell'annuncio del vincitore le luci si spengono improvvisamente e un colpo di pistola sovrasta il brusio della sala, uccidendo Vanja Stridh, il capo di Solveig. Le indagini sull'accaduto iniziano rapidamente, ma Solveig capisce subito che la polizia sta imboccando una pista sbagliata, soprattutto a causa di quello che Vanja le ha bisbigliato prima di morire. Tra le sale e le cucine dei ristoranti di lusso della città la giornalista si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, una mente criminale imprevedibile... e le ombre del suo stesso passato. Una sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica disfarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere, è finalmente tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, ma è pronto a rifarsi investendo questa volta nella ristorazione, e spende i suoi ultimi risparmi per acquistare un food truck. Le strade di Lennie e Solveig sembrano destinate a incrociarsi di nuovo.




Azzeccatissimo giro di parole quello scelto per il titolo di questo libro. Il gusto di uccidere è infatti incentrato sul gusto, visto che l'avvenimento principale - l'uccisione di Vanja Stridh, capo di Solveig - avviene proprio durante la premiazione del vincitore di un famosissimo premio culinario: Il Cuoco d'Oro.
Cucina, fama e ristoranti di lusso sono quindi i nuovi ingredienti di questo nuovo thriller della Lingberg che, dopo aver ambienteto il suo precedente libro tra le pagine patinate delle riviste di moda, ha scelto ancora una volta di mostrarci il lato frivolo e lussurioso della città di Stoccolma, buttando sempre un occhio molto attento all'attualità. Se nel primo libro erano i social network a farla da padroni, in questo suo secondo lavoro il filone è quello del cibo e delle gare di cucina, anche se i social network ed i blog continuano ad avere un ruolo importantissimo per lo svolgersi delle vicende.

lunedì 28 gennaio 2019

Recensione #277 - Stockholm Confidential di Hanna Lindberg

Buongiorno lettori, periodo ricco, questo, per il blog. Una settimana - quella che sta cominciando -  in cui il thriller - genere che , come sapete, amo molto - sarà il protagonista assoluto. In attesa dell'uscita - il 31 gennaio - del nuovissimo romanzo di Hanna Lindberg, oggi, per per darvi un quadro completo della situazione, vi lascio il mio pensiero sul primo libro di questa autrice, che ha sempre come protagonista la giornalista d'assalto Solveig Berg: si tratta di Stockholm Confidential edito da Longanesi - che ringrazio per la copia, pag 350.

Sinossi: Solveig Berg è la più promettente giornalista d’inchiesta di Stoccolma: la città non ha segreti per lei. Ma basta un solo passo falso perché la sua carriera scivoli inesorabilmente verso il baratro. In un battito di ciglia, non le rimane che il suo blog, Stockholm Confidential, e qualche aggancio col jet set che ancora le permette di intrufolarsi negli eventi che contano. È così che inciampa in quello che potrebbe essere lo scoop della sua vita… ma anche il gioco più pericoloso e letale che abbia mai affrontato. Il party è di quelli che non si dimenticano, per il semplice fatto che a organizzarlo è Lennie Lee, fotografo di moda e proprietario di una rivista scandalistica. Lennie ama la bella vita e adora circondarsi di modelle. Ma quando Jennifer Leone viene trovata morta in circostanze sospette, Lennie si trova a dover escogitare di tutto pur di stare a galla in acque sempre più buie e pericolose. Anche perché c’è una testimone, proprio Solveig, che ha visto come sono andate veramente le cose. E Solveig non ha intenzione di andare dalla polizia, no: lei vuole usare ciò che sa per realizzare lo scoop della sua vita. Anche a costo di metterla a repentaglio, quella vita…



Quanto io ami i thriller - soprattutto nordici - voi lo sapete, quindi sono stata subito affascinata dalla possibilità di fare la conoscenza con Hanna Lindberg e con la sua protagonista, la giornalista d'assalto Solveig Berg.

lunedì 21 gennaio 2019

BibliOmaggi #32

Buongiorno lettori, buon lunedì. Altro giorno di visite di controllo per me... ultimi due mesi di gravidanza impegnativi sotto questo profilo ma sto bene quindi non mi lamento. Che ne dite di parlare di nuovi arrivi?  Torno mostrandovi gli omaggi ricevuti nell'ultimo periodo. Siete pronti?


  • Quasi tre di Tommaso Avati, edito da Fabbri editore, 237 pagine. Data pubblicazione: 02 ottobre 2018. Un libro che mi è stato proposto dalla scrittrice e giornalista culturale Annarita Briganti, che ringrazio. Una trama che mi incuriosisce e che mi fa credere che questo possa essere un libro  adatto a me.
Sinossi: Raffaele e Benedetta, undici anni di matrimonio, zero figli, due adorabili maialini d'appartamento da chiamare "bambini". Due voci, l'una il controcanto dell'altra, che si rincorrono e ci raccontano la loro storia: lei segretaria in un'agenzia romana per lo spettacolo e appassionata di cucina, lui sceneggiatore mancato riciclatosi insegnante, figlio d'arte in attesa perenne di sfondare nel mondo del cinema. Un rapporto ormai cristallizzato in una routine distratta, il loro, eroso dall'abitudine e dalla delusione di non essere riusciti a fare della propria esistenza qualcosa di cui andare fieri. Poi accade l'impensabile. A quarantasei anni, quando già comincia a pensare alla menopausa, Benedetta rimane incinta: il caso, con grande ironia, inizia a giocare con Lele e Benny, concedendo loro un'altra possibilità, l'occasione per riprendere il controllo del loro matrimonio e delle loro vite. Ma a volte non c'è niente di meglio di un "secondo tempo" per rimescolare le carte di una vita intera: tra genitori disfunzionali e colleghi sull'orlo di una crisi di nervi, Lele e Benedetta vengono risucchiati in un turbine di incomprensioni, aspettative malriposte e disavventure esilaranti, dove la posta in gioco è un amore dolceamaro, quasi acido. Insomma, un amore normale.


venerdì 18 gennaio 2019

Chi ben comincia #119 - Stockholm confidential di Hanna Lindberg

Buongiorno lettori, ome va? Finalmente venerdì ed un altro weekend è alle porte! Oggi torniamo a parlare di incipit e lo facciamo con un libro e un'autrice di cui sentirete parlare spesso nelle prossime settimane qui sul blog. In attesa dell'uscita del nuovo libro di Hanna Lindberg, Il gusto di uccidere, che sarà in tutte le librerie il 31/01/2019 edito da Longanesi, ho pensato che una bella rispolverata del primo thriller con protagonista la giornalista Solveig Berg non può che fare bene! Sarà la mia prossima lettura quindi sono curiosa di leggerne insieme a voi l'incipit
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REGOLE:


- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria

- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)

- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

- Aspettate i commenti



Titolo: Stockholm confidential
Autore: Hanna Lindberg
Pubblicazione: 02 gennaio 2017 - Longanesi
Pag.: 350
Costo: 16.90 € cartaceo - 2.99 € ebook

Descrizione: Solveig Berg è la più promettente giornalista d’inchiesta di Stoccolma: la città non ha segreti per lei. Ma basta un solo passo falso perché la sua carriera scivoli inesorabilmente verso il baratro. In un battito di ciglia, non le rimane che il suo blog, Stockholm Confidential, e qualche aggancio col jet set che ancora le permette di intrufolarsi negli eventi che contano. È così che inciampa in quello che potrebbe essere lo scoop della sua vita… ma anche il gioco più pericoloso e letale che abbia mai affrontato. Il party è di quelli che non si dimenticano, per il semplice fatto che a organizzarlo è Lennie Lee, fotografo di moda e proprietario di una rivista scandalistica. Lennie ama la bella vita e adora circondarsi di modelle. Ma quando Jennifer Leone viene trovata morta in circostanze sospette, Lennie si trova a dover escogitare di tutto pur di stare a galla in acque sempre più buie e pericolose. Anche perché c’è una testimone, proprio Solveig, che ha visto come sono andate veramente le cose. E Solveig non ha intenzione di andare dalla polizia, no: lei vuole usare ciò che sa per realizzare lo scoop della sua vita. Anche a costo di metterla a repentaglio, quella vita…

L'autrice: Hanna Lindberg, classe 1981 vive e lavora a Stoccolma. Giornalista per Aftonbladet e Metro, lavora attualmente per Bonnier Magazine, uno dei principali gruppi editoriali svedesi. Stockholm Confidential (Longanesi), il suo romanzo d'esordio pubblicato in patria da un piccolo editore, è subito diventato un bestseller, pubblicato successivamente in 10 paesi.


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INCIPIT

Erano trascorsi novantadue giorni, dieci ore e cinque minuti dalla catastrofe. Il telefono taceva. La fonte della polizia della City che di solito la informava sui sequestri di droga a casa dei vip aveva smesso di chiamare. Il ristoratore che sapeva dove avrebbero festeggiato le star di passaggio a Stoccolma non rispondeva più agli sms. Nemmeno i PR si facevano sentire.
Dopo quanto successo quell’inverno, era bruciata. 
Nessuno voleva essere associato a Solveig Berg.
Prese il computer dal comodino, sollevò lo schermo ed entrò in Stockholm Confidential, il blog che aveva aperto per rabbia il giorno stesso del licenziamento. Aveva fatto grandi piani: ci avrebbe infilato dentro di tutto, dalle brevi notizie sul mondo dello spettacolo a inchieste e scoop. Roba che avrebbe attirato l’attenzione della gente. Il suo modo di rientrare nel giro.

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Primo approccio per me con questa autrice di cui sto aspettando con grande curiosità il secondo thriller. Un incipit che porta subito alla questione e che ci presenta subito la protagonista del libro: Solveig Berg, giornalista di Stoccolma che, per qualche motivo che spero l'autrice ci spiegherà, è stata tagliata fuori dal giro. Da subito capiamo il significato del titolo del thriller che non è altro che il nome del blog che la donna crea per tornare alle luci della ribalta. Ce la farà? Quanto peso avrà il blog all'interno della storia? Sono proprio curiosa di saperne di più e voi? 
Avete già letto questo libro? Vi è piaciuto?
A presto,


lunedì 10 agosto 2015

Recensione #78 - Il bambino ombra di Carl-Johan Vallgren

Buongiorno lettori e buon lunedì, come state? Siete in vacanza o ancora in ufficio? Spero in ogni caso che possiate passare un buon lunedì, senza troppi pensieri. Io mentre leggerete probabilmente sarò in viaggio verso il mare, ho programmato questo post la settimana scorsa per non accumulare troppe recensioni visto che ancora non ho finito di postare quelle di luglio e di certo mi resteranno per settembre tutte quelle di agosto.
Sperando di fare cosa gradita vi lascio quindi con il mio pensiero sul libro Il bambino ombra di Carl-Johan Vallgren, edito da Marsilio - che ringrazio per la copia - , 340 pagine.

Trama: In una calda giornata estiva, un bambino di sette anni scompare misteriosamente in un’affollata stazione della metropolitana di Stoccolma. Una donna sconosciuta dal sorriso gentile lo prende per mano e sale con lui le scale che portano al treno, ma quando il padre raggiunge il binario, della donna e di suo figlio non c’è più traccia. Molti anni più tardi, ormai adulto, anche il fratello di quel bambino, Joel Klingberg, sembra essersi improvvisamente dissolto nel nulla. In cerca di un aiuto che la polizia non le vuole dare, la moglie decide di rivolgersi a Danny Katz, un vecchio amico di Joel dei tempi del servizio militare. Danny - quarantaquattro anni, ex interprete al ministero degli Esteri, ex traduttore e programmatore di software alla Difesa, ed ex tossicodipendente - è una sorta di nerd delle lingue e dell’informatica che gestisce una modesta agenzia di traduzione. Pur ritenendo che per cercare un imprenditore scomparso la sua competenza in fatto di lingue slave e siti russi pirata non sia poi così fondamentale, in nome della vecchia amicizia decide di accettare l’incarico. Ma la strada che porta a Joel è piena di insidie e scavare tra i segreti della ricchissima famiglia Klingberg, potente dinastia d’industriali, potrebbe costargli la vita. D’un tratto, Danny si ritrova al centro di un ingranaggio diabolico, dove superstizioni caraibiche, strani oggetti dal significato occulto e un tocco di follia segnano il passo di un’indagine dal ritmo trascinante, fino alla sorprendente rivelazione finale.

Primo libro della serie "Le inchieste di Danny Katz" che rappresenta anche l'esordio per l'autore nel mondo del thriller. Un esordio sicuramente perfetto, secondo il mio modesto parere.
Già dalle prime pagine veniamo catapultate al centro della questione: un bambino di sette anni rapito a pochi passi dal padre e svanito nel nulla. Non un bambino qualunque ma il figlio di una famiglia molto importante di Stoccolma. Purtroppo anche dopo tragedie simili la vita deve andare avanti. Ma come si fa a sopportare un dolore simile? Come si può, da genitori, non entrare in un limbo di disperazione e di pura sofferenza? Impossibile, anche per chi come i Klingberg ha il mondo ai suoi piedi. Una tragedia che coinvolge tutti e che non può non rovinare il normale svolgimento del tempo.
Ma non è l'unica disgrazia che si abbatte su quella famiglia: i genitori che non si sono più ripresi fino a cedere al suicidio; un fratello - ormai adulto - che scompare nel nulla senza lasciare traccia. Possibile che il destino possa accanirsi così tanto verso di loro? Possibile che nessuno sappia quello che sta succedendo?
E' quello che cercherà di scoprire Danny Katz, vecchio amico di Joel - l'uomo scomparso - quando la moglie lo contatta chiedendogli il suo aiuto. Per Danny, ex tossicodipendente ed ex dipendente del ministero del Esteri e della Difesa, tutto appare subito molto strano.
Non ha più avuto contatti con Joel dopo il loro periodo di studi comune e anche a quei tempi non potevano propriamente definirsi amici per la pelle. Come può lui - seppur con tutti i suoi agganci e le sue capacità di programmatore/hacker - trovare un uomo svanito nel nulla? E cosa ne è stato di Joel? Rapito? Scappato? Ucciso? Ogni pista può essere quella giusta ma niente si rivelerà semplice per il nostro improvvisato detective.
Con uno stile capace di non far staccare il lettore pagina dopo pagina, l'autore ha costruito un giallo che si rispetti, degno delle penne più importanti e più navigate in questo che - concedetemelo - secondo me risulta il genere più difficile: difficile arrivare alla fine senza essersi fatti scoprire dal lettore, difficile non commettere errori grossolani o utilizzare espedienti narrativi visti e rivisti. Ma Vallgren non inciampa e ci permette di godere della lettura senza mai rovinarci il momento della scoperta. Con un colpo di scena dopo l'altro, con una storia intricata ambientata quasi totalmente a Stoccolma me che passa anche per Santo Domingo e ci fa conoscere le leggende e le superstizioni del suo popolo, l'autore sa condurci per mano in luoghi che non ci aspettiamo all'interno di questioni difficili da immaginare.
I personaggi sono ben delineati. Facile affezionarsi a Danny con i suoi difetti ed il suo passato burrascoso; facile immaginare Kristoffer con la sua pelle più scura rispetto a quella della famiglia che prende per mano una signora in un giorno qualunque per non far più ritorno a casa; facile pensare a Joel bambino, "sopravvissuto" ma comunque il secondo, ombra di un fratello maggiore che per sempre occuperà un posto speciale nei cuori della sua famiglia ma altrettanto facile immaginare il Joel adulto con la sua vita apparentemente normale nell'azienda di famiglia ma con un tumulto interiore difficile da risolvere; e come non mettersi nei panni della moglie Angela che con la sua scomparsa piomba nella disperazione (nonostante tutto...) o dell'intera famiglia che rivive il dramma della scomparsa.
Un libro che consiglio agli amanti del genere e di cui aspetterò con ansia il secondo capitolo!

VOTO: 


martedì 7 luglio 2015

Recensione #72 - Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren

Ciao amici miei! sfidando la caldazza del nord Italia sono qui davanti a questo PC che manda fuori un caldo infernale per lasciarvi la recensione di un libro uscito la settimana scorsa e che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. Sto parlando del libro Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren edito da Sonzogno - che ringrazio per la copia - pag. 288.

Trama: «Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che figli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.
 
Quando ho ricevuto dalla casa editrice Sonzogno la scheda di questo libro in uscita, non ci ho pensato due volte a chiedere se fosse possibile averne una copia per recensirlo. Da sempre adoro gli autori nordici - come sapete ho anche una rubrica qui sul blog inaugurata da non molto in collaborazione con la mia sister virtuale Salvia del blog Desperate Housewife intitolata Vento del Nord - e da sempre sono una divoratrice di gialli, quindi quale connubio perfetto?
Non appena mi sono trovata a Villa del Lieto Tramonto - una residenza per anziani alle porte di Helsinki dove ogni ospite alloggia in appartamenti autonomi - sono stata immediatamente rapita dalle vecchine che ho trovato sedute nelle zone comuni della Residenza.
Siiri, simpatica novantaquattrenne con un amore, forse eccessivo, per i giri in tram; Irma la sua vicina di appartamento con cui condivide dei rituali giornalieri di amicizia e chiacchiere, Anna-Liisa, professoressa in pensione con due matrimoni alle spalle, un girello che non le servirebbe ma che - come dice lei - previene le eventuali cadute ed una fissazione per le declinazioni dei verbi e la grammatica finlandese. Come non amare i loro caffè all'insegna del pettegolezzo sugli altri ospiti della residenza, le loro partite a canasta con gli uomini, le loro battute sulla loro condizione di anziane in attesa che arrivi - finalmente dicono loro - il giorno del trapasso?
Sempre uguale la vita al Lieto Tramonto, qualche chiacchiera, poche visite da parte di parenti troppo impegnati e bizzarri corsi organizzati dalla direzione forse più per spillare soldi che per dare agli ospiti delle possibilità di svago. Sempre uguale fino a che non muore qualcuno. Normale - penseranno le tre arzille novantenni - ogni giorno, in quel luogo, gente viene ma soprattutto va; direzione quel luogo di non ritorno in cui aspettano anche loro, ardentemente, di essere chiamate.
Ma questa volta non è la morte di un anziano ad essere oggetto di chiacchiere: Tero, giovane cuoco adorato sopratutto da Siiri, ha perso la vita misteriosamente, a quanto pare a causa di un suicidio. Ma sarà vero? Cosa potrebbe portare un giovane nel fiore degli anni e sempre disponibile e gentile a compiere un gesto simile?
Come se non bastasse avvengono sempre più spesso strani ricoveri nel reparto isolamento: vispi anziani nella totalità delle loro capacità mentali vengono improvvisamente dichiarati dementi ed allontanati dalla normale attività giornaliera della Residenza. Questo non scappa all'occhio delle arzille vecchine che iniziando ad improvvisarsi detective attirano su di se le ire della caporeparto e degli inservienti del Lieto Tramono.
Sospetti, pensieri, misteriose pillole aggiunte alle prescrizioni usuali, pedinamenti strani, strani mancamenti e perdite di lucidità... ecco quello con cui le nostre protagonistre dovranno fare i conti.
Nelle prime centinaia di pagine l'autrice ha saputo creare dei personaggi esilaranti capaci di non aver neanche bisogno di una storia per essere amati, poi è cominciato il "giallo" - anche se mi sembra quasi esagerato chiamarlo così - e qualcosa si è rotto.
Se all'inizio la storia appariva briosa e calamitante, dopo la metà ha cambiato tono e si è trasformata in una storia di carattere sociale, quasi a voler fare a tutti i costi del libro un mezzo di denuncia; questo a me ha rovinato un po' il tutto, rendendomi un po' pesante la lettura e lasciandomi con la sensazione che l'autrice abbia voluto esagerare. Verso la fine la narrazione si rianima, tornando ai toni scanzonati dell'inizio e questo ha sicuramente aumentato il giudizio che mi ero fatta del romanzo fino a quel momento.
Ci sono inoltre delle parti che raccontano interminabili giri in tram con la spiegazione nel dettaglio dell'architettura e delle strade di Helsinki, parti che risultano poco fluide e occupano - secondo me - troppo spazi nel libro; chi come me non ha mai visto la città verrà oberato di indicazioni stradali e di nomi di monumenti difficili da comprendere ed inquadrare e questo alla storia non fa per niente bene.
Anche nella parte del giallo credo che la costruzione narrativa si perda un po'. Ci sono cose ripetute più e più volte che non aggiungono però nulla a quella che è la vicenda losca e anche potenzialmente interessante su cui si dovrebbe articolare la narrazione.
Certo, è un libro che fa riflettere sulla condizione degli anziani, su parenti fantasma che abbandonano i familiari in luoghi come il Lieto Tramonto per lavarsi un po' la coscienza, ma non è questo che la storia prometteva e non è questo che io volevo trovare. Sulla cover si parla di un'Agata Christie del Nord ed il lettore credo sia quello che voglia trovare acquistando un libro con una promessa del genere.
In conclusione, avrei diminuto in maniera importante la parte sociale del libro ed avrei accentuato la vita di questi fantastici personaggi che l'immaginazione dell'autrice ha sapientemente creato.
Un buonissimo esordio con un alto potenziale ma che forse si è perso un po' per strada.
A questo punto sono curiosissima di leggere il seguito per vedere se e come lo stile dell'autrice si evolverà. E voi che ne pensate? Avete letto questo libro? Lo leggerete? Come sempre sarò felice se vorrete farmi sapere la vostra opinione in merito!

VOTO: 


lunedì 18 maggio 2015

Vento del Nord #1 - Un viaggio a Reykjavik

Buongiorno carissimi! E' con un'enorme emozione che vi presento oggi una nuova rubrica in collaborazione con la mia sorellina virtuale Salvia del blog Desperate Bookswife.
La rubrica, che avrà cadenza casuale, si intitola Vento del Nord e nasce dalla passione di entrambe verso gli autori nordici che negli ultimi anni stanno spopolando anche in Italia. Di che cosa parleremo? Di qualsiasi cosa riguardi la letteratura nordica, a volte - come in questo caso - prendendo spunto dallo stesso libro ed altre parlando di libri differenti che abbiano però un filo conduttore comune. Potrete trovare recensioni, approfondimenti sugli autori, approfondimenti sui paesi dove sono ambientate le lettura ed ogni volta ognuna di noi ne parlerà secondo il proprio punto di vista quindi ogni post sarà differente e sarà una sorpresa!
Sperando che l'idea vi piaccia vi lascio all'argomento di oggi.


Oggi vi parleremo dell'Islanda e nello specifico di Reykjavik prendendo spunto da un libro che entrambe abbiamo letto; perchè si dice sempre che leggere è viaggiare e allora perchè non pensare di farlo per davvero? Facendo un salto in una città che sicuramente ha molto da offrire? 
Confesso che fino ad oggi non ne sapevo nulla di questa città, se non che fosse la capitale dell'Islanda, quindi mi sono divertita come una matta a cercare notizie sia su Reykjavik che sulle possibili cosa da fare e vedere! Chi parte con me????
Basta un volo di circa 4 ore e trenta da Milano per ritrovarci tutti insieme in questa città nordica - con un volo della fantasia come stiamo facendo ora basta molto molto meno! ;)
Come mi vesto? Starete pensando... Ecco la prima cosa da sfatare che proprio non mi aspettavo: pensando all'Islanda ho sempre immaginato il gelo cosmico e temperature rigidissime, in realtà a Reykjavik, pur essendo la capitale più settentrionale d'Europa, il clima non è estremamente rigido infatti la media delle temperature del mese di marzo è di 0° C. Primavera ed estate sono i periodi migliori per andarci quindi quale momento più perfetto di questo?
Ovviamente il mio viaggio si concentrerà su quelli che sono i miei interessi quindi cercherò nello specifico notizie sull'architettura e - siccome quando viaggio non manca mai il mio piccolino di 5 anni - su quello che in questa città si può fare con i bambini.

La prima particolarità architettonica che voglio segnalarvi è il Perlan un edificio dal design curioso realizzato all'inizio degli anni '90 dall'architetto Ingimundur Sveinsson. Il Perlan è un edificio con una struttura a cupola in vetro e metallo che copre sei serbatoi in alluminio, contenenti ciascuno oltre quattro milioni di litri di acqua scaldati a 85° attraverso l'energia geotermica, utilizzati per il riscaldamento e per la fornitura dell'acqua calda della città. Un capolavoro dell'ingegneria moderna! All'interno della cupola è situato un grande spazio espositivo, un ristorante - il Perlan - che gira su se stesso - compiendo una rotazione completa in due ore - e una piattaforma esagonale esterna da cui è possibile ammirare tutta la
capitale. Sono inoltre presenti negozi di ogni genere.

All'interno dell'unica cisterna in disuso si trova il Saga Museum - adattissimo ai bambini - incentrato sulle tradizioni vichinghe dell'Islanda. Con l'utilizzo di manichini in cera - realizzati su modello di veri abitanti di Reykjavik - vengono fatte rivivere le più importanti saghe vichinghe islandesi; i vestiti, le armi e ogni altro oggetto è ricreato secondo i metodi
tradizionali tramandati nel tempo.

Un altro monumento che mi piacerebbe visitare è la chiesa di Hallgrímskirkja che, costruita con un enorme blocco di basalto sulla collina limitrofa all'antico centro di Reykjavik, con i suoi settantacinque metri di altezza è l'edificio più alto di Islanda. Progettata
negli anni Trenta del secolo scorso dall'architetto Guðjon Samuélsson rappresenta in questo momento uno degli edifici più appariscenti della città ed è visibile da oltre venti metri di distanza.
Il design innovativo della chiesa destò moltissimo scalpore per l'epoca per questo ci vollero più di tent'anni prima che fosse completata ed il suo progettista morì prima di vederla ultimata.
All'interno lo stile è invece sobrio, in netto contrasto con l'esterno. Un'altra particolarità è il grandissimo organo a 5275 canne, alto 15 metri dal peso di 25 tonnellate.

Per accontentare ancora una volta i bambini perchè non salpare in barca per un tour di avvistamento delle balene, delle pulcinelle di mare o dell'aurora boreale? Ci sono compagnie specializzate - come la Special Tours - che permettono in un paio d'ore di andare alla scoperta della natura in questo modo meraviglioso che ai più piccoli - ma anche ai più grandi - piacerà un sacco.

Un altro posto entusiasmante potrebbe sicuramente essere il Family park, lo zoo degli animali domestici situato al centro di Reykjavik in cui dimorano animali domestici e selvatici islandesi come i visoni, le renne, le foche e i salmoni. Molte sono le attrattive ludiche per i bambini all'interno di questo parco tra cui macchinine elettriche, mini-golf, barche o automobiline comandate a distanza e ancora un recinto di sabbia, una torre panoramica ed un grande barbecue aperto a tutti. Cosa desiderare di più per una giornata in famiglia?

E con questo, sperando di non avervi annoiato, concludo il nostro tour virtuale in questa meravigliosa cittadina del nord Europa!!!!
Vi lascio con qualche notizia sul libro che ha ispirato questo nostro viaggio!!!


Titolo: Reykjavik Café
Autore: Sólveig Jónsdóttir
Genere: Narrativa
Pagine: 320 pagine
Costo:  cartaceo 17.50 €
Pubblicazione: Sonzogno

Trama: Per una donna i trent'anni sono un'età meravigliosa, si comincia a fare sul serio e ad assaporare il bello della vita. Peccato che non sia quasi mai veramente così. Hervör, Karen, Silja e Mía, ad esempio, sono tutte alle prese con situazioni sentimentali caotiche e insoddisfacenti. C'è quella che si accontenta di saltuarie notti di sesso con l'ex professore di università, chi vive dai nonni, trascorrendo i weekend in discoteca e svegliandosi ogni volta in un letto diverso. Oppure quella che, essendo medico, è spesso costretta a turni fuori casa e, guarda un po', la volta che rientra senza avvisare sorprende il neo marito con una biondina. E poi c'è la più scombinata di tutte: è stata lasciata dal fidanzato, un avvocato benestante, e ora vive in una mansarda in mezzo agli scatoloni del trasloco, faticando a trovare un lavoro e una direzione nella vita. Le quattro giovani donne non si conoscono né sembrano avere molti punti in comune. A unirle è la pausa obbligata al Reykjavík Café dove, nel buio gennaio islandese, vanno a cercare un po' di calore e dove le loro storie finiranno per intrecciarsi. Finché, fra un latte macchiato e un cocktail di troppo, rovesci del destino e risate condite da improbabili consigli, ognuna troverà il modo di raggiungere la propria felicità, o qualcosa di molto vicino.


Autrice: Sólveig Jónsdóttir ha studiato scienze politiche e vive a Reykjavík, dove ha lavorato come Reykjavík Café è il suo primo romanzo.
giornalista alla redazione di «Lifestyle Magazine». Da tre anni è capo della comunicazione di UNICEF Islanda.

Ci vediamo alla prossimo post!