Buongiorno carissimi! E' con un'enorme emozione che vi presento oggi una nuova rubrica in collaborazione con la mia sorellina virtuale
Salvia del blog
Desperate Bookswife.
La rubrica, che avrà cadenza casuale, si intitola
Vento del Nord e nasce dalla passione di entrambe verso gli autori nordici che negli ultimi anni stanno spopolando anche in Italia. Di che cosa parleremo? Di qualsiasi cosa riguardi la letteratura nordica, a volte - come in questo caso - prendendo spunto dallo stesso libro ed altre parlando di libri differenti che abbiano però un filo conduttore comune. Potrete trovare recensioni, approfondimenti sugli autori, approfondimenti sui paesi dove sono ambientate le lettura ed ogni volta ognuna di noi ne parlerà secondo il proprio punto di vista quindi ogni post sarà differente e sarà una sorpresa!
Sperando che l'idea vi piaccia vi lascio all'argomento di oggi.
Oggi vi parleremo dell'Islanda e nello specifico di
Reykjavik prendendo spunto da un libro che entrambe abbiamo letto; perchè
si dice sempre che leggere è viaggiare e allora perchè non pensare di
farlo per davvero? Facendo un salto in una città che sicuramente ha
molto da offrire?

Confesso che fino ad oggi non ne sapevo nulla di questa città, se non che fosse la capitale dell'Islanda, quindi mi sono divertita come una matta a cercare notizie sia su
Reykjavik che sulle possibili cosa da fare e vedere! Chi parte con me????
Basta un volo di circa 4 ore e trenta da Milano per ritrovarci tutti insieme in questa città nordica - con un volo della fantasia come stiamo facendo ora basta molto molto meno! ;)
Come mi vesto? Starete pensando... Ecco la prima cosa da sfatare che proprio non mi aspettavo: pensando all'Islanda
ho sempre immaginato il gelo cosmico e temperature rigidissime, in
realtà a Reykjavik, pur essendo la capitale più settentrionale d'Europa,
il clima non è estremamente rigido infatti la media delle temperature
del mese di marzo è di 0° C. Primavera ed estate sono i periodi migliori per andarci quindi quale momento più perfetto di questo?
Ovviamente il mio viaggio si concentrerà su quelli che sono i miei interessi quindi cercherò nello specifico notizie sull'architettura e - siccome quando viaggio non manca mai il mio piccolino di 5 anni - su quello che in questa città si può fare con i bambini.

La prima particolarità architettonica che voglio segnalarvi è il
Perlan un edificio dal design curioso
realizzato all'inizio degli anni '90 dall'architetto Ingimundur Sveinsson. Il Perlan è un edificio con una struttura a cupola in vetro e metallo che copre sei serbatoi in alluminio, contenenti ciascuno oltre quattro milioni di litri di acqua scaldati a 85° attraverso l'energia geotermica, utilizzati per il riscaldamento e per la fornitura dell'acqua calda della città. Un capolavoro dell'ingegneria moderna! All'interno della cupola è situato un grande spazio espositivo, un ristorante - il
Perlan - che gira su se stesso - compiendo una rotazione completa in due ore - e una piattaforma esagonale esterna da cui è possibile ammirare tutta la
capitale. Sono inoltre presenti negozi di ogni genere.

All'interno dell'unica cisterna in disuso si trova il
Saga Museum - adattissimo ai bambini - incentrato sulle tradizioni vichinghe dell'Islanda. Con l'utilizzo di manichini in cera - realizzati su modello di veri abitanti di Reykjavik - vengono fatte rivivere le più importanti saghe vichinghe islandesi; i vestiti, le armi e ogni altro oggetto è ricreato secondo i metodi
tradizionali tramandati nel tempo.
Un altro monumento che mi piacerebbe visitare è la chiesa di
Hallgrímskirkja che, costruita con un enorme blocco di basalto sulla collina limitrofa all'antico centro di Reykjavik, con i suoi settantacinque metri di altezza è l'edificio più alto di Islanda. Progettata
negli anni Trenta del secolo scorso dall'architetto
Guðjon Samuélsson rappresenta in questo momento uno degli edifici più appariscenti della città ed è visibile da oltre venti metri di distanza.
Il design innovativo della chiesa destò moltissimo scalpore per l'epoca per questo ci vollero più di tent'anni prima che fosse completata ed il suo progettista morì prima di vederla ultimata.
All'interno lo stile è invece sobrio, in netto contrasto con l'esterno. Un'altra particolarità è il grandissimo organo a 5275 canne, alto 15 metri dal peso di 25 tonnellate.

Per accontentare ancora una volta i bambini perchè non salpare in barca per un tour di avvistamento delle balene, delle pulcinelle di mare o dell'aurora boreale? Ci sono compagnie specializzate - com
e la
Special Tours - che permettono in un paio d'ore di andare alla scoperta della natura in questo modo meraviglioso che ai più piccoli - ma anche ai più grandi - piacerà un sacco.

Un altro posto entusiasmante potrebbe sicuramente essere il
Family park, lo zoo degli animali domestici situato al centro di Reykjavik in cui dimorano animali domestici e selvatici islandesi come i visoni, le renne, le foche e i salmoni. Molte sono le attrattive ludiche per i bambini all'interno di questo parco tra cui macchinine elettriche, mini-golf, barche o automobiline comandate a distanza e ancora un recinto di sabbia, una torre panoramica ed un grande barbecue aperto a tutti. Cosa desiderare di più per una giornata in famiglia?
E con questo, sperando di non avervi annoiato, concludo il nostro tour virtuale in questa meravigliosa cittadina del nord Europa!!!!
Vi lascio con qualche notizia sul libro che ha ispirato questo nostro viaggio!!!
Titolo: Reykjavik Café
Autore: Sólveig Jónsdóttir
Genere: Narrativa
Pagine: 320 pagine
Costo: cartaceo 17.50 €
Pubblicazione:
Sonzogno
Trama: Per una donna i trent'anni sono un'età
meravigliosa, si comincia a fare sul serio e ad assaporare il bello
della vita. Peccato che non sia quasi mai veramente così. Hervör,
Karen, Silja e Mía, ad esempio, sono tutte alle prese con situazioni
sentimentali caotiche e insoddisfacenti. C'è quella che si accontenta
di saltuarie notti di sesso con l'ex professore di università, chi vive
dai nonni, trascorrendo i weekend in discoteca e svegliandosi ogni
volta in un letto diverso. Oppure quella che, essendo medico, è spesso
costretta a turni fuori casa e, guarda un po', la volta che rientra
senza avvisare sorprende il neo marito con una biondina. E poi c'è la
più scombinata di tutte: è stata lasciata dal fidanzato, un avvocato
benestante, e ora vive in una mansarda in mezzo agli scatoloni del
trasloco, faticando a trovare un lavoro e una direzione nella vita. Le
quattro giovani donne non si conoscono né sembrano avere molti punti
in comune. A unirle è la pausa obbligata al Reykjavík Café dove, nel
buio gennaio islandese, vanno a cercare un po' di calore e dove le
loro storie finiranno per intrecciarsi. Finché, fra un latte macchiato
e un cocktail di troppo, rovesci del destino e risate condite da
improbabili consigli, ognuna troverà il modo di raggiungere la propria
felicità, o qualcosa di molto vicino.
Autrice: Sólveig Jónsdóttir ha studiato scienze politiche e vive a Reykjavík,
dove ha lavorato come
Reykjavík Café è il suo primo romanzo.
giornalista alla redazione di «Lifestyle
Magazine». Da tre anni è capo della comunicazione di UNICEF Islanda.
Ci vediamo alla prossimo post!