
Azzeccatissimo giro di parole quello scelto per il titolo di questo libro. Il gusto di uccidere è infatti incentrato sul gusto, visto che l'avvenimento principale - l'uccisione di Vanja Stridh, capo di Solveig - avviene proprio durante la premiazione del vincitore di un famosissimo premio culinario: Il Cuoco d'Oro.
Cucina, fama e ristoranti di lusso sono quindi i nuovi ingredienti di questo nuovo thriller della Lingberg che, dopo aver ambienteto il suo precedente libro tra le pagine patinate delle riviste di moda, ha scelto ancora una volta di mostrarci il lato frivolo e lussurioso della città di Stoccolma, buttando sempre un occhio molto attento all'attualità. Se nel primo libro erano i social network a farla da padroni, in questo suo secondo lavoro il filone è quello del cibo e delle gare di cucina, anche se i social network ed i blog continuano ad avere un ruolo importantissimo per lo svolgersi delle vicende.
Come ormai abbiamo imparato a conoscere, le cose per Solveig non sono mai semplici, ed oltre a trovarsi con la propria capa e amica in lotta tra la vita e la morte in un letto di ospedale, si trova a dover cercare di interpretare le uniche due parole che la donna è riuscita a comunicarle nel suo unico momento di lucidità dopo l'incidente: trova eternit.
Chi ha sparato? Chi era il vero obiettivo di quel colpo mortale? Perchè Vanja aveva nascosto a Solveig una grande e delicata inchiesta cui stava lavorando? Cosa si nasconde dietro il patinato mondo degli chef stellati? È tutto oro quel che luccica?
Capite che per una giornalista d'assalto come la nostra protagonista questi enigmi non possono assolutamente essere ignorati. Si butterà quindi a capofitto, come sempre, per cercare di svelare un mistero che, da subito, le sembrerà molto più complicato di quello che la polizia crede.
La sua vita privata, ovviamente, sarà catapultata nel vortice delle ricerche e non potrà non uscirne segnata.
I personaggi anche in questo libro sono molti e ben costruiti. Tanti sono quelli nuovi creati apposta per questo nuovo capitolo, ma diversi sono anche quelli che ritroveremo dal vecchio libro, primi fra tutti Lennie Lee - il fotografo delle dive che sta cercando di trovare un nuovo sbocco nella vita dopo aver trascorso l'ultimo periodo in carcere - e Dan Irèn - lo psicologo con cui Solveig ha da sempre un rapporto di amore e odio -; entrambi questi personaggi saranno cruciali per lo svolgersi della vicenda ed intrecceranno nuovamente le loro strade con quelle della giornalista.
Perchè, anche in questo caso come nel precedente, le storie che ci vengono raccontate parallelamente sono diverse e la stesse arriveranno poi ad intrecciarsi e ad essere essenziali l'una per l'altra.
Un ingrediente - se in tema culinario vogliamo rimanere - che l'utrice aggiunge a questo suo secondo lavoro è l'introduzione di una voce in prima persona, che appare misteriosamente in alcuni punti del libro che aggiunge sulla vicenda un mistero nel mistero. Chi sarà quella voce narrante? Quanto sono importanti i suoi racconti ai fini della soluzione del caso? Starà al lettore scoprirlo!
Di certo un passo avanti sia nel tipo di narrazione - che in questo libro non cala mai di ritmo - sia a livello di trama, che in questo nuovo lavoro risulta più articolata e più appassionante. Se in Stockholm Confidential era abbastanza semplice, per un lettore avvezzo di thriller, arrivare alla soluzione del caso, ne Il gusto di uccidere l'intrico è sicuramente più accurato e meno banale. Ci sono cose che il lettore capirà abbastanza facilmente ma resteranno comunque cose da scoprire e colpi di scena da svelare.
Quello che non cambia e che spicca nei lavori di questa autrice sono sicuramente i contesti in cui le sue storie si inseriscono: non mere ambientazioni ma veri e propri set, luoghi e situazioni che danno alla trama una connotazione specifica, che aggiungono veridicità al libro, che permettono al lettore di immergersi profondamente nell'atmosfera che vivono i personaggi. Personaggi a tratti reali, non comparse che servono ad arrivare alla soluzione del caso ma veri e propri protagonisti - tutti - che aggiungono suspance, che danno corpo alla lettura, e che conquistano il lettore una pagina dopo l'altra.
Un finale che conclude il caso ma che, dal punto di vista dei personaggi, lascia ben sperare su un prossimo futuro thriller con protagonista la nostra Solveig ed è inutile dirvi che io a questo punto lo attenderò con grande impazienza!!!
È vero, la voce fuori campo. Io ho dimenticato di citarla. Una bella introduzione. L’autrice ha fatto un salto di qualità per svariati motivi, ha osato di più.
RispondiEliminaE adesso ci tocca aspettare????
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