lunedì 23 settembre 2019

Recensione #323 - La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton e INCONTRO CON L'AUTRICE

Ciao a tutti, come state? Io di corsa come al solito quindi vi lascio subito alla recensione di oggi, quella del romanzo La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton edito da Garzanti che ringrazio per la copia, pag. 364, secondo romanzo di una trilogia il cui primo capitolo è L'apprendista geniale, recensione qui. A fine post troverete anche delle curiosità sull'autrice che ho avuto il piacere di incontrare alla presentazione del romanzo ai blogger.

Sinossi: Andrea è sempre più vicina al suo sogno. Il secondo anno al Longjoy College, una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, sta per iniziare e non riesce ancora a credere di aver avuto una simile opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell'antico edificio lasciandosi alle spalle i canali e le calli di Venezia, capisce che per lei sarà ancora più dura. Per lei che è lì solo grazie a una borsa di studio che deve mantenere a tutti i costi. Per lei così impacciata e introversa. Per lei che è cresciuta con i libri come unici compagni. Ma ora non è più sola ad affrontare la vita del college, perché è entrata a far parte di uno strambo gruppo di amici: la cinica Marilyn, il dolce Andre, l'irrefrenabile Uno e, soprattutto, il misterioso Joker, che l'ha conquistata al primo sguardo. Ma non sempre è sufficiente. Andrea è bravissima nello studio, meno a difendersi dagli attacchi di chi ha intuito il suo talento e vuole metterle i bastoni tra le ruote. Perché solo il primo del corso avrà le occasioni migliori. Una competizione che Andrea è pronta ad affrontare perché la sua passione per la scrittura è profonda e viene da molto lontano. Da quando era bambina e la madre, che ora non c'è più, le ha strappato una promessa e affidato una pesante eredità: diventare una giornalista come lei. Nient'altro conta per Andrea. Non importa se Zen, il nuovo studente appena arrivato, è così simile a lei e così affascinante da farle perdere per un attimo la rotta che la porta a Joker. Non importa se la scuola vuole imporle scelte che non condivide. Lei ha un obiettivo chiaro in mente e un'arma infallibile per raggiungerlo: le parole. La capacità di raccontare la realtà con la scrittura. Deve solo capire che la vita è fatta di scelte, e che più si cresce più esse diventano difficili.



Andrea e i suoi strampalati amici sono tornati! Secondo anno al Longjoy per loro e seconda possibilità di leggerne le loro storie per noi.


"Quando sei piccolo e ti senti diverso pensi che il mondo ti voglia schiacciare, e che tutte le persone accanto a te siano indifferenti. Ma a volte basta un solo volto amico a cambiare il corso degli eventi."

La storia riparte esattamente dove l’avevamo lasciata. È estate e durante le vacanze estive ogni studente ha raggiunto la propria destinazione. Per Andrea non c’è altra destinazione possibile che San Neri ed un lavoretto stagionale all’albergo del signor Tarallo, in modo da avere la possibilità di vivere il nuovo anno a Venezia con qualche soldo da parte.
Da subito il lettore viene riportato alle atmosfere che lo avevano accompagnato nel romanzo precedente: prima San Neri con i suoi vecchietti, poi Joker con il suo fascino sfuggente e infine il Longjoy, Venezia, la laguna, i marmocchi del corso di inglese. Insomma, gli ingredienti ci sono di nuovo tutti, uniti ai nuovi arrivi nel college che si rivelano subito interessanti e capaci di dare una scossa all’equilibrio che il gruppo di amici aveva conquistato durante tutto l’anno precedente.
La Dalton ritorna, con uno stile e una scrittura sicuramente cresciuti e con una storia ricca di nuovi elementi che le permettono di non risultare ripetitiva e banale.
Anche in questo secondo lavoro i temi importanti che l’autrice vuole trattare vengono inseriti nella vita di tutti i giorni dei protagonisti e vengono sviluppati con il giusto equilibri tra la serietà che argomenti di un certo tipo impongono e la leggerezza che l’impostazione della storia richiede. Un giusto mix tra leggerezza e spunti di riflessione che permettono al lettore di svagarsi ma anche di crearsi un proprio pensiero sui fatti narrati.
Venezia è sempre l’ambientazione – anche un po’ protagonista – di questa storia. Anzi, in questo secondo volume l’autrice ci regala una settimana a Burano, tra i suoi vicoli di case colorate, accompagnate dalle donne del posto e dai loro magnifici merletti. Un modo per far conoscere questa splendida isoletta della laguna a chi non l’avesse mai vista e per farla ricordare con emozione a chi, come me, c’è stato diverse volte e la adora.
Capitolo intermedio della trilogia, questo romanzo permette al lettore di assistere alla crescita e all’evoluzione dei personaggi e dei loro rapporti, regalando momenti di serietà, siparietti di assoluta ilarità e lasciando al lettore la sensazione di sentirsi un po’ a casa. Di certo chiuderete il libro con la voglia di sapere cosa succederà a questi pazzi amici, con la voglia di tornare presto a nelle stanze del Longjoy e sui vaporetti veneziani!
Un buon lavoro di intrattenimento che vi consiglio per staccare tra letture impegnative. Un libro che va assolutamente letto dopo L'apprendista geniale per cogliere a pieno il senso della storia.
 
VOTO:


QUATTRO CHIACCHIERE CON ANNA DALTON

Di cosa abbiamo parlato durante l'incontro? Di come è anata l'idea di questa trilogia, delle cose importanti per Anna, del suo metodo di scrittura e di tantissime altre cose di cui vi racconto qui di seguito.

  • Non c’è molto della sua vita nel libro. Alla sua protagonista però ha dato tutte le caratteristiche che piacciono a lei.
  • In comune Anna e Andrea hanno: i capelli rossi, l’essere Irlandesi e l’essere vegetariane. 
  • Avendo vissuto fuori da casa da quando aveva diciotto anni, l’autrice ha un po’ vissuto quell’attaccarsi agli amici come succede nel libro e crede che a quell’età l’amicizia sia molto importante.
  • Il personaggio preferito di Anna Dalton è Uno: come un fratello maggiore, una presenza maschile non invadente.
  • Anna crede che sia più interessante nei libri vedere qualcuno che fa fatica e che si riprende.
  • I temi che ha inserito nel suo libro sono temi per lei importanti e che ha scelto in modo preciso. Ad esempio l’amico gay e il bambino di colore per lei sono normali ma per molti altri no.
  • Per raccontare l’esperienza di Andrea con i bambini l’autrice ha attinto dalla sua esperienza personale di insegnante di inglese per bambini in un asilo.
  • All’inizio Venezia c’era ma non nello specifico, poi ha invece inserito descrizioni di luoghi reali della città perché si è resa conto che arricchiva tantissimo il romanzo.
  • L’autrice apprezza tantissimo i messaggi che le persone le scrivono dopo aver letto il suo libro.Quindi fatevi sotto!!!
  • La scrittura per lei c’è sempre stata. Scribacchiava ovunque ma il suo pensiero era che se avesse dovuto farlo un giorno lo avrebbe fatto seriamente. Ha aspettato di avere una storia giusta per cominciare a scrivere seriamente.
  • Anna legge romanzi. Ama la letteratura americana e irlandese, ciò che ha una vena comedy. Le piacciono Nick Hornby, Jonhatan Coe, Saramago, Calvino. Ultimamente legge più contemporanei perché ha il piacere di andare alle presentazioni e di scrivere agli autori.
  • Ha scelto di inserire nella trilogia il mondo del giornalismo perché aveva una base teorica studiata all’università e poi perché era un periodo storico in cui i giornalisti venivano molto criticati e c’era molta negatività nei loro confronti, mentre secondo lei è un lavoro importantissimo per cui ci vuole moltissima passione e impegno.
  • Divide totalmente il suo lavoro da attrice da quello di scrittrice. Quando gira, gira e basta e non ci pensa, quando invece ha tempo invece passa giornate a scrivere stando in pigiama per giorni.
  • Le piacciono i soprannomi e tra i suoi amici si usavano parecchio.
  • Non ama le descrizioni troppo particolareggiate perchè come lettrice ama immaginare le cose quindi anche come autrice ama dare qualche indizio sui personaggi e sulle loro caratteristiche e poi lascia al lettore il gusto dell’immaginazione.
  • La prima idea per il libro è stata quella di parlare di un gruppo di amici in cui l’amicizia fosse fondamentale e non per modo di dire.
  • Ha scelto di fare tre libri per dare tempo ai personaggi di incontrare persone e di fare cose. Lo ama molto anche da lettrice.
  • Quando scrive Anna ha un abbozzo in mente di quello che vuole scrivere ma non schematizza le sue storie e ha un modo di scrivere molto istintivo.
  • In ogni personaggio c’è qualcosa di qualcuno che Anna conosce.
  • Barbie è un insieme delle persone cattive che Anna ha incontrato nella vita.
  • Il personaggio di Uno è basato su un suo amico spagnolo Uan Carlos.
  • Anna ha avuto un passato da giocatrice di giochi di ruolo, che poi ha inserito nel romanzo.
  • Uno dei suoi sogni era scrivere un libro e vederlo cartaceo in libreria.
  • Si ritiene una persona molto fortunata a fare due lavori che ama moltissimo.

Con questo è tutto. Spero, anche questa volta, di aver fatto cosa gradita raccontandovi qualcosa in più sull'autrice di questi romanzi!

3 commenti:

  1. Ciao!!! Hai proprio ragione quando scrivi che la scrittura è maturata. Quanto voglio leggere il terzo? E comunque i vecchietti di San Neri mi piacciono un sacco

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