martedì 10 settembre 2019

Recensione #319 - Tutta colpa della mia impazienza di Virginia Bramati

Buonasera lettori, rieccomi ad un orario strano ma tant'è... per un po' di tempo dovrete prendermi così, in momenti diversi dal solito, che sono i momenti (purtroppo pochissimi) che riesco a ritagliarmi tra lavoro, figli, casa e mille altre faccende che dovrei fare! Oggi vi parlo di Tutta colpa della mia impazienza di Virginia Bramati edito da Giunti, pag. 240. 

Sinossi: «Sono nata con due mesi di anticipo, odio i tempi morti, sono fisicamente allergica ai giochi di pazienza e adoro il tasto fast forward»: Agnese è così, una ragazza esuberante, autonoma, in­sofferente verso il principio dell'«ogni cosa a suo tempo»…
Ma improvvisamente, ecco che la vita prende una piega terribilmente dolorosa e la scaraventa dal centro di una metropoli che non dorme mai a una grande casa lungo un fiume, lontana quanto basta per essere immersa nei ritmi lenti e immutabili della campagna. Non solo: quando l'inverno finalmente è alle spalle e tutto sta per sbocciare, si ritrova sola, con un esame importante da preparare e solo il ronzio delle api a farle compagnia.
Impulsiva come sempre, Agnese non si arrende e riesce ugualmente a riempirsi le giornate con tutto ciò che non dovrebbe fare… fino a che dalle pagine di un libro non spunta un piccolo dono prezioso: una bustina di semi di Impatiens, la pianta i cui fiori rosa hanno il potere di curare le ferite dell'anima e insegnare l'ascolto e l'armonia.

Sullo sfondo di una campagna lombarda sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare, Virginia Bramati ci regala ancora una volta una protagonista adorabile, piena di vita, alle prese con un mistero da risolvere, un esame da superare e soprattutto con il compito più difficile: scoprire che la felicità è molto più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.






Era da tantissimo tempo che volevo leggere un libro di questa autrice. Baba me lo dice praticamente da quando ci siamo conosciute ma io, chissà perché, ho sempre rimandato. Poi  maggio l'autrice è stata ospite di Libri al Leu - il festival letterario che io e Baba organizziamo in Piemonte - ed io sono rimasta incantata dal suo modo di raccontare i suoi libri e i suoi protagonisti. Quindi eccomi qui, con la mia pecca rimediata, a raccontarvi com'è andata.

"Aspetti per anni le farfalle nello stomaco per poi scoprire che in realtà sono rinoceronti."
Cosa mi aspettavo da questa lettura? Non so, forse le cover dei libri di questa autrice mi hanno sempre tratto in inganno, facendomi pensare a dei romance, invece leggendo io ci ho trovato molto di più.
Certo, è innegabile, una storia d'amore c'è, ma non è quello il fulcro del romanzo.
Agnese è la protagonista del libro, e sarà lei ad accompagnare il lettore per tutta la storia, raccontando in prima persona le vicende che le hanno cambiato la vita.
Comincia dalla fine Agnese, in realtà non rivolgendosi a noi che leggiamo ma scrivendo una lettera  a quello che il giorno dopo diventerà suo marito, ricordandogli l'estate di otto anni prima, quella in cui tutto ebbe inizio e quella in cui il lettore si ritroverà catapultato nelle pagine successive.
Dopo la lettera, che è più una premessa, la storia prende il via e l'autrice ci racconta di Agnese e della sua rinascita. Una narrazione che scorre spedita e che ci regala continui salti temporali grazie a capitoli che ci portano all'estate della rinascita e ad altri che invece ci raccontano i mesi precedenti, quelli del baratro, quelli drammatici che hanno segnato le vite di molte persone.
Ambientazione del romanzo è principalmente Terzi d'Adda, un paesino inventato, che l'autrice colloca sull'Adda, a circa mezz'ora di strada da Verate, il paese di fantasia in cui Virginia ha ambientato tutti i suoi libri e che per i lettori appassionati è diventato ormai un paese vero, nonché tratto distintivo di questa autrice.
Lo stile è fresco, a tratti divertente, capace di portare il lettore a passeggiare tra le vie in cui passeggiano i suoi personaggi ma soprattutto capace di parlare di temi molto importanti ed anche dolorosi, dosando bene emozioni e leggerezza.
I personaggi sono raccontati con grande precisione, tanto da renderli reali agli occhi di chi legge. Non mere apparizioni ma quasi persone in carne ed ossa capaci di conquistare il lettore con la loro semplicità e genuinità.
Se Agnese è la protagonista femminile, sicuramente Adelchi, detto Ade, è un po' il protagonista maschile del romanzo: l'uno il porto sicuro dell'altra, entrambi sostegno l'uno per l'altra, si piacciono subito,forse anche perché molto simili e segnati dalle stesse ferite. Quando Agnese si trasferisce a Terzi da Milano - pur continuando la scuola in città - non ha nessuna intenzione di inserirsi nella nuova comunità mentre Ade, che lì ci è cresciuto ma che forse non ci si è mai sentito a suo agio, cerca subito di diventare suo amico, forse perché la vede tanto simile a lui, forse perché solo lui può veramente capire cosa la ragazza stia passando.
Impossibile non fare subito il tifo per Agnese, impossibile non comprendere il suo sentirsi persa, impossibile non giustificare l'accentuarsi della sua impazienza, non lottare con lei per non essere considerata "la ragazza di città",  non assecondarla nella sua lotta contro il maschilismo del circolo del tennis. E mentre Agnese cerca di riprendere in mano parte della sua vita cercherà anche di fare qualcosa per gli altri, arrivando addirittura a trovarsi in mezzo ad un mistero che, se risolto, potrà cambiare la vita di molte persone, se non quella dell'intero paese.
Insomma, un libro che parla di amicizia, di amore, di dolore, di traumi da superare, di speranza, di rinascita, di capacità di adattamento e lo fa con uno stile assolutamente piacevole, che conquista.
Ora voglio assolutamente recuperare altri libri di questa autrice!!
E voi? Avete letto questo libro? Conoscete Virginia Bramati?
 
VOTO:



6 commenti:

  1. ho adoato questo libro e Virginia è una donna gentile e davvero carina. Qualche mese fa ci siamo incontrate al supermercato e lei non solo mi ha riconosciuta ma era strafelice di mettersi a chiacchierare con una delle sue lettrici.

    RispondiElimina
  2. Letto qualche anno fa. Ne conservo un bel ricordo. :)

    RispondiElimina
  3. Sono felice che ti sia piaciuto, come sai Virginia è una delle mie autrici italiane Top Ten. smack

    RispondiElimina