Ma torniamo ai libri. Oggi vi parlo del romanzo Il rumore della pioggia di Gigi Paoli, edito da Giunti - che ringrazio per la copia - pag. 256.
Sinossi: Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente
e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha
completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato
nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo di Giustizia, quando
apprende una notizia davvero ghiotta per un cronista di giudiziaria a
corto di esclusive: all'alba, in un antico palazzo di via Maggio, la
prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré
coltellate l'anziano commesso del negozio di antichità religiose più
rinomato di Firenze. Un caso molto interessante anche perché il palazzo è
di proprietà della Curia e sopra al negozio ha sede l'Economato. Marchi
si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di
tirar fuori uno scoop e chiudere finalmente la bocca al direttore del
Nuovo Giornale. Sempre correndo come un pazzo, intendiamoci, perché a
casa c'è Donata, la figlia di dieci anni che inizia a lanciare i primi
segnali di un'adolescenza decisamente in anticipo. Ma stavolta
conciliare il ruolo di padre single con quello di reporter d'assalto
sembra davvero un'impresa disperata: sì, perché c'è tutto un mondo che
ruota intorno al delitto di via Maggio e le ipotesi che si affacciano
sono sempre più inquietanti. Su tutte, l'ombra della massoneria, che in
città è prospera e granitica da secoli. E l'inchiesta corre veloce in
una Firenze improvvisamente gotica e oscura.Era diverso tempo che questo libro mi capitava davanti agli occhi ma non avevo mai colto il suo richiamo. Solo adesso, per una challenge cui sto partecipando, mi sono decisa a leggerlo.
