martedì 3 dicembre 2019

Recensione #333 - La vita sociale delle sagome di cartone di Fulvio Gatti

Buongiorno lettori, buon primo martedì di dicembre! Non so a voi ma, rispetto al solito, questa ultima parte dell'anno mi sta volando via sotto gli occhi...
Ma torniamo al blog. Sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, si tratta de La vita sociale delle sagome di cartone di Fulvio Gatti edito da Las Vegas - che ringrazio per la copia - pag. 213.

Sinossi: Paul Pavese, scrittore di best-seller, mentore del progetto editoriale Fabula Nuova e ispiratore di una generazione, è sparito nel nulla. L'unica persona che però sembra davvero preoccuparsene è la responsabile marketing della casa editrice, Samantha Neli, che da sempre è una sua fan. Inizia così una ricerca tra i testi pubblicati e inediti, a caccia di indizi che sembrano non portare a nulla. Così come non sembra risolutivo spostare l'indagine nelle terre di origine di Pavese. Ma forse la soluzione è molto più vicina di quanto Samantha non creda... Tra libri garantiti per tutti dal Governo e venduti pure in farmacia, "La vita sociale delle sagome di cartone" è un romanzo a tratti surreale, a tratti grottesco, che indaga sul concetto di fiction - quanto c'è di vero nella finzione e quanta finzione c'è nella verità? - e che non rinuncia mai ad essere dissacrante nei confronti del mondo editoriale e dei suoi meccanismi.

Vi capita mai di immaginarvi una cosa prendendo tra le mani un libro e poi ritrovarvi, alla fine, rendendovi conto che non c'è nulla di quello che vi aspettavate? È un bene o un male? Non so, io non sono ancora riuscita a capirlo! ;)

"La vita sociale delle sagome di cartone era una cagata pazzesca."
Finisce con questa frase questo romanzo. Una frase che destabilizza, che lascia il lettore attonito ma appagato, una frase audace, che un autore deve anche avere il coraggio di buttare lì sperando che i lettori colgano del suo libro il giusto messaggio. Ma chi lo sa veramente quale sia il messaggio di un libro? Lo sa solo il suo scrittore - quello originario almeno - ma poi ci sono le interpretazioni dei lettori, sono loro che alla fine attribuiscono ai libri che leggono il proprio messaggio, e non è detto che sia lo stesso che l'autore avesse in mente.
Io, con questa recensione che, lo so, risulterà non poco delirante, proverò a raccontarvi quale penso volesse essere il messaggio.
Ma andiamo con ordine.
Chi è il protagonista di questo libro? Paul Pavese? In parte... Samantha Neli? Ni. E allora chi è?
Credo che la protagonista assoluta di questo libro sia l'editoria e tutti i meccanismi che ruotano attorno ad essa.
Il pretesto da cui l'autore parte è, appunto, la scomparsa di Paul Pavese, autore di Best-seller e fondatore della piccola casa editrice torinese Fabula Nuova; ad accorgersi della scomparsa - durante i giorni del Salone del Libro di Torino - Samantha Neli, la responsabile marketing della casa editrice, nonchè grande ammiratrice di Paul da sempre. È proprio Samantha, trovando molto strana la scomparsa, a mettersi in viaggio da Torino verso Castelletto Tanaro, luogo di origine dello scrittore e della sua famiglia. Per ritrovarne le tracce la donna comincia a rileggere vecchi racconti di Pavese, sperando che all'interno si trovino degli indizi sul luogo dove possa essersi nascosto.
Grande mistero di tutta la faccenda una cartellina con Password nel computer di Paul che sembra contenere il suo nuovo romanzo: La vita sociale delle sagome di cartone.
Con il pretesto appunto di questa sparizione e del viaggio di Samantha, l'autore ci accompagna in realtà in un viaggio all'interno dell'editoria, all'interno del mondo dei lettori, all'interno del Salone del Libro di Torino e ci spinge a interrogarci su alcuni meccanismi che nel mondo reale esistono creando non pochi disagi al mondo editoriale come, ad esempio, la vendita dei libri anche al di fuori delle librerie. Quante volte da lettori abbiamo assistito a polemiche sulla vendita dei libri nei supermercati? In questo libro l'autore si spinge un po' più avanti e ipotizza la vendita dei libri - dai grandi classici ai contemporanei - nelle farmacie, venduti come bene primario, passati dalla mutua ma ridotti a sole 200 pagine per praticità di consumo. Azzardato, ma chi ci dice che non ci arriveremo?
Fulvio Gatti attraverso le pagine del suo romanzo ci parla di tutto e del contrario di tutto, ci abbaglia mischiando finzione e realtà, ci porta dove lui vuole per poi lasciarci attoniti, davanti ad un vuoto ed una verità cui stentiamo a credere.
Pensavo di avere per le mani un libro giallo e invece mi sono ritrovata all'interno di un grandissimo esercizio di stile, che l'autore ha saputo camuffare con grande maestria regalandoci in ogni caso un colpo di scena finale, capace di lasciare il lettore attonito con nella testa solo quell'ultima frase che ho inserito come citazione all'inizio.
Perchè parlo di un grande esercizio di stile? Perchè il romanzo è inframmentato da quelli che dovrebbero essere i racconti e gli scritti di Paul Pavese; storie nelle storie che non credo sia stato facile far collimare  così perfettamente, con quella che era la storia principale di questo libro.
Ma chi sono le sagome di cartone? Io credo di essermi fatta un'idea che però non vi svelerò per lasciare a voi l'interpretazione di questo titolo.
Un libro adatto a chi sa andare oltre e leggere tra le righe!


VOTO:


4 commenti:

  1. a me capita spessissimo scrivendo, ed è una cosa bellissima!
    il titolo di questo libro è figo, la trama di più..mi hai convinta! me lo segno da comprare!

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  2. mi capita spesso e ogni tanto è un bene altre meno. Questo libro non sembra però adatto a me

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    1. Ogni libro ha il suo tempo e il suo giusto pubblico. 😊😊

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