martedì 23 febbraio 2021

Recensione #384 - Un aereo senza di lei di Michel Bussi

Buongiorno lettori, nuova recensione questa mattina! Vi parlerò di Un aereo senza di lei di Michel Bussi, edito da Mondadori, pag. 404.


Trama:
Francia, 1980. In una notte di dicembre, appena prima di Natale, un aereo diretto a Parigi da Istanbul si schianta contro il Mont Terrible, nel Giura. Fra i rottami viene ritrovata una bambina di tre mesi, sbalzata fuori al momento della collisione. È l'unica sopravvissuta, ma a bordo le neonate erano due: si tratta di Lyse-Rose o di Emilie? Due famiglie - una ricca e potente di industriali, l'altra povera e sfortunata di ristoratori ambulanti - si fanno a pezzi per anni perché venga riconosciuta loro la paternità di quella che viene soprannominata dalla stampa francese la "Libellula", in un'epoca in cui il test del DNA non esiste ancora. La prima sentenza dà sorprendentemente ragione ai più poveri, ma i ricchi non si danno per vinti e assoldano un eccentrico investigatore che per diciotto anni cerca la verità. E quando finalmente la trova, la consegna in segreto nelle mani della ragazza ormai maggiorenne. Subito dopo, viene ritrovato cadavere nel suo studio. E lei scompare. Dai quartieri parigini a Dieppe, da Marne-la-Vallée al Giura, il lettore viene trascinato in una corsa affannosa e ricca di continui colpi di scena, fino all'incredibile finale. Quanto peso ha il destino in questa vicenda? Oppure qualcuno, fin dall'inizio, manovra tutti i protagonisti di questo dramma? "Un aereo senza di lei" è un thriller la cui trama è basata sulle false apparenze e sulla manipolazione del lettore, che fino alla fine si interroga sulla vera identità della neonata.
 
Michel Bussi, come non rimanere a bocca aperta dopo aver letto l'ultima parola di una sua storia? Se penso come io, anni fa, abbia scovato questo autore per caso, su uno scaffale di una libreria, quando ancora era un perfetto sconosciuto ai più, mi dico che sicuramente questo incontro sia stato un segno del destino.
"L'Airbus 5403 Istanbul-Parigi perse quota, un tuffo quasi di mille metri in meno di dieci secondi, praticamente in verticale, prima di riprendere l'assetto di volo."
Nuovo libro di questo autore per me. In realtà il suo primissimo libro, una storia perfetta, coinvolgente, entusiasmante, capace di lasciare il lettore a bocca aperta grazie a continui colpi di scena. La storia è quella di un tremendo incidente aereo, di centinaia di passeggeri morti sul colpo e di una piccola bambina, di soli tre mesi, che, quasi come fosse un miracolo, resta illesa. Una buona notizia in mezzo ad una tremenda sciagura, o forse no?
Quando si scopre che sull'aereo viaggiavano due bambine  - Emilie e Lyse-Rose - nate a pochi giorni una dall'altra e che nessun familiare sia in grado di riconoscerla comincia un guerra, dura, dolorosa, infinita, tra due famiglie. I ricchi contro i poveri... Quasi una partita persa in partenza. Due famiglie protagoniste - quella dei Vitral con non pochi problemi economici e i de Carville, proprietari di un impero - ed un detective privato - Crédule Grand-Duc - pagato dai de Carville per dipanare il mistero, un mistero durato diciotto lunghissimi anni.
Bussi come sempre ammalia. 
Parte da subito portando i lettori su quel monte, il Mont Terrible, luogo del disastro, nel 1980, e poi cambia registro, portandoci a ben 18 anni dopo, nel presente. Ci porta per mano nelle vite dei protagonisti: Lylie - la bambina sopravvissuta, ormai diciottenne -, Marc Vitral - il fratello maggiore della piccola Emilie -, Malvina - la sorella maggiore della neonata Lyse-rose -, tre giovani cui quell'incidente ha irrimediabilmente segnato la vita. Tre vite per forza di cose legate dagli eventi, ancora alla ricerca di risposte.
Due famiglie in guerra, una guerra senza esclusione di colpi, giocata con ogni mezzo e con tutte le energie possibili anche se a volte, tutto questo non è sufficiente.
Sono stata in giro per Parigi con tre ragazzi segnati, tre ragazzi che hanno saputo mostrarmi le loro fragilità e le loro insicurezze, ma che hanno anche saputo tirare fuori le unghie quando è stato il momento di dimostrare carattere.
Lo stile dell'autore è quello che, chi ama i suoi libri, è abituato a conoscere. Una storia dal ritmo incalzante, capace di salti temporali, in cui ogni tassello va pian piano al posto giusto, senza un difetto, senza uno sbaffo, senza una minima imperfezione.
Sono stata completamente rapita da una storia per niente banale, tutt'altro che semplice, capace di regalarmi momenti di pura adrenalina, nonostante la narrazione si sia rivelata per tutto lo scorrere delle pagine lenta, ponderata, ragionata.
I personaggi vengono, come sempre, sviscerati. Il lettore arriva alla fine sapendo tutto di loro, conoscendoli sia esteticamente che nel loro animo più profondo. Non c'è nulla che non si riesca a visualizzare leggendo i romanzi di Bussi, niente che resti avvolto dalla nebbia anzi, spesso le cose sono proprio sbattute in faccia a chi legge anche se questo non lo scoprirà fino all'ultima riga.
Insomma, un autore che tutti dovrebbero leggere e che, ancora una volta, non delude, nonostante sia il libro d'esordio, quello più datato ma anche, per quanto mi riguarda, uno dei più belli! 
Vi consiglio questo autore senza riserve e per il momento vi saluto, ma vi do appuntamento giovedì 25 febbraio, tra soli due giorni, per la rubrica Lettori intorno al mondo per il cui tour ho preso proprio spunto da questo libro quindi non mancate!
 



VOTO:








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