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lunedì 8 giugno 2020

Recensione #358 - Baci da Polignano di Luca Bianchini

Buon pomeriggio lettori, come state? Dopo parecchi giorni dal blogtour - qui - riesco finalmente a condividere con voi il mio pensiero sull'ultimissimo romanzo di Luca Bianchini, Baci da Polignano edito da Mondadori che segna il ritorno di Ninella, Mimì e tutti i tantissimi e spassosi personaggi che avevamo conosciuto in Io che amo solo te - recensione qui - e La cena di Natale - recensione qui - pag. 240.

Trama: Ninella e don Mimì si sono sempre amati, anche se le loro vite hanno preso da molto tempo strade diverse. Da giovani le loro famiglie si erano opposte al matrimonio, a sposarsi invece sono stati i rispettivi figli Chiara e Damiano. Gli anni passano e davanti a don Mimì Ninella resta sempre una ragazzina. L'arrivo di una nipotina, anziché avvicinarli, sembra averli allontanati ancora di più, anche perché Matilde, l'acida moglie di don Mimì, fa di tutto per essere la nonna preferita, viziando a dismisura quella che tutti chiamano semplicemente "la bambina". La situazione cambia all'improvviso quando Matilde perde la testa per Pasqualino, il tuttofare di famiglia. Mimì decide così di andare a vivere da solo nel centro storico di Polignano: è la sua grande occasione per ritrovare Ninella, che però da qualche tempo ha accettato la corte di un architetto milanese. Con più di cento anni in due, Ninella e Mimì riprendono una schermaglia amorosa dall'esito incerto, tra dubbi, zucchine alla poverella e fughe al supermercato. Intorno a loro, irresistibili personaggi in cerca di guai: Chiara e Damiano e la loro figlia che li comanda a bacchetta; Orlando e la sua "finta" fidanzata Daniela; Nancy e il sogno di diventare la prima influencer polignanese; la zia Dora, che corre dal "suo" Veneto per riscattare l'eredità contesa di un trullo. Luca Bianchini torna a raccontare la "storia infinita". Tra panzerotti e lacrime, viaggi a Mykonos e tuffi all'alba, i suoi protagonisti pugliesi continuano a sbagliare senza imparare mai niente - ma questo è il bello dell'amore - sotto il cielo di una Polignano che ha sempre una luce unica e inimitabile.

Sono passati anni da quando Luca Bianchini è entrato a far parte degli autori che occupano un posto speciale nella mia libreria e - finalmente - dopo anni, ci ha riportato lì, a Polignano, con il Maestrale che ci scompiglia i capelli e una canzone d'amore tra le orecchie.

venerdì 29 maggio 2020

BlogTour Baci da Polignano - Tappa 4 - Un tour per Polignano


Buongiorno lettori, eccoci giunti al quarto appuntamento con il blogtour dedicato al nuovissimo romanzo di Luca Bianchini, Baci da Polignano, uscito il 26 maggio per Mondadori, come seguito dei famosissimi Io che amo solo te - recensione qui - e La cena di Natale di Io che amo solo te - recensione qui.
Seguito, dicevamo, dei due romanzi precedenti che, come quelli, sono ambientati nella caratteristica e stupenda Polignano a Mare, in Puglia. Non la conoscete? Tranquilli, restate con me perchè il mio compito è quello di portarvi a fare un tuor proprio a Polignano e di mostrarvi i luoghi del romanzo. Conoscete Polignano? Bè, sicuramente la amerete, quindi anche voi state con me per farvi un altro bel giretto per questa cittadina.
Perchè fare un giro a Polignano a Mare durante un blogtour? Perchè Polignano non è solo un'ambientazione per i romanzi di Luca Bianchini, ma è il fulcro della vita dei suoi personaggi, che non potrebbero vivere senza essa.
Siete pronti? Mettetevi comodi e venite con me...
Puglia, litorale adriatico, provincia di Bari. È questo il contesto in cui si colloca Polignano a Mare, con le sue coste rocciose, alte e frastagliate e i suoi edifici abbarbicati su quelle rocce. Se avete visto almeno una volta un'immagine di questa cittadina non potete non ricordarla. E non potrete non amarla se leggerete i libri di Luca.
"Aveva però bisogno di stare un po' da solo e si fece lasciare alla statua di Modugno. 
Attraversò il ponte, che si affacciava su quella spiaggia che non si stancava mai di ammirare: a seconda del cielo, della luce e della stagione era sempre diversa.[...] Erano anni che non faceva più un bagno lì: da quando erano arrivati i turisti, i polignanesi se n'erano andati tutti a quello che chiamavano "il molo corto" o su qualche scoglio nascosto, al riparo da sguardi indiscreti."
Foto di Un libro per amico
Foto di Un ibro per amico
















Quelle che avete appena visto sono foto che io stessa ho scattato nell'agosto del 2014, proprio l'estate successiva alla mia lettura di Io che amo solo te e della Cena di Natale. Un luogo che mi aveva folgorato durante la lettura e che mi ha totalmente conquistato quando l'ho potuto visitare dal vivo.

Ma Luca Bianchini ci porta fuori dalle mete turistiche e, attraverso la sua storia, ci fa conoscere dei posticini particolari ed estremamente affascinanti, non lasciando a bocca asciutta nè gli amanti del mare, nè quelli dell'arte, nè gli amanti della buona cucina. Venite con me...
Fonte: www.polignano.it


"[...] si misero in macchina e se ne andarono a Port'Alga. Quell'angolo nascosto di Polignano sembrava fermo agli anni Sessanta: poche case bianche, nessun turista, tanti gradini di pietra per arrivare alla piccola spiaggia."



Fonte: www.e-borghi.com
"Ninella aveva visto l'alba nascere allo scoglio dell'Eremita. Quando si svegliava troppo presto usciva, costeggiava la terrazza lungomare, salutava con la mano i pescatori, e, prima di arrivare a Port'Alga, scavalcava il muretto e iniziava a camminare sugli scogli come solo un polignanese sa fare: sicura, agile, con i piedi che si ancorano perfettamente al terreno aspro."

Fonte: www.museopinopascali.it



"Per una volta era un po' in ritardo, così torno a casa senza abbassare lo sguardo, anzi sorridendo alle prime compaesane che cominciavano a fare le camminate sul lungomare, sempre con un po' di fiatone davanti al museo Pino Pascali, senza mai essere troppo convinte del proprio passo di marcia."


 
 
Fonte: www.tripadvisor.it







"[...] invitò tutti - inclusi Chiara, Damiano, Nancy e Franco - a pranzo da Tuccino, che per lei restava il miglior ristorante di Polignano."








Fonte: www.tripadvisor.it





"In quel momento le arrivò un messaggio di Carlo: aveva prenotato al Grottone."







Tanti altri sono ancora i luoghi cui Luca Bianchini accenna in questo romanzo: Porto Paradiso, la Grotta della Rondinella, la Trattoria Comes in via Sarnelli, il Forno San Marco, il bar Commercio nei pressi della strazione,ma sicuramente me ne saranno scappati altri. 
Quindi se, come sempre si dice, leggere è un po' viaggiare, non vi resta che prendere in mano questo libro - ovviamente dopo i precedenti! - e partite. Di certo i luoghi che visiterete appagheranno la vostra curiosità.
Per oggi è tutto - anzi mi scuso per essermi dilungata - e vi ricordo di seguirci domani sul blog Esmeralda viaggi e libri che vi allieterà con Una colonna sonora per Polignano


martedì 12 febbraio 2019

Recensione #280 - Nessuno come noi di Luca Bianchini

Buongiorno lettori, buon giovedì! oggi vi parlo di un libro che mi è stato regalato per il mio compleanno da Baba e che, finalmente, complice la challenge di lettura cui sto partecipando, ho colto l'occasione di leggere. Si tratta di Nessuno come noi di Luca Bianchini edito da Mondadori, pag 250.

Sinossi: Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati "Tre cuori in affitto", come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L'equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall'arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po' arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l'appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell'adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell'amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando "non dovrebbe". In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.


Bianchini ci riporta indietro nel tempo, ad un 1987 volato via insieme ai paninari, ai telefilm anni '80, agli Europe, ai Duran Duran, alle gite scolastiche in treno, ai walkman e alle musicassette con i nastri che si incastravano nei meccanismi e con le matite o le bic utilizzate per riportare tutto alla normalità.

lunedì 7 gennaio 2019

Recensione #274 - So che un giorno tornerai di Luca Bianchini

Buongiorno lettori, finite le feste si ritorna alla solita vita e, sigh, si rientra al lavoro. Non ero pronta a questo momento ma, mi chiedo, chi lo è?
Dopo una pausa rigenerante oggi torno con una recensione, quella del libro So che un giorno tornerai di Luca Bianchini edito da Mondadori, 264 pagine.

Sinossi: Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.


Avevo lasciato Luca Bianchini ai tempi di Dimmi che credi al destino, unico suo romanzo che non mi aveva per nulla convinto, e da allora ho sempre avuto paura a riapprocciarmi a lui perchè quando ami profondamente un autore non puoi credere che abbia perso il proprio smalto. Ho quindi aspettato, fatto passare tempo, e sono arrivata ad oggi e a questo ultimo lavoro.
Ed ho ritrovato lui, l'autore che sa farmi emozionare ma anche ridere di gusto, quello che sa creare dei personaggi godibili, realistici e capaci di restare nel cuore.

venerdì 26 ottobre 2018

Chi ben comincia #114 - So che un giorno tornerai di Luca Bianchini

Buongiorno lettori, sorpresaaa! Grande ritorno qui sul blog di una rubrica che ho amato molto e che da ormai due anni a questa parte avevo accantonato. Oggi ho deciso di rispolverarla, probabilmente sempre di venerdì, le settimane in cui il blog non ospiterà Marina e la sua rubrica.
La rubrica che, se mi seguite da sempre di sicuro conoscerete, è Chi ben comincia, la rubrica dedicata agli incipit dei libri e ideata da Alessia quando ancora era la "mamma" del blog Il profumo dei libri.
Se non lo sapete da qualche tempo la sua casa virtuale si è spostata ed ha cambiato vestito e nome. Io vi consiglio di seguirla se ancora non lo fate. La trovate su Voglio leggere.
Per chi invece sta passando di qui per la prima volta e non ha mai sentito nomirare in rete questa rubrica non disperate, le poche regole sotto spiegano di cosa si tratta.
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Per il grande ritorno della rubrica ho scelto di condividere con voi l'incipit del nuovissimo libro di Luca Bianchini, So che un giorno tornerai, edito come di consueto da Mondadori
Baba Desperate Bookswife lo ha letto appena uscito e lo ha adorato - la sua recensione qui - quindi me lo sono subito procurata ed oggi leggiamo l'incipit insieme.



REGOLE:


- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria

- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)

- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

- Aspettate i commenti



Titolo: So che un giorno tornerai
Autore: Luca Bianchini
Genere: Narrativa contemporanea
Pubblicazione: 02 ottobre 2018 - Mondadori
Pag.: 264
Costo: 18.00 € cartaceo- 9.99 € ebook

Descrizione: Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.

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INCIPIT

Non tutti abbiamo il nome che vorremmo.
C’è chi eredita quello del nonno, chi sogna quello del padre, chi si chiama Diego Armando come Maradona o Sonny come il protagonista di “Miami Vice”. Chi si ritrova il nome che non sai come si scrive o quello che non ha nessuno, e chi quello che hanno in troppi.
Ma non era mai capitato ciò che accadde a una piccola appena nata a Trieste, una mattina di dicembre alla fine degli anni Sessanta, il giorno prima di San Nicolò, il vero Babbo Natale per i bambini della città. Mentre tutti finivano di impacchettare gli ultimi regali, il suo batuffolo di capelli neri che la bora non era riuscita ancora a scompigliare faceva capolino all’Ospedale Maggiore.
Una finestra del piano sbatté così forte che sembrò sul punto di rompersi. Quella neonata aveva appena visto il mondo e il mondo l’aveva accolta con la tempesta, malgrado il sorriso dell’ostetrica che non si abituava mai a quel momento irripetibile, e la porgeva dolcemente a sua madre.
«Signora, è femmina... come la vuole chiamare?»
Angela restò immobile, come se il suo parto non fosse finito ma stesse per ricominciare di nuovo. Era femmina, aveva sentito bene.
E pronunciò il nome che aveva sempre pensato.
«Giorgio.»
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Un incipit che sicuramente incuriosisce e che fa venire voglia di andare avanti subito nella lettura.
E voi, lo avete già letto? Se sì, cosa ne pensate? Se no, vi piace l'incipit?
Vi auguro un meraviglioso weekend!
 

mercoledì 13 maggio 2015

Recensione #61 - Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini

Buongiorno carissimi lettori. Come va? Io sto passando un periodo difficile ma non voglio stare qui ad annoiarvi quindi senza troppi preamboli vi presento il post di oggi.
Ho aspettato l'uscita di questo libro per un anno intero, non sapendo di cosa avrebbe parlato, ma sapendo che lo avrei letto immediatamente. E così è stato. Ieri è uscito nelle librerie ed io avevo già finito di leggerlo. Ecco quindi la mia recensione di del libro Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini edito da Mondadori, che ringrazio per avermi inviato in anteprima una copia in ebook. Pag. 264

Trama: Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare.
A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa.
L'ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere.
Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese – inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l'Italian Bookshop.
La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle.
Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.
Tra humour inglese e una malinconia tutta italiana, Dimmi che credi al destino è una storia commovente di rinascita e speranza.
Ambientato in una Londra dove il cielo cambia sempre colore e l'amore brucia a fuoco lento, Luca Bianchini racconta con il suo stile inconfondibile una storia che non avresti mai pensato di ascoltare, e che assomiglia terribilmente alla vita.

E' difficilissimo mettermi davanti a questo schermo bianco a parlare di questo libro. Io adoratrice assoluta di Luca, della sua ironia, del suo modo sempre azzaccato di unire argomenti seri al sorriso, quello che generalmente riesce a strappare in ogni suo lavoro. Cliccando QUI potete trovare tutti i post a lui dedicati.
Non è facile non farsi condizionare - sia positivamente che negativamente - dal fatto che questo libro sia proprio suo, non pensare a quello che mi sarei aspettata e a quello che invece è stato, ma  - ve lo prometto - ci proverò con tutte le mie forze.
Quando ho ricevuto questo libro ho accantonato per qualche giorno la lettura in corso ed ho subito cominciato a leggere piena delle mie strabordanti aspettative.
Ho letto l'incipit e l'ho adorato, ho ritrovato il mio Luca, quello dei vecchi tempi:
Il cielo di Londra sembra fatto per raccontare l'amore. 
Cambia continuamente, anche quando ti illude con una giornata piena di azzurro, ecco che qualche nuvola compare all'orizzonte, si mette a correre veloce, e di colpo la luce è buio, e la pioggia si mischia alle tue lacrime.
Poi per fortuna passa, passa tutto, ma nel momento in cui ti trovi in mezzo alla tempesta ti dimentichi com'era prima e di come sarà.
Poi è successo qualcosa, sono andata avanti ancora e ancora, aspettando quella magia, quel coinvolgimento che normalmente mi rapisce, pensando che forse l'asso nella manica dovesse ancora essere giocato e sono arrivata alla fine, ancora aspettando...
Questa è una storia potenzialmente forte: una libreria italiana a Londra rischia la chiusura - e purtroppo è proprio vero come Luca spiega nei ringraziamenti - ed Ornella, che la dirige ma che non è la proprietaria, deve trovare un modo per evitarlo. Come già ci dice la trama  - e forse anche questo mi ha deluso perchè in realtà la trama ci dice proprio tutto - Ornella chiamerà la sua amica Patti in soccorso, assumerà Diego - ragioniere e non libraio - si recherà in Italia per far pace con il passato.
Purtroppo come storia c'è proprio poco, poco di più, e quel poco a volte disturba e rovina piuttosto che aggiungere e migliorare.
Cominciamo dai personaggi, che di solito sono la chiave vincente dei libri di Bianchini: questi hanno poco mordente, sono un po' banali, qualcosa di già visto, e non mi hanno saputo trasmettere quella voglia di saperne di più di loro, di capire come si sarebbero evolute le loro vite.
Il vero personaggio è forse quello che personaggio non è: ossia un gatto invisibile il cui pensiero riesce a volte a strappare qualche sorriso che però, diciamocelo, verso la fine viene anche un po' a noia.
Diego: napoletano - Diego da Maradona... banaleeeeeee...-, belloccio, gay, l'uomo delle frasi banali e dei luoghi comuni.
Clara: dipendente della libreria, italiana in Inghilterra, che ormai odia tutto ciò che di italiano trova a Londra, con il gusto per l'orrido - lo si capisce dalla bandiera inglese fatta in vetrina con le copertine dei libri - e incapace di trattare con le persone in maniera aperta.
La Patti: milanese, povera in canna, in attesa che la zia miliardaria del marito passi a miglior vita, amante delle sue scarpe e migliore amica di Ornella.
Ornella: triste, sola, senza un perchè, con una vita difficile, votata alla fedeltà verso un marito inesistente e drogato, titolare della libreria ma si fa mettere i piedi in testa da Clara.
Carmine: fidanzato, è l'uomo da cui Diego scappa. Senza scrupoli e senza dignità lo chiama ogni volta che ha voglia di una sveltina "col pesce...".
Nunzio: calabrese, fidanzato, che quando Diego ci prova con lui invece di tirargli un cazzotto, come avrebbe fatto qualsiasi uomo, gli dice "possiamo rimanere amici".
Axel: marito di Ornella, drogato, in fin si vita che chiede come ultimo desiderio quello di rivedere la moglie al suo capezzale, a Verona.
Bernard: vicino di Ornella, che la scruta da lontano.
Il vicino sconosciuto: non è dato da sapere nulla di lui se non che fotografa majorette in qualsiasi ora del giorno ed in qualsiasi parte del libro, MA PERCHE'?????????
L'unico che mi sento di salvare, cui avrei voluto fosse dato più risalto è Mr George: anziano, inglese con la passione per Calvino, che passa le sue giornate su una panchina e che fa da confidente e mentore ad Ornella.    
La storia, potenzialmente carina ma non strutturata, con tanti argomenti che potevano essere approfonditi, tanti spunti che avrebbero potuto - se elaborati - arricchire gli eventi e alleggerire la lettura.
Ed ora lo stile, spento, senza brio, poco convincente, quasi frettoloso. Se con Io che amo solo te l'ilarità la faceva da padrona toccando in ogni caso corde molto profonde e lasciando al lettore parecchi spunti di riflessione, se con Instant love il tutto era incentrato su una storia profonda capace con l'ironia di smorzare le situazioni più complicate, se con Ti seguo ogni notte  lo stile era riconoscibile e dicevo che "nelle sue storie c'è la vita, quella vera, magari un po' romanzata ma assoluamente credibile" qui bohhhh... un libro dove la vita vera c'è veramente, in cui mi sarei aspettata di essere travolta dai sentimenti, dalla passione, da quella normalità, anche, che avrebbe potuto farmi immedesimare.
Uno scivolone dettato forse dalla fretta, dall'ansia da prestazione, dall'idea di dover fare ridere a tutti i costi? Dimmelo Luca, dimmi che tornerai quello che eri, lasciando da parte Belen e il mondo delle star che forse ti ha un po' confuso...
Finisco questa recensione con un magone indescribile. Esagereta, direte voi! Ma quando un autore che adori e che compreresti ad occhi chiusi ti delude è una sensazione sgradevolissima!
Se volete approcciarvi a questo autore vi consiglio di cominciare dai libri cui ho accennato prima per apprezzarlo in pieno.

VOTO: 

martedì 5 maggio 2015

Coming soon #11 - Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini

Ciao amici miei, come state? Io splendidamente se penso a quello di cui sto per parlarvi!
Prestissimo - solo un paio di settimane ancora - uscirà nelle librerie un libro che attendevo con trepidazione: sto parlando di Dimmi che credi al destino nuovissimo lavoro di Luca Bianchini che pubblicherà nuovamente con Mondadori. Se mi seguite sapete che amo Luca ed i suoi libri incondizionatamente; cliccando qui troverete tutti i post in cui nel blog ho parlato di lui. Ora è arrivato finalmente il momento di questa nuova avventura!!!
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Titolo: Dimmi che credi al destino
Autore: Luca Bianchini

Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Pagine: 264
Costo: 17.00 €
Pubblicazione: 12 Maggio 2015 - Mondadori

Trama: Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare.
A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa.
L'ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere.
Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese – inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l'Italian Bookshop.
La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle.
Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.
Tra humour inglese e una malinconia tutta italiana, Dimmi che credi al destino è una storia commovente di rinascita e speranza.
Ambientato in una Londra dove il cielo cambia sempre colore e l'amore brucia a fuoco lento, Luca Bianchini racconta con il suo stile inconfondibile una storia che non avresti mai pensato di ascoltare, e che assomiglia terribilmente alla vita.
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Non vedo l'ora di tuffarmi in questa storia di cui, già dalla trama, assaporo il dolce-amaro cui Luca è stato solito abituarci. La Patti mi sta già simpatica, posso dirlo? ahahahahahahah
E voi cosa ne pensate? Amate Bianchini o non lo conoscete? Se non lo conoscete dovete rimediare!!!!

venerdì 5 settembre 2014

Chi ben comincia #51

Ciao a tutti! E' venerdìììììììììììì!!! Il primo venerdì dopo il rientro dalle ferie ha un sapore tutto nuovo!!!! :)))
Ormai sarete abituati, insieme al week end arriva Chi ben comincia, la rubrica sugli incipit ideata da  Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Non vi ho ancora presentato i magnifici regali che ho ricevuto per il mio compleanno ma ho deciso di attingere comunque da lì per scegliere un incipit da condividere con voi. E visto che la nostra cara Michy mi ha regalato un libro del mio amato Luca Bianchini - passatemi il "mio" ahahhaahha -non posso resistere a sbirciare l'inizio!!! Il libro in questione è Siamo solo amici di Luca Bianchini, edito da Mondadori.


REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Nella scala dei piccoli dolori, il trasloco viene al secondo posto in assoluto.
Prima c’è il sospetto di un tradimento. A seguire, tutto il resto. La signora Silvana ne era profondamente convinta, anche se non era mai stata tradita e aveva cambiato casa solo una volta. Ma ricordava ancora con orrore quando il suo comò era malauguratamente finito nel canale, e tutti i turisti a fotografare la scena mentre lei gridava: “È del millesettecentocinquanta”.
Vedere Giacomo alle prese con gli scatoloni le riaprì quell’antica ferita, ma lui era troppo concentrato per notare qualcuno alle sue spalle.
«Ti avranno mica licenziato?»
«Silvana! Cosa ci fai qui a quest’ora?»
«Go d’andar dal dottore a farme dar na ricetta… e mi chiedevo se avevi tempo per un prosecco.»
«Di prima mattina? Alla tua età?»
«Guarda che il prosecco aiuta ad abbassare il colesterolo.»
«Certo. Uno al giorno, però. Ora è troppo presto e poi devo sbrigarmi, perché stanno arrivando dei clienti.»
«Go capìo, ti me mandi fora da le bale.»
Lui sbuffò in silenzio, le appoggiò una mano sulla spalla e l’accompagnò alle scale senza fretta. Aveva le accortezze che si usano di solito con le vecchie zie, o con i capi, quando rallenti il passo, nascondi i malumori, cerchi di essere paziente e ti fai venire la gastrite. La rassicurò che non si sarebbe trasferito a Mestre, idea per lei inaccettabile: “Non si può lasciare Venezia solo per affittare casa ai turisti, guidare le macchine e vedere le fabbriche” brontolava. E lui a darle ragione annuendo vistosamente col capo. Sarebbe passato dalla hall al primo piano.
Declinò con fermezza l’ultimo invito per un prosecchino – “ma ci mettiamo dieci minuti” – e riprese a svuotare i cassetti della sua stanza d’albergo. Una stanza che era diventata la sua casa degli ultimi anni e che adesso stava per trasformarsi in un luogo asettico, fatto solo di scatoloni, pennarelli, carta adesiva e da imballaggio.
Durante un trasloco, le case si assomigliano tutte.
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Non vedo l'ora di leggere questo libro e di ritrovarmi in compagnia di Luca - perchè, dopo averlo incontrato di persona, in ogni suo personaggio rivedo una parte di lui - e dei suoi splendidi protagonisti.
Ogni volta che prendo in mano un suo libro le aspettative sono altissime e fino ad ora non mi ha mai deluso.
E voi, cosa ne pensate di questo incipit?

lunedì 28 aprile 2014

Recensione #14/2014 - Ti seguo ogni notte di Luca Bianchini

Buogiorno amici miei, quando leggerete questo post  sarò al mare, spero al sole, con in mano un buon libro, o magari a Mirabilandia, con il mio bimbo per mano che, con la gioia vera nel cuore, si guarda intorno estasiato davanti a tutto quello spettacolo! Eh già, mi prendo una settimana di sano e meritato riposo, ma come vedete non vi lascerò del tutto.
Sapendo che starò via ho pensato di programmare i post che leggerete  perchè non mi andava di lasciare il blog incustodito per una settimana! 
Oggi leggerete la recensione dell'ultimo libro che ho concluso qualche giorno fa, un libro che - come mi aspettavo - mi ha rapito! Mi riferisco a Ti seguo ogni notte del mio caro ed amato Luca Bianchini edito da Mondadori, 299 pagine.

Trama: Roger Milone ha trentadue anni, una casa in periferia, una sorella, una madre e un lavoro di cui si vergogna un po': vende pentole in una tv locale. Una notte conosce Stella e sente che è la donna della sua vita. Purtroppo è il momento sbagliato, dal momento che è proprio il giorno prima delle nozze della ragazza. Roger decide comunque di inseguire il suo sogno, ma proprio mentre rincorre l'amore, troverà il successo. Grazie a un clamoroso rutto in diretta e a un programma notturno, "Da uomo a uomo", una sorta di "spogliatoio" maschile in cui gli uomini danno e dicono il peggio di sé. Desiderato dai tabloid, invidiato dagli amici riuscirà a ritrovare la via grazie alle sue sane origini periferiche, a un amico transessuale e a una fioraia. 

Prendo in mano un libro di Luca, comincio a leggere, e ritrovo il suo mondo che, da quando l'ho scoperto, è un po' anche il mio mondo. E così è successo anche con questo libro, che già dalle prime righe ha cominciato ad entrarmi dentro per restarvi.
La storia è quella di Roger Milone, un trentaduenne che di lavoro fa il televenditore di pentole, un lavoro di cui non è che vada proprio fiero... La vita di Roger è fatta di normalità: 1000 euro al mese, una madre tradizionalista - la signora Maria, detta Fletcher per la sua capacità di indagare nella vita dei figli - una sorella - Rosita, 16 anni  alle prese con le prime cotte e le prime delusioni - un migliore amico - Nico, tre anni più di lui, che è diventato il suo punto di riferimento dopo la morte del padre.
Poi, in un giorno qualunque, la normalità di Roger viene stravolta da un incontro, quello con Stella - questo è il nome che il nostro protagonista le attribuisce dopo una notte di passione - che lo seduce, una sera, in un bar, regalandogli una notte di passione in un albergo, per poi scappare a sposarsi la mattina successiva.
Chi non sarebbe stravolto da un avvenimento del genere? Roger perde la testa, agisce d'impulso e decide di cambiare la sua vita. Abbandona i manicaretti della mamma e la cameretta che divide con la sorella nell'appartamento di periferia del quartiere Girotondo per cercare una sua identità e si fa ospitare da Nico in attesa di una nuova sistemazione.
Stella diventa il suo chiodo fisso, sogna che lei abbandoni il marito all'altare per dare un seguito al fuoco che li ha travolti, pensa a lei giorno e notte, si improvvisa detective per scoprire il suo vero nome, il suo numero telefonico, il suo indirizzo. Quell'immagine si impossessa della sua mente a tal punto da fargli perdere il lavoro infatti è proprio pensando a Stella che Roger non si accorge di essere in onda quando, dopo aver bevuto un sorso di Coca-Cola tira, in diretta, un rutto colossale, di quelli che infiammano i centralini a causa delle lamentele della gente.
Il rutto fa perdere a Roger il lavoro di televenditore ma è proprio grazie a quel rutto che gli viene offerto un programma tutto suo su Real Channel, la TV nazionale, con un cashè da far invidia e uno staff a sua disposizione giorno e notte. E' proprio l'invidia che per prima cosa si trova a dover affrontare il nostro protagonista, quella delle persone a lui più vicine, quelle da cui non se lo aspetterebbe mai. E dopo l'invidia la fama, quella riservata alle grandi personalità, con i servizi di copertina e gli autografi nei locali; quella fama che inebria ma che fa anche sentire soli, soprattutto se si nasce in periferia, se si è abituati ai rapporti veri, ai pranzi delle domeniche in famiglia, alle birre con gli amici.
Fortunatamente il destino è clemente, tanto toglie, tanto dà; Stella diventa sempre più irraggiungibile ma un'altra ragazza - Betta - appare all'orizzonte: lei è una fioraia, quella che ha sempre il consiglio giusto, che vede Roger per la persona e non per il divo della TV, che sa gioire delle piccole cose. Con Betta Roger può essere veramente se stesso, senza dover pensare alle apparenze cui la sua nuova vita sembra fare tanta attenzione. 
Uno stile assolutamente riconoscibile, ricco di ironia ma anche di spunti molto profondi di riflessione. La costruzione dei personaggi non è mai lasciata al caso, ognuno ha la sua ben radicata identità, tutti, anche i meno importanti, hanno un ruolo preciso, essenziale, tanto che il libro non sarebbe lo stesso senza anche uno solo di essi.
Anche in questo libro Bianchini ci parla d'amore, un amore mai banale, rincorso, consumato, perso e ritrovato; quegli amori che colpiscono quando meno ce lo si aspetta e stravolgono la vita senza avvisare. 
Anche in questo libro ci parla di famiglia: una famiglia come tante, un papà che non c'è più; una mamma che vive la sua quotidianità per i figli, per farli crescere nonostante la sua difficoltà di donna vedova; una sorella adolescente con tanti anni in meno rispetto al fratello e che proprio in quel fratello trova la figura paterna che le manca; un amico di famiglia, Don Giovanni - o Don Johnson come lo chiamano Roger e Rosita - un prete ma anche un amico, quello che non manca ai pranzi della domenica per fare quattro chiacchiere tutti insieme. 
Anche in questo libro ci parla di amicizia nelle sue più assurde ma tanto vere sfaccettature: Nico, l'amico di sempre accecato dall'invidia per la fortuna inaspettata ottenuta da Roger; Morgana, insegnante di pianoforte, che diventa per il nostro protagonista una figura essenziale, amica, confidente, insegnante di musica ma soprattutto di vita; la Giò, migliore amica di Rosita, l'amica a cui si racconta tutto, come ad una sorella, quella per cui si metterebbe da parte il resto del mondo pur di vederla felice.
Insomma anche in questo libro Luca ci parla di ognuno di noi, dei nostri difetti, dei nostri pregi, dei nostri sogni e delle nostre speranze perhè nei suoi personaggi ci si può immedesimare come con pochi altri, perchè nelle sue storie c'è la vita, quella vera, magari un po' romanzata ma assoluamente credibile!

VOTO:

 
 

mercoledì 29 gennaio 2014

Recensione #4/2014 - Instant Love di Luca Bianchini

Buon pomeriggio amici miei! Dai, dai, dai, oggi è mercoledì! Giro di boa della barchetta che ci tragetta nella seconda parte della settimana e quindi al week end!
Non so come sia il tempo lì da voi...qui a Milano e provincia prevedono neve da questa sera fino a domani pomeriggio; speriamo non crei troppi disagi!
Ma non sono qui a parlarvi del tempo. E' arrivato il momento di una nuova recensione, quella di un libro scritto da un autore che ha segnato in modo molto positivo il mio 2013 di lettrice.
Se mi seguite conoscete sicuramente il mio amore spassionato verso Io che amo solo te e La cena di Natale di Io che amo solo te; cliccando sui titoli sarete rimandati alle rispettive recensioni. Particolare che mi elettrizza: presto Io che amo solo te diventerà un film...ovviamente io sarò in prima fila il giorno della sua proiezione (avevate dubbi?????? hihihihiihi), ma questa è un'altra storia!

Dopo aver letto le ultime due fatiche di Luca ho voluto tornare indietro nel tempo partendo con la lettura dei suo vecchi romanzi e mi si è aperto un mondo.
Oggi vi parlerò del suo primo lavoro Instant Love, edito da Mondadori, 347 pagine di amore puro raccontato in tutte le sue infinite sfaccettature.

Trama: A Daniele non manca nulla. Ha carattere, successo, amici e - soprattutto l'amore di Viola, lieve e solitaria, che adora la cucina e le scarpe coi tacchi. Questa vita perfetta viene sconvolta dall'arrivo di Rocco, un ragazzo quasi qualunque, che i due incontrano in treno. Senza esserne pienamente cosciente, Rocco s'intromette nel rapporto collaudatissimo di Daniele e Viola, e lo mette in discussione. Non ne nascerà un triangolo, ma un'acrobazia d'amore. Una soluzione estrema, e per certi versi paradossale, in cui i confini sono sfumati, le identità confuse, l'orientamento perduto. L'unico modo di andare avanti è sperimentare, sperando di arrivare prima o poi a una migliore, anche se faticosa, presa di coscienza della realtà.

Ero molto curiosa di leggere questo libro, perchè dopo essere rimasta folgorata dagli ultimi lavori volevo capire se avrei avuto la stessa impressione per questo suo primo romanzo, scritto nel 2004.
Se avete letto gli ultimi libri avete conosciuto un Bianchini divertente, che attraverso l'ironia arriva a parlare di temi importanti, lasciando al lettore innumerevoli spunti di riflessione velati da un contorno di ilarità entusiasmante.
Questo romanzo è diverso, ho scoperto un Luca agli albori nel suo mestiere di scrittore che grazie ad uno stile delicato e profondo ci parla di amore, un amore che esplode in ogni sua sfaccettatura ed in ogni suo esprimersi, canonico o meno che sia. Poi, a sprazzi, ho ritrovato lo scrittore che già conoscevo, quello che con ironia riesce a smorzare le situazioni più complicate, dando alla storia una caratterizzazione unica.
Tutto comincia con un incontro, uno di quegli incontri che cambia la vita. Daniele e Viola, fidanzati da tempo, sono di ritorno da una vacanza; in treno incontrano Rocco, una di quelle persone con cui viene naturale scambiare quattro chiacchiere durante un viaggio, una di quelle conoscenze che si pensa resteranno sepolte dentro un cassettino sperduto della memoria dopo che la vita lo avrà sommerso con la sua quotidianità; invece non è proprio questo che accade.
Tra Viola e Rocco scatta qualcosa, un qualcosa di immediato e complicato. L'abitudine porta la ragazza a fantasticare su quel ragazzo tanto particolare e a dimenticare, per un momento, il suo "solito" Daniele.
Ecco, direte voi, la classica storia di corna...
Assolutamente no, leggendo questo libro vi accorgerete che di classico in questa trama non c'è proprio nulla!
Come ben lo definisce la sinossi, "non ne nascerà un triangolo, ma un'acrobazia d'amore" e in questa acrobazia verremo trascinati con il cuore, con la mente, con tutto il nostro essere perchè ci troveremo di fronte ad un amore spontaneo, vero, senza tabù, senza condizioni; un amore come forse dovrebbero essere tutti, nati quasi per caso ma travolgenti perchè proprio come un treno in corsa investe i protagonisti devastandogli la vita, facendogli mettere in discussione ogni certezza, anche le più radicate, trascinandoli in una realtà imprevedibile, inconcepibile quasi, ma assolutamente e tremendamente verosimile.
Perchè è inutile dire "a me non succederai mai", è inutile pensare di essere al di sopra di certi errori; la vita, lo sappiamo, è così imprevedibile che può spiazzare e Bianchini sa raccontarne così bene le sue sfaccettature più assurde da farci rimanere a volte senza fiato.
Anche in questo caso ho letto in rete alcune recensioni molto superficiali che mi hanno fatto storcere il naso... chi non vede profondità in questo lavoro credo debba rivedere il suo modo di leggere, scendendo dal piedistallo e smettendola di trovare critiche ad un libro solo perchè in alto, sulla copertina, non legge un nome altisonante! Ovviamente, come al solito, questo è solo il mio pensiero ma ci tengo a gridarlo forte e chiaro!!!
Credo sia molto difficile per uno scrittore saper far riflettere pur mantenendo uno stile fresco ed ironico ma Luca in questo è un maestro. Quindi sì, ho adorato questo libro e sì, assolutamente lo consiglio!!!  
Ora come al solito lascio la parola a voi! Mi piacerebbe sapere se lo avete letto o se ne avete l'intenzione.

VOTO:


martedì 26 novembre 2013

La cena di Natale di Io che amo solo te

Ciao a tuttiiiiiiiiii!!!
Indovinate di che cosa parliamo oggi?
Di un libro che mi ha rapito il cuore come il suo predecessore, un libro di cui ho già parlato molto ma del quale non vi ho ancora raccontato le mie impressioni.
Mi riferisco a La cena di Natale di Io che amo solo te di Luca Bianchini edito da Mondadori ed uscito nelle librerie lo scorso 19 novembre - se ve lo siete perso e vi va di dare una sbirciata, qui trovate il resoconto della serata di presentazione del libro a cui ho partecipato.
Come si intuisce anche del titolo questo romanzo rappresenta la prosecuzione del libro Io che amo solo te, che ho recensito qui, uscito nelle librerie lo scorso maggio, quindi se non avete letto quello, vi consiglio di farlo prima di avventurarvi nella lettura del nuovo libro. Le cena è assolutamente leggibile anche senza aver letto il libro precedente ma sicuramente averli letti entrambi vi permetterà di avere un quadro più completo della situazione e dell'intreccio esistente tra i diversi personaggi.

TramaÈ la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni e più isterici. Polignano a Mare si
sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. Ma la più stravolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, “colpevole” di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il “Petruzzelli”, in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L’obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. Ma Ninella, che a 50 anni è ancora una grande guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta “biondo champagne”, che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella. Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ancora vergine (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia il cui marito forse ha messo incinte due donne (Chiara e Damiano) e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano undici menù, su cui spicca il “supplì con la cozza tarantina” preparato con il Bimby. Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, sparirà l’anello di Matilde, e tutti saranno indiziati. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all’altra.

Leggere questa nuova fatica di Bianchini è stato un po' come ritrovarsi in famiglia, ritrovare quel sapore speciale del cibo della nonna, quei profumi dolci/amari che fanno riaffiorare i ricordi. Insomma leggere questo libro è stato come partecipare ad una cena di Natale molto speciale, insieme ad amici altrettanto speciali.
Perchè per chi ha letto Io che amo solo te, ritrovarsi ora a leggere La cena di Natale è come riprendere un discorso mai interrotto, è come riassaporare la sensazione di non aver mai smesso di leggere, di non aver mai lasciato i personaggi dopo il matrimonio più in di Polignano.
Anche in questo libro, come in quello precedente chi apre la persiane sul mondo facendoci immergere immediatamente nel paesaggio pugliese della città di Polignano è Ninella, che si ritrova nuovamente alla sua finestra - questa volta ad ammirare la neve, nello scorso libro a maledire il maestrale - immersa in quei pensieri che a Natale vengono naturali, che portano a tirare le somme di un anno passato. 
La figlia maggiore si è appena sposata e lei - nonostante una mezza storia con un uomo sposato che le riempie la casa di surgelati - è ancora con la testa al suo Mimì, quell'amore di una vita mai dimenticato e di cui ha avuto un ulteriore assaggio al matrimonio della figlia. In più ora è sola, con una figlia adolescente - Nancy, uno dei miei personaggi preferiti in assoluto - sempre in lotta con i chili di troppo e con la sua voglia di diventare adulta.
Non è facile per Ninella accettare tutto questo, non è facile per Nancy capire di essere l'unica del suo gruppo a non avere ancora perso la verginità. In questo senso una frase che ho sottolineato e che mi ha molto fatto riflettere è questa: "In fondo, erano due ragazze in cerca di amore. E se Nancy aveva tutta la vita davanti, Ninella temeva di perdere l'ultimo treno." Ma qual'è il treno di Ninella? Il suo pseudo amante o il suo vero amore? Cosa dovrebbe fare? Lasciare perdere i ricordi e continuare per la sua strada o cercare di riavere il suo Mimì - perché diciamocelo...in fondo Mimì è di Ninella più di quanto sia di sua moglie Matilde - ad ogni costo?
In Io che amo solo te avevamo lasciato le due famiglie protagoniste del matrimonio dell'anno, e le ritroviamo qui pronte per festeggiare il loro primo Natale insieme, quella festività per alcuni versi tanto adorata ma che per altri può mettere a dura prova l'equilibrio di una famiglia; se poi come in questo caso i rapporti sono già appesi ad un filo non si può immaginare nulla di buono.
Damiano e Chiara sono ormai felicemente sposati - basta non contare le numerose scappatelle che Damiano si concede con la sua ex -; Orlando vive perennemente a Bari per non essere costretto a fare i conti con gli avvenimenti non proprio gradevoli accaduti al matrimonio del fratello - essere scoperti dal proprio padre in atteggiamenti molto intimi con un uomo non è una cosa facile con cui fare i conti -; Matilde e Mimì vivono sotto lo stesso tetto ma non hanno molto da dirsi - il loro unico argomento di conversazione sono le polpette che la moglie cucina in modo ossessivo -; Nancy non capisce cosa sia successo quel giorno, con Tony, nel trullo del nonno, e non sa come rimediare, Ninella sommersa da surgelati Bofrost che le regalavano incontri clandestini con quell'uomo piacevole ma che non sapeva farle vibrare il cuore. Capite come, in un quadro del genere, un cenone per la vigilia di Natale organizzato da Matilde all'ultimo momento con l'unico scopo di mostrare alla sua consuocera un diamante enorme regalatogli dal marito - lei crede per amore - non può che creare ulteriori disagi. Ecco il pensiero di Matilde raccontatoci dall'autore: "Tra lei e Ninella era giunto il momento della resa dei conti, e la First Lady, come la chiamavano a Polignano, capì che era ora di agire. Doveva darsi una mossa, perché certe occasioni possono non ricapitare più. E la vendetta non è detto che vada servita sempre fredda, a volte bisogna cucinarla subito. Così si convinse che doveva almeno provarci, anche se lei non aveva mai improvvisato una cena in vita sua."

In questo clima di tensione e vendetta lo spettacolo comincia; si deve per forza di cose andare in scena, quindi ogni personaggio indossa il suo vestito più bello ed il suo sorriso più finto per la quiete delle due famiglie, ma soprattutto per Damiano e Chiara sposi novelli ossessionati lui di aver messo incinta la sua ex, lei di essere incinta a pochi mesi dal matrimonio.
Come nel libro precedente ogni personaggio è, a suo modo, protagonista. Ne ritroviamo alcuni già presenti in Io che amo solo te come Vito - il fotografo del matrimonio - Pascal - il truccatore delle dive - la zia Dora - che dopo un viaggio estenuante dal Veneto alla Puglia si presenta con il suo vestito eccessivo ed il suo regalo riciclato - Mariangela - l'amica del cuore di Chiara - Carmelina - l'amica del cuore di Nancy -; Tony - il calciatore sciupa femmine che forse poi tanto esperto non è!!!
Accanto a questi ne troviamo di nuovi, altrettanto importanti ed altrettanto geniali, prima fra tutte la domestica Sisina - maltrattata continuamente da Matilde ed alle prese con una cena dal menù impegnativo da preparare con un aggeggio altrettanto impegnativo, il Bimby - poi ci sono Rossano - l'uomo della Bofrost - ed Enzo - il nuovo amore di Orlando.
In questo intreccio perfetto di personaggi, la cosa che però il lettore aspetta per l'intero libro è assistere all'incontro tra Ninella e Mimì. Durante l'intera lettura mi sono infatti posta mille domande: riusciranno a non far vedere quanto ancora si desiderano? Troveranno un momento tutto per loro? Coroneranno il loro amore e saranno finalmente felici?
In questo senso sono rimasta ammaliata dalle parole utilizzate da Luca Bianchini per descrivere il loro incontro dopo mesi di silenzio: "Don Mimì e Orlando, intanto, erano scesi a salutare, ma quando don Mimì vide Ninella chiese a suo figlio di andare avanti, fermandosi qualche scalino più su. Si aggiustò la cravatta sotto il gilè e aspettò che lei alzasse la testa. Era divina, non perché fosse bionda, ma perché era arrivata. Quando lei capì che stava per comparire anche lui, lo guardò come non faceva da mesi. La vita rallentò solo per loro, ma nessuno se ne accorse." Ed anche quelle che raccontano il momento della cena, dove i due si ritrovano vicini e complici: "Fu proprio durante quel momento festoso che, senza battere ciglio, Ninella sentì la mano di don Mimì che la cercava sotto il tavolo. Era una mano sicura, dolce, ferma. Era la mano dell'unico uomo con cui avrebbe voluto ballare un tango. [...] Anche se erano seduti, stavano di nuovo ballando."
Ci credete che ho gli occhi a cuoricino ogni volta che rileggo questi passaggi? E potrei trascriverne altri, ma non voglio rovinarvi il gusto della scoperta.
Quello che sicuramente c'è da dire di questo libro - ed anche del precedente - è che nonostante alla base ci sia una storia molto frivola e divertente, capace di strappare al lettore non poche risate, dall'altra c'è la profonda consapevolezza di trovarsi di fronte ad un autore capace senza riserve di parlare dei sentimenti, quelli veri, come l'amicizia, l'amore, il legame familiare.
Consiglio sicuramente questi due libri - in coppia ovviamente - per i prossimi regali di Natale perché non c'è niente di più bello che riuscire a parlare di sentimenti facendosi una risata! Se amate qualcuno - che sia amico, parente, amante - non può esserci regalo migliore.
Ora vi saluto perché credo di avervi già inondato fin troppo con le mie parole ma ci tengo a ringraziare questo autore - che come dicevo ho avuto modo di conoscere e che ritengo una persona meravigliosa - perchè nei ringraziamenti finali del suo libro mi ha fatto scendere una lacrima. Esagerata direte voi...e invece no...per la prima volta in vita mia ho sottolineato una parte nei ringraziamenti di un libro e nello specifico questa: "Grazie di cuore a ciascuno di voi, che mi avete riempito di parole e abbracci e torte e peperoncini più di quanto meritassi. Grazie ai lettori "silenziosi", che si sono semplicemente ritrovati nelle mie avventure, e a quelli che mi hanno scritto, cui non sempre sono riuscito a rispondere. Ho letto però ogni volta con gioia: le nuove avventure di Nancy e Orlando sono anche figlie dei vostri commenti."
Grazie a te LUCA!!!!!!!! Anche per aver inondato i tuoi libri della musica del mio gruppo preferito: i Negramaro!

Vi lascio il link della serata di presentazione del libro per rendervi conto della meravigliosa persona che ho avuto modo di conoscere!!!

venerdì 22 novembre 2013

Eventi: Rap-presentazione di La cena di Natale di Io che amo solo te di Luca Bianchini

Buongiorno miei cari followers! Come ve la passate?
Oggi avrei dovuto pubblicare - come di consueto avviene ogni venerdì da più di due mesi a questa parte - un incipit per la rubrica settimanale Chi ben comincia ma ho pensato, solo per questa volta, di spostarla a domani perchè oggi avevo la necessità di raccontarvi della serata splendida trascorsa ieri.
Sono elettrizzata! Ieri sera è stata una serata speciale per me perchè sono stata, con due amiche, alla rap-presentazione del libro di cui vi sto per parlare.
Se siete assidui frequentatori del mio blog probabilmente sapete già a quale libro mi riferisco, se invece siete capitati qui per la prima volta sappiate che sono in fissa da un paio di mesi con un autore che ho scoperto per caso grazie al regalo di una mia cara amica e di cui mi riprometto di recuperare tutti i libri - che per inciso non sono mica pochi!
Mi riferisco a Luca Bianchini e in questo post vorrei raccontarvi quali sono state le mie impressioni sulla  rap-presentazione del libro La cena di Natale di Io che amo solo te edito da Mondadori.
Uscito lo scorso martedì, comprato martedì sera e in due sere letto, finito, adorato...ma questo è un altro discorso su cui farò un post specifico!!!
Vi sarete accorti che continuo a parlare di rap-presentazione e sicuramente vi sarete chiesti che cosa c'è di diverso da una presentazione qualsiasi. Bene, ve lo spiego subito.

Con i fondatori dei Nomadi di parole - da sinistra:
Christian Mascheroni, Io, Simone Gerace,
Alice Cimini e Giulia Telli
Bianchini in questa prima serata di presentazione del nuovo libro ha voluto con se - nuovamente, dopo l'ottima esperienza fatta con il libro precedente - i Nomadi di Parole. Chi sono i Nomadi di parole? Un collettivo culturale che vuole proporre una nuova formula per la promozione dei romanzi attraverso un adattamento teatrale. Il cuore del collettivo, ovvero i fondatori sono Alice Cimini (esperta di comunicazione ed organizzazione eventi), Christian Mascheroni (autore tv e scrittore), Simone Gerace (autore televisivo e attore di teatro) e Giulia Telli (attrice di teatro).

Nomadi di parole - Il cast completo
La loro formula prevede la moderazione con l'autore, fatta da Alice e Christian, che interagisce e si interseca con la rappresentazione del libro. In questo modo l'autore conosce i propri personaggi e il pubblico si ritrova dentro la storia, sentendosi partecipe delle avventure dei protagonisti. Il collettivo è nato lo scorso novembre e hanno all'attivo numerose rap-presentazioni. La loro filosofia è portare i libri fuori dai contesti classici: i NOMADI portano i libri nei locali della città, durante l'ora dell'aperitivo, proprio per dire a gran voce che la lettura non è qualcosa di lontano dalla nostra vita, ma anzi, fa parte di noi in tutto e per tutto.
L'incontro di ieri si è svolto a Milano, alla biblioteca di Crescenzago, e si colloca all'interno del Bookcity Milano 2013 che animerà la città fino a domenica 24 novembre.
Con Luca Bianchini
Già vedere in un giorno della settimana, alle ore 21, in una zona milanese come Crescenzago - non proprio in centro città - un riscontro così alto di pubblico credo possa ritenersi una vittoria.
Un pubblico oltretutto eterogeneo che ha partecipato con molto calore e grandi risate alla serata.
Io mi sono preparata già dal giorno prima...pile macchina fotografica cariche, libri da autografare pronti, amiche accompagnatrici e tanta tanta voglia di conoscere Luca e i ragazzi del collettivo coi quali avevo già avuto modo di comunicare via twitter e facebook.
Come vi ho già detto sono entrata un po' in fissa per Bianchini, quindi conto di comprare e leggere tutte le sue passate pubblicazioni. Con Io che amo solo te - di cui trovate la mia recensione qui - e con La cena di Natale di Io che amo solo te - di cui troverete la recensione a breve qui sul blog e di cui potete leggere la trama qui - ha saputo farmi ridere, riflettere e battere il cuore; tutte cose che, dal mio punto di vista, portano un libro ad essere completo, perfetto!
Con le mie amiche - Da sinistra :
Alessandra Federica, Luca Bianchini, Io
Come vi dicevo sono partita preparatissima, gasatissima ma non vi nascondo che dentro di me trovava spazio anche un po' di timore, quello di rimanere delusa visto le mie altissime aspettative. Spesso ci si fa un'idea di un personaggio - scrittore, cantante, attore che sia - che è totalmente diversa da quella che poi si riscontra nella realtà, quindi credo possiate capire la mia titubanza.
Il momento degli autografi




Luca invece è proprio come me lo immaginavo anzi, addirittura meglio! Si è presentata a noi una persona genuina, divertente, amichevole, assolutamente disponibile. Ho ritrovato in lui quella freschezza che tanto bene ha saputo far emergere con i suoi personaggi ed ora, dopo averlo conosciuto, ritrovo in ognuno di quei personaggi un po' di quel Luca che ieri abbiamo incontrato...credo sia fantastico. E' stato proprio come ritrovarsi ad una cena di Natale tra amici. E proprio così, come se fossimo tra amici, Luca non si è limitato a parlare del libro come chiunque avrebbe fatto, per farne pubblicità, ma si è aperto raccontando aneddoti della sua vita normale, della sua famiglia, dei suoi viaggi legati alle presentazioni passate. E' un impareggiabile comunicatore, capace di parlare di tutto con ironia e sensibilità, senza mai diventare eccessivo, senza mai strafare.
Sapere come sono nati i suoi personaggi - dalla domestica Sisina maltrattata da Matilde, alla zia Dora un po' eccessiva e sempre in competizione con il prossimo, alla adolescente Nancy in lotta con i chili di troppo e con la sua voglia di diventare donna - mi ha dato modo di entrare ancora di più in sintonia con quel mondo che già mi aveva rapito; se poi aggiungiamo la possibilità di dare un volto ai personaggi attraverso la rappresentazione dei Nomadi di parole allora tutto trova compimento.
I miei gioielli!!!!
Ho avuto modo, a fine serata, di fare quattro chiacchiere sia con Luca - che mi ha autografato i tre libri che sono per ora in mio possesso e che mi ha promesso con molto slancio di concedermi un'intervista per il blog - sia con i fondatori del collettivo - che mi hanno raccontato la loro attività nelle serate milanesi - e devo dire che mai connubio artistico poteva essere più perfetto!!!!
Sono tremendamente convinta che continueremo a sentire parlare molto in futuro sia di Luca Bianchini che dei Nomadi di Parole...io di certo non mi farò mancare ulteriori occasioni per incontrarli.
Come ultima foto vi lascio la più importante, quella dei miei libri autografati...un sognooooooo!!!!!
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