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sabato 30 dicembre 2017

Top Ten 2017



Buongiorno lettori, ci siamo, il 2017 è agli sgoccioli, tra pochissime ore verranno stappate bottiglie e bottiglie di spumante per brindare a un altro nuovo anno - che spero non si riveli di m***a come al solito - ed io, come succede da cinque anni a questa parte, sono qui per condividere con voi la mia personalissima top ten.
Il 2017 è stato un anno difficile, che per fortuna sta per essere accantonato. Tanti sono stati i pensieri, le difficoltà e i momenti difficili da superare... pochissime le gioie. Come ogni anno spero che il peggio sia ormai passato e che non ci possa essere cosa ancora peggiore ma ogni volta mi devo ricredere, perchè al peggio non c'è mai limite.
Anche dal punto di vista delle letture non è stato un anno particolarmente fruttuoso. La challenge seriale in cui io e Baba ci siamo messe in gioco con dei gdl di intere saghe hanno rallentato moltissimo il ritmo di lettura, anche se sono stati un'occasione piacevolissima per dedicarsi a libri che, altrimenti, sarebbero probabilmente stati accantonati nelle nostre librerie per mesi se non anni.
Ad inizio anno avevo puntato alto su goodreads provando a impostare 80 libri da leggere come sfida verso me stessa, sfida che ho palesemente perso non arrivando neanche ai 70 libri letti lo scorso anno. Ma non dispero, le letture sono state comunque tante e fortunatamente molte di queste si sono rivelate meravigliose quindi preferisco aver trovato la qualità a scapito della quantità! Diciamo che però come pagine lette sono comunque arrivata ad un ottimo risultato quasi pareggiando quelle dell'anno scorso: nel 2016 avevo letto 70 libri con 23733 pagine mentre nel 2017 ho raggiunto 65 libri con 22691 pagine - elenco completo qui. Capite che pur non avendo eguagliato i libri dello scorso anno e non essendo riuscita a portare a termine la sfida su goodreads posso assolutamente riternermi soddisfatta, visto che oltretutto ci sono stati moltissimi libri belli e pochissimi libri brutti. Che io abbia imparato a fare una selezione a pelle dei libri nelle mie corde?

Anche il blog purtroppo è andato a rilento ma lavorando, occupandomi dello sport di mio figlio due volte a settimana - con viaggio di 40 km a tratta per portarcelo - il catechismo, i compiti - tanti per essere in seconda elementare... vi dico solo che già fa i temi - la casa, la famiglia mi sento già soddisfatta di quanto riesco a fare. Ringrazio come sempre voi, i miei lettori sempre presenti, che nonostante i miei momenti di alti e bassi avete continuato a crescere e a seguirmi con interesse sia qui che sui social.
Direi che anche in questa occasione sono riuscita ad essere logorroica quindi vi lascio alla classifica che quest'anno si è rivelata particolarmente difficile visto che - non mi sembra vero - avevo ben 10 libri con 5 voti e metterli in ordine di preferenza è stato difficilissimo!!! Ovviamente è tutto relativo... in ogni caso sappiate che tutti e dieci i libri sono da punteggio massimo quindi ognuno di essi secondo me andrebbe letto!

1° POSTO: 

MAI DIMENTICARE di Michel Bussi

Pensate un po', lo scorso anno c'era sempre lui al primo posto, con il suo splendido Tempo assassino, quest'anno ce lo rimetto con Mai dimenticare. Un autore che ho conosciuto da poco ma che è entrato di diritto tra i miei preferiti assoluti, soprattutto tenendo conto che scrive noir/gialli. Ogni volta che mi trovo per le mani una sua opera arrivo ad un certo punto e devo tornare indietro a rileggere, perché credo di aver saltato qualcosa, di non aver compreso qualche passaggio, di aver letto talmente avidamente da essermi distratta. E invece no... Invece ogni volta ho letto con attenzione ed è proprio la bravura dell'autore ad aver architettato che io tornassi indietro a rileggere perché lui lo sa che lo faremo, e lo scrive anche, in barba al nostro sentirci detective, in barba al nostro essere sicuri che questa volta lo scopriremo, che questa volta sveleremo i suoi piani.
Se non lo conoscete e amate il genere vi consiglio di leggerlo... dopo non potrete più farne a meno!
Recensione qui.

Trama: «Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta».

È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.


2° POSTO:

CI VEDIAMO UN GIORNO DI QUESTI di Federica Bosco

Primo libro per me di questa autrice di cui avevo sempre sentito parlare ma a cui non mi ero mai approcciata. Stupendo, profondo, emozionante, divertente ma anche un pugno allo stomaco. Insomma, in una sola parola: completo!
Federica Bosco ci ricorda che amicizia è un'altra cosa: è esserci soprattutto nei momenti difficili - perchè, diciamocelo, esserci per farsi due risate nei momenti felici sono capaci tutti - è esserci per l'altro nonostante tutto, anche quando la ragione direbbe il contrario, anche quando il resto del mondo non capirebbe. Amicizia è avere il coraggio di affrontare con un'altra persona le cose che noi non faremmo mai, ed è farlo senza giudicare, dando una spalla per piangere, dicendo che andrà tutto bene anche quando sappiamo che è un tremendo, assurdo casino.
Leggetelo ma preparate in fianco a voi un pacchetto di fazzoletti.
Recensione qui.

Trama: A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina che da quel giorno sono come sorelle, anche se non potrebbero essere più diverse.
Caterina è un vulcano di energia, non conosce la paura. Ludovica, invece, nella sua vita non lascia nessuno spazio per il rischio. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni caotici dell’amica. È un equilibrio rimasto intatto dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza. Anche quando Caterina è rimasta incinta: quel bambino lo hanno allevato insieme.
Per Ludovica è il figlio che non ha avuto per paura di rompere il muro di certezze dietro cui si è trincerata.
Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalla vita, che a volte fortifica, a volte travolgeall’improvviso. Dopo un’esistenza passata a sorprendere l’amica, ora è Caterina ad avere bisogno che
Ludovica faccia una cosa inattesa e un po’ folle.

3° POSTO:

CONFESSIONI AUDACI DI UN BALLERINO DI LISCIO di Paola Cereda

Quanto ho amato Frank... e quanto ho amato il Sorriso dancing club e tutti i personaggi che ruotavano attorno alla balera!
L'autrice riesce, attraverso gli occhi di Frank, a dare una caratterizzazione accurata a tutti i personaggi che calcheranno la pista da ballo e non solo. Ne svelerà al lettore i segreti, i pregi, i difetti e soprattutto gli odori; quegli odori che caratterizzano ognuno di noi e che restano impressi nella nostra mente per sempre.
Quante volte ritrovando un odore particolare siamo stati portati a ricordare una nonna, una zia, un amore che era ma che non è più? Questo fa Frank, ripercorre gli odori della sua vita e, attraverso questi, le persone più o meno importanti che la hanno caratterizzata. E forse grazie a questi odori troverà la sua strada.
Recensione qui.

Trama: Il Sorriso dancing club, la balera più famosa del Polesine, compie cinquant'anni. Il suo proprietario, Frank Saponara, organizza una grande festa di compleanno alla quale partecipa l'intera comunità di Bottecchio sul Po. Frank è un ballerino di liscio che ha avuto tante donne quante sono le mazurche che ha ballato, ma quelle che hanno segnato la sua carriera sentimentale sono tre: Ivana, il suo primo amore, Kristelle, una star del porno, e Barbara, musicista e cantante. La sera del compleanno del Sorriso le tre donne si ritrovano sulla stessa pista mentre, poco distante, nella golena di Ca' Silente, Vladimiro Emerenzin, amico di Saponara e poeta di paese, muore in strane circostanze. Tra le sue dita, un biglietto della festa alla quale non ha partecipato e una parola scritta a matita. Frank è chiamato a dare un senso a quell'ultimo messaggio e scopre che la vita è come il liscio: si balla in due e bisogna andare a tempo.
4° POSTO:

BELLISSIMO di Massimo Cuomo

Un libro letto per caso che mi è entrato dentro sin dalle prime righe.
Un romanzo dolcissimo che scaturisce dalla penna di un autore italianissimo ma che nulla ha da invidiare a quegli autori sudamericani che i lettori tanto amano (mi viene in mente Amado per esempio!) perché, come quegli autori, sa ricreare l’atmosfera di un paese lontano che, grazie a lui, diventa vicinissimo. L’ambientazione, il Messico, precisamente Mèrida, viene resa da Cuomo in modo talmente nitido da farne percepire quasi anche gli odori, i colori e gli abitanti a chi, come me, in Messico non c’è mai stato, tanto da avere l’impressione - per tutta la lettura – di essere alle prese con un romanzo di un autore Messicano tradotto. Perché il Messico, qui, non viene solo raccontato, ma viene vissuto sulla pelle, tra la polvere delle strade, tra le botteghe dei venditori di amache, nei cortili delle case, nelle emozioni della gente.
Un libro originale, capace di far riflettere ma soprattutto capace di emozionare!
Recensione qui.

Trama: Miguel è bellissimo, di una bellezza rara e miracolosa che sin dalla nascita scatena un culto appassionato in tutta la popolazione della città. Il fratello maggiore Santiago assiste ammirato e intimorito alle prodigiose reazioni che la bellezza dell'altro suscita nel padre e nella madre, nei passanti, nelle vicine di casa che affollano il cortile, nelle pretendenti smaniose che lo incalzano ovunque. Ama il fratello più piccolo ma finisce per diventarne l'ombra. Così come Miguel cattura sempre la luce dei riflettori, a Santiago tocca invece il buio degli angoli nascosti. Gli sguardi delle donne sono tutti per il fratello, la sua bellezza mantiene in secondo piano ogni aspetto dell'esistenza del primogenito. La vita tuttavia non fa sconti a nessuno e anche Miguel dovrà, attraverso un faticoso apprendistato, cercare la via per un rapporto maturo con gli altri. Il romanzo è ambientato in Messico, uno scenario che illumina la storia dei colori del realismo magico. Tutti gli eventi sembrano risplendere di una luce mitica e leggendaria. Il conflitto tra i fratelli, il ruolo dei genitori, le storie d'amore, la violenza, i viaggi sono raccontati attraverso un'introspezione psicologica profonda e realistica, ma assumono al tempo stesso un'aura di leggenda. La storia si snoda fra dispiaceri, fughe, rimorsi, ritrovamenti, abbandoni e illuminazioni, mentre seguiamo le vicende dei due fratelli, dei genitori, delle donne amate, degli abitanti del posto, tutti in modo diverso travolti e segnati per sempre da questo straordinario incontro con la Bellezza.

5° POSTO:

UNA LETTERA LUNGA UNA VITA di Loredana Limone

Libro adatto solo a chi sa prendere il cuore in mano e vivere di emozioni. Perchè questo libro è un inno all'amore e alla vita, e solo chi sa andare oltre le parole può apprezzarne il messaggio ed il significato.
Un libro che parla di mancanze, di vuoti, di sofferenza ma anche di gioia pura, di vita vera, di sentimenti che forse sarebbe giusto vivere, di anime legate, di attimi rubati e lo fa con una maestranza tale di parole che le parole diventano emozioni, le descrizioni diventano immagini, i sentimenti diventano lacerazioni al cuore. E lo fa senza mai esagerare, senza mai rendere il tutto troppo costruito, come se le parole ricercate utilizzate fossero l'unico modo per poter descrivere tali, profondi, veri e sentiti sentimenti.
Un ottimo lavoro quello di Loredana che, con il coraggio di discostarsi totalmente da Borgo Propizio, lascia ai lettori una parte nuova di se, quella in cui ci mette tutto il cuore e tutte le sue emozioni che, lo dice alla fine, sono le sue e sono vere!
Da leggere se ancora credete nei sentimenti.
Recensione qui.

Trama: Tina vive con serenità i suoi ultimi anni di vita lontana dall'Italia e dalle sue radici. Un giorno in apparenza come gli altri, una telefonata sconvolge la sua tranquilla esistenza. Da quell'eco di una voce lontana dall'accento inconfondibile, un uomo sembra riportarla al suo passato e a suoi ricordi. L'Italia, Napoli, la sua terra, gli odori e i sapori che aveva amato da bambina e adesso credeva di aver dimenticato, riaffiorano tutti insieme all'improvviso travolgendola come un fiume in piena. Tina così decide di scrivere una lettera a quell'uomo riemerso dal suo passato ma non si tratta delle solite righe di convenevoli, ma di una lettera d'amore lunga tutta una vita.

6° POSTO:

ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS di Agatha Christie
La regina del giallo, cui io mi sono approcciata solo quest'anno, non poteva avere soprannome migliore.
Un libro, questo, scritto nel 1934 in cui non c’è nulla che potrebbe essere definito vecchio e questa credo sia la grande caratteristica dell’autrice: anticipatrice dei tempi ma ancora attuale sia come stile che come storia dopo quasi un secolo.
Lo stile è semplice e pulito ma capace di far emergere ogni singola caratteristica – fisica e comportamentale – dei tantissimi personaggi che arricchiscono la storia.
Un libro da leggere, almeno una volta nella vita perchè il giallo è questo! 
Recensione qui.

Trama: L'Orient-Express, il famoso treno che congiunge Parigi con Istanbul, è costretto ad una sosta forzata, bloccato dalla neve. A bordo qualcuno ne approfitta per compiere un efferato delitto, ma, sfortunatamente per l'assassino, tra i passeggeri c'è anche il famoso investigatore belga Hercule Poirot, al quale verranno affidate le indagini. Poirot, in effetti, risolverà il caso, non prima, però, di essersi imbattuto in una sensazionale sorpresa.
7° POSTO:

L'AMORE ADDOSSO di Sara Rattaro

Adoro Sara, già lo sapete, e ogni volta ho la conferma del fatto che poche come lei sanno farmi venire i brividi ad ogni storia.
Quello che ogni volta mi stupisce e mi affascina è la capacità che lei ha di trasformare le emozioni in parole, di scriverle nero su bianco in modo talmente potente da darmi la sensazione di sentirmele scorrere addosso, quasi fossero realmente le mie.
Una capacità estrema di raccontare gli opposti: pregi e difetti, giusto e sbagliato, vittima e carnefice, rendendoli intercambiabili, facendogli assumere un significato diverso – positivo o negativo a seconda della situazione –, lasciando il lettore talmente confuso da non capire più da che parte sia la ragione, quale sia la verità. Proprio perché forse, nella vita, un’unica verità non esiste. 

Recensione qui.

Trama: Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice - non può farlo - che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito cera una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre - alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

8° POSTO:

L'ANGELO DI MARCHMONT HALL di Lucinda Riley
Quando, a inizio 2017, ho preso in mano questo libro mai mi sarei aspettata che mi conquistasse in questa maniera. Un'autrice che io classificavo come rosa e che per questo non era mai finita in cima alle mie possibili letture. Poi l'ho acquistato per incastrarlo in una challenge ed ho cominciato a leggerlo.
È un libro rosa? Secondo me no! È vero, alla base di tutto ci sono più amori: quello di un uomo per una donna, quello di una madre per una figlia, quello di una figlia per un mondo che la fa sentire al centro dell'universo, quello di una nipote per una zia acquisita, quello di un fratellino per la sorella, quello di un padre per un figlio perduto, ma prima di ogni altra cosa credo che questo sia un libro più complesso, un meraviglioso e complesso romanzo familiare ricco di intrighi, misteri, capace di percorrere più generazioni e raccontarcene ogni dettaglio con una capacità disarmante e coinvolgente.
Un libro completo anche nell'ambientazione dei luoghi e dei tempi.
Insomma, questo libro regala una lettura piena, non banale, ricca di tutto quello che una storia dovrebbe raccontare e, caratteristica non secondaria, raccontata in modo sublime!
Recensione qui.

Trama: Sono passati trent’anni dall’ultima volta che Greta è stata a Marchmont Hall, la magnifica tenuta di famiglia sulle colline del Galles. E adesso, mentre varca i cancelli al fianco di David Marchmont, nipote del suo defunto marito, non può fare a meno di chiedersi se il luogo in cui ha vissuto per tanti anni sarà in grado di dischiudere qualche squarcio sul suo passato. Dopo un terribile incidente d’auto, infatti, Greta non ricorda più nulla e rifiuta di abbandonare il suo appartamento londinese troppo a lungo, tenendo a distanza tutti quelli che hanno fatto parte della sua vita.
Tutti tranne David, l’unico amico di cui si fida e per il quale prova qualcosa che va al di là della semplice gratitudine. È stato proprio lui a raccontarle com’era la sua vita prima di quel giorno e a convincerla a trascorrere il Natale a Marchmont Hall. Ma durante una passeggiata nel bosco, ai piedi di un abete, Greta scorge una lapide e spazza via la neve che ricopre l’iscrizione. Certo non immagina che quel nome inciso sulla pietra la travolgerà con un’ondata di ricordi: le serate come ballerina di cabaret nella Londra del ’45, il sogno di sposare un ufficiale americano, l’amicizia con David, giovane comico di buona famiglia che la accoglierà a Marchmont Hall per strapparla alla miseria.

9° POSTO:


NON DITELO ALLO SCRITTORE di Alice Basso

Terzo volume che l'autrice dedica a Vani Sarca.
Normalmente quando un autore crea una "serie" con protagonista lo stesso personaggio capita i volumi successivi al primi perdano smalto, diventino un po' ripetitivi. In questo caso assolutamente no.
Alice ha saputo riprendere le fila dove le avevamo lasciate, portandosi dietro dai libri precedenti dei gran personaggi che mi sarebbe dispiaciuto perdere – tipo Irma o Ivano – ma ha saputo anche dare un’aria nuova a questo terzo romanzo, grazie a dei capitoli che con un gran salto temporale ci fanno, qua e là, conoscere una Vani adolescente alle prese con una società non adatta ad una diciassettenne colta e con cervello.
Vani non perde il suo smalto, anzi, secondo me lo rinfresca, dando un tocco di colore in più e lasciandoci ancor più con la voglia di scoprire cosa succederà nei prossimi capitoli!
Recensione qui.

Trama: A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c'è nella testa delle persone. Una empatia innata che lei mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno, e che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può farlo uscire dall'ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l'unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun'altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l'abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica. Vani è ormai uno dei personaggi più amati dai lettori italiani.

10° POSTO:

L'OMBRA DEL VENTO di Carlos Ruiz Zafon

Se ad una rilettura ad un libro - perdipiù con un mistero da risolvere - viene dato punteggio pieno, allora non può non trovarsi qui, in mezzo ai migliori dell'anno. Un libro che ho riletto grazie al gruppo di lettura della quadrilogia per la challenge e che ha saputo conquistarmi come la prima volta anzi, forse anche di più.
Un libro che mi ha fatto emozionare come la prima volta, che come la prima volta ha saputo stupirmi e farmi sognare. Un libro che consiglio senza riserve e che rimarrà – per quanto mi riguarda – nei libri che più amerò nella mia “carriera” di lettrice.

Una storia, il cui intreccio è originale e ben costruito, ambientata in una Barcellona cupa e misteriosa in cui nulla è come sembra.
Moltissimi i personaggi comprimari le cui storie si intrecceranno con quella principale, moltissimi animi inquieti che accompagneranno lo scorrere delle pagine e che verranno svelati pian piano, come tirati fuori da minuscoli cassettini, come burattini mossi dai fili invisibili del tempo. E quando ci sembrerà di aver capito tutto Zafon saprà tirare fuori da quei cassetti qualcosa di inaspettato, capace di farci rimanere attoniti davanti a tanta capacità.
Recensione qui.

Trama: A Barcellona una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita. Perché dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida, e un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la propria vita. Mystery, romanzo storico e tragedia amorosa, L'ombra del vento fa rivivere la grande tradizione del feuilleton ottocentesco con una sensibilità squisitamente contemporanea. Clamoroso caso editoriale, è il libro che ha imposto Zafón sulla scena internazionale, e da allora non ha smesso di stregare milioni di lettori in tutto il mondo.

Avrei potuto terminare qui la mia classifica ma, come sapete, quest'anno per me e per molte di voi, è stato l'anno delle serie quindi ho pensato che fosse necessario stabilire quale potesse essere la Serie dell'anno, ovviamente secondo i miei gusti.

The winner is...

LA SAGA DEI CAZALET


Ecco qui, gli anni passano ma ogni volta è sempre difficile riuscire a fare una classifica, perchè 10 posti sono pochissimi e anche quest'anno rimangono fuori dalla classifica libri che ho comunque amato molto. Ho dovuto fare delle scelte - mi perdoneranno gli autori dei tantissimi e bellissimi libri che per un soffio non sono riusciti a entrare in questa classifica - ma, se vi va, fatevi un giro qui perchè troverete molti altri libri degni di nota!
E voi? Vi piace fare la classifica annuale delle letture? Se sì ditemi quali sono stati i vostri libri preferiti del 2017!
Vi ricordo che domani verrà pubblicato il primo post per la Visual Challenge, la nuovissima challenge 2018 in collaborazione con Desperate Bookswife. Non siete ancora iscritti??? Ahiahiahiahiahiahi ecco il link per rimediare: cliccate qui.


domenica 19 marzo 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #1 - Il lairinto degli spiriti: dodicesima e ultima tappa


No ma veramente siamo arrivati all'ultima tappa di questo meraviglioso GDL? Cioè mi state dicendo che sono già passati tre mesi? Bè, per quanto mi riguarda sono volati anche se ora ho voglia di lasciare andare Zafon e di immergermi in qualcosa di nuovo! Ma basta chiacchiere, parliamo del libro.
Come sempre, per riepilogo, vi lascio i link relativi alle tappe postate fino ad oggi.

L'OMBRA DEL VENTO

03 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 196 (i primi 25 capitoli) - Link qui
10 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 197 a pag. 310 (vi dovrete fermare al capitolo che inizia riportando queste date: 1933-1954). Link qui
17 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 311 ( Parte intitolata: Nuria Monfort: Memorie di spettri 1933 - 1954) a pag. 471, ovvero fino al termine del romanzo. Link qui

IL GIOCO DELL'ANGELO
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
24 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 11 a pag. 138, ovvero tutto l'Atto Primo. Link qui
31 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento del Secondo Atto, da pag. 141 a pag 336. Link qui
7 febbraio 2017 - Un libro per amico: commento del Terzo Atto + l'Epilogo, ovvero da pag. 339 a pag. 466. Link qui

IL PRIGIONIERO DEL CIELO
14 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commento delle parti 1 + 2 , fino pag. 174. Link qui
21 febbraio 2017- Un libro per amico: commento delle parti 3 + 4 +5, ovvero fino a pagina 340. Link qui.




  

IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI
28 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commento fino a pagina 193, ovvero Il libro di Daniel + Dies Irae + Ballo in maschera +Kyrie. Link qui
07 marzo 2017 - Un libro per amico: commento da pagina 199 fino a pagina 386, ovvero la parte: La città degli specchi. Link qui.
14 marzo 2017 - Desperate Bookswife: chiacchiereremo da pagina 391 fino a pagina 573. Parte: I Dimenticati. Link qui.
19 marzo 2017 - Un libro per amico: commento da 579 a pagina 815, ovvero Agnus dei + Il quaderno di Isabella +Libera Me + In Paradisum +Barcellona +1964 +Il libro di Jilliàn + Epilogo.

ATTENZIONE SPOILER!!!! 

Quante ore ho per parlarvi di questa ultima parte? Sì, perché qui ne succedono veramente una dopo l’altra e non sarà facile fare un post che non appaia chilometrico e anche un po’ sconclusionato. Ma spero che me lo perdonerete. Nella scorsa parte avevamo lasciato Alicia in convalescenza all’ospedale con Fermin e Bea che tramavano per portarla via e nasconderla da qualche parte.

Comincio con una citazione, quella che l’autore chiama introduzione alla quadrilogia e che secondo me racchiude il senso, in modo assolutamente poetico - dei quattro libri che abbiamo letto:
Una storia non ha principio né fine, soltanto porte di ingresso.
Una storia è un labirinto infinito di parole, immagini ed energie riunite per svelarci la verità invisibile di noi stessi. Una storia è, in definitiva, una conversazione tra chi la racconta e chi l’ascolta: un narratore può raccontare solo fin dove lo sorregge il mestiere, mentre un lettore può leggere solo fino a ciò che porta scritto nell’anima.
Ma entriamo nello specifico della parte di oggi.
Ci tengo a ringraziare personalmente Zafon per la rivalsa delle donne che ci ha regalato in queste ultime pagine. Sì, perché oltre a non far morire Alicia – che viene curata nel cimitero dei libri dimenticati – non la fa morire neanche dopo, quando come una paladina senza paura va prima a vendicare la morte di Vargas uccidendo Rovida, e poi a Madrid ad uccidere Leandro con le sue stesse mani. E non fa morire neanche Victoria – Ariadna -, che per settimane abbiamo visto in balia proprio di Leandro, che per farsi raccontare tutto quello che sa su Valls le fa credere di tenerla nascosta per aiutarla. Poi, certo, Victoria non è che faccia proprio una bella fine ma almeno è una fine che si è scelta e, finalmente, insieme a sua sorella.
E chi l’avrebbe mai detto che fosse proprio Victoria a tenere Valls prigioniero? E che la figlia prediletta di Valls fosse proprio la sorellina di Ariadna, rapita insieme a lei decenni prima?
Questa dei bambini rapiti alle famiglie incarcerate Zafon se l’è studiata veramente bene eh! Ed anche l’intreccio tra David Martin e Victoria mi è piaciuto un sacco. Proprio lui la allontana da quel “padre” che la mette incinta, e la porta in quella casa in cui, lo scopriremo dopo, aveva vissuto il suo amore con Isabella.
Eh sì, perché Zafon ci fa anche raccontare da Isabella la verità sulla paternità di Daniel, attraverso il suo diario, e ci racconta anche di come Juan Sempere fosse a conoscenza della cosa, ma la abbia ripresa a casa e se la sia sposata! Un amore che già dalle pagine de Il gioco dell’angelo si intuiva quello tra David e la sua assistente. Ma la cosa più sconvolgente è di come Isabella ci racconti di come sapesse di essere stata avvelenata da Valls e, allo stesso modo, sapesse anche di non avere scampo. Che poi, diciamocelo, Valls ha fatto proprio la fine che meritava… una lunga, lenta, dolorosa agonia! Le parti della sua prigionia sono veramente agghiaccianti ed estremamente realistiche. E sono contenta che Daniel abbia capito che il peggior male che potesse fare a quell’uomo fosse lasciarlo in vita. Non avrei sopportato un Daniel assassino!
Ma voi avevate immaginato che Leandro potesse essere il “socio” di Valls nella storia dei bambini? Io assolutamente no! Avevo capito che Leandro non avrebbe mai lasciato libera Alicia, ed avevo anche capito che probabilmente stesse sfruttando lei e Vargas per i suoi scopi ma non mi ero immaginata un risvolto simile.
Certo che Zafon i cattivi li sa raffigurare veramente bene eh! Dopo Fumero, che già ci aveva fatto tremare, tira fuori dal cappello questo Hendaya, suo discepolo che, se possibile, pare abbia addirittura superato il maestro in termini di cattiveria. Le parti in cui qualcuno si trovava al suo cospetto mi hanno sempre messo addosso un’ansia incredibile! Per fortuna anche lui ha fatto la fine che si meritava! In questa ultima parte del libro ho rivalutato un sacco anche Bea, una figura che ne L’ombra del vento già mi era piaciuta ma che secondo me non era stata sfruttata al meglio. Qui si rivela una donna matura e intelligente, nonché una mamma amorevole. Quante di noi avrebbero preso a sganascioni Daniel? Tutte, ne sono certa! E quante di noi non avrebbero lasciato in agonia Alicia? Tutte, sono certa anche di questo! Bea no, è superiore, consapevole del suo essere donna anche davanti a una “gnoccolona” – si può dire gnoccolona? - come Alicia.
Un’altra figura che emerge in modo splendido in questa parte oltre a Fermin che, si sa, da sempre è il nostro eroe, è Fernandito, che si rivela un detective capace e anche un amico fidato per Alicia. In più il suo risvolto amoroso con Sofia mi piace veramente tanto, se lo meritava proprio!Ed ora veniamo alla conclusione… Al Julian che da bambino diventa adulto e, successivamente, scrittore; al suo incontro con Carax; alla sua voglia che lo scrittore maledetto scriva per lui la quadrilogia de Il cimitero dei libri dimenticati con la storia della sua famiglia; al suo incontro con Valentina e alla loro bambina Alicia; all’abbandono di Valentina e al suo essere padre single – che sembra quasi una maledizione dei Sempere, ad eccezione di Daniel -; alla fine di un libro che coincide esattamente con il punto di partenza, in quel cimitero dei libri dimenticati che ha fatto da cornice ad un’intera quadrilogia. Insomma, credo che con questa parte il cerchio si chiuda completamente e l’autore sia riuscito a rispondere a tutte le domande che erano rimaste in sospeso e lo abbia fatto in modo esaustivo e credibile.
L’unica cosa che gli rimprovero è, soprattutto in questo libro, l’eccessiva ripetizione di alcune cose – come se Zafon cercasse di spiegare più a chi non avesse letto i libri precedenti che a chi come noi si trovi alla fine di un viaggio -; questo, in alcuni momenti, mi ha reso la lettura un po’ lenta e dopo quattro libri sinceramente questo dettaglio mi ha resa un po’ sofferente. Che poi, ora più che mai una cosa devo dirla: come fanno a dire che questi libri sono leggibili separatamente??? Impossibile per quanto mi riguarda!
Ora lascio la parola a voi, date sfogo al vostro pensiero!

Baba ed io vi ringraziamo per il viaggio che avete fatto insieme a noi in questa Barcellona inquieta e nebbiosa e speriamo che vorrete seguirci anche nei prossimi viaggi che faremo!!!! A breve vi metteremo a conoscenza del prossimo gruppo di lettura! Stay tuned.

martedì 14 marzo 2017

Recensione #177 - Il prigioniero del cielo di Carlos Ruiz Zafon

Ciao a tutti, mentre oggi sul blog Desperate Bookswife chiacchieriamo della penultima parte dell'ultimo libro della quadrilogia di Carlos Ruiz Zafon, io qui  vi lascio il mio pensiero su Il prigioniero del cielo, pag. 352, terzo volume della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati edita da Mondadori.

Sinossi: Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista...

A differenza di quanto era avvenuto con i primi due volumi della quadrilogia, che avevo già letto anni fa, con Il prigioniero del cielo è stata la prima volta quindi non sapevo assolutamente cosa aspettarmi, se un libro pacato anche se avvincente più simile a L’ombra del vento oppure se un libro sconclusionato e fantasy come Il gioco dell’angelo.
Fortunatamente – come sapete non amo particolarmente i fantasy – Zafon ha fatto un passo indietro tornando allo stile utilizzato per il primo volume della quadrilogia e creando, con questo terzo libro, una sorta di romanzo cuscinetto, a collegamento tra i precedenti. Se con Il gioco dell’angelo non si capiva bene il collegamento con la lettura che lo aveva preceduto e l’autore ci aveva lasciato con tantissimi dubbi e domande, qui cerca di dare una risposta plausibile a tutti quegli avvenimenti che ancora avevano necessità di una risposta.
Daniel è ormai felicemente sposato con Bea ed hanno un bambino – Julian -; Fermin è sempre il suo fidato braccio destro – sia nel lavoro che nella vita privata – ed è più che mai legato alla sua amatissima Bernarda con cui si sposerà presto; la libreria Sempre e figli ha grandi problemi economici che preoccupano non poco Sempere padre.
Ritroviamo quindi i meravigliosi personaggi de L’ombra del vento con, primo fra tutti, il nostro amato Fermin cui l’autore dedica gran parte del libro raccontandocene la storia – cui precedentemente aveva sempre e solo accennato – dalla sua prigionia fino al suo ritorno a Barcellona ed al suo incontro con Daniel. Proprio Fermin sarà in realtà il collegamento tra due mondi che sembrano lontanissimi – quelli del primo e del secondo romanzo – ma che in realtà sono molto più legati di quello che noi comunissimi lettori avremmo potuto credere.
Daniel e David, i protagonisti rispettivamente del primo e del secondo volume della quadrilogia, vengono in questo nuovo lavoro collegati attraverso nuovi misteri, nuove rivelazioni ed anche nuovi personaggi.
Tra i vecchi personaggi - oltre Daniel, Fermin e David – ritroviamo: Isabella, anche solo come ricordo; il vecchio fidanzato di Bea, che lei aveva lasciato perché innamorata di Daniel; Isaac, il vecchio custode del cimitero dei libri dimenticati e infine il malvagio ispettore Fumero.
Numerose sono anche le new entry che arricchiscono questo nuovo lavoro e ne completano il quadro globale: Salvador Salgado, compagno di prigionia di Fermin; Mauricio Valls, direttore del carcere di Montjuïc che sarà al centro dell’attenzione per gran parte del romanzo; Sophia, nipote italiana di Sempere, che si trasferisce a Barcellona e che incontriamo solamente nelle ultimissime pagine ma che mi aspetto di ritrovare ne Il labirinto degli spiriti.
Insomma, un altro intricatissimo gruppo di personaggi che sa creare non pochi misteri.
Come in tutti i libri di questa saga non mancano inoltre incendi, uccisioni più o meno misteriose, personaggi inquietanti e malvagi; una ricetta cui Zafon ci ha abituato e che credo rappresenti ormai il suo marchio di fabbrica. Anche il suo stile resta coinvolgente, capace di portarci nei luoghi di cui ci racconta, dandoci l’impressione di conoscere ogni singolo personaggio che ci troviamo di fronte. 
Impossibile leggere il libro e non venirne travolti senza scampo, grazie alla sempre impressionante capacità dell'autore di descrivere luoghi, personaggi, atmosfere, sentimenti.  
Un terzo libro che, a differenza di quello che dice l’antefatto, non credo possa essere letto a prescindere dagli altri due senza i quali non penso avrebbe senso.

VOTO: 


sabato 11 marzo 2017

Recensione #175 - Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafon


Buongiorno lettori e buon sabato! Dopo averne tanto parlato per via del Gruppo di lettura organizzato in collaborazione del blog Desperate Bookswife oggi vi lascio la recensione con il mio pensiero completo sul libro Il gioco dell’angelo di Carlos Ruiz Zafon, pag.476, secondo volume della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati edita da Mondadori.

Sinossi: Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.



Avevo letto questo libro ai tempi della sua uscita e, a differenza de L’ombra del vento - il primo volume di quella che allora era una trilogia – non avevo praticamente ricordi riguardo a questa lettura se non che mi fosse piaciuta molto meno al libro precedente. Anche dopo questa seconda rilettura resto dell’idea che questo libro non è, per quanto mi riguarda, neanche lontanamente paragonabile al volume che lo ha preceduto, per quanto resti un libro assolutamente godibile e da leggere.
Il gioco dell’angelo è stato scritto successivamente a L’ombra del vento ma ne rappresenta un prequel e già questo rende difficile il collegamento tra i due visto che ci sono pochissimi elementi che vengono ripresi da quello che per noi lettori era il primo libro letto.
La storia comincia con un nuovissimo protagonista – David Martin – un nuovissimo personaggio misterioso – Andreas Corelli – ed una storia apparentemente totalmente slegata dalla successiva se non per la presenza del Cimitero dei libri dimenticati e per le numerosissime analogie di avvenimenti che aleggiano in entrambi i volumi.
David è uno scrittore squattrinato, che comincia la sua gavetta in un giornale, per poi passare ad una casa editrice che gli commissiona dei romanzi a puntate, per finire alle dipendenze di una fantomatico editore di Parigi che, per la bellezza di centomila franchi, gli commissiona la realizzazione di un libro che favorisca la creazione di una nuova religione. Coinvolti nella vicenda anche uno scrittore un po’ pigmalione e un po’ approfittatore – Pedro Vidal -, una donna incapace di dare libero sfogo al suo cuore ma che si accontenta della stabilità economica – Cristina -, un’assistente giovane, brillante, capace di tenere testa a David senza farsi spaventare dal suo atteggiamento duro e distaccato – Isabella –, un libraio appassionato – Sempere padre – ed un ragazzino timido e introverso – Sempere figlio -. Insomma personaggi per tutti i gusti!
Da subito la lettura appare coinvolgente, come Zafon ci ha abituati, ma allo stesso tempo si ha immediatamente l’impressione che il libro sia particolarmente fantasy, in quanto la costruzione della storia è infarcita di elementi paranormali o quantomeno bizzarri. Per quanto mi riguarda – ricordate? io non amo per niente i fantasy! - forse è proprio in una scelta del genere che sta il limite di questo libro, perché la storia raccontata non ha nessuna base possibile e reale. Il mistero che c’era ne L’ombra del vento sfociava in una storia molto terrena e possibile, in questo caso invece il mistero è tangibile ma non sfocia in nulla, se non in un finale aperto all’interpretazione e alla fantasia – che deve essere fervida – del lettore, ma nonostante tutte le possibili interpretazioni restano comunque dei nodi che non verranno mai sciolti. Devo però constatare la capacità dell’autore di tenermi incollata ad una storia totalmente al di fuori delle mie corde, con una trama che, probabilmente, se l’avesse scritta un altro avrei bocciato. Questo fa di lui un grande!
Se in più aggiungiamo l’enorme capacità narrativa non posso che promuovere il lavoro svolto in questo libro: i personaggi sono tangibili, di ognuno di loro abbiamo un quadro completo, sia fisico che caratteriale, così come possiamo quasi toccare con mano le ambientazioni, sia esterne che interne. Le emozioni del protagonista ed il suo intercedere lento sul filo di un baratro a cavallo tra la realtà e la follia arrivano al lettore come un fiume in piena e questo non può far altro che farsi coinvolgere!
Voi cosa ne pensate? Avete letto questo libro? Vi è piaciuto?

VOTO: 


martedì 7 marzo 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #1 - Il labirinto degli spiriti: decima tappa


Buongiorno lettori, rieccoci al quarto libro della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafon edito da Mondadori: Il labirinto degli spiriti. Il tempo vola!!!! Prima di entrare dirvi le mie impressioni vi lascio i link relativi alle tappe postate fino ad oggi.

L'OMBRA DEL VENTO

03 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 196 (i primi 25 capitoli) - Link qui
10 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 197 a pag. 310 (vi dovrete fermare al capitolo che inizia riportando queste date: 1933-1954). Link qui
17 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 311 ( Parte intitolata: Nuria Monfort: Memorie di spettri 1933 - 1954) a pag. 471, ovvero fino al termine del romanzo. Link qui

IL GIOCO DELL'ANGELO
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
24 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 11 a pag. 138, ovvero tutto l'Atto Primo. Link qui
31 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento del Secondo Atto, da pag. 141 a pag 336. Link qui
7 febbraio 2017 - Un libro per amico: commento del Terzo Atto + l'Epilogo, ovvero da pag. 339 a pag. 466. Link qui

IL PRIGIONIERO DEL CIELO
14 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo le parti 1 + 2 , fino pag. 174. Link qui
21 febbraio 2017- Un libro per amico: commenteremo le parti 3 + 4 +5, ovvero fino a pagina 340.




  

IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI
28 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commento fino a pagina 193, ovvero Il libro di Daniel + Dies Irae + Ballo in maschera +Kyrie.
07 marzo 2017 - Un libro per amico: commenteremo da pagina 199 fino a pagina 386, ovvero la parte: La città degli specchi.
14 marzo 2017 - Desperate Bookswife: chiacchiereremo da pagina 391 fino a pagina 573. Parte: I Dimenticati.
19 marzo 2017 - Un libro per amico: dai che siamo quasi, un ultimo sforzo, da 579 a pagina 815, ovvero Agnus dei + Il quaderno di Isabella +Libera Me + In Paradisum +Barcellona +1964 +Il libro di Jilliàn + Epilogo.

ATTENZIONE SPOILER!!!! 

Credetemi se vi dico che non so da che parte cominciare…
Questa seconda parte dell’ultimo libro è una sorta di riassunto di quello che troviamo nei libri precedenti e non succede molto che noi non sapessimo già.
Anche in questa parte come nella precedente Alicia è la protagonista assoluta. La scorsa settimana l’avevamo lasciata sul treno diretto a Barcellona, con Vargas che dalla banchina la guardava allontanarsi. In questa nuova parte la ritroviamo a Barcellona e da subito l’autore le mette sulla propria strada Fermin - quell’uomo che tanti anni prima l’aveva salvata alla morte - lo riconosce ma tira dritto… Perché??? Bohhhhh!!!
Per tutta questa parte Alicia indaga per scoprire dove si trovi Valls, quali siano le ragioni della sua scomparsa ed i collegamenti tra i vari personaggi.
Valls nel frattempo è in una prigione con un moncherino al posto della mano ed è convinto che dietro la sua prigionia ci sia David Martin. Quale sarà la verità??? Non ci viene svelato ma, non so perché, io continuo a pensare a Carax.
Quello che emerge con lo scorrere delle pagine è che Alicia è veramente un personaggio meraviglioso, proprio come avevamo avuto l’impressione da subito; sa come muoversi, incanta ogni uomo che si trovi sulla sua strada, è intelligente, impertinente ed il suo passato pieno di mistero rende il suo personaggio affascinante.
Tanti sono i personaggi dei volumi precedenti che ritroviamo ma poche, secondo me, le rivelazioni per noi che abbiamo letto l’intera quadrilogia.
Niente di quello che ci è stato raccontato mi ha stupito se non l’ultima parte in cui Fumero porta via le figlie di Matiax – unico vero nuovo personaggio del libro – per darle presumibilmente al banchiere Ubach e a sua moglie.
Per il resto, a parte le tantissime ripetizioni che, per quanto mi riguarda avrebbero potuto occupare un po’ di pagine in meno, sono pochi i punti degni di nota.
La parte che più ho amato è stata quella dell'incontro tra Alicia e Bea in libreria, l'amore immediato di Julian verso Alicia e i biglietti di prescrizione dei libri scritti da Fermin. Peccato sia durato veramente troppo poco.
Quello che però continuo a chiedermi è cosa sappia Alicia della famiglia Sempere e perchè arrivi addirittura ad immaginare di essere al posto di Bea.
Posso dirlo che, seppur banale, io sto facendo il tifo per Vargas con Alicia? Spero infatti che riesca a farle tirare fuori il lato più umano perchè insieme li vedrei veramente bene!
Che altro dire? Forse troppe storie che si ripetono: Matiax che viveva con una moglie con una malattia rara come Valls; la storia di Ariadna che cade nel mondo sotterraneo dell'altra Barcellona un po' come Alicia cade nel Cimitero dei libri dimenticati; Fumero che guardando Alicia la paragona alla Cloe dei primi racconti di David Martin. Insomma, dove vuole portarci Zafon? Quello che ci sta raccontando è tutto un mondo inesistente che si trasformerà in fumo da un momento all'altro oppure ha finito la fantasia? Spero nella prima ipotesi.
Tirando le somme, mi è piaciuta questa parte? Ni! In alcuni momenti mi ha infatti annoiato - nonostante lo stile sia quello dello Zafon che adoro - perchè sembrava quasi che stesse spiegando tutto per chi prende in mano l'ultimo libro senza aver letto i precedenti.
Spero che le prossime pagine ci riservano un po' più di novità e ci diano soprattutto delle risposte!
E voi? Cosa ne pensate?
Vi ricordo che la prossima tappa sarà il 14 marzo sul blog Desperate Bookswife dove chiacchiereremo da pagina 391 fino a pagina 573. Parte: I Dimenticati.