venerdì 1 aprile 2022

Blogtour Lady Costance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde - Tappa 5: Una donna oscar





Buongiorno carissimi, torno oggi con un nuovo blogtour, quello dedicato alle biografie tutte al femminile firmate Morellini - che ringrazio per la copia. 
Per i blogtour precedenti clicca qui.

Con questo blogtour torniamo con una nuova figura ai molti sconosciuta. Si tratta di Lady Costance Lloyd.
Le mie amiche blogger vi hanno parlato nei giorni scorsi di diverse sfaccettature di questa donna, oggi io vi parlerò del suo rapporto con Oscar.



Titolo:
  Lady Costance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde
Autore: Laura Guglielmi
Genere: Biografie
Pubblicazione: 11 novembre 2021 - Morellini - Femminile singolare
Pag.: 256
Costo: 17,00 € cartaceo - 8,99 ebook

Trama: Constance Lloyd, una ragazza bella e ambiziosa, di origine irlandese, cresce a Londra ed entra in contatto con gli ambienti più esclusivi della fine dell’Ottocento. L’impero britannico è più potente che mai e la regina Vittoria è salda al potere. Tanti uomini la vorrebbero sposare, ma lei è in cerca di un marito che la lasci libera di realizzare le sue ambizioni. Il dandy più famoso d’Inghilterra, Oscar Wilde, rimane folgorato mentre la sente recitare alcuni versi della Commedia di Dante in italiano. Al centro dell’attenzione mondana e culturale della scena londinese, Constance e Oscar si sposano e hanno due figli, ma lei non rinuncia a nulla, viaggia, scrive racconti per l’infanzia, diventa direttrice di una rivista che promuove un nuovo modo di vestire per le donne. Poi arriva la tragedia: Wilde viene processato per sodomia e condannato per due anni ai lavori forzati. Lei, pur avendo altre relazioni, gli sarà sempre vicino. Innamorata dell’Italia, dopo aver girato raminga per l’Europa si ferma nella Riviera Ligure e muore a Genova poco prima di compiere quarant’anni. Questo libro è l’autobiografia mancata di una donna speciale, ma sconosciuta ai più.





Lady Costance Lloyd cresce a Londra, nonostante le sue origini irlandesi, nella seconda metà del 1800. 
Per molti anni, nonostante pensasse ad un marito, non riuscì a trovare nessuno che facesse al caso suo. Nessuno di quelli che le venivano in mente sembravano essere adatti tantomeno quelli che le venivano proposti dalla famiglia. Constance non era una donna qualunque, non per il suo tempo almeno: amava sfuggire alla sorveglianza del nonno e della zia per recarsi alla Greosvenor Gallery indossando abiti che lei stessa disegnava, amava l'arte, la politica, la letteratura, amava pranzare da sola al ristorante insomma, amava essere libera, come una donna del suo tempo non poteva essere. 
Fu proprio grazie alla sua frequentazione con artisti di ogni tipo che sentì parlare di Oscar Wilde.

"Finalmente avevo messo gli occhi su un uomo di qualche anno più grande di me, di cui tutta Londra stava parlando per i suoi modi anticonvenzionali: Oscar Wilde. E io l'avrei conosciuto, a qualsiasi costo."
L'occasione per conoscere Oscar la ebbe durante un ricevimento a casa di mamma Ada, cui parteciparono anche Lady Jane Wilde e il suo chiacchierato figlio.
"Quando vidi gli occhi di Oscar puntati su di me mentre leggevo i versi di Dante vicino al pianoforte, sentii un brivido lungo la schiena. Ci scambiammo solo qualche parola, ma la sua voce, la sua statura, il suo abbigliamento mi avevano dato le vertigini. Non era bello, ma ne fui subito attratta."
Inizia così una relazione che diventa quasi un'ossessione. 
"Ormai Oscar era diventato il mio chiodo fisso. Non appena ci lasciavamo, già pensavo a quando lo avrei rivisto. Cercavo di trascorrere più tempo possibile con l'uomo di cui mi stavo innamorando. Avevamo gli stessi interessi, le stesse idee politiche, le stesse opinioni su poeti, scrittori e artisti. Gli stessi gusti in fatto di vestiti e arredamento . Non ci annoiavamo mai insieme e ogni volta che ci salutavamo, sentivo di aver imparato qualcosa di nuovo, ed ero certa che anche per lui fosse lo stesso.[...] A quasi ventitré anni avevo trovato l'uomo della mia vita. Appena in tempo, a ventiquattro la buona società già ti considerava una zitella senza speranza. Quel distacco mi avrebbe permesso di prendere le distanze e capire se fosse veramente lui la persona che desideravo. Se Oscar al suo ritorno avesse avuto ancora la stessa attenzione per me, avrebbe significato che si trattava di una cosa seria."
Dopo un viaggio in America di Oscar il loro amore non viene intaccato ma anzi, sembra essere l'unica cosa di cui entrambi abbiano bisogno.
"Non ci vedevamo da oltre un anno, e parlavamo come se ci fossimo lasciati il giorno prima."
Nonostante la famiglia - e soprattutto il fratello Otho - non fosse d'accordo sulla loro relazione lei non aveva occhi che per lui.
"Finalmente arrivò il giorno del nostro matrimonio. Ci sposammo il 29 maggio 1884, ella Chiesa di Saint James di Paddington, a Londra. [...] Oscar era innamorato pazzo e un marito devoto, i suoi vecchi amici erano increduli. Avevamo di fare del nostro matrimonio un'opera d'arte, ma non per narcisismo, almeno per me. Il mio scopo era far emergere le idee in cui credevo: la parità di diritti tra uomo e donna e il socialismo. Giocavamo con i nostri abiti, ci attraevano le stesse sfumature di verde, rosso o blu: la chiamavamo la nostra uniforme estetica. Sceglievamo insieme cosa indossare, Oscar era più sobrio di un tempo, diceva che il suo abbigliamento, doveva conformarsi a quello di un uomo sposato."

Da come si evince dalle citazioni questo amore è nato per colmare una lacuna e poi è sbocciato come un fiore a primavera (almeno da parte di lei), da qui in avanti l'oblio: un amore che si trasforma in malattia fino a giungere alla follia.
Da uomo devoto a fedifrago e violento (anche se solo verbalmente), da amante generoso e appassionato a traditore succube di un ragazzetto. Constance accetta tutto senza poterne fare a meno, nonostante due gravidanze e nonostante quello che trovava al suo fianco non fosse più l'uomo di cui si era innamorata. Ogni soldo che lui aveva lo spendeva per bordelli o per cene che non avrebbe potuto permettersi o per dormire in albergo con il suo amante. 
Non lo abbandonò neanche quando Oscar venne incarcerato con l'accusa di sodomia e volgare indecenza ma, anzi, lo andò a trovare in carcere e in una successiva lettera dalla Liguria gli comunicava che lo avrebbe anche ripreso con sé se avesse dimenticato "quell'essere disgustoso". Ma all'uscita del carcere non sarà così, le loro strade si divideranno per sempre.

Spero di non avervi tediato troppo. Vi saluto e ringrazio le mie compagne di viaggio per questo blogtour davvero interessante.



2 commenti:

  1. Ciao Daniela,
    È uno dei libri che ho in nota da mesi...
    Me l'ero quasi scordata, fortuna che vi ho viste con il blogtour!!
    Spero n9n sia tristissimo da leggere, e che non rovini l'idea che comuque mi sono fatta di Oscar Wilde
    A te è piaciuto?
    Ciao e buona serata, Marina

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