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lunedì 31 agosto 2020

Letture con Marina #101 - Recensione IN ANTEPRIMA di Murderbot. I diari della macchina assassina di Martha Wells

Buongiorno carissimi, dopo la pausa estiva torna anche Marina con una recensione speciale in anteprima per cui ringraziamo la casa editrice. Non perdetevi quindi il suo pensiero su un libro di fantascienza in uscita domani 1 settembre in tutte le librerie e store online, ma gia pre-ordinabile.
Buongiorno a tutti, buon lunedì 31 Agosto e ben rientrati dalle ferie estive. Riapertura anticipata e con il botto per il blog di Daniela, perché in anteprima rispetto all’uscita Mondadori, Vi presentiamo il pluripremiato:
Titolo: Murderbot. I diari della macchina assassina
Autore: Martha Wells
Casa editrice: Oscar Vault Mondadori , 01/09/2020
Traduzione: Stefano A. Cresti
Pagine: 480

Trama: Ogni aspetto dalla vita è dominato dalle grandi corporazioni, missioni interplanetarie comprese: è la compagnia, infatti, che le gestisce, rifornendole di tutto il necessario. "Tutto il necessario" comprende anche gli androidi di sorveglianza, che tutelano l'incolumità delle squadre d'esplorazione. Ma in una società in cui i contratti vengono aggiudicati al miglior offerente, la sicurezza non è esattamente in cima alla lista delle priorità. E così può capitare qualche imprevisto. Per esempio qualcosa di strano succede su un lontano pianeta, dove alcuni scienziati stanno conducendo rilievi sulla superficie, convinti che l'Unità di Sicurezza con componenti organiche fornita dalla compagnia vegli su di loro. Murderbot, però, è riuscita a hackerare il proprio modulo di controllo, e si è accorta di avere accesso ai file multimediali di tutti i canali di intrattenimento. E così preferisce di gran lunga passare il suo tempo tra film, musica, serie tv, libri, giochi, piuttosto che dedicarsi a quegli incarichi noiosi e ripetitivi che non lasciano spazio al suo libero arbitrio. Dotata di una sensibilità tutt'altro che meccanica, Murderbot inizia un avventuroso viaggio alla ricerca di sé che la porterà a scoprirsi assai diversa da quello che i suoi protocolli avrebbero previsto.

 



CONSIDERAZIONI PERSONALISSIME:

Da tempo cercavo un aggancio per iniziare nuovamente a leggere fantascienza. Non volevo però leggere o rileggere le icone classiche… cercavo piuttosto una voce fresca, di cui non avevo ancora sentito parlare. Casualmente mi sono imbattuta in Oscar Mondadori Vault, la community Mondadori di fantascienza e fantasy. Ho letto i primissimi capitoli di questo romanzo di Martha Wells e non ho potuto lasciare il libro se non quando è terminato! Per inciso, cercavo un romanzo premiato, per tema di incappare in un libro che mi avrebbe fatta nuovamente ritrarre da questo genere, tanto amato durante l’adolescenza. Capitemi: non volevo un classico conclamato, ma nemmeno un salto nel buio. Ed ho pensato che avendo vinto il top dei premi per la fantascienza (Nebula!, Locus!, Hugo!), questo mi desse maggiori garanzie. Lo so, lo so, non è sempre così, ma…


RECENSIONE: 

sabato 29 agosto 2020

Recensione #370 - La forma del silenzio di Stefano Corbetta

Buongiorno lettori, come state? Rieccomi, dopo tre settimane, con una nuova recensione. Lo so, lo so, il blog avrebbe dovuto restare chiuso fino al 31 agosto ma, complice il brutto tempo che mi ha fatto trascorrere in camper l'ultimo giorno di vacanza, e un libro meraviglioso che ha accompagnato i miei ultimi giorni, ho deciso di provare a scrivere con il cellulare la recensione. Mi perdonerete quindi, se per caso troverete più errori del solito. Ma veniamo al libro. Si tratta de La forma del silenzio di Stefano Corbetta edito da Ponte alle Grazie - che ringrazio per la copia - pag. 240.

Trama: Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua
infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui. Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato usare la Lingua dei Segni. All'improvviso per Leo la vita diventa incomprensibile, dentro un silenzio ancora più grande di quello che ha vissuto fino a quel momento. Poi, in una notte d'inverno del 1964, Leo scompare. A nulla servono le ricerche della polizia: di Leo non si ha più notizia. Diciannove anni dopo, nello studio della sorella Anna, si presenta Michele, un compagno di Leo ai tempi della scuola. E inizia a raccontare la sua storia, partendo da quella notte d'inverno.

Non conoscevo Stefano, ma quando mi ha contattato per chiedermi la disponibilità a leggere il suo libro, ho letto la trama ed è stato subito amore. La storia era la mia, l'ho sentito subito, un lettore certe cose le sa... E il mio intuito non ha sbagliato!

lunedì 10 agosto 2020

Recensione #369 - Lo chiamarono Gigi Potter di Daniela Carelli

Buongiorno lettori, come state? Mentre leggerete questo post io sarò in viaggio, direzione Santa Caterina Valfurva, per la prima parte della mia vacanza. Vacanze alternative quest'anno, resteremo dieci giorni in montagna, in Lombardia, per aiutare la nostra bella e amata regione e poi boh, altri dieci giorni ancora da decidare... il bello della vita da camperisti. Prima di mettere in pausa il blog per una sana pausa rigenerante, ci tenevo a lasciarvi il mio pensiero sul romanzo Lo chiamarono Gigi Potter di Daniela Carelli - che ringrazio per la copia cartacea - autopubblicato, pag. 275.

Trama: Gigi ha undici anni. È nato a Napoli e dall'età di un anno vive a Milano. Tanto la sua gemella eterozigote quanto i suoi compagni di quinta elementare, lo hanno bollato come secchione a causa della fervida immaginazione e dell'amore per la lettura in generale, e di Harry Potter in particolare, di cui si considera un po' l'alter ego. La vita cambia radicalmente quando suo padre Antonio sorprende i suoi familiari con l'annuncio di un imminente trasferimento a Napoli grazie a un'assunzione come capo-custode di Castel Nuovo - più conosciuto come Maschio Angioino -, dove risiederanno. Inizia così per Gigi una sorta di sogno ad occhi aperti in cui le similitudini tra la sua nuova vita e l'universo di Harry Potter sembrano incredibilmente collimare: Napoli, con le peculiarità che la caratterizzano, diventa il suo mondo magico. Ama la nuova scuola, i compagni, e il castello, popolato da mostri leggendari e fantasmi illustri. Ma come il mondo magico anche la città ha dei lati oscuri che si rivelano il giorno in cui Gigi si scontra con la morte. Una fiaba per adulti in bilico tra leggerezza e poesia, in cui arte, brutalità, sogni e leggende si sovrappongono alla realtà per raccontare lo scontro/incontro tra il mondo adulto e quello adolescenziale, e in cui le diversità vengono indagate e descritte in un'alternanza di chiaroscuri.

Ho conosciuto Daniela Carelli due anni fa, durante una presentazione. Presentava il suo Mosaico napoletano, edito da Segmenti editore, recensione qui. Mi ha conquistato il suo stile di scrittura e quando, qualche settimana fa, mi ha contattato per chiedermi se avessi il piacere di leggere il suo nuovo lavoro, non ho avuto dubbi ed ho subito accettato entusiasta.
Dopo diversi romanzi pubblicati con piccole case editrici, quest'anno Daniela ha deciso di provare a volare con le sue gambe pubblicando con Amazon il suo ultimo nato. Una sfida che sono sicura vincerà senza problemi.

venerdì 7 agosto 2020

Letture con Marina #100 - Recensione de La signora trasformata in volpe di David Garnett

Buongiorno lettori, come va? Ultimo appuntamento prima della pausa estiva per la rubrica per Marina. Chiudiamo in bellezza con la puntata numero 100. Sì, avete capito bene, 100! Correte quindi a leggere questa recensione speciale!
Estate oramai inoltrata, caldo finalmente arrivato, vacanze in divenire. Prima della chiusura estiva 2020, Vi lascio in compagnia di un geniale racconto fantastico…
Titolo: La signora trasformata in volpe
Autore: David Garnett
Casa editrice: Adelphi edizioni, 2020
Traduzione: Silvia Pareschi
Illustrazioni: R. A. Garnett
Pagine: 109

Trama: "Scapestrati, stravaganti, ingenui, incompetenti, eccentrici e industriosi oltre ogni limite": così nel 1930, in una lettera al nipote Quentin, Virginia Woolf definiva i componenti di quello che fu il gruppo di Bloomsbury. Dello spirito di Bloomsbury David Garnett è stato capace di catturare nei suoi libri la quintessenza: lo humour, la leggerezza, la finezza, ma anche la capacità di penetrare a fondo nelle pieghe dei comportamenti amorosi. Qualità che rendono unico questo conte fantastique, dedicato a quel Duncan Grant che era stato il suo amante e che lo avrebbe poi visto, molto tempo dopo e molto controvoglia, sposare, cinquantenne, la figlia che lo stesso Duncan aveva avuto da Vanessa Bell e a cui il marito di quest’ultima aveva dato serenamente il proprio nome (i triangoli erano la specialità degli "scapestrati"). La storia della bella Silvia Tebrick, che un giorno, senza preavviso, si tramuta in una volpe sotto gli occhi stupefatti del marito (il quale continuerà ad amarla e accudirla anche quando lei comincerà, inesorabilmente, a inselvatichirsi), può essere letta (e lo è stato) come una lettera in codice indirizzata a Grant, o come un apologo sulla sessualità femminile, o ancora come un’allegoria dell’amore assoluto – oppure, e sarebbe la scelta più avveduta, la si può semplicemente assaporare, abbando­nandosi al piacere di una lettura che è puro, brillante divertimento.

 



RECENSIONE:

lunedì 3 agosto 2020

Blogtour Sorelle Brontë - Tappa 1: presentazione blogtour e biografia di Anne Brontë


Buongiorno carissimi, buon primo lunedì di agosto. Che fate? Lavorate? Siete a casa? Siete in vacanza? Io ancora super operativa. Comincia oggi qui sul blog il blogtour di un libro meraviglioso, che uscirà il 25 agosto in tutte le librerie e store online. Vediamo quindi di cosa si tratta.

Titolo:  I capolavori delle impareggiabili penne sororali
Autore: Sorelle Brontë
Genere: Classici
Pubblicazione:25 agosto 2020 - Oscar Vault Mondadori - collana i Draghi
Pag.: 780
Costo: 28,00 € cartaceo - 10,99 ebook

Descrizione: Da Cime Tempestose, a Jane Eyre, passando per Agnes Grey, fino ai meno noti L'angelo della tempesta, La Signora di Wildfell Hall e Shirley, le tre sorelle Bronte ci hanno lasciato romanzi immortali, capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d'erica, roccia e foschia. Questo volume offre l'occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.

Non so avete mai tenuto tra le mani un volume edito dalla Oscar Vault Mondadori. Se la risposta è sì, sapete che gioiellino potrà essere questo volume. Se la risposta è no, non potete perdervelo perchè queste uscite che ripercorrono i grandi classici della letteratura sono veramente da collezione! L'interno è ricco di chicche che da sole valgono l'intero volume. Guardate un po'...




Ma il mio compito non è solo quello di presentarvi il blogtour e il libro. Devo introdurvi alla prima sorella - Anne Brontë - perchè suo sarà il libro di cui si parlerà domani sul blog Café Littéraire De Muriomu. 
 

Anne Brontë


“È stupido desiderare la bellezza. Le persone di buon senso non la desiderano mai per se stesse o si curano che vi sia negli altri. Se la mente sarà ben coltivata, e il cuore ben disposto, nessuno si interesserà mai dell’aspetto esteriore.”

Il 17 gennaio 1820, a Thornton, nasce Anne, sesta e ultima figlia di Patrick Brontë e di sua moglie Maria Branwell. Nello stesso anno, in febbraio, il reverendo Patrick Brontë ottiene in perpetual curacy la parrocchia di Saint Michael and All Angels a Haworth (Yorkshire), dove la famiglia si trasferisce alla fine di aprile e che diverrà la nuova e definitiva residenza dei Brontë. La canonica, una delle case migliori del borgo, è in fondo alla strada principale, e il retro dà sulle brughiere dell’aperta campagna, che diverranno meta favorita delle passeggiate dei giovani Brontë.
Maria Branwell Brontë, morì quando Anne aveva appena un anno. Il padre, preoccupato di trovare per la sua numerosa prole una nuova madre che li accudisse ed educasse, cercò nei successivi due anni una nuova moglie, senza però avere successo. Decise quindi di dare loro almeno una educazione adeguata. Fu così che mandò i suoi figli prima alla Crofton Hall e poi al Clergy Daughter's School.  
Nel 1824 Maria, Elizabeth, Charlotte ed Emily vennero mandate in istituto mentre Anne venne educata in famiglia, dove imparò la musica e il disegno. Più tardi, tuttavia, il suo percorso formativo continuò prima in una scuola pubblica, la Roe Head School, e successivamente, dopo il 1835, sotto l'egida di sua sorella Charlotte, divenuta nel frattempo un'insegnante.

Nel 1845, insieme alle sorelle Charlotte ed Emily pubblicò le sue poesie sotto lo pseudonimo di "Acton Bell".  Lo pseudonimo, così come quelli utilizzati dalle sorelle - Currer (per Charlotte), Ellis (Emily) - non suggerendo alcuna esplicita connotazione di genere, era stato stati scelti - come affermato in seguito dalla stessa Charlotte - per la profittevole aura d’incertezza di cui avrebbero circonfuso le rispettive identità. 
 
Sotto lo stesso pseudonimo pubblicò nel 1847 il suo primo romanzo - Agnes Grey - scritto in prima persona e narra la storia di Agnes Grey, la più giovane di due sorelle di una famiglia colpita da un inatteso tracollo economico, che, per non pesare sui genitori, lascia la propria casa per svolgere il lavoro di istitutrice presso ricche famiglie borghesi. 
Agnes Grey è considerato un romanzo autobiografico perché si basa sull'esperienza personale dell'autrice, che tra il 1839 e il 1845 lavorò come governante per la famiglia Ingham a Blake Hall, a circa 20 miglia di distanza da Haworth, e successivamente presso la famiglia Robinson a Thorp Green Hall, vicino York. Come Agnes, Anne dovette istruire alunni viziati e indisciplinati e venne licenziata dalla famiglia in cui lavorava. Con Agnes condivide anche la provenienza sociale: entrambe sono le figlie più giovani di un povero sacerdote.
Nel 1847 però, l'uscita di Cime tempestose (titolo originale Wuthering Heights) scritto dalla sorella Charlotte.

Nel 1848 esce il secondo romanzo di Anne Brontë, La signora di Wildfell Hall (titolo originale: The Tenant of Wildfell Hall (L'inquilino di Palazzo Wildfell)) che racconta la storia di Helen Graham che fugge da un matrimonio infelice, argomento sbagliatissimo secondo Charlotte, che è l'agente letterario di Anne. Questo atteggiamento fu forse dovuto alla volontà di proteggere la sorella, ma più probabilmente era legato al fatto che il personaggio "cattivo" è basato sulla figura del loro fratello ribelle. Le accurate descrizioni della brutalità e dell'alcolismo e il linguaggio deplorevole utilizzato non vennero apprezzati dalla critica.

Nel 1849 lo stato di salute di Anne, già cagionevole a causa dello stigma congenito della tisi e minato dalla profonda afflizione in seguito alla morte del fratello Branwell e della sorella amatissima Emily, peggiora rapidamente. Sperando che un cambiamento d’aria le possa risultare di qualche giovamento, manifesta in febbraio il desiderio di recarsi per un periodo di soggiorno sulla costa orientale, a Scarborough - località nella quale aveva ambientato i suoi romanzi -, in compagnia di Charlotte e dell’amica Ellen Nussey; già presagisce tuttavia che si tratterà della sua ultima dimora. Muore il 28 maggio a Scarborough, dove verrà seppellita. 
 
Sperando di non essermi dilungata troppo vi saluto e vi ricordo di non perdere domani la seconda tappa del blogtour sul blog Café Littéraire De Muriomu.  

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Fonti: I capolavori delle impareggiabili penne sororali edito da Oscal Vault; Wikipedia.
Note: Tutte le immagini utilizzate provengono dalla pagina facebook della casa editrice