mercoledì 6 giugno 2018

Recensione #243 - Mosaico napoletano di Daniela Carelli

Buongiorno lettori, oggi torno con una recensione, quella del libro Mosaico napoletano di Daniela Carelli - che ringrazio per la copia - edito da Segmenti, 234 pagine, un libro che ha saputo stupirmi!

Sinossi: Una forza misteriosa trascina Giuseppe su una terrazza di Napoli costringendolo a rivivere gli anni della sua infanzia e dell'adolescenza, i primi amori, le battaglie che ha dovuto combattere, i lutti che ha dovuto subire. I ricordi si affacciano alla mente felici e spensierati, tristi e amari. Ricordi di un tempo in cui i telefoni andavano a gettoni e la musica di Pino Daniele era incisa su vinile; ricordi dai colori accesi, vibranti, pallidi o smorti. Ricordi da cui è fuggito, scappando da Napoli per rifugiarsi a New York, e che dovrà finalmente affrontare per giungere a un'inaspettata rivelazione.

Ho avuto il piacere di conoscere questo libro e la sua autrice ad una presentazione. Non conoscevo questo romanzo, nè la penna da cui questo romanzo è scaturito. Qualche giorno dopo la presentazione Daniela, l'autrice, mi ha contattato per propormi la lettura del suo romanzo ed io, che ero rimasta affascinata dal suo modo di parlarne, ho deciso di accettare subito.
È passato più di un mese da quel giorno, troppa carne al fuoco per il mese di maggio mi aveva portato ad essere subito chiara con lei. Il suo mosaico napoletano avrebbe dovuto attendere tempi migliori e quei tempi sono arrivati. Oggi ve ne parlo qui!
Voglio innanzitutto soffermarmi su quanto questo titolo sia azzeccato. Non sempre è scontato, spesso si legge un libro e poi ci si sofferma a pensare che il titolo - fattore che dovrebbe rappresentarlo - sia totalmente fuorviante. Non è questo il caso. Dopo pochi capitoli si coglie subito il senso di questa scelta. Proprio perchè il libro è un mosaico, tanti tasselli di vita di Giuseppe che lui stesso ci racconta una volta tornato a Napoli, tanti tasselli di colore diverso che rappresentano i colori secondo cui le parti del libro sono suddivise. Una scelta secondo me originale e vincente. Sei parti, sei colori: Rosso, giallo, blu, verde, grigio e bianco. Ed i capitoli che costituiscono ogni parte sono una tonalità di quel colore. Già questo mi ha fatto pensare ad un libro non solo scritto bene ma anche curato in ogni dettaglio.

Quante volte scappiamo da una città? È quello che ha fatto Giuseppe, trasferendosi a New York e lasciando il suo dolore a migliaia di chilometri di distanza. È adulto, adesso, e con la sua città vuole fare pace perchè, in fondo, da una città si scappa ma non si smette mai di averla nel cuore. 
Lasciatemi prima di tutto dire che questo libro è un inno alla vita perchè è di vita che ci parla, portandoci per mano attraverso lo scorrere del tempo. Giuseppe diventa adulto davanti ai nostri occhi: lo conosciamo bambino, adolescente, ragazzo e infine uomo e attraverso la sua crescita ci racconta decenni di vita di una città, Napoli, e di una famiglia, la sua, in cui tutto, come nella vita vera, può succedere. 
La struttura narrativa è articolata tra presente e passato ma è sempre Giuseppe a farci da cicerone della sua vita. Ci narra in prima persona la sua storia regalandoci la sua visione e le sue emozioni. All'inizio di ognuna delle sei parti in cui il libro è suddiviso è il Giuseppe adulto che ci parla, di ritorno dopo tanto tempo nella sua città natale, traendo le sue conclusioni sulla vita e sulla sua città. I capitoli sono invece un salto nel passato in cui il piccolo Peppino cresce sotto ai nostri occhi con lo scorrere delle pagine. È utilizzando l'espediente di quella crescita che l'autrice ci parla di famiglia, in cui i nonni e i bisnonni avevano un ruolo predominante, attorno cui spesso ruotavano gli equilibri; ci parla di quanto due fratelli possano essere diversi, tanto da risultare spesso estranei o rivali; ci parla di amicizia e di quanto il passaggio da ragazzini ad adulti possa a volte farsi ritrovare distanti, ma ci racconta anche di come quell'amicizia, se di amicizia vera si parla, possa superare gli scogli e i cambiamenti della vita; ci parla di amori, quegli amori diversi che si vivono con lo scorrere dell'età ma che, proprio in rapporto a quelle età ci fanno ritrovare cresciuti; ci parla di tragedie, raccontandoci il terremoto dell'Irpinia vissuto sulla pelle dei personaggi; ci parla dei dolori della vita dovuti a  perdite o semplicemente a delusioni; ma soprattutto ci parla di speranza e di forza, quella che arriva dall'unione familiare, dall'amicizia, dagli amori che ci riempiono il cuore ma anche da quelli che un pezzo del nostro cuore se lo sono portato con se per sempre.
A fare da filo conduttore di tutti questi temi oltre al colore - di cui parlavo all'inizio - c'è la musica - e in modo particolare la musica di Pino Daniele -, quella musica che l'autrice ama tanto da averne fatto un lavoro - Daniela nella vita è un vocal coach - e che arricchisce le pagine di questo romanzo fino a diventarne protagonista, insieme ai personaggi e insieme alla città di Napoli. 
Insomma, questo romanzo è un flusso di parole che messe insieme crea emozioni, arriva alla pancia del lettore e proprio per questo colpisce. Un romanzo che è tanto pieno di significato e di avvenimenti ma che non è mai troppo. Un romanzo completo, scritto in maniera magistrale, che vuole lanciare dei messaggi ma che non perde mai di vista i sentimenti, quelli che un autore dovrebbe mettere nei propri libri e quelli che un lettore dovrebbe provare leggendo.
Io ho pianto tanto leggendo questo libro, mi sono ritrovata a singhiozzare come se il dolore di Giuseppe in alcuni casi fosse proprio il mio e, credetemi, non mi capita tanto spesso.
Un libro che ci tengo a consigliarvi perchè Daniela Carelli, per quanto mi riguarda, si merita di arrivare ai piani alti dell'editoria, ed anche perchè è pubblicato da una piccola casa editrice che credo abbia fatto nell'insieme un grandissimo lavoro. Anche la cover, che forse se avessi visto in libreria non mi avrebbe attratto più di tanto, arrivati alla conclusione del romanzo sembra essere l'unica possibile, anch'essa un mosaico, anch'essa un'anticipazione di quello che all'interno del libro si troverà. Insomma, leggetelo e poi mi saprete dire! Aspetto le vostre impressioni.
VOTO:




4 commenti:

  1. Grazie di cuore per questa splendida recensione, Daniela!
    Adesso è toccato a me commuovermi... <3

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    1. Quando si dice che i libri creano emozioni! ;)

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  2. Ciao Daniela di solito quando si legge un romanzo di un autore poco conosciuto e pubblicato da una CE sconosciuta un po di dubbi si hanno. Sono veramente contenta che ti sia piaciuto tanti autori meritano ma purtroppo sono oscurati dai grandi editori. Brava per le belle parole! Baci

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    1. Hai ragione Rosa, e non ti nego che se non avessi visto l'autrice alla presentazione non so se avrei dato una possibilità al libro. Purtroppo vengono pubblicati talmente tanti libri che è sempre un incognita. Sono felice di aver scoperto una perla!

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