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giovedì 11 febbraio 2021

Lettori intorno al mondo - Europa - Marina ci porta in Gran Bretagna

 


Potevo, parlando della seconda tappa di questa nuova rubrica “Lettori Intorno al Mondo”, scaturita dalle menti sempre all’opera di Desperate Bookswife, di Nadia e Libro per Amico, non portarVi nell’Isola della perfida Albione? Non me ne vogliate, mi accodo a francesi prima e a Mussolini poi in questo detto, ma a me piace non tanto per il significato in sé, ma per la musicalità dei due termini accostati, anche se i tempi del risentimento e del senso di inferiorità nei confronti di questa nazione, vista l’attuale situazione Brexit, stanno un po’ tornando in voga, ahimè. Ma noi siamo puri di cuore e, dopo il viaggio in Svezia di Nadia della scorsa settimana, voliamo verso ovest e… complici due libri diversi eppure importanti entrambi per dare il là a questo nuovo viaggio, visitiamo questo “impero monarchico”!



“The world is not yet exhausted: let me see something tomorrow which I never saw before”. Il mondo non è ancora esaurito: fammi vedere domani qualcosa che non avevo mai visto prima. (Samuel Johnson – da: La mia Londra, di Agnello-Hornby).


Eppure, quanti viaggi ho fatto – e forse abbiamo fatto - in Europa o anche in giro per il mondo, e quante volte sono ritornata in Gran Bretagna, disdegnando altri Paesi che non conosco per nulla?

Ed ecco qui dunque, felice di condividere con Voi questa seconda tappa europea, al momento solo via etere. Ma qui non siamo le uniche a pensare che viaggiare con la mente è, anche, una preparazione psicologica al momento in cui lo si potrà fare nuovamente. Non è di molto tempo fa – Nov.2020 – che ho letto un interessante articolo (mi pare fosse sull’inserto letterario “TuttoLibri”), in cui si accostava in modo intelligente covid, letteratura e viaggi. Lo cerco e nel caso Ve ne darò conto più avanti sul blog.

Tornando a bomba, so che non è una rarità nel nostro mondo, ma non trovate incredibile che su una popolazione di circa 65 milioni di abitanti, ben 9 milioni abitino tutti concentrati in un’unica megalopoli? Succede quindi anche nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, per essere precisi nel nominare questo Stato, che è un’isola comprendente quattro nazioni: l’Inghilterra, il Galles, la Scozia e l’Irlanda del Nord. Io ho scorazzato in lungo e in largo per la Scozia, affittando una car e girando per quasi un mese questa magnifica terra, mentre l’Inghilterra mi vede sempre arrivare ed usare treni, corriere, bus e metropolitana. Come tutti sanno, visti i continui “meme”, il Regno Unito è una monarchia parlamentare costitutiva, la cui attuale regina, Elisabetta II, è in carica dal lontano 1952. La oramai più longeva regina regnante al mondo, è anche il capo di Stato di 16 Paesi membri del Commonwealth della nazioni, di cui il Regno Unito aderisce dal 1931, tra le quali il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda e la Giamaica. E devo dire che aver visto ultimamente la serie Netflix “The Crown” è stato molto piacevole, anche se mi lascia il dubbio che la parte relativa alla famiglia reale possa non essere perfettamente calzante con ciò che accade realmente all’interno della residenza della Corona, Buckingham Palace, ma quantomeno ha rinverdito i miei ricordi di tutta un’epoca di grandi eventi mondiali. Per concludere a livello di territorio geografico, la Gran Bretagna, oltre alle quattro sopra citate nazioni, comprende anche l’Isola di Man, di Wight, le Orcadi, le Ebridi, le Shetland, le Isole del Canale ed altre isole minori. Non dimentichiamo inoltre che il Regno Unito si compone anche di 14 territori d’oltremare che costituiscono i resti dell’impero britannico.

Ed ecco che conviene far entrare in scena uno dei due libri letti per creare l’atmosfera british. “La Sovrana Lettrice”, un po’ per l’autore Alan Bennett e soprattutto perché incentrato sulla regina e sui libri – recensione completa qui – pensavo mi avrebbe raccontato un po’ più in dettaglio Londra. Invece leggendolo ho scoperto che aveva poca ambientazione esterna e anche poca descrizione della città stessa. Mentre inaspettatamente e per rimarcare certe caricature tipicamente inglesi è stato un gioiellino. E dunque mi sono ritrovata un po’spiazzata e “La mia Londra” della Sig,ra Agnello Hornby – recensione completa qui - è servita di più allo scopo, sia per quanto riguarda Londra in sé stessa, sia per parlare di caratteristiche linguistiche, sociali e politiche tipiche degli inglesi, a partire dagli anni 60 del secolo scorso. Lascio volutamente da parte il discorso Brexit, che dall’inizio di quest’anno è divenuto un po’ più reale per noi comuni europei, facendo rientrare in essere passaporto, dogana e altre poco piacevoli novità, anche a livello di copertura sanitaria.

Come già accennato, non conosco personalmente l’Irlanda del Nord e il Galles, anche se medito di colmare questa lacuna nei prossimi viaggi che organizzerò. Ma vi voglio portare un po’ a spasso per la Scozia, l’Inghilterra e perché no, in giro per l’onnipresente Londra, che non può essere tralasciata e che riserva ad ogni visita nuove meraviglie da scoprire.

Scozia, nei miei ricordi. E’ un po’ come andare negli Stati Uniti: a meno che non si voglia visitare solo una città, varrebbe la pena prendersi almeno tre settimane, affittare una car e via partire e fare un bellissimo giro. Per sentito dire da amici, se si ha in programma di visitare sia Scozia che Irlanda, vale la pena lasciare “l’Isola di Smeraldo” per ultima. Nei miei ricordi del viaggio, c’è sicuramente l’essere stata chiamata personalmente dall’altoparlante mentre ero in bagno all’aeroporto di Venezia, per comunicarmi che non avremmo preso in tempo la coincidenza Londra-Edimburgo; l’aver perso il novello sposo all’interno dell’aeroporto di Heathrow mentre ci dovevamo imbarcare per il volo interno che ci avrebbe portati ad Edimburgh e aver temuto, arrivando di sera in questa capitale, di aver prenotato le prime 2 notti in un postribolo, visto che all’arrivo l’alberghetto era tutto illuminato di rosso e che la porta di ingresso si apriva in una sorta di bar, tutto moquette e luci… rosse! Ma imprevisti divertenti a parte, è stata una permanenza piena zeppa di sorprese inaspettate: ad iniziare dall’Edimburgh Internation Festival che siamo riusciti ad acchiappare per la coda, essendo arrivati proprio a fine agosto. La moltitudine di stradine di campagna nelle quali ogni tot metri c’è uno scanso di spazio che serve giusto per fermare l’auto e far passare l’auto che arriva dal senso opposto con un cenno di saluto per la gentilezza, quando a passare sei tu e continuando con i moltissimi castelli visitati, da ricordare uno per tutti quello dove hanno ambientato il film Highlander, con vista su sterminati verdi tappeti erbosi, popolati da pecore, cavalli e le tipiche e cornute vacche Highlander. Ma non dimenticheremo mai il tragitto nella barchetta di pescatori che dalla terra di Scozia ti porta a visitare uno dei fari più a nord della Scozia. Esperienza sublime, soprattutto per il marito bello alto e stagno, che il barcarolo ha deciso di far sedere sulla punta davanti, venendo così schiaffeggiato dai marosi, bagnandosi completamente nonostante l’impermeabile e vedendo da vicino, troppo da vicino, la forte corrente che se non fosse per la perizia ed esperienza di lungo corso del proprietario del barchino, rischia di portare al largo dell’oceano gli incauti. Lasciatemi aprire un inciso sul discorso “fari”, perché è una passione che coglie molti, una volta visitate le costruzioni e i dintorni, in mezzo al mare oppure abbarbicati su scogliere. Per restare in tema letterario, molti di questi sono stati costruiti dagli Stevenson… sì, proprio i parenti stretti dello scrittore Robert Louis Stevenson, quello dell’Isola del Tesoro! Per i più curiosi di voi, c’è anche un libro che ne parla: “The Lighthouse Stevensons” di Bella Bathurst)… poteva forse mancare questa menzione, nella ns rubrica? E forse qui, natura, faro e gita in barchino a parte, la cosa che ancor oggi ricordo è l’incontro con due ragazzi di New York, che continuavano a guardare in alto, quasi snobbando tutto il resto, e mormorando continuamente: “guarda il cielo!, guarda che azzurro!”, spiegandoci che nella loro città tutt’al più riescono a vedere uno spicchio piccolissimo di cielo, da cui non si riesce quasi a capire di che colore è, figurarsi poi vedere le nuvole! E che dire dei continui arcobaleni dell’Isola di Skye?, questa situata a nord-ovest rispetto alla Scozia. Così tanti uno dietro l’altro ogni santo giorno, che dopo qualche ora si smette di giocare con l’oro e con gli scrosci di pioggia intermittenti, dove inizio e fine di questa fascia di pioggia sono perfettamente visibili. E il giardino botanico di Inverness! E il Lochness, raggiunto in una giornata grigia e nuvolosa, adatto per l’avvistamento della famosa Nessie?, di cui per anni ho parlato alle mie bimbe.  

                                                                                

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Edimburgo
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Isola di Skye, arcipelago delle Ebridi interne


Unico aspetto triste di tutto il viaggio è stato farsi servire la prima colazione da una cameriera in lacrime per la morte appena avvenuta di Lady Diana. Un breakfast dolce-salato, di cui ricorderò sempre le lacrime copiose del personale dell’alberghetto, unite ad una tristezza diffusa che rese grigi i giorni a seguire.

Londra e Inghilterra, nei miei ricordi. E Lady D mi dà l’aggancio ottimale per parlarvi dell’Inghilterra e di Londra in particolare. Innanzitutto, tra i tanti autori e libri che vorrei consigliarvi, potrebbe essere Coe, Cunningham, Bennett stesso oppure Peter Ackroyd con la sua “Londra. Una biografia” e non continuo la nutrita lista, prima di partire per Londra vi consiglierei proprio “La mia Londra” di Simonetta Agnello Hornby. Pur se non siete interessati ed incuriositi dalla sua vita che racconta come spunto per parlare di Londra, ci porta però a spasso su e giù per questa megalopoli, descrivendo molti angoli e quartieri, oltre alle caratteristiche di questo popolo. Non vi parlerò quindi delle varie peregrinazioni delle 5 volte che sono volata in Inghilterra, ma vorrei accennare giusto a qualche giro letterario del mio ultimo viaggio dell’estate del 2018. Ero già andata in precedenza a caccia dei tondi azzurri che all’esterno di determinate abitazioni storiche riportano il personaggio storico che lì è nato o è vissuto. Non vi nascondo, come non lo nascosi alla mia famiglia, che questo viaggio aveva lo scopo di far visitare Londra a marito e figlie, ma anche di portarli a Brighton, che fu il mio primo viaggio studio all’estero, pagato con il mio primo stipendio del “posto fisso”, e soprattutto andare a visitare Monk’s House, la casa a Rodmell nel Sussex di Virginia e Leonard Woolf – e Charleston Farmhouse, casa della pittrice Vanessa Bell, sorella di Virginia. Brevemente, per non appesantire troppo: treno Londra-Brighton, dove il giorno dopo sarebbe esploso in tutto il suo effervescente colore il Brighton Pride, che quando arrivammo noi era già un fermento di vita… stupendo! Tra “The Lanes”, vicoletti pieni zeppi di negozietti caratteristici dove potete trovare di tutto, i Graffiti della città, il “The Royal Pavillon”, l’”Old Pier” che si inoltra nel mare, la stradine “hipster” della North Lane e il mare stesso… non basterebbe un weekend per questa cittadina di mare! Ma bando ai ricordi e prendiamo subito un treno che da Brighton ci porta a il più vicino possibile a Charleston Farmhouse e avendo i minuti contati, prima pazzia concessami dal marito: taxi per arrivare dal paese alla dimora di Vanessa Bell. La signora del National Trust capisce la situazione e con un sorriso, ci inserisce nel giro che parte dopo qualche minuto, permettendoci così di visitare la casa, il giardino e con un’altra folle corsa in taxi, arrivare a Rodmell per entrare finalmente nel sogno della mia vita: sono all’interno della casa di Virginia Woolf!!!
 
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Charlestone Farmhouse, East Sussex


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Monk's House, Rodmell, Sussex

Non vi parlerò delle stupende Oxford e Cambridge, o di altre mete. E di Londra vi dirò solo di un nuovo angolo coloratissimo che ho scoperto proprio in occasione di questo viaggio: Neal’s Yard, a Covent Garden. Immaginatevi l’esclamazione in tono british: very picturesque!
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Neal's Yard, il gioiello nascosto, a Covent Garden


Per concludere, vi dico solo che la scorsa primavera sarei dovuta tornare a Londra con alcune delle mie amiche che non ci sono mai state. Come potete ben immaginare, a causa della pandemia questo progetto è rimasto in una sorta di limbo, in attesa di tempi migliori. Nel frattempo, curiosando in quello stesso etere che ci consente di preparare i nostri viaggi, pensarci e condividere i nostri stessi sogni con altri viaggiatori, vi propongo una page in IG, che propone quotidianamente stupende foto di Londra e che si chiama: “missinglondontown”. Ce ne sono moltissime altre e se avete piacere, mi piacerebbe me ne consigliaste anche altre.

“The great source of pleasure is variety. Uniformity must tire at last, though it be uniformity of excellence. We love to expect; and, when expectation is disappointed or gratified, we want to be again expecting”. La grande fonte del piacere è il cambiamento. L’uniformità, anche quando è l’uniformità dell’eccellenza, stanca. Amiamo avere aspettative; e quando la ns aspettativa è stata delusa o soddisfatta, vogliamo ricominciare ad averne. Caro Sam, questo sarà anche vero, ma non per me – o, almeno, non solo! E quindi continueremo a viaggiare con la fantasia in giro per il mondo, ma il mio cuore resterà a Londra, in attesa di incontrarvi nuovamente!

A presto,






Calendario:
Nadia sul blog Desperate Bookswife il 4 febbraio
Marina sul blog Un libro per amico 11 febbraio
Baba sul blog Desperate Bookswife, il 18 febbraio
Io ovviamente qui, chiuderò i giochi il 24 febbraio
 
E in aggiunta a questo gruppetto di matte troverete Viviana sul blog Cara Carissima me il 15 febbraio
Se volete aggiungervi e viaggiare con noi, contattateci!

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