lunedì 30 marzo 2015

Recensione #54 - Il colpevole di Lisa Ballantyne

Buongiorno e buone lunedì! Come va? Io mi sono trascinata in ufficio - dopo una settimana di clausura totale dovuta all'influenza - nonostante non sia ancora in forma, ma purtroppo se non vado a lavorare non mangio quindi non avevo molta scelta. 
Oggi torno con una recensione: Il colpevole di Lisa Ballantyne, Giano editore, 446 pagine.

Trama: Sebastian Croll ha undici anni, grandi occhi verdi, lineamenti delicati ed è sospettato di aver brutalmente ucciso Ben Stoker, suo compagno di giochi, fracassandogli il cranio con un mattone e nascondendone il cadavere in un angolo di fitta vegetazione di Barnard Park. Il ragazzo è alla stazione di polizia di Islington quando viene raggiunto da Daniel Hunter, il legale che ha l'incarico di difenderlo, e che ha alle spalle una vita intera dedicata a occuparsi di minori: quindicenni accusati di aver sparato a compagni di gang, adolescenti dediti al crimine per qualche grammo di droga. Mai, però, un ragazzino cosi giovane, praticamente un bambino. Sebastian sembra tutto fuorché l'autore di un omicidio tanto atroce: è eccezionalmente bello, ha uno sguardo intelligente e i modi rispettosi e beneducati. Gli indizi, tuttavia, sono tanti, i testimoni anche e l'atteggiamento di Sebastian non aiuta certo a fugare i dubbi. Incalzato dalle domande della polizia, il bambino muta abilmente versione ogni qual volta viene messo di fronte a nuove evidenze. Con l'aria più innocente riesce a trarsi fuori dalle trappole tese dagli inquirenti durante il lungo interrogatorio. E la domanda rimane aperta: è l'assenza di malizia, propria solo dell'età dell'innocenza, che lo guida o la lucidità di chi è già capace di mentire, rielaborare e manipolare senza rimorsi e sentimenti? Un thriller psicologico che trascina il lettore nella zona d'ombra che non risparmia nemmeno l'età dell'innocenza.

Avevo acquistato questo libro una vita fa, complice un'allettante offerta lampo di Amazon e poi lo avevo parcheggiato lì, sul mio kindle, in attesa che arrivasse il suo momento.
Il suo momento è arrivato una settimana fa, quando ho comunicato questo libro, insieme ad altri titoli tutti esclusivamente thriller, alle mie amiche LGS chiedendo a loro di scegliere per me.
Era settimane che leggevo libri prettamente di narrativa, più o meno romantici,  ed avevo bisogno di qualcosa di forte, che mi desse una bella scossa. Le LGS tra quella decina di titoli già in mio possesso hanno votato a maggioranza proprio questo libro e, a lettura conclusa, non potrei esserne più felice!
Il colpevole è un thriller non particolarmente crudo dal punto di vista degli avvenimenti ma molto profondo, molto coinvolgente dal punto di vista emotivo ed assolutamente ben costruito.
Non aspettatevi scene di sangue perche non è questo il caso - o meglio, qualcuna verrà anche descritta ma in modo molto marginale rispetto a tutto il resto - aspettatevi invece di essere accompagnati in un'aula di tribunale ad assistere al processo di uno dei crimini più brutali cui avreste potuto assistere: la morte - o meglio l'assassinio - di Ben Stokes, un bambino di soli otto anni. Imputato per quell'omicidio Sebastian Croll, undici anni. Una tragedia nella tragedia. 
Il tutto avviene in quartiere del tutto rispettabile e coinvolge famiglie atrettanto rispettabili.
Ad essere chiamato alla difesa di Sebastian è Daniel, giovanissimo avvocato difensore, socio di uno dei migliori studi legali di Londra, con alle spalle un'infanzia difficile fatta di famiglie affidatarie e ribellioni verso qualsiasi regola superiore; un'infanzia che gli verrà ributtata addosso con tutta la sua crudezza proprio attraverso questa vicenda.
Daniel entra subito in sintonia con Sebastian ed anche il ragazzino sembra fidarsi di lui.
Per l'avvocato è chiaro: Sebastian è un bullo, magari un po' troppo poco incline all'obbedienza ma non è un assassino, non può aver ucciso Ben ed il suo scopo è quello di farlo capire ad una giuria che sarà condizionata dai Media e dalla crudeltà della vicenda.
Il processo mette a dura prova Daniel perchè il suo assistito gli ricorda, in modo fin troppo chiaro, se stesso alla sua età; quando nessuna casa poteva essere considerata casa, quando girava con un coltello nello zaino, quando veniva considerato un delinquente.
Assistiamo così all'evoluzione di questo personaggio. L'autrice infatti imposta la narrazione alternando capitoli dedicati al presente e quindi al processo di omicidio, ad altri capitoli dedicati proprio a Daniel, alla sua infanzia, alla sua necessità di prendersi cura di una madre drogata ed indifesa, alla sua necessità di difendere se stesso dagli uomini che la stessa madre gli portava in casa, al suo primo incontro con Minnie, la madre affidataria, al suo primo giorno di scuola, alla sua adolescenza. La due vicende arrivano ad intrecciarsi così saldamente che in alcuni momenti, durante lo scorrere delle pagine, sono addirittura arrivata a confondere Sebastian con Daniel e questo grazie ad una narrazione perfetta.
Con un crescendo di colpi di scena mai banali, diventeremo anche noi avvocati, presenzieremo al processo in aula ed allo stesso identico modo diventeremo parte della vita di Daniel e della sua nuova madre, vivendo le sue pene, soffrendo i suoi stessi dolori.
Un'opera prima questa estremamente interessante sia dal punto di vista stilistico che dal punto di vista della storia raccontata. Una narrazione completa, ben costruita, con ogni fase del processo ben descritta, ogni testimone ben inserito nel quadro unitario della vicenda, ogni affermazione possibile ma anche smontabile. Il tutto coronato da un epilogo che lascia il lettore a bocca aperta.
La capacità dell'autrice - che le ha permesso di non cadere nella banalità di molti libri di questo tipo - credo si stata quella di non limitarsi a costruire una parte legale che reggesse e fosse solida; ha fatto molto di più, riuscendo ad entrare nella mente di ogni singolo personaggio, facendone emergere il carattere e le emozioni. E questa non è assolutamente cosa da poco.
Un libro che ha saputo conquistarmi e tenermi incollata alle pagine fino all'ultima riga e che consiglio a chi come me è amante di storie di questo tipo.
E voi cosa ne pensate? Avete mai letto questo thriller? Vi ispira?

VOTO:  


14 commenti:

  1. Mmm, non lo conosco. A dire il vero non conoscevo nemmeno l'editore, ma sembra davvero interessante da come lo descrivi. Ora voglio smaltire un po' di arretrati, ma lo terrò presente.

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    1. Anche io non lo conoscevo! A volte le offerte lampo fanno miracoli!! ;)

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  2. Contenta che il mio voto ti abbia regalato una lettura che hai amato! Ora siamo pari. Bella recensione precisa e coinvolgente.

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  3. E' piaciuto anche a me! intriga malgrado un ritmo non serratissimo, personaggi molto ben raccontati; concordo con il tuo parere! una piacevole sorpresa...

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  4. Come ti ho scritto anche su facebook, sono davvero contenta di leggere questa tua recensione. Anch'io possiedo il libro da almeno un paio di anni, poi come succede ogni tanto, è rimasto vegetare sullo scaffale. Con questa tua recensione hai risvegliato il mio interesse e credo proprio sarà il prossimo thriller che leggerò. Infatti anch'io, come te, ogni tanto ho bisogno di staccare da fantasy e narrativa e leggere un bel thriller *_*

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    1. Se ti piacciono i tribunali fatti sotto!!! ;)

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  5. Lo conoscevo, ma all'epoca avevo paura, chissà perché, di trovarlo noioso.
    Da inserire in mezzo ai recuperi :)

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    1. Il pericolo c'era eccome, visto che per gran parte del libro ci si trova ad un processo. A me però non ha annoiato per niente! Credo che le parti destinate alla vita dell'avvocato aiutino a stemperare moltissimo!! ;)

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  6. Anch'io ne avevo sentito parlare ma temevo nella solita fregatura.La tua recensione invoglia,se riuscissi a trovarlo a un prezzo stracciato..

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    1. A me è piaciuto, se lo trovi fammi sapere! ;)

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  7. Ciao!!! Il mio voto è stato determinate ih ih ih!! Sono felice che ti sia piaciuto visto che Laura si lamenta sempre delle mie scelte. Ok, come ti dicevo ieri sera, io necessito in questo momento di qualche scena terrificante, paurosa, sanguinosa, invece questo mese...già programmato direi...mi riserverà solo narrativa credo. Io, prima che me lo presentassi tu, non lo conoscevo e la tua recensione mi ha senza dubbio colpita!!

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    1. Qui però scene sanguinose e terrificanti non ne trovi! Io finito Faustino mi butto su Il chirurgo di Tess Gerristen! ;)

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