venerdì 4 novembre 2016

Letture con Marina #1

Buongiorno lettori, finalmente è venerdì!!! Sono molto emozionata oggi, perchè sono qui per presentarvi una nuova rubrica. In queste ultime settimane sono stata un po' uccel di bosco, ma non crediate che vi libererete di me, stavo solo cercando di organizzare un po' di cose che ho in mente, primo tra tutte questo nuovo appuntamento.
È da un po' che ci penso e finalmente mi sono decisa: ho chiesto a Marina, una carissima ragazza conosciuta proprio grazie al blog, lettrice appassionata e con una grande capacità di scrivere di quello che legge se le avrebbe fatto piacere collaborare con me, con un suo angolino qui nel mio blog. Lei ha accettato con un calore che non mi aspettavo quindi eccoci qui. Ogni due venerdì lascerò a lei la parola e sarà libera di scrivere di ciò che vorrà in ambito libresco; spero che voi la accogliate con il calore che sempre riservate a me! Quindi bando alle ciance, vi lascio a lei e alla sua recensione.


Autore: Sharon M. Draper
Titolo: Melody (Out of my mind)
Pubblicazione: 2016 – Feltrinelli (Kids)
Pagine: 248 pagg.
Trad.: Alessandro Peroni

Sinossi: Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità “registrazione”. E non c’è il tasto “Cancella”. È l’alunna più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Quasi tutti – compresi i suoi insegnanti e i medici – ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento, e fino a oggi le sue giornate a scuola sono state scandite da noiosissime ripetizioni dell’alfabeto. Cose da prima elementare. Se solo lei potesse parlare, se solo potesse dire che cosa pensa e che cosa sa... Ma non può. Perché Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Melody sente scoppiare la propria voce dentro la sua testa: questo bisogno di comunicare la farà impazzire, ne è certa. Finché un giorno non scopre qualcosa che le permetterà di esprimersi. Dopo undici anni, finalmente Melody avrà una voce. Però non tutti intorno a lei sono pronti per quello che dirà.
Una storia piena di dolore e speranza, narrata da una voce che non si riuscirà più a dimenticare. Una voce limpida e onesta, che evitando ogni retorica e sentimentalismo racconta, con ironia e coraggio, di un lungo isolamento e della via verso la libertà.

RECENSIONE:
“Non posso parlare. Non posso camminare. Non posso mangiare nè andare in bagno da sola. E’ una bella sfiga”.
Chi ci parla è Melody, una ragazzina disabile di quasi 11 anni. Ci parlerà privatamente lungo tutto il romanzo, senza che gli altri protagonisti di questa storia se ne accorgano.
Un racconto intriso di vite così reali, dolorosamente complicate ma non retoriche e sempre sotto il segno della positività e del lottare per ciò che amiamo, che alla fine lasciar andare la piccola Melody è un dispiacere.
Nessuno si accorge che Melody in realtà, a parte le difficoltà fisiche evidenti, ha un cervello perfettamente funzionante. Anche la mamma ed il papà, nonostante tutto l’amore che provano per Melody, talvolta sono stravolti e scorati da questa situazione, dall’impossibilità di sentire la sua voce, le sue necessità, le sue richieste, le sue parole…
Finchè un giorno, complice un computer vocale, (ah, la tanto demonizzata tecnologia che però è un aiuto fondamentale nello sviluppo dell’umanità – e qui Stephen Hawking docet), rende possibile il miracolo.
Con l’aiuto della sua formidabile vicina di casa nonché baby-sitter, Mrs. Violet Valencia, inseriscono una gran quantità di parole e frasi fatte nel computer e, meraviglia!, Melody riesce finalmente a digitare le parole che a lungo aveva nel cuore e sulla punta della lingua e le sente pronunciare dal computer, ma è quasi come se fosse finalmente lei a dire al suo papà ed alla sua mamma:
“Ciao papà. Ciao mamma. Sono così felice. Vi voglio bene”.
Inizia così una grande e nuova avventura per questa ragazzina, tra incomprensioni, cattiverie ed esclusioni dovute alla sua disabilità, ma che comunque la rendono meno isolata nel suo mondo.
Il tutto prosegue però come nella realtà, tra continue difficoltà e delusioni, perché riuscire a parlare attraverso un computer non le ha permesso di migliorare le sue disabilità fisiche, che rimangono pressochè invariate.
In fondo questa non è una favola della bella principessa: verso la fine tutto si risolve e vivono tutti felici e contenti. No, questa è una storia come potrebbe capitarci di incontrare nella nostra vita: e mi chiedo… saremmo capaci di vedere al di là di ciò che ci appare in prima battuta? Intendo dire le problematiche fisiche che non consentono a questa ragazzina di muoversi, di gestire sempre la muscolatura del viso e della gola, facendo sì che produca rumori “molesti” e smorfie “inconsulte”, oltre ad urli e fuoriuscite di cibo dalla bocca ed incapacità di gestire i propri bisogni.
E sarei capace io di rapportarmi con un essere mio simile con queste difficoltà? Con la naturalezza con la quale gestirei l’incontro con una qualsiasi altra persona?
E non essere in grado di sentir parlare questa persona, non mi darebbe forse l’idea che sia incapace di intendere e di essere quello che un tempo veniva etichettato come un mongoloide?
E’ quello che si chiede l’autrice, anche attraverso la mamma di Melody, che ha scritto questo libro intenso che ha vinto diversi premi, tra cui anche il Sakura Award assegnato proprio dai ragazzi (in Giappone).
Il consiglio che vorrei darVi è di leggere questo prezioso romanzo, nonostante sia edito dalla Feltrinelli “Kids”, per cogliere l’opportunità di pensare un po’ di più a questi mondi paralleli ed a volte molto isolati e considerare maggiormente le persone che ci circondano, siano esse “normali” o “speciali”.
Un consiglio che rivolgo a me stessa è invece di essere più forte e fiduciosa: arriva il momento in cui ci sentiamo pronti per parlare e per saper gestire delle situazioni fuori dall’ordinario e se talvolta gli occhi diventano lucidi, anche le lacrime sono un messaggio d’amore importante. Non vergognamocene.

Copertine, simbolismo e confronti


Coloratissime e belle entrambe le copertine, sia quella scelta da Feltrinelli Kids, con una ragazzina ad occhi chiusi, persa nel suo mondo personale, la cui testa è imprigionata all’interno di una boccia per pesci. Un mondo multicolore di pesciolini ruota intorno alla sua testa ed alle alghe dei suoi capelli, senza che nulla possa mai uscirne fuori. Nulla.
Mentre nella versione originale di Ken Wong, sempre con uno scintillante seppur più tenue fondo azzurro, c’è una piccola boccia x pesci piena d’acqua, da cui un unico e ramingo pesciolino salta fuori, in volo verso la Luce e verso l’ignoto. Forse questa mi piace di più per il significato visivo che vi attribuisco.
Un salto verso l’ignoto, ma via dalla staticità che regna nell’altra copertina. Più in sintonia con il contenuto ed il messaggio che la scrittrice ha voluto per i suoi lettori.
Siamo oramai bombardati, da libri e pellicole cinematografiche, sul diritto della persona a decidere della propria vita, finanche arrivando al punto di volerla far terminare quando lo si vuole.
Non è questo propriamente il contesto esatto, data la situazione un po’ diversa, la giovanissima età della protagonista e l’intento completamente diverso della scrittrice, ma ritengo che le due cose siano collegate.
Mi chiedo sempre più spesso, seppur con la morte nel cuore ed in linea fortunatamente solo accademica, se il genere umano è arrivato ad una comprensione divina o cosmica dell’umanità stessa, oppure se si tratta di puro egoismo per una vita sempre più edonistica, dove le diversità che comportano sofferenze estreme e disabilità devono essere bandite per evitare turbamenti morali.
Cospicua la produzione cinematografica che si accosta a questi temi.
Solo per citare le ultime uscite : Io prima di te, tratto dal romanzo di Jojo Moyes – sul tema delle persone tetraplegiche e dell’eutanasia.
Ma in questo frangente mi piace di più ricordare il film Gattaca: La Porta dell’Universo, perché racchiude in sé molti dei temi ai quali stavo pensando, non ultima la forza di lottare contro un corpo ed un mondo che non facilitano la vita. E’ un film che infatti parla di una Società dove è possibile far nascere esseri umani con un corredo genetico quasi perfetto, selezionato dai genitori. Per poter evitare la nascita di persone meno che perfette. Una Società quindi divisa in persone “valide” e “non valide”, con tutte le aberrazioni di cui solo il genere umano è capace. Fino ad un epilogo tristissimo di riscatto da una parte, seppur pesantissimo.
E di scelta al diritto di porre fine alle proprie sofferenze, quando queste non ci consentono più di vivere una vita degna di tale nome.

ECCOCI QUI, ALLA PARTENZA DI UN PERCORSO CHE IO E DANIELA INIZIAMO A CONDIVIDERE.

(traduzione: lei lavora, io mi vanto e colgo i benefici!, ma qualcuno deve pur farlo ed io sono pronta a sacrificarmi)

A RIMARCARE CHE LA VITA E’ SEMPRE FECONDA DI NUOVE CONOSCENZE CHE ALLE VOLTE SFOCIANO IN AMICIZIE E COLLABORAZIONI.

Vi invito a scriverci sul blog per parlare del libro, se lo conoscete, oppure anche di libri e/o film che trattano di questi argomenti, che Vi hanno appassionato e che potreste consigliarmi di leggere o di vedere.
Perché la condivisione rimane la più alta forma di intelligenza ed amore per le cose e le persone a cui teniamo di più.

A presto

20 commenti:

  1. Ciao Marina e Daniela!
    Complimenti per la bella idea e soprattutto per la recensione, molto profonda e ricca di spunti di riflessione interessanti!

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    1. Grazie Nadia per esserci sempre! :)

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    2. Ciao Nadia e piacere di conoscerti.
      Complimenti soprattutto a Daniela che mi ospita e che si sobbarca tutto il lavoro sul blog!
      Grazie per il complimento e spero che la recensione, soprattutto nella parte finale, non fosse troppo sbilanciata sul voler avere un confronto con chi legge, che è poi la cosa che mi interessa maggiormente. E che forse in una recensione non si deve fare.
      Ma la prima è andata così!
      Buona serata - Ciao, Marina

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  2. Bellissima recensione Martina, non vedo l'ora di leggere questo libro

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    1. Ciao Patrizia, avevi seguito il Blogtour del libro di Geraldine Brooks? Mi pare di ricordare il tuo logo...?
      Il libro vale la pena leggerlo perché tratta di un problema molto difficile da affrontare e che risveglia - almeno in me - sensazioni e comportamenti difficili da gestire. E ti fa spaziare su molti temi affini e tutti di una tristezza morbosa.
      Ma sta per iniziare il weekend e nonostante sia prevista "pioggia a catinelle", restiamo sereni e chiacchieriamo in armonia.
      Se ne hai la possibilità leggilo, perché l'autrice ce lo ha servito con una positività di fondo invidiabile.
      Buona serata a te - Ciao, Marina

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  3. Oh chi c'è qui? Ahhhh ma io sapevo, uccellino mi aveva detto! Ciao Marina, sono felice di leggerti, Daniela è una brava Giagliona e ti troverai bene.
    Il libro non l'ho letto, anche se più volte è finito sulla mia strada. Nemmeno quello della Moyes, che però posseggo. Devo rimediare. baci ad entrambe

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    1. Ciao Baba, ci si rivede! ;-)
      Daniela è una padrona di casa squisita ... (meno male che non sto leggendo Hannibal Lecter!! hihihi).
      E poi con la voce che ho sentito al telefono, se mi chiedesse qualcosa le risponderei: si si si si ...
      Scherzi a parte, sapendo della mia allergia a creare un blog, mi ha proposto gentilmente una comparsata sul suo blog - in un salottino tutto mio!
      Il libro della Moyes ce l'ho ma me l'ha rubato la figlia - appena lo finisce vedrò anch'io di leggerlo.
      Ehi: buon fine settimana!!! - Ciao, Marina

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    2. Un uccellone ha fatto la spia ahahahah

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  4. Bellissima collaborazione e come sempre, Marina, recensione esauriente ed emozionante.
    Il libro l'ho amato molto: ne una copia in biblioteca e una a casa.
    Un caro saluto da Lea

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    1. Ciao Lea, sono contenta.
      Che dire? Come al solito avere un blog è una tentazione irresistibile anche per me, ma dovrei avere qualcuno diversissimo da me che non combina pasticci... tecnologici! ;-)
      Anche a me il libro è piaciuto - tanto che spererei di riuscire a farlo leggere anche ad una delle due figlie. Chissà?
      Ci sarebbero ancora tante cose da dire sull'argomento. Mi viene in mente ora, per esempio, che non ho accennato minimamente al volontariato. O all'assistenza da parte di persone competenti e dotate che fanno del loro lavoro una missione.
      Hiiii quante cose ci sarebbero da dire, dopo aver terminato la lettura di un libro.
      Per questo penso che oltre ad un blog, anche un Gruppo di Lettura, tipo quello che hanno appena iniziato Daniela e Baba, sia molto interessante.
      Ti permette di discutere con altri di un libro che è stato letto in uno stesso momento.
      Eh che bello. Parlerei / scriverei per ore.
      Recensioni troppo lunghe, lo so :-)
      Un bacio, cara bibliotecaria in missione

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  5. Bella recensione Marina. Sono davvero contenta per te, collaborare con Daniela sarà un'esperienza positiva: ).

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    1. Ciao Katherine, grazie per il complimento :-)
      Penso proprio di si, soprattutto per me che sono un po' una vagabonda dell'etere.
      Prima o poi penserò ad una casa, ma nel frattempo mi godo in pienezza l'esperienza entusiasmante di conoscere altre realtà e farmi ispirare da chi è più esperto e conoscitore di questo mondo.
      Daniela poi mi ha creato un posticino proprio confortevole, dove spero di poter conversare di libri e anche di tante altre cose con voi.
      Ci fosse anche la possibilità di offrire un tea, un infuso o una cioccolata: allora sarebbe il massimo!
      Ciao e buon fine settimana - qui pioggia!, Marina

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  6. Bellissima recensione e complimenti per la collaborazione!

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    1. Grazie Chiara!
      Un po' qui e un po' lì, leggo e scrivo.
      E soprattutto parlo di libri.
      Non chiedo altro :-)
      E in questo Daniela con il suo blog, mi sta aiutando a tenere i contatti con questo mondo parallelo, alle volte molto più colorato di quello reale.
      Inizia il weekend! - piovoso - ma sempre weekend!
      Bello Bello il tuo look ;-)
      Buona giornata e che siano 2gg proficui,
      Ciao, Marina

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    2. Dolcissima scusami, sei così "gemellata" con Chiara... che ti ho chiamata proprio Chiara.
      Un saluto a tutte e due, ciao, Marina

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  7. In bocca al lupo per questa nuova avventura! Congratulazioni a tutte e due 😘

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    1. Ciao Stefania,
      grazie e cmque il Vs blog docet, nel senso di collaborazione, rispetto ed amicizia.
      Sto cercando la mia gemella a metà, la mia parte contraria e mancante.
      Come suolsi dire, nel frattempo:
      ... e il cercar m'è dolce!
      Buon fine settimana e buona pioggia ... occhio alle saette! :-)
      Marina

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  8. Un libro che da sempre mi attira ma che non ho ancora letto. Provvederò senz'altro. Auguri per questa collaborazione! E se vuoi chiamarmi Dolci nessun problema, ihihih

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  9. Ciao Chiara Dolci ;-)
    Grazie infinite per l'augurio. E' stata un'emozione non da poco quando Daniela me l'ha proposto ...
    Questo mi avvicina di più ad un blog e così vedrò un po' meglio cosa significa avere un blog. Certo che però il lavoro grosso se lo sobbarca Daniela - io devo solo leggere (piacere) e recensire (piacere plurimo).
    Questo libro è stata una sorpresa per come l'autrice l'ha impostato. Di questa lettura devo ringraziare Stefania di Due Lettrici quasi perfette, che l'aveva letto e dichiarato: bello!
    Allora grazie ancora, anche se un po' tardivo - e ci si legge in giro.
    ciao Dolci! Bacio, Marina

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