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venerdì 7 agosto 2020

Letture con Marina #100 - Recensione de La signora trasformata in volpe di David Garnett

Buongiorno lettori, come va? Ultimo appuntamento prima della pausa estiva per la rubrica per Marina. Chiudiamo in bellezza con la puntata numero 100. Sì, avete capito bene, 100! Correte quindi a leggere questa recensione speciale!
Estate oramai inoltrata, caldo finalmente arrivato, vacanze in divenire. Prima della chiusura estiva 2020, Vi lascio in compagnia di un geniale racconto fantastico…
Titolo: La signora trasformata in volpe
Autore: David Garnett
Casa editrice: Adelphi edizioni, 2020
Traduzione: Silvia Pareschi
Illustrazioni: R. A. Garnett
Pagine: 109

Trama: "Scapestrati, stravaganti, ingenui, incompetenti, eccentrici e industriosi oltre ogni limite": così nel 1930, in una lettera al nipote Quentin, Virginia Woolf definiva i componenti di quello che fu il gruppo di Bloomsbury. Dello spirito di Bloomsbury David Garnett è stato capace di catturare nei suoi libri la quintessenza: lo humour, la leggerezza, la finezza, ma anche la capacità di penetrare a fondo nelle pieghe dei comportamenti amorosi. Qualità che rendono unico questo conte fantastique, dedicato a quel Duncan Grant che era stato il suo amante e che lo avrebbe poi visto, molto tempo dopo e molto controvoglia, sposare, cinquantenne, la figlia che lo stesso Duncan aveva avuto da Vanessa Bell e a cui il marito di quest’ultima aveva dato serenamente il proprio nome (i triangoli erano la specialità degli "scapestrati"). La storia della bella Silvia Tebrick, che un giorno, senza preavviso, si tramuta in una volpe sotto gli occhi stupefatti del marito (il quale continuerà ad amarla e accudirla anche quando lei comincerà, inesorabilmente, a inselvatichirsi), può essere letta (e lo è stato) come una lettera in codice indirizzata a Grant, o come un apologo sulla sessualità femminile, o ancora come un’allegoria dell’amore assoluto – oppure, e sarebbe la scelta più avveduta, la si può semplicemente assaporare, abbando­nandosi al piacere di una lettura che è puro, brillante divertimento.

 



RECENSIONE: