Buongiorno lettori, come va? Ultimo appuntamento prima della pausa estiva per la rubrica per Marina. Chiudiamo in bellezza con la puntata numero 100. Sì, avete capito bene, 100! Correte quindi a leggere questa recensione speciale!
Estate oramai inoltrata, caldo finalmente arrivato, vacanze in divenire. Prima della chiusura estiva 2020, Vi lascio in compagnia di un geniale racconto fantastico…
Autore: David Garnett
Casa editrice: Adelphi edizioni, 2020
Traduzione: Silvia Pareschi
Illustrazioni: R. A. Garnett
Pagine: 109
Trama: "Scapestrati, stravaganti, ingenui, incompetenti, eccentrici e
industriosi oltre ogni limite": così nel 1930, in una lettera al nipote
Quentin, Virginia Woolf definiva i componenti di quello che fu il
gruppo di Bloomsbury. Dello spirito di Bloomsbury David Garnett è stato
capace di catturare nei suoi libri la quintessenza: lo humour, la
leggerezza, la finezza, ma anche la capacità di penetrare a fondo nelle
pieghe dei comportamenti amorosi. Qualità che rendono unico questo
conte fantastique, dedicato a quel Duncan Grant che era stato il suo
amante e che lo avrebbe poi visto, molto tempo dopo e molto
controvoglia, sposare, cinquantenne, la figlia che lo stesso Duncan
aveva avuto da Vanessa Bell e a cui il marito di quest’ultima aveva dato
serenamente il proprio nome (i triangoli erano la specialità degli
"scapestrati"). La storia della bella Silvia Tebrick, che un giorno,
senza preavviso, si tramuta in una volpe sotto gli occhi stupefatti del
marito (il quale continuerà ad amarla e accudirla anche quando lei
comincerà, inesorabilmente, a inselvatichirsi), può essere letta (e lo
è stato) come una lettera in codice indirizzata a Grant, o come un
apologo sulla sessualità femminile, o ancora come un’allegoria
dell’amore assoluto – oppure, e sarebbe la scelta più avveduta, la si
può semplicemente assaporare, abbandonandosi al piacere di una lettura
che è puro, brillante divertimento.
RECENSIONE:

