Buongiorno lettori, come state? Dopo la pausa per le festività natalizie torna Marina con una nuova recensione.
Ben ritrovati in questo inizio 2022, un anno che deve ancora palesarsi tra luci ed ombre, tra tante notizie di attualità e di decreti da parte del governo italiano – e tra vecchie conoscenze e novità che scardinano le ns certezze.
E forse proprio per restare con i piedi piantati saldamente al suolo, mi piace iniziare questo nostro appuntamento nel blog di Daniela con un’autrice giapponese, classe 1899, narratrice, saggista e critica – e figura di spicco nella cultura nipponica, attiva nei movimenti proletari e femministi.
A cura di: Miyamoto Yuriko
Casa editrice: Elliot, Lit edizioni sas, 2021
Traduzione: Diego Cucinelli
Pagine: 392
Trama: Al termine della Prima Guerra Mondiale, Nobuko, ragazza giapponese con la passione per la scrittura, decide di trasferirsi a New York per iniziare una vita diversa da quella a cui era destinata in patria. Dopo qualche tempo incontra Tsukuda, un ricercatore giapponese: i due si innamorano, si sposano e tornano in Giappone. La differenza d’età, insieme a una opposta visione della vita, logorano la coppia portandola alla separazione. Pubblicato in Giappone nel 1924 e mai fino ad oggi tradotto in una lingua occidentale, Nobuko affronta per la prima volta da una prospettiva femminile la vita di coppia e il distacco ed è considerato una pietra miliare della narrativa giapponese moderna e femminista.
RECENSIONE:
