Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna l'appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Buon week end!
Conoscete il sociologo canadese Herbert Marshall McLuhan, classe 1911, laureato a Cambridge in lingua e letteratura inglese? No…? Beh, nemmeno io fino alla scorsa settimana. Ma come me, fareste bene a prestargli ascolto, perché grazie a Ornella Nalon de “Gli scrittori della Porta Accanto” che me lo ha presentato, ho imparato un trucchetto curioso e divertente per capire di primo acchito se un libro… è meritevole di essere letto!
Ma in realtà, non fatevi distrarre, perché è di una biografia che Vi vorrei raccontare…
Titolo: Colette. Un sogno audaceAutore: Nicoletta Sipos
Casa editrice: Morellini, 2021
Pagine: 256
Trama: Inseguì tra contraddizioni e ambiguità il sogno più audace per una donna del suo tempo: essere padrona di sé. Il primo marito la chiudeva a chiave per costringerla a scrivere, ma finì apprezzata da Proust, Cocteau, Gide. Diede scandalo danzando nuda al music-hall e per i suoi amori, ma si puliva del fango con un sorriso. Era raffinata, ma bazzicava i bassifondi. Creò cosmetici su consiglio di André Maginot - lo stratega che progettò la linea difensiva francese sfondata dai tedeschi nel 1940 - e dall'impresa fallita imparò a scrivere testi pubblicitari per le sigarette Lucky Strike e le automobili Ford. Voleva far frustare a sangue le femministe e chiuderle in un harem, ma rifiutò di entrare nell'Académie Française perché era preclusa alle scrittrici. Ebbe compagni che potevano essere suoi figli, ma ignorò la sua unica figlia dicendo che generazioni diverse non dovevano vivere insieme. Eppure la figlia, lei pure di nome Colette, si dedicò al culto della madre e volle essere sepolta accanto a lei. Ed è alla figlia che ho affidato il racconto per scavare nei fatti, della biografia della donna.