venerdì 21 marzo 2014

Chi ben comincia #28

Buon pomeriggio cari lettori appassionati, come va? Pronti per il week end?
Cosa farete di bello? Io credo che lo passerò diviso tra lavoro, famiglia ed amici; un connubio perfetto!!!
Ahhhhh, ovviamente lo passerò con un buon libro in mano, ma questo è inutile che io lo dica! ;)
Cosa sarebbe il venerdì senza la nostra rubrichetta?
Quindi ecco una nuova puntata di "Chi ben comincia", ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per scegliere l'incipi di oggi ho aperto la mia applicazione Kindle ed ho dato una sbirciata alle copertine. Scorrendo i troppi libri che ho già accumulato anche in formato diginale mi è venuto in mente che non considero mai i due che ho sulla app del Kobo che mi erano stati regalati con una promozione natalizia. Quindi per oggi ho pensato di scegliere proprio uno di quei due libri e precisamente Non tutti gli uomini vengono per nuocere di Federica Bosco edito da Mondadori

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


"Cristina? Cristina, dai, svegliati"
Mmmh... Dio che nausea, ma dove sono? Mi gira la testa come se fossi su una giostra impazzita... e poi cos'hanno da urlare tutti, neanche fosse il primo giorno di saldi? E perchè mi schiaffeggiano? Cos'ho fatto di male???
"Cristina... Cristina, mi senti? Mi seeenti?
Certo che ti sento! Come potrei evitarlo, continui a prendermi a sberle! Cos'hai, un complesso d'inferiorità nei confronti delle donne? E quell'aureola intorno alla testa? Eddai, Geù, tornatene a moltiplicare pani e pesci e lasciami dormire, ti prego.
"Cristina, sveglia! Su, sveglia! Lo sai dove sei?"
Ma certo che lo so, nel mio letto tranquilla e beata a dormire per non pensare a quello stronzo di Lorenzo che non risponde più al telefono da due giorni. Ho bevuto troppo mirto, del resto quello c'era in frigo, e ora sto avendo sicuramente un incubo... mi sa che il mirto è una pianta allucinogena... ora però esci dal mio sogno, uomo con l'aureola, così io mi sveglio, mi faccio la doccia e vado in cucina a farmi due uova al tegamino con molto pane e burro... mi ci vuole qualcosa di unto e grasso e poi... un caffè enorme, sì ho proprio bisogno di un gigantesco caf...
SBAM!

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Comincio col dire che non ho mai letto nulla della Bosco. Ne ho sentito parlare per alcuni versi molto bene, per altri molto male.
Leggo quest'incipit non ricordando neanche lontanamente la trama e questo mi aiuta a pormi tantissime domande.
Cosa è successo a Cristina? Sta veramente dormendo e sognando - ame capita a volte di sognare e nel sogno essere assolutamente consapevole che lo sia - oppure è svenuta e quello stano uomo con l'aureola sta cercando di farla rinvenire, oppure è morta ed è davvero al cospetto di un angelo?
Leggendo queste poche righe si può pensare veramente a qualsiasi cosa.
Di certo come inizio è divertente.
Cosa ne pensate? Avete già letto questo libro?  E la Bosco è una scrittrice che amate o come me non avete ancora mai letto nulla dei suoi lavori?
Se vi va fatemi sapere cosa ne pensate! :)

giovedì 20 marzo 2014

Chi bussa #8

Buongiorno amici miei, buon giovedì! La settimana volge - fortunatamente - al termine e la primavera è alle porte! Cosa volere di più? Che abbiano sbagliato le previsioni del tempo e che qui al nord non piova tutto il week end...hihihihihi. Pretendo troppo? Forse, ma ci provo!!! ;)
Per prima cosa vorrei chiedervi se c'è qualcosa del blog che vi ha stufato, che non vi interessa più. E' qualche tempo che vedo diminuire i vostri passaggi qui ed anche i vostri commenti, quindi se c'è qualcosa che posso fare per migliorare questo angolino ditemelo e cercherò di porre rimedio.
Spero sia solo l'arrivo della bella stagione che vi porta a passare più tempo fuori casa e meno al PC...

Ora torniamo a noi e al motivo della mia presenza qui oggi.
Vorrei presentarvi una nuova puntata di Chi bussa?, la rubrica dedicata agli autori emergenti e alle loro opere. Quindi cominciamo.

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Titolo: A passo di tartaruga
Autore: Rosario Centorrino
Genere: Narrativa
Pagine: 136
Costo: Cartaceo 10.00 euro - Ebook 3.90 euro
Pubblicazione: Dicembre 2013, prima ristampa Febbraio 2014 - edito da Edizioni Smasher

Sinossi: Ale è una ragazza travolta dalla spirale della vita e dal susseguirsi di inaspettati eventi. Continui flashback le fanno ricordare la dolcezza del passato, lasciandole il retrogusto amaro del presente. Ricorda di essere stata insicura, vulnerabile, combattuta tra le emozioni di chi desiderava amare con tutta se stessa e di chi, però, ha avuto paura. È costantemente alla ricerca di un posto nel mondo. Sogni, fallimenti e conquiste l’accompagnano nella crescita. A spese proprie ha imparato a fare delle scelte, ad arrendersi e a osare.
Bea e Marco sono gli amici di sempre. Complici e parti attive della sua tumultuosa esistenza. Tre giovani inseparabili ma, inaspettatamente, flessibili alle inclinazioni impalpabili dell’amore dalle mille sfaccettature.
Tre personaggi avvolti in un misterioso rapporto fatto di complicità e sorprendenti rivelazioni. Riescono a raggiungere un equilibrio perfetto quando qualcosa destabilizza, definitivamente, la loro condizione.
A passo di tartaruga racconta di come, a volte, l’amore e l’amicizia possano intrecciarsi, diventando un unico e misterioso sentimento che annienta la razionalità e condiziona l’esistenza umana.

Autore: Rosario Centorrino nasce nell'81 a Messina dove vive attualmente insieme alla moglie Flavia e la piccola Alice.
Nel 2004 consegue la laurea in Scienze Motorie e Sportive e nello stesso anno inizia a lavorare presso il Kinecenter, noto centro medico di riabilitazione fisica, dove è attualmente impiegato.
A passo di Tartaruga è il suo primo libro.

Per saperne di più:

Pagina Facebook del romanzo https://www.facebook.com/apassoditartaruga

Casa editrice sul cui sito è anche possibile acquistare il romanzo Edizioni Smasher

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Devo essere sincera con voi, ieri sera mi è arrivato il libro a casa! Mi è stato gentilmente spedito dall'autore stesso per darmi la possibiltà di leggerlo.
Bè, quando ho avuto per le mani questo libricino con la sua copertina bianca, il titolo che mi ha subito incuriosito, quell'immagine sulla cover di sei piedi che si sfiorano, che racchiude in se un mondo, non ho potuto metterlo in attesa nella libreria, ho sentito l'assoluta necessità di cominciare a leggerlo al più presto. Ho cominciato ieri sera verso le 22.30 e ho letto ininterrottamente fino a mezzanotte. Ho chiuso il libro a 30 pagine dalla fine solo perchè stavo crollando dal sonno ma avrei voluto continuare.
E' così calamitante che oggi ho passato tutto il giorno ad aspettare di avere una mezz'oretta di tempo per finirlo quindi questo è assolutamente un punto a favore del libro e del suo capace scrittore.
Vi capita mai di avere un colpo di fulmine così forte per un libro di cui non sapete assolutamente nulla? A me non spesso e quando succede rimango sempre un po' sconvolta!
Di sicuro leggerete presto qui sul blog la mia recensione, ma ora voglio sapere cosa ne pensate voi a pelle!
Vi incuriosisce? Lo conoscete?
Sarò come sempre felice di leggervi nei commenti.

mercoledì 19 marzo 2014

Recensione #9/2014 - All'ombra dei fiori di jacaranda di Rosalba Perrotta

Buonasera carissimi!Come sta andando la vostra settimana?
Per me è un periodo impegnativo, troppi imprevisti che si susseguono in modo quasi inquietante non mi permettono di vivermi le giornate come vorrei. Come mi dico sempre...passerà e arriveranno periodi migliori...anche se ultimamente me lo dico un po' troppo spesso.
Anche riuscire a stare dietro al blog come vorrei sta diventando complicato perchè la mia testa è troppo piena di pensieri e spesso non ho neanche la forza di mettermi al PC. So che mi perdonerete per questo.
Ma pensiamo a cose belle e parliamo di libri.
Oggi vorrei parlarvi di un libro che ho letto da molto tempo ormai, la cui recensione è finita per troppo in coda ad altre, che hanno trattato libri letti più recentemente. Sto parlando di un romanzo ricevuto in settembre dalla casa editrice Salani e che mi aveva incuriosito da subito: si tratta di All'ombra dei fiori di jacaranda scritto da Rosalba Perrotta. Pagine 350.
Se fate mente locale vi ricorderete che era anche stato il protagonista di una puntata di Chi ben comincia che, se vi siete persi, potete trovare qui.

Trama: La zia Colomba, ricchissima e molto chiacchierata, non sembra la persona giusta per occuparsi della piccola Arabella. Il suo mondo è fatto di una villa colma di opere d’arte, una domestica bisbetica, molta disciplina e poco affetto. Ma la bambina trova nella sua tutrice e nella realtà che la circonda un universo di stimoli culturali e idee libertarie, che lei, come un fiore sotto la pioggia, assorbe e usa per crescere, per trovare la sua strada. E così, grazie all’educazione ricevuta nella sua famiglia di origine e grazie alla zia Colomba, che le trasmette allegramente la libertà, l’ironia e il disincanto con cui guarda il mondo, Arabella riesce a realizzare le sue aspirazioni, viaggia e studia, impara e si innamora, figlia cosmopolita di una Sicilia profumata, antica e piena di contraddizioni. È nato un nuovo genere, una narrazione originale e di qualità: simile a Zia Mame di Patrick Dennis per la vivacità dei personaggi, con la stessa capacità di emozionare di Simonetta Agnello Hornby e lo stesso umorismo dei romanzi di Stefania Bertola. La vita di una ragazza fuori dagli schemi, un ricco e vivido affresco della Sicilia a partire dagli anni Quaranta.

Non è facile per me pensare da che parte cominciare per parlare di questo libro. Non so perchè sia così complicato tirare insieme i pensieri visto che comunque il voto che troverete alla fine è un voto alto e di solito questa difficoltà la trovo maggiormente quando una lettura non mi ha soddisfatto; forse sono solo le tante cose di cui vorrei parlare per spiegarvi il mio pensiero su questo libro.
Partiamo dalle aspettative che avevo. Quando la casa editrice mi ha proposto questo libro me lo ha presentato facendone delle analogie con Zia Mame di Patrick Dennis e La zia marchesa di Simonetta Agnello Hornby; in passato ho letto entrambi i libri - infatti cliccando sui loro titoli verrete rimandati alle recensioni - ed in entrambi i casi mi è mancato qualcosa affinchè io potessi apprezzarli fino in fondo: il primo un libro molto piacevole ma secondo me con i capitoli troppo scollegati tra loro; il secondo con una trama con un potenziale assolutamente alto ma appesantita da un'enormità di personaggi a volte neanche essenziali per la logicità degli avvenimenti. Partendo da questi presupposti, cercavo in questo libro quel qualcosa in più, e devo dire che credo di averlo trovato in una trama completa e lineare e in uno stile assolutamente piacevole e scorrevole.
Certo, devo dire che forse le analogie con Zia Mame non mi hanno permesso di arrivare ad assegnare un punteggio più alto a questa lettura.
La storia è già tutta nella trama, Arabella viene affidata alla zia Colomba, anticonformista, viaggiatrice, sognatrice ed assolutamente al di fuori degli schemi per una Sicilia degli anni Quaranta. L'ambientazione è assolutamente perfetta; i dettagli che la strittrice ci regala sul territorio - in pillole, senza esagerare ma dove serve - hanno permesso - a me che quella zona la conosco grazie ad una mamma siciliana - di poter vedere con i miei occhi quei luoghi che mi sono tanto cari e che credo risultino perfetti per la dicotomia che emerge forte in questo libro tra una donna come la zia Colomba ed i luoghi in cui si trova a vivere.
La zia, con la scusa di non accettare la poca apertura mentale dell'isola, viaggia alla ricerca di non sa neanche lei cosa, non permettendo alla nipote di diventare veramente parte della sua vita. 
Arabella - una bambina sfortunata, orfana, zoppa, affidata ad una zia che apparentemente non la considera -cresce praticamente sola, attorniata dalle persone di fiducia di cui la zia si serve per mandare avanti la casa quando viaggia in giro per il mondo e deve, per forza di cose, crearsi un suo mondo, per andare avanti e non affondare nella noia. La sua salvezza sono i nuovi abitanti della casa in fianco, una mamma ed una bambina dai riccioli rossi - Annalisa - della stessa età della nostra piccola protagonista, che diventeranno la sua seconda famiglia e le permetteranno di non sentirsi sola.
Annalisa sarà la sua amica del cuore, la sua compagna di avventure, la sua confidente in una Sicilia difficile da affrontare, incapace di aprirsi al mondo.
Dopo un'infanzia in Sicilia la zia decide di mandare Arabella in Svizzera, in un collegio la cui direttrice è una sua amica con un metodo di studio molto particolare ed aperto; dopo i primi tentennamenti la ragazza accetta e si ritrova in un mondo che le permetterà di aprire gli orizzonti, di conoscere realtà così diverse che i suoi brevi soggiorni vacanzieri in quella che era ormai diventata la sua casa le staranno stretti. Quelle stanze vuote, quella camera così poco sua, in cui continua a sentirsi un'intrusa, in cui continua a sentirsi osservata, ora più che mai sembrano non appartenerle.
Madame Ledrout, la direttrice del collegio, diventa per la ragazza come una madre, una figura di riferimento capace di farla crescere con le certezza che una ragazza di quell'età ha bisogno.
Ecco come Arabella descrive la donna in un passaggio del libro:
"Madame Ledrout mi dava affetto e sostegno, ed era per me un modello. In quel periodo molti ragazzi ricercavano affetto e sostegno da persone a cui non avrebbero voluto assomigliare. Genitori autoritari e professori noiosi, che insegnavano cose di cui non si capiva l'utilità. Adulti deprimenti anche dal punto estetico. [...] Madame Ledrout era l'opposto, o perlomeno così la vedevo. Aveva le caratteristiche che attribuivo a mia mamma: continentale (cioè anticonformista e moderna), maestra montessoriana (cioè amorevole e libertaria) e crocerossina (e quindi soccorritrice e scienziata). Con quel po' di follia e levità che la accomunavano alla zia Colomba. Per quanto riguardava il look: cambiava con l'estro e con l'umore. E di certo non diceva al mondo che era virtuosa o vestita secondo le regole del bon-ton."
Arabella crescerà, conoscerà l'amore, comincerà a porsi delle domande rispetto a quella che è la vita della zia, a quelli che sono i suoi consigli e a quello che potrebbe diventare il suo futuro. Crescendo, il passato della sua famiglia comincerà a manifestarsi insistente e la porterà ad essere diversa, diffidente a volte, ma anche aperta a nuove scoperte.
Molti personaggi ruotano attorno ad Arabella e alla zia Colomba, qualcuno emergendo un po' di più e qualcuno meno ma tutti con un ruolo ed una caratterizzazione ben precisi.
Un bello scorcio di vita vera che ripercorre un'epoca di transizione sicuramente difficile da vivere.
Tradizioni reali - come ad esempio la festività dei morti che molto spesso ho sentito raccontare quando ero bambina da mia mamma e dai miei nonni - perfettamente integrate in un romanzo di fantasia che sa farsi leggere in modo molto piacevole.
L'ultima cosa che vorrei sottolineare - che magari per molti è un dettaglio ma che per me è assolutamente essenziale affinchè un libro mi prenda completamente - è la cover splendida capace di farci immergere immediatamente nell'atmosfera che ci accompagnerà per tutto il romanzo.
Cosa ve ne pare? Conoscete questo romanzo? Lo avete letto? Fatemi sapere le vostre impressioni!

Voto:






lunedì 17 marzo 2014

Book Cake Tag

Buongiorno carissimi! Oggi sono qui con un nuovo Tag. Lo sapete che ultimamente mi sto appassionando.
Mi perdonerete se la cosa non vi entusiasma, anche se in realtà spero possa divertirvi come succede a me. Quindi bando alle ciance, e cominciamo.





REGOLE:

1. Inserire l'immagine del Tag nel blog preparando il post
2. Citare il blog che ti ha taggata
3. Rispondere alle domande del TAG
4. Tagga i blog che ami di più


Per prima cosa ringrazio la carissima Monica del blog Books Land che mi ha taggata. *____*

Ed ora passiamo alle mie risposte:

FARINA:
un libro all'inizio un po' lento ma che poi si è ripreso proseguendo nella lettura



Non è stato facile rispondere a questa domanda, ma scorrendo i libri letti da quando esiste il blog devo dire La colpa di Lorenza Ghinelli, un libro che all'inizio mi aveva turbato e che non capivo. Poi invece qualcosa nella trama è stato svelato ed è cambiato tutto! Divorato!


MARGARINA:
un libro con una grande e ricca storia


Devo per forza di cose Shantaram di Gregory David Roberts. Lo so, adesso penserete che sono ripetitiva ma cosa ci posso fare se questo libro mi ha completamente rubato l'anima? E' un libro capace di fare viaggare la mente in modo assolutamente unico e che non smetterò mai di consigliare.


UOVA:
un libro che pensavi sarebbe stato brutto e invece ti è piaciuto


Anche in questo caso non è stato semplice ma ho scelto il caso più emblematico. Perfetto di Alessia Esse è un libro che non avrei mai preso in considerazione se non fossi stata convinta da un'amica blogger, perchè non rientrava assolutamente nei miei soliti generi di lettura. Fortunatamente ho deciso di provarci ed ho scoperto - insieme al seguito Segreto - due tra i più bei libri letti nel 2013.


ZUCCHERO:
un libro dolce come lo zucchero


Sapete che non leggo molti libri sdolcinati. Quando ho letto questa definizione mi si è fissata davanti agli occhi una cover e un libro: Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupery. Ho postato l'immagine della versione vecchia come me - ahahahahahahahah - perchè è quella che ha un posto speciale nel mio cuore.

ICING:
un libro che ha racchiuso tutto quello che ami di più (momenti divertenti, azione, momenti tristi, ecc.)


Per non dire ancora Shantaram - ahahahahahahahah anche se vi dirò la verità è il primo che mi è venuto in mente - dico il secondo a cui ho pensato: La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker, un libro nel libro con una grande trama che racchiude moltissimi generi e che evoca tante emozioni differenti.


CONFETTI:
una serie alla quale ritorni quando vuoi tirarti su di morale, quando ti senti giù


Difficilmente rileggo libri già letti, o almeno non lo faccio mai di frequente, da quando però ho letto Io che amo solo te e il seguito La cena di Natale di Io che amo solo te di Luca Bianchini mi è capitato spesso di andarne a rileggere dei passaggi che ho sottolineato durante la lettura. E un toccasana per il mio umore e per il mio cuore e poi, quale libro migliore da essere associato ai confetti se non quello che parla di un matrimonio? ;)

CILIEGINA SULLA TORTA:
il tuo libro preferito di quest'anno finora



Sono felice di poter dare questo primato ad un'opera prima di una scrittrice esordiente che ha moltissimo da raccontare e di cui  - ne sono assolutamente sicura - sentiremo parlare moltissimo in futuro. Sto parlando di Francesca Diotallevi e del suo Le stanze buie, un romanzo completo, ben strutturato e con dei personaggi caratterizzati in modo molto interessante. Leggetelo e non ve ne pentirete.

Praticamente la maggior parte dei blog che seguo più assiduamente hanno già fatto questo Tag quindi lascio liberi tutti voi, se vi va, di farlo sul vostro blog - se ne avete uno - e venirmi a lasciare il link; oppure se un blog non lo avete potete - come sempre ed io ne sarò super felice - rispondere a questo tag qui sotto nei commenti.
Sono curiosissima di sapere quali sono i vostri libri preferiti quindi sbizzarritevi!!!! :)))))

venerdì 14 marzo 2014

Chi ben comincia #27

Ciao amici miei! Finalmente è venerdì!!!!
Anche se le settimane sembrano non passare mai in realtà tirando le somme il tempo vola, siamo già a metà marzo.
Come tutti i venerdì è il momento  della rubrica "Chi ben comincia", ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Ho voglia di leggere un bel thriller prossimamente quindi ho deciso di scegliere dalla mia libreria qualcosa di quel genere per l'incipit di oggi. Guardando i libri che sono in attesa di essere letti ho optato per Non ti addormentare di S.J.Watson edito da Piemme per la collana Numeri primi

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



La stanza è strana. Sconosciuta. Non so dove mi trovo, come ci sono arrivata. Non so come farò a tornare a casa.
Ho passato la notte qui. Mi ha svegliata una voce di donna (sulle prime ho pensato che fosse a letto con me, ma poi mi sono resa conto che leggeva delle notizie e che stavo ascoltando una radiosveglia) e quando ho aperto gli occhi mi sono ritrovata qui. In questa stanza che non riconosco.
La mia vista si abitua alla penombra e mi guardo intorno. Sul lato interno dell'anta di un armadio è appesa una vestaglia (è da donna, sicuramente molto più vecchia di me) e sullo schienale della sedia davanti alla toletta è drappeggiato con cura un paio di pantaloni scuri, ma non riesco a distinguere molto altro. La sveglia sembra uno strumento complicato, ma trovo il tasto per zittirla.
E' a questo punto che sento un respiro vibrare alle mie spalle e mi rendo conto di non essere sola. Mi volto. Vedo una distesa di pelle e peli scuri brizzolati. Un uomo. Tiene il  braccio sinistro fuori dalle lenzuola, e all'anulare ha una fede d'oro. Reprimo un gemito. Sicchè questo non è solo vecchio e canuto, mi dico, è anche sposato. Non solo ho scopato con un uomo sposato, ma l'ho fatto in quella che immagino sia casa sua, nel letto che di solito condividerà con la moglie. Mi abbandono sulla schiena per raccogliere le idee. Dovrei vergognarmi. Mi domando dove sia la moglie. Dovrei temere il suo arrivo improvviso? La immagino in piedi sul lato opposto della stanza che mi insulta, dandomi della puttana. Una Medusa. Un ammasso di serpenti. Mi chiedo come farò a difendermi se si presenterà davvero. Il tizio a letto, dal canto suo, non sembra preoccupato. Si è girato dall'altra parte e prosegue a russare.

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Scusate, ho trascritto tantissimo, molto più della prima pagina, ma volevo arrivare ad un puntoche non lasciasse il discorso a metà.
Che dire di questo incipit? Conoscendo la trama posso dire che la questione entra subito nel vivo.
Ci viene presentata una donna, in una casa che non riconosce, in un letto che non le sembra il suo, accanto ad un uomo di cui non ricorda nulla.
Se non conoscessi la trama non so cosa mi aspetterei da questo libro, forse la solita sveltina dopo una serata di follie accompagnata da innumerevoli drink di troppo. Invece la trama la conosco e so che la protagonista perde la memoria, ogni giorno, ed ogni giorno non ricorda il suo volto, suo marito, la sua casa...terribile!
Comunque, a parte la trama trovo che quest'incipit sia molto ben scritto. Mi piacciono le frasi secche, brevi, intervallate da molti punti. Mi danno quel giusto senso di ansia, di smarrimento che rende benissimo lo stato d'animo della narratrice.
So che molti di voi hanno già letto questo libro, ed ho letto numerose recensioni positive quindi mi aspetto grandi cosi dal proseguo della stori.
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Se no vi è venuta voglia di saperne di più?
Vi lascio augurandovi uno splendido fine settimana e dandovi appuntamente con questa rubrica alla prossima settimana. 

giovedì 13 marzo 2014

Random #2

Rubrica mensile curata da Michy in cui, ogni secondo giovedì del mese, vi parlerà a Random di argomenti diversi legati al mondo dei libri e della lettura.
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Buongiorno cari lettori!
E' già passato un mese dal mio esordio qui, un mese che è volato, sarà per quei tre giorni in meno di febbraio.
Che ne dite se oggi parliamo un po' di una scrittrice italiana che mi piace tanto? Vi va di elogiare un made in Italy che merita? (Almeno secondo il mio modestissimo parere).
Mi riferisco a Chiara Gamberale, adorabile scrittrice di successo, conduttrice radiofonica e televisiva. Classe 1977, a 22 anni pubblica un'autobiografia importante con Una vita sottile in cui racconta la propria esperienza con quel male nero che è l'anoressia. A distanza di poco pubblica Color lucciola e Arrivano i pagliacci e poi uno stop di 6 anni, durante i quali si dedica, come autrice e conduttrice, alla radio con "Trovati un bravo ragazzo", in onda su Radio24. Nel 2008 riceve il Premio Campiello per La zona cieca e da lì è tutto in salita, collabora con testate giornalistiche di spessore, pubblica Una passione sinistra (2008), Le luci nelle case degli altri (2010), L'amore quando c'era (2012) e, nel 2013, Quattro etti d'amore grazie e Per dieci minuti, lavorando nel contempo per RaiRadio2 con il programma "Io, Chiara e l'Oscuro" ed impegnata nella gestione di un blog sul sito iodonna del Corriere della Sera.
Questo è un breve sunto della sua vita lavorativa, che vi ho messo per informazione ma soprattutto per attirare la vostra attenzione sui titoli che Chiara sceglie per i suoi lavori. A me piacciono un sacco, mi incuriosiscono e li trovo sulla mia stessa lunghezza d'onda, un po' seri un po' sarcastici, toccano nel punto giusto e colgono nel segno. Da questi titoli si capisce già un pochino quale sia, a grandi linee, il suo stile (o forse è una sensazione mia dipesa dal senno di poi?).

Ora passiamo ai libri di Chiara che ho letto io:

 Le luci nelle case degli altri, è stato il mio primo appuntamento con la Gamberale, risale all'inizio dello scorso anno. Attirata dalla cover e dalla trama, la lettura non ha smentito le mie aspettative. Mi sono trovata davanti ad uno stile nuovo per me, strano così come strano è tutto ciò che il romanzo contiene: la storia, i personaggi e i dialoghi. Ma strano è soprattutto il fatto che una storia di per sé piuttosto triste non mi abbia mai intristita, penso proprio in dipendenza dell'originalità e della strana dolcezza mista ad amore che ne riempie le pagine. Una storia a tratti surreale e inverosimile ma non in senso negativo. Unica note dolente è il finale, che ho trovato davvero troppo prevedibile, ma pazienza, in questo caso a me ha fatto solo storcere un pochino il naso.

Trama: Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice d'immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo... Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i condomini di via Grotta Perfetta 315, quelli che più le volevano bene, scoprono da una lettera che proprio nel loro stabile la piccola Mandorla è stata concepita... ma su chi sia il padre, la lettera tace. Proprio perché con tutti Maria sapeva instaurare un legame intenso, nessun uomo tra i condomini si sente sollevato agli occhi degli altri dal sospetto di essere il padre di Mandorla. È così che verrà presa la decisione di non fare il test del DNA su Mandorla, e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. È questo il fatale presupposto di una commedia umana che, con l'alibi del paradosso, in realtà ci chiama in causa tutti. E mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s'innamora, cerca suo padre e se stessa, ci si avventura con lei verso rivelazioni luminose e rivelazioni scomode, si assiste a nuove unioni e a separazioni necessarie. L'autrice costruisce attorno al cuore pulsante della sua protagonista un romanzo corale dove i grandi archetipi si mescolano agli struggimenti contemporanei, la verità e la menzogna cambiano continuamente di segno per dare vita a una voce fresca e profonda, che condurrà, fiduciosa soprattutto dei suoi dubbi, verso un finale sorprendente.



La zona cieca, ossia "tutto quello che gli altri sanno di te ma che tu ignori". E' una storia un po' "psicolabile" (perdonatemi il termine) che narra di come Lidia (speaker radiofonica, maniaca del controllo, confusa cronica) affronti l'amore strampalato con Lorenzo (scrittore in crisi, distrutto dalla fine del suo matrimonio, bugiardo patologico, narcisista sfrenato) e viceversa. Sono personaggi fragili dalla grande personalità, che a momenti fanno ridere, in altri fanno strabuzzare gli occhi e, a volte, anche arrabbiare e spazientire. E' un libro coraggioso, profondo e leggero, in cui le contraddizioni hanno ruolo principe. Una tragicommedia dal meritato successo.

Trama:  La zona cieca è tutto quello che gli altri colgono di noi ma che a noi (inevitabilmente e maledettamente) sfugge. Lo sa bene Lidia Frezzani, che ogni giorno nella sua trasmissione radiofonica "Sentimentalisti anonimi" riceve confidenze di persone totalmente confuse, e che s'innamora di Lorenzo, uno scrittore quarantenne arrogante e fascinoso, totalmente annebbiato dal suo narcisismo. Comincia una storia d'amore dai ritmi serrati, fatta di bugie vere o supposte, smascherate, di tradimenti e piaceri perversi: quello che prova Lidia nello schiantarsi contro l'imperturbabilità e l'apparente indifferenza di Lorenzo, e quello di Lorenzo che sembra godere nel lasciarla fare. In un crescendo di tensione e pathos, di abbandoni e colpi di scena,all'improvviso a Lorenzo arrivano le misteriose lettere di Brian, uno sciamano. Che ha un nome, un'anima e un passato, ma non ha un volto: ma si dimostrerà molto più reale di ogni reale persona...


 
Quattro etti d'amore grazie regalo di Natale apprezzatissimo, è stata una lettura particolare, molto carina e divertente. Come sempre, anche in questo romanzo, l'autrice unisce in modo credibile e tutt'altro che banale ciò che è e ciò che vorremo che fosse, con serietà mista ad ilarità ed ironia. Mischia pensieri e realtà, immaginazione e dati di fatto con la trovata del buttar l'occhio sulla spesa degli altri e fantasticarsi su. Le due co-protagoniste, così simili e diverse allo stesso tempo, ci fanno capire quanto è facile sbagliarsi quando si giudica senza conoscere, svelandoci qualcosa di loro stesse che l'altra nemmeno immagina.

Trama: Quasi ogni giorno Erica e Tea s'incrociano tra gli scaffali di un supermercato. Erica ha un posto in banca, un marito devoto, una madre stralunata, un gruppo di ex compagni di classe su facebook, due figli. Tea è la protagonista della serie tv di culto "Testa o Cuore", ha un passato complesso, un marito fascinoso e manipolatore. Erica fa la spesa di una madre di famiglia, Tea non va oltre gli yogurt light. Erica osserva il carrello di Tea e sogna: sogna la libertà di una donna bambina, senza responsabilità, la leggerezza di un corpo fantastico, la passione di un amore proibito. Certo non immaginerebbe mai di essere un mito per il suo mito, un ideale per il suo ideale. Invece per Tea lo è: di Erica non conosce nemmeno il nome e l'ha ribattezzata "signora Cunningham". Nelle sue abitudini coglie la promessa di una pace che a lei pare negata, è convinta sia un punto di riferimento per se stessa e per gli altri, proprio come la madre impeccabile di "Happy Days". Le due donne, in un continuo gioco di equivoci e di proiezioni, si spiano la spesa, si contemplano a vicenda: ma l'appello all'esistenza dell'altra diventa soprattutto l'occasione per guardare in faccia le proprie scelte e non confonderle con il destino. Che comunque irrompe, strisciante prima, deflagrante poi, nelle case di entrambe. Sotto la lente divertita e sensibile della scrittura di Chiara Gamberale, ecco così le lusinghe del tradimento e del sottile ma fondamentale confine tra fuga e ricerca.


Per dieci minuti, a mio parere, il suo fiore all'occhiello. Preso, divorato, finito, amato in due giorni. Si tratta di una sorta di autobiografia romanzata che offre un'idea stravagante e bella: dedicare dieci minuti nella giornata a fare qualcosa che non si è mai fatto prima, qualunque cosa sia. E' una sfida alla routine e uno stimolo alla conoscenza: un incoraggiamento ad affrontare la novità, che spesso si teme in quanto sconosciuta, e a scoprire ciò che si ha sotto il naso da sempre ma che nemmeno si vede e che, sorprendentemente, può piacere. Una storia saporita, che strappa molto sorrisi.

Trama: Quasi ogni giorno Erica e Tea s'incrociano tra gli scaffali di un supermercato. Erica ha un posto in banca, un marito devoto, una madre stralunata, un gruppo di ex compagni di classe su facebook, due figli. Tea è la protagonista della serie tv di culto "Testa o Cuore", ha un passato complesso, un marito fascinoso e manipolatore. Erica fa la spesa di una madre di famiglia, Tea non va oltre gli yogurt light. Erica osserva il carrello di Tea e sogna: sogna la libertà di una donna bambina, senza responsabilità, la leggerezza di un corpo fantastico, la passione di un amore proibito. Certo non immaginerebbe mai di essere un mito per il suo mito, un ideale per il suo ideale. Invece per Tea lo è: di Erica non conosce nemmeno il nome e l'ha ribattezzata "signora Cunningham". Nelle sue abitudini coglie la promessa di una pace che a lei pare negata, è convinta sia un punto di riferimento per se stessa e per gli altri, proprio come la madre impeccabile di "Happy Days". Le due donne, in un continuo gioco di equivoci e di proiezioni, si spiano la spesa, si contemplano a vicenda: ma l'appello all'esistenza dell'altra diventa soprattutto l'occasione per guardare in faccia le proprie scelte e non confonderle con il destino. Che comunque irrompe, strisciante prima, deflagrante poi, nelle case di entrambe. Sotto la lente divertita e sensibile della scrittura di Chiara Gamberale, ecco così le lusinghe del tradimento e del sottile ma fondamentale confine tra fuga e ricerca.

 
Ciò che più apprezzo nei libri di Chiara sono le sue protagoniste femminili, nelle quali mi rivedo spesso e volentieri, ragazze/donne che si prendono poco sul serio e scherzano su tutto, ma non per questo sono da considerare insensibili e stupide. L'ironia è la loro forza e la loro salvezza quando la vita tira brutti scherzi. Sembrano prendersi e prendere tutto alla leggera ma in realtà sono tutt'altro che frivole.
Mi piace molto anche il suo modo di vivere l'altro sesso, sempre combattuta, sdrammatizza l'amore mancato ma per finta, perché ne sento il bisogno ma stenta ad ammetterlo, anche a sé stessa.
Adoro il suo stile di scrittura: calamitante.

Questa è la chiave di lettura che ho dato ai suoi romanzi, è il mio modo di interpretare le sue storie e il modo in cui le affronta, mettendoci sempre un pezzettino di sé.
Il mio desiderio è di leggere presto gli altri suoi romanzi, primo fra tutti L'amore quando c'era. Leggendo le trame mi ha incuriosita da matti anche Color lucciola.
Li metto tutti in WL. Spero di riuscire a leggerli tutti e spero che Chiara Gamberale continui a deliziarmi con nuovi romanzi.
Bene bene, chissà se vi ho incuriositi! Oppure siete già suoi fan sfegatati?
Mi sono divertita ed è stato interessante per me approfondire un po' la conoscenza di questa autrice e mi auguro che abbiate letto tutto con piacere.
Lasciatemi la vostra opinione ;)

Ci rivediamo il 10 aprile con una nuova puntata di Random!
Baci a tutti!


mercoledì 12 marzo 2014

Chi bussa #7

Buongiorno super lettori! E buon mercoledì!
Oggi per me è una giornata strana, sto facendo degli orari diversi in studio rispetto al solito e questo mi porta a non capire bene in che giorno mi trovo. Purtroppo mi sembra giovedì e questo non è per niente buono!
Per risollevarmi un po' il morale vi presenterò un nuovo autore emergente attraverso una puntata della rubrica Chi bussa?
Sono veramente felice di questa rubrica, perchè mi da l'opportunità di mostrarvi dei libri pubblicati che non sono sulla bocca di tutti, frutto del lavoro di autori italiani che credono in quello che fanno e che spesso hanno un talento assolutamente al pari con quello di personaggi conosciutissimi. Si comincia! Vediamo "Chi bussa?" oggi.
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Titolo: Cosa vuoi fare da grande
Autori: Angelo Orlando Meloni - Ivan Baio
Genere: Tragicomico
Pagine: 184
Costo: Cartaceo 12.00 euro
Pubblicazione: Novembre 2013 - edito da Del Vecchio Editore

Trama: Guido Pennisi e Gianni Serra sono due bambini strani; nessuno sembra accorgersi di loro nella Scuola elementare Attilio Regolo di Milano. Figuriamoci il giorno più atteso dell’anno, il giorno in cui l’anonimo istituto si prepara ad accogliere il più famoso e ricco inventore di sempre, colui che ha dato alla luce il “futurometro”, una macchina destinata a cambiare il futuro dei ragazzi e il sistema dell’istruzione italiana. È tutto pronto nella palestra: festoni appesi, mamme in ghingheri, autorità tirate a lucido. Un’Italia da sempre provinciale è accalcata in quello stanzone, un Paese di adulti mancati pronti a lavarsi le mani del futuro dei loro pargoli con la benedizione della tecnica. La sfida finale alle fantasie infantili è cominciata, ma, forse, gli adulti non hanno fatto i conti con i terribili gemelli Smargotti della III F. Cosa vuoi fare da grande è un romanzo divertente e avventuroso in cui i sentimenti umani sono trattati con delicatezza e verità. Una storia che semina ironia e malinconia e spalanca il cuore degli uomini, lasciandoci alla fine di fronte alla domanda che non dobbiamo smettere di porci: “Cosa vuoi fare da grande?”.

Autori:

Angelo Orlando Meloni: è nato a Catania e vive a Siracusa. Ha scritto la raccolta di racconti Ciao campione e il romanzo Io non ci volevo venire qui (Del Vecchio Editore, 2010). Aggiorna saltuariamente un blog di colore verde come la speranza, la benzina e l’ecologia.

Ivan Baio: viveva a Milano che ha lasciato per Roma che ha lasciato per Berlino ma è nato a Siracusa. Oggi inventa macchine fantastiche su Doppiozero, scrive quattro nuovi romanzi e lavora al social network definitivo.


Per saperne di più:

Sbirciate il blog del romanzo http://cosavuoifaredagrande.com/
Leggete un breve estratto qui

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Uhhhhh sono veramente curiosa di sapere cosa sia questo futurometro!
Di sicuro le prerogative per essere una lettura piacevole le ha tutte, anche i due terribili gemelli che fanno ben sperare nel divertimento per il lettore. Anche la cover mi piace molto, con quello scarabocchio sul titolo!
Cosa ne pensate? Vi piacciono i libri di questo tipo?