lunedì 22 giugno 2015

Recensione #69 - Un terremoto a Borgo Propizio di Loredana Limone

Buaonasera lettori, buon inizio settimana. Ultimamente mi sembra di dire sempre le stesse cose ma vi chiedo scusa se non riesco ad essere più presente. Purtroppo ho dei seri problemi di connessione e questo mi crea dei disagi enormi nella gestione del blog. Spero di riuscire a tornare presto ai soliti ritmi. Ma comunque mi scuso se a volte mi toccherà saltare qualche rubrica, come è successo la settimana scorsa con Chi ben comincia.
Ma bando alle chiacchiere, devo ottimizzare questi momenti in cui posso scrivere o programmare quindi vi lascio con la recensione di un libro meraviglioso che ha saputo confermare le aspettative altissime che sono maturate in un anno di attesa!
Sto parlando di Un terremoto a Borgo Propizio di Loredana Limone edito da Salani - che ringrazio per la copia - pag. 387. Terzo capito dela storia del Borgo. Per leggere le recensioni dei libri precedenti "Borgo Propizio" e "E le stelle non stanno a guardare" cliccate qui e qui.

Trama: A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte. Cose belle, il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte. Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica…

Avete mai provato la sensazione di quando per anni si va in vacanza sempre nello stesso luogo e, ogni volta, ci si ritorna ritrovando le stesse persone, gli stessi negozi, le stesse facce? Si trascorre l'anno di attesa tra un'estate e l'altra aspettando di poter tornare in quei luoghi tanto cari, che infondono sicurezza; lo si trascorre aspettando di ritrovare i vecchi amici, così preziosi proprio per il poco tempo che ogni volta ci è concesso di trascorrere con loro.
Ecco, questa è la sensazione che provo io ogni volta - e questa è la terza - che torno a Borgo Propizio: mi sento a casa, al sicuro, in un luogo che so saprà stupirmi, ma anche coccolarmi e Loredana è quell'amica che per un anno aspetto di ritrovare, perchè so che sarà quella di sempre ma so anche che avrà delle nuove e meravigliose storie da raccontarmi.
Bè, questa volta Loredana l'ha combinata proprio grossa: mi ha fatto tremare, anzi ha fatto tremare il Borgo distruggendolo in parte a causa di un terremoto devastante ed improvviso. Ed io ero proprio lì, in quei vicoli che ormai conosco bene e che amo come se fossero parte della mia quotidianità; stavo cercando di far via la polvere da quella casa chiusa per un anno intero, stavo ricominciando ad incontrare le persone di sempre ed ero pronta ad una vacanza da sogno. Invece eccolo lì, il terremoto.
Mezzo Borgo distrutto, 7 morti e 7 feriti anzi i morti sono 8. Alla tragedia del terremoto si aggiunge infatti un omicidio, un corpo inerme con dei segni evidenti di strangolamento: il corpo del Professor Tranquillo Conforti, Assessore alla Cultura del Comune, che tanto bene avevamo imparato a conoscere nel libro precedente.
Ma attenzione, questo romanzo non è un giallo. E' vero che alla fine scoprirete un assassino, è vero che per parte del libro il nostro amato Saltalamacchia investigherà sui cittadini del Borgo, ma vi assicuro che per tutta la lettura questo non sarà il vostro scopo principale. Perchè questo libro - come i precedenti - è più uno stralcio di vita, molto simile a quella di ciascuno di noi, e quello che più cercherete di capire per tutto il romanzo sono i meccanismi che porteranno i personaggi ad interagire tra loro amandosi, litigando, amandosi di nuovo.
Un terremoto - quello che Loredana Limone ha creato - che oltre a distruggere materialmente parte degli edifici del Borgo, intacca in modo molto profondo gli animi e le certezze di tutti coloro che si ritrovano a viverlo.
Ritroviamo i personaggi a noi cari come Belinda, Francesco, Virginia, Zia Letizia, Claudia, Cesare, Ruggero, Marietta e Mariolina, Felice Rondinella, il G.M. Assistiamo alla rivoluzione delle loro vite, proprio come avviene nel mondo reale: una latteria distrutta, un jukebox che continua a suonare quel motivetto tanto caro, una casa di famiglia abbandonata in fretta e furia, un ammasso di macerie, pareti sventrate, serramenti scardinati. Ogni pagina è una scoperta sia a livello di storia che a livello di stile, palpabile è infatti la crescita stilistica dell'autrice.
Molto interessante l'espediente utilizzato nell'incipit di far parlare proprio il Borgo a quei lettori che tanto lo avevano amato nei libri precedenti:
Borgo Propizio è anche questo: un balsamo per il cuore, un posto da favola dove vivere una fiaba, un luogo che ha il sapore delle ricette riuscite. Borgo Propizio è terapeutico.
Ehi, lo avete detto voi, adesso non vi rimangiate le parole, non è ora di pranzo né di colazione; è addirittura ancora buio.
Sappiate che, qualora ve le rimangiarste, io ci rimarrei male. Malissimo! Volete forse distruggere questo vecchio gentiluomo che non si è lasciato corrompere del tempo, continuando a sentirsi un giovanotto dall'ottimismo contagioso e dal carattere - lo so, lo so - non poco vanitoso?
Ah, confermate tutto? E io vi ringrazio di cuore dalla mia collina.
Un incipit capace di far immergere subito i lettori affezionati nelle sensazioni che già avevano provato con i volumi precedenti ed il resto del libro non è da meno. Per quanto mi riguarda sono stata totalmente rapita dalle vicende narrate e sono rimasta anche piacevolmente stupita per la piega che la storia ha preso e per i colpi di scena che Loredana ha saputo riservarci. Un libro adattissimo per questa estate pazzerella in cui siamo ufficialmente entrati, perchè il viaggio a Borgo Propizio difficilmente potrete dimenticarlo!!!

VOTO: 


7 commenti:

  1. Risposte
    1. Sbrigati a procurarteli altrimenti farà in tempo ad uscire il quarto! hihihihihi

      Elimina
  2. Devo dire che questa recensione molto sentita, mi è piaciuta un sacco! Certo Loredana sfonda un portone aperto con noi LGS, ma ogni volta si riconferma sempre di più un'abile penna, che colpisce dritta nel segno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Ogni volta il Borgo mi lascia senza fiato!

      Elimina
  3. Loredana è in grado di tirare fuori il nostro lato migliore anche quando scriviamo!

    RispondiElimina
  4. Mi hai fatto venire voglia di leggerlo!!! :D

    RispondiElimina