martedì 3 maggio 2016

Recensione #124 - Non restare indietro di Carlo Greppi

Buongiorno lettori e buon mercoledì! Come state? Io sempre di corsa ultimamente ma ci tenevo a condividere con voi la recensione di un libro che ho vinto grazie ad un'iniziativa promossa da Meucci Agency sul proprio sito internet: Non restare indietro di Carlo Greppi edito da Feltrinelli, 224 pagine.

Trama: Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l’hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio “per non dimenticare” in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così – K. – perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti – se si vuole pensare al futuro – a non restare indietro.

Francesco, 16 anni e quella ribellione di base che accompagna i ragazzi di quella età. Si manifesta verso tutto: sia verso i genitori, che verso la scuola, tanto da esserne a volte in balia anche senza volerlo, anche quando, in fondo in fondo, si desidererebbe tutt’altro.
Francesco e le sue felpe con cappuccio. Quei cappucci che istintivamente si tira su ogni volta che si trova in difficoltà, ogni volta che cerca un riparo da una situazione o da un discorso difficile.
Sono queste le premesse con cui l’autore ci fa conoscere il protagonista di questo romanzo. È il primo giorno alla scuola nuova – dopo aver cambiato la predente a causa di un diverbio particolarmente acceso con un’insegnante – ma Francesco lo sa, la III C non potrà essere tanto diversa dalla sua classe precedente; i professori saranno barbosi e lui si sentirà un pesce fuor d’acqua in mezzo a quei nuovi compagni per cui lui rappresenterà la novità.
Una cosa Francesco non sa: presto con quella nuova classe e con quegli sconosciuti dovrà fare un viaggio, uno di quelli che potrebbe cambiargli la vita: direzione Auschwitz ed i suoi campi di concentramento. È questo il vero fulcro del libro: un viaggio fisico verso quel luogo tanto conosciuto a causa dei film ma che dal vivo può sicuramente fare un effetto diverso ma anche un viaggio interiore, di tutti i ragazzi verso una consapevolezza adulta e di Francesco verso il suo animo più profondo.
Se dovessi collocare questo libro in un genere letterario sarei in estrema difficoltà, perchè per quanto romanzato questo libro è una sorta di documentario, con diverse citazioni prese da libri, documenti ufficiali o lettere. I ragazzi della terza C percorrono infatti una sorta di avvicinamento al viaggio attraverso incontri scolastici con un’associazione – esistente realmente e di cui l’autore fa parte – che permette ai ragazzi di riflettere in modo approfondito grazie ad immedesimazioni e letture. Un approccio veramente interessante che - aiutato dallo stile fluide dell'autore - permette secondo me di parlare di argomenti triti e ritriti in modo molto originale e da un’angolazione un po’ diversa, capace di attrarre l’attenzione dei più giovani in quanto il linguaggio utilizzato dall’autore è particolarmente adatto a loro.
Interessante vedere come Francesco venga pian piano condizionato dalle immagini impresse nelle fotografie che Giovanni ed Elena – i ragazzi dell’associazione – gli mostrano durante gli incontri tanto da iniziare a sovrapporle alla sua vita di tutti i giorni; tanto da riflettere sui comportamenti del passato iniziando a riportarli al suo presente. Questo avvicinamento permetterà ai ragazzi della classe di mostrare agli altri il loro animo più profondo, facendo emergere emozioni e paure fino a quel momento celate. I rapporti tra Francesco ed i suoi nuovi compagni evolve così sotto i nostri occhi, con la naturalezza della giovane età, diventando presto uno scambio importante di crescita e di arricchimento.
Dopo l’avvicinamento assistiamo al viaggio vero, ed i nostri ricordi vengono riportati alle gite scolastiche in treno, di notte, verso mete ai nostri occhi lontanissime, in quelle cuccette che a tutto assistevano tranne che a una tranquilla dormita notturna. E poi l’eccitazione svanisce e lascia il posto allo sgomento, arriviamo all’inferno, ed anche noi, nonostante siamo a conoscenza dei numeri legati alle atrocità dei campi di concentramento, ci troviamo davanti a quelle valigie, a quelle scarpe, a quelle camere a gas che ci ricordano che la storia non è solo sui libri, che la storia molti l’anno vissuta nella maniera più tragica sulla loro pelle, su quella dei loro cari, assistendo impotenti alle atrocità cui era impossibile ribellarsi.
Per tutto lo scorrere delle pagine emerge in modo molto tangibile l’impronta storica che l’autore cerca di dare al libro pur con una leggerezza e naturalezza tipica di chi, con queste cose convive tutti i giorni.
Non è assolutamente un libro noioso o pesante anzi, permette di riflettere su temi molto importanti e comunque attuali, attraverso una umanizzazione dei fatti trattati e soprattutto attraverso gli occhi dei ragazzi che Carlo Greppi ha incontrato negli anni grazie al suo lavoro.
Un libro da leggere e far leggere ai giovani perché capiscano che la storia non è solo passato e che spesso quello che appare sotto un’altra forma o un altro vestito, altro non è che una rivisitazione di un fatto – spesso terribile - già accaduto.
Cosa ne pensate? Conoscete questo libro? Lo avete letto?

VOTO: 







14 commenti:

  1. Non amo molto questi romanzi "a tema", li trovo tutti pensati a tavolino, non so, ma le uscite Feltrinelli ispirano sempre.
    Segno!

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    1. Questo è veramente molto scorrevole e leggero seppur ripercorra la storia anche con date e avvenimenti! L'averlo scritto a misura di ragazzi secondo me fa la differenza!

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  2. Non conoscevo questo libro ma può essere un buono spunto di riflessione, soprattutto per i ragazzi più giovani!

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  3. Molto interessante! Mi sembra un modo efficace per parlare ai ragazzi più giovani di un argomento così importante.

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    1. Ciao Viola! Hai ragione, credo che questo sia l'aspetto più interessante di questo libro! :)

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  4. mi ha ricordato John Green. Non lo conoscevo ma segno

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    1. No per carità! Green lo odio ahahahah ;)

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  5. Diffidavo un po' di questo libro quando l'ho visto in giro, pensavo alla solita storia già un po' vista o letta... Invece dalla tua recensione sembra qualcosa di diverso dal solito. Chissà prima o poi magari lo recupero! ;)

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    1. Effettivamente per me lo è stato! Non sono un'esperta ma ho letto molti libri che parlano di nazismo e campi di concentramento ma ultimamente ho smesso proprio perché stanno diventando tutti uguali. In questo caso ho trovato proprio un approccio nuovo ed interessante! ;)

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  6. L'ho letto con mio figlio adolescente, credo sia uno dei primi libri che legge volentieri. E' ben scritto e scorrevolissimo. E' piaciuto molto anche a me :)

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    1. Grazie per aver condiviso con me il vostro momento! :)

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  7. Libro molto molto bello, mi ha dato la forza di partire per il viaggio descritto. Ho così avuto la fortuna di conoscere Carlo Greppi. Un grand'uomo, uno di quelli che ci crede.

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    1. Caspita, deve essere stata una bellissima esperienza!

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