Buongiorno lettori, come va? Oggi torna Marina con una recensione. Lo so che ha già recensito la settimana scorsa ma visto che aveva un'altra recensione pronta abbiamo deciso di inserirla questa settimana senza aspettare la prossima! Come vedete, il blog ha ripreso a pieno regime questa settimana. Vecremo come andrà la prossima ahahahhaha
Qui si naviga a vista!
Qui si naviga a vista!
E visto il periodo di chiusura estrema, tentiamo di evadere viaggiando… E dove potevamo andare, conoscendomi? Gran Bretagna e Giappone, naturalmente!
Titolo: Cerchi infinitiAutore: Cees Nootebloom
Casa editrice: Iperborea, 2017
Traduzione: Laura Pignatti
Pagine:180
Trama: Certi viaggi hanno l'obiettivo segreto di «estraniarti dalle tue
origini», «scardinarti l'esistenza»: «soltanto allora sei stato
veramente via, così altrove da essere forse diventato un altro», scrive
Cees Nooteboom, infaticabile esploratore di culture, riguardo al paese
che conserva per lui un fascino unico: il Giappone. "Cerchi infiniti"
raccoglie i suoi testi più illuminanti su quarant'anni di viaggi
attraverso i paesaggi, le architetture, la poesia e la storia del Sol
Levante. Dalle metropoli avveniristiche di Tokyo e Osaka alle antiche
città imperiali di Kyoto e Nara, dalle incisioni di Hokusai e Hiroshige
al teatro kabuki, il rapimento mistico e intellettuale dei giardini zen,
quella coesistenza intrecciata di buddhismo e shintoismo nei templi e
nei riti millenari che scandiscono ancora il calendario nelle campagne.
Viaggi accompagnati dalle pagine di Kawabata, Mishima, Tanizaki, ma
soprattutto dalle "Note del guanciale" di Sei Shonagon e dalla "Storia
di Genji" di Murasaki Shikibu, il primo romanzo della storia, che ritrae
il raffinamento estremo a cui giunse l'isolata corte di Heian nell'XI
secolo. Con la sua capacità di cogliere le sfumature più sottili,
accendere connessioni, stimolarci a vedere con altri occhi e a
rapportare il particolare all'universale, Nooteboom ci immerge
nell'esperienza della scoperta, della bellezza e della sfida che il
Giappone continua a rappresentare per l'Occidente: possiamo arrivare a
conoscere veramente una cultura così lontana da noi? Ma è proprio nel
confronto con l'altro che il viaggio diventa una ricerca sul fondo
comune della condizione umana, un pellegrinaggio interiore per
interrogarsi su se stessi.
La casa editrice Iperborea ha pubblicato in Italia “ Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone”, a cui va anche reso merito la scelta di stupende copertine. Questa in particolar modo, perché ci dà la possibilità di ricordare ancora una volta la piccola Sadako Sasaki, morta a 12 anni per una forma di leucemia contratta a causa della bomba atomica sganciata nel suo paese. Qui ritratto è il “Senbazuru” di Jessica Moon che, spiegano in Iperborea, è una risposta artistica al terremoto del 2011 e si ispira ad una leggenda giapponese per cui, se si piegano mille origami di gru (“orizuru”), si avvera un desiderio. E come non riportare alla memoria la tragica e commoventissima storia di questa bimba che nel 1954 tenta con ogni sforzo e grande passione, recuperando la carta dalle confezioni dei medicinali e da altre carte da imballaggio, di far avverare in tal modo il suo innocente e feroce diritto alla vita… La leggenda narra che riuscì a farli tutti e 1.000 prima di morire nell’Ottobre del 1955. Una versione invece vuole che morì avendone fatti “solo” 644. I restanti orizuru vennero fatti dai suoi amici e seppelliti insieme alla piccola. Nel 1958 fu collocata nel Parco del Memoriale della Pace una statua raffigurante Sadako mentre tende una gru d’oro verso il cielo. Ai piedi della statua, una targa: “Questo è il tuo pianto. La nostra preghiera. Pace nel mondo”. A memoria di tutti i bambini morti come lei e di tutti i bambini che ancora muoiono a causa di guerre e violenze.
Mi pareva imprescindibile parlare di Sadako, prima di parlarVi insieme a Cees Nooteboom del suo Paese.
RECENSIONE:
