mercoledì 9 ottobre 2013

Nessuno sa di noi

Buonasera a tutti! Dopo una giornata estenuante fatta di lavoro e giri avanti ed indietro dall'asilo di mio figlio - tra normale orario di uscita e mega riunione sul programma scolastico - riesco finalmente ad avere qualche minuto per me, per il blog e spero - tra pochissimo - per la lettura nel lettone caldo caldo.
La mia amica Barbara - che come ormai sapete ha curato la grafica di questo blog - mi ha preparato i meravigliosi segnapunti che questa sera fanno il loro ingresso ufficiale in questo mio mondo virtuale. Da oggi in avanti alla fine di ogni mia recensione troverete quindi il punteggio che io gli attribuisco. Ovviamente i punteggi come le opinioni sono strettamente personali, quindi mi scuso a priori se qualcuno non sarà d'accordo con i miei pensieri.
Devo farlo perchè oggi vi parlerò di un libro difficile. E' stato difficile per me decidere di cominciarlo, ed è difficile ora parlarne, infatti  è passato parecchio tempo da quando l'ho finito.
Sto parlando di Nessuno sa di noi, di Simona Sparaco, edito da Giunti.

Trama: Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di ''sesso a comando'', di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo ''corto''. Ha qualcosa che non va. ''Nessuno sa di noi'' è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Quale è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola. Una scrittrice di grande talento, un romanzo che tiene sospesi sul filo delle emozioni più vere, fino all'ultima pagina.

Difficilmente mi capita di sentirmi così, quasi apatica e senza slancio nel parlare di qualcosa che ho letto; normalmente, nel bene o nel male, sono ansiosa di dire quello che penso. Non oggi, non con questo libro. Vista la trama penserete che sicuramente sto così perchè questo libro mi ha devastato, penserete sia normale visto il tema così delicato. E invece no, sto così proprio perchè questo libro non mi ha devastato, non mi ha lasciato niente, non mi ha inondato di emozioni come invece avrei creduto.
Sarò una voce fuori dal coro probabilmente, un libro finalista del Premio Strega non può non avermi lasciato nulla e invece è così.
Ero a poco più di metà libro ed avevo pensieri tutt'altro che positivi quindi già sapevo che sarebbe stata dura.
Posso dirvi la mia completa e sincera verità su quello che penso?
Spero non esista davvero qualcuno al mondo che per decidere di uccidere il proprio bambino - perchè di bambino si parla al settimo mese di gravidanza - ci mette meno del tempo necessario per bere un caffè; spero non esistano davvero mariti capaci di credere che un viaggio - per quanto esotico - possa far riprendere la propria moglie da una decisione del genere e da un aborto così invasivo; spero non esistano mariti che credano che il sesso possa essere nella mente di una donna dopo venti giorni da un parto in gienerale e da aborto del genere in particolare; spero non ci siano donne senza il minimo amor proprio tanto da far prendere a qualcun altro una decisione simile senza dare la propria opinione; per favore ditemi che non è così perchè davvero potrei cominciare a disprezzare il genere umano.
Badate bene, non sto facendo la propaganda contro l'aborto perchè ho sempre ritenuto che sia una questione difficile, troppo personale e molto soggettiva ma da lì a trattarlo come la decisione per l'acquisto di un paio di scarpe ce ne passa. Ho trovato che in questo libro la questione sia trattata in maniera molto fredda, impersonale. Per quanto l'argomento che viene raccontato sia così forte ed importante mai, e dico mai, in nessun momento della lettura mi sono sentita veramente toccata da quello che leggevo, come se l'autrice non abbia saputo rendere fino in fondo quello di cui stava parlando.
Tutti possiamo immaginare quello che Luce stesse provando ma da questo ad essere toccati nel profondo dell'anima dal racconto ce ne passa.
E poi davvero, mi fa ribrezzo pensare ad un uomo così. Chi lo vorrebbe un marito che in modo così freddo, senza il minimo pensiero verso quella nuova vita, sangue del suo sangue, formata in tutto e per tutto pensa solamente a telefonare per prendere un appuntamento all'estero per un aborto che in Italia sarebbe considerato un omicidio - e lo credo bene al settimo mese di gravidanza, come lo chiamereste voi?
Ma allora perchè non aspettare che nasca per poi dargli un colpo in testa e toglierselo dai piedi?
A 7 mesi si può solo parlare di bambino, a tutti gli effetti; un bambino in grado di circondare il vostro dito con la sua manina minuscola, un bambino in grado di percepire la vostra presenza nella stanza, un bambino!!!
E tutto questo è raccontato parlando di disperazione della madre, ma senza mai farcela davvero toccare con mano. Ecco perchè mi mi ha deluso.
Non vorrei essere troppo dura con questo libro ma una storia del genere credo andasse raccontata in modo totalmente diverso, anche facendo prendere ai personaggi le stesse decisioni, anche dandogli la stessa identica piega, ma andava raccontato facendo emergere i sentimenti più profondi. Non credo proprio si possa dire che questo sia il grande capolavoro che mi aspettavo, perchè non arriva al cuore - se non nel mio caso per il nervoso creato dalla leggerezza con cui viene raccontata una storia simile.
Solo verso la fine Pietro, questo marito dipinto per tutto il libro come il ritratto dell'insensibilità assoluta diventa umano e gli viene dato un cuore ma forse è troppo tardi perchè, a quel punto, il lettore credo lo disprezzi troppo.
Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice quindi non so come sia il suo stile normalmente ma in questo caso non credo sia stata in grado di dare il meglio di se.
Qualcuno di voi lo ha letto? Sono solo io ad aver pensato queste cose? Mi piacerebbe molto sapere le vostre impressioni perchè davvero vorrei poter vedere questo libro da un altro punto di vista...vorrei proprio essermi sbagliata...e magari rileggerlo sotto un'altra ottica, se qualcuno di voi sa spiegarmela.

Voto:




domenica 6 ottobre 2013

Nuova grafica

Buongiorno a tutti cari followers! E buona domenica!
Io, complice il tempo piovoso e freddo, ho colto l'occasione per decidermi finalmente a cambiare la grafica del blog. La mia amica Barbara ha sopportato le mie infinite richieste e modifiche e alla fine ha creato un grafica proprio perfetta per il mio piccolo mondo virtuale e quindi eccomi qui a presentarvelo!
Spero che possa essere di vostro gradimento, io sono entusiasta!!! :))))
Da oggi in avanti in ogni recensione metterò anche il punteggio per ogni libro letto.
Vi presento allora il punto e il mezzo punto...che rappresentano un po' me e quindi il logo del mio blog da oggi in avanti:

 

Ovviamente in questo momento sono grandissimi perchè ve li sto presentando! Nelle recensioni li troverete a fine pagina e in una delle barre laterali del blog troverete il significato del punteggio.
Che ne dite? E' brava o no la mia amica? :))))))) 
Presto inserirò anche un banner con i suoi riferimenti! Per ora non posso far altro che continuare a ringraziarla e sperare che voi gradiate questo repentino cambiamento! 



venerdì 4 ottobre 2013

Chi ben comincia #5

Buon pomeriggio amici miei! Evvivaaaaaaa!!! E' di nuovo venerdì!
Un altro week end è alle porte (anche se qui al nord le previsioni non promettono nulla di buono in fatto di tempo e temperature) ed è anche giunto il momento per una nuova puntata - già la quinta - della mia rubrichetta preferita, Chi ben comincia, ideata dalla mia amica Alessia del blog Il profumo di libri
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REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti

Oggi voglio leggere con voi l'incipit di un libro, uscito da poco, di cui ho già parlato nella rubrica Coming soon; un libro che non ho avuto ancora avuto il tempo di acquistare - spero proprio di rimediare nel week end - e che non vedo l'ora di avere tra le mie mani. Sto parlando di Con i tuoi occhi di Lorenza Ghinelli. Se seguite frequentemente il mio blog sapete che adoro lo stile di questa scrittrice i cui libri precedenti ho recensito qui e qui. Essendo riuscita a trovare sul sito della Newton Compton editori un estratto dell'inizio del libro non ho saputo resistere ed ho pensato che questo fosse l'incipit perfetto per oggi!




Incipit: 
Per Irma, le stelle non sono altro che buchi da cui si affacciano luci incuranti.
Se potessero raccontare la sua storia, dalle loro smisurate altezze, procederebbero per sottrazione. Via i sentimenti, le interpretazioni. Via persino le ferite.
Resterebbero i fatti crudi e feroci come un vento polare.
Eppure è estate, e il vento di ponente richiama dalla pelle un odore ormonale che si mischia al sale e ai pini marittimi. Nella notte sembrano schizzate a carboncino, proprio come un sentiero di scale che conduce a un gazebo dimesso, sorto e marcito alla pari di un fungo, all'ombra del castello di Gradara.
Il ragazzo è lì, una sagoma massiccia nella notte ventosa e bollente. La stava aspettando. E' il loro gioco da oltre tre mesi, scorrazzare come bestie in amore in cerca di pertugi diroccati, sotto stelle indifferenti.
Irma si ricorda di sorridere, stipando le memorie cattive dentro ai buchi del cielo. Per farlo conosce un'unica strada: posare le sue labbra contro quelle del ragazzo, piene.
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Che dire? Sono sempre più curiosa di leggere questo libro per vedere se lo adorerò come i precedenti.
Sicuramente anche da queste poche righe riconosco lo stile di questa scrittrice, le sue frasi brevi e secche, cariche di tensione emotiva.
E' facile immaginare Irma, sicuramente un'animo colmo di tensione e cattivi pensieri che "si ricorda di sorridere", non lo fa in modo spontaneo, sembra quasi obbligarsi a farlo perchè la situazione lo richiede.
Bè andrei avanti a leggere questo libro fino alla fine, senza fermarmi.
Mi aspetto molto e spero che le mie aspettative siano ben riposte, come lo sono state precedentemente grazie a questa scrittrice meravigliosa che ho conosciuto ed imparato ad amare quasi per caso.
Voi che ne dite? Avete mai letto nulla della Ghinelli? Se no vi consiglio di correre a farlo!! Io intanto continuo a leggermi l'estratto anche se so che una volta finito rimarrò con un infinito senso di vuoto per l'impossibilità di continuare a leggere!

martedì 1 ottobre 2013

Eventi - Ex cover

Ciao amici miei!!!!! Come state? Io stravolta dalla pienezza delle mie giornate - ed è solo martedì, il peggio deve ancora venire - ma volevo condividere con voi una bellissima iniziativa.
Una mia cara amica mi ha segnalato un evento organizzato dall'Archivio Giovanni Sacchi del comune di Sesto San Giovanni (MI) che credo sia necessario pubblicizzare data la sua creatività. E sì, perchè proprio di un evento creativo si tratta, dove chiunque può dare sfogo alla sua fantasia.
Quante volte noi blogger parlando delle impressioni sui libri comprati, letti o visti in libreria ne critichiamo le copertine? Quante volte una cover che non ci piace ci condiziona nell'abbandonare l'acquisto di un libro - a me personalmente spessissimo! Bene, ora potete fare qualcosa per dare il vostro contributo!
Il concorso si chiama EX Cover ed è stato pensato per dar modo alla nuova generazione di creativi, e ai lettori più intraprendenti, di dare il proprio contributo al mondo della letteratura, reinventando, secondo il proprio gusto e la propria personale visione, la copertina del libro a cui si è maggiormente affezionati.

Avete capito bene!!! Il vostro libro preferito non ha una cover che vi soddisfa? Avete sempre pensato che la stessa invece che essere il suo fiore all'occhiello lo penalizza e che se fosse stata diversa avrebbe potuto valorizzarlo? Allora è il vostro momento, date spazio alla creatività e create la cover dei vostri sogni.

Il concorso è rivolto a due categorie ben distinte: la prima costituita da giovani illustratori, grafici, designer, fumettisti under 30 e la seconda per i lettori più intraprendenti, fantasiosi di reinventare, secondo il proprio gusto e la propria personale visione, la copertina del libro a cui sono maggiormente affezionati.
La giuria sarà composta da:
- Lorenzo Grazzini e Carla Palladino, membri dell'AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva)
- Guido Scarabottolo, illustratore e art director per Guanda
- Monica Chittò, sindaco di Sesto San Giovanni
- Stefano Salis, giornalista de "Il Sole 24 Ore".

La partecipazione è assolutamente gratuita e la cover per partecipare al concorso è da inviare entro e non oltre il 30 ottobre 2013.


Che ne dite? Qualcuno di voi potrebbe essere interessato?

lunedì 30 settembre 2013

Io che amo solo te

Buongiorno miei cari lettori. Oggi farò una cosa che normalmente non capita, vi parlerò dell'ultimo libro che ho finito di leggere nonostante io abbia indietro parecchie recensioni. Vi parlerò di un libro che in questo momento mi serviva, salvandomi dal baratro della mia disperazione. Un libro che nonostante il tristissimo momento che, come sapete, sto attraversando, ha saputo più volte strapparmi una risata, badate bene non un sorriso, una risata sonora, improvvisa, fragorosa. Mi ha portato a fermarmi a rileggere più volte una battuta perchè mi sembrava geniale, e addirittura a leggerne diverse a mio marito incuriosito dal mio ridere in modo così plateale.
Sto parlando di un libro che mi è stato regalato da un'amica e che è capitato proprio nel momento giusto: Io che amo solo te di Luca Bianchini, edito da Mondadori.

Trama: Ninella ha cinquant'anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell'uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia.
Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l'inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c'è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la "First Lady". È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet "semicascante" della sposa al gran buffet di antipasti, dall'assegnazione dei posti alle bomboniere - passando per l'Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti: una diciassettenne che deve perdere cinque chili e la verginità; un testimone gay che si presenta con una finta fidanzata; una zia che da quando si è trasferita in Veneto dice "voi meridionali" e un truccatore che obbliga la sposa a non commuoversi per non rovinare il make-up.

E' un libro che avevo spesso adocchiato in libreria, che desideravo ma che non avevo ancora comprato per le recensioni alquanto contrastanti che avevo trovato in rete; la trama mi ha sempre incuriosito promettendo grandi risate e personaggi esilaranti ma poi si sa come possono andare certe cose...si cominciano a vedere voti di 1 su 5 e l'euforia svanisce, si aspetta, magari perdendosi un libro che invece non è nient'altro che divertentissimo.
Qualcuno prima o poi mi spiegherà perchè se un libro è divertente e non pretende di essere educativo o particolarmente impegnato, allora tra le critiche super entusiaste che leggeremo, ne troveremo altre totalmente schifate per aver trovato quel libro solo un libretto scadente.

Che poi andando a riguardare adesso, dopo averlo letto, quei commenti totalmente negativi, sono tutti di pugliesi feriti nell'animo che tengono a puntualizzare che la Puglia non è solo quello, che certe cose non accadono più. Per farvi capire ne vorrei trascrivere alcuni:

"Sono pugliese, ma non condivido niente di quanto descritto, soprattutto sui preparativi del matrimonio, forse mia nonna 60 anni fa, era condizionata dalla suocera e dal parere del vicinato, così, come raccontati da bianchini!"

"Sinceramente come pugliese e barese non mi riconosco nella descrizione banale e un po' volgarotta di un microcosmo attaccato sì alle tradizioni e alla cultura del Sud, ma costituito alla fine da un branco di buzzurri e ignoranti. Il matrimonio è visto come una celebrazione di kitsch , apparenze e buste piene di soldi date in regalo[...]Inoltre non mi è nemmeno piaciuta la parte dove i due innamorati cinquantenni che coronano finalmente il loro sogno d'amore vengono descritti quasi come due vecchi dai volti rovinati e dalla pelle ormai scurita da macchie marroni. Questo appariva vero appunto negli anni Cinquanta , quando le pelli dei contadini pugliesi erano rovinate dal sole preso durante la raccolta di pomodori. E non a caso Don Mimì fa il coltivatore di patate. Ma se Polignano a Mare è solo questo,mentre è invece una elegante cittadina sul mare teatro ultimamente anche di un festival letterario molto acclamato, siamo alla frutta."

"Ma vogliamo scherzare? Questo è un romanzo falso, frivolo, scontato. Libretto di serie C. la storia è banalissima, noiosa e artefatta, le situazioni inverosimili e cariche di un buonismo fastidioso e compiaciuto. Personaggi inconsistenti come lo è lo spessore del romanzo, stile Cesaroni, infarcito di sciocchezzuole, pensierini terra terra fatti pensare per momenti di saggezza autorale. Basta! Non facciamoci imbrogliare da pubblicità e opere di questo genere, che nulla hanno a che vedere con la buona narrativa e ancor meno con la letteratura."

Bè io sono milanese e, sinceramente parlando, se il libro fosse ambientato nella mia città sarebbe credibile ugualmente e non mi sentirei così traumatizzata dalla cosa, perchè è vero che esistono i matrimoni esagerati e kitch, è vero che ci sono spose super condizionate dai voleri della suocera, è vero che PURTROPPO un testimone gay abbracciato al suo compagno crea spesso ancora oggi disagio per molte persone, è vero che PER FORTUNA ci sono ancora persone che con sacrificio lavorano la terra (e credetemi ne conosco molti anche in provincia di Milano), sono veri tantissimi atteggiamenti che io ho trovato in questo libro e sono veri sia in Puglia che in Lombardia quindi perchè prendersela tanto? Probabilmente l'autore ama la Puglia o ne conosce maggiormente il territorio ed ha voluto ambientare il libro proprio in quella regione!
Ma un libro non può solamente piacere per il suo lato ironico? Cosa c'è di sbagliato nel trovarsi a sorridere se non a ridere di gusto - come in effetti è capitato a me in questo libro - solo per il gusto di farlo?
Un libro non può, per quanto mi riguarda, essere considerato un gran bel libro solo perchè ha da dire qualcosa di forte ed educativo, credo che un bel libro possa esserlo anche solo perchè ironico, divertente, con una trama semplice ma a tratti esilarante!!! Non credo proprio che con questo romanzo Luca Bianchini volesse scrivere la Divina Commedia, non credo pensi di aver creato l'opera somma della letteratura italiana, magari voleva solamente raccontare di uno spaccato di Italia che - per quanto non lo si voglia ammettere - esiste ancora (sia al nord che al sud), e magari voleva farlo solo per far passare qualche ore allegre a chi ha bisogno di farlo.
Per quanto mi riguarda, ci sono momenti in cui ho la necessità estrema di letture di questo tipo, perchè a volte - come in questo momento sta accadendo a me - alcuni avvenimenti sconvolgono la nostra esistenza facendoci sentire vuoti, senza stimoli, con tanti pensieri negativi e allora ben venga un libro del genere, ben venga un autore del genere che sa descrivere in modo buffo i suoi personaggi ed i loro atteggiamenti.

A proposito dei personaggi...
Come non amare Nancy? Intrappolata in quel corpo troppo burroso e in quel nome (Annunziata) troppo antico. Lei che prima del matrimonio della sorella ha due obiettivi: perdere mezzo chilo  e perdere la verginità, lei che sogna di sposare un calciatore per girare il mondo (Sarebbe rimasta a Polignano con Tony, si sarebbero innamorati e poi, come Victoria Beckham, lo avrebbe seguito nelle varie città dei suoi trasferimenti: Barletta, Foggia, Bari, Torino e Liverpool. Cit.), lei che si immagina al matrimonio della sorella con il suo bellissimo abito rosa, cinque Kg in meno, e il suo fondo schiena da urlo. (L'unica cosa di cui era orgogliosa, oltre alle tette, ai piedi, e all'attaccatura delle sopracciglia - in fondo non si dispiaceva - era il sedere, che la faceva sentire la Pippa Middleton di Polignano. Abbondante ma sodo, quasi bello come quello di sua madre. Cit.)
Come non provare simpatia per Ninella, in continua lotta per riuscire a tenere testa alla consuocera - moglie del suo amore di gioventù Don Mimì - e in continuo fermento per riuscire a competere con la cognata trasferita al nord (che si ritiene quasi ariana rispetto a lei ahahahahahah)?
Come non provare tenerezza per Chiara, alle prese con l'organizzazione del matrimonio del secolo (in fondo sta per sposare il figlio del "re delle patate"ahahahahahaha), ma scalfita da mille dubbi e da continue tentazioni? Molto simile fisicamente a sua madre Ninetta ma ancora insicura e fragile, in procinto di sposare l'unico uomo che 'abbia mai corteggiata e quindi attanagliata da mille dubbi.
Bè io queste donne le ho adorate!

Ed ho adorato anche gli uomini della famiglia opposta.
Damiano, il futuro sposo, convinto che nella vita l'amore non sia un valore, ma il matrimonio sì.
Don Mimì che per i suoi errori del passato ha inculcato queste convinzioni al figlio ed ha vissuto una vita accanto ad una donna di ripiego - la First Lady come tutti la chiamano in paese - che in realtà non è altro che una seconda scelta.
E poi c'è lui Orlando - l'Orlando innamorato mi verrebbe da dire citando il famoso romanzo - intrappolato in quella vita di finzione, in quel suo essere troppo diverso per un paesino pugliese (e forse, purtroppo, anche per il resto del mondo), lui che per partecipare al matrimonio del fratello deve nascondere il fatto di essere gay e portare una ragazza di facciata perchè tutto fili liscio, senza dicerie, anche se tutti nel profondo sono consapevoli di quale sia la verità; lui che per poter tirar fuori il suo vero io è costretto a vivere lontano da quel mondo che ormai non sembra più appartenergli; lui che attende con trepidazione le telefonate del suo uomo proibito - l'Innominato - un uomo con una moglie, una famiglia, ma completamente soggiogato dal pensiero di quel ragazzo biondo e bellissimo che ha necessità di possedere, anche se di nascosto, anche se parallelamente ad una situazione "normale". (In realtà, anche l'Innominato dipendeva da Orlando. Era pazzo di quel ragazzo biondo e glabro, ma non abbastanza da mollare la donna che aveva. E anche se teneva il coltello dalla parte del manico, quella relazione rendeva fragile pure lui: avere un amante del tuo stesso sesso non è proprio un'alternativa alla tua donna. Cit.)
E poi ci sono un gran numero di comparse, che poi tanto comparse non sono, ed ognuna di esse è costruita ad arte, ognuna con un ruolo ben preciso, importante, utile per arricchire la trama e i suoi intrecci. Tra tutti spicca Vito Photographer, alle prese con la realizzazione di video e foto dei due sposini, o Mariangela, la testimone della sposa, confidente, organizzatrice, amica del cuore, e poi c'è Pascal, parrucchiere e truccatore con le sue convinzioni un po' buffe. Nessuno è lasciato al caso, ognuno di loro arricchisse la storia che altrimenti non avrebbe lo stesso sapore.
Il tutto si svolge in tre giorni, il giorno del matrimonio, il giorno prima ed il giorno dopo; tre giorni in cui succede di tutto e in cui le vite di ogni singolo personaggio ci vengono così ben raccontate da darci l'impressione di conoscere ognuno di loro da parecchio tempo, si può toccare con mano ogni singola sensazione, ogni piccolo gesto ed ogni sentimento.
E' vero, forse la trama di questo libro non è tra le più originali, forse può sembrare di essere qualcosa di già visto, ma io ho adorato questo libro perchè ha saputo farmi ridere - più nella parte iniziale in realtà - in un momento della mia vita in cui il mio animo non è per niente ben predisposto alla risata quindi non posso che credere che questo romanzo sia ben riuscito e sicuramente da consigliare.
E a tutti quelli che si indignano davanti a libri del genere chiedo solo di vivere la vita con un po' di leggerezza!!!
Scusatemi se questa recensione vi sembrerà diversa dalle solite, scusatemi se ho preso la parte di questo libro e del suo autore come non mi capita spesso di fare, ma sono stufa di sentire commenti gratuiti e senza senso solo perchè un libro è leggero - che poi questo tanto leggero non è perchè fa comunque riflettere su tantissimi temi - e non è super impegnato. Sfido chiunque a scrivere qualcosa che abbia il potere di far ridere! Io quando lo trovo non posso far altro che apprezzare nonostante magari piccoli difetti che - di fronte a questo - passano per quanto mi riguarda in secondo piano!
Ora sono curiosa di leggere altri libri di questo autore quindi mi metterò presto alla loro ricerca!
Che ve ne pare? Qualcuno lo ha letto e vuole dirmi cosa ne pensa? Ovviamente sono ben accetti anche i commenti negativi.

venerdì 27 settembre 2013

Chi ben comincia #4

Buon pomeriggio a tutti! Come state? Io sto cercando di riprendermi dalla notizia tristissima ricevuta la settimana scorsa e passo le mie giornate a sperare che la forza possa tenere la mia amica attaccata alla vita! Credo sia facilmente immaginabile come, quella appena passata, sia stata una settimana difficile ed ho proprio bisogno di stare un po' con voi per pensare ad altro!

Quale modo migliore di un'altra puntata di Chi ben comincia, la rubrica ideata dalla mia amica Alessia del blog Il profumo di libri?
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REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti

Questa settimana per scegliere il libro mi sono fatta richiamare a pelle da uno dei tantissimi - ma mai abbastanza - romanzi accatastati sulla mia pseudo libreria; non avevo particolari pretese se non che, a causa del triste momento che sto vivendo, voglio solo libri pieni d'amore, speranza ed allegria! E' per questo motivo che l'occhio mi è caduto su Se tu mi vedessi ora di Cecilia Ahern, scrittrice anche del libro P.S. I love you che io non ho mai letto. Questa autrice è una vera e propria novità per me anche se ovviamente ho sentito molto parlare del suo famosissimo libro d'esordio. Ecco, è arrivato il momento di dare una possibilità anche a lei.






Incipit: 
Era un venerdì di giugno quando quando diventai l'amico del cuore di Luke. Erano le nove e quindici di mattina, per la precisione, e so con esattezza che ore erano perchè avevo guardato l'orologio. Non so per quale motivo lo feci, visto che non dovevo essere in nessun posto a un'ora precisa. Ma credo che per tutto ci sia una ragione e quindi forse in quel momento controllai l'orologio in modo da potervi raccontare meglio la mia storia. I dettagli sono importanti quando si racconta una storia, vero?
Fui contento di incontrare Luke quella mattina. Ero un po' giù di morale perchè avevo dovuto lasciare Barry, il mio ex amico del cuore. Lui non riusciva più a vedermi. Ma a dire la verità a cosa non ha importanza perchè adesso è più felice, ed è questo ciò che conta. Credo. Dover lasciare gli amici fa parte del mio lavoro. Non è un aspetto molto bello, ma penso che si debba trovare un lato positivo in ogni cosa. E, per come la vedo io, se non avessi mai dovuto lasciare i miei amici del cuore non avrei mai avuto la possibilità di trovarne di nuovi. E trovare nuovi amici è a parte che di gran lunga preferisco. Probabilmente è per questo che mi è stato offerto il lavoro.

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Che ve ne pare? Io ho gli occhi a cuoricini. Mi piace la tranquillità con cui la storia viene raccontata, una scrittura chiara, lenta, ricca di particolari. Sono rimasta un po' stranita all'inizio perchè, leggendo la trama, mi aspettavo che la storia fosse raccontata da una donna, Elizabeth, la protagonista; invece non è così. Si capisce chiaramente che qui chi parla è un maschio. Il primo pensiero che ho avuto è quello di un angelo custode. Il fatto che il suo amico precedente non possa più vederlo mi ha fatto pensare a quegli angeli che aiutano le anime a varcare il confine.
Beh, questo incipit mi convince al 100% anche se non è un inizio da fuochi d'artificio...anzi forse mi convince proprio per quello!
Voi cosa ne pensate, vi piace? Avete già letto questo libro e volete dirmi le vostre impressioni? Oppure questo incipit non vi ispira per niente?
Sapete che adoro trovare un segno del vostro passaggio nei commenti quindi non fate i timidi!!!! :)))))))))))
Vi ricordo anche che se vi piace il mio blog potete seguirlo diventano lettori fissi. Trovate in alto a sinistra della pagina lo spazio per loggarvi con il vostro account google! Vi aspetto!!!!

mercoledì 25 settembre 2013

Eventi - Passeggiate d'autore Milano 2013

Buongiorno miei cari divoratori di libri! Finalmente posso parlarvi di un evento letterario che si svolgerà proprio nella mia città. Ho avuto la segnalazione da un'amica e non ho potuto non condividere con voi l'informazione visto che mi sembra una cosa davvero interessante.
L'iniziativa si chiama Passeggiate d'autore. In realtà un incontro si è tenuto lo scorso sabato ma dal 28 settembre fino a fine novembre ogni sabato mattina, accompagnati da scrittori milanesi, si potranno visitare dei luoghi della città che sono stati protagonisti di opere letterarie. Ogni appuntamento ha il costo di 10 euro, scontato con CartaPiù Feltrinelli a 7 euro.

Ecco nello specifico le date e i temi di ogni incontro.

28 Settembre
Irene Chias
Passeggiando con l'Adalgisa di Carlo Emilio Gadda
Appuntamento: 0re 10.30
Via Pontaccio

5 Ottobre

Dario Borso
Psicogeografia a Milano

12 Ottobre
Nicola Falcinella
Stazione Centrale: Arrivi, partenze, amori e intrighi

19 Ottobre
Jacqueline Ceresoli
Il distretto della nuova cultura

26 Ottobre
Giuseppe Lupo
Se uno stampatore rinascimentale arriva a Milano

9 Novembre
Nathalie Capua
Milano di notte. La notte di Milano
Viaggio nella storia e nella percezione del buio

16 Novembre
Marco Rovelli
Sotto gli occhi di tutti: la Milano nascosta di chi lavora in clandestinità e si porta sulle spalle la città

23 Novembre
Barbara Caputo
Laboratorio di osservazione urbana

Vi lascio inoltre il link del blog di questa bella iniziativa http://passeggiatedautore.blogspot.it/ dove potrete sicuramente trovare di volta in volta delle informazioni più dettagliate.

Che ne pensate? C'è qualcuno che pensa di partecipare ad uno o più di questi incontri?
A me ispira tantissimo quello del 12 ottobre "Stazione centrale: arrivi, partenze, amori, intrighi" e credo proprio che ci farò un pensierino.