martedì 21 giugno 2016

Recensione #134 - Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile

Ciao carissimi! Ecco di ritorno con una recensione: quella di  Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 302 pagine. Un libro che mi ha toccato tantissimo per la sua dolcezza!

Sinossi: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Una nuova voce italiana indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

Che tenerezza questo libro. Mi ha conquistato con il suo intercedere lento e malinconico.
Michele è un uomo di trent’anni con nel cuore un vuoto lasciato da una madre che, quando lui aveva solo sette anni, è partita con una valigia e un diario rosso: il diario segreto di suo figlio, quel bambino che avrà per sempre una mancanza nel cuore.
È il custode del treno Michele, proprio come suo padre, che da quella casa non lontana dal mare osserva malinconico quella sagoma inanimata che ogni giorno parte e ritorna e che lui coccola, pulisce, prepara per il viaggio del giorno successivo.
Ha un’abitudine Michele: raccogliere gli oggetti smarriti che le persone perdono ogni giorno su quel treno; sono quegli oggetti la sua famiglia, oggetti inanimati che non possono abbandonarlo, che non possono ferirlo.
È solo. Da quando suo padre è morto non ha mai messo piede fuori dalla stazione di Miniera di Mare, non ha più parlato con nessuno, nessuno è mai più entrato nella sua casa.
Finchè un giorno, improvvisamente, Elena entra come una furia nella sua vita, con la sua teoria dei colori, con la sua allegria e la sua voglia di prendere la vita a morsi.
È scosso Michele, ma è anche incuriosito; infastidito ma anche colpito. Elena potrebbe essere la sua prima vera amica, ma fidarsi è difficile per uno come lui.
Ma le novità per Michele non sono finite: il suo diario rosso, quello che sua mamma aveva portato con se il giorno della fuga, è proprio su un sedile di quel treno, una sera, insieme ad altri oggetti smarriti e dimenticati.
Chi potrà averlo lasciato? Proprio sua mamma o qualcuno per lei? Perché allora non lo ha cercato, per colmare quel vuoto che lui si porta dentro da troppo tempo?
Dopo tanti anni Michele ha una reazione, sente il bisogno di sapere, di parlare con qualcuno e chiede ad Elena un consiglio.
È grazie all’entusiasmo e alle spinte della ragazza che l’uomo prende la decisione di partire, alla ricerca del suo passato, alla ricerca di risposte.
Comincia così un viaggio lento e doloroso cui il lettore assiste inerme. L’uomo ripercorre il viaggio che l’unico treno percorre ogni giorno da Miniera di Mare a Piana Aquilana chiedendo notizie ai passanti e mostrando l’unica fotografia che possiede di sua madre, una foto di più di vent’anni prima. Michele è ingenuo, non abituato al mondo, bisognoso di credere in qualcosa di positivo e questo lo porta a sbagliare, a fidarsi delle persone sbagliate e a non riuscire invece a lasciarsi andare con le persone giuste.
Per quattro giorni seguirà gli indizi, cercherà di capire, inizierà ad aprirsi al mondo e si sentirà pian piano diverso.
Ma chissà se le cose sono come lui se le aspettava, chissà se quella situazione vista da un’altra prospettiva potrà cambiare colore o almeno essere più accettabile…
L’autore è stato bravissimo ad imprimere sulla storia quella sensazione di vuoto e di mancanza; una sensazione che non mi ha mai abbondata, durante tutta la lettura e che alla fine mi è mancata, lasciandomi orfana di una tensione emotiva che mi ha colpito più di quanto mi abbiano colpito le parole. E quando un libro mi arriva così non posso che adorarlo, consigliarlo, regalarlo! 
Oltre ad uno stile che mi ha conquistata ho adorato i personaggi: Michele adulto fuori e ancora bambino dentro, Elena con il suo apparente stato di felicità, Luce - una donna molto simile a Michele - e Gianni il suo bambino ferito; oltre a questi diverse comparse con un ruolo preciso e determinante all’interno della narrazione. Un esordio letterario ottimo per un autore che nella vita fa lo sceneggiatore e regista, mestiere che credo abbia inciso molto sul taglio dato alla narrazione ed al libro in generale. A proposito... io un film su questa storia ce lo vedo proprio bene bene bene!!!
Un libro da leggere senza fretta, assaporando ogni passaggio e lasciandosi trasportare da quelle sensazioni che è capace di regalare.

VOTO: 




20 commenti:

  1. Bella recensione, è piaciuto molto anche a me!! Ha un so che di magico.... :)
    Fede

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  2. che belle parole, mi ispira sempre di più

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  3. Questo libro volevo proprio leggerlo, l'avevo preso in digitale, prima che il mio povero Kobo mi dicesse addio...
    Una buona scusa per prendere il cartaceo :P

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    1. In questo caso il cartaceo è d'obbligo!!

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  4. Appena l'ho visto mi è piaciuto. Presto sarà mio

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  5. Bella recensione... inutile dirti che mi ritrovo al 100% nelle tue parole :)

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  6. Ciao Dany! Anch' io ho letto questo romanzo ma purtroppo non mi ha trasmesso tutto quell' entusiasmo che ho letto nella tua bella recensione. Io l' ho trovato molto malinconico e a tratti lento. Sono gusti...rispetto il tuo pensiero, ma continuo a chiedermi perché a me non ha conquistato?

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    1. A me è stata proprio tutta quella malinconia a conquistarmi! Sono gusti e magari anche momenti...
      Il bello della lettura! ;)

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  7. Un libro che mi incuriosisce molto.. le recensioni che sto leggendo sono sempre positive, emerge sempre tanta tenerezza e dolcezza.. Spero di leggerlo presto :)

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