Buongiorno lettori, oggi torna Marina con una nuova recensione. Prima di lasciarvi a lei vi auguro buon weekend.
Reduce dal Festival Letterario PordenoneLegge 2019, che si è concluso Domenica 22 Settembre, sono ancora un po’ frastornata da giornate che in fondo non mi appartengono – e che come ogni anno restano come un sogno nebuloso, a lungo vagheggiato…
Approfittando della gradita presenza a PordenoneLegge, tra gli altri, di Annalisa Strada, ho letto il suo primo romanzo per adulti, “Più fiori che opere di bene”. Considerato poi che l’incontro con il pubblico era presentato dall’esimio Prof. Gianmarco Villalta, capirete come lo scorso giovedì 19.09 io non abbia potuto mancare all’appuntamento, che si è rivelato brillante, divertente ed interessante, facendo poi il verso al romanzo stesso di quest’autrice. Ma dell’incontro Vi parlerò in altra occasione. Per il momento, piccola recensione del romanzo.
Autore: Annalisa Strada
Casa editrice: Harper Collins Italia, 2019
Pagine: 328
Sinossi: Clotilde Grossi, detta Clo, è una trentasettenne senza orpelli nel
pensare e neanche nel vestire. Nella vita fa la fioraia, vive a Bergamo e
il suo negozio si chiama Ditelo con i fiori. Nessuna meglio di lei sa
se è meglio un crisantemo o un gladiolo per ogni occasione. Ma sarebbe
un errore immaginarla come un'inguaribile romantica, perché la sua vera
passione è il crimine. Vorace consumatrice di romanzi gialli che le
vengono spacciati da Nicla Verzetti, la sua amica libraia del negozio di
fronte, non riesce a resistere di fronte a ogni notizia di cronaca
nera. Vuole sempre saperne di più e riesce a rubare preziose
informazioni anche grazie al suo fidanzato storico, Carlo, che guarda
caso fa l'impresario di pompe funebri. Un giorno però, nella piazza
principale della città, viene ritrovata la testa di un uomo orrendamente
sfigurato. Clotilde è fra i primi ad arrivare e senza pensarci due
volte decide di mettersi in campo personalmente nelle indagini,
utilizzando la scusa dei fiori. Ed è proprio durante le sue scorribande
non proprio lecite che conosce il commissario Riccardo Leonardi. Un uomo
dai rari sorrisi, cravatte sgargianti, frequenti macchie di
stilografica sul taschino e dall'intuito infallibile. Per questo
Leonardi capisce subito di aver trovato, più che un'innocente
margherita, un'autentica spina nel fianco.
RECENSIONE:

